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Articoli con tag ‘terremoto

L’Aquila non c’é più, solo casette di legno lontane e centri comerciali

con 25 commenti

Si è scritto tanto qui dentro sull’argomento ed anche in anticipo  su tutti gli altri. Aggiungo qualcosa in occasione dell’anno trascorso da quel 6 aprile, ma solo per finire di infrangere il palcoscenico, il set televisivo della coppia B&B divenuta in fretta B$B.

Ignorati gli allarmi del ricercatore Giampaolo Giuliani. Dossier della Polizia accusa: omicidio colposo

C’è un’informativa giudiziaria – riservata – redatta della Polizia dell’Aquila che accusa i vertici della Protezione Civile di omicidio colposo. Omicidio colposo per non aver dato l’allarme alla popolazione aquilana prima della scossa fatale del 6 aprile scorso. Nonostante uno sciame sismico – in corso da quattro mesi e con oltre quattrocento scosse – giustificasse quanto meno la dichiarazione di “stato d’allerta”, se non l’evacuazione (come invece avvenuto in Garfagnana nel 1985). Una “negligenza fatale” secondo gli investigatori. Ora il rapporto dettagliato (con documenti scientifici, interrogatori e perizie) è stato inserito nel fascicolo di indagine della Procura dell’Aquila sul “mancato allarme” nei giorni precedenti la tragedia e si trova sul tavolo del sostituto procuratore Fabio Picuti.

Ho ascoltato  il prefetto de L’Aquila che esorta a non contrapporre”due curve una che dice tutto va bene e l’altra che dice tutto va male” ed ho pensato prima che fosse  un passo avanti rispetto alle trombe suonate a tutto spiano da B&B,  poi invece ho capito che è ancor peggio, quasi una confessione: stanno sgretolando il palcoscenico, se un prefetto di tal guisa dice queste cose vuol dire che la verità è grosso modo tutta negativa.

La rassegnazione della popolazione locale tramortita della sciagura ha a lungo consegnato la ribalta al sogno mediatico dell’avvoltoio  Berlusconi,  per cui l’Abruzzo è una spettacolare parata governativa. Il silenzio connivente di gran parte dei media e della sinistra tramortita per conto suo glielo ha consentito.

Io nel mio piccolo ho fatto di tutto fuori ed anche  qua dentro per provocare qualcosa, per spiegare il giochino sempre man mano più chiaro.

La logica sbagliata dei due tempi: prima protezione civile con potere assoluto: tanto denaro velocemente concentrato sulle new town, alla fine ghetti costati come hotel a 5 stelle. Poi forse chissà mai la ricostruzione…

L’ Umbria e Marche? Lì c’era stato insieme coi soccorsi il ricovero delle opere d’arte e contemporaneamente un piano di ricostruzione. Berlusconi ha giocato tutte le fiches subito e solo sui soccorsi,  sul resto solo chiacchiere o neanche quelle, come quando  ha lanciato l’adozione dei monumenti ma nessuno l’ha seguito.

Non ha mantenuto la promessa di aiutare il  reticolo di piccoli negozi ed imprese con soldi mai visti finendo di uccidere quel tessuto economico che dà un senso anche sociale alla vita di relazione in un quartiere . Così facendo ha preparato invece la mostruosità dell ‘abbandono definitivo della città per i mega centri commerciali “vivibili” e raggiungibili colla macchina dalle casette del canadà…

Un anno perduto anche  per il centro storico: ora dicono “non ci sonprogetti per ricostruire”, “non tocca a noi togliere le macerie”,  “sbagliano questi con le carriole” aggiunge anche l’Arcivecovo de L’Aquila Giuseppe Molinari

Hanno scelto  senza chiedere il permesso un tipo di sviluppo fatto di case di legno che da provvisorie saranno definitive , decentrate nell’anello intorno a L’Aquila, lontane dal centro e dalla vita sociale, senza anima come casette svizzere costruite per le scampagnate a cui nessuno ha spiegato che è per sempre. E poi centri commerciali dove far passare il tempo ai decerebrati senza radici, secondo un ben preciso modello di sviluppo qui dentro già ben evidenziato

Ad un anno dal  terribile terremoto in Abruzzo come redazione vogliamo segnalare il libro inchiesta dell’autrice di “morti bianche”, Samanta di Persio giovane scrittrice aquilana e terremotata .

Titolo: Ju tarramutu. La vera storia del terremoto in Abruzzo
Autore: Samanta Di Persio
Prefazione: Beppe Grillo
Casa editrice: Casaleggio Associati

Con le testimonianze inedite dei Vigili del fuoco intervenuti a poche ore dal sisma Ju tarramuto è un insieme di testimonianze di cittadini terremotati raccolte dalle scrittrice aquilana Samanta Di Persio. Il viaggio nella città distrutta dal sisma del 6 aprile inizia da ottobre 2008, quando ci furono le prime scosse.

I giornali locali dal 14 dicembre hanno iniziato a riportare fedelmente l’intensità delle scosse.

Per quattro mesi gli aquilani hanno convissuto con la terra che tremava, almeno due o tre volte al giorno. Giampaolo Giuliani, tecnico dell’istituto di fisica nucleare del Gran Sasso, a marzo incomincia a rendere pubblici i suoi studi sul radon e quindi la pericolosità di una scossa forte. Inizia a diffondersi il panico nella città.

Molte famiglie dormono in macchina per la paura. Il pomeriggio del 30 marzo c’è la scossa più forte fino a quel momento: magnitudo 4. Viene avvertita da tutta la popolazione. La gente si riversa nelle strade. Il traffico va in tilt. Il prefetto dell’Aquila indice una riunione per il giorno dopo con la Commissione grandi rischi, la Protezione civile, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ed i rappresentanti degli Enti locali. Si aspetta ansiosi l’esito del vertice, al quale i sismologi del posto non vengono invitati. Il 1° aprile la stampa riporta: “Nessun pericolo, i terremoti non si possono prevedere.” Intanto il sindaco ha disposto la chiusura di alcune scuole, perché avevano riportato dei danni.

I Vigili del fuoco raccontano che sono intervenuti in abitazioni private, già prima del 6 aprile, eppure quella notte erano solo in 13. 307 le vittime.

Sarebbero state di più se fosse avvenuto di giorno. Sarebbero state di più se non avessero dormito in macchina. Dopo quattro mesi di sciame sismico non c’erano presidi, punti di raccolta. In ospedale non era mai stata fatta un’esercitazione di evacuazione. Gli edifici pubblici, le scuole sono crollate quasi tutte. Eppure si potevano evitare i morti ed i danni. Il fisico Gaetano De Luca aveva scoperto già dal 1996 che L’Aquila era costruita su un suolo che accelerava la forza del terremoto. La regione aveva commissariato ad Abruzzo Engeneering il censimento delle strutture da consolidare: 149 edifici pubblici e 139 scuole.

Il rapporto costato 5 milioni di euro è finito in un cassetto. Mentre il centro storico è zona rossa, il Governo e la Protezione civile decidono come sistemare gli sfollati. Metà popolazione nelle tende, metà negli alberghi della costa abruzzese. Se inizialmente questa divisione è una necessità, successivamente sarà strategico. I cittadini vengono tenuti lontani dalla discussione per la ricostruzione della città. Le decisioni arrivano dall’alto. Non una new town, ma diciannove new town. Il piano C.a.s.e. prevede alloggi per coloro che hanno perso la casa, prima tremila abitazioni, poi con una sveltina si arriva a quattromilacinquecento. Non si vuole fare un’altra Irpinia. Ma alla fine i conti non tornano. Dopo aver speso settecento milioni di euro, le case non bastano. Si chiedono casette di legno e container. Dall’altra parte ci sono coloro che hanno le abitazioni con danni lievi. Non possono rientrare perché la burocrazia e farraginosa e lenta. E poi gli unici soldi che il Governo aveva messo a disposizione sono stati utilizzati per il piano C.a.s.e. Nel libro la parola ad esperti che spiegano come poteva essere gestita l’emergenza: la soluzione governativa non era l’unica e soprattutto non è stata la più giusta.

il libro è acquistabile online sul sito http://www.beppegrillo.it e noi ne raccomandiamo l’acquisto.

Crazyhorse70

Berlusconi e l’Aquila……( intervento a Radio Anch’io )

con 15 commenti

BERLUSCONI interviene a sorpresa a Radio Anch’io, così dice…, a Radio  Anch’io ci propina la solita sequela di menzogne…ovviamente nessuno si degna di interromperlo di fare una domanda….da voltastomaco….subito dopo il LORO presidente del consiglio và in diretta una giovane scrittrice aquilana….una voce fuori dal coro prontamente gli chiudono il telefono in faccia….ecco come Berlusconi ha ridotto questo paese …chi pone questioni e pretende risposte viene zittito…ovviamente nessuno replicherà a Samanta...( Paolo Papillo  )

Scritto da francacorradini

dicembre 26, 2009 alle 21:07

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Le occasioni sprecate

con un commento

Il 23 novembre di quest’anno ricorre il 29esimo anniversario del terremoto che scosse con violenza un vasto territorio del Sud Italia, il cui epicentro fu individuato in un’area compresa tra l’Irpinia e la Lucania, precisamente a Conza della Campania. Il sisma, caratterizzato da una fortissima intensità che superò il 10° grado della scala Mercalli e da una magnitudo 6,9 della scala Richter, investì con furia numerosi paesi, spazzando via in pochi attimi intere comunità e decimando le popolazioni locali. Per comprendere la devastante potenza sprigionata dal terremoto del 1980, basta compiere una semplice analisi comparativa con quello dell’Abruzzo, che ha raggiunto i 5,8 gradi della scala Richter. Nel complesso si contarono quasi 300 mila senzatetto, oltre 2 mila morti e quasi 10 mila feriti. Tra i centri maggiormente disastrati vi furono Sant’Angelo dei Lombardi, Lioni, Torella dei Lombardi, Conza della Campania, Teora, Caposele e Calabritto.

Dunque, 29 anni fa si è consumata un’immane tragedia, la peggiore sciagura che abbia colpito l’Italia meridionale nel secolo scorso. Si trattò di un cataclisma senza precedenti, le cui traumatiche conseguenze non furono provocate solo da cause naturali, ma anche da precise responsabilità umane, cioè da scelte di ordine politico, economico, antropico e culturale. Il fenomeno tellurico che sconvolse le nostre zone fu senza dubbio di una potenza inaudita, ma le speculazioni affaristiche, l’incuria e l’irresponsabilità degli uomini nella costruzione e nella manutenzione delle abitazioni e degli edifici pubblici, le lentezze, i ritardi, l’impreparazione della macchina organizzativa dei soccorsi statali nella fase dell’emergenza post-sismica (quando serviva rimuovere con urgenza i cumuli di macerie e salvare eventuali superstiti), contribuirono non poco ad aggravare i danni e ad accrescere in modo agghiacciante il numero dei morti e dei feriti.

Per gli abitanti dell’Irpinia il terremoto del 1980 rievoca emozioni intense, un misto di cordoglio, tristezza e turbamento, di angoscia, inquietudine e rabbia. Il ritorno ad una vita “normale” è stato un processo assai lento ed ha richiesto lunghi anni trascorsi in una condizione di permanente provvisorietà emergenziale, che ha visto numerose famiglie crescere i propri figli fino alla maggiore età, se non addirittura oltre, nei container con le pareti rivestite d’amianto. Il completamento della ricostruzione, lo smantellamento e la bonifica delle aree prefabbricate sono interventi che appartengono alla storia recente. Inoltre, l’opera di ricostruzione degli alloggi e degli agglomerati urbani non è stata accompagnata da un’effettiva volontà e capacità di ricostruzione del tessuto della convivenza civile e democratica, da un indirizzo politico che contenesse scelte mirate a ricucire una rete di sane relazioni interpersonali, a recuperare gli spazi di aggregazione e di partecipazione sociale che rendono vivibili le strutture abitative.

Il terremoto del 1980 ha straziato e scompaginato l’esistenza di intere generazioni di giovani, ha impressionato le percezioni più elementari, imprimendosi nella memoria e nelle coscienze individuali, agendo nella sfera più nascosta delle sensazioni interiori. I cambiamenti prodotti dalle viscere della terra, intesi soprattutto in termini di abiezione e degrado sociale, si sono insinuati nell’intimità degli affetti, nei gesti e negli atteggiamenti più comuni, penetrando negli stati d’animo e nelle normali relazioni quotidiane, degenerando in una sorta di imbarbarimento e regressione antropologica.

A distanza di anni, continuano a perpetuarsi l’organizzazione e l’arroganza del potere politico clientelare che continua a ricattare i soggetti più fragili e indifesi, condizionando e riducendo la libertà di scelta delle persone, influenzando gli orientamenti elettorali dei singoli individui e creando vasti serbatoi di voti tra le masse popolari. Tali rapporti di forza si sono conservati in modo cinico, sopravvivendo indisturbati alle inchieste giudiziarie di Tangentopoli e agli scandali dell’Irpiniagate.

A partire dagli anni ‘80, attingendo ampiamente agli ingenti finanziamenti stanziati dal governo per la ricostruzione, fu varato un folle piano di industrializzazione forzata delle zone di montagna. Si progettò la dislocazione di macchinari installati nel Nord Italia all’interno di territori tortuosi, difficilmente accessibili e praticabili, in cui non esisteva ancora una rete moderna di infrastrutture stradali, di trasporti e di comunicazioni, in cui i primi soccorsi inviati dallo Stato nella fase dell’emergenza stentarono ad arrivare.

Si è innescato in tal modo un processo di perenne sottosviluppo economico e sociale che nel tempo ha rivelato la propria natura sinistra ed alienante, i cui effetti hanno arrecato guasti irreparabili all’ambiente e all’economia locale, che era prevalentemente agricola e artigianale. Occorre ricordare che sul versante strettamente economico-produttivo, la “modernizzazione” delle nostre zone è avvenuta in tempi rapidi e in modo convulso, maldestro ed irrazionale. Tale risultato si è determinato all’interno di un processo di “post-modernizzazione” del sistema capitalistico globale, cioè in una fase di ristrutturazione tecnologica post-industriale delle economie più avanzate dell’occidente, con il trasferimento di capitali e macchinari ormai obsoleti nelle aree economicamente più depresse e sottosviluppate come, ad esempio, il nostro Meridione.

A scanso di eventuali equivoci, chiarisco che non intendo affatto proporre un’esaltazione acritica del feudalesimo o delle società arcaiche ormai superate da un falso sviluppo che in realtà è in grado di generare solo barbarie e sottosviluppo, né intendo esternare sentimenti di nostalgia di un passato che fu di pena ed oppressione, di corruzione sociale e depravazione morale, di miseria e sfruttamento materiale delle plebi rurali irpine. Invece, mi interessa comprendere l’attuale società a partire da un’analisi storica onesta, lucida ed obiettiva. Occorre indagare e spiegare la realtà odierna, segnata da un fallace sviluppo economico, da una democrazia pseudo liberale e solo formale, da un benessere artefatto, in quanto corrotto e mercificato, di tipo prettamente consumistico.

Infatti, non si può negare che la “modernizzazione” delle zone terremotate sia stata una conseguenza ritardata e regressiva del processo di ristrutturazione tecnico-produttiva delle economie capitalisticamente più forti del Nord Italia e del Nord del mondo, la cui ricchezza e il cui potere derivano da un sistema di sviluppo che genera solo fame e miseria, guerra ed oppressione, inquinamento, sottosviluppo e dipendenza in altre regioni del pianeta, identificate come “Sud del mondo”, in cui occorre includere anche il Mezzogiorno d’Italia. A maggior ragione il ragionamento è valido se riferito alla modernizzazione fittizia come quella avvenuta nella fase storica della ricostruzione in Irpinia. Sotto il profilo economico quella irpina non è più una società rurale, ma non è diventata nulla di effettivamente nuovo ed originale, non si è trasformata complessivamente e spontaneamente in un’economia industrializzata, pur vantando antiche vocazioni artigianali e commerciali come quelle che animano le dinamiche e i processi di sviluppo, irrazionali e senza regole, che si sono verificati sul territorio locale.

Da noi convivono vecchi e nuovi problemi, piaghe antiche come il clientelismo e la camorra, ma pure nuove contraddizioni sociali quali la disoccupazione, le devianze giovanili, l’emarginazione, che sono effetti causati da una modernizzazione puramente economica e consumistica. Come sappiamo, il fenomeno dell’emigrazione si è “modernizzato”, nel senso che si ripresenta in forme nuove, più serie e complesse del passato. Infatti, un tempo gli emigranti irpini erano lavoratori analfabeti, mentre oggi sono giovani con un alto grado di scolarizzazione. Inoltre, mentre gli emigranti del passato aiutavano le loro famiglie d’origine, a cui speravano di ricongiungersi quanto prima, i giovani che oggi fuggono via lo fanno senza la speranza e l’intenzione di far ritorno nei luoghi nativi, anzi spesso si stabiliscono altrove e creano le loro famiglie laddove si sono economicamente sistemati. Insomma, è un’emigrazione di cervelli, cioè di giovani laureati sui quali le nostre comunità hanno investito ingenti risorse materiali e intellettuali. Questo è il peggiore spreco di ricchezze per le nostre zone. Spaesamento e spopolamento sono due tendenze solo apparentemente contrastanti, ma che segnano in modo rovinoso la storia delle aree interne meridionali negli ultimi decenni.

A questo punto non si può fare a meno di chiedere di chi sono le responsabilità, che appartengono a vari soggetti, in primo luogo ad un ceto politico che ha gestito la ricostruzione in Irpinia, conquistando il peso della classe dirigente nazionale, formandosi attorno ai massimi esponenti del potere politico locale e nazionale. Basta citare i nomi dei dirigenti della Democrazia cristiana irpina che hanno occupato posizioni di rilievo nell’ambito del partito e sono tuttora affermati ai più alti livelli politico-istituzionali.

Il mio modesto contributo è anzitutto quello di provare ad interpretare e conoscere la realtà, ma anche quello di provare a modificarla. La speranza di riscatto delle nostre popolazioni deve esplicarsi in un progetto di trasformazione concreta, da promuovere necessariamente in sede politica. Si può e si deve cominciare dal basso, dal piccolo, dal semplice, per arrivare in alto, per pensare ed agire in grande, tentando di migliorare il mondo circostante. In questa prospettiva l’intellettuale, da solo, è impotente, per cui deve riferirsi e agganciarsi alle forze sociali presenti nella realtà storica in cui vive.

Lucio Garofalo

Scritto da laconoscenzarendeliberi

novembre 22, 2009 alle 21:50

Ai terremotati illusioni e bruscolini, alle cosche che ricattano miliardi di euro

con 24 commenti

berlusconi_domande_lega1Una volta la Lega era un partito popolare e legalitario, oggi é una congrega di miseri alleati della mafia che in cambio di strapuntini regionali si venderebbe la madre.

cavallo pazzoOramai nella destra più nessuno ha principi legalitari: vi ricordate ordine e disciplina, sicurezza e tolleranza zero?

Tutte menzogne. Per dirne una , solo l’ultima: il progetto di accordo – compromesso di ieri sera con Fini sulla giustizia, prevede che i reati di allarme sociale ( stupri, rapine e violenze tutte comprese) debbano inevitabilmente finire in prescrizione. Ciò non perchè non sia giusto che un processo non duri al massimo due anni per ogni suo grado, ma perchè iniziare a riformare dalla coda significa mandare al macero tantissimi processi in corso.

A causa di carenze oggettive che non si sognano  di colmare – perchè dovrebbe metterci soldi che per queste cose che interessano tutti non vuol mettere – il governo , se decide di applicare questo accordo, farà decadere migliaia , decine di migliaia di processi ( vi ricordate la Cirio-Parmalat o la tragedia della Thissen ?).

Ma per altri interessi i soldi veri si trovano,  eccome!

Basta leggere la seguente vicenda : da una parte le necessità dell’Abruzzo terremotato, dall’altra  il ricatto dei potenti ed i favori della mafia.

Cosa contano 300 cadaveri e tante promesse illusorie di fronte al richiamo della foresta proveniente dalla cosca sicula?

Costui gli abruzzesi li ha calpestati impunemente decine di volte con televisioni al seguito ma in concreto ha concesso solo bruscolini, scenette televisive da Vespa e gag volgari da sessuomane in loco,  dando tutto in pasto al popolo bue che accetta ogni cosa provenga dal venditore di fumo.

Queste sono le recentissime proteste degli aquilani

Tutti sappiamo come il centrodestra in Sicilia sia dilaniato da guerre interne  -  ieri sera è addirittura caduta la giunta  -  per il controllo del territorio e la primazia nel rapporto con gli affari , in gran parte, se non esclusivamente, mafiosi.

E’ bastato che due esponenti della Sicilia divoratrice di fondi pubblici minacciassero di creare il partito del Sud e di ridurre di molto il peso politico del Pdl per “suggerire” a Berlusconi di premere perchè il  Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica) sbloccasse 4miliardi e 313 milioni di euro di Fondi per le aree sotto-utilizzate (Fas) destinati alla Sicilia. Di questa cifra gigantesca, che significa 72 euro per ogni italiano inclusi neonati e ultracentenari, il 43% sarà dedicato ai progetti per infrastrutture.

Sappiamo bene tutto ciò cosa voglia  dire in un contesto di assoluta collusione con la mafia.

A Palermo una “miriade di trinariciuti giudici comunisti”  stanno indagando sulle origini mafiose di Forza Italia. E “ne vedremo delle belle ” , come disse tempo fa berlusconi riferito al giudice Misiani :   ma questi non sono calzini turchesi,  caro vecchio satrapo malato, questi sono affari che rischiano di travolgerti.

Destinare queste somme per le infrastrutture, dicevo : ben che vada tali somme  serviranno a costruire qualche ospedale di sabbia in stile Agrigento e iniziare, per poi mai completare, qualche strada.

Ma soprattutto serviranno a rimpinguare le casse della criminalità organizzata.

Provate a confrontare ciò che il Decreto Legge n.39 del 28 aprile 2009 prevede per la ricostruzione dell’Abruzzo con le somme sueposte destinate al pozzo senza fondo chiamato Sicilia, per non dire delle somme dell’erario previste per il  Ponte di  Messina, altra grande truffa ineseguibile, come abbiamo già visto in precedenza

All’art. 18 di questo decreto, origine di tutte le proteste degli aquilani, vengono stabiliti i fondi per la ricostruzione. Ecco un riassunto schematico di quanto prevede il Governo:

1.152,5 milioni di euro per l’anno 2009

539,2 milioni di euro per l’anno 2010

331,8 milioni di  euro  per l’anno 2011

468,7 milioni di euro per l’anno 2012

500  milioni  di  euro  per  ciascuno degli anni 2013 e 2014

394,8 milioni  di  euro  per  l’anno 2015

239 milioni di euro per l’anno 2016

133,8  milioni  di euro per l’anno 2017

115,6 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2029

81,8 milioni di euro per l’anno 2030, a 48 milioni di euro per l’anno 2031

14,2 milioni di euro per l’anno 2032

2,9 milioni di euro a decorrere dall’anno 2033.

In gran parte questi fondi, specialmente per gli anni più remoti, non hanno neanche copertura.

Ma , cosa più importante, queste somme promesse sono briciole rispetto al fiume di soldi che copriranno d’oro la Sicilia. Solamente nel 2017 i terremotati riceveranno (sempre ipotizzando un’inflazione pari allo zero, quindi in una situazione illusoria) gli stessi soldi che spettano ora all’isola più grande d’Italia. Che cosa se ne faranno allora, dopo 8 anni di tenda o baracca?

Il mio è un super ok!” ha dichiarato Lombardo, spalleggiato da Micciché, dopo aver riscosso il pizzo berlusconiano.

E te credo! Dicono a Roma. Con questo precedente basterà che le regioni a grande maggioranza berlusconiana minaccino progetti autonomi e il gioco è fatto. Miliardi a pioggia e tutti (?) contenti.

In Abruzzo il presidente  Chiodi non si è neanche ambientato ed essendo stato scelto come prestanome del boss di Arcore, non avrà mai quel grado di autonomia per contrattare alcunché. Il sindaco de L’Aquila ed il presidente della Provincia sono del centrosinistra e quindi si attacchino al tram!

E la Lega guardiano del Nord?

In cambio della speranza di avere una regione da governare Bossi fa ingurgitare alla Lega qualsiasi cosa, soldi alla mafia e leggi ad personas compresi, pur di aiutare il povero boss di Arcore che , notizia di oggi, si è visto notificare una richiesta di separazione per colpa dalla moglie.

Un mare di guai in vista per il malato inguaribile : aiutiamolo noi a risolvere il problema alla radice.

Dimettiti, Silvio,  e torna a fare televisione che è l’unica cosa che puoi fare.

Sebbene faccia schifo pure quella.

Tutti a Roma al NO BERLUSCONI DAY il 5 dicembre prossimo!

Crazyhorse70

Scritto da crazyhorse70

novembre 12, 2009 alle 20:20

Pubblicato in politica

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Terremoto : perché agli aquilani non daranno le case e perché li salasseranno di tasse senza sconti…

con 13 commenti

terremoto_abruzzo_2009Altro che miracolo di berlusconi per i terremotati: gli aquilani sono stai fino ad ora trattati peggio di tutti gli altri senza tetto nella storia del terremoto in Italia.

cavallo pazzoVi dò un paio di notizie che sfuggono come sempre alla stampa di regime delle sei sorelle dei media più una, la settima, quella bulimica  e mastodontica che oscura anche le altre fameliche sorellastre, Silviona insomma.

Prima notizia

Nessuno ha ancora smentito l’assessore Cordeschi del comune de L’Aquila che ha detto esplicitamente la scomoda verità : due terzi  dei senza tetto aquilani non rientreranno mai più nelle loro case , né in casette di alcun tipo, ma dovranno cercarsi altrove una abitazione sperando nei parenti o andandosene per sempre dall’Abruzzo.

Tremonti  lo accusò di “fomentare rivolte” ma si é guardato bene dallo smentire o spiegare quella dichiarazione.

La notizia é sconvolgente , taglia la testa a tutti i tentativi di propaganda: basterebbe insistere nel diffonderla e commentarla, anzi direi solo diffonderla. Ma ci sono evidentemente dei motivi di interesse reciproco tra i due schieramenti che la rendono una notizia sospesa nell’aria.

Ipnosi del berlusconismo sulle povere menti della sinistra di regime o complicità ed interessi trasversali?

Proviamo a svegliare gli ipnotizzati, per i collusi ci penserà la storia , spero, o in mancanza la magistratura.

Seconda notizia

Quando nel 1997 Umbria e Marche vennerò colpite al cuore dal sisma, il governo di allora (Prodi I) deliberò la sospensione del pagamento dei tributi per un anno e mezzo e impose la restituzione de3l 40% degli arretrati non pagati a partire dal 2009 in 120 rate.
Per L’Aquila il decreto anti-crisi blocca la sospensione dei pagamenti al 1° gennaio (dopo soli otto mesi), stessa data in cui si dovrà provvedere al pagamento del 100% degli arretrati (8 mesi contro i 144 dell’Umbria), attraverso 24 rate e non 120.

E questo il miracolo di Berlusconi? E Vespa L’Aquilano che ha fatto tanta retorica sulla sua terra sventrata dal sisma non é in possesso di queste informazioni? Non é in grado di replicare al premier nelle sue scodinzolanti trasmissioni a rete unificate?

Ecco un altro avvoltoio che fa coppia con lo sciacallo e si ciba di auditel ( gli é andata anche male , peraltro, su questo fronte visto le infime percentuali raccolte…) sulla pelle dei suoi compaesani che credevano in lui  ed alle sue accorate prese di posizione all’indomani del 6 aprile.

Comunque a suo tempo le proteste di cittadini ed enti locali non sono mancate e, dopo un lungo tentativo di ignorare le contestazioni, il 27 luglio il Ministro Tremonti dichiarava con spirito magnanimo alla stampa tutta l’annullamento del provvedimento. E rivelava l’intenzione di lasciare l’onore (e l’onere) al capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, che avrebbe deliberato la cosa tramite regolare ordinanza.

Ora anche un principiante é in grado di dirvi che con un ordinanza della protezione civile non é possibile emanare norme contrarie a quanto fissato con legge. Si chiama principio della gerarchia delle fonti normative ed anche gli iscritti a giurisprudenza del 1° anno lo conoscono bene.

Se il governo voleva  spostare il termine dei pagamenti doveva farlo con legge: e  difatti si cono accorti dell’errore da principianti e quell’ordinanza  non è mai arrivata.

Il 15 settembre prendendo la via corretta delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato é iniziata la discussione di una norma correttiva. L’opposizione ha presentato due nuovi emendamenti sull’ex articolo 25.
Entrambi chiedevano un ripristino dei pagamenti del tutto analogo a quello predisposto 12 anni fa per l’Umbria. Esattamente ciò che desiderava realizzare il governo, stando alle dichiarazioni del ministro Tremonti di due mesi prima (dichiarazioni, queste sì, riportate da tutta la stampa, compresa quella “di opposizione”).

Il 23 mattina, nell’aula del Senato, la sorpresa della bocciatura degli emendamenti migliorativi.

E ciò grazie anche all’assenza massiccia delle opposizioni: 25 favorevoli su 159 votanti per il primo, 28 favorevoli per il secondo.
Ecco i dati disponili dai lavori parlamentari : 13 su 14 i presenti dell’IDV, 6 su 10 quelli dell’UDC, 8 su 118 quelli del PD.

Fabrizio Di Stefano, Andrea Pastore e Paolo Tancredi i nomi dei tre senatori abruzzesi anti-abruzzesi del Popolo della Libertà.
Anna Finocchiaro, Luigi Lusi, Giovanni Legnini, Franco Marini e Claudio Micheloni i nomi dei 5 senatori PD autori dei due emendamenti, impegnati in questa lotta spietata contro i mulini a vento.

E contro l’indifferenza sospetta dei loro colleghi di opposizione che mancavano all’appello quasi tutti…

Berlusconi cadrà a breve ma per demeriti suoi e per trame interne alla destra, la sinistra non ne avrà alcun merito ed anzi resterà un’altra volta alla finestra a guardare gli altri agire , ogni tanto abbassando lo sguardo per guardare se l’ombelico é sempre lì al suo posto.

Crazyhorse70

Scritto da crazyhorse70

settembre 28, 2009 alle 21:20

Controinformazione: le informazioni che non ti danno le sette sorelle della (dis)informazione

con 29 commenti

cavallo pazzoLe Sette Sorelle della (dis)informazione.

Certo silvio-mediaset é la sorella più grassa e sguaiata, la più prepotente, quella che vuol essere anche figlio,  padre e spirito santo, ma non é l’unica sorella “impura”:  ne ha altre sei belle grosse e bulimiche , solo un pò meno sfacciate.

Ecco che ve le presento tutte : Rcs Mediagroup, Mediaset-Mondadori, Gruppo L’Espresso, Gruppo Il Sole 24 Ore, Gruppo Riffeser, Gruppo Caltagirone, Telecom Italia Media.

Insieme hanno in mano l’editoria della carta stampata, alcune di loro il mondo delle radio, una sola di loro  – silviona – invece si mangia ogni giorno quasi l’intera torta della tv e della pubblicità ( ecco perché anche padre, figlio  e spirito santo ). Qui é ben spiegato il punto delle  dimensioni delle sorelle http://sadefenzasarda.blogspot.com/2009/09/le-sette-sorelle-della-manipolazione.html .

Ma sono cose che ormai sanno tutti, anche i sassi. Non possiamo aspettare che le notizie ci arrivino, dobbiamo andarcele a trovare noi in mille modi e spargerle in giro ,  perché la concorrenza  é falsata da tanti conflitti di interesseberluscafeltri e molte notizie “sfuggono” a tutte queste flaccide ed impure sorelle.

Una delle quali é mastodontica  e fa paura, ma  le altre non é che siano delle verginelle di primo pelo ed anzi la verginità l’hanno persa da un pezzo

Un pò di notizie nascoste.

Terremoto in Abruzzo: niente futuro per 26.000 senza tetto su 40.000 .

Non ci sono case né casette per tutti” ed anzi “due terzi dei 40.000 senza tetto non hanno alcuna prospettiva di residenza futura ,che non siano gli alberghi della costa, case di parenti, o la diaspora “ questo è quanto ha detto il direttore generale del Comune de L’Aquila, Massimiliano Cordeschi, per  questo accusato dal ministro Tremonti di «esortare alla rivoluzione»

La visione “edilizia», immobiliaristica del presidente Berlusconi, attuata «militarmente» dalla Protezione Civile. Senza rispetto per il cuore culturale ed economico della città. Senza programmare un futuro; le parole ” ricostruzione” e ” pianificazione” sono scomparse, solo mille episodi sconnessi di cemento sparso a pioggia e con un consumo di suoli agricoli alla fine disastroso.

Eppure in passatola pianificazione é statafondamentale.

Dopo i terremoti del Friuli, dell’Umbria e delle Marche   -  gli esempi migliori fino ad ora  – il dibattito sulla ricostruzione di centri storici e monumenti fu subito intenso e coinvolgente, appassionando le comunità e producendo alla fine soluzioni  valide.  In Friuli lo slogan della ricostruzione fu «prima le fabbriche, poi le case e le chiese». In Umbria venne corretto in «prima le chiese (“Sono le nostre fabbriche”, fece notare un vescovo saggio, attento al turismo religioso di massa), poi le case e le fabbriche».

Ed in abruzzo? Domande antitaliane da farabutto…

Leggete e firmate l’appello del  Comitatus Aquilanus.

Terremoto in In Abruzzo: elargiti decine di milioni di euro che puzzano.

Si profila un nuovo scandalo dopo quello delle macerie. Uno scandalo maleodorante che riguarda l’appalto relativo alla gestione e manutenzione dei 3.500 bagni chimici messi in funzione nell’ambito dell’emergenza del terremoto.

La squadra mobile dell’Aquila ha acquisito documenti ed articoli da Angelo Venti, direttore responsabile del presidio dell’Aquila, dell’Associazione “Libera” e direttore del giornale on line “Site.it”.

Secondo i dati in possesso all’associazione, il noleggio e la pulizia di ogni singolo bagno sarebbe di 140 euro al giorno per un totale di decine di milioni di euro elargiti dal 6 aprile fino ad oggi. Dal Blog di Radio L’aquila

Nessuno si é accorto che berlusconi ha già privatizzato l’acqua

Dal 2012, grazie alla legge 133/08 “recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” approvata ad agosto dal Parlamento la gestione del servizio idrico integrato in Italia sarà privatizzato. Da diritto acquisito, l’acqua diventa merce, prodotto commerciale soggetto alle regole del mercato, infatti il servizio idrico è stato equiparato a qualunque servizio pubblico di rilevanza economica, costringendolo alle regole della concorrenza.
Leggi per credere l’articolo 23bis della legge 133/08

Quel sistema di mercato  che solo nell’ultimo anno si è dimostrato pronto a implodere su sé stesso, con fallimenti a catena di banche e assicurazioni, dovrebbe regolare il nostro accesso all’acqua, bene primario assoluto…

“Sono Gianni Letta e devo aiutare CL”

Palazzo Chigi smentisce che Letta sia indagato. Ma la Procura generale della Cassazione dice che l’inchiesta è a Lagonegro. Indovinate chi mente.

Il sottosegretario è stato intercettato mentre prometteva ai ciellini della Cascina di intervenire sul capo dell’Agenzia delle entrate. E lo sconto fiscale è arrivato. Per legge.

Indagato pure Alfano, ostacolava i pm del caso Fitto

Alla base del provvedimento trasmesso al Tribunale dei ministri alcune intercettazioni. Nelle conversazioni emergerebbe il proposito di “sbarrare la strada” alla carriera di un alto magistrato pugliese. Subito dopo da via Arenula scatta la strana ispezione. Il ministro delle Regioni Fitto lamenta una sorta di guerra da parte dei giudici che ipotizzano reati di associazione per delinquere e finanziamento illecito al suo movimento politico “La Puglia prima di tutto”.

Ed ora un piccolo sassolino da togliermi in fretta.

L’utile idota che soccorre Berlusconi

L’altra sera, dopo aver massacrato George W. Bush per otto anni, David Letterman ha sbeffeggiato il presidente in carica Barack Obama. Secondo il nostro governo ed i suoi sgherri sarebbe un caso di odioso antiamericamismo, ma negli USA dove il sentimento patriottico è sicuramente più florido e sincero che da noi, nessuno si è arrischiato a dira una scemenza del genere.

In Italia  la destra ripete spesso la litania dell’antitalianità ed in genere c’e’ il solito utile idota che si aggiunge al coro, a cadenza periodica, accusando la sinistra di antiberlusconismo ed antiitalianità.

Chi é costui ? Gasparri? Bondi ?

No : l’utile idiota é  D’alema :  l’ha detto l’altro giorno ,  mentre presentava un fondamentale libello “A destra  tutta. Dove si è persa la sinistra?”

Probabilmente a largo di Bari, dalle parti di  Giampi Tarantini.

Crazyhorse70

Scritto da crazyhorse70

settembre 25, 2009 alle 22:00

La nonna di tutte le domande : chi é che trarrebbe vantaggio dalla caduta di berlusconi?

con 35 commenti

berlusconi_giovaneI suoi nemici lo colpiscono  da ogni parte . Salvo poi piangere e lamentarsi per le legittime reazioni e sparlare di “imbarbarimento” con il citrullo sepolcro imbiancato del quirinale.

Cui prodest?Dicevano i Romani. A chi giova tutto ciò.

A tutti coloro che resistono ai tentativi di cambiamento introdotti o tentati  da Tremonti ( dalla Banca D’Italia in giù ed anche in su , dentro l’Europa dei banchieri, per esempio).

Ai centri di interesse burocratico ed alle caste inutili e pletoriche toccate da Brunetta, se ne é già parlato.

A chi con il federalismo fiscale verrà messo alle strette. Coloro che detengono molte rendite di potere , quelle zone grigie che si arricchiscono dell’inerzia dei governi, quegli enti ed uffici preposti negli interstizi dei poteri locali come doppioni inutili ma che sono molto utili alle carriere politiche di qualcuno, specie nel sud…

Ma anche un certo establishment internazionale di cui Murdoch é l’esponente mediatico-finanziario: non ci sono brillanti giornalisti ed indagatori di RAI TRE che si interessino di questi aspetti? Che strano…

Avversari politici , ex amici invidiosi ed inetti, gruppi editoriali avversari . Per fortuna che la macchina governativa non segue né i ritmi né il tenore dei quintali di fango sparsi col ventilatore . Ma c’é  qualcuno che vuol far credere che il motivo di tutto questo sia riscontrabile nelle sue “imbarazzanti performance”internazionali ? Una volta la sinistra era anche esageratamente dietrologica ora pare credere e fomentare superficiali leggende per bambimi sull’impresentabile premier …

Non siamo scesi dalla montagna per la prima volta con la saga delle pecore e non riuscirete nello spregevole intento. Dico spregevole perché sta colpendo la nazione Italia.Tutta.

Berlusconi infastidisce alcuni poteri perché rende l’Italia protagonista nel mediterraneo ( vedi Israele , Libia ed Algeria, ) perché si prende le responsabilitò di tutti sull’immigrazione clandestina con umanità e fermezza, perché esplora altre alleanze e nuovi assetti internazionali che vedono l’Italia finalmente protagonista anche verso l’Est europeo ( vedi rapporti con Putin) quando prima l’unico rapporto produttivo con l’EST erano i rubli sovietici del PCI .

Perché l’Italia é tornata ad essere credibile nei fatti e nelle azioni concrete di governo. Altro che vecchio sessuomane: certo non é il solito spento e grigio politicante democristiano asservito  ai poteri forti che sedeva nell’angolo dei consessi internazionali  parlando poco e polically correct . Berlusconii sta rendendo l’Italia moderna e protagonista , costi quel che costi.

Certo siamo arrivati alla resa dei conti: gli ostacoli ed i danni commessi dai suoi nemici cominciano ad essere pesanti ma i conti , quelli veri, non saranno le stupidaggini vantate da scemotti bellocci , stupidi e velleitari come  quei neodemocristiani che in questi giorni riempiono le vostre bocche…

Cito due esempi di cose concrerte che porteranno cambiamenti e soluzioni posistive ma che sono oggetto di propaganda negativa dei soliti chiacchieroni in cachemire…

Terremoto

“L’AQUILA – Silvio Berlusconi ha inaugurato a Onna il villaggio costruito a poche decine di metri dal paese abbattuto dal terremoto del 6 aprile e ha consegnato le prime villette agli sfollati. Il premier è entrato in una delle case di legno, dove si è intrattenuto con il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso e le autorità locali, e ha poi deposto una corona di fiori davanti alla lapide che ricorda le vittime del sisma. Quindi il premier ha inaugurato l’asilo dedicato a Giulia Carnevale, la studentessa morta nella Casa dello Studente che aveva realizzato il progetto della struttura. Infine ha consegnato le chiavi di casa a una delle famiglie di sfollati di Onna. …

Il premier ha confermato che il prossimo 21 settembre riapriranno tutte le scuole: «Assolutamente – ha detto rispondendo ai giornalisti – e sarà un grande risultato».

Cose concrete, fatti veri compiuti mentre l’Italia dei salotti dei ricchi intellettualoidi di sinistra si crogiola con masturbazioni mentali ben pagate, spesso con soldi pubblici, rappresentando una Italia che esiste solo nel loro cervelli oscurati .

Come quei  cinematografari che a Venezia , coi soldi del loro nemico ( mediaset, medusa film ) si esaltano insultandolo. .

Bevono champagne alla mostra con sguardo torvo e rivoluzionario – come sono carini ed arrabbiat i compagnucci dell’alta borghesia resistente – ed insultano il proprio paese per “l’oppressione in atto della stampa libera” .

Nel farlo rilasciano 18 interviste e dieci servizi televisivi ai media di regime che dovrebbero oscurarli.

Scudo fiscale

Alcuni di loro pontificano contro i condoni del premier che “favoriscono l’evasione” : ecco un altro mito , un’altra questione posta in modo da travisarla.

Parte oggi infatti la terza versione dello scudo fiscale per l’emersione dei capitali illecitamente esportati all’estero, voluta dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

Secondo molti adetti ai lavori  l’operazione potrebbe portare all’emersione di capitali per 50 o 100 miliardi di euro, con un gettito per lo Stato tra 2,5 e 5 miliardi in totale.

Innanzitutto due chicche note a pochi e che vanno evidenziate  : niente rimpatrio con lo scudo fiscale per le attività patrimoniali . Lo stabilisce la bozza della circolare diffusa oggi dall’Agenzia delle entrate. http://it.reuters.com/article/italianNews/idITLF53617620090915 I beni immobili detenuti fuori Europa non sarebbero quindi sanabili per l’impossibilità di procedere al rimpatrio.

Inoltre sempre oggi L’Agenziahttp://www.ilsole24ore.com/dossier/Norme%20e%20Tributi/2009/scudo-fiscale/ ha chiarito che tale operazione fiscale non esenta i professionisti dalla comunicazione antiriciclaggio .

Due buone notizie per qualche chiacchierone. Ed ancora forse non tutti sanno che ” contestualmente al varo del nuovo scudo, il governo si è dotato di un nuovo strumento per colpire gli evasori che esportano i loro capitali nei “paradisi fiscali”: l’inversione dell’onere della prova. Non sarà più lo Stato a dover provare che i capitali detenuti all’estero e non dichiarati sono frutto di evasione fiscale, ma il contribuente a dover provare che non lo sono. Articolo 12 del decreto anticrisi

Da queste parti gironzola  un esimio giurista in clandestinità : fatevi spiegare che vuol dire inversione dell’onere della prova.

La verità é un’altra : con questa intelligente , realistica ed efficace operazione si producono molteplici effetti:

1) si introducono regole nuove per il futuro avvisando che questa è l’ultima chiamata per aderire

2) si riportano a casa  capitali che erano fuori. Cos’è più grave far uscire o far rientrare i capitali dall’estero? Che cosa è preferibile fra un evasore che esporta i capitali all’estero e non paga nulla, e uno che li fa rientrare, con sanzioni più gravi?”

3)Si incrementa il gettito fiscale

4) Si fa rientrare nel flusso economico una somma più alta possibile di denaro «fresco»

5 ) Si tengono fuori da questa possibilità coloro che hanno avuto anche solo un’accesso o una richiesta di verifica per delle irregolarità che il Fisco ha già  constatato anche se solo nella fase iniziale della istruttoria.

E la UE? “Fancia e Germania ci copieranno dopo le loro elezioni mentre in Gran Bretagna è ancor più favorevole la tassa per il rientro( 3,9 %)” rispode il ministro Tremonti

Certo prima con Prodi non potevano esserci polemiche visto che lo stesso Mortadellone coi sette nani litigiosi e rossi di vergogna assisteva impassibile senza far nulla all’uscita dei capitali. Però quanto parlavano bene di evasione fiscale nei salotti televisivi come quello di Santoro , il piangina miliardario…

Per non dire del terremoto: immagino i pecorari scani ed i ferrero scendere in piazza per non ridare i soldi ai ricchi albergatori della costa che hanno ospitato gli sfollati, ” cosa pretendono questi sporchi capitalisti? “

Così gli sfollati li mettevano tutti nelle grotte del Gran Sasso riempiti di canne e solidarietà dai centri sociali, col bue e l’asinello a natale per riscardarli…

Ed il mortadella ad annuire pretesco,  serioso e per bene arricciando le labbra come il culo di  gallina…

Mediolungo

Scritto da mediolungo

settembre 15, 2009 alle 20:10

Scacco matto in tre mosse di Berlusconi contro i suoi nemici interni alla chiesa, all’europa e nei media.

con 29 commenti

Con tre mosse efficaci Berlusconi esce dall’angolo dove  lo teneva il gossip internazionale e colpisce i suoi nemici nascosti nella chiesa , in europa e nei media.

Dimenticato l’opposizione politica? No quella si fa male da sola…

In poche settimane se ne vedranno gli effetti, ma già ora il terremoto e la sua gestione appare per quel che é  in sostanza, ovvero un gran successo del Premier.berlusconi_giovane

La politica Italia – Libia é anch’esso un grande successo storico , culturale , politico e commerciale del nostro paese e presto se ne vedranno i frutti.

L’attacco di Feltri é in effetti l’inizio di una inversione di tendenza con la stampa nemica : basta con le lezioni di morale, ora toccherà a voi soffrire , voi che avete scelto questo terreno infame e violento di scontro politico.

Chi di infamità ferisce…

Terremoto

Siamo avanti nel crono programma per la consegna delle case agli sfollati che avverrà entro fine novembre. Grazie alla costante pressione e presenza del premier ed alla grande organizzazione della protezione civile ( Bertolaso) le cose si stanno facendo in fretta come non mai.

E questo nessuno lo può smentire.

Il resto son chiacchiere e riflessioni filosofiche su presunti modelli di sviluppo oppure speculazioni sul futuro e processi alle intenzionio indimostrabili.

Ma i dati e fatti finora noti sono positivi.

Gli aquilani  – pur preoccupati e pieni di problemi  – danno un giudizio positivo dell’alacre Silvio Berlusconi che sta facendo velocemente più di quanto promesso, date le condizioni di partenza.

Certo poi ci sono i corvi inutili e petulanti bravi solo a speculare sulle comprensibili paure del futuro dei terremotati , ma sono esseri indegni che scambianmo il particolare emotivo con il quadro generale razionale e fanno disinfomatja come la PRAVDA sovietica di un tempo.

Trattato di amicizia con Gheddafi

sono decenni che ripetutamente tutti i governi provano a trattare con la Libia la questione del risarcimento danni per l’occupazione italiana ma non ci sono riusciti con danni ulteriori , viste le nostre priorità commerciali e le necessità energetiche .

Ebbene ora abbamo chiuso la questione coloniale con la Libia. La festa delle vendetta e’ diventata la festa dell’amicizia. Ci sono gia’ ottimi risultati per i nostri imprenditori, a partire da Finmeccanica ed Eni.

Ottimi risultati per il nostro bisogno di gas e petrolio e per il rigore contro l’immigrazione clandestina.

Quando lo corteggiavano inutilmente i sinistrici Gheddafi era un affascinante e simpatico rivoluzionario in chiave anti imperialista, un leader della chimera ideologica del “nuovo Mediterraneo” crogiuolo di popoli, culture e civiltà  che molti scemi da centri sociali  aveva eretto a statista del terzo mondo .

Oggi che con poche mosse Berlusconi ha chiuso la questione Gheddafi è tratteggiato da Franceschinello e vari epigoni come un pericoloso terrorista da allontanare, una specie di Pinochet.

Ed i respingimenti?

Fatti : tra il 1 maggio e il 30 agosto del 2008 – ha ricordato Maroni di recente – sono arrivati in Italia 14mila clandestini. Nello stesso periodo del 2009 ne sono arrivati 1.300.

Il sistema funziona e in questo modo si evitano tragedie. Diminuzione del 94% degli sbarchi dopo questo accordo significa coerenza col programma e risoluzione di un problema che la sinistra aveva aggravato

Quanto al diritto di asilo nelle condizioni date io non ho paura di passare per cinico estremista  e confesso che per me  trattasi di un orpello giuridico ipocrita e fastidioso.  Rappresenta quella europa  che parla bene e razzola male , quella europa che raccomanda il diritto d’asilo in teoria ma lascia soli i singoli stati più esposti , molti dei quali a differenza nostra ( vedi spagna e grecia), compiono veri e propri assassinii di massa in mare spacciandoli per incidenti di cui poi  si dispiacciono,  continuando a fare i buonisti nelle sedi internazionali ed a massacrare negri in mare . L’Europa Socialista di Zapatero che spero si tolga presto dalle palle!

Noi coerentemente respingiamo i clandestini nel rispetto dell’umanità e lottando per produrre il risultato politico di spingere ad accordi concreti, come con la Libia, per cui saranno i paesi delle coste da cui partono a dover distinguere gli asilanti dagli altri. Se non lo fan loro chissenefrega, noi respingiamo tutti!

A meno che non si vogliano costruire enormi piattaforme in mezzo al mare e destinarle ad uffici pubblici per la verifica buroscratica :  é una battuta ma se qualcuno la volesse prender sul serio che non credesse di farlo coi soldi nostri…

Feltri – Boffo

Premetto che io sono cattolico per cultura più che per intima fede e che ho un approccio realistico hegeliano con le questioni dei rapporti fra stati e corporazioni.

Guardo al concreto ed alle utilità reciproche fra due mondi che devono avere rapporti privilegiati.E vedo quanti eserciti hanno gli altri stati , quante vettovaglie cannoni e quanti aerei.

Un approccio quasi maoista come il Berlusconi MAO che immagino io ora che comincia a difendersi dai suoi tanti berlkuscamaonemici finalmente attaccando ma sempre con la sua serenità e tranquillità quasi orientale.

Facciamo un piccolo riassunto di quanta roba sia sul tavolo.

Testamento biologico,  esenzione dell’Ici sugli immobili di proprietà della chiesa cattolica , appalto alle parrocchie e alle associazioni umanitarie cattoliche di una buona parte della politica sociale facendo della Chiesa un legittimo potente protagonista del dibattito pubblico, finanziamento scuole paritarie che spesso sono cattoliche , dibattito per la revisione della legge sull’aborto, stop al divorzio breve, alla procreazione assistita, alle unioni civili.

Abbiamo giustamente evitato in ogni modo una legge sulle coppie di fatto che pure è in vigore in gran parte dei paesi europei e occidentali; le unioni gay hanno subito e subiscono anatemi di ogni tipo, anche questo giustamente; si favorisce, incoraggia ed esalta l’obiezione di coscienza alla prescrizione della pillola del giorno dopo;  si è giustamente scatenata una campagna contro la pillola abortiva Ru-486 , per non dimenticare il ricorso amministrativo recente del governo  contro l’esclusione dei prof di religione dal novero dei prof veri e propri.

Questi son fatti questo è affermare la permanenza della cultura cattolica nazionale secondo i desideri dei cittadini che hanno votato il governo

C’e’ un parte della chiesa che non contenta della politica reale del governo favorevole alle istanze vaticane si è messa in testa di fare le pulci ai comportamenti privati del premier per motivi di guerra interna Bagnasco-Bertone per chi prende le redini della politica del cardinal Ruini.

In questo contesto di lotta interna alla chiesa , si scopre che un pasdaran del conflitto antisilvio abbia avuto  frequentazioni omosessuali per le quali ha commesso un reato.

Chi lo scopre, Feltri, invece che applaudito per la libertà e l’efficacia di giornalista dimostrata ,  viene messo alla gogna.

In assoluto mi verrebbe da dire chissenefrega e passare per minimalista.

Ma non voglio sfuggire perché questo episodio anche per me é emblematico e quindi subito dopo aggiungo chilafal’aspetti oppure ” è il giornalismo bellezza” : rischio di passare per cinico?

Non penso proprio ed anzi svelo tutto il mio pensiero : quando dico che l’episodio é emblematico voglio dire che finalmente vedo in atto un tentativo legittimo ed efficace del Premier  di colpire direttamente i suoi nemici scovandoli dove si trovano -  vedi anche la giusta querela a Repubblica ed ai giornali stranieri che infangano il nome dell’Italia -  finalmente  andando al bersaglio grosso per dar loro una lezione durevole . Loro i nemici che invece di far opposizione nel merito   – e come potrebbero ? – gettano ogni giorno fango e merda sul nostro paese.

Berlusconi e Boffo:  stringendo, entrambi accusati di peccare più o meno pubblicamente contro il sesto comandamento (l’uno secondo natura, l’altro contro natura), mentre contro il primo si scaglia addosso tutta la sinistra e una parte  del clero in lotta interna, in difesa del secondo si vede una straordinaria alzata di scudi. Che cosa giustifica i due atteggiamenti così radicalmente diversi?
Diciamola tutta : un pederasta in un posto come quello non dovrebbe starci specialmente dopo tutti i processi ai preti pedofili che hanno infangato la chiesa del concilio vaticano secondo. Non certo la CHIESA che i veri cattolici hanno nel cuore e che pare finalmente riprendere il sopravvento con questo Santo Padre.

Berlusconi stia al suo posto che lavora bene per i nostri ideali e valori, Boffo se ne vada al più presto a farsi attenzionare in luoghi più consoni.

Mediolungo cattolico apostolico romano e nazionale

Scritto da mediolungo

settembre 2, 2009 alle 19:58

Controinformazione a 4 mani sulle ultime magagne del governo: superpost estivo con notizie , commenti, rabbia, musica e “sottile” ironia … 1° PARTE

con 5 commenti

controinformazione

ROMA – Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella ricorrenza del 65° anniversario cavallo pazzodell’eccidio nazifascista di Sant’Anna di Stazzema, ha inviato al Sindaco, Michele Silicani, un messaggio in cui rivolge a tutti i convenuti alla commemorazione il suo partecipe e solidale pensiero: «Nostra democrazia nasce dalla Resistenza, il sacrificio per la Patria è viva eredità morale»

Nell’anniversario di Stazzena mi piace ricordare per l’ennesima volta che l’Italia nasce dalla Resistenza contro il nazifascismo e chiunque voglia essere cittadino italiano e non un  minus habens deve riconoscersi in questi ideali.

Per qualcuno un po’ duro di comprendonio ribadisco quindi che l’Italia non nasce dalla Repubblica sociale inventata da Hitler per tenere in piedi un mussolini oramai finito , gonfio e pronto per piazzale loreto né ha origine dai programmi di Canale 5 o dalla residenza di Villa Certosa , quelle che ospita mafiosi, servizi deviati , mignotte e spacciatori di cocaina.

No ,  nasce dalla Costituzione Italiana Antifascista come recita anche la XII disposizione transitoria e finale (comma sorrisoprimo) della Costituzione e successivamente tutta una seria di leggi dello Stato che regolano la materia e vietano anche  l’apologia del fascismo. Quindi per concludere vorrei dire a coloro che fanno a gara a dirsi più italiani degli altri che fra un emigrato che giura sulla costituzione e diventa cittadino ed un fascista che la nega la risposta è assolutamente scontata: italiano è solo il primo, l’altro è appunto un minus habens , ovvero uno che ha meno ( cervello, diritti, tutto) , un rifiuto, un escluso -  come dicono loro, uno sfigato -   un estraneo alla democrazia uno più o meno come questo nella foto.

Anzi questo bel video lo dedichiamo a costoro, visto che gli piacciono le adunate marziali

By Crazyhorse70 e Torba di Gramigna

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I docenti non possono partecipare “a pieno titolo” agli scrutini e la loro materia non può avere effetti sul credito

ROMA – Frequentare l’ora di religione non può portare crediti aggiuntivi agli studenti che si presentano agli esami di maturità e, in ogni caso, gli insegnanti di religione non possono partecipare a pieno titolo agli scrutini. Lo ha stabilito il Tar del Lazio accogliendo, con la sentenza n. 7076 i ricorsi presentati a partire dal 2007 da alcuni studenti, supportati da diverse associazioni laiche e confessioni religiose non cattoliche, che chiedevano l’annullamento delle ordinanze ministeriali firmate da Giuseppe Fioroni e adottate durante gli esami di Stato del 2007 e 2008.

Risposta del clero e dei suoi baciapile :

L’Ora di religione parte integrante della cultura italiana» Prof di religione e scrutini, la Cei contro il Tar : «Sentenza vergognosa»

I vescovi: «Dai giudici decisione che danneggia la laicità dello stato e alimenta diffidenza verso le toghe»

MILANO – Affondo della Cei sulla sentenza del Tar. I vescovi parlano di «decisione vergognosa» e «pretestuosa».

La Gelmini  – una delle due favorite dell’harem per intenderci  – si dice già pronta dall’alto della sua dirittura morale  a chiedere il ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione troppo laica. GelminiVSCarfagna

Chi meglio di lei può essere a guardia della morale pubblica?

Nonché degli insegnamenti della chiesa?

Per ora lei é la sua collega sono divenute esperte più che altro sulle iniezioni pelviche ( leggi qui ) però chissà col tempo…

Stessa commedia sulla pillola Ru486 di cui l’Agenzia del Farmaco ha chiesto di recente la commercializzazione .

Via libera a maggioranza dall’Agenzia del farmaco
alla commercializzazione della pillola abortiva

ROMA – La Ru486 arriva in Italia. Dopo una riunione durata più di quattro ore, è arrivato giovedì scorso in tarda serata il via libera a maggioranza (quattro contro uno) dall’Agenzia italiana del farmaco alla pillola abortiva.

Il Consiglio di amministrazione dell’Aifa ha infatti approvato l’immissione in commercio nel nostro Paese del farmaco già commercializzato in diverse altre Nazioni.

La Santa Sede: «scomunica per chi la usa e per chi la prescrive» La Ru486 arriva in Italia
Dura condanna del Vaticano.

Il vaticano digerisce benissimo la dissolutezza del premier ed il suo cattivo esempio, purché questi garantisca che non si tocchino i privilegi vaticani sull’ICI , sull’8 per mille, sulla bioetica, sulla eutanasia ed il resto va tutto bene, al massimo blande ed indolori accenni alla moralità pubblica , ma niente di grave.

Berlusconi puo’ anche essere trovato con le mani addosso a ragazzine  o con il naso sporco di coca, l’importante che non dica mai nulla su quegli argomenti che si discosti dai dettami del clero.

Quante stronzate questi baciapile.

La Ru-486 rappresenta invece per le donne un’opportunita’ di poter scegliere un metodo meno invasivo e mortificante per attuare un’interruzione di gravidanza, e alle donne che scelgono questo metodo abortivo deve essere secondo me evitata l’imposizione del ricovero coatto. Le polemiche del clero e dei suoi servi sono pretestuose

In Italia l’IVG (Interruzione Volontaria di Gravidanza) viene praticata solo con intervento chirurgico, anche se la scienza si e’ evoluta e ha trovato nuovi metodi, meno dispendiosi economicamente e meno traumatici per la donna, come quello farmacologico della RU486.

Un esempio: oggi l’ulcera e’ curata farmacologicamente e nessuno si immaginerebbe di tornare indietro, quando solo la chirurgia poteva essere di aiuto.
Perche’ se, nel nostro caso, la scienza si aggiorna la pratica non la dovrebbe  seguire a ruota?

Alcuni confondono ancora  la pillola abortiva RU486 con la pillola del giorno dopo (pdp) che è un farmaco utilizzato come metodo di contraccezione post-coitale (ossia contraccezione di emergenza) durante le 72 ore successive a un rapporto sessuale. Il principio attivo è il progestinico levanorgestrel , una sostanza presente anche in molte pillole contraccettive, impiegata però in un dosaggio 20-30 volte maggiore (750 microgrammi).

Questo farmaco non va confuso con ciò di cui invece parliamo oggi, ovvero la pillola abortiva Mifepistrone, nota come RU-486,  dalla quale si differenzia sia per i tempi di assunzione che per i meccanismi di azione.

Vedi qui per altre informazioni

Crazyhorse70

Abruzzo : cronaca di una morte annunciata

con 28 commenti

Se prendete la strada da Roma verso nord o sud e vi fate 150 chilometri, lo stacco ambientale , il cambio di epoca non lo trovate.

Se invece ve li fate verso est passate il Gran Sasso vi capita di entrare in epoche lontane come succede  in pochi posti in Italia.

Incontrate paesini “dipinti” sui monti, transumanze e pastori a frotte , cafoni di Silone che ancora si inchinano ai preti ed ai maggiorenti del  paese, operai che ancora parlano di scuola serale e sindacato con lo sfilatino con la frittata di peperoni e la bottiglia di vino rosso seduti per terra in fila per uno, giovani con sul viso disegnato un bel paio di cerchi rossi sulle guancie e  non sono pagliacci, ma salute vento e formaggio buono, anzi  formaggio vero.aquila-di-notte

Vecchi vestiti con mantelli neri e seduti sui sagrati delle chiese a parlare ancora di raccolti e si tolgono il cappellone nero quando passi perché sei teoricamente appartente ai maggiorenti, quel modo antico di sentire le differenze di classe ed i mestieri.

Sono stato sabato in Abruzzo nei 50 chilometri intorno a L’Aquila ed ho parlato con la gente vera , quella in carne ed ossa, non con i figuranti e le comparse che sbraitano per una foto col silvio.

Scusate  ma non ho tempo di rendere organico e completo questo insieme di appunti  presi in base a quel che ho visto e sentito ed ora faccio solo un pò di cronaca

A tre mesi dal sisma la protezione civile è impegnata ancora nella gestione dell’emergenza, ci siamo ancora dentro fino al collo.

Eppure l’ utilizzatore terminale continua a fare lo scemo.

Agenzia Ansa 2009-07-16 17:51

Terremoto: Berlusconi, battuto ogni record ricostruzione

L’AQUILA – Lo Stato coprirà il 100% delle spese per la ricostruzione in Abruzzo. Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa tenuta al termine della sua visita nelle aree terremotate.

ROMA – “Siamo in avanti rispetto ai tempi previsti dagli esperti del settore. Le case saranno consegnate entro fine novembre”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in conferenza stampa a L’Aquila, in merito alla costruzione delle abitazioni per i terremotati abruzzesi.

La verità?

Ci sono solo un paio di cantieri veri in cui in effetti ho visto le casette antisismiche venir su a vista d’occhio tra Bazzano ed Onna ma basteranno per pochi, 12.000,  se consegnate tutte ed in tempo e qui  tutti ricordano settembre e non dicembre come termine di consegna promesso all’inizio dal silvietto.

Pensate che solo  i terremotati con le case di tipo E, cioé completamente distrutte , sono 13.000 a L’aquila città, quindi escludendo dal conto tutti i paesi colpiti dei 49 comuni censiti.

Inoltre ci sono altre decine di migliaia di abitazioni con altre classificazioni per le lesioni subite.

Pochissimi hanno visto l’assegno di 800 euro al mese garantito a professionisti commercianti artigiani ed agricoltori per la perdita del lavoro

Le  100 euro mensili a testa per le famiglie che hanno trovato autonomamente un alloggio subito dopo il sisma?

Le aziende continuano a licenziare e gli aiuti ritardano, il governo ha già deciso che recupererà le tasse sospese da gennaio prossimo, ma é impossibile pagare le tasse più gli arretrati né ora né dopo, perchè la città è all’anno zero  e nessuno lavora.

Lunedì prossimo la Commissione congiunta di finanze e bilancio discuterà gli emendamenti presentati in Parlamento, ma allo stato attuale i terremotati oltre a dover pagare i mutui, devono restituire il 100% delle tasse e degli oneri previdenziali arretrati e sospesi per il terremoto in 24 rate a partire da primo gennaio 2010.

Ricordo a tutti che in Umbria e Marche i cittadini cominciano a pagare gli arretrati delle tasse oggi, a 14 anni di distanza dal sisma. Ed e’ poi inaccettabile che dei 4 miliardi di euro stanziati dal governo per il decreto anti crisi, 500 milioni siano a carico degli abruzzesi.

I soldatini di stagno al servizio del premier venissero a vedere di persona cosa é L’Aquila oggi.

Togliendo i figuranti che si sono portati al G8 per evitare troppi vuoti e relative figuracce internazionali  ( proprio così! ) ed i 5.000 dei cortei in gran parte poi ripartiti e che hanno fatto almeno un po’ di civilissime proteste colorate , oggi L’Aquila é un città fantasma e  l’esodo verso la costa é pressoché totale.

Del resto qui se ne é parlato già abbastanza e sappiamo come tale esito sia voluto (   vedi la seconda parte di Rosellina di questo post Controinformazione a 4 mani: perché papi ha preso l’ultima curva prima della fine e perché l’ Abruzzo finirà a banche e mcdonald e casette isolate con gli sponsor ) ed anzi corrisponda ad una idea ben precisa  e quindi tralascio il tutto e torno a fare il cronista.

Certo ho visto una nuova bella ed ampia strada che collega l’aeroporto di Preturo con la caserma di Coppito, quella del G8.

Lo svuotamento delle tendopoli va invece molto a rilento e gli abruzzesi che non avevano lesioni gravi nelle  case rientrano comunque con lentezza, la terra trema e c’é  ancora paura, i soldi per le riparazioni sono ancora promesse lontane da mantenere , mancano servizi essenziali come il gas.

Questa del gas é una cosa molto preoccupante qui , insieme al grosso ostacolo ai lavori che é la mancanza del prezzario.

La regione non ha fissato il prezzario per le imprese che devono inserirsi nella ricostruzione, é da un bel pò che doveva farlo ma ancora nulla.

Sembra una stupidaggine burocratica, ma senza prezzario niente lavori di ricostruzione

Il sindaco de L’Aquila ha ricevuto solo 20 milioni di euro i primi i luglio , un finanziamento relativo agli indennizzi delle case di tipo A, ovvero quelle che necessitano solo di piccole riparazioni per essere abitabili. E questi soldi non può neanche spenderli se Chiodi, il presidente della Regione , non emette il prezzario.

Notare che aveva la possibilità di farlo da più di un mese visto che il provvedimento relativo è del 25 maggio. Ora dice che lo farà in questi giorni,  Vedremo e , comunque, 20 milioni di euro sono una goccia in un oceano.

Ad oggi 18 luglio ci sono ancora  143 campi tendati con oltre 23.000 persone dentro . Altre 30.000 piu’ fortunate negli alberghi. La Protezione Civile  non si coordina coi comuni che non possono più anticipare niente e sono senza un lira.

Nel decreto legge del 23 giugno non c’e’ scritto quel che berlusconi ripete oggi e la differenza fra le panzane che racconta e la realtà vera comincia ad esser troppa.

E’ vero che lui fa propaganda tutto l’anno anche e specialmente lontano dalle elezioni .

Ed é anche vero che al G8 un po’ di luce di Obama e le pressioni indebite di Napolitano su tutti – giornalisti  compresi – gli hanno evitato il temuto shock politico internazionale ma questo pagliaccio deve piantarla di lucrare continuamente ed incessantemente sulla pelle della gente che soffre.

Del resto il buon giorno si era visto dal mattino, con la prima delle 17 visite per stare “vicino” al popolo abruzzese (vedi fra gli altri Lo sciacallo e la controinformazione).

Si dice che si compri una casa in queste ore qua vicino per iniziare una fase più serena e sobria della sua vita : basta con le escort nude in piscina a villa certosa e gli spettacolini lesbo apparecchiati per lui da produttori mediaset , da ora in poi solo passeggiate salubri e parsimoniose sul Gran Sasso.

Speriamo che non ricominci a passeggiare come faceva i primi giorni sui cadaveri degli aquilani in cambio di niente : qui tutti – destra e sinistra aquilana -  metterebbero la firma per avere lo stesso trattamento od anche solo un pò di meno di Umbria e Marche di 14 anni addietro.

Vado via la sera e dopo più di tre mesi l’altopiano bellissimo dove é incastonata la città é sempre lo stesso, un lugubre insieme di macchie nere senza luce se non quella della statale 17 , la strada che ha segnato in superficie la traccia della faglia sottostante quella notte alle 3,32 .

Solo qualche luce dei lampioni messa in fila sulla statale 17 come per dover sempre ricordare la via che ha fatto il sisma per distruggere quel mondo e probabilmente per non farlo tornare più.

Come non tornerà mai più il centro de L’Aquila che non sarà ricostruito.

Molti qui  credono che finirà un ambiente intero , un sistema di valori legato a quel mondo a quelle radici.

Io stesso che passavo oltre  il Gran Sasso e riuscivo veramente a ” staccare” la spina perché incontravo qualcosa di veramente lontano e diverso , più , molto di più dei 150 chilometri che distano da Roma, forse lo spazio era in termini di anni…

Io stesso,  dicevo,  la penso come loro.

Crazyhorse70

Scritto da crazyhorse70

luglio 19, 2009 alle 19:45

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