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Il 30 settembre gli amministrativi delle scuole davanti al Ministero

A conclusione di un mese di agitazione iniziato con uno sciopero di un’ora il giorno 1 settembre, martedì 30 settembre saremo a Roma in viale Trastevere per un sit-in  di protesta.

La protesta è rivolta in particolare ai Sindacati firmatari dell’ultima sequenza contrattuale, tanto che gli slogan che circolano sono questi.

1) Ci hanno fatto “direttori” ma senza soldi e senza onori!

2) La sequenza è criminale soldi regalati senza lavorare

3) Chi lavora viene ucciso ed è la CGIL che l’ha deciso

4) I sindacati firmatari rubano i soldi dei segretari

5)Gli assistenti non sono esecutivi ma impiegati amministrativi

6)I cigiellini non sono dei compagni ma solo soci di una “cassa guadagni”!

7)Miserabili! Ve lo possiamo urlare : non rappresentate chi vuole lavorare!

8)I triconfederali sono rappresentativi di gente inefficiente e dei lavativi!

9) – Con chi contratta la CGIL?
– Con l’ARAN cgil!
Vogliamo un ufficio governativo non un servetto del rappresentativo!

10) Siamo sfruttati, siamo incazzati: basta col potere dei ladri matricolati!

11)I sindacati corporativi son quelli detti “rappresentativi”: la corporazione dei lavativi!

Io ci sarò e realizzerò un video che verrà pubblicato nel mio blog scolastico A SCUOLA DI BUGIE.

Franca Corradini

Qui il documento  di indizione della protesta.


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Magia dei colori e della musica a Loro Ciuffenna

L’evento cromo- musicale del 19 settembre alla Filanda di Loro Ciuffenna ha lasciato un segno forte in chi ha avuto il privilegio di assistervi.

I presenti, rapiti dalle note degli Harmonia Ensemble con le DIECI DANZE EROTICHE ERETICHE  e dal calore dei colori delle tele  il pittore Gaetano Vari, hanno unanimemente  dichiarato  la sensazione di aver partecipato ad un evento più unico che raro.

La mostra di Gaetano Vari , nei locali della Filanda di Loro Ciuffenna , proseguirà fino al 28 settembre 2008.

L’evento è stato ideato e curato da Franca Corradini
promosso da questo blog, dall’Associazione E MIGMA
con il Patrocinio del Comune di Loro Ciuffenna ( Ar )
nella foto  di f.c. gli Harmonia ( da sinistra Damiano Puliti,Alessandra Garosi, Paolo Corsi, Orio Odori) mentre eseguono i brani dal loro cd, alle spalle le tele di Gaetano Vari


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L’emergenza di Violet si fa sempre più tragica di ora in ora….

L’emergenza di Violet si fa sempre più tragica di ora in ora. Di fronte alla persistente indifferenza omissiva dell’Ambasciata francese, rimangono le istituzioni italiane di Catania; ma questa città è sull’orlo del baratro.
Ecco perché è fondamentale chiedere altrove le tutele cui Violet ha diritto; tutele basilari ed elementari contro pericoli denunciati da un avvocato.
[oknotizie.alice.it]
Ho dunque inviato questa lettera (via fax, il tempo stringe e non si guarda indietro) al Sindaco della mia città (Firenze), Leonardo Domenici, che potrebbe dare ASILO a Violet per permetterle di portare avanti la sua battaglia sociale. Spero con tutto il cuore che altri lo facciano, inviando al Primo Cittadino della città culla dell’Umanesimo una lettera che lo stimoli ad intervenire.
Per intervenire firmate la petizione
[www.firmiamo.it]
e per conoscere la storia di Violet leggete il suo blog
[www.violetrouetj.blogspot.com]

Gentile Signor Sindaco Leonardo Domenici,
In quanto cittadino di una città nota nel mondo per civiltà ed impegno, ciò che implica l’essere paladina della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, Le chiedo di dare asilo in primis per motivi umanitari alla Signora F. C. V. V., cittadina francese residente a Catania; sperando come tante altre persone, comuni e non, impegnate in prima persona in questa vicenda, che le procedure e la burocrazia non abbiano il sopravvento sui diritti fondamentali (art.3): il diritto alla libertà, alla sicurezza e, in questo caso, alla vita.

Premetto che da anni le istituzioni competenti vengono contattate tramite i canali regolari, sollecitate continuamente, anche oggi, dalla crescente emergenza; pur essendo dunque a conoscenza di una tragedia imminente a giorni, le istituzioni sia italiane che francesi si mostrano chiaramente omissive. Sono di fatto inerti, limitandosi a rassicurazioni verbali, in assoluto spregio di ogni legge e norma morale e di qualsivoglia rispetto per la dignità ed i diritti dell’individuo. La Signora e tutti noi teniamo a non limitarci all’ambito personale, ricordando che la società è fatta di persone dotate di diritti e coscienza civile che speriamo vadano oltre il populismo. Riteniamo che ogni battaglia che tocca soprattutto la legalità non possa mai essere una battaglia personale. Non abbiamo dunque nessun dubbio che Lei non potrà lasciare cadere nel vuoto una vicenda così vicina alla sua traiettoria umana e politica. Ritengo come tutti di fare il mio dovere di cittadino, con le responsabilità che ciò implica; dunque, sperando di essere in sintonia, io e tanti altri la ringraziamo sentitamente, per il suo senso, di cui nessuno dubita, della responsabilità personale.
In attesa della Sua risposta, cordialmente

Scritto da Mattbeck su ok Notizie

del caso si è occupata anche la testata giornalistica News Press :

Caso Violet, qualcuno volò sul nido del cuculo


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Gomorra candidato italiano agli Oscar

Il film “Gomorra” tratto dall’omonimo libro di Roberto Saviano  è in corsa per gli Oscar,  come miglior film straniero .

Il bestseller di Roberto Saviano, che in maniera molto “cinematografica” ha descritto i retroscena inquietanti e spettacolari del sistema camorristico in Campania , nella versione cinematografica diretta da  Matteo Garrone, è diventato un affresco  affascinante di uno spaccato di una delle realtà italiane più inquietanti.

Qui sotto il trailer del film.


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Mafia genera Mafia

Nel ringraziare di cuore tutti coloro che sono impegnati nella lotta contro la Mafia per un impegno di così gran peso e straordinaria importanza, mi permetto di notare quanto grande, nella generazione del cruento fenomeno mafioso, sia l’apporto dell’altra, certo più mite ma non per questo meno malefica, Mafia di Stato.

Esiste infatti una Mafia Privata ed una Mafia Pubblica, l’una e l’altra generandosi e rafforzandosi a vicenda. E per questo non possiamo credere sia possibile liberarci dalla Mafia Privata, nè d’altronde ne avremmo diritto morale, senza aver prima liberato il nostro Paese dalla più diffusa Mafia di Stato.

A questo proposito occorre riconoscere quale sia l’esatta origine di quest’ultima: il fatto che i ruoli e poteri del Pubblico Impiego sono assegnati a vita. Infatti, inevitabilmente, tra persone assunte a vita all’interno di una organizzazione, tendono facilmente a stabilirsi legami distorti, nel migliore dei casi di tipo parentelare nel peggiore di tipo mafioso.

Di fatto, trascorsi un certo numero di anni, tra i pubblici dipendenti a vita si stabiliscono rapporti che minano la democrazia e realizzano invece una iniqua oligarchia. Proprio ciò che è indispensabile terreno di coltura e sostegno del più truculento e noto fenomeno mafioso.

Tra l’altro le risorse della Pubblica Amministrazione, ruoli, poteri e redditi, appartenendo esse all’intera comunità per loro stessa origine e definizione di pubbliche attività, non dovrebbero, non potrebbero essere assegnate a vita, poiché in questo modo si rende di fatto la cosa pubblica di proprietà esclusiva di una privilegiata minoranza della popolazione.

Se vogliamo vivere in una vera Res Publica occorre venga presto, effettivamente e finalmente, reso pubblico il Pubblico Impiego, attuando una equa, sana rotazione tra tutti coloro che volessero svolgerlo ed avessero i requisiti necessari. In questo modo, scomparendo la Mafia di Stato ed avendo noi realizzato una società più giusta e partecipativa, anche l’altra grande Mafia Privata si spegnerà, non trovando più i presupposti per perpetuarsi.

Nell’interesse collettivo, son dunque qui a chiedere che ognuno rivolga lo sguardo al rozzo, vecchio ed iniquo ordinamento del Pubblico Impiego assegnato a vita, affinché possa notarne le tristi, spesso tragiche conseguenze e rivolgere così una parte del proprio impegno in favore di una fondamentale sua riforma:
http://Equo-Impiego-Pubblico-a-Rotazione.hyperlinker.org

Senza questa riforma si potrà combattere, si potrà lottare, si potrà morire, ottenendo pure qualche temporanea vittoria. Ma non si potrà MAI definitivamente debellare nè l’una nè l’altra Mafia.

Danilo D’Antonio
Laboratorio Eudemonia


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Pulizia nella pubblica amministrazione ?

Prima Nicolais e la battaglia contro i dipendenti pubblici fannulloni.

Poi il Ministro Fioroni e la battaglia contro le mele marce.

Di nuovo Nicolais ed il licenziamento dei dipendenti pubblici che si macchieranno di reati quali corruzione, concussione e peculato anche in caso di patteggiamento della pena.

Ora Brunetta con i dipendenti fannulloni…

Giusto, sbagliato non voglio parlare ora di questo.

Ora voglio sapere perchè si parla , sempre e solo , di dipendenti.……

I dirigenti ……tutti santi ????

NO, senz’altro. Anche perchè dietro un dipendente che si “permette ” certe cose c’è sempre un dirigente od un para-dirigente che, nella migliore delle ipotesi, fa il gioco delle tre scimmiette !!!

Scrive una persona che lavora nella pubblica amministrazione da 30 anni.

Che anni fa , ha dovuto continuare a “convivere” – gomito a gomito – con il proprio dirigente da lei denunciato per molestie sessuali con l’aggravante dell’abuso di potere”…………….

e non solo….ma ve lo risparmio

E tutto ciò in un ambiente , quello scolastico, che avrebbe bisogno ben altri esempi.

Altrochè mele marce di Fioroni.

A proposito ne avesse beccata una di mela marcia !!!!

Sono gli alberi ad essere infetti……..il minimo che può capitare è che le mele nascano e crescano marce !

Lo insegna il contadino : per avere frutti sani occorre curare le pIante fin dalla semina, ma soprattutto è il terreno dove crescono che deve essere particolarmente fertile e SANO !

Quindi, per ora , mera UTOPIA…..

Franca Corradini


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Svendita (o fallimento?) ALITALIA: quando saranno accertate le cause e i responsabili della crisi? e se anche le banche…..( Roberto di Napoli )

Giorni fa mi è capitato di leggere i dati di un sondaggio relativo alle opinioni dei cittadini sulle possibili soluzioni della crisi Alitalia. La maggioranza, se ho capito bene, avrebbe preferito il salvataggio della compagnia di bandiera e sarebbe stata favorevole all’acquisizione da parte della Cai. Una percentuale inferiore avrebbe preferito il fallimento. Oggi, secondo le ultime notizie, la Cai avrebbe ritirato l’offerta. Quale cittadino non mi dispiace: ciò non significa che mi farebbe piacere il fallimento di Alitalia. Anzi. Se avessi dovuto esprimere la mia preferenza, la mia opinione sarebbe stata compresa tra i “Non so”. L’acquisizione della compagnia da parte della cordata di imprenditori sarebbe stata (e sarebbe, se dovessero permanere le stesse condizioni anche nei confronti di altri, eventuali offerenti), secondo me, la soluzione peggiore, la più scandalosa. Non mi riferisco solo alle conseguenze per i lavoratori: mi riferisco, soprattutto, alla possibilità di fare acquisire da una società solo la parte “sana”, solo l'”attivo”, lasciando i debiti agli azionisti! Credo che soltanto in Italia sia stata trovata -e si sarebbe potuta trovare- una soluzione del genere: un affare per un gruppetto di imprenditori! La legge che consente una simile soluzione, a mio avviso, sembra una distrazione “legalizzata” di beni di un’impresa in dissesto piuttosto che lo strumento giuridico per salvaguardare un’azienda, i creditori, i lavoratori e gli azionisti. Il mio vero desiderio, quale cittadino, è che l’inchiesta, che, a quanto pare, sarebbe stata aperta dai competenti magistrati penali, continui nella maniera più efficiente; che si accertino, magari, le cause e i responsabili (se ce ne sono) della situazione economica in cui l’azienda è precipitata negli ultimi anni. Mi pongo, poi, alcune domande che mi farebbe piacere si ponesse anche qualche parlamentare e, soprattutto, chi può (e dovrebbe) individuare le cause dell’insolvenza. Faccio alcune premesse: ogni impresa ha, in genere, la necessità di essere finanziata da istituti di credito; è noto che, in Italia, per oltre cinquant’anni, sono stati applicati dagli istituti di credito ad ogni cliente-impresa interessi su interessi e altri oneri di cui la legge e la giurisprudenza vieta l’addebito. Ci sono (e tantissime sono state già vinte) migliaia di cause contro banche per la restituzione di quanto pagato in più, nel corso del rapporto, rispetto al giusto dovuto e, in alcuni casi, anche per il risarcimento dei danni. Mi chiedo: è possibile che Alitalia non abbia mai avuto rapporti con le banche?

Se la compagnia di bandiera, nel corso di una storia durata mezzo secolo, ha intrattenuto rapporti con gli istituti di credito, è certo che non debba avere soldi indietro o che non abbia diritto ad ottenere una riduzione dell’eventuale passivo verso il sistema creditizio?

Nell’ipotesi in cui Alitalia, effettivamente, sia stata trattata, in cinquant’anni, come ogni impresa italiana (ossia, con addebiti di interessi, commissioni, oneri, ecc. non dovuti), gli amministratori hanno esercitato tutte le azioni previste dalla legge al fine di rideterminare l’esatta posizione debitoria? Può darsi che la compagnia sarebbe ugualmente nella situazione di insolvenza in cui si trova (anche a causa di sprechi, di scelte aziendali sbagliate, della concorrenza di altri vettori, del costo del petrolio, ecc.). Ho la sensazione, però, che la situazione economico-patrimoniale, oggi, sarebbe, comunque, diversa. Credo che ogni cittadino abbia il diritto di aspettarsi (dal Parlamento, dalla magistratura, dal Commissario Straordinario e da qualsiasi pubblico ufficiale abbia il potere-dovere di indagare) la massima chiarezza sulle ragioni che hanno determinato la crisi di un’impresa, di un’azienda che appartiene (o apparteneva) al Paese e che avrebbe avuto, sicuramente, ogni potenzialità da suscitare l’interesse dei maggiori vettori aerei.

Finchè non emergerà una tale chiarezza, finchè non saranno individuate le cause e gli eventuali responsabili della situazione in cui è precipitata nel corso degli ultimi anni, resteranno i dubbi se sia stato fatto davvero tutto per salvaguardare la compagnia; aumenteranno, anzi, nei cittadini, i sospetti che non sia stato fatto tutto il possibile per evitare una svendita ad affaristi interessati o, ancora peggio, il fallimento.

Rimarrà, come sempre, l’unica certezza: che siamo in Italia, nel Bel Paese!

Roberto Di Napoli


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lasciati soli ……….

Ancora un dramma.

Un padre uccide il figlio malato di mente .

Dalla chiusura dei manicomi ( giustissima ) in applicazione della legge Basaglia , non è mai seguita una seria politica di assistenza alle famiglie dove ci sono problemi del genere .

Niente, il vuoto.

Tante chiacchiere, come sempre.

Il mercatino dei bla-bla: convegni , tavole rotonde, tavole quadrate….

Fatti : nessuno.

Qualche ricovero coattivo di qualche giorno nei casi estremi e poi via…… la follia di nuovo tra la “folla” !

Drammi come questo stanno diventando sempre più frequenti.

Ma che dolore avrà mai avuto nel cuore quest’uomo per arrivare a decidere di uccidere il proprio figlio ?

Inimmaginabile.

Franca Corradini