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Minacce per Berlusconi, Fini e Bossi
La logica cinica e criminale che regola la “strategia della tensione”, è riassumibile nel famigerato slogan “destabilizzare per stabilizzare”.
E’ risaputo che la “strategia della tensione” fa miracoli, è il miglior rimedio per un governo in crisi o in calo di consensi. Come è già accaduto altre volte nella storia, per riacquistare il consenso perduto basta qualche bomba, oppure solo la minaccia di una bomba o di un attentato terroristico.
Come avvenne nel caso del regime democristiano, che intorno alla metà degli anni ‘70 era travolto dagli scandali ed era sprofondato in una fase di declino che sembrava quasi inarrestabile sul piano ideologico, politico ed elettorale, mentre il Partito comunista era in netta ascesa, ebbene il sequestro Moro capitò esattamente come il cacio sui maccheroni e riuscì a salvare la Dc e il suo sistema di potere politico, affaristico e criminale, da un crollo certo e definitivo.
Ed ecco che la storia si ripete sempre, la prima volta in tragedia, la seconda in farsa.
Infatti, è una commedia palesemente ridicola e surreale, se non addirittura grottesca, la lettera inviata ieri mattina, sabato 17 ottobre, al quotidiano “Il Riformista”, contenente minacce, indirette, di morte per Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e Umberto Bossi da parte di una sigla, le sedicenti “Brigate rivoluzionarie per il comunismo combattente”. Una sigla buffa e farneticante, già adoperata all’inizio di ottobre per una missiva spedita ai giornali “Il Messaggero”, “Il Foglio” e “Il Fatto quotidiano”, e immediatamente giudicata dagli investigatori come assolutamente inattendibile, folle e delirante.
Lucio Garofalo
Ed ora il parere su questo filmato ….
Per par condicio vorrei ora prevalentemente i pareri di chi si sente di destra, essendo quelli di sinistra notori qui ed altrove ( mi scuso per la pessima qualità del filmato )………..
Franca
Tra questi due invece non so decidere chi sa essere più comico ( ridicolo )
La parola alle immagini !
Accipicchia quella di Franceschini che mette il tricolore sul PO non circola ancora…
Beh metto quella dell’aspirante cameriere… è ridicola anche questa
Una cosina sola: il Po , IL FIUME per eccellenza, lasciatelo stare.
Chi ha vissuto, sofferto, lavorato intorno al grande fiume non ha niente da spartire con elementi come voi.
Siete entrambi un insulto vivente ai laboriosi padani.
A proposito di insulti , qualcuno ha avvisato colui che per spupazzarsi l’attricetta è rimasto segnato nel fisico che grazie alla parte politica con cui si è messo, qualche anno fa i soggetti come lui finivano direttamente nei “camini” ?
Noto sempre più che sono in molti ad avere bisogno di ripassi, di corsi di recupero
In questo caso di STORIA.
Franca Corradini
Odio razziale su Facebook : non si tratta di rimuovere e basta, qui è evidente il reato di istigazione all’odio razziale e tutte le persone devono essere identificate e denunciate
SU FACEBOOK UNA PAGINA CURATA DA “LEGA NORD MIRANO” PRESENTATA DA QUESTO DELIRANTE MANIFESTO… I 433 AMICI FIGURANO BOSSI, SUO FIGLIO RENZO E IL CAPOGRUPPO COTA… E’ REATO DI ISTIGAZIONE ALL’ODIO RAZZIALE: ALTRO CHE RIMUOVERE LA PAGINA, ORA VEDIAMO SE QUALCUNO PROCEDE A IDENTIFICARLI O SE LA LEGGE NON E’ PIU’ UGUALE PER TUTTI

“Immigrati clandestini: torturali! E’ legittima difesa”. Lo sostiene una pagina Facebook chiamata “Lega Nord Mirano” a cui sono legati da amicizia 433 persone.
Accanto ai nomi tradizionali dei vaneggiamenti leghisti tipo “guerriero padano” o “Attila flagello di Dio”, troviamo nomi eccellenti come Umberto Bossi, suo figlio Renzo, Erminio Boso, già parlamentare leghista, e Roberto Cota, capogruppo alla Camera.
Tante le strutture di partito vi sono le sezioni di Agna, Alassio, Bassa Modenese, Bonate Sopra, Campania, Camponogara, Casole d’Elsa, Cavarzere, Chioggia, Chiusi, Colle, Cologne, Cordenons, Eraclea, Giavera, Godego, Jesolo, Limena, Locate, Loria, Mapello, Maranello, Mesola, Marcheno, Mestre, Milano, Montecatini, Montepulciano, Nave, Padova, Pistoia, Pontesanpietro, Pontoglio, Pordenone, Porto Viro, Portogruaro, Prato, Ripalta, Rovato, Sacile, Sanvitese, Scorzé, Siena, Soresina, Susegana, Telgate, Torre Boldone, Trebaseleghe, Valdicecina, Valle Serio, Valle Serina, Verbania, Vicenza, Volterra, Visano, Caorle, Ferrara, Lugo, Melegnano, Musile di Piave, Noventa di Piave, Spinea, Giovani Padani di Pavia ecc.
In ogni caso il sito è attivo da tempo e fa riferimento a una sezione della Lega che in effetti esiste, quella di Mirano, in provincia di Venezia.
Il manifesto vergognoso che abbiamo riprodotto da Facebook ne fa da richiamo e pagina ufficiale, pertanto è evidente che i 433 amici ne condividono il testo, facendo esso da “documento di presentazione”.
Inutile cancellarsi frettolosamente come hanno fatto Cota e Bossi, appena scoppiato lo scandalo, come se non avessero visto il gruppo cui si erano iscritti.
Il primo a denunciare la cosa è stato Walter Veltroni che ha richiesto la rimozione al Ministero degli Interni di una pagina “contraria ogni forma di civiltà“.
La pagina in questione, a nostro parere, indipendentemente da quei pendagli da forca che l’hanno creata, dimostra, proprio sulla base delle adesioni di molte strutture territoriali, di quanto sia diffuso il razzismo nella classe dirigente della Lega.
Una persona col cervello a posto non chiede di essere amico di un gruppo che chiede adesioni proprio sull’invito a torturare gli immigrati.
Qua non si tratta di rimuovere e basta, qui è evidente il reato di istigazione all’odio razziale e tutte le persone devono essere identificate e denunciate.
Come dice Maroni, siamo anche noi per la tolleranza zero: chi semina odio e invita a torturare degli esseri umani non ha diritto di cittadinanza tra le persone civili.
Se questa è il livello della politica a cui siamo giunti, è ora che le leggi vengano applicate. Troppo comodo fare sempre finta di nulla: vediamo se la magistratura interviene questa volta per ribadire che la legge in Italia è ancora uguale per tutti o no, stabilendo precise responsabilità.
E ognuno si assumerà le proprie davanti alla legge.
A destra non c’è spazio per delle merde e per i loro magnaccia, sia chiaro una volta per tutte.
Berlusconi e quel piombo caldo sparato a freddo ad Aldo Moro

Berlusconi con la riuscita invasione degli ultracorpi stà per chiudere definitivamente con gli ultimi dettagli ed accorgimenti ( vedi ad esempio la questione appena trattata delle intercettazioni telefoniche) il ciclo storico nato con le stragi degli anni ‘70 e con l’assassinio di Moro raggiungendo lo scopo eversivo e delinquenziale – affaristico del PIANO di Rinascita di Gelli.
E’ inutile e vigliacco nascondersi dietro un DITO e far finta di non vedere .
Non abbiamo bisogno di aspettare 20 anni per scrivere la storia di questo periodo né i carri armati che non verranno , la “democrazia autoritaria” dello psiconano è sotto gli occhi di tutti.
ORA ED ADESSO.
CHI non lo vuole ammettere è un ingenuo utile idiota o un servo in malafede
Piccola premessa storica.
La migliore stagione politica italiana e’ stata quella che , nascendo dal boom economico degli anni ‘50 , ha portato alla rivoluzione tecnologica e di costume che tutti riconoscono , alla crescita delle classi meno abbienti e della condizione femminile e minorile , alle riforme in ogni settore , specie nel mondo del lavoro, ad una rivoluzione culturale democratica ed antiautoritaria ( il ‘68) alle riforme di civiltà ( aborto e divorzio ) ad un sostanziale progresso economico e sociale nel paese intero.
Parallelamente a cio’ diversi centri di potere occulto e deviato in accordo con l’estrema destra stragista e con la delinquenza organizzata , appoggiati dalla maggioranza silenziosa impaurita dall’evoluzione della sinistra , si è messo in moto ORGANIZZANDOSI per bloccarne l’efficacia con la strategia della tensione cosi’ da deviare il corso verso una involuzione piu’ adatta ai propri affari ( niente di nuovo sotto il sole : era successo anche nel ‘22 con Mussolini ).
Con la morte di Aldo Moro questa oscura attività ha raggiunto il proprio scopo e l’Italia è uscita dal tunnel vorticoso degli anni ‘70 in maniera buia , tetra con la repressione ed il richiudersi in se stessa di una società che invece si era svegliata ed aperta fino ad allora ( basti pensare alla sola evoluzione musicale per capirne la portata )imboccando cosi’ la strada per una lenta ed inesorabile discesa verso gli infimi livelli attuali.
E’ innegabile infatti che gran parte di cio’ che di utile e proficuo vi era nella precedente rivoluzione è stato STOPPATO , all’acme della strategia della TENSIONE , proprio dal piombo caldo sparato a FREDDO nel corpo di Aldo Moro .
In quei giorni quei centri di potere occulti e ben coperti da istituzioni deviate si organizzavano anche programmaticamente in senso propositivo: si trattava ormai non piu’ solo di distruggere ma anche di cominciare a proporre un progetto , mettere i semi di una controrivoluzione reazionaria e delinquenziale – affaristica e farlo in maniere ORGANICA E DUREVOLE .
Fatta imboccare all’ITALIA la strada in discesa , rintanati tutti nelle case con la PAURA , era POI piu’ facile individuare colui che possedeva i mezzi per mettere in pratica i piani cosi’ a lungo ben coltivati nell’ombra di quegli anni bui.
Prima si penso’ a CRAXI , ma il corpo ancora sano del paese ebbe un sussulto , POI A BERLUSCONI, CHE NELL’ARCO DI UN VENTENNIO , con l’aiuto del lento veleno delle televisioni e della sinistra ancora non ripresasi dal 1989, ha raggiunto lo scopo.
Il piano di rinascita
Il piano , che si trova dappertutto anche sul web , veniva proposto nel 1976 e Gelli , quando nel testo parla di “emergenza”, intende l’emergenza dovuta all’avanzare delle “sinistre” in Italia. Il piano è “eversivo” proprio per gli strumenti che prevede di utilizzare e per gli obiettivi strategici che si pone, : alcuni hanno pensato che l’attuazione potesse essere stata facilitata dalla mancata epurazione degli iscritti alla P2 nelle varie istituzioni pubbliche …

Ricevuta di pagamento per l'iscrizione del dott. Silvio Berlusconi alla loggia massonica P2
Basti pensare ad esempio che i tre decreti legge sul radiotelevisivo (tra il 1984 e 1985) e la Legge Mammì, emanati per permettere a Fininvest di trasmettere essendo fino ad allora fuorilegge, siano stati facilitati dagli iscritti della P2 presenti nel PSI ed in parte della DC oltre che dallo stesso Craxi
“Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei Mass Media” (Licio Gelli)
Il documento fu sequestrato alla figlia di Licio Gelli nell’estate del 1982.
Era, giova ricordarlo, la forma con la quale reduci della Repubblica di Salò e spezzoni della classe dirigente conservatrice volevano instaurare una dittatura soft nel paese.
Oggi , ogni giorno che passa, il Piano si avvera : dalla costituzione di un sistema bipartitico, al controllo dei media (anche attraverso l’abolizione dei contributi pubblici), alla divisione delle carriere dei magistrati, alla abolizione del valore legale del titolo di studio, al “riordino” dei sindacati dopo averli divisi , dal chiudere l’agibilità politica alle ali estreme dello schieramento alla ricercata ed ottenuta pax mafiosa .
Solo su quest’ultimo punto basta pensare come la camorra abbia ben servito il nuovo governo della RINASCITA : creare terrore tra la popolazione e sfruttarla a fini elettorali.
Utilizzare il gruppo d’assalto della camorra per manifestazioni politiche o per alimentare tensioni sociali (vedi nell’ordine le manifestazioni contro le discariche a Giugliano e la cacciata dei rom dal campo di Ponticelli).
Sostanzialmente ha dato una buona mano a cacciare Prodi e le sinistre
Per coloro che hanno la memoria corta ricordo in ultimo cosa diceva tempo fa il leader della Lega ,Umberto Bossi, in Tutta la verità, Sperling & Kupfer 1995, pagg. 31-32. «Berlusconi è la materializzazione di un sogno antico, accarezzato da quel tale Licio Gelli… Andate a rileggervi il Piano di rinascita… Forza Italia è un partito tutt’altro che nuovo, è la riedizione – con lo stile e i mezzi degli anni Novanta – delle “premonizioni” gelliane. Al pari della Loggia P2, il partito berlusconiano è un’invenzione di uomini di potere, una creatura costruita in laboratorio e messa in circolo attraverso il monopolio televisivo privato… La P2 era nata per tutelare grandi interessi affaristico-massonici attraverso il diretto controllo del potere politico e dei corpi dello Stato; Forza Italia nasce allo scopo di perseverare il potere politico-affaristico del gruppo Fininvest e delle “entità” che lo hanno generato, non più tutelati dall’asse di ferro Dc-Psi»
Cavallo Pazzo 70
Bene la vigilanza sul credito dalle banche alle imprese.No agli aiuti alle banche responsabili di usura ed estorsione
Condivido pienamente le dichiarazioni di Bossi e Tremonti sulla necessità che lo Stato controlli l’effettivo aiuto alle imprese da parte delle banche.
Dubito, però, sull’efficienza delle prefetture nel garantire tale vigilanza e sull’utilità di eventuali accordi-quadro firmati dalla associazioni di categoria.
Nel corso dell’ultimo decennio, in forza di quanto disposto dalla normativa antiusura ed antiracket, le prefetture hanno già svolto -e svolgono tuttora- l’attività istruttoria ai fini della concessione, da parte del Comitato di solidarietà, del mutuo decennale o dell’elargizione agli imprenditori-vittime di usura ed estorsione. La legge fissa un breve termine entro il quale il procedimento deve esaurirsi: lo scopo è quello di aiutare gli imprenditori-vittime evitando, soprattutto, che, nelle more dell’erogazione degli eventuali sussidi, la vittima si rivolga agli strozzini o soddisfi le pretese degli estorsori. Anni fa sono stati creati, perfino, dei mini pool (anche se, qualche volta, quale difensore di una vittima, ho rischiato di impazzire per far comprendere elementari principi di diritto); sono stati, poi, siglati accordi tra Ministero degli Interni, Abi e banche affinchè queste ultime agevolino gli imprenditori incappati nelle maglie dell’usura o dell’estorsione.
Ma cosa avviene se l’indagato per usura è un rappresentante di una banca che, nel frattempo, abusando della normativa, ha segnalato alla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia -precludendogli l’accesso al credito= strozzandolo- chi si rifiuta di pagare interessi usurari o altre pretese illegittime? E se la banca cui si rivolge la vittima, fiduciosa di quell’accordo, è la stessa i cui rappresentanti sono indagati per usura od estorsione? Insomma, ho la sensazione che, come le banche non rispettano quegli accordi-quadro per la prevenzione dell’usura quando l’indagato è un rappresentante di un istituto di credito, così, non rispetteranno nemmeno altri eventuali accordi per aiutare le imprese in crisi: nè, secondo me, le Prefetture sono adeguate a tale ulteriore compito.
Ritengo che, in Italia, una buona parte di responsabilità della crisi e del fallimento di migliaia di imprese sia proprio degli istituti di credito. Ricordavo, a Novembre, in un mio post (cliccare qui per leggerlo), che pendono, in Italia, migliaia di esecuzioni immobiliari e procedure fallimentari prive di un valido titolo e instaurate da banche contro imprese o famiglie per debiti, talvolta, inesistenti o, quasi sempre, inferiori rispetto a quanto vantato: ciò, malgrado sia trascorso un decennio dalle nuove pronunce della Cassazione che, dopo trent’anni, hanno ribadito il principio della nullità della clausola che preveda l’applicazione di interessi su interessi (anatocismo) e nonostante siano, ormai, migliaia le sentenze che dichiarano la nullità delle commissioni di massimo scoperto o dei mutui stipulati unicamente per coprire conti correnti gravati da oneri illegittimi. Quante sono le imprese fatte fallire ingiustamente o le famiglie sbattute fuori casa?
Ci sono, è vero, anche cause per il risarcimento dei danni ma, considerato il tempo necessario affinchè si arrivi ad una sentenza definitiva (dal primo grado fino alla Cassazione, spesso, trascorre oltre un decennio), il risultato è che l’impresa viene fatta fallire subito o la famiglia sbattuta fuori dal casa illegittimamente venduta (o questo, almeno, si è verificato il più delle volte fino ad ora) e, se l’imprenditore ha ancora la forza, magari, può sperare di ottenere giustizia dopo dieci anni. Condivido, quindi, le affermazioni di Tremonti e Bossi.
Perchè, però, non si delega alle Prefetture un controllo sulle imprese fatte fallire o, comunque, messe ingiustamente in difficoltà dalle banche e sulle soluzioni proposte?
Credo che, in un Paese civile, andrebbe negato ogni aiuto non solo agli istituti di credito che si rifiutino di agevolare le imprese in crisi ma anche a quelli che, con un notevole contenzioso con i clienti, vantano, ancora, interessi usurari o pretese riconosciute illegittime dalla legge e dalla giurisprudenza. Andrebbe, poi, aumentato il controllo sulle stesse Prefetture, verificando l’efficienza (e, magari, anche l’educazione) degli stessi funzionari nel soddisfare le esigenze dell’utenza.
Per quel poco che posso fare e con l’auspicio che possa servire anche quale “singolare esempio” affinchè non si verifichino paradossi simili, potrei proporre ai Ministri Tremonti, Bossi e Maroni di considerare se è degno di un Paese civile -e compatibile con le misure di controllo che si vorrebbero introdurre a salvaguardia delle imprese e delle famiglie- che il Comitato di solidarietà e il Commissario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura non rispetti una sentenza del TAR (non impugnata e, dunque, divenuta definitiva) con la quale si ordina di concedere i benefici economici in favore dell’imprenditore- vittima di usura ed estorsione commessa da parte di responsabili di banche: ciò, dopo oltre un anno dalla sentenza, dopo due anni da quando l’imprenditore è stato sbattuto fuori casa con la sua famiglia (anche a causa dell’inefficienza delle Prefetture) e pur dopo circa dieci anni dalle denunce contro i responsabili di istituti di credito (che pretendevano tassi di interesse accertati fino al 292%!!!!) Come si può credere nell’aiuto dello Stato quando è proprio lo Stato che non rispetta nemmeno le sentenze pur quando un cittadino e la sua famiglia, per aver creduto nel rispetto della legge, ha denunciato, ha visto la distruzione delle imprese e del patrimonio, è stato sbattuto fuori casa, ha avuto ragione da parte del TAR da oltre un anno e, cionostante, viene lasciato fuori di casa sottoposto a pericolo di ulteriori traumi???

