Articoli con tag ‘popolo viola’
Arcore 6 febbraio: escortialomo via
Riceviamo da Gioia la cronaca di quel che ha visto e sentito oggi ad Arcore.
Qui siamo all’inizio della manifestazione
lapolizia blocca i manifestanti che spiegano che il delinquente da cui proteggere la gente è dietro le loro spalle non davanti..
una bellissima BELLA CIAO eccheggia dappertutto, fino a oltraggiare le orecchie del papi poco distante…
Sono qui coi miei amici de L’Aquila e di Pescara. Sono le 14 circa e c’è il sole ad Arcore, un sole che illumina il colore viola, quello che ha invaso la piazza del Municipio. Più in là,davanti all’entrata della residenza di Berlusconi ci sono già due blindati dei carabinieri , molti altri militari vigilano sulla situazione e sbarrano la strada, ma nella piazza siamo ancora solo un migliaio.
Ore 15, cresce la gente, è un continuo arrivare di persone , molte anche in piccoli gruppi o da sole, richiamate dal web. Tantissimi i cartelli “personali”. Ci sono alcuni con una bandiera tricolore decorata con un perizoma al centro
Molto colore e molta musica e cartelli, questi gli slogan che leggo intorno a me «Per Berlusconi rito immediato, sei
licenziato», «Se ti facessero una statua ad Arcore, noi saremmo i tuoi piccioni». “Silvio hai le orge contate, dimettiti».
“Facciamo un nuovo disoccupato, Berlusconi sei licenziato”, strilla un gruppo di precari ed anche”Silvio portaci in Consiglio Regionale”.
Oggi c’era gente da Milano e dintorni, Genova e Roma,Torino , Toscana ed Abruzzo ed avevamo precisato che la manifestazione sarebbe stata pacifica, abbiamo chiesto solo di lasciare Largo delle Vela ( di fronte al Municipio) per avvicinanarci più possibile a Villa San Martino e gridare a Berlusconi di dimettersi. Gli organizzatori ci hanno chiesto di non fare il corteo ma noi abbiamo deciso almeno di provarci ad aggirare il blocco della polizia in tenuta antisommossa e questi
ci hanno impedito di passare per le vie laterali e raggiungere Villa San Martino.
Verso le 16 è volato qualche colpo di manganello del tutto gratuito visto il genere di persone che c’erano, tutte con le mani alzate; la maggior parte di noi ha capito l’antifona ed è tornata in piazza, ma un centinaio di ragazzi dei centri sociali sono rimasti lì a confrontarsi con la polizia, sempre con le mani alzate tentando di raggiungere comunque Villa San Martino.
Fin che sono stata li’ con gli altri posso garantire che lo slogan più cattivo che ho sentito fra coloro che tentavano di avvicinarsi alla Villa del Papi è stato ”Fatemi passare, mi manda la Minetti!” e quindi , ripeto, il nervosismo della polizia era del tutto ingiustificato. Anzi un po’ di tempo prima dal megafono qualcuno aveva tentato di spiegare chi era da proteggere e quale era il vero delinquente ( vedi il secondo video )
E’ vero del resto che non ci sembrava il caso di regalare ai media la possibilità di parlare di incidenti invece che di colori e di una bella manifestazione autorganizzata.
Ecco gli altri slogan , in un ambiente colorato, ironico e c0mpletamente pacifico : “se ti facessero una statua ad Arcore, saremmo i tuoi piccioni” e ancora, “fuori le escort dallo Stato”, “Non siamo stati finanziati con i soldi dei partiti”, molta musica e canti. Secondo me , dato confermato da molti dei partecipanti, verso le 17 eravamo circa 5.000 e noialtri siamo andati via, anche perchè abbiamo saputo con certezza che il Papi si era sottratto al confronto uditivo fin dalle 12 di stamattina.
Gioia
Ci siamo……

E’ passato circa un anno da quando scrivevo su questo blog
Il popolo affamato fa la rivoluzion…..
ed ancora….
Dopo il 5 dicembre ( No Berlusconi day ) niente è più come prima…
Lo spirito di questa “eversione” pacifica, democratica, trasversale fu compresa dai più, prova ne è il successo che ebbe la manifestazione del 5 dicembre 2009 e quelle che sono seguite in questo anno intensissimo di eventi di piazza e non.
Tutti , anche i partiti di opposizione, le associazioni si son dovuti misurare con la nascita e la crescita di questa rivoluzione .
Una rivoluzione pacifica, matura ed intelligente.
Alcuni ci tacciarono di comunismo o comunque di mero spirito anti- berlusconiano.
E altri fecero la facile e stupida equivalenza anti- berlusconismo = comunismo .
Ora è sotto gli occhi di tutti, anche degli ex appartenenti della compagine governativa di destra, quanto quest’uomo abbia poco a vedere con una destra liberale ed illuminata.
Sotto gli occhi di tutti quanto il suo essere arrogante sbruffone e il suo essere cialtrone colto da delirio di onnipotenza sia da lettino da psicanalisi……
E come Caligola muore per mano “amica “….
L’erede di Almirante ha indubbiamente sferzato il colpo finale, dopo tanti tentennamenti, con un discorso brillante e seducente alla convention di Perugia.
Seducente, certo , seducente..molto seducente…..
Voglio ipotizzare uno scenario del futuro prossimo ( scommetto una cena con chi vorrà giocare con me )
L’Italia della terza repubblica sarà governata da una destra liberale con il supporto fondamentale dei voti degli elettori della sinistra….
( E fu così che la trasversalità già praticata dal popolo in piazza il 5 dicembre prenderà corpo e darà inizio ad una nuova stagione politica …..e questo blog- la conoscenza rende liberi … per favorire l’incontro di idee anche diverse.….chissà non abbia contribuito anche in millesima parte all’inizio di questa nuova era …)
Franca C.
Milano 9 e 10 Ottobre: Stati Generali della Precarietà
Gli Stati Generali della Precarietà, si terranno a Milano il 9-10 ottobre 2010.
Due giorni di dibattito e discussioni su lavoro, precarietà e diritti. Vogliamo parlare delle strategie da usare per un autunno all’attacco sui luoghi di lavoro e nei territori.
Gli Stati Generali saranno composti da seminari e workshop per riflettere insieme ma anche per scambiare idee, tattiche, innovazioni e proposte legate a precarietà e lavoro. L’incontro nasce dall’esperienza decennale della Mayday ma è aperto a collettivi, sindacaliste, mediattivisti, avvocati, precarie e precari: proponete un workshop o un intervento per condividere l’idea, la pratica, la tattica, la campagna che volete.
Oppure semplicemente venite agli Stati Generali e dite la vostra.
Ecco le aree tematiche che vorremmo sviluppare:
– Chi paga? Gli effetti della crisi su precari e precarie
– Welfare for life! Quali diritti vogliamo? Per una campagna che chieda garanzia di reddito e accesso ai servizi
– Agire sul territorio. Strumenti e alleanze per lanciare vertenze sui territori
– Nuove forme di organizzazione per lavoratori e lavoratrici. Dove non arriva il sindacato
– Cash and Crash. Dal boicottaggio alle azioni legali, dalla cospirazione precaria allo sciopero: come trattare un’azienda?
– Be your media. San Precario, social network, subvertising, Ansa… chi più ne ha più ne metta. Nuove e vecchie forme di comunicazione
– Motore, ciak, azione! Flash mob, Mayday, picchettaggi e manifesti. Creatività di strada al servizio del precariato
– RI/GENERIamo. Continuiamo il percorso di riflessione su genere, violenza, stereotipi tra maschile, femminile e molto più
– PrecaritYOU. Argomenti e suggestioni della platea precaria
Segui l’evoluzione degli Stati Generali della Precarietà su www.precaria.org
Io interverrò in questo workshop :
Le lotte dei precari: vecchie e nuove forme di protesta e comunicazione
Intelligence Precaria – Popolo Viola
A partire dall’esperienza concreta del Punto San Precario, del No Gelmini Day e del No Berlusconi Day, il workshop tratterà il tema delle pratiche di comunicazione e delle forme di protesta inventate e costruite nelle lotte alle precarietà.
L’obiettivo è quello di discutere, con una prospettiva critica, le pratiche d’uso dei social media (petizioni, subervtising, gruppi e profili) e il ruolo dei social network nella comunicazione e nella mobilitazione dei precari.
Franca
Forum Sociale Antimafia Felicia e Peppino Impastato
Il 21 marzo 2010, primo giorno di primavera e giornata della Memoria e dell’Impegno in Ricordo di tutte le Vittime di Mafia, il popolo viola di Ivrea ha avuto la fortuna e l’onore di conoscere Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978.
Ogni anno in quella data viene commemorata la vita di Peppino, passata a lottare la mafia.
Nonostante l’impegno costante di Peppino e dei suoi compagni, ad oggi la mafia continua ad essere il cancro della Sicilia, e non solo.
Durante l’incontro, Giovanni, ci ha posto le seguenti domande:
Vi riconoscete nei valori della Costituzione?
Vi riconoscete nella lotta alla mafia?
Vi riconoscete nell’antifascismo?
La nostra risposta è stata:
SI
Il popolo viola vuole, per questo motivo, fare da cassa di risonanza e richiede a tutto il movimento di collaborare attivamente all’organizzazione dell’evento, con una massiccia partecipazione e con il
coinvolgimento di tutte le associazioni e movimenti conosciuti.Sarà anche un’opportunità per il nostro movimento di riunirsi e partecipare ai forum programmati sui temi lavoro, ambiente, rapporti e spazi sociali e territorio.
Dimostriamo ancora oggi che Peppino non è stato dimenticato, perché
CON LE IDEE E IL CORAGGIO DI PEPPINO NOI CONTINUIAMO
Appello integrale su
http://www.peppinoimpastato.com/visualizza.asp?val=878“L’incredibile storia del No B Day” VIOLA di Federico Mello
Di Viola, il libro in cui Federico Mello racconta “l’incredibile storia del No B Day“, ho già detto ampiamente nella recensione, che vi invito a recuperare nel caso l’aveste persa. Tuttavia, come anticipato, ho pensato sarebbe stato utile sentire dalla viva voce dell’autore quali fossero gli elementi di novità e, perché no, di speranza incarnati dal Popolo Viola e dalla sua capacità di portare il dissenso verso Berlusconi dalle pagine di un social network alle piazze di tutta Italia.
Partiamo dal titolo: in che modo il No B Day ha “beffato Silvio Berlusconi”? E in che cosa consiste l’unicità della “rivoluzione viola”?
La beffa è evidente. Un popolo auto-mobilitato su Internet è riuscito a porre al centro del dibattito pubblico, riempiendo in maniera creativa una delle più grandi piazze di Roma, le questioni giudiziarie che riguardano Silvio Berlusconi. Berlusconi si è imposto negli anni grazie al mito dell’uomo del fare, mito che lui è riuscito a propagandare grazie ai suoi media. Il popolo viola, invece, lo ha inchiodato alle sue responsabilità giudiziarie: fatti processare!, la richiesta. E’ stato stracciato così il velo di Maya: B. non uomo del fare, ma primus super pares, un uomo senza scrupoli che ha trionfato nella sua carriera imprenditoriale grazie allo spregio delle leggi (vedi Mills) e in politica grazie ad un uso senza vincoli del suo potere (vedi i ben 37 provvedimenti ad personam). Infine va detto che il popolo viola è riuscito a porre tali questioni, dal basso, senza media, senza risorse. Un’ennesima beffa nella beffa: un popolo autoconvocato senza risorse, ha messo alle strette l’uomo più ricco e spregiudicato d’Italia.
continua qui su “Il Nichilista”
Voglio aggiungere qui sotto il mio commento alla recensione del libro , sempre sul blog Il Nichilista, e sollecitata dal blogger stesso : Quando la Rete si fa carne
Ho finalmente finito di leggere il libro di Mello, ed ora anche il tuo pezzo qui che ovviamente dovevo necessariamente postporre alla lettura del libro di Federico.
Direi, e questa volta parto all’incontrario , che la tua recensione è perfetta e condivisibile.
E’ innegabile che Federico abbia una affezione particolare per la figura di San Precario e forse la storia ci dirà perchè.
Più avanti, non ora, ma forse capiremo il motivo.
Il testo dell’ “inchiesta” è molto fedele alle vicende pre-NBD, tranne che nei casi da te citati e sicuramente per i motivi che hai ipotizzato…. Mostra tutto
Mancano molti passaggi intermedi ma è un peccato veniale, anzi un favore fatto al lettore ( il volume avrebbe potuto diventare una sorta di racconto epico noioso ed ingombrante ).
Ringrazio Federico per aver riportato fedelmente la parte che mi riguarda e per il cavalleresco…. “cinquant’anni appena compiuti”.Grazie !
L’unica “critica” possibile, se così si può chiamare, è aver definito incredibile l’avventura del NBD.
Per me non è mai stata “incredibile”, è sempre stata possibile…e, per chi ha letto o leggerà il libro, questa mia certezza la esprimo nel rispondere ” Ce la Faremo! ” a San Precario al suo ” dobbiamo fare un miracolo ancora più grande ( del no gelmini day n.d.r. )“.
Nel punto esclamativo c’è tutta la mia certezza, basata non solo su sensazioni personali, sull’avere il termometro dell’umore politico e non dei numerosi lettori dei miei blog e amici FB, ma su una serie di ipotesi provate/testate/verificate sulla circolazione ormai a 360 gradi delle informazioni, sui feedback ecc. ecc…..
Ma questa è una storia lunga, di cui parlerò nel libro che IO sto scrivendo.
Grazie Fabio
Grazie Federico
e buona lettura a chi vorrà dividere con noi questo pezzo di storia italiana.
Franca Corradini
per acquistare online il libro :
http://libreriarizzoli.corriere.it/libro/mello_federico-viola.aspx?ean=9788874245895 )
Piccola rassegna stampa estera… in viola
BBC News – Italy sees purple over politics

El Pueblo Violeta contra Berlusconi ( El Pais )
Un movimiento en Internet llama a defender la democracia en Italia
MIGUEL MORA - Roma – 09/03/2010
Ya se sabe que Italia es ese sitio tan bonito donde conviven sin problemas lo peor y lo mejor, lo sublime y lo podrido. A falta de una oposición digna de la realidad, la revuelta democrática contra los usos autoritarios y el alud de leyes a medida de Silvio Berlusconi no podía sino ser virtual, surgir de la Red. Ahí nació el Pueblo Violeta (Popolo Viola), que en estos meses ha reunido a 236.000 seguidores en Facebook. Si pinchan ahora la página, probablemente verán muchas más adhesiones. El fenómeno crece por segundos, a razón de 30 afiliados cada cinco minutos.
Todo nació en diciembre, con el No B. Day (día del no a Berlusconi), una nueva y distinta Marcha sobre Roma en la que participaron cerca de dos millones de personas.
Il popolo viola: se non ora, quando? Il 13 marzo l’Italia si fa Rete

Tutto ciò accade nel momento in cui vengono eliminati gli spazi di libera informazione, come dimostra la decisone del Cda Rai di mettere il bavaglio ai talk show di approfondimento politico, pur di non applicare ad essi le regole della par condicio. Ogni vincolo costituzionale, nel nostro Paese, viene di fatto rimosso arbitrariamente per favorire specifici interessi politici ed elettorali.
Per questo noi cittadini rivendichiamo un Paese nel quale la decretazione d’urgenza venga utilizzata solo per porre rimedio ai danni di una crisi, che un popolo senza colpe sta vivendo.
Rivendichiamo un paese nel quale il termine “politica” non sia nell’immaginario collettivo come un coacervo di affaristi interessati, ma come un sentimento individuale, una spinta felice, un impegno di cui sentirsi orgogliosi.
Non ci interessano le diatribe del “teatrino della politica” ma piuttosto rivendichiamo coesione ed obiettivi comuni tra tutte quelle forze che hanno a cuore una unità per affrontare con la giusta forza questa emergenza democratica.
Ci domandiamo se non ora quando sia il momento delle responsabilità, ciascuno nel suo ruolo e funzione: noi cittadini indignati per l’attacco alle regole democratiche e la chiusura di spazi di informazione, i partiti come difensori nelle istituzioni di delle regole costituzionali.
Se non ora quando dovremmo scendere in piazza, tutti insieme, per manifestare la necessità di difendere la nostra Costituzione e le istituzioni che essa rappresenta?
Per tutto questo invitiamo a continuare la mobilitazione permanente che il Popolo Viola ha inziato fin dal 4 febbraio con il Presidio Permanente a Montecitorio, proseguita il 27 gennaio con la bella manifestazione di Piazza del Popolo e con le iniziative ed i sit-in di questi giorni.
Il 13 marzo si può trasformare in una giornata di mobilitazione straordinaria con tanti NODI (che comunicheremo con specifica nota) rappresentati da iniziative e presidi in molte città italiane e quattro manifestazioni HUB, alcune delle quali promosse direttamente dal Popolo viola ed altre (di cui condividiamo le preoccupazioni e lo spirito) promosse da altre forze democratiche:
GLI HUB
AL SUD
contro la mafia, per la legalità
(No Mafia Day a Reggio Calabria, piazza Garibaldi ore 15)
AL CENTRO
per la Costituzione e la democrazia
(Piazza del Popolo a Roma ore 14 indetta da altre forze democratiche)
AL NORD
per il lavoro e la libera informazione
(a Milano, piazza Mercanti ore 14 e Bologna piazza XX Settembre ore 14).
Ribadiamo il nostro invito alla società civile tutta, cittadini, utenti in rete, associazioni e partiti, un impegno di responsabilità democratica, rimanendo uniti in questo difficile momento di emergenza democratica.
Una prima lista di eventi in Italia e all’estero
SABATO 13 MARZO
Reggio Calabria ore 15 piazza Garibaldi
Roma ore 14 piazza del Popolo
Bologna ore 14 piazza XX settembre
Palermo ore 16 via Principe di Belmonte
Torino ore 15 piazza Castello davanti al Palazzo della Regione
Londra ore 14-18 presso 10 Downing Street (Gordon Brown’s Office)
Milano ore 14 piazza Mercanti angolo Duomo
Bruxelles ore 11 davanti all’Ambasciata Italiana in Rue Emile Claus 28
Trento ore 10-18 in via Belenzani tra la chiesa e via delle Orne
Parigi da definire luogo e orario
Siracusa ore 18 davanti Tempio di Apollo
Parma dalle 15 alle 20 la Festa democratica del Popolo Viola in piazza della Steccata
Monaco di Baviera dalle 14 alle 18 a Karlsplazt Stachus sul lato della Karlstor
Un contributo sul futuro del popolo viola
Trovo interessante questa intervista a San Precario sul progetto Popolo Viola pubblicata sul blog Diritto di critica e quindi la riporto integralmente.
Rosellina970
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A pochi giorni dalla manifestazione nazionale contro il legittimo impedimento, in programma per il 27 febbraio in Piazza del Popolo a Roma, il blog ha intervistato San Precario, figura ormai nota nel mondo dei social network come una delle menti che ha organizzato il No Berlusconi Day. Il successo di quella manifestazione, documentata anche da Diritto di critica, con circa un milione di persone riversate nelle strade di Roma, ha dato il via ad un progetto giovane e dinamico che dalla fase di dissenso politico si sta muovendo verso un’idea più complessa. Cerchiamo dunque di capire dalle parole di un addetto ai lavori cosa ne sarà del Popolo Viola, in vista anche delle elezioni regionali e di un futuro tumultuoso per l’Italia ancora immersa nella crisi.
Il Popolo Viola, nato su facebook e cresciuto nelle strade di Roma, corre il rischio di restare un movimento di protesta di piazza. C’è già un progetto per un programma alternativo e costruttivo che sappia coinvolgere e inglobare tutte le diverse realtà, anche ideologicamente distanti tra loro?
Il popolo viola non è mai stato un “movimento di protesta” tout-court ma semmai una sensibilità politica ricostituente (una flebo), una reazione chimica allo stato di decomposizione del tessuto democratico e culturale del Paese corroso dall’autoritarismo berlusconista nelle sue varie declinazioni: dalla casta del malaffare a ciò che Guy Debord chiama “La società dello spettacolo“. E persino il “No” che chiama in piazza centinaia di migliaia di cittadini il 5 dicembre è in realtà un Sì. Un Sì alla Costituzione, alla legalità democratica e al principio di eguaglianza: questi, al momento, sono con certezza gli unici elementi condivisi e la loro declinazione, per quanto possa apparire scontata, non può che essere il frutto di un complesso rapporto dialettico tra le tante identità che costituiscono il corpo politico del popolo viola. Per questo il popolo viola non può essere ancora considerato un soggetto programmatico, per questo non può esservi “già un progetto o un programma alternativo” (come dite voi): sarebbe un’operazione verticistica e oppressiva nei confronti della dimensione molecolare del popolo viola.
In diverse città, dietro all’effige del Popolo Viola ci sono spesso e volentieri persone di partito, generalmente Idv e Prc. Questa partecipazione diretta di tesserati ai partiti non mina l’essenza di un movimento nato come forma di protesta verso il governo, ma anche verso un’opposizione inaffidabile e inconcludente?
Essere iscritti ad un partito (qualunque esso sia) non è incompatibile con lo spirito del popolo viola e la demonizzazione dei partiti (soggetti riconosciuti dalla Costituzione) è frutto di una visione populista e manichea esattamente speculare a quella berlusconiana: non è casuale che Berlusconi sia storicamente antipartitico e abbia sempre accuratamente evitato (a partire dallo slogan “il nuovo che avanza”) di identificare i prodotti plastificati della sua “discesa in campo” nell’esperienza partitica. Altra cosa sono le élites che governano i partiti: a quelle va rivolta una critica spietata (a maggior ragione di una fase di emergenza democratica come quella attuale) per aver anteposto il tatticismo istituzionale alla difesa dei principi costitutivi della nostra Repubblica. Per quanto riguarda il rapporto popolo viola/partiti il nostro approccio è molto chiaro e molto serio. A nessuno è consentito utilizzare il movimento per fini elettorali. A questo proposito abbiamo anche diramato una nota.
L’affinità ideologica e i contenuti da voi proposti sicuramente trovano spazio in gruppi politici già esistenti. Qual’è la vostra prossima mossa, trovare un dialogo diretto con queste forze politiche o proporrete un percorso alternativo, magari con la costituzione di un movimento politico indipendente?
Il popolo viola deve dialogare con tutte le forze democratiche del Paese ma in un quadro di forte autonomia dai partiti. Finora ci siamo riusciti: noi abbiamo proposto ed i partiti ci hanno seguito, mai il contrario.
Sul suo blog lei ha recentemente scritto che «i tentativi di dare una struttura al Popolo Viola nato dalla Rete, ricorrendo agli schemi della democrazia delegata, dai coordinamenti ai gruppi di controllo, si sono rivelati fallimentari perché introducono elementi di paralisi o peggio ancora di “correntismo” tipici della modalità partitica». Questa affermazione è una nota dolente che viene a margine di una vicenda spiacevole che non tutti conoscono, ossia la “lite al vertice” tra lei e altri suoi collaboratori che la accusano di aver preso in mano il movimento in maniera non troppo dissimile dal Berlusconismo che lei combatte. Ci può spiegare la situazione anche a margine dell’articolo pubblicato sabato 20 febbraio sul sito di sky tg24?
Alcuni confondono il cosiddetto movimento con la pagina Facebook “Il Popolo Viola” di cui sono, assieme ad altri, amministratore. Chi parla di “lite al vertice“ tradisce una visione verticistica del “movimento” che è, ripeto, un incontro tra identità (cittadini, gruppi locali, associazioni) che agiscono dialetticamente in una dimensione molecolare (e non orizzontale: definizione vuota che appartiene alla retorica del politicismo “di base” e, un po’, anche alla simbologia necrologica). Dopodiché, se essere berlusconiano significa rinunciare a lavorare con soggetti che avevano deciso, unilateralmente e senza alcuna legittimazione democratica, di esser diventati i leader del popolo viola e allora sono berlusconiano. Per quanto riguarda alcuni gruppi locali che fanno campagna contro il 27 febbraio meglio di me possono spiegare le contestazioni che a questi gruppi arrivano dai cittadini nei confronti delle loro scelte (vedere per esempio commenti al comunicato stampa pubblicato su questo blog: http://www.popoloviola.bs.it/?p=11). Questo ci insegna che la prospettiva va capovolta e che i gruppi locali devono essere strumenti operativi al servizio dei cittadini e non viceversa.
Affrontare e protestare contro un Governo nazionale non è cosa da poco. Sicuramente in Italia è più facile che in altri paesi, per esempio in Iran, dove un movimento partito dal basso, e che si rifà anch’esso ad un colore come simbolo, deve affrontare pesanti censure e ritorsioni. Il controllo mediatico in Italia è forse l’ostacolo più ostico. Sono in programma altri eventi oltre alla manifestazione contro il legittimo impedimento? Come farete a comunicare le vostre ragioni se 5 televisioni su 6 non mandano in onda nemmeno i vostri presidi fuori da Montecitorio?
I prossimi eventi cui parteciperemo sono lo sciopero dei migranti del 1° marzo, il No Razzismo Day del 6 marzo e il No Mafia Day del 13 marzo. Continueremo a comunicare le nostre ragioni principalmente attraverso la Rete.
Il vostro obiettivo è far cadere il Governo Berlusconi, ma a molti sorge spontaneo il dubbio che i tempi non siano maturi. Esiste a suo modo di vedere un’alternativa? Non si rischia di creare i presupposti per un vuoto di potere, qualora un inconcludente Pd fosse chiamato a governare? Avete valutato l’idea di fare una manifestazione contro l’incapacità di un gruppo politico che, anche per la votazione sullo scudo fiscale, era “altrove”?
L’opposizione in Italia ha dimostrato la sua totale inadeguatezza ad affrontare questa delicata fase politica ma altrettanta inadeguatezza ha dimostrato quando ha avuto l’onere di governare il Paese. Penso che il problema risieda innanzitutto nella sclerotizzazione dei gruppi dirigenti, nella loro incapacità programmatica, nella vocazione tatticistica, e nella volontà auto-conservativa delle élites. Non hanno saputo e non sapranno raccogliere la sfida di un modello radicalmente alternativo a quello imposto dal berlusconismo. In altre parole, siamo ancora al We Can’t della politica italiana.
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