Dona il sangue per la FIOM così freghi il padrone

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Maggiori informazioni Dal sito www.libera.tv e www.liberarete.org 

La CGIL non ha ancora proclamato lo SCIOPERO GENERALE per fermare il clamoroso e gravissimo attacco alla FIOM ed ai diritti dei lavoratori metalmeccanici. I lavoratori però stanno cercando ogni strada per lottare insieme alla FIOM. Nei giorni scorsi su Facebook è stato diffuso un appello volto ad organizzare il primo SCIOPERO GENERALE “fai da te” della storia.

Usando il diritto di molti …lavoratori a donare sangue ed al conseguente giorno di permesso è possibile astenersi dal lavoro il 28 gennaio.
Anche questo è un modo per STARE DALLA PARTE DELLA FIOM.
L’associazione LIBERARETE aderisce a questa iniziativa e la rilancia anche attraverso la socialwebtv LIBERA.TV

Il link al gruppo su Facebbok :
http://www.facebook.com/home.php?sk=group_179394655417274
Sciopero Generale “fai da te” – 28 Gennaio 2011

Astieniti dal lavoro, dona il sangue:
– a sostegno delle ragioni della FIOM-CGIL;
– contro le politiche anticostituzionali della FIAT;
– per dire no alle scelte del governo su lavoro, scuola e fisco.

COMUNICATO STAMPA

28 gennaio 2011: indetto il Primo Sciopero Generale fai da te

Siamo un gruppo di lavoratori sia pubblici che privati, alcuni anche iscritti alla Cgil. Non riusciamo a capire come mai la Camusso tentenna ancora a indire lo sciopero generale.

Le pene inflitte da questo governo al mondo del lavoro e della scuola si aggiungono alla vergognosa marchionnata che i metalmeccanici della Mirafiori dovranno subire: turni di lavoro di dieci ore; cancellazione della rappresentanza sindacale che non è proFiat; sette ore e mezze ininterrotte sulla catena di montaggio, rischio di decurtazione dallo stipendio dei primi due giorni di malattia…

Da lavoratori, anche se non metalmeccanici, sentiamo l’esigenza di dover esprimere la nostra solidarietà concreta ai lavorati della Mirafiori e di Pomigliano d’Arco, alle azioni della Fiom e, nello stesso tempo, marcare il nostro totale dissenso dalle scelte scellerate che questo governo attua per il lavoro, la scuola, il fisco.

Non vediamo altra soluzione che indire uno sciopero fai da te che diventerebbe “Sciopero Generale fai da te” se mille, diecimila.. centomila dipendenti facessero la stessa cosa che faremo noi.

Il giorno 28 gennaio, visto che la Fiom ha indetto lo sciopero di categoria, noi sciopereremo con loro non andando a lavoro per recarci in ospedale a donare il sangue.

Sì, andremo a donare il sangue in modo che il 28 gennaio:

- avremo il diritto previsto per legge di assentarci dal posto di lavoro;

- esprimeremo la mostra concreta solidarietà ai metalmeccanici e alla Fiom;

- daremo per scelta il nostro sangue alla collettività e non per costrizione a Marchionne e la Fiat;

- inventeremo il “Primo Sciopero Generale fai da te” che si sia mai fatto in Italia.

Chiediamo alla classe politica, alle associazioni, alle organizzazioni, ai movimenti, ai singoli cittadini di aderire e diffondere questa iniziativa al fine di riappropriarsi di un diritto al dissenso sempre più difficile da poter esprimere pubblicamente.

Alla libera stampa chiediamo di farsi carico di amplificare o reprimere questa voglia di solidarietà, dando o no la possibilità ad altri lavoratori italiani di prendere visione di questa iniziativa e, quindi, di aderirvi o meno.

Che il 28 gennaio 2011 sia una giornata di Lotta e di “Sangue”.

Il Comitato Organizzatore

0522/421057 328/4324254

primoscioperogeneralefaidate@gmail.com

Prove tecniche di sinistra in movimento…ovvero “anche l’operaio vuole il figlio dottore”

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Lo dico con chiarezza a me stessa ed a tutti coloro che sono interessati. C’é un momento per le analisi, poi viene la sintesi. Sono anni che stiamo aspettando una breccia, anche solo un piccolo pertugio per far rinascere la sinistra come opposizione politica, per riannodare i fili con la società e con le persone vere ed in carne ed ossa.

Fino ad ora è stato l’antiberlusconismo come fenomeno civico, costituzionale a farla da padrone nell’opposizione. E siccome il senso civico nel nostro paese è debole, poco strutturato, quasi residuale siamo stati costrettii a subire scenari di palazzo e lotte di potere, tutt’ora in corso. Mi riferisco a Fini  , Montezemolo e cose simili. Rispetto a queste soluzioni la sinistra si è posta in un ruolo distaccato e subalterno, alla finestra guardando gli altri protagonisti muoversi.

O magari qualcuno dei peggiori fra costoro plaudendo al nuovo uomo forte legato a Confindustria, come se per i lavoratori fosse meglio avere uno di costoro a governare sul serio, piuttosto che il pagliaccio a far finta di comandare…

Lo stesso fenomeno viola non si occupa delle reali contraddizioni sociali ed economiche ma si muove nel solco dell’approccio civico di cui sopra, insufficiente.

Ma ora c’é una novità  che viene dal mondo del lavoro, il quale sotto attacco in maniera formidabile e quasi terminale , non si piega, alza la testa e crea nuove condizioni politiche. E spinge inequivocailmente verso un grande sciopero generale.

Ancora una volta, come già nel 94-95, tocca alla Cgil il ruolo improprio di organizzare e porsi alla testa del popolo di opposizione. E, come allora, sarà questa spinta dal basso a mandare a casa Berlusconi e i suoi scherani. Malgrado le incertezze e gli inciuci del Pd.

La spallata che i sindacati diedero allora al governo Berlusconi contro il suo progetto di riforma previdenziale ancora  fa male alla destra, basta leggere le cronache dell’epoca http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/07/03/berlusconi-al-sindacato-uniti-contro-il.html ed i suoi tentativi successivi, peraltro in parte riusciti, di dividere il sindacato e renderlo in gran parte mansueto e disponibile.

Berlusconi quindi conosce bene la forza della piazza e del malcontento sociale e la teme ( Maroni ha infatti tentato di esorcizzarne l’efficacia e provocarne le tensioni) ma quelli che paiono temerla ancor di più del nano di Arcore sono coloro che dovrebbero essere alla testa dell’opposizione. Mi riferisco ai dirigenti del PD.

Questa finta opposizione del PD, che tremebonda, conduce la propria vita politica nell’ombra dei se e dei ma, condizionata da una classe dirigente inetta e complice del berlusconismo.

Come tanti anni fa furono i movimenti a scuotere l’elefantiaco corpaccione del PCI, a permettere alla sua base di trascinarlo a calci nel sedere verso le ( poche ) conquiste di civiltà e di diritto avute nel nostro paese, così oggi  occorre riprendere a calci nel sedere ciò che rimane del PCI, ovvero il PD suo erede e d indurlo ad appoggiare la FIOM , sì da ricreare le condizioni per una opposizione politica e di classe.

Per qualcuno poco avvezzo che equivocasse ( forse mediolungo? ), con il termine classe non mi riferisco allo stile, ma alla classe in senso marxiano del termine.

La lotta di classe esiste ancora: la conducono i padroni contro i nuovi schiavi

Il 16 ottobre è stato la   rispos­ta all’attacco ai diritti consolidati dei lavo­ratori che ha raggiunto il suo apice a Pomigliano, dove Marchionne e la Fiat hanno deciso di rimettere in chiaro che loro sono i padroni e, dunque, i lavoratori sono servi. Occorre prendere consapevolezza di ciò ed organizzarsi di conseguenza. Non continuare a balbettare tenendo conto un pò degli interessi degli operai, ma anche dei padroni come Marchionne!

Anche perchè, come è stato già rilevato, la breccia di Pomigliano serve per far cadere tutto subito dopo. Vedi la disdetta del contrastto nazionale fatta dalla Federmeccanioca.E’ la crepa che apre la voragine.

Occorre chiuderla subito, immediatamente e con forza.

L’opposizione sociale e politica

A Roma c’era l’Italia dei diritti negati, non solo i metalmelmeccanici della Fiom: c’erano donne e uomini, ragazze e ragazzi, operai e pensionati, impiegati e disoccupati, precari e studenti, insegnanti e immigrati.

E questi ultimi non erano certo i temibili stranieri annunciati dal ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni, «infiltrati» tra i manifestanti e pronti a creare disordini e violenze. No, né black bloc né fanatici islamici di Al Quaeda, solo cittadini stranieri che rivendicavano diritti. Pacificamente. Non c’è riuscito, Maroni, con la sua in­timidazione, a tenere a casa le persone ed a far esplodere le tensioni. Abbiamo respinto le sue intimidazioni, la sua meschina strategia della tensione.

E che il suo fosse solo un tentativo di inti­midire le masse è risultato subito evidente dalla rilassatezza di tutte le forze dell’ordine comandate a vigilare sulla sicu­rezza del corteo: non c’era nessuno in tenu­ta antisommossa, nè il numero ed altri atteggiamenti sono sembrati spropositati.

È stata una manifestazione enorma nella quantità ( per un corteo dei metalmeccanici così partecipato occorre tornare agli anni ’70, ma in questo caso si tratta della FIOM da sola) e nella qualità, perchè in questo frangente è stato chiaro a tutti che il popolo della sinistra si è rimesso in moto, in modo pacifico e determinato.

E lo ha dimostrato. Dando sostanza ed urgenza alle analisi dei soggetti che si muovono a sinistra, dettandogli l’agenda e provocandone le reazioni ( vedi Vendola al suo congresso di ieri ).

Ma anche conferendo così un maggiore peso specifico alle pro­prie rivendicazioni nei confronti del Gov­erno e di Confindustria: democrazia, diritti, dignità, lavoro, contratto erano le parole d’ordine degli operai, ma accanto a queste, fra queste, c’erano anche le richieste che arrivano dal mondo della scuola e dell’università, cioè delle istituzioni che dovrebbero formare i cittadini e le future classi dirigenti ma che, invece, sono state trasformate in potenziali “fabbriche” d’ignoranza di massa, in ossequio al prin­cipio enunciato in tv, durante la campagna elettorale del 2006, da Berlusconi durante l’unico faccia a faccia con Prodi: «Voi siete convinti che il figlio dell’operaio debba avere le stesse opportunità del figlio del professionista».

Insomma l’operaio vuole il figlio dottore, non c’è più morale, Contessa, cantava a tal proposito un sarcastico Paolo Pietrangeli nel lontano 1966.

SU FACEBOOK VERSO LO SCIOPERO GENERALE: DOPO IL 16 OTTOBRE CI VUOLE LO SCIOPERO GENERALE. BASTA CHIACCHIERE. BLOCCHIAMO IL PAESE. PER I DIRITTI, PER IL LAVORO, PER LA DEMOCRAZIA.

Rosellina970