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Un digiuno per Gaza

16 commenti

La strage di Gaza chiude un’epoca. Le parole e le azioni dello Stato israeliano non lasciano più alcun margine d’interpretazione. Esigono soltanto una presa di posizione definitiva: il lancio di razzi artigianali – che a tutt’oggi hanno causato pochissime vittime – può giustificare i bombardamenti aeronavali, l’uccisione di centinaia di persone in pochissimi giorni, un lungo embargo alimentare, sanitario ed energetico?
La retta via ben si distingue dall’errore” [II:256].

[Leggi tutto su Ribat-almujahid.com]

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16 thoughts on “Un digiuno per Gaza

  1. chi cerca trova, Israele aveva appena liberato i prigionieri, ed Hamas giù a lanciare razzi.

    gli israeliani stanno facendo vedere al mondo come si fa una guerra in medio-oriente VINCENDOLA.

  2. I palestinesi devono ringraziare Hamas per tutto quello che accade a loro.

  3. Marco, da qualche tempo evito di rispondere ai tuoi commenti. Non ho più voglia di discutere con te, anche se certamente questo non t’impedisce di commentare i miei articoli. Ancora una volta, tuttavia, confermi un atteggiamento di perfetta autoreferenzialità, dando aria alla bocca davanti ad un massacro. Per educazione, evito di augurarti una situazione simile a quella su cui sdottoreggi. Auguri per la tua visione del mondo.

  4. Abdannur

    se quello che scrivo non ti piace, questo non cambia la realtà.

    Hamas ha voluto questo attacco, ed adesso se lo ritrova.

    E certamente se persino il Re della Siria si è schierato dalla parte di Israele, forse non sono il solo a pensare che se la siano cercata.

    Io dico quello che penso, non c’entra un cazzo l’autoreferenzialità.

    Non serve essere un astrofisico o un sociologo per poter commentare quello che vedo, e non mi sembra di aver mai chiesto le tue credenziali accademiche per supportare i tuoi pareri….

  5. Io credo che tu perda il diritto al rispetto delle tue opinioni, a prescindere da titoli di studio che significano poco o nulla, quando davanti ad un massacro giggioneggi che “chi cerca trova”. Per me, chiunque dimostri una tale, obiettiva stupidità, a prescindere dalle sue posizioni politiche e dalle sue esperienze di vita, non merita nessuna considerazione. Parli da solo, se vuole; sta solo giocando al suo personale Risiko mentale.

    In Siria, comunque, non c’é il re.

  6. Lo so che in Siria FORMALMENTE non c’è il Re, nella pratica sì.

    comunque se hai paura delle idee degli altri evita di postare su questo blog, visto che hai idee così deboli che non accetti il contraddittorio.

  7. Non entro nel merito della questione che non conosco ( e non voglio conoscere, è assolutamente incomprensibile e insensata questa guerra che dura da troppo tempo )
    Ma trovo curiosa l’affermazione ( lo stupore ) di Abnadur riguardo la reazione dopo il lancio di razzi artigianali e la successiva reazione..

    Vista da occhi totalmente estranei ( quali sono i miei in questo caso ) provoca una sola domanda :
    non credi che la decisione del lancio sia totalmente slegata dal fatto che le armi fossero artigianali ??

    Io penso che se avessero avuto armi sofisticate non sarebbe cambiato nulla.
    Nè la decisione di lanciarle , nè gli effetti diretti ( i pochissimi o i tanti morti ), nè la reazione della controparte.

    Forse i miei ragionamenti sono troppo banali,ma non riesco a farne altri.

    Per il resto vorrei far riflettere Abnadur sul fatto che Marco ha il suo personalissimo modo di esprimersi che si può,legittimamente, non condividere ma si può comunque dialetticamente affrontare.

    Ma non si può non convenire sul fatto che questo è, e rimane , l’unico blog dove chiunque può pubblicare ed esprimere il proprio pensiero senza censure.

  8. Domanda per Abnadur. Ma personalmente come giudichi il movimento di Hamas?

  9. Franca, a me non interessa il modo di esprimersi di Marco. Credo che quando si supera un certo limite, sia necessario notarlo; altrimenti si è come dei bambini, che non sanno di cosa parlano e che sbeffeggiano irrispettosamente anche le cose più terribilmente serie – pur rivelandosi, spesso e volentieri, assai più maturi e consapevoli dei cosiddetti “grandi”. A me non interesse discutere di affermazioni di idiote, e non certo per “paura” di contenuti che stentano ad esprimersi in modo accettabile.

    Sulle tue impressioni, Franca, ti propongo la brevissima riflessione di un amico.
    “Israele ha il diritto di difendersi ma non di occupare illegalmente i Territori palestinesi da 41 anni, in spregio di tutte le risoluzioni dell’Onu, «e privando tre milioni e mezzo di persone dei diritti alla libertà di movimento, al lavoro, alla salute e all’educazione» (Amnesty International, Sopravvivere sotto assedio. Violazione dei diritti umani dei palestinesi nei Territori Occupati, Ega 2006, p.8). Ha il diritto per difendersi di costruire un Muro, se vuole, ma non all’interno dei territori palestinesi, sottraendo un altro 15% del loro territorio e violando il diritto internazionale, come ha sentenziato la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja il 9 luglio 2004 (sentenza completamente disattesa da Israele), e rinchiudendo un intero popolo dentro una sola prigione. Ha il diritto di difendersi, ma non di insediare coloni all’interno dei Territori occupati, violando la Convenzione di Ginevra, riducendo sempre più la poca terra e l’acqua che resta ai palestinesi (ai palestinesi resta solo il 22% dell’intera Palestina, e a brandelli, popolata com’è da 450 mila coloni israeliani: meno della superficie dell’Umbria per 3,5 milioni di abitanti). Israele ha il diritto di difendersi dagli attacchi che provengono da Gaza, ma non di chiudere in una prigione il suo milione e mezzo di persone, bloccando i valichi, lo spazio aereo e marittimo, non permettendo nemmeno di pescare ai pescatori palestinesi. Finché si pone il diritto alla difesa e alla sicurezza al di sopra di tutti gli altri diritti, o lo si invoca per sé e non anche per gli altri, il diritto si degrada alla legge del più forte; e l’uso della sola forza non la sicurezza ottiene, ma alimenta violenza e spirito di vendetta; la forza, l’occupazione militare e la repressione violenta, non sono la soluzione del problema ma il problema. Ma queste cose né papa, né capi di stato, né ministri, né giornali le dicono o ricordano. Non c’è pace senza verità e giustizia.”

    Ad Ulf, brevemente, rispondo che giudico il movimento di Hamas come un prodotto storico delle vessazioni europee ed israeliani ai danni del popolo arabo. Che ne condanno i metodi terroristici, inaccettabili dal punto di vista della morale religiosa e non, ma ne capisco e ne condivido la volontà di resistenza – anche armata, laddove necessario, e nei tempi e nei modi consoni al rispetto del diritto di guerra e della dignità umana – a fronte di un’oppressione che da diversi decenni nega, con sistematicità e brutalità crescenti, i diritti e la dignità del popolo di Palestina.

  10. abdannur
    il messaggio su Marco… forte e chiaro: recepito.

    Cercherò di riflettere sulla questione e se ne riparlerà.

    Ti ripeto ho sempre avuto una certo fastidio nel tentare di capire i motivi di una guerra che, sinceramente, non mi sembra che nessuna delle due parti voglia veramente cessare .

    Sono consapevole che la mia è un opinione banale, a pelle questo è quello che sento.

  11. Hamas è UNIVERSALMENTE riconosciuto SOLO come un movimento TERRORISTA, perà il buon Abdannur, dando dell’idiota a me, dice di “capirne le ragioni” e “ne condivido la volontà di resistenza – anche armata”.

    Vedi Abdannur, è qui la differenza, per me Hamas è feccia, gente che si approfitta della situazione in Palestina per aumentare il proprio potere, e che usa Israele come modo per aumentare il proprio consenso, focalizzandolo contro un nemico.

    E’ chiaro che però, fintanto che i palestinesi li vorranno come loro leaders, risponderanno delle conseguenze.

    Gli Israeliani spero vogliano finalmente VINCERE la guerra contro Hamas, usando tutti i mezzi necessari.

    E se ci sono “casualties”, si sa che non si fanno le frittate senza rompere le uova.

    Le mie saranno “affermazioni da bambino”, ma io DIVERSAMENTE da te, non sto con i terroristi, ed ai tuoi amici di Hamas, che tu comunque giustifichi, auguro di essere rasi al suolo, uno per uno.

    E tu, una buona volta, decidi da che parte stare, perchè è un pò comodo essere cittadino italiano quando ti fa comodo per il lavoro e la pagnotta e nel cuore sostenere e giustificare i terroristi di Hamas, se la pensi così vai anche tu in Palestina, sei un futuro terrorista in meno.

  12. Marco, dò dell’idiota alle tue affermazioni, e non a te, se non nella misura in cui ti ci riconosci.

    Nella tua risposta, non discuti le argomentazioni che ho riportato nel commento precedente. La nota che ho proposto a Franca riferisce cursoriamente alcune delle cause storiche e sociali che caratterizzano la pluridecennale oppressione israeliana ai danni del popolo di Palestina; probabilmente non ne sei a conoscenza, e giustamente non ti avventuri nell’analisi di cose che non conosci.

    Meno giustamente, decontestualizzi una parte della mia risposta, per ridurla ad una questione privata e metterla ancora sul personale, in modo del tutto sterile, invitandomi ad “andare in Palestina” come “futuro terrorista” (non è forse un’affermazione idiota, questa?). Al contrario, dicevo che:
    1) Hamas è un prodotto storico delle vessazioni europee ed israeliane ai danni del popolo arabo.
    2) Ne condanno i metodi terroristici, inaccettabili dal punto di vista della morale, religiosa e non.
    3) Ne capisco e ne condivido la volontà di resistenza a fronte di un’oppressione che da diversi decenni nega, con sistematicità e brutalità crescenti, i diritti e la dignità del popolo di Palestina.
    4) Credo che tale resistenza possa esprimersi anche in forma armata, laddove necessario, qualora ciò avvenga nei tempi e nei modi consoni al rispetto del diritto di guerra e della dignità umana.

    In una parola, eviti di considerare quel che ti dico, limitandoti a ribadire solipsisticamente le tue altisonanti affermazioni da bar, e perdipiù cambi il senso delle mie parole, non capendole o fingendo di non capirle, comunque ignorandole nella loro gran parte.
    Dimmi te a cosa serve discutere in questo modo.

  13. Allora possiamo dire che se non era per Hammas, Israele NON avrebbe bombardato Gaza, se NON era che nei paesi arabi hanno dato troppa importanza e l’hanno fatto crescere Hammas non sarebbe stato un pericolo. Se non erro vi e’ un’autorita’ palestinese, che non ha niente a che fare con Hammas, ma nessuno ha mosso un dito per impedire che Hammas continuase imperterrito ha lanciare missili, bombe mortaio e scavare tunnel contro Israele.

  14. Ulf, l’invasione della Striscia di Gaza è pianificata da più di un anno, secondo le dichiarazioni degli stessi generali israeliani, che argomentano così la “chirurgicità” delle operazioni. Se credi davvero che dei razzi artigianali possano scatenare un attacco di questo portata, mi chiedo con che coraggio possiate infierire sulla “creduloneria” degli elettori del PD in altre occasioni.

    Se tu invece mi vuoi dire che il crimine del popolo di Palestina è la resistenza all’oppressione, il rifiuto dell’occupazione militare e l’esigenza della propria dignità politica e morale, allora il discorso cambia radicalmente. Ma mi pare che tu resti a livello di punture di spillo; non entri nell’argomento, lo cambi rapidamente, e posti dei video di per loro insignificanti: c’è una cultura della violenza? Sì, sono stato il primo a dirlo. Ma ho cercato di tratteggiarne le cause storiche e di isolare quelli che ritengo degli elementi da valorizzare da quelli che riconosco come scorie da eliminare, nell’interesse primo dei Palestinesi stessi. A questo, spero non vorrai rispondere ancora con altri filmati.

  15. L’interesse primo dei Palestinesi e quello di togliersi di torno Hammas! E non mi pare che Hammas abbia solo razzi artigianali, come dici tu. Perche’ riuscire ad arrivare fino a trenta KM da Tel Aviv, non e’ da poco. Che Israele abbia pianificato questa operazione non e’ da stupirsi, visto la totale mancanza di fiducia nei confronti di Hammas, d’altra parte Israele e famosa la preparazione tecnica per salvaguardare i propri territori, anche se questo vuol dire cedere parte dei propri per la pace di altri, guarda le colonie.

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