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Il governo e il corpo-rativismo
La stitichezza si accompagna sovente all’avarizia, all’introversione, alla malinconia, alla reticenza verbale, mentre la scioltezza di corpo si associa più facilmente alla generosità, all’estroversione, all’allegria, alla loquacità. Non a caso, all’inizio della sua brillante carriera il comico Roberto Benigni scrisse e dedicò un surreale inno al corpo sciolto intitolato, per l’appunto, “L’inno del corpo sciolto”.
Chi è sciolto di corpo è sciolto di mente e di spirito, ma è sciolto anche con il linguaggio. Chi evacua facilmente e frequentemente l’intestino è una persona ironica e spiritosa, che usa con facilità le parole ed è in grado di cogliere i concetti più sottili e raffinati.
A proposito di corpo sciolto vorrei soffermarmi sul tema del corpo-rativismo.
Qualche noto esponente governativo, facendo riferimento alle vertenze sorte nella scuola, ha rimproverato gli insegnanti di condurre una “battaglia corporativa”. Ebbene, se per costoro il posto di lavoro, i diritti e le regole sindacali sono una questione corporativa, è probabile che abbiano un urgente bisogno di un potente lassativo, non tanto per sciogliere e svuotare l’intestino, quanto per liberare la mente dai troppi pregiudizi e luoghi comuni che provocano la stitichezza e l’impaccio del pensiero.
E’ alquanto probabile che costoro confondano il “corporativismo” con lo “spirito di corpo”, e con ciò intendo dire che il loro spirito è stitico ed impacciato, ossia incapace di “andare di corpo”, allo stesso modo in cui il loro corpo è stitico ed impacciato, nel senso che è incapace di spirito, cioè di essere spiritoso, sciolto, ironico ed arguto.
A voler essere precisi anche sul piano lessicale, il vero corporativismo corrisponde ad un atteggiamento sistematico volto a conservare e perpetuare i privilegi esclusivi della propria categoria professionale.
Mi chiedo: è “corporativismo” anche l’ostinata lotta di chi vuole salvaguardare la propria salute fisica o tutelare l’integrità del proprio ambiente e del proprio territorio? Secondo tale logica la dura vertenza condotta, ad esempio, dagli abitanti della Val di Susa contro l’alta velocità sarebbe una “battaglia corporativa”? E altrettanto corporativi sarebbero gli scioperi e le lotte sostenute dagli operai per difendere i propri posti di lavoro contro la crisi economica e i licenziamenti di massa? Certamente, mi sembrano battaglie assolutamente giuste e dignitose, sacrosante e necessarie.
Probabilmente si crede che il “corporativismo” degli insegnanti costituisca una tendenza conservatrice e piccolo-borghese, ossia classista ed opportunistica, in quanto finalizzata esclusivamente alla preservazione dei privilegi economici (ma quali sono questi privilegi?) di una sola categoria professionale, cioè il corpo docente. Al contrario, il “corporativismo” degli operai avrebbe maggior dignità e valore in quanto potrebbe trasformarsi (ma in virtù di quale meccanismo o processo?) nella lotta di classe.
Pertanto, il corporativismo operaio corrisponderebbe all’operaismo rivoluzionario, alla lotta di classe contro il capitalismo, spettante alle masse operaie. Di conseguenza, la lotta di classe sarebbe il risultato di un processo storico determinato dalle tendenze economiche, sindacali e politiche di origine operaia? Non mi pare proprio. Basta vedere come vota una parte cospicua degli operai nel nostro Paese.
Riassumendo in breve il pensiero stitico ed impacciato di taluni esponenti governativi “anti-statalisti”, questo sarebbe il loro schema di ragionamento “anti-corpo-rativista”:
- corporativismo operaio = lotta di classe rivoluzionaria;
- corporativismo degli insegnanti = tendenza egoistica e classista in difesa dei propri privilegi economico-professionali = opportunismo piccolo-borghese.
Complimenti, dunque, ai suddetti ministri, che dimostrano di non possedere idee molto chiare e molto sciolte, ossia hanno poche idee, oltretutto confuse. Suggerirei di assumere un efficace lassativo per sciogliere il loro pensiero dai tanti impacci mentali che ne impediscono le capacità di analisi e di ragionamento. Ovviamente non alludo ai metodi purgativi di stampo fascista, in modo particolare alle soluzioni a base di olio di ricino adottate da quel regime politico dittatoriale che, per un ventennio, ha dispensato “purghe” in tutta Italia, non certo per sciogliere o liberare la mente degli italiani. Anzi!
Concludo dicendo che una coscienza di classe matura anche attraverso battaglie che sorgono inizialmente come “corporative”, laddove una mente originariamente corporativistica riesce a liberarsi, ad acquisire e ad esprimere una crescente capacità di analisi e di critica della società nel suo insieme. Il salto di qualità politico-intellettuale avviene nel momento in cui da uno stato di “autocoscienza individuale”, il soggetto si evolve verso un livello superiore di “autocoscienza universale”.
Mi accorgo di essere diventato un pò troppo astruso e complicato, per cui i poveri esponenti del governo potrebbero sentirsi ancora più ingolfati nel loro cervello oltremodo stitico ed impacciato.
Lucio Garofalo
Gossip e potere
L’ennesima vicenda “scandalistica” e “gossippara” che coinvolge Piero Marrazzo, così come lo scandalo Berlusconi/escort, tutto sommato ci investe e ci tocca da vicino, malgrado la gente sia interessata direttamente da questioni più concrete, ossia da priorità di ordine evidentemente economico.
A mio parere, gli scandali politici e morali si intrecciano con quelli economici e con le pesanti ingiustizie sociali e materiali che investono la condizione delle classi lavoratrici e subalterne nel nostro Paese.
Il tema della moralità pubblica, così pure la crisi della democrazia liberale borghese, che sta spingendo il nostro paese ad assomigliare ed avvicinarsi sempre più ad un regime di stampo sudamericano, sono tutte emergenze reali ed importanti che pesano ed incidono direttamente anche sul versante sociale.
Dunque, non si tratta di questioni distinte e separate come si vuol far credere.
La riduzione degli spazi di agibilità democratica, la carenza di un minimo di opposizione in ambito parlamentare, non dico di segno “comunista” ma persino di natura “socialdemocratica” e riformista, la mancanza di un quadro politico che sia minimamente “di sinistra”, l’inesistenza di un soggetto politico interessato a salvaguardare e preservare la sfera dei diritti e delle garanzie costituzionali che appartengono e si riferiscono ad una mera democrazia formale e rappresentativa, sono intimamente legate all’assenza di una forza politica e sindacale in grado di tutelare i diritti e gli interessi dei lavoratori.
In effetti, sia a livello politico nazionale, come pure sul piano internazionale, è in atto uno scontro aspro e feroce per il potere, condotto anche con il ricorso a vicende scandalistiche e di gossip o di altro genere.
Lucio Garofalo
Priorità vere ed emergenze finte
Riporto in breve due inquietanti ed emblematici casi di cronaca della scorsa settimana.
Il primo episodio si è verificato a Milano lunedì 12 ottobre. Un uomo di origini libiche ha fatto esplodere un ordigno rudimentale di bassa potenza, contenente all’incirca due chili di esplosivo artigianale, all’ingresso della caserma Santa Barbara, sede del Primo Reggimento Trasmissioni e del Reggimento artiglieria a cavallo dell’esercito di piazzale Giuseppe Perrucchetti, nella zona di San Siro, provocando una violenta esplosione. Una compagnia di questo reggimento è attualmente dislocata in Afghanistan. Il bilancio dell’attentato è di due feriti: oltre all’attentatore, che versa in gravissime condizioni, è rimasto coinvolto un caporale di 20 anni, che ha riportato solo lievi ferite.
Il secondo episodio è accaduto a Napoli sabato 17 ottobre. In una casa del rione Sanità, nel centro storico di Napoli, un bambino di 6 anni è morto asfissiato dal monossido di carbonio generato da un braciere che la madre aveva acceso in camera per vincere il freddo. Da due settimane l’Enel aveva staccato i fili della corrente elettrica perché i genitori non riuscivano nemmeno a pagare la bolletta. Il corpo esanime del bambino è stato rinvenuto accanto alla madre agonizzante, anche lei intossicata dalle esalazioni di gas velenoso prodotto dal legno bruciato nella piccola stanza. Entrambi sono originari delle isole di Capo Verde, situate al largo delle coste del Senegal, in Africa Occidentale.
Questo tragico e raccapricciante avvenimento denuncia in modo crudo e inequivocabile la triste realtà in cui sono costretti a vivere molti stranieri immigrati nel nostro Paese.
Il reato di “immigrazione clandestina” è stato introdotto dall’articolo 10 comma bis della Legge n. 94 del 15 luglio 2009 (facente parte del cosiddetto “pacchetto sicurezza”) pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 24 luglio 2009, n. 170. Il Decreto Legislativo è in vigore dal 3 agosto. Tale provvedimento ha indotto molte procure a sollevare rilievi e dubbi di legittimità presso la Corte costituzionale. A Torino la Procura guidata da Gian Carlo Caselli ha scritto che le nuove norme prevedono sanzioni pecuniarie irragionevoli e inapplicabili e puniscono “una mera condizione personale dello straniero”.
Il 2 luglio su Micromega, vari intellettuali, tra cui Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini, Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia e Gianni Amelio, avevano sottoscritto un “Appello contro il ritorno delle leggi razziali in Europa”, in cui si legge: “Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l’adozione di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano dai tempi delle leggi razziali. È stato sostituito il soggetto passivo della discriminazione, non più gli ebrei bensì la popolazione degli immigrati irregolari, che conta centinaia di migliaia di persone; ma non sono stati cambiati gli istituti previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti”.
Come è noto, il tema della sicurezza collegato in termini strumentali al problema dell’immigrazione clandestina, è uno storico cavallo di battaglia della Lega, che istiga ed asseconda gli istinti e i sentimenti peggiori diffusi tra la popolazione, in modo particolare tra gli strati più insoddisfatti e frustrati sotto il profilo economico e sociale.
Di fronte all’enorme tragedia rappresentata dalle nuove povertà che affliggono soprattutto gli immigrati, ma anche i settori più degradati e marginali della società italiana, persino le fasce che un tempo godevano di un relativo benessere, le questioni securitarie cavalcate in chiave elettorale dalla Lega Nord passano inevitabilmente in secondo piano. La vera emergenza è costituita dalla guerra tra i poveri e contro i poveri, non dalle finte emergenze di ordine pubblico legate al bisogno di sicurezza urbana di natura privata ed egoistica o dalle false pandemie inventate ad arte dai mass-media.
Lucio Garofalo
Il comunismo é peggio del nazismo
Alcuni di voi hanno farneticato sulla maggiore nobiltà ideale del comunismo rispetto al nazismo o addirittura al nazifascismo.
Il fascismo nemmeno lo metto a confronto che é vergognoso solo l’accostamento tra una idea criminale ed una parte più che dignitosa con qualche errore della storia del nostro paese .
Questa sporca e tremenda idea ottocentesca chiamata comunismo, invece, non solo nella sua esecuzione ha visto un numero di morti almeno 10 volte superiori al nazismo, ma anche nella teoria fondante é uguale se non peggio del nazismo.
Ed anzi per esser più chiari possibile vi dico che entrambi mi creerebbero grossi problemi , ma dovendo scegliere col fucile puntato, preferirei e di molto vivere nella germania nazista che nella russia rossa.
Il comunismo è criminale nella sua teoria della lotta di classe che spinge all’odio di classe ed alla distruzione fisica della classe borghese , in questo proponimento è già scritto lo sterminio che poi è avvenuto contro la borghesia ma anche contro i contadini , classe povera ma vogliosa di mantenere una piccola proprietà privata quindi pericolosa e non utile alla funzione della collettivizzazione .
I Kulachi non si sottomisero obbedienti e furono sterminati come classe sociale , un genocidio identico a quello ebraico.
Bimbi e bimbette varie : sturatevi le orecchie e togliete il prosciutto dagli occhi.
Nel libro nero del comunismo , opera fondamentale che ha svelato le vergogne, si adoperano con intelligenza gli studi recenti basati sulla nuova documentazione archivistica adesso disponibile e ciò è stato universalmente riconosciuto come un grande nuovo contributo storico ( vedi il giudizio positivo di Norberto Bobbio ) come anche si ammette che in effetti non si dice niente di nuovo né di sconvolgente rispetto a quanto già non si sapeva.
Ma lo si dice e lo si fa bene .
Il punto è proprio questo, questo è il “reato politico” che disturba le notti dei nostri agitati “rivoluzionari” da 4 soldi in ogni parte del mondo.
Perchè loro avevano bisogno di credere che sì , certo , qualche errore commesso , qualche nefandezza perpetrata , ma loro in sostanza sono i buoni e con buoni ideali ( é il senso di colpa cattolico, mi han spiegato dei mie amici psicologi ) e stanno dalla parte giusta del mondo.
E invece no, siete sempre stati dalla parte sbagliata , del torto marcio e delle nefandezze , sin dalla teoria , che non era buona un paio di balle , era ed è una teoria di sterminio annunciato ed anzi preordinato.
Piccola parentesi italiana.
Il luogo comune asfissiante ipocrita e falso della “repubblica italiana democratica ed antifascista”, il rito stantio declamato da panciuti ladri assassini bianchi e rossi il 25 aprile il 1° maggio il 2 giugno di ogni anno da sessant’anni.
Questo schifo è ciò che si oppose e si oppone alla verità dei fatti, non i dati obiettivi ma il rito perpetuato per perpetuare il potere ( più che altro e per fortuna solo culturale , vedi La storia d’Italia che nessuno racconta….) del sistema cattocomunista.
Come per i testi di Pansa lo scandalo é nell’aver osato parlare chiaramente ed a voce alta in modo sistematico e storicamente credibile di cose che andavano dette per decenni a voce bassa, con vergogna, in modo sghembo, strascicato , un pò occultato.
E subito la casta degli storici del regime “democratico ed antifascista “ cresciuti e pasciuti coi soldi pubblici in 50 anni di ricorrenze e riti e foraggiati coi nostri contributi si scandalizza a comando e piovono critiche, che non contestano mai i dati ma lo scopo – secondo loro propagandistico – di Berlusconi che lo ha politicamene rilanciato facendolo divenire un record editoriale.
Chisse ne frega dello scopo : guardiamo i dati ed i fatti.
Nel libro in realtà c’é un solo punto che è poco documentato. Sono le cento pagine della seconda parte dedicate al Comintern, assolutamente inadeguate, tanto come documentazione quanto sul piano delle ipotesi interpretative, rispetto alla letteratura esistente sulle varie Internazioinali susseguitesi nel tempo
Nel merito. Si parte dopo lo ” scandalo dei numeri ” che lascio alla fine , con la periodizzazione interna alla storia “criminale” del comunismo sovietico, si mostrano i rapporti di continuità e discontinuità tra le varie fasi dei cicli repressivi: il primo, che si dispiega tra il 1917 e il 1922 e abbraccia al suo interno l’intera guerra civile; il secondo, caratterizzato dall’offensiva contro i contadini nel contesto della battaglia interna ai vertici del partito; poi il Grande Terrore del 1936-38, seguito dalla repressione del tempo di guerra (1940-45) e infine gli ultimi anni del dominio staliniano, fino alla morte del dittatore.
Come ha dimostrato la parte curata da Courtois invero , in tutti questi periodi e fasi della storia il terrore criminale non è già un aspetto fondamentale del comunismo, da affiancare con maggiore rilevanza a quelli più volte suggeriti dalla storiografia (l’economia pianificata, il sistema monopartitico, l’ideologia statale), ma la vera e unica essenza del comunismo, ribadendo quanto qui già anticipato sullo sterminio preordinato delle classi avverse al proletariato.
La teorizzazione del terrore e del crimine politico è evidente sin dalla teoria e si trova anche in dichiarazioni come questa di Lenin sulla ghigliottina e le torture ottocentesche.
Sono tutte “arti” in cui i bolscevichi andranno oltre e fu Lenin stesso a richiamare il precedente come esempio da superare: «La ghigliottina non era che uno spauracchio che spezzava la resistenza attiva. Questo non basta. Noi non dobbiamo solo spaventare i capitalisti, cioè far loro dimenticare l’idea di una resistenza attiva contro di esso. Noi dobbiamo spezzare anche la loro resistenza passiva». Dalla ghigliottina al Gulag, appunto.
Il terrore è stato fin dall’origine , quindi , una delle dimensioni fondamentali del comunismo moderno e come evidenziato anche da altri ( Furet ) va considerata quella criminale come una delle dimensioni proprie del sistema comunista nel suo insieme , tesi che si accosta a quella di S. Courtois sul carattere monoliticamente criminale del comunismo
Infine i numeri con cui Courtois ha caratterizzato il libro nero.
Questa e l’ultima parte sono scritte direttamente da Courtois ed espongono le sue conclusioni, fornendo un riepilogo del numero di morti: URSS venti milioni, Cina sessantacinque milioni, Vietnam un milione, Corea del Nord due milioni, Cambogia due milioni, Europa dell’est un milione, America latina centocinquantamila, Africa un milione e settecentomila, Afghanistan un milione e cinquecentomila, movimento comunista internazionale e partiti comunisti non al potere diecimila. Per un totale di poco inferiore ai novantacinque milioni di morti.
Successivamente indica le principali fasi della repressione che in Unione Sovietica sono: fucilazione di decine di migliaia di persone imprigionate senza essere state sottoposte a giudizio e massacro di centinaia di migliaia di operai e di contadini insorti fra il 1918 e il 1922; deportazione ed eliminazione dei cosacchi del Don nel 1920; carestia russa del 1921-1923, che ha provocato la morte di 5 milioni di persone; assassinio di decine di migliaia di persone nei campi di concentramento fra il 1918 e il 1930; deportazione di 2 milioni di kulaki (o presunti tali) nel 1930-1932; sterminio di 6 milioni di ucraini nel 1932-1933 per carestia indotta e non soccorsa (Holodomor); eliminazione di quasi 690 mila persone durante la grandi purghe del 1937-1938; deportazione di centinaia di migliaia di polacchi, ucraini, baltici, moldavi, bessarabi, tedeschi, tatari, ceceni e ingusci negli anni fra il 1939 e il 1945.
Conclusione : nella prassi il Comunismo é stato peggio del nazismo, in teoria entrambe le ideologie teorizzavano lo sterminio.
Se il nazismo mirava a costituire una società di razza pura, il comunismo mirava a costituire una società di proletari, depurata di ogni rimasuglio borghese.
Ed anzi i comunisti, con più coerenza criminale dei nazisti, han fatto fuori certosinamente tutti i loro bersagli, senza risparmiarsi nulla e così andando fino in fondo nella cosiddetta pulizia di classe.
Mediolungo
I biscotti e la politica
Sul mercato ci sono il biscotto Novello e il biscotto Popolare.
Il biscotto Novello e’ fatto (casualmente) ad Arcore con segatura aromatizzata; è impacchettato in una confezione elegante, dalla grafica accattivante, ma fatta con materiali cancerogeni e scadenti, non riciclabili ma di basso costo.
Il biscotto Popolare è prodotto in diversi centri con ingredienti di ottima qualità e quindi piuttosto costosi, e confezionato in scatole di latta che una volta esaurita la loro funzione possono essere riutilizzate in vari modi.
Il biscotto Novello spende in pubblicità quello che risparmia in costi di produzione: numerosi spot televisivi, pagine e pagine di riviste patinate, ma, soprattutto, dietologi, nutrizionisti e professori vari che (grazie a gratificazioni economiche o di altro tipo) non perdono occasione di dire che il biscotto Novello non fa ingrassare, stimola l’intestino, ha il giusto apporto di calorie, previene il cancro e in molti casi addirittura lo guarisce!
Il biscotto Popolare, investendo sulla qualità, non ha le risorse per sostenere una campagna pubblicitaria e quindi si fida del fatto che la composizione del suo prodotto, riportata in modo ben visibile sulla confezione, sia sufficiente a indurre il consumatore ad acquistarlo.
Ma il consumatore, non prende nemmeno in considerazione il fatto che i dietologi, i nutrizionisti, i professori possano mentire: evìta quindi di rivolgersi a qualche esperto che possa confrontare i due prodotti sulla base di analisi approfondite ed imparziali. E compra il Novello che ha la maggioranza schiacciante del mercato.
Il povero biscotto Popolare, ridotto ormai ad un prodotto di nicchia, cosa fa?
Inizialmente tenta di INFORMARE i consumatori su come stanno le cose, cercando di resistere, resistere, resistere!
Poi si rende conto che ai consumatori non importa nulla di essere informati: si fidano più della PUBBLICITA’ che dell’INFORMAZIONE.
E questo per due ragioni:
la prima è che è molto meno faticoso e dispendioso:
vuoi mettere la differenza tra il farsi delle domande, cercare delle risposte, verificare l’attendibilità di chi ti fornisce quelle risposte, ecc. ecc. rispetto al prendere per buona la prima cosa che ti viene detta da uno che esibisce tanto di diplomi e che è così carismatico e convincente?
La seconda è che, dopo anni e anni in cui hanno comprato il biscotto Novello, vantandosene anche, non potrebbero resistere alla vergogna di dover ammettere che il biscotto Novello fa cagare non perché “stimola la funzione intestinale” ma perché è fatto con la segatura! Come potrebbero guardarsi ancora allo specchio, senza piangere!
I consumatori quindi ignorano l’INFORMAZIONE e continuano più o meno consapevolmente a farsi indirizzare dalla PUBBLICITA’ e a “raccontarsi” che quella è la scelta migliore. E continuano ad acquistare il biscotto Novello.
Il povero biscotto Popolare quindi, rivede la propria strategia, inserisce un po’ di segatura nel suo prodotto, riduce lo spessore e la qualità della sua confezione, e, con quello che risparmia, accetta di sfidare il concorrente scendendo sul suo (del concorrente) terreno. Ma parte svantaggiato perché l’altro si è già accaparrato l’esclusiva su quasi tutti i mezzi di diffusione della pubblicità e ha già nella sua scuderìa i “professionisti” comprabili.
Non solo, ma i consumatori di Novello, sono ormai gregge non disponibile a modificare le proprie scelte.
Piuttosto si astengono dal mangiare biscotti. Ma il biscotto Popolare non lo compreranno mai.
Si innesca così un circolo vizioso per cui entrambi i biscotti diventato immangiabili, ma un sacco di gente li compra e li consuma perché in un sistema dove la PUBBLICITA’ ha la meglio sull’INFORMAZIONE la gente è felice di mangiare (pagandoli anche cari) i biscotti con dentro la segatura.
Ci vorranno anni o eventi “imperscrutabili” per invertire la tendenza e indurre i consumatori a pretendere che sul mercato ci siano soltanto biscotti prodotti correttamente in modo da non essere truffati!
E infine parliamo di politica: la politica e’ come i biscotti !
Lucio
L’Italia da distruggere – La meglio gioventù
Antonio C. ci segnala e ci chiede di pubblicare questo video, ritenendolo molto attuale….
( tratto da “La meglio gioventù”, Marco Tullio Giordana, 2003 )
Berlusconi e quel piombo caldo sparato a freddo ad Aldo Moro

Berlusconi con la riuscita invasione degli ultracorpi stà per chiudere definitivamente con gli ultimi dettagli ed accorgimenti ( vedi ad esempio la questione appena trattata delle intercettazioni telefoniche) il ciclo storico nato con le stragi degli anni ‘70 e con l’assassinio di Moro raggiungendo lo scopo eversivo e delinquenziale – affaristico del PIANO di Rinascita di Gelli.
E’ inutile e vigliacco nascondersi dietro un DITO e far finta di non vedere .
Non abbiamo bisogno di aspettare 20 anni per scrivere la storia di questo periodo né i carri armati che non verranno , la “democrazia autoritaria” dello psiconano è sotto gli occhi di tutti.
ORA ED ADESSO.
CHI non lo vuole ammettere è un ingenuo utile idiota o un servo in malafede
Piccola premessa storica.
La migliore stagione politica italiana e’ stata quella che , nascendo dal boom economico degli anni ‘50 , ha portato alla rivoluzione tecnologica e di costume che tutti riconoscono , alla crescita delle classi meno abbienti e della condizione femminile e minorile , alle riforme in ogni settore , specie nel mondo del lavoro, ad una rivoluzione culturale democratica ed antiautoritaria ( il ‘68) alle riforme di civiltà ( aborto e divorzio ) ad un sostanziale progresso economico e sociale nel paese intero.
Parallelamente a cio’ diversi centri di potere occulto e deviato in accordo con l’estrema destra stragista e con la delinquenza organizzata , appoggiati dalla maggioranza silenziosa impaurita dall’evoluzione della sinistra , si è messo in moto ORGANIZZANDOSI per bloccarne l’efficacia con la strategia della tensione cosi’ da deviare il corso verso una involuzione piu’ adatta ai propri affari ( niente di nuovo sotto il sole : era successo anche nel ‘22 con Mussolini ).
Con la morte di Aldo Moro questa oscura attività ha raggiunto il proprio scopo e l’Italia è uscita dal tunnel vorticoso degli anni ‘70 in maniera buia , tetra con la repressione ed il richiudersi in se stessa di una società che invece si era svegliata ed aperta fino ad allora ( basti pensare alla sola evoluzione musicale per capirne la portata )imboccando cosi’ la strada per una lenta ed inesorabile discesa verso gli infimi livelli attuali.
E’ innegabile infatti che gran parte di cio’ che di utile e proficuo vi era nella precedente rivoluzione è stato STOPPATO , all’acme della strategia della TENSIONE , proprio dal piombo caldo sparato a FREDDO nel corpo di Aldo Moro .
In quei giorni quei centri di potere occulti e ben coperti da istituzioni deviate si organizzavano anche programmaticamente in senso propositivo: si trattava ormai non piu’ solo di distruggere ma anche di cominciare a proporre un progetto , mettere i semi di una controrivoluzione reazionaria e delinquenziale – affaristica e farlo in maniere ORGANICA E DUREVOLE .
Fatta imboccare all’ITALIA la strada in discesa , rintanati tutti nelle case con la PAURA , era POI piu’ facile individuare colui che possedeva i mezzi per mettere in pratica i piani cosi’ a lungo ben coltivati nell’ombra di quegli anni bui.
Prima si penso’ a CRAXI , ma il corpo ancora sano del paese ebbe un sussulto , POI A BERLUSCONI, CHE NELL’ARCO DI UN VENTENNIO , con l’aiuto del lento veleno delle televisioni e della sinistra ancora non ripresasi dal 1989, ha raggiunto lo scopo.
Il piano di rinascita
Il piano , che si trova dappertutto anche sul web , veniva proposto nel 1976 e Gelli , quando nel testo parla di “emergenza”, intende l’emergenza dovuta all’avanzare delle “sinistre” in Italia. Il piano è “eversivo” proprio per gli strumenti che prevede di utilizzare e per gli obiettivi strategici che si pone, : alcuni hanno pensato che l’attuazione potesse essere stata facilitata dalla mancata epurazione degli iscritti alla P2 nelle varie istituzioni pubbliche …

Ricevuta di pagamento per l'iscrizione del dott. Silvio Berlusconi alla loggia massonica P2
Basti pensare ad esempio che i tre decreti legge sul radiotelevisivo (tra il 1984 e 1985) e la Legge Mammì, emanati per permettere a Fininvest di trasmettere essendo fino ad allora fuorilegge, siano stati facilitati dagli iscritti della P2 presenti nel PSI ed in parte della DC oltre che dallo stesso Craxi
“Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei Mass Media” (Licio Gelli)
Il documento fu sequestrato alla figlia di Licio Gelli nell’estate del 1982.
Era, giova ricordarlo, la forma con la quale reduci della Repubblica di Salò e spezzoni della classe dirigente conservatrice volevano instaurare una dittatura soft nel paese.
Oggi , ogni giorno che passa, il Piano si avvera : dalla costituzione di un sistema bipartitico, al controllo dei media (anche attraverso l’abolizione dei contributi pubblici), alla divisione delle carriere dei magistrati, alla abolizione del valore legale del titolo di studio, al “riordino” dei sindacati dopo averli divisi , dal chiudere l’agibilità politica alle ali estreme dello schieramento alla ricercata ed ottenuta pax mafiosa .
Solo su quest’ultimo punto basta pensare come la camorra abbia ben servito il nuovo governo della RINASCITA : creare terrore tra la popolazione e sfruttarla a fini elettorali.
Utilizzare il gruppo d’assalto della camorra per manifestazioni politiche o per alimentare tensioni sociali (vedi nell’ordine le manifestazioni contro le discariche a Giugliano e la cacciata dei rom dal campo di Ponticelli).
Sostanzialmente ha dato una buona mano a cacciare Prodi e le sinistre
Per coloro che hanno la memoria corta ricordo in ultimo cosa diceva tempo fa il leader della Lega ,Umberto Bossi, in Tutta la verità, Sperling & Kupfer 1995, pagg. 31-32. «Berlusconi è la materializzazione di un sogno antico, accarezzato da quel tale Licio Gelli… Andate a rileggervi il Piano di rinascita… Forza Italia è un partito tutt’altro che nuovo, è la riedizione – con lo stile e i mezzi degli anni Novanta – delle “premonizioni” gelliane. Al pari della Loggia P2, il partito berlusconiano è un’invenzione di uomini di potere, una creatura costruita in laboratorio e messa in circolo attraverso il monopolio televisivo privato… La P2 era nata per tutelare grandi interessi affaristico-massonici attraverso il diretto controllo del potere politico e dei corpi dello Stato; Forza Italia nasce allo scopo di perseverare il potere politico-affaristico del gruppo Fininvest e delle “entità” che lo hanno generato, non più tutelati dall’asse di ferro Dc-Psi»
Cavallo Pazzo 70
Riusciremo a liberarci di una classe politica vecchia, corrotta e senza vergogna ?

Marco Panattoni scrive , qui sotto, in un post :
“1) Rosa Russo Jervolino, che subissata da fischi se ne sbatte i coglioni di tutto ed inaugura la sua nuova giunta.Se avesse conoscenza almeno etimologica della parola VERGOGNA o DIGNITA’ se ne sarebbe andata da tempo, ma visto che il buon Veltroni sa che con nuove elezioni perderebbe sia il Comune di Napoli sia la Regione, tiene su Bassolino e la Jervolino…
Veltroni parla di questione MORALE, ma c’è da chiedersi se sappia cosa è la MORALE visto che tiene al potere gente del genere per mero calcolo politico… “
Condivido, Sinistra ( sinistra ? ) senza vergogna e Destra lo stesso.
Sono disgustata e nauseata dallo stato delle cose.
Sembra tutto inutile, nulla cambia.
Non sono mai finita nelle sabbie mobili, ma ho come l’impressione che la situazione politica attuale somigli molto a qualcosa che trascina inesorabilmente verso il basso.
Io ho ottomila cose da fare…posso anche a mettermi a fare la “calzetta”, lasciando morire i miei molteplici progetti, che nessuno si lamenterà.
Ma un giovane, mi chiedo come può sentirsi, come può sperare di sentirsi parte attiva nella società ?
come può sperare di contare ? di non essere un numero…..
Vi rendete conto che se non succederà nulla che stravolga in modo brutale l’attuale andazzo, la futura classe politica è praticamente inesistente ?????
Ovvero anche se ci fosse non viene coltivata, non le viene dato spazio…
Un classe politica vecchia e corrotta, senza vergogna “combatte” la propria possibile estinzione con cure di Gerovital all’infinito…….
Sono di un pessimismo nero, me ne rendo conto.
Vi sfido a convincermi del contrario.
Franca Corradini
E ORA IL REGOLAMENTO DEI CONTI, OVVERO L’IMPROBABILE AVENTINO E LA DITTATURA DOLCE
riceviamo ( e pubblichiamo ) questa segnalazione da Tataranchiu
E ORA IL REGOLAMENTO DEI CONTI, OVVERO L’IMPROBABILE AVENTINO E LA DITTATURA DOLCE ( cliccare qui per il video You Tube )
Il 27 Giugno del 1924, ottantaquattroanni or sono, i socialisti “liberarono” il Parlamento affidandone di fatto la conduzione ai mentori, se non addirittura mandanti, degli assassini di Giacomo Matteotti.
Giugno 2008: la storia si ripete (?), grazie ai figli e ai nipoti politici di quel ciarpame che mostrò al mondo la perfetta contiguità tra criminalità organizzata ( allora in fase di affermazione negli States ) e fascismo. Quei figli e quei nipoti che oggi “governano” il Paese, simile ormai ad una carretta del mare che rischia di affondare perfino nella piscina del cantiere navale che la ospita, per le troppe falle prodotte ad arte per fottere, fino all’ultimo, azionisti e assicuratori.Ufficiali ed equipaggio, mentendo all’unisono sulla tenuta della nave e sulla loro capacità di portarla a destinazione, se ne sono impadroniti con un colpo di mano. E ora litigano tra loro perchè non sono d’accordo sulla ripartizione di ciò che è rimasto del bottino che ivi v’ era stivato. L’equipaggio, illuso dagli ufficiali di essere loro equiparato, minaccia ora platealmente di abbandonare per protesta la nave. Gli ufficiali invece lo spernacchiano annunciando che la nave comunque andrà, con o senza quell’ equipaggio.
Dove non si sa: si naviga a vista.Fuor di metafora, l’attuale e discusso capo della spodestata famiglia capitolina è titubante sul da farsi dopo le provocazioni della trionfante famiglia meneghina: minaccia opposizione dura ma a suo tempo, come gli eroi di celluloide del west che si affrontavano… previo appuntamento!Prima, complici, hanno neutralizzato i capataz e pasdaran delle famiglie minori, rei di continue imboscate ai loro danni. Ora sono coinvolti in una faida da vero e proprio regolamento di conti, nel senso specularmente tradizionale del termine, caro alle organizzazioni mafiose del nostro paese, dal banditismo sardo alla mafia vera e propria, attraverso camorra, ‘ndrina e S.C.U.: manca solo il morto, anzi c’è anche quello, più di uno, ma dimenticati!
E’ il Sistema Italia ad essere intriso di cultura mafiosa. E mafiosi sono quei politici delle segreterie dei partiti che con inaudite sortite hanno annullato d’un fiato diritti costituzionali sacri; mafiosi sono certi editori che sulla base di una discutibile legge sulla stampa si appropriano delle risorse del popolo per finanziarsi a spese del popolo gonzo; mafiosi sono gli enti pubblici dove, spesso, inquisiti e trombati trovano ricovero e risorse per alimentare le consorterie politico-affarastiche che ivi li hanno collocati; mafiosi sono quei sindacalisti che usano la leva sindacale per aprirsi un varco nel lucroso carrierismo politico! Mafiosi sono i banchieri colpevoli di “pizzo premeditato”, alias “signoraggio” e usura; mafiosi sono quegli imprenditori che pagano altri mafiosi per smaltire i propri rifiuti tossici; mafiose le aziende pubbliche di servizi che estorcono all’utenza italiana veri e propri pizzi camuffati da voci addizionali nelle bollette; mafioso è il Fisco Italiano che nonostante il supporto di un corpo militarizzato, tra pochissimi al mondo, “non riesce” a far pagare le tasse a chi le evade da sempre ( che se ne asterrebbe se la prospettiva fosse la prigione).
Mafiosa è la classe clericale che vive di privilegi impensabili anche quando professa attività più che terrene, nel turismo, nei campi mobiliare e immobiliare, nell’istruzione e nella formazione, nella sanità e tanto altro ancora, cumulando benefici intassabili di migliaia di miliardi di euro.Il pensiero mafioso permea di sè l’intera società italiana perchè è l’italiano medio ad avere nel proprio codice morale questa vocazione particolare a rendere il tutto funzionale ai propri personali interessi. Invero l’italiano medio è capace di momentanea indignazione, ma a questa si assuefà se sono in gioco le sue ambizioni, anche se trasgressive ( basta poi confessarsi e recitare qualche giaculatoria: lo sanno tutti che il mafioso è un devoto religioso, benefattore di parrocchie, finanziatore di luminarie e botti, qualche volta meritevole di sacra sepoltura!).Non per niente in Italia non si compete per guadagnarsi una legittima opportunità, ma si cercano le raccomandazioni; si partecipa ai concorsi nella speranza di “lavorare di meno e lavoricchiare tutti, meglio se della stessa partita”; si chiude un occhio ( e, spesso, anche due) nello spirito di “una cosa per uno non fà male a nessuno”, nel più classico spirito mafioso che esprime l’utilità di uno scambio (p.e.: pizzo contro protezione) per il quieto vivere, per modo di dire, di tutti.In questo momento in Italia spadroneggia una maggioranza resa forte dalla disaggregazione di una opposizione rappresentata da politicanti della politica, a cui interessa solo la tenuta della legislatura per cercare di lucrare un altro quinquennio di privilegi.
Questi politicanti della politica dell’ opposizione, che oltre a candidare con liste sbarrate, in complicità con il fronte rivale, famigliari, amici, amici degli amici, fanno una opposizione da operetta, senza scopi, assolutamente priva di credibilità e di mordente. Di fronte all’innegabile tracotanza di una maggioranza personalizzata, costruita anch’essa con liste blindate dalla segreteria del sedicente Popolo Della Libertà, i neoavventisti recitano ora la parte dei democratici indignati, minacciano l’Aventino, ma si guardano bene dall’abbandonare le lucrose cadreghe delle camere dei deputati e dei senatori, come fecero quei “fessi” idealisti di quasi un secolo fa: meglio l’inciucio!Se ciò accadesse, ma non accadrà, sarebbe finalmente il giusto segnale di un cambiamento della vita politica di questo sfortunato Paese, basata sulla dignità individuale, sull’onestà, sul senso dello stato, sullo spirito di servizio alla collettività.Non accadrà perchè la tragedia imminente di un paese allo sbando non fà ancora parte dell’immaginario collettivo, drogato da una indecente informazione e manipolato da un edulcorato sistema multimediale che altera ad arte la percezione della realtà da parte degli elettori.Quando l’opinione pubblica manifesterà insofferenza alle continue menate per il naso, si formeranno fronti contrapposti disposti a guerreggiare pur di sottrarsi al dominio dell’altro, si ricostituiranno bande rivoluzionarie che rivendicheranno con il sangue la legittimità delle proprie aspirazioni giustificando così l’avvento della dittatura.
Sarà dolce? L’ultima non sembra lo fosse!
Ma gli Italiani, questi italiani, hanno davvero capito la storia?
