“Memoria di un eccidio – San Polo 14 luglio 1944 il giorno più lungo”

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Liceo  Artistico Piero della Francesca di Arezzo e la Soprintendenza dei Beni Culturali di Arezzo  hanno il piacere di comunicare che il giorno 6 maggio 2011 ci sarà la prima del film “Memoria di un eccidio – San Polo 14 luglio 1944  il giorno più lungo”. 

Alla Prima , per esclusivi problemi di spazio, sono invitate le autorità e saranno presenti unicamente attori, comparse, regista,operatori, tecnici che  con il loro apporto  VOLONTARIO hanno fatto sì che questo progetto si realizzasse.

Il giorno 7 ( sabato ) e 8 maggio  ( domenica ) verranno effettuate due proiezioni pomeridiane  ( dalle 17 alle  19 ) aperte a tutti.

La proiezione avverrà nel Museo Statale d’Arte Medioevale e Moderna – Via San Lorentino, 8 AREZZO.

Qui sotto il trailer.

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Buona Festa !

Franca

Polonia in lutto, morto il presidente Kaczynski in un disastro aereo. Forse non tutto il male vien per nuocere…

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Mosca – (Adnkronos/Ign) – L’incidente durante l’atterraggio all’aeroporto di Smolensk, in Russia. Non ci sono sopravvissuti, a bordo c’erano 97 persone. Tra le vittime anche numerosi alti funzionari del Paese. Ministri generali,banchieri, un bel pezzo di classe dirigente della Polonia, insomma.

È morta l’elite del nostro Paese» è stato infatti  il commento dell’ex presidente polacco e leader di Solidarnosc, Lech Walensa, alla notizia della sciagura aerea a Smolensk in Russia, nella quale è morto il presidente polacco Lech Kaczynski  assieme a numerosi alti funzionari polacchi.

«È una disgrazia simile a quella di Katyn», ha aggiunto il Premio Nobel per la pace 1983 riferendosi alla strage di ufficiali polacchi compiuta dai sovietici nel 1940 che proprio oggi avrebbe dovuto essere commemorata a Smolensk. «Una grande perdita per il popolo al di là delle differenze che ci distinguevano», ha aggiunto Walesa.

Katyn è luogo infausto per la Polonia, 70 anni fa teatro del massacro di quasi 22.000 ufficiali polacchi da aprte di Stalin. Proprio per ricordare quella tragedia il presidente polacco si stava dirigendo a Smolensk.

Sulle dinamiche dell’incidente sembra che i piloti non abbiano seguito gli ordini della torre di controllo. I controllori avrebbero chiesto di dirigersi su altro aeroporto e loro invece avrebbero provato per ben 4 volte ad atterrare a vista , nonostante la fitta nebbia e senza l’ausilio di strumenti .

Pare fosse lo stesso presidente ad aver insistito, per atterare comunque a Smolensk. Questo viaggio era un viaggio polemico, la restituzione di uno sgarbo, la rivendicazione orgogliosa di una storia fra nemici, lui e Putin.

Alla cerimonia commemorativa russo polacca del 7 aprile scorso, Kaczynski non era stato  invitato: l’invito ufficiale di Putin era rivolto solo a premier Donald Tusk, questa era invece  una cerimonia voluta invece proprio dallo stesso presidente Kaczynski in polemica con quella ufficiale precedente e con le autorità russe

Chi era  Kaczynski? Un nazionalista appoggiato dai conservatori. Uno che odiava gli omosessuali ed era fortemente clericale e reazionario e quindi criticato anche dai suoi ex colleghi di Solidarnosc, come Walensa. Il suo stesso premier non gli ha risparmiato parole forti. Anticomunista nel midollo, in dichiarata contrapposizione con Mosca. Euroscettico al punto da diventare pietra dello scandalo all’interno della stessa Ue. Lech Kaczynski era un presidente controverso e non amato dal popolo, che gli ultimi sondaggi davano al 20% dei consensi, ad appena sei mesi dalle prossime presidenziali.

Lech e Jaroslaw Kaczynski , i due gemelli con in mano il potere in Polonia, avevano sottomesso lo stato  polacco ad una serie di scelte da regime negli ultimi anni, sia sul fronte sociale che su quello della democrazia.

I due fratelli erano i massimi leader di una scelta nazionalpopulista, euroscettica, omofoba che aveva creato gravissimi problemi al suo paese e al suo rapporto con resto della Ue e dell’Occidente

In Solidarnosc  seppero far carriera, arrivarono nel circolo dei consiglieri del leader carismatico Lech Walesa. Il quale ancora oggi si rimprovera con autocritica di essersi fidato di loro, perchè in seguito i gemelli presero una deriva autoritara

Il loro progetto fu chiaro fin dall’inizio: guerra contro l’ala liberal e democratica di Solidarnosc, quella impersonata dai capi storici del dissenso Bronislaw Geremek, Jacek Kuron, Adam Michnik, Tadeusz Mazowiecki. Governo in alleanza con l’estrema destra Lpr, Lega delle famiglie polacche di Roman Gyertich, e col discusso leader di Samoobrona (un partito populista)

La Polonia moderna, tollerante, democratica, aperta al mondo nata nel 1989 dalla svolta delle elezioni vinte da Solidarnosc divenne un paese governato da una leadership intollerante, duramente ostile agli omosessuali e alle minoranze, la censura e la cappa di piombo avevano tolto ossigeno alla democrazia.

Forse è stato un segno di Dio, forse la morte di questa classe dirigente può aprire uno squarcio nella grigia cappa di piombo. Ce ne desse altri di segni come questi, magari guardando un po’ più a sud ed ad ovest, ad altri fenomeni reazionari e corrotti che si dichiarano clericali ed unti dal signore.

Peccato che da noi ognuno viaggia sul suo areo privato, ma chissà…

Alfonso