LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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Libertà di informazione e censura soft

Stasera,e non è la prima volta, una notizia inserita da me su Current Tv finisce in home page della Tv  interattiva di Al Gore targata  Italia.

Pensavo di fare cosa gradita agli amministratori dell’aggregatore  OKNOTIZIE.

La notizia riguardava loro e la consuetudine di non nascondere notizie che non  sono adatte al pubblico di minori.

Un certo tizio, di cui Marco ha postato la foto un pò di tempo fa, si ostina a postare video di dubbia moralità.

Si va da  copule di un asino con donne, a  filmetti porno con monaci ( finti ) e stasera l’apoteosi con un filmetto trash/Horror.

Io e altri utenti abbiamo segnalato l’abuso.

Mstatus ha richiesto l’apposito bottone per i contenuti di questo genere.

Nonostante il regolamento di OK notizie reciti, al punto 6.4

Gli amministratori praticano qualche forma di censura?

No, in nessun caso una notizia lecita (non spam, no spyware, …) viene eliminata. Le notizie che recano parole non adatte ad un pubblico di minori vengono escluse dalla home page e dalla lista cronologica ma sono comunque raggiungibili in maniera diretta o dalla pagina dell’utente che le ha postate.

in questa e altre occasioni nulla è stato fatto.
Ho segnalato la cosa su Current TV e dopo poco ho ricevuto la mail che trascrivo qui sotto.

Congratulazioni, francacorradini!
Uno dei contributi che hai inviato a Current si trova sulla prima pagina nella sezione News di Current.it.
Il tutto è avvenuto alle ore 31-ott-2008 19.34.08.
Dai un’occhiata: [current.com]
Ma non è tutto…
Se il tuo contributo è sulla homepage significa che ci sono buone possibilità che sia presentato al pubblico nel corso dello speciale Current:News che va in onda quotidianamente dalle 15:00 alle 18:00, in diretta sul canale 130 di SKY.

Puoi invitare i tuoi amici a votare il tuo contributo o, se preferisci, pubblicare un link ad esso su MySpace, Facebook, il tuo blog ed altri social network. Per farlo puoi usare il pulsante “Condividi” o il pulsate “Email” che appaiono accanto ad ogni contributo da te inviato.
Saluti, Il Team della Community di Current.it

Ebbene, invece di esprimere la loro contentezza , hanno nascosto la notizia con questa motivazione :
Notizia nascosta. Non è il modo corretto di proporre una news.
?????????????
Ovviamente se ne deduce che il modo corretto è postare filmetti porno.
Bene,  allora mi organizzerò.
Franca Corradini


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Arresti e sedie rotte: questo l’effetto della politica a scuola? dal blog di Alex Menietti

Non smetterò mai di ripeterlo.

Fuori la politica, quando si parla di scuola.

Sembro un nonno preoccupato per il suo nipotino, continuo a ripetere le stesse cose all’infinito.

Eppure c’è sempre chi mi dà torto, chi dice che se non si usa la violenza non si causano problemi a nessuno anche se si porta la politica a scuola, chi crede che la bandiera rossa – o quella nera – gli possa garantire un futuro migliore.

Sbagliate.

Quando i giornali parlavano delle manifestazioni che coinvolgevano tutti gli studenti, io ero l’unico a dire che la maggioranza degli studenti in realtà voleva far lezione e se ne fregava di manifestazioni, okkupazioni e politica.

Ho scritto anche un articolo per Skuola.net su questo tema, che ritengo essere interessante in quanto ho riportato diverse dichiarazioni di studenti e genitori: lo trovate cliccando qui. Solo due giorni dopo i primi telegiornali iniziano a parlare di tutti questi studenti che sono rimasti nell’indifferenza dell’opinione pubblica, che non hanno manifestato ma che comunque non necessariamente sono a favore della riforma. Nei giorni successivi, gli altri organi di stampa. E’ brutto che nel nostro Paese tutto si debba basare su attività violente e spesso illegali.

Se gli studenti scendono in piazza a insultare un Ministro o ad attaccare la Polizia, il giorno dopo si dedica mezza pagina alle loro cause.

Se uno studente rimane a scuola a studiare, no.

E così è successo anche per i manifestanti di ieri. Questa volta non è potuto negare che fossero appartenenti a schieramenti politici, visto che lo scontro è avvenuto proprio per questo motivo. Così fascistelli e comunistelli, che fino adesso erano riusciti nella convivenza, ieri sono arrivati allo scontro. Non solo un “normale” scontro fisico, ma con tanto di lancio di sedie (che presumo non avessero preso da casa loro). Oh, che bello quando la politica si mischia all’istruzione! Non ci dovrebbero essere motivi per cui studenti – a maggior ragione se si interessano di politica – dovrebbero scendere in piazza a manifestare in modo violento, in quanto tutti dovrebbero cercare solo di pensare al bene della scuola. E discuterne magari a un tavolo, tirando fuori qualche proposta concreta. Invece con pregiudizi banali e stupidi, amanti della sinistra e della destra estrema, han rovinato la giornata di ieri (e tutte quelle precedenti).

Bravi!
Ma questo è stato soltanto il culmine della politica mischiata all’istruzione, nonostante media e organizzatori assicurino che è stato sempre tutto apolitico. Basta sfogliare le foto degli eventi organizzati in tutta Italia per notare diversi partecipanti con magliette “Io non ho votato Berlusconi” o con immagini di Guevara. Manifestazioni costruttive, ovviamente, nulla di rimproverabile. Protestano per il diritto allo studio – che credono venga loro negato – gridando “la protesta ritorna, a scuola non si torna“. E meno male che manifestano per il diritto allo studio! Per sottolineare la loro disponibilità ad aprirsi al mondo politico, e non dimostrare così idee politiche già marcate (e marcanti per chi non le avesse), gridano simpatici slogan al Ministro, come “Gelmini idiota, cinque in condotta“, utilizzando bestemmie al posto degli articoli, per rafforzare il senso della frase. Per i nostalgici dei cori da stadio, in alcune città si è potuto udire anche il famoso “Gelmini, Gelmini, vaffanculo“. Per non parlare delle persone che incitano la folla gridando “Hasta la victoria, companero“: loro no, non hanno assolutamente a che fare con la politica.

Figuriamoci.
Con tutte queste manifestazioni democratiche e apolitiche gli studenti si sono così giocati le loro carte. E dire che per loro era stato aperto anche un tavolo dal Ministro Gelmini, ma l’associazione più influente – l’Unione degli Studenti (di sinistra) – volete sapere come ne ha approfittato? Chiedendo praticamente solo di ritirare la legge.

Nessuna proposta su come migliorare la scuola, nessun piano per potersi avvicinare a quanto legiferato nel dl.

L’unica richiesta chiara è stata l’abolizione dei numeri chiusi alle Università, in quanto è “un sistema che crea gravi discriminazioni tra gli studenti e le studentesse del nostro paese“. Poverini, loro che manifestano forse non riescono a studiare nelle facoltà in cui passano solo i più bravi.
Ripeto ancora una volta, appoggio solo in parte la “riforma” della Gelmini, perché modifiche importanti che sono state apportate non le condivido affatto. Ciò nonostante non credo che la soluzione sia andare in piazza a spaccare sedie, a insultare un Ministro o a sfilare con la maglietta dell’idolo politico di turno.
Da ieri, la “riforma” Gelmini è legge. Che lo vogliate o no, studenti che avete manifestato.

Alex Menietti

Alex Menietti è un giovanissimo studente universitario,”aspirante” giornalista con cui collaboro nel sito scolasticamente ( per una mente che si illumina) .

Trovo i suoi interventi sempre puntuali ed obiettivi, per questo motivo ve li propongo.

Franca Corradini


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Scuola : oggi non ho scioperato perchè ………….

pur essendo molto critica sull’operato della  Gelmini ( leggi qui –uno dei tanti post critici che ho scritto )

  • perchè i sindacati ( ormai divenuti casta anche loro )  sono  tra i responsabili dell’affossamento della scuola pubblica
  • perchè la protesta è strumentale e politicizzata
  • perchè  i sindacati non hanno chiamato a a scioperare quando Fioroni ha aumentato i contributi alle scuole private
  • perchè i sindacati non hanno chiamato a  scioperare quando Fioroni ha fatto scelte parimenti impopolari a quelle del Ministro attuale
  • perchè i sindacati hanno firmato contratti collettivi da vergogna
  • perchè i sindacati hanno mortificato la categoria del personale ATA con l’ultima sequenza contrattuale

ma soprattutto perchè

nessuno ha il coraggio di mettere mano ai molti VERI SPRECHI perpetrati da anni nella scuola

  • docenti imboscati in enti baraccone
  • docenti imboscati .PUNTO .
  • servizi pagati milioni di euro e non efficienti ( SIDI- sistema informativo della Pubblica Istruzione )
  • aggiornamento farsa del personale  costosissimo
  • fondi distribuiti senza controllo alcuno
  • ………………
  • ………………
  • ………………

Proseguite voi.

Franca Corradini

P.S. : Non sono l’unica a non aver scioperato per questi motivi, la gente per fortuna non ha le fette di salame sugli occhi.


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Tombola……….

Io l’avevo già scritto a luglio che Gelmini avrebbe procurato guai seri al governo Berlusconi …..

quello che sta succedendo in questi giorni ne è la prova, e siamo solo agli inizi.

Domani sciopero generale della scuola e poi……

Mi sento tanto Grillo Parlante, ma non ci volevano geni per capire che le cose sarebbero andate così.

Politici non ci si improvvisa……….

Ma la bamboletta che piace tanto (  non è la sola, è in buona compagnia ) a Berlusconi andava accontentata.

Le pulsioni ormonali agli anziani fanno brutti scherzi.

Greta Garbo si ritirò  dalle scene quando ancora nel massimo dello splendore, ma bisogna essere intelligenti per capire che era questa la cosa giusta da fare … ma  gli uomini a volte non lo sono  ovvero si lasciano troppo governare dalle loro parti  basse…………….

Franca Corradini

Curzio Maltese: “La polizia ignorava i violenti”

Ho visto cose che mi imbarazzano … questo gruppo di non studenti, sono neonaziti, non so come chiamarli … dopo avere picchiato per strada alcuni ragazzi sono arrivati qua, non voglio dire scortati, ma ignorati dalla polizia, hanno cominciato a picchiare studenti gridando “Duce, Duce”… Gli incidenti sono stati provocati ad arte … la polizia ha sistematicamente usato, manganellato gli studenti senza armi e ignorato gli altri e alla fine qualcuno è stato fermato… La scena mi ha ricordato per certi versi i brutti momenti del G8 … spero sia un errore dei funzionari chiamati a proteggere questo pezzo di città

http://tv.repubblica.it/copertina/la-polizia-ignorava-i-violenti/25715?video

http://tv.repubblica.it/copertina/scuola-scontri-in-piazza/25712?video


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Tariq Ramadan: contro i matrimoni forzati

Nessuno oggi è in grado di dire cosa accada veramente nel segreto delle famiglie degli immigrati e delle loro decisioni riguardanti i matrimoni dei figli. Si può constatare, in molteplici paesi europei, una recrudescenza delle fughe da casa dei giovani – adolescenti o adulti – appena prima dell’estate, perché temono di essere portati al paese di origine per essere costretti a sposarsi.
In base a questa constatazione, si può aggiungere qualche dato di fatto derivante dall’esperienza in loco. I matrimoni forzati non riguardano solo le ragazze o una determinata cultura o religione – vengono praticati in Africa, Asia, America o in Europa tra gli Induisti, Buddisti, Ebrei, Cristiani e Musulmani.. – e toccano tutte le classi sociali, dai più poveri agli ambienti aristocratici delle società contemporanee.

È difficile abbattere il muro del silenzio e determinare quando si tratta di un matrimonio forzato e quando di un “matrimonio combinato”, a favore del quale il soggetto in questione ha potuto decidere ed accettare i consigli e la scelta della famiglia. A volte, la sottigliezza psicologica che accompagna i matrimoni combinati li trasforma di fatto in matrimoni forzati, e tutto ciò è inaccettabile.
Ma non tutti i matrimoni combinati sono matrimoni forzati: bisogna dunque essere prudenti, ascoltare, dialogare, accompagnare e a volte intervenire con decisione. Quando il giovane adulto maschio o femmina, si vede costretto ad agire contro i suoi sentimenti, i suoi desideri e la sua coscienza, perché obbiettivamente o psicologicamente obbligato, allora si tratterà di matrimonio forzato, che bisogna prevenire e rifiutare. E non sempre è facile.

Per quattro anni l’associazione Spior di Rotterdam ha lavorato su quest’argomento e ha organizzato incontri con i genitori, i giovani ed i responsabili religiosi, per ribadire con forza che nulla può giustificare questo genere di matrimoni. I responsabili di Spior hanno anche ribadito che non si trattava di pratiche esclusivamente musulmane, ma dato che queste cose accadevano anche in comunità musulmane e certi genitori si giustificavano in nome dell’Islam, bisognava prendere una posizione netta contro questo tradimento degli insegnamenti islamici.
Un manuale di informazione e consigli pratici (« Mano nella mano contro i matrimoni forzati ») è stato pubblicato e distribuito alle famiglie, agli operatori sociali ed ai responsabili di associazioni. Nell’ambito del mio impegno accademico e sociale presso il comune di Rotterdam, ho incontrato i responsabili di Spior e ho proposto loro di lanciare insieme una campagna europea contro i matrimoni forzati. Il manuale è stato tradotto in 8 lingue (tra cui italiano, arabo e turco) e sono stati organizzati degli incontri nelle capitali europee da Bruxelles a Berlino passando per Londra e Madrid ecc. Oggi (mar 21.10) saremo a Torino per lanciare la campagna in Italia e mobilitare l’opinione pubblica, così come i politici e i responsabili di associazioni.
Questa campagna è stata molto ben accolta da tutti e abbiamo constatato, come è accaduto in Belgio, che il consiglio degli Imam ha chiesto a questi ultimi di dedicare uno dei loro sermoni (khutuba) a questa problematica. Circa una cinquantina di loro in tutto il Paese hanno risposto all’appello, mentre un comune in particolare (Molenbeck) insieme ai media, ha gestito l’iniziativa in modo molto efficace, comprendendo che bisognava rompere questo silenzio tutti insieme.

Tuttavia abbiamo anche raccolto critiche : alcuni musulmani ci hanno rimproverato di aver stigmatizzato l’Islam e di aver parlato di un fenomeno marginale. Eppure, abbiamo ribadito che questo fenomeno non riguardava unicamente i musulmani, ma bisognava categoricamente denunciare le false giustificazioni religiose.
Il matrimonio forzato è semplicemente anti-islamico. Nessuno conosce il numero esatto di casi ma è il silenzio di piombo che copre queste pratiche che potrebbe far pensare che il fenomeno è marginale. Ci sono troppi casi e bisogna avere la dignità di parlarne.
Certi ambienti laici ci hanno rimproverato di averne fatto una questione religiosa o di voler recuperare la “loro” causa : è avvilente dover constatare che alcuni pensino che la causa dei diritti umani o del rispetto dell’integrità delle persone sia terreno di competizioni e dispute sterili. Bisogna invece lavorare insieme, e se alcuni giustificano tali pratiche in nome di una percezione distorta della religione, allora un parere religioso deve esprimersi e contestare la legittimità di queste negazioni di diritto.
Il parere religioso non è, e non può essere esclusivo, ma è necessario, come abbiamo constatato parlando con dei genitori che pensano di agire secondo i dettami islamici, con amore e per il bene dei loro figli. La questione è delicata : bisogna condannare i matrimoni forzati e le soluzioni richiedono tempo, ascolto, empatia e riconoscere l’amore dei genitori senza accettare l’usurpazione del diritto dei figli. Ed è insieme, sommando le nostre risorse e le nostre competenze, in nome dei nostri valori comuni che vinceremo questa lotta.

(T. Ramadan; Il Riformista 21.10.08)


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Stanotte devo dormire con il cellulare acceso ovvero il seguito della vicenda della mia scuola

Torno da un sopralluogo con gli agenti Securpol nei locali della scuola dove lavoro perchè c’è stato un tentativo di effrazione da parte dei  ragazzi occupanti nella zona coperta dall’allarme.

Stanotte dovrò dormire con il cellulare acceso perchè sono la persona che abita pià vicino e quindi facilmente reperibile per la sicurezza. (  Il preside e il vicepreside  abitano  a diversi chilometri di distanza )

Due giorni fa era successo quello che ho postato stamani , ieri  invece i ragazzi sono riusciti ad entrate.

Qui sotto la cronaca dei fatti dalla Nazione di Arezzo.

Occupano passando dalla finestra .  Il preside li insegue e chiama la polizia

Gli studenti dell’Istituto d’Arte scalano la finestra per occupare la scuola; inseguiti dal preside entrano nell’Istituto e passano la notte in aula. Interviene la polizia che media l’accordo tra il preside Tagliaferri e i ragazzi. Un’aula dell’edificio sarà destinata ai ragazzi

Arezzo occupazione (Cristini) Arezzo 23 ottobre 2008 – Occupare non è uguale per tutti. Perché allo Scientifico alcune professoresse diventano mamme, adottano i ribelli e la sera gli portano perfino la cena, nei corridoi invasi dai sacchi a pelo. E invece all’Istituto d’Arte i ‘duri e puri’ inscenano con il preside un duello da film. Martedì aveva vinto lui, bloccandoli con un colpo di reni sul portone della scuola. Ieri si sono presi la rivincita, passando dalla finestra. La finestra della sede centrale, di fronte al Parco Giotto. L’unico varco rimasto incustodito.

Per il resto la ‘security’ del professor Luciano Tagliaferri controllava un po’ tutto. Tanto che i ragazzi avevano provato perfino a passare dalle cantine, forzando una grata. Poi l’idea: intrufolarsi ai Geometri, la sede vicina, e tentare l’assalto alla finestra.

Il preside, osso duro, dietro a inseguirli. Fino alla fine. Quando con un salto degno di Nino Castelnuovo anche lui ha scavalcato alla grande la finestra.”Olio Cuore” pare abbia esclamato, tra gli applausi in fondo ammirati dei suoi allievi.

Un sorriso, poi la telefonata alla polizia. Che con saggezza media l’accordo. Destinare ai ragazzi un’aula molto grande in fondo al corridoio: il resto chiuso e con il sistema d’allarme inserito. Una porta antipanico per sbucare fuori in caso di emergenza o di pentimento, altresì improbabile. E un progetto di autogestione. Da qui a sabato. Che poi è la parola d’ordine dappertutto. Meno allo Scientifico, che ha aperto la strada e oggi chiude, almeno per ora, con l’assemblea di istituto.


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Okkupazione nella mia scuola….

Nella scuola dove lavoro è andata così ( dalla Nazione di Arezzo )

Come potete leggere tutto il personale ha fatto fronte unito stile security pur non rinunciando al dialogo con i ragazzi.

In altre scuole aretine, ad esempio al Liceo Scientifico, i genitori hanno portato i pasti agli occupanti……. ( frustrazione giovanilista ??? )

Franca Corradini

Chiuse le porte dell’istituto e assemblea ‘open’ con le classi. Il preside scrive una lettera a tutti i professori per indicare il comportamento da tenere durante l’occupazione

Arezzo, scuola occupata (foto Cristini) Arezzo, 22 ottobre 2008 – “Occupazione”: gridano e quel grido sembra bruciare gli ultimi passi che li dividono dal portone della scuola.

Un portone spalancato, come tutti i portoni delle aule dovrebbero essere alle 8 di mattina. Un portone che per qualche secondo sembra la scorciatoia naturale tra il mal di pancia sulla riforma Gelmini diffuso tra gli studenti e la rivolta.

Ma che in qualche secondo si trasforma nella palizzata di una fortezza inespugnabile. L’Istituto d’Arte, la sede dei Beni Culturali alla ex Caserma Cadorna.

Lì dove i soldati marciavano, gli studenti protestano. Ma protestano fuori.

Perché il preside Luciano Tagliaferri , con un colpo di reni invidiabile, dall’interno scatta e chiude la porta.

Aiutato da un bidello. Fuori qualcuno spinge, loro resistono e la porta si chiude.

Non si chiude invece il martedì bollente della scuola aretina. Che per un giorno molla le aule e sciama per le strade o nei corridoi. Migliaia di studenti fuori. O dento, come nel caso del Liceo Scientifico. Lì di scientifico, oltre agli studi, c’è anche l’occupazione. Dosata e calibrata al punto giusto, per paralizzare o quasi l’attività didattica ma rimanendo dentro la legalità. E strappare perfino i complimenti di chi in teoria si sarebbe dovuto sentire contestato. Perché per tutta la mattina maggioranza e opposizione si siedono, al tavolone dell’aula magna. E rispondono ad un fuoco di fila di domande. Senza grida, senza fischi: con un po’ di applausi, quasi a marcare la differenza tra un museo delle cere e la protesta studentesca.

Ore di confronto, che poi prosegue nei corridoi e nelle aule, in parte occupate. In parte, perché nelle altre le lezioni continuano. E continuano fino all’ultima campanella. Dopo prosegue l’occupazione. In assemblea e a tavola. Il preside Claudio Santori, che tiene comunque la regia della giornata per evitare di ricorrere alla forza pubblica, spranga tutti i locali nevralgici, dai laboratorio alle aule speciali. Resta una piccola ala. E in quella la pantera cuoce la pastasciutta. E dorme, sia pur con un occhio solo, fino all’alba di stamani. Quando la sveglia apre la seconda giornata di occupazione. Intorno il fermento degli altri istituti. L’Istituto d’Arte, passata la bufera, si sfoga in un’assemblea fiume nel piazzale della Cadorna: in mezzo il preside, che chiuso il portone apre le finestre.


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oKKupazioni……….

Fanno  molto discutere le affermazioni del Premier sulla necessità di sgombero delle scuole e delle Università occupate dagli studenti ( ? ) per protestare contro la riforma Gelmini.

Vorrei dire la mia, precisando che nel 1969 ho occupato la mia scuola ed il comune di Lecco con i miei compagni.

Certo, erano anni diversi.

L’occupazione spesso significava fare lezioni in maniera autogestita. Ci facevamo lezione da noi .

Ricordo che io facevo lezioni di chimica ( ero brava nella materia e spesso i miei compagni avevano bisogno di chiarimenti da me… quindi approfittavamo dell’occasione ).

Pulivamo quando sporcavamo. Tutto in un discreto ordine.

Si dormiva a scuola, ma non succedeva nulla di strano salvo che in qualche piccolissimo e ristretto gruppetto.

Ora lavoro nella scuola, negli ultimi anni in scuole superiori.

Ho avuto modo di osservare  molto da vicino cosa succede durante le occupazioni e le autogestioni.

Riguardo le  occupazioni di questi giorni.

Io non concordo con la riforma Gelmini, nemmeno con il suo operato anzi.. e ne ho anche scritto varie volte qui in questo blog e in  A SCUOLA DI BUGIE.
Ma  ritengo che sia giusto che le scuole non vengano occupate.
Esco , da poche ore , da una scuola occupata ( quella dove lavoro ) da un gruppettino di agitati,  che non sanno nemmeno perchè occupano.
Il loro solo scopo è :

non far lezione ( ed in questo egregiamente sospinti dai prof…..politicizzati. ),e fare casino la notte……( sesso, droga e rock and roll ).

Spesso in queste occasioni circola droga, alcool e….. tra qualche mese qualche ragazzetta avrà gli evidenti segni di queste notti brave.

Per non parlare dei danni alla struttura e alle cose.

Ci sono molti modi per manifestare il dissenso, prima di tutto informarsi e conoscere ……..

Ora, come allora ( anni 60 e 70 ), i giovani sono facile preda di strumentalizzazioni politiche lanciate da individui ( in genere più grandi di età )  che poi stanno nelle retrovie, lasciando che questi giovani corrano rischi di ogni genere.

Farebbero bene, i ragazzi, a riflettere  prima di lanciarsi in avventure di cui potrebbero pentirsi amaramente.

Non è la prima volta che sento di condanne arrivate dopo anni a rovinare la brillante carriera o la giovane famiglia   appena costruita.

Detto  questo, la Gelmini farebbe bene a dimettersi.

Franca Corradini


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Vestivamo FALCE E MARTELLO : la divisa

(  post già pubblicato in passato- ripubblicato perchè sto per riprendere la “serie”   rimasta .interrotta per vari motivi )

Poichè ho voluto chiamare VESTIVAMO FALCE MARTELLO questa mini-serie di frammenti di vita vissuta  ( racconti  tra l’orrido e il grottesco, ) , uno dei primi argomenti  che voglio trattare è quello dell’abbigliamento negli anni settanta .
Abbigliamento come divisa.


Divisa  di destra e  divisa di sinistra.


Abbigliamento usato per  connotarsi politicamente e per  rendersi  riconoscibili anche a prima vista.


Abbigliamento maschile di destra : giacca e cravatta in genere, top dei top anzichè la camicia un maglione a collo alto rigorosamente nero. Cappotto elegante. A volte cappello.

Abbigliamento femminile di destra : elegante, sobrio ma di boutique. Borsa e accessori  di Gucci. Profumo più in voga : Calèche di Hermes.

Abbigliamento di sinistra  rigorosamente unisex : pantalone  ( di solito jeans…ma mai di marca Lewis !!! ), maglietta….. e l’ ESKIMO.
In varie versioni :  invernale con pelo interno, autunnale ed estivo sfoderato e di  tessuti di vario peso.
Rigorosamente verde. Consentito il marrone chiaro.
Unico profumo accettato ( rigorosamente unisex anche questo ) :  l’essenza di Patchouli .
Accessorio unisex : tascapane militare.

L’ESKIMO fu il capo di abbigliamento più connotante per la SINISTRA.
Impensabile che uno di destra si permettesse un simile capo di abbigliamento.
Diventa nel tempo un cult. Guccini  titola così  una canzone . Molti ne scrivono.

Il successo credo sia dovuto, a parte il basso costo, alle  numerose e capienti tasche.
Tasche che  consentivano di contenere oggettistica varia.
Dai volantini arrotolati  pronti da distribuire , al nastro adesivo da pacchi  per attaccare  manifesti ovunque, ma soprattutto le due  tasche principali  nascondevano a meraviglia cubetti di porfido  raccolti da terra………
Nelle manifestazioni di piazza qualche suonato cercava sempre di farne uso….
Negli anni successivi appare la Kefiah palestinese annodata al collo.

Un salto nel tempo e arriviamo all’abbigliamento delle femministe, negli anni ottanta .
Zoccoletti di legno tipo olandesina, gonnelline a fiori , maglioni  a maglie larghe fatti a mano.
In realtà  un abbigliamento molto più gradevole della divisa unisex della sinistra.

Una cosa che non ho mai capito è perchè questi maglioni dovessero essere confezionati  durante le riunioni.
Ridicole riunioni dove la gente (  donne per lo più ) a capo chino , discuteva e sferruzzava.
A distanza di anni ancora non riesco a capire  il perchè di una “moda” così buffa .
Anche se ,oltre all’Eskimo, ho portato zoccoletti e gonnelline a  fiori…. ma non mi è mai riuscito di sferruzzare parlando con gli altri…
e nemmeno mettermi mai  il porfido in tasca, s’intende ….

Franca Corradini


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Che Guevara, il lato criminale ( biografia)

Ho trovato questo video su Current TV ed ho ritenuto di postarlo, visti i dibattiti accesi che si sono sviluppati su questo blog qualche mese fa sulla figura del Che Guevara.

Copio incollo anche il commento riportato sotto al video.

Fuoco alle polveri…………..

Franca Corradini

C’era una volta il CHE” è la prima biografia di Ernesto Guevara de la Serna, che  racconta il lato criminale di un guerrigliero assurto ad icona del terzo mondo. Un velo viene squarciato e sotto si scopre che il CHE ha ucciso centinaia di persone senza motivo, che il CHE è stato un pessimo ministro, che il CHE non riposa a Santa Clara.
Per chi volesse saperne di più…