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Gomorra candidato italiano agli Oscar

Il film “Gomorra” tratto dall’omonimo libro di Roberto Saviano  è in corsa per gli Oscar,  come miglior film straniero .

Il bestseller di Roberto Saviano, che in maniera molto “cinematografica” ha descritto i retroscena inquietanti e spettacolari del sistema camorristico in Campania , nella versione cinematografica diretta da  Matteo Garrone, è diventato un affresco  affascinante di uno spaccato di una delle realtà italiane più inquietanti.

Qui sotto il trailer del film.


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Mafia genera Mafia

Nel ringraziare di cuore tutti coloro che sono impegnati nella lotta contro la Mafia per un impegno di così gran peso e straordinaria importanza, mi permetto di notare quanto grande, nella generazione del cruento fenomeno mafioso, sia l’apporto dell’altra, certo più mite ma non per questo meno malefica, Mafia di Stato.

Esiste infatti una Mafia Privata ed una Mafia Pubblica, l’una e l’altra generandosi e rafforzandosi a vicenda. E per questo non possiamo credere sia possibile liberarci dalla Mafia Privata, nè d’altronde ne avremmo diritto morale, senza aver prima liberato il nostro Paese dalla più diffusa Mafia di Stato.

A questo proposito occorre riconoscere quale sia l’esatta origine di quest’ultima: il fatto che i ruoli e poteri del Pubblico Impiego sono assegnati a vita. Infatti, inevitabilmente, tra persone assunte a vita all’interno di una organizzazione, tendono facilmente a stabilirsi legami distorti, nel migliore dei casi di tipo parentelare nel peggiore di tipo mafioso.

Di fatto, trascorsi un certo numero di anni, tra i pubblici dipendenti a vita si stabiliscono rapporti che minano la democrazia e realizzano invece una iniqua oligarchia. Proprio ciò che è indispensabile terreno di coltura e sostegno del più truculento e noto fenomeno mafioso.

Tra l’altro le risorse della Pubblica Amministrazione, ruoli, poteri e redditi, appartenendo esse all’intera comunità per loro stessa origine e definizione di pubbliche attività, non dovrebbero, non potrebbero essere assegnate a vita, poiché in questo modo si rende di fatto la cosa pubblica di proprietà esclusiva di una privilegiata minoranza della popolazione.

Se vogliamo vivere in una vera Res Publica occorre venga presto, effettivamente e finalmente, reso pubblico il Pubblico Impiego, attuando una equa, sana rotazione tra tutti coloro che volessero svolgerlo ed avessero i requisiti necessari. In questo modo, scomparendo la Mafia di Stato ed avendo noi realizzato una società più giusta e partecipativa, anche l’altra grande Mafia Privata si spegnerà, non trovando più i presupposti per perpetuarsi.

Nell’interesse collettivo, son dunque qui a chiedere che ognuno rivolga lo sguardo al rozzo, vecchio ed iniquo ordinamento del Pubblico Impiego assegnato a vita, affinché possa notarne le tristi, spesso tragiche conseguenze e rivolgere così una parte del proprio impegno in favore di una fondamentale sua riforma:
http://Equo-Impiego-Pubblico-a-Rotazione.hyperlinker.org

Senza questa riforma si potrà combattere, si potrà lottare, si potrà morire, ottenendo pure qualche temporanea vittoria. Ma non si potrà MAI definitivamente debellare nè l’una nè l’altra Mafia.

Danilo D’Antonio
Laboratorio Eudemonia


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Pulizia nella pubblica amministrazione ?

Prima Nicolais e la battaglia contro i dipendenti pubblici fannulloni.

Poi il Ministro Fioroni e la battaglia contro le mele marce.

Di nuovo Nicolais ed il licenziamento dei dipendenti pubblici che si macchieranno di reati quali corruzione, concussione e peculato anche in caso di patteggiamento della pena.

Ora Brunetta con i dipendenti fannulloni…

Giusto, sbagliato non voglio parlare ora di questo.

Ora voglio sapere perchè si parla , sempre e solo , di dipendenti.……

I dirigenti ……tutti santi ????

NO, senz’altro. Anche perchè dietro un dipendente che si “permette ” certe cose c’è sempre un dirigente od un para-dirigente che, nella migliore delle ipotesi, fa il gioco delle tre scimmiette !!!

Scrive una persona che lavora nella pubblica amministrazione da 30 anni.

Che anni fa , ha dovuto continuare a “convivere” – gomito a gomito – con il proprio dirigente da lei denunciato per molestie sessuali con l’aggravante dell’abuso di potere”…………….

e non solo….ma ve lo risparmio

E tutto ciò in un ambiente , quello scolastico, che avrebbe bisogno ben altri esempi.

Altrochè mele marce di Fioroni.

A proposito ne avesse beccata una di mela marcia !!!!

Sono gli alberi ad essere infetti……..il minimo che può capitare è che le mele nascano e crescano marce !

Lo insegna il contadino : per avere frutti sani occorre curare le pIante fin dalla semina, ma soprattutto è il terreno dove crescono che deve essere particolarmente fertile e SANO !

Quindi, per ora , mera UTOPIA…..

Franca Corradini