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Vestivamo FALCE E MARTELLO : la divisa

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(  post già pubblicato in passato- ripubblicato perchè sto per riprendere la “serie”   rimasta .interrotta per vari motivi )

Poichè ho voluto chiamare VESTIVAMO FALCE MARTELLO questa mini-serie di frammenti di vita vissuta  ( racconti  tra l’orrido e il grottesco, ) , uno dei primi argomenti  che voglio trattare è quello dell’abbigliamento negli anni settanta .
Abbigliamento come divisa.


Divisa  di destra e  divisa di sinistra.


Abbigliamento usato per  connotarsi politicamente e per  rendersi  riconoscibili anche a prima vista.


Abbigliamento maschile di destra : giacca e cravatta in genere, top dei top anzichè la camicia un maglione a collo alto rigorosamente nero. Cappotto elegante. A volte cappello.

Abbigliamento femminile di destra : elegante, sobrio ma di boutique. Borsa e accessori  di Gucci. Profumo più in voga : Calèche di Hermes.

Abbigliamento di sinistra  rigorosamente unisex : pantalone  ( di solito jeans…ma mai di marca Lewis !!! ), maglietta….. e l’ ESKIMO.
In varie versioni :  invernale con pelo interno, autunnale ed estivo sfoderato e di  tessuti di vario peso.
Rigorosamente verde. Consentito il marrone chiaro.
Unico profumo accettato ( rigorosamente unisex anche questo ) :  l’essenza di Patchouli .
Accessorio unisex : tascapane militare.

L’ESKIMO fu il capo di abbigliamento più connotante per la SINISTRA.
Impensabile che uno di destra si permettesse un simile capo di abbigliamento.
Diventa nel tempo un cult. Guccini  titola così  una canzone . Molti ne scrivono.

Il successo credo sia dovuto, a parte il basso costo, alle  numerose e capienti tasche.
Tasche che  consentivano di contenere oggettistica varia.
Dai volantini arrotolati  pronti da distribuire , al nastro adesivo da pacchi  per attaccare  manifesti ovunque, ma soprattutto le due  tasche principali  nascondevano a meraviglia cubetti di porfido  raccolti da terra………
Nelle manifestazioni di piazza qualche suonato cercava sempre di farne uso….
Negli anni successivi appare la Kefiah palestinese annodata al collo.

Un salto nel tempo e arriviamo all’abbigliamento delle femministe, negli anni ottanta .
Zoccoletti di legno tipo olandesina, gonnelline a fiori , maglioni  a maglie larghe fatti a mano.
In realtà  un abbigliamento molto più gradevole della divisa unisex della sinistra.

Una cosa che non ho mai capito è perchè questi maglioni dovessero essere confezionati  durante le riunioni.
Ridicole riunioni dove la gente (  donne per lo più ) a capo chino , discuteva e sferruzzava.
A distanza di anni ancora non riesco a capire  il perchè di una “moda” così buffa .
Anche se ,oltre all’Eskimo, ho portato zoccoletti e gonnelline a  fiori…. ma non mi è mai riuscito di sferruzzare parlando con gli altri…
e nemmeno mettermi mai  il porfido in tasca, s’intende ….

Franca Corradini

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Autore: francacorradini

essere pensante

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