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	<title>LA CONOSCENZA RENDE LIBERI</title>
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		<title>I Forconi, dejavù e rabbia sociale</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 18:33:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rosellina970</dc:creator>
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		<category><![CDATA[OPPOSIZIONE POLITICA E SOCIALE]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal sud sta salendo una ondata di rabbia  che molti si sono affrettati a definire ed etichettare nei modi più svariati, spesso alludendo a legami con mafia e neofascismo. Non che tali contatti siano una novità per certi movimenti apparentemente antisistema, ma in realtà creati dal sistema stesso: basti pensare alle pulsazioni mafiose ad antidemocratiche [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&amp;blog=4180288&amp;post=8284&amp;subd=laconoscenzarendeliberiblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2010/05/femminista12.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5554" title="femminista1" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2010/05/femminista12.jpg?w=700" alt=""   /></a>Dal sud sta salendo una ondata di rabbia  che molti si sono affrettati a definire ed etichettare nei modi più svariati, spesso alludendo a legami con mafia e neofascismo. Non che tali contatti siano una novità per certi movimenti apparentemente antisistema, ma in realtà creati dal sistema stesso: basti pensare alle pulsazioni mafiose ad antidemocratiche dei separatisti del dopoguerra che usarono il bandito Giuliano in chiave antipopolare, o al movimento parafascista di Ciccio Franco a Reggio Calabria . Senza andare tanto lontano nel tempo ( i tassisti spalleggiati da Alemanno ) e nello spazio ( il ruolo dei trasportatori nel Cile di Allende) il potere ha spesso usato la rabbia della gente in periodi di crisi economica armeggiando contro la democrazia e contro le conquiste sociali.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;esempio più grave fu la nascita dei fascismo (la debole e corrotta italia di Giolitti e dei Savoia incapace di reggere al cospetto non solo delle  prime forme di turbolenza proletaria per via della riscossa leninista, ma financo di comprendere e guidare le prime arcaiche forme di sindacalismo cattolico nelle campagne)   e del nazismo dopo periodi di confusione e di crisi ( vedi la debole repubblica di Weimar ).</p>
<p style="text-align:justify;">Per questo la sottoscritta ha avuto un fastidioso senso  di dejavù quando ha sentito per la prima volta parlare dei forconi, anche se talvolta si rende conto che usare gli strumenti classici di analisi non sempre porta a centrare il bersaglio. Dopo la lettura di <a href="http://ascuoladibugie.blogosfere.it/2012/01/movimento-dei-forconi-nostra-intervista-a-un-catanese.html">questa intervista di Franca Corradini ad un esponente cartanese </a>aumentano i dubbi e si rende necessario un approfondimento del fenomeno.</p>
<p style="text-align:justify;">Nell&#8217;articolo di Franca,  a cui comunque rimando per la lettura complessiva (Da <strong><a href="http://ascuoladibugie.blogosfere.it/2012/01/movimento-dei-forconi-nostra-intervista-a-un-catanese.html">SCUOLA DI BUGIE &#8211;  Movimento dei Forconi : nostra intervista a un catanese</a> ) </strong>viene confermata l&#8217;infiltrazione fascista di Forza Nuova, la divisione in due tronconi del movimento ed anche la genuinità di una rabbia e di una disperazione  che vede come al solito la sinistra in ritardo&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ultima ora</strong> : la questione sa salendo su anche in senso geografico e merita un&#8217;ulteriore approfondimento, anche di cronaca (<strong> <a href="http://ascuoladibugie.blogosfere.it/2012/01/movimento-dei-forconi-si-estende-la-rivolta-a-macchia-dolio-in-varie-parti-ditalia.html">Movimento dei Forconi : si estende la rivolta a macchia d&#8217;olio in varie parti d&#8217;Italia</a></strong> )</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Rosellina970</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><br />
</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8284/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&amp;blog=4180288&amp;post=8284&amp;subd=laconoscenzarendeliberiblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ieri la Wehrmacht, oggi lo spread</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 19:34:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Dietro il “nein” pronunciato dalla signora Merkel si nasconde il segno inequivocabile di una volontà di egemonia tedesca nell’area dell’euro e di un espansionismo finanziario che si avvale di armi più potenti, devastanti e penetranti dei panzer, quali lo “spread”. Si conferma in tal modo l’ipotesi secondo cui sta prevalendo chiaramente un orientamento verso una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&amp;blog=4180288&amp;post=8277&amp;subd=laconoscenzarendeliberiblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2012/01/germany_angela_merkel_chancellor1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8279" title="germany_angela_merkel_chancellor1" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2012/01/germany_angela_merkel_chancellor1.jpg?w=700" alt=""   /></a>Dietro il <em>“nein”</em> pronunciato dalla signora Merkel si nasconde il segno inequivocabile di una volontà di egemonia tedesca nell’area dell’euro e di un espansionismo finanziario che si avvale di armi più potenti, devastanti e penetranti dei panzer, quali lo <em>“spread”</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Si conferma in tal modo l’ipotesi secondo cui sta prevalendo chiaramente un orientamento verso una crescente e progressiva <em>“germanizzazione”</em> dell’euro-zona, una tendenza funzionale esclusivamente agli interessi del capitale finanziario internazionale.</p>
<p style="text-align:justify;">Ciò che in tempi passati non riuscì al cancelliere imperiale prussiano, Otto von Bismarck, né al Führer del Terzo Reich, Adolf Hitler, sta riuscendo oggi alla signora Angela Merkel.</p>
<p style="text-align:justify;">Il progetto egemonico tedesco era palese fin dall’inizio, ma si sta concretizzando seriamente e prepotentemente soltanto oggi. Basti pensare alle insopportabili condizioni-capestro imposte dalla Germania ai Paesi dell’euro-zona che versano in evidenti difficoltà finanziarie. Ma è un dato di fatto assolutamente innegabile che nessun Paese europeo, neppure la Francia, possa permettersi di pagare un prezzo simile.</p>
<p style="text-align:justify;">Tuttavia, mentre le mire espansionistiche del regime hitleriano si limitavano a voler imporre un predominio militare tedesco in Europa, il capitale finanziario cosmopolita, che si ripara dentro il bunker tedesco, conquista e divora le ricchezze del mondo intero.</p>
<p style="text-align:justify;">Recentemente, i titoli di Stato decennali tedeschi, messi all’asta, hanno dato un interesse negativo. Ciò vuol dire che gli investitori finanziano lo Stato tedesco affinché questo gli conservi i loro soldi. Non è mai successo nella storia dell’economia finanziaria: non solo ci rimettono l’inflazione, non solo perdono la mobilità dei propri capitali, ma addirittura pagano affinché i propri soldi siano assicurati dentro il bunker tedesco.</p>
<p style="text-align:justify;">La signora Merkel sta riuscendo ad addomesticare la Francia per farne un potente vassallo della propria economia. Per il resto il povero Monti continua a chiedere che <em>“la Germania faccia la sua parte”</em> per l’Europa, senza capire, o (meglio) non potendo affermare, che è esattamente questa la parte della Germania, ossia solo per sé stessa.</p>
<p style="text-align:justify;">Alludendo alla Germania, Monti ha anche affermato: <em>“Nessun Paese europeo è talmente forte da pensare di andare avanti da solo ad affrontare l’economia globale”</em>. Ebbene, simili dichiarazioni sono tutto quello che Monti e gli altri possono tentare di fare, cioè scombinare le carte prima che Berlino concluda il gioco. Non hanno altro a cui ricorrere.</p>
<p style="text-align:justify;">Ora, se la Germania non può rinunciare in toto all’Europa ed isolarsi, neppure l’Europa può rinunciare alla Germania e perire. Ma Berlino non è disposta a svenarsi per sorreggere i Paesi in bilico che compromettono l’equilibrio dell’euro; vuole mollarli e restringere l’area dell’euro solo ai Paesi che reggono sul piano del debito. Quelli che vogliono rimanervi possono farlo solo all’interno della politica restrittiva fissata da Berlino e cedere parti pregiate dei loro apparati produttivi al controllo tedesco. E’ la condizione (capestro) indispensabile affinché Berlino possa giocare un ruolo stabile all’interno del mercato globale e reggere lo scontro con le superpotenze economiche.</p>
<p style="text-align:justify;">Il potenziale di accumulo di capitali detenuto dalla Germania è impressionante; ce n’è abbastanza per mettere mano alla progressiva infiltrazione massiva all’interno delle economie di alcuni Paesi e controllare settori che le sono strategicamente convenienti.</p>
<p style="text-align:justify;">Le leggi italiane non consentono ancora di superare certi limiti e, soprattutto, limitano la partecipazione straniera al capitale delle banche al di sotto di una soglia oltre la quale si ritiene compromesso l’interesse nazionale; ciò vale anche per  le grandi industrie, le reti ferroviarie, i porti, ecc. Ma gran parte delle piccole e medie industrie del Nord lavorano già da decenni su commissioni tedesche. Inoltre, se i vincoli di protezione della ricchezza nazionale dovessero essere aboliti, o aggirati, sarebbe davvero uno scherzo per la Germania investire i ponderosi depositi di danaro che ha accumulato nelle sue banche per acquisire la ricchezza degli altri Paesi, a cominciare dal controllo delle banche di Stato. Già oggi, ad esempio, nella sola Campania, esistono 18 sportelli della Deutsche<strong> </strong>Bank localizzati nelle aree turistiche. L’imponente circuito turistico della costiera amalfinata, Capri, e così via, è da tempo sotto controllo tedesco.</p>
<p style="text-align:justify;">In Portogallo è avvenuto qualcosa di simile ma su più larga scala. Il governo portoghese ha <em>“liberalizzato”</em> il Banco do Espirito Santo, la banca privata più importante del Portogallo. Il governo ha ritirato la propria partecipazione e sono subentrate, con una quota del 28%, investitori stranieri, per l’esattezza tedeschi, con dietro la Bundesbank.</p>
<p style="text-align:justify;">Questi investitori hanno imposto subito un <em>“rafforzamento”</em>, cioè una ricapitalizzazione, del Banco per <em>“permettergli di contribuire alla crescita del Paese”</em>, in conseguenza del quale essi sono arrivati al 47%. Inoltre, comprano sottobanco quote dei soci più deboli o più disponibili. Il governo portoghese ha dato il suo placet, in deroga alla legge vigente, <em>“per il bene del Paese”</em>. Naturalmente sono in atto interventi di ristrutturazione e licenziamenti. Nell’immaginario collettivo dei Portoghesi il Banco rappresenta la ricchezza nazionale e si può dire che tutte le altre banche portoghesi dipendono direttamente da esso. Formalmente i tedeschi sono soci di minoranza, <em>“aiutano il Portogallo”</em>, non hanno leso alcun principio nazionale, ma di fatto sono i veri padroni.</p>
<p style="text-align:justify;">Costretti dalle condizioni-capestro imposte dalla Germania, i Paesi europei non avrebbero altra scelta che consegnare le loro economie in mani tedesche e diventare tributari della Germania, come lo sono già oggi, in larga parte, il Portogallo e la Grecia, i cui governi e le cui banche centrali non possono investire senza il nulla osta della Bundesbank, che è il loro principale creditore. Hitler pensava che l’occupazione militare dell’Europa gli avrebbe permesso di divorare le loro ricchezze. Ma oggi, il capitale finanziario ha trovato armi molto più potenti e penetranti dei panzer della Wehrmacht.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Lucio Garofalo</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8277/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&amp;blog=4180288&amp;post=8277&amp;subd=laconoscenzarendeliberiblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il “gioco del calcio”  Ovvero come imparare in modo piacevole e divertente</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 11:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;" align="center"><a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2012/01/pallone.gif"><img class="aligncenter  wp-image-8274" title="pallone" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2012/01/pallone.gif?w=480&#038;h=320" alt="" width="480" height="320" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Da tempo coltivavo l’ipotesi di scrivere un trattatello pedagogico, magari sotto forma di romanzo breve, o quantomeno un articolo, oppure un resoconto sufficientemente chiaro e dettagliato, per provare a documentare e descrivere minuziosamente, ma soprattutto per rielaborare criticamente sul piano della riflessione teorico-pedagogica, un’esperienza pratica indubbiamente originale (per cui ne rivendico l’esclusiva), concepita e perfezionata nel corso della mia carriera professionale. Mi riferisco ad un’invenzione metodologica personale che ha arricchito ed affinato in termini di estro creativo ed efficacia, quella che è l’azione didattica quotidiana, ottenendo riscontri educativi indiscutibilmente validi ed apprezzabili, talvolta persino eccellenti. Infatti, ovunque sia stato sperimentato, questo sistema pedagogico alternativo ha registrato reazioni favorevoli, entusiasmando gli alunni delle varie classi in cui è stato introdotto.</p>
<p style="text-align:justify;">Avendo molti anni di carriera alle spalle, francamente non ricordo bene la prima volta in cui adottai questa strategia. Rammento solo che si trattava di un classe quarta in un circolo didattico in provincia di Napoli, laddove la stragrande maggioranza dei bambini non aveva alcuna voglia di studiare e, in molti casi, nemmeno di frequentare la scuola.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Prendendo atto del contesto, mi convinsi ad escogitare una soluzione didattica nuova per ovviare al problema, cioè rispondere in modo diverso ai bisogni formativi e culturali degli alunni e riuscire a concretizzare interventi compensativi volti a rimediare agli svantaggi che erano di origine evidentemente ambientale e socio-familiare. Mi arrovellai a lungo il cervello per elaborare e somministrare una tecnica di apprendimento che fosse il più possibile piacevole, simpatica e gratificante, non arida o tediosa, come risulta normalmente l’approccio scolastico alla matematica e ad altre discipline di studio. E siccome sono un appassionato di giochi enigmistici e didattici (e di giochi in generale), non so dire come e quando sopraggiunse l’ispirazione, ma un bel giorno ebbi l’idea (che io stesso non esito a definire <em>“geniale”</em>) di rivisitare alcune regole e modalità assunte dal calcio per applicarle in un sistema di gioco molto semplice ed incisivo, basato su domande e risposte rapide. Mi decisi subito a sottoporre la mia proposta agli alunni, chiamandoli a <em>“sfidarsi”</em> (nella fattispecie) sulle tabelline, per cui essi hanno iniziato ad imparare divertendosi. In tal modo la mia invenzione si rivelò molto efficace.</p>
<p style="text-align:justify;">Negli anni seguenti, in tutte le classi in cui ho avuto occasione di insegnare matematica, ho applicato con successo questo metodo di insegnamento nuovo ed originale, assumendolo all’interno di un bagaglio tecnico-metodologico più ampio, attrezzato di strategie didattiche (per così dire ) <em>“di ricambio”</em>, in grado cioè di fornire alternative, ed ho puntualmente registrato risultati brillanti ed entusiasmanti, non solo sul piano strettamente didattico e cognitivo, ma anche sul versante educativo e socio-relazionale.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche quest’anno, gli alunni (per l’esattezza si tratta di una classe quinta) mi chiedono continuamente e insistentemente di giocare. Poiché i bambini in questione sono grandicelli ed già hanno conosciuto e sperimentato questa tecnica di gioco, sono perfettamente in condizione di <em>“autogestirsi”</em>, tant’è che mi concedo la libertà di assegnare le funzioni arbitrali (svolte normalmente dall’insegnante) ad uno di loro e parimenti gli altri ruoli organizzativi che, in pratica, si riducono a due sole figure: una persona che pone le domande e cura anche la conduzione arbitrale del gioco e un’altra incaricata di segnare sulla lavagna gli spostamenti del <em>“pallone”</em>, indicato con una crocetta in corrispondenza di uno dei tre numeri scritti in sequenza su ogni metà campo.</p>
<p style="text-align:justify;">L’enorme successo di questa tipologia didattica si spiega in virtù del suo carattere ludico che la rende assai piacevole e divertente. E’ una tecnica utile e funzionale soprattutto per la memorizzazione delle tabelline, ma può essere impiegata in modo proficuo anche per l’apprendimento di contenuti attinenti ad altre discipline del curricolo formativo.</p>
<p style="text-align:justify;">Pertanto, i principali destinatari di questa metodologia di insegnamento ludico sono gli alunni della scuola primaria in età compresa tra gli 8 e i 10/11 anni al massimo, cioè a partire dalla classe terza della scuola (ex) elementare. Ma nulla vieta di ricorrere a questa tecnica anche in una classe iniziale della secondaria di primo grado (ex scuola media), laddove l’insegnante di matematica registri la necessità di consolidare l’apprendimento delle tabelline nell’eventualità (ovviamente deprecabile ma frequente) che qualche alunno accusi gravi insufficienze, ritardi o lacune, oppure (l’insegnante) ritenga opportuno insistere su altri argomenti e cognizioni che risultino deboli o carenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Il meccanismo del gioco è molto elementare ed è facile da comprendere e rispettare: il regolamento si riduce a poche, semplici regole mutuate dal gioco del calcio, tradotte e declinate in un contesto diverso. Non a caso, il metodo l’ho chiamato <em>“gioco del calcio”</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Si procede anzitutto alla rappresentazione sulla lavagna (o, in alternativa, su un foglio da disegno) del <em>“rettangolo di gioco”</em>, corrispondente alla forma rettangolare di un campo di calcio: bisogna tracciare una figura che comprenda pochi elementi grafici quali le metà campo, il centro, le aree di rigore, le porte e i calci d’angolo, inserendo in ogni metà campo una sequenza numerica da 1 a 3, come ho già accennato precedentemente.</p>
<p style="text-align:justify;">Come si può facilmente desumere, già nella fase di preparazione del gioco si presenta la possibilità di somministrare, sotto forma di gioco, alcuni esercizi pratici ed operativi che possono rivelarsi utili per l’acquisizione e il consolidamento tecnico di alcune nozioni di geometria piana, nella fattispecie inerenti alla costruzione degli angoli e dei rettangoli.</p>
<p style="text-align:justify;">Le gare si possono disputare individualmente, oppure dividendo gli alunni in piccoli gruppi. La scelta della formula migliore (tra sfide individuali o a squadre) è dettata ovviamente da ragioni di utilità e convenienza, talvolta da necessità contingenti, che sarà l’insegnante a valutare in modo opportuno e costruttivo nelle varie circostanze. La mia esperienza personale mi ha indotto a preferire lo schema delle dispute individuali piuttosto che a squadre, rinunciando saggiamente ad allestire tornei a gironi eliminatori, onde evitare di innescare eccessive spinte agonistiche rischiando di esasperare gli animi.</p>
<p style="text-align:justify;">L’insegnante svolge mansioni arbitrali e rivolge ai bambini le domande relative alle tabelline della moltiplicazione. Ogni tre risposte esatte consecutive date da uno dei due alunni concorrenti, si realizza un goal. La gara si conclude nel momento in cui uno dei due avversari segna il maggior numero di goal. Sarà l’insegnante a fissare, a propria discrezione, il termine del confronto. Per esperienza suggerisco un limite massimo di 3 goal, così da accelerare i tempi delle sfide e consentire a tutti i bambini di parteciparvi.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi permetto di esortare i colleghi (che dovessero decidere di adottare nel bagaglio della propria esperienza questa soluzione didattica-metodologica che, ripeto, ha dato luogo a risultati molto validi ovunque sia stata applicata) ad usare molta attenzione per evitare eventuali contraccolpi o scompensi sul piano psicologico ed emotivo, da parte degli alunni, eccitati magari dall’ansia o dalla tensione agonistica esasperata, derivante dalla competizione. L’atteggiamento che anima le <em>“sfide”</em> tra gli alunni, deve essere gestito e circoscritto il più possibile nell’alveo di un clima equilibrato e sereno, improntato ad una sana e genuina sportività. Altrimenti il gioco rischia di degenerare in dispute rissose.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ inutile sprecare altre parole per raccontare i sentimenti di gioia e di euforia che i bambini sprigionano e trasmettono quando sono impegnati nello svolgimento delle gare, anzitutto perché lo spirito ludico e la carica agonistica esercitano una spinta notevole che li sprona ad apprendere. I risultati sono positivi anche nel caso dei bambini che scelgono di non cimentarsi, magari per timidezza, per cui preferiscono restare ai margini ma, in ogni caso, seguono con interesse le sfide, perciò finiscono anch’essi per imparare senza compiere alcuno sforzo mentale, semplicemente osservando gli altri che giocano.</p>
<p style="text-align:justify;"> In chiusura aggiungo alcune considerazioni per sottolineare un aspetto molto rilevante.</p>
<p style="text-align:justify;">Un metodo di insegnamento ispirato a scelte di carattere ludico-creativo non può mirare esclusivamente al perseguimento di specifici traguardi cognitivi fissati dall’insegnante, che sono innegabilmente preziosi, ma deve cercare di impostare e promuovere una finalità indubbiamente superiore che rientra in una sfera pedagogica più generale, vale a dire in una dimensione meta-cognitiva. Mi riferisco all’assimilazione di requisiti assolutamente indispensabili alla maturazione di una sana e corretta socializzazione e all’interiorizzazione di norme condivise, in quanto presupposti ineludibili per un processo di educazione alla cittadinanza e alla convivenza democratica, che costituisce il fine supremo di una scuola che <em>“naviga”</em> nella complessità del mondo contemporaneo.</p>
<p style="text-align:justify;">Concludendo, mi preme ribadire ancora una volta che i risultati conseguiti (ovunque) grazie a questa visione pedagogica di ordine ludico ed alternativo, sono innegabilmente superiori a quelli che avrei ottenuto ricorrendo a qualsiasi altra soluzione didattica. Almeno, è quanto ho avuto occasione di riscontrare nella mia esperienza professionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lucio Garofalo</strong></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Scuola malata :intascava soldi raccolti per beneficenza ex preside condannato a risarcire la scuola</title>
		<link>http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2012/01/18/scuola-malata-intascava-soldi-raccolti-per-beneficenza-ex-preside-condannato-a-risarcire-la-scuola/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 17:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Erano anni che aspettavo il momento propizio per scrivere questa storia. Lui era uno dei soggetti presenti nella famosa filastrocca  sui dirigenti ai tempi di Radio Radicale. Storia per che per lunghezza e complessità sarà necessariamente a puntate. Storia che mi riguarda  in parte personalmente,ma soprattutto riguarda tutto l&#8217;ambiente scolastico aretino. Dice il saggio cinese [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&amp;blog=4180288&amp;post=8265&amp;subd=laconoscenzarendeliberiblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2012/01/71693_npadvhover.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-8268" title="71693_NpAdvHover" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2012/01/71693_npadvhover.jpg?w=480&#038;h=360" alt="" width="480" height="360" /></a>Erano anni che aspettavo il momento propizio per scrivere <a href="http://blog.fainotizia.it/2007/01/31/quelli-che-ovvero-ballata-semiseria-del-dirigente"><strong>questa storia</strong></a>.</p>
<p>Lui era uno dei soggetti presenti nella famosa filastrocca  sui dirigenti ai tempi di Radio Radicale.</p>
<p>Storia per che per lunghezza e complessità sarà necessariamente a puntate.</p>
<p>Storia che mi riguarda  in parte personalmente,ma soprattutto riguarda tutto l&#8217;ambiente scolastico aretino.</p>
<p>Dice il saggio cinese : <strong>&#8221; Siediti sulla riva del fiume e vedrai passare il cadavere del tuo nemico&#8221;</strong>.</p>
<p><strong>Eccolo il cadavere</strong>, ma non è il solo&#8230;.<strong>ora voglio gli altri&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">In realtà considero <strong>Giorgio Giustelli</strong> ( il  mariuolo condannato ) una vittima.. una vittima di sè stesso, delle sue malattie,delle sue debolezze.</p>
<p style="text-align:justify;">Doveva essere fermato da tempo, da quando ricevette da me una <strong>denuncia per molestie sessuali con l&#8217;aggravante dell&#8217;abuso di potere&#8230;&#8230;</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Nessuno l&#8217;ha mai fermato nonostante le numerose segnalazioni scritte,ispezioni, e addirittura una <strong>destituzione dal Ministero degli Esteri</strong> ( dopo ciò che aveva combinato in Australia ) che doveva comportare una destituzione diretta ed immediata dal Ministero dell&#8217;Istruzione.</p>
<p style="text-align:justify;">Destituzione che non è mai stata fatta impedendogli di continuare  a fare danni agli altri, alla scuola e .. tutto sommato a se stesso.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong></strong>So che ora vorreste sapere tutto, abbiate pazienza, <strong>saprete tutto.</strong>&#8230;.devo riordinare le idee, i ricordi , non posso sbagliare nulla !</p>
<p>Comunque tutto cominciò a scuola  una mattina con la  &#8220;<strong>lezione di sesso&#8221;</strong> in presidenza, <strong>chiuse la porta  a chiave </strong>alle nostre spalle ( eravamo in tre donne ) e iniziò a illustrare&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p><strong>scusate continua&#8230;</strong></p>
<p><strong> <a href="http://www.lanazione.it/arezzo/">il fatto  di cuisi parla ora SU &#8220;LA NAZIONE&#8221; di Arezzo  del 4 gennaio 2012 </a></strong></p>
<p style="text-align:justify;"> &#8221;<em>Dovrà pagare altri ventimila euro.</em><br />
<em>Tutto era partito qualche anno fa con una raccolta fondi per i bambini dell&#8217;Angola. Poi la condanna all&#8217;allora dirigente scolastico di Loro Ciuffenna per peculato. Ora i danni di immagine</em>.<br />
<em>Una raccolta di beneficenza per i bambini dell&#8217;Angola. La Corte dei conti ha condannato l&#8217;ex preside dell&#8217;istituto comprensivo di Loro Ciuffenna Giorgio Giustelli al pagamento di oltre 28 mila euro alla scuola valdarnese per il danno patrimoniale diretto e d&#8217;immagine. Un&#8217;iniziativa di solidarietà alla ricerca di fondi che che aveva coinvolto mezzo Valdarno. </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Ma alla fine aveva aveva portato alla sbarra il preside di una delle scuole coinvolte all&#8217;epoca dei fatti nell&#8217;iniziativa benefica. Giustelli si era visto accusare di aver sottratto oltre 8 mila euro. Di fronte al giudice delle indagini preliminari aveva patteggiato una pena di un anno e 4 mesi per peculato. </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Ora un&#8217;altra sentenza lo condanna sul versante della responsabilità amministrativa e contabile dei pubblici dipendenti. E lo condanna a pagare altri 20 mila euro per il danno d&#8217;immagine all&#8217;istituto scolastico&#8221;</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Franca C.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://ascuoladibugie.blogosfere.it/2012/01/dovra-pagare-altri-ventimila-eurotutto.html"><strong> originale qui</strong></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8265/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&amp;blog=4180288&amp;post=8265&amp;subd=laconoscenzarendeliberiblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Tempi moderni :licenziate con un fax</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 16:35:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[faenza]]></category>
		<category><![CDATA[michele santoro]]></category>
		<category><![CDATA[philippe matignon]]></category>
		<category><![CDATA[servizio pubblico]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi 12/01/2012 una delegazione Omsa sarà ospite alla trasmissione di Michele Santoro a Servizio Pubblico ,seguilo quì ore 21:00:00, a questa pagina: &#8220;https://www.facebook.com/pages/CGIL-di-FAENZA-nuovo-territorio-autonomo/121140914630665?sk=app_310720432275822&#8220; Le  lavoratrici Omsa sono state licenziate con un semplice  fax durante le vacanze natalizie, tra Natale e Capodanno. Potenza dei tempi moderni ! I fidanzati si lasciano con un sms,i lavoratori si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&amp;blog=4180288&amp;post=8262&amp;subd=laconoscenzarendeliberiblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2012/01/12/tempi-moderni-licenziate-con-un-fax/"><img src="http://img.youtube.com/vi/_nV0zgWNJd8/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Oggi 12/01/2012 una delegazione Omsa sarà ospite alla trasmissione di Michele Santoro a Servizio Pubblico ,seguilo quì ore 21:00:00, a questa pagina: &#8220;<a href="https://www.facebook.com/pages/CGIL-di-FAENZA-nuovo-territorio-autonomo/121140914630665?sk=app_310720432275822" rel="nofollow" target="_blank">https://www.facebook.com/pages/CGIL-di-FAENZA-nuovo-territorio-autonomo/121140914630665?sk=app_310720432275822</a>&#8220;</p>
<p>Le  lavoratrici Omsa sono state licenziate con un semplice  fax durante le vacanze natalizie, tra Natale e Capodanno.</p>
<p><strong>Potenza dei tempi moderni !</strong></p>
<p>I fidanzati si lasciano con un sms,i lavoratori si licenziano con un fax&#8230;.</p>
<p>Le lavoratrici Omsa invitano tutte le donne ad essere solidali con loro, &#8220;boicottando&#8221; i marchi Philippe Matignon &#8211; SiSi &#8211; Omsa &#8211; Golden Lady &#8211; Hue Donna &#8211; Hue Uomo &#8211; Saltallegro &#8211; Saltallegro Bebè &#8211; Serenella e vi sarebbero grate se voleste dare il vostro contributo alla campagna, anche solo girando questo video a quante più persone potete se non altro per non alimentare l&#8217;indifferenza.</p>
<p>Le<strong> lavoratrici Omsa</strong> ringraziano per l&#8217;aiuto e il supporto che vorrete dargli quali ennesime vittime di una legislazione che protegge sempre più gli interessi unicamente lucrativi degli imprenditori che non la vita e la condizione lavorativa dei dipendent</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8262/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&amp;blog=4180288&amp;post=8262&amp;subd=laconoscenzarendeliberiblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>DELUSIONI 1</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 19:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[poltica]]></category>

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		<description><![CDATA[nella mia vita ho avuto forti convinzioni. ed ho cercato di supportarle con la conoscenza e l&#8217;informazione. Sono stato a pelle anticomunista, ma prima di lanciarmi lancia in resta contro quella idea, ho letto IL CAPITALE e poi ho tratto le mie conclusioni, ovvero che il Comunismo assomiglia al Cristianesimo, e sono due idee belle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&amp;blog=4180288&amp;post=8255&amp;subd=laconoscenzarendeliberiblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2012/01/1984_cinema.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8260" title="1984_Cinema" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2012/01/1984_cinema.jpg?w=700" alt=""   /></a></p>
<p style="text-align:justify;">nella mia vita ho avuto forti convinzioni.<br />
ed ho cercato di supportarle con la conoscenza e l&#8217;informazione.<br />
Sono stato a pelle anticomunista, ma prima di lanciarmi lancia in resta contro quella idea, ho letto IL CAPITALE e poi ho tratto le mie conclusioni, ovvero che il Comunismo assomiglia al Cristianesimo, e sono due idee belle ma folli destinate a scontrarsi con la natura umana, che è cinica e spietata.<br />
Mi hanno colpito i valori di patria, onore, coraggio, d&#8217;altronde se inizi a fare arti marziali ad 8 anni è anche ovvio, e mi ha affascinato l&#8217;idea di ordine dell&#8217;estrema destra.<br />
Mi sono letto il MEIN KAMPF, l&#8217;ho trovato delirante nell&#8217;antisemitismo e nell&#8217;associazione ebraismo &#8211; comunismo, ma ampiamente condivisibile per il disprezzo dei politici, del malaffare e la ricerca di ordine e riscatto.<br />
Quindi a 18 anni voti MSI.<br />
Poi, inizi a vedere che non è tutto oro quello che luccica e ti fai ingannare dal grande venditore, Silvione.<br />
Che a parole è bravissimo e nei fatti non fa nulla.<br />
Quindi, speri che almeno la Lega, che dice le cose giuste le faccia.<br />
La Lega è stata la delusione peggiore.<br />
A parole dice le ricette economiche giuste, nei fatti è il partito più inetto e corrotto.<br />
Quindi impari.<br />
Che i valori non esistono, se non per i soldati che muoiono per una bandiera che i politici offendono solo con la loro presenza.<br />
Ti domandi: ma gli altri?<br />
Improponibili.<br />
Nel 2012 propongono soluzioni vecchie a problemi nuovi.<br />
Quindi, uno come me, non vota +.<br />
Perchè gli ideali esistono solo sulla carta, la classe dirigente italiana è indegna e non vale il mio tempo la domenica pomeriggio.<br />
E come me siamo in tanti, ritengo significativo che uno come me non voti +, visto che se non vota uno che non si è appassionato di politica lo capisco, se non vota uno che aveva forte idee, ribadisco AVEVA, è significativo.<br />
Ed è significativo che questo branco di politicanti non si renda conto che l&#8217;atmosfera è la stessa che precedette l&#8217;avvento del Nazismo, quando la gente si è rotta talmente tanto i coglioni dei politici incompetenti ed ha scelto, visto che Hitler è stato eletto, l&#8217;Uomo forte che li ha spazzati via.<br />
In Italia si salvano perchè non c&#8217;è una persona con un simile carisma, ma le persone sono disilluse ed incazzate, ed a partire dal Re Sole, passando per gli Zar, quando la gente non ne può più cambia drasticamente.</p>
<p><strong>JD</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8255/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8255/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8255/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8255/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8255/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8255/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8255/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8255/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8255/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8255/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8255/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8255/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8255/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8255/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&amp;blog=4180288&amp;post=8255&amp;subd=laconoscenzarendeliberiblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un blocco sociale contro il regime dei banchieri</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 13:14:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi odierna è inequivocabilmente dovuta a fenomeni di sovrapproduzione e sottoconsumo, in sostanza deriva da una restrizione dei mercati che è un effetto della variazione della morfologia sociale. L’enorme rigonfiamento della massa proletarizzata, con la riduzione di gran parte dei ceti medi alla condizione salariata, significa che non ci sono abbastanza compratori per le merci: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&amp;blog=4180288&amp;post=8252&amp;subd=laconoscenzarendeliberiblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2012/01/crisi.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-8253" title="crisi" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2012/01/crisi.jpg?w=528&#038;h=326" alt="" width="528" height="326" /></a>La crisi odierna è inequivocabilmente dovuta a fenomeni di sovrapproduzione e sottoconsumo, in sostanza deriva da una restrizione dei mercati che è un effetto della variazione della morfologia sociale. L’enorme rigonfiamento della massa proletarizzata, con la riduzione di gran parte dei ceti medi alla condizione salariata, significa che non ci sono abbastanza compratori per le merci: il proletariato non può ricomprare tutte le merci che esso stesso ha prodotto. Ma ciò rappresenta un’antinomia del capitalismo, dato che non può esistere una società composta esclusivamente da borghesi e proletari.</p>
<p style="text-align:justify;"> La razione di miseria obbligatoria imposta a paesi come Portogallo, Grecia, Italia, Spagna e progressivamente a tutti i popoli europei, non basterà a fermare la caduta di rendimento del capitale finanziario, per cui serviranno altre manovre finanziarie che spingeranno sempre di più verso una condizione di insopportabilità dei sacrifici imposti ai proletari. Ormai il capitalismo non ha più nulla con cui tacitare la protesta sociale, anzi, per sopravvivere è costretto ad estorcere sempre di più e in dosi sempre maggiori.</p>
<p style="text-align:justify;">Se Obama è costretto a raddoppiare i fondi sociali di assistenza con cui vengono finanziati sottobanco i grandi supermercati dei distretti popolari al fine di non fare esplodere rivolte, se in Europa si procede all’abolizione di ogni copertura di welfare (pensioni, sanità, scuola, ecc.), se neppure uno solo dei grandi economisti borghesi è stato in grado di prospettare un modo per uscire dalla crisi e stabilizzare l’economia, tutto questo procedere verso il disfacimento totale del capitalismo ha una sua ragione d’essere ed è l’irrazionalità del capitalismo rispetto alle ragioni dell’intera umanità.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi la miseria obbligatoria imposta dal proconsole della BCE per l’Italia, Mario Monti, al solo fine di garantire il pagamento degli interessi del debito pubblico italiano al capitale finanziario internazionale può valere qualche settimana di ripresa dei titoli italiani. Più del 97% di questi titoli sono incettati dalle banche che esigono i pagamenti, pena il <em>default</em>: sono le grandi banche mondiali, a cui la BCE e le banche italiane sono consociate. Di ripresa nemmeno l’ombra, anzi prosegue la liquidazione sistematica dell’industria e del piccolo commercio. La crisi abbatte chi non è abbastanza forte da resisterle: si contano già 60-70 mila piccoli esercizi commerciali chiusi con relativo numero di disoccupati, per lo più clandestini, dato che erano clandestini anche come lavoratori. Questa ecatombe forza il mercato in direzione dei grandi gruppi commerciali, cioè dei grandi supermercati nei quali i prezzi sono stabiliti nell’ambito dei commerci internazionali. Ci avviamo verso un commercio con forti connotazioni autocratiche, verso cui i consumatori non dispongono di alcun mezzo di influenza e di contrattazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Al momento i grandi centri commerciali mantengono i prezzi al di sotto di quelli del piccolo commercio, fa parte della strategia per liquidare quest’ultimo e la quantità di merci vendute assicura ai grandi gruppi margini soddisfacenti di profitto, dato anche che possono servirsi di lavoro precario a basso costo. Quando essi avranno imposto condizioni di monopolio, allora potranno esercitare tutta la loro forza per spremere i consumatori.</p>
<p style="text-align:justify;">Il piccolo commercio è stata una delle attività fondamentali della piccola borghesia urbana. Le sue attuali condizioni di reddito non sono dissimili da quelle dei proletari. Ma molta della sua sopravvivenza dipende dall’evasione fiscale sistematica, da essa  concepita come lotta di sopravvivenza contro lo Stato e la concorrenza. Essa è oggi un rimasuglio di ciò che era quando il fascismo la mobilitò contro il movimento operaio.</p>
<p style="text-align:justify;">Crollata l’illusione berlusconiana in cui essa si riconosceva completamente, oggi la piccola borghesia urbana si trova sul baratro della sua scomparsa come ceto sociale. Il capitale finanziario la sacrifica per acquisire il potere enorme di monopolizzare i commerci e utilizzarlo come forma di controllo e pressione sociale. E’ noto che i capitali dei grandi gruppi commerciali sono consociazioni internazionali gestite dalle banche.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ evidente che per gli ultimi residui della piccola borghesia urbana e commerciale le prospettive future sono uno status di proletarizzazione, disoccupazione e precarietà. Ma bisogna stare attenti poiché è proprio da questi ambienti sociali che stanno riemergendo le tesi complottiste, l’antisemitismo di ritorno, il razzismo contro gli extra-comunitari.</p>
<p style="text-align:justify;">Di fronte alla proletarizzazione forzata della piccola borghesia urbana, il proletariato non può più combattere con gli strumenti, ormai anacronistici, della democrazia parlamentare borghese, un nemico di classe che ha finalmente gettato la maschera, uscendo allo scoperto e ponendosi direttamente al vertice di Stati come Italia e Grecia.</p>
<p style="text-align:justify;">Un’analisi della situazione che sia attendibile, onesta e coerente, non può non generare una presa di posizione ferma ed intransigente di fronte all’inasprimento della crisi e alle soluzioni <em>“lacrime e sangue”</em> adottate dai governi in un quadro capitalistico. Governi che non sono più condizionati in modo occulto e latente, come succedeva all’interno dei precedenti scenari parlamentari, da lobby che fanno capo alle grandi banche d’affari e all’alta finanza, ma sono un’emanazione diretta e palese del potere capitalistico, poiché al vertice degli Stati, in Grecia e in Italia, si sono insediati ufficialmente dei regimi guidati da tecnocrati e alti funzionari del sistema bancario e finanziario internazionale.</p>
<p style="text-align:justify;">Su questo punto non si può non concordare, a meno che non si voglia negare l’evidenza.</p>
<p style="text-align:justify;">In un quadro di crescenti ingiustizie e diseguaglianze sociali, è inevitabile che le proteste, frutto della disperazione dilagante, non saranno più facilmente gestibili con gli strumenti tipici della legalità costituzionale e della democrazia liberale borghese, e da semplici movimenti di indignazione e contestazione pacifica e non violenta, potranno assumere la forma delle rivolte o dei tumulti di massa, ovvero una veste insurrezionale.</p>
<p style="text-align:justify;">Pertanto, serve la formazione di un blocco sociale e popolare, di impronta classista, che sia in grado di esercitare un ruolo antagonista, intransigente e deciso, contro il regime dei banchieri, che è (per l’appunto) un’emanazione diretta e palese, persino dichiarata, di un blocco economico molto agguerrito che fa capo agli affari (di classe) del sistema bancario e dell’alta finanza internazionale, che sono evidentemente contrapposti in maniera irriducibile agli interessi del mondo del lavoro produttivo e salariato, precisamente a quelli delle classi operaie e, più in generale, delle masse proletarizzate.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma come e con quale durata temporale si potrebbe conseguire un simile obiettivo? E con quali metodi di lotta è possibile, oltre che necessario, agire per concretizzare tale progetto? Ed è un traguardo di breve termine, o di medio e lungo periodo? Sempre che sia realizzabile. Inoltre, ammesso che lo sia, il processo dovrà e potrà svilupparsi dal basso, quindi compiersi in modo spontaneo ed auto-organizzato, o dovrà essere diretto dall’alto, cioè da un soggetto politico che si configuri come avanguardia rivoluzionaria?</p>
<p style="text-align:justify;">A tutti questi interrogativi, che non sono affatto accademici, astrusi o peregrini, bensì estremamente pratici, occorrerebbe dare una risposta. Una risposta che eventualmente può giungere solo dal basso, ovvero dal magma ribollente delle lotte sociali e materiali.</p>
<p><strong>Lucio Garofalo</strong></p>
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		<title>Come ti cambio il mercato del lavoro italiano… con l’immigrazione! ( 1 parte )</title>
		<link>http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2012/01/07/come-ti-cambio-il-mercato-del-lavoro-italiano-con-limmigrazione-1-parte/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 07:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupati]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel nostro Paese, la crisi economica sta producendo effetti contraddittori nel mercato del lavoro: ad una drammatica caduta del tasso di occupazione degli italiani corrisponde una consistente crescita del tasso di occupazione dei lavoratori stranieri: in soli tre anni, gli immigrati che lavorano regolarmente sono aumentati del 40%, passando dal milione e mezzo del 2007 [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&amp;blog=4180288&amp;post=8248&amp;subd=laconoscenzarendeliberiblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2012/01/408715_290773070973788_100001232931002_857632_1715984383_n.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8249" title="408715_290773070973788_100001232931002_857632_1715984383_n" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2012/01/408715_290773070973788_100001232931002_857632_1715984383_n.jpg?w=700" alt=""   /></a>Nel nostro Paese, la <strong>crisi economica sta producendo</strong> effetti contraddittori nel mercato del lavoro: ad una drammatica caduta<strong> del tasso di occupazione degli italiani corrisponde una consistente crescita del tasso di occupazione dei lavoratori stranieri</strong>: in soli tre anni, gli immigrati che lavorano regolarmente sono aumentati del 40%, passando dal milione e mezzo del 2007 agli oltre 2&#8217;200’000 del 2010, occupati prevalentemente in aziende di piccole dimensioni del settore terziario, e per lo più inquadrati con la qualifica professionale di operaio.</p>
<p style="text-align:justify;"> <strong>Dalla sintesi del rapporto 2011 “L’immigrazione per lavoro in Italia: evoluzione e prospettive” a cura del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: “In Italia, secondo i dati Istat, il bilancio nei due anni della crisi </strong>(2009-2010)<strong> indica una perdita di 554 mila posti di lavoro</strong>, […]<strong> ripartiti tra un calo degli occupati italiani pari a circa 863 mila unità</strong> (- 4%)<strong> ed una crescita dell’occupazione immigrata di 309 mila unità</strong> (+ 17.6%)<strong>”</strong>; occupazione immigrata che contribuisce in misura sempre più significativa all’occupazione complessiva (dal 7.5% del 2008 al 9.1% del 2010). Ai lavoratori stranieri in regola si aggiungono, secondo stime alquanto prudenziali della Fondazione ISMU (Iniziative e Studi sulla Multietnicità), oltre 500’000 lavoratori stranieri utilizzati &#8211; in nero &#8211; prevalentemente in agricoltura, nell’edilizia e nel settore dei servizi.</p>
<p style="text-align:justify;"> <strong>Questa tendenza è confermata per il 2011 dai dati Istat</strong>: nel primo trimestre 2011 <strong>continua il calo dell’occupazione italiana</strong> (- 160’000 unità), <strong>mentre aumenta significativamente l’occupazione straniera</strong> (+ 276’000 unità); nel secondo trimestre si è accentuato il trend (- 81’000 occupati italiani; + 168’000 occupati stranieri); nel terzo trimestre 2011 a una modesta crescita dell’occupazione italiana (+ 39’000 unità) si associa un significativo incremento di quella straniera (+ 120’000 unità).</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Una società civile non può che essere cosmopolita, interrazziale e – soprattutto – fondata sull’accoglienza</strong>, e l’accoglienza è una delle questioni sensibili su cui si misura la democraticità di una società.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ma davvero possiamo parlare di un’effettiva integrazione del cittadino straniero nel nostro Paese in base a principi di uguaglianza e pari dignità sociale, solidarietà, libertà personale?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> Insigni accademici e blasonati esperti sostengono &#8211; supportati dai mass media &#8211; che milioni di immigrati svolgono in prevalenza lavori manuali faticosi e umili, snobbati e rifiutati sdegnosamente da tanti italiani che possono permettersi di “non fare”, e sottolineano come senza il fondamentale apporto della manodopera straniera interi settori produttivi &#8211; ormai senza addetti &#8211; rischierebbero il collasso.</p>
<p style="text-align:justify;"> <strong>E’ corretta e soprattutto veritiera una simile interpretazione?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">A Lucca, al bando di “Sistema Ambiente S.P.A.” promosso per selezionare 4 addetti allo spazzamento e tre conducenti dei relativi veicoli e mezzi d’opera, hanno risposto 1&#8217;400 persone; in provincia di Caltanisetta, per tre posti a tempo determinato di tre mesi nella discarica di Timpazzo, tra Gela e Mazzarino, le domande presentate sono state oltre 1’300; <strong>migliaia di candidature, nella quasi totalità di nostri concittadini, tra i quali tanti diplomati e laureati!</strong></p>
<p style="text-align:justify;">In particolare, <strong>per quanto riguarda i giovani, i dati Istat smentiscono clamorosamente quanto dichiarato a suo tempo </strong>-<strong> </strong>alla presentazione del “Piano di azione per l’occupabilità dei giovani” &#8211; <strong>dal ministro della Gioventù dell’ultimo governo Berlusconi, Giorgia Meloni,</strong> la quale aveva sostenuto che i giovani italiani soffrono di “inattitudine all’umiltà”; secondo l’Istat, invece, ben il 47.1% dei giovani fino ai 34 anni d’età già nel secondo trimestre 2009 svolgeva un lavoro con uno titolo di studio superiore a quello richiesto per le mansioni espletate, non disdegnando &#8211; pur di lavorare – impieghi umili, anche manuali.</p>
<p style="text-align:justify;"> Italiani, dunque, per niente “indolenti bamboccioni”, ma caparbi, combattivi e determinati a non gettare la spugna; disponibili anche ad emigrare: <strong>solo negli ultimi 4 anni, un milione di nostri connazionali under 40 ha lasciato stabilmente il nostro Paese</strong>, non rassegnandosi alla mancanza di opportunità occupazionali, alla realtà di un mercato del lavoro che li condanna a un presente di precarietà e a un futuro di disoccupazione; tant’è che solo 1 su 4 intenderebbe ritornare in Italia&#8230; gli altri si dicono pienamente soddisfatti della loro scelta.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La realtà è che agli italiani tanti lavori sono sempre meno proposti ed offerti! </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong>Nel nostro Paese, infatti, è in atto una deriva del mercato del lavoro (accelerata ed accentuata dalla crisi economica) che ha determinato un vero e proprio processo di sostituzione dei lavoratori italiani, svolgenti le mansioni meno qualificate, con lavoratori stranieri; forza lavoro “low cost” &#8211; a basso costo &#8211; con ridotti, pochi o nessun diritto!</p>
<p style="text-align:justify;">Dal comunicato stampa relativo al capitolo “Lavoro, professionalità, rappresentanze” del 45° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese 2011: <strong>“Tra il 2005 e il 2010, a fronte di un crollo dei lavoratori italiani occupati in professioni manuali </strong>(- 842’000, -11%),<strong> si registra un aumento praticamente identico dei lavoratori stranieri </strong>(+ 725’000, +83.8%)<strong> la cui incidenza passa dal 10.2% al 19% del totale”</strong>.<strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;">Manodopera ideale &#8211; quella straniera &#8211; perché generalmente più ricattabile, incline a subire situazioni di grave sfruttamento lavorativo, spremuta impunemente da imprenditori che non di rado &#8211; in violazione alle leggi vigenti a partire da quelle in materia fiscale, contributiva e di sicurezza sul lavoro &#8211; offrono “occupazione” a <strong>condizioni economiche e modalità di svolgimento tali che ritengono prudente e opportuno non proporre ai cittadini italiani… per quanto tempo, infatti, questi le subirebbero passivamente?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> <strong>E i nostri Governi</strong>, che conoscono bene la realtà di un Paese stravolto dalla disoccupazione crescente &#8211; ormai endemica e strutturale &#8211; sollecitati da una classe imprenditoriale sempre più cinica e ingorda, <strong>continuano a predisporre anno dopo anno nuovi decreti di flussi migratori, nonostante </strong>– dati Istat 2010 alla mano &#8211; <strong>266’000 disoccupati stranieri, 1&#8217;811&#8217;000 disoccupati italiani</strong> (come riportato nella tabella 3 della sintesi del rapporto 2011 “L’immigrazione per lavoro in Italia: evoluzione e prospettive” a cura del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali),<strong> 2&#8217;890&#8217;000 inattivi </strong>(tra i quali circa 1&#8217;500&#8217;000, in base al Report novembre 2011 dell’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali, sono gli scoraggiati che hanno rinunciato a cercare lavoro viste le tante ricerche infruttuose già effettuate), <strong>e</strong> <strong>oltre 2&#8217;000&#8217;000 di lavoratori coinvolti in processi di cassa integrazione </strong>(dei quali 576&#8217;455 in cassa integrazione a zero ore per l’intero 2010, secondo i dati dell&#8217;Osservatorio CIG del dipartimento Settori produttivi della CGIL Nazionale),<strong> rendendosi così complici dello sfruttamento perpetuato ai danni degli anelli più deboli della nostra società! </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Questi “decreti flussi” regolamentano l’arrivo di nuovi immigrati fissando il numero di stranieri non comunitari (per i cittadini comunitari è prevista infatti la libera circolazione all’interno dei Paesi membri dell’Unione europea) ammessi ogni anno in Italia; esseri umani che saranno disposti a tutto pur di lavorare, e in tanti casi andranno a sostituire sia i lavoratori italiani che quelli stranieri a condizioni ancora più vantaggiose per i datori di lavoro.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>In soli 5 anni, gli stranieri residenti in Italia sono quasi raddoppiati, passando dai 2&#8217;402&#8217;157 del 1° gennaio 2005 ai 4&#8217;570’317 del 1° gennaio 2011 (dati Istat). Senza contare i cittadini non comunitari presenti irregolarmente sul territorio nazionale, in quanto sprovvisti di permesso di soggiorno, stimati tra le 500&#8217;000 e le 750&#8217;000 unità (dati Ocse).</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> Molti italiani, va detto, si sono rassegnati a salari miseri, a condizioni, carichi e ritmi lavorativi indecorosi, indegni di una società civile, nell’ambito di una triste competizione “tra poveri” con i lavoratori immigrati, in particolare i non comunitari che, necessitando di un contratto di lavoro per regolarizzare la propria posizione con l’agognato permesso di soggiorno, sono &#8211; tra gli stranieri &#8211; i più esposti e vulnerabili!</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Imprenditori privi di coscienza ne approfittano annichilendo l’esistenza di donne e uomini, italiani e stranieri, accomunati da identiche storie di bisogno, povertà e sfruttamento!</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Angela, cittadina italiana residente in una città toscana, ha quasi quarant’anni e un disperato bisogno di lavorare. Su segnalazione di un conoscente, si propone ad un imprenditore commerciale del posto che l’assume in qualità di lavoratore a chiamata. In realtà, Angela svolge un lavoro stagionale continuativo di <strong>40 ore settimanali, retribuite</strong> <strong>2.88 euro all’ora</strong>, <strong>con un forfettario complessivo di 500 euro mensili</strong>. Compenso mensile ritenuto dall’imprenditore “esoso”, dato l’orario ridotto (!!) per cui viene corrisposto; &#8220;un compenso che può essere pagato solo in alta stagione, per massimizzare la produttività dell’azienda&#8221;… Per Angela, sola ed emarginata &#8211; condizioni comuni a tanti poveri &#8211; quei 500 euro mensili sono comunque una piccola boccata d’ossigeno, visto che non è riuscita a trovare altro lavoro: per quattro mesi potrà in qualche modo tirare avanti e forse, anche quest’anno, non finirà in strada…</p>
<p style="text-align:justify;">Nella stessa impresa lavorano da anni due giovani cittadini non comunitari, Dinesh e Jedda. Ad Angela, Jedda e Dinesh è affidata la cucina; improvvisati operatori professionali del settore, senza alcuna preparazione specifica, sono sprovvisti persino del patentino haccp obbligatorio per il personale addetto alla produzione, preparazione, somministrazione e distribuzione di alimenti&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"> In anni, mai un controllo del personale da parte delle autorità preposte!! Istituzioni a volte indifferenti e sorde alle stesse denunce dei dipendenti!</p>
<p style="text-align:justify;"> Jedda e Dinesh hanno un contratto part-time a tempo indeterminato; in realtà entrambi lavorano a tempo pieno, anzi pienissimo: Jedda <strong>per almeno dieci ore giornaliere</strong>; Dinesh &#8211; in qualità di factotum e svolgendo saltuariamente diverse incombenze presso l’abitazione del titolare &#8211; <strong>anche</strong> <strong>fino a quattordici ore giornaliere</strong>; entrambi sono <strong>retribuiti con un forfettario di 650 euro mensili. La busta paga è una mera formalità… che non valga niente quello che c’è scritto lo ripete spesso il titolare! </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong>Dinesh, il collaboratore di fiducia, non riuscendo a trovare un alloggio,<strong> </strong>è ospitato per la notte da amici o dorme nello scantinato (non attrezzato all’uso) dei locali sede dell’impresa…</p>
<p style="text-align:justify;"> <strong>Italiani e stranieri… esseri umani mortificati e offesi; cittadini del mondo abbandonati, dimenticati, traditi! Persone in esubero diventate avanzi, scarti umani… trasformate in merci a basso costo, in strumenti di produzione a perdere, usa e getta.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>di<strong> Luchino Galli, </strong>per<strong> <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=100000867604564">Mai Più Disoccupati</a></strong><br />
</em></p>
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		<title>Il vero fine delle teorie complottiste (di Lucio Garofalo)</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 13:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2012/01/sul-romanzo_mein-kampf_adolf-hitler.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8245" title="Sul Romanzo_Mein Kampf_Adolf Hitler" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2012/01/sul-romanzo_mein-kampf_adolf-hitler.jpg?w=700" alt=""   /></a>Il <em>“manuale”</em> delle concezioni complottiste è il <em>Mein Kampf</em> di Hitler, nonché le opere di Alfred Rosenberg, l’ideologo ufficiale del nazional-socialismo. In particolare, il <em>Mein Kampf</em> rappresenta<em> </em>una sorta di “<em>bibbia”</em> contemporanea<em> </em>per i suoi epigoni. Senza correre il rischio di esagerare si potrebbe definire il <em>Mein Kampf</em> come il “<em>testo sacro”</em> dei sostenitori più fanatici del complottismo, il modello teorico e la principale fonte d’ispirazione a cui attingono le più assurde dietrologie esoteriche di matrice nazista o cripto-nazista. Ma lo stesso Hitler si ispirò a sua volta ad un libro intitolato <em>L’ebreo internazionale</em>, scritto da Henry Ford, il noto imprenditore americano. Nel <em>Mein Kampf</em> Hitler cita testualmente frasi deliranti tratte da questo libro che influenzò notevolmente l’ideologia antisemita alla base della propaganda hitleriana. Tutta la dottrina nazista era ossessionata dalla retorica incentrata sulla teoria esoterica del complotto giudaico per il dominio del mondo (gli Illuminati). La tesi della cospirazione giudaica discende dagli scritti di Rosenberg, il quale era convinto di rinvenire prove a favore delle sue idee nei famosi <em>Protocolli di Sion</em>. Non a caso Hitler (come gran parte dell’élite nazista) nutriva una passione viscerale per l’occultismo e l’esoterismo, l’astrologia e l’alchimia (gli stessi colori ufficiali del vessillo nazista sono i colori sacri dell’alchimia: nero, rosso e bianco), la magia e il mondo del paranormale. Ma al di là delle visioni mistiche e deliranti di Hitler e Rosenberg, il fascino delle ideologie esoteriche si spiega in virtù della loro ingenuità farisaica e semplicistica, del conservatorismo codino e forcaiolo, nella misura in cui offrono all’immaginario collettivo una sorta di comodo e rassicurante capro espiatorio identificabile in <em>“cospiratori” </em>che agiscono per corrompere e dominare il sistema, che siano gli Ebrei piuttosto che i massoni, o gli untori di manzoniana memoria.</p>
<p style="text-align:justify;">In materia di complotti e trame segrete, la storia offre numerosi esempi di congiure di palazzo, tradimenti ed episodi cospirativi, dai tempi degli antichi imperatori romani, dall’assassinio ordito contro Giulio Cesare ai casi di regicidio più recenti, ai tentativi falliti contro lo stesso Hitler, ma le trame <em>“oscure”</em> del potere non sono riducibili a vicende che servono solo a mistificare la realtà delle cose, a banalizzare la narrazione storica sul potere. La cui natura è più articolata, estesa e complessa di quanto le farneticanti dietrologie esoteriche lascino supporre. Il potere vigente nel quadro capitalistico, si pensi alle grandi banche d’affari, alle multinazionali, alle famigerate agenzie di rating, alle società assicurative, e ai <em>“mostruosi”</em> comitati d’affari e di potere che fanno capo al capitale finanziario cosmopolita, al di là dei nomi delle singole soggettività, a prescindere da ogni comoda narrazione mistica o esoterica, è costituito da un’entità anonima estremamente complessa e articolata, difficilmente identificabile in una sola, <em>“onnipotente”</em> personalità, o in un blocco compatto di individui criminali e privi di scrupoli, ed è tantomeno rappresentabile come un’associazione segreta e cospirativa su scala mondiale, come si tende a fantasticare nell’immaginario collettivo.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi, il fine ultimo di queste dietrologie è di camuffare o mistificare la reale natura delle crisi capitalistiche, e di questa crisi in particolare, per non scaricare le colpe sul sistema. Il quale, a seguire queste ipotesi fino in fondo, potrebbe funzionare benissimo se non fosse corrotto e sabotato da presunti cospiratori, ovvero da congiure giudaiche, piuttosto che massoniche, o di altra origine. Siamo ancora agli <em>“untori”</em> di Manzoni e simili congetture sono pericolosissime poiché distolgono l’attenzione dalle vere e irrisolvibili (almeno all’interno del quadro capitalistico) cause della crisi. Il capitale finanziario cosmopolita è un’entità anonima e impersonale. E’ vero che vi sono personaggi che fanno praticamente parte di quasi tutti i consigli d’amministrazione delle principali banche d’affari del mondo, e ciò può appunto ingannare il giudizio, ed è vero che le banche riescono in qualche modo ad imporre un indirizzo uniforme alla finanza globale, ma questo dato reale è più un prodotto dei complessi meccanismi che esse gestiscono e non possono cambiare, anziché il risultato di una cospirazione planetaria vera e propria. Non a caso, le banche per coordinarsi sono costrette a stipulare accordi su accordi, a condurre trattative estenuanti. Le banche hanno interessi comuni che gestiscono insieme, ma non funzionano come un centro cospirativo: ricordano invece una banda di ladri che si mettono d’accordo su chi derubare, ma poi ciascuno tenta di accaparrarsi la parte più cospicua del bottino. E nell’attuale crisi del capitale finanziario esse stesse provocano rimedi che finiscono per aggravare il male medesimo. Dunque, se è giusto parlare di capitale finanziario globale, considerando l’insieme dei fenomeni e le loro concatenazioni, non significa affatto che esista un disegno cospirativo unificato ed organico, come credeva Hitler. E come sostengono i suoi epigoni sparsi, di ieri e di oggi.</p>
<p style="text-align:justify;">Il sottoscritto non nega l’esistenza del regime dei banchieri, in Italia e in Grecia, di tecnocrati quali Monti, Draghi e via discorrendo, che sono funzionari ed esecutori del capitale finanziario internazionale. Sin dal primo momento mi sono impegnato per denunciare pubblicamente, con vari articoli, la natura autoritaria e antidemocratica, golpista e criminale, di questi regimi politici. Nel contempo cerco di far capire che, malgrado il salto di qualità compiuto a livello politico-organizzativo dal capitale finanziario cosmopolita, un’entità anonima che si incarna ovviamente in alcune figure che fanno capo alle grandi banche d’affari, alla BCE, al FMI, alle agenzie di rating e così via, tuttavia ciò non mi impedisce di andare oltre questa elementare evidenza che è sotto gli occhi di tutti e che il sottoscritto non è così sciocco da negare, visto che esiste un regime dei banchieri che si è ufficialmente insediato al vertice delle gerarchie statali in Italia e in Grecia. Quello che fino a ieri era un potere <em>“occulto” </em>che agiva<em> “dietro le quinte”</em>, giusto per usare una terminologia cara ai fanatici dei complotti, oggi è uscito allo scoperto, perciò nessuno, tranne chi è cieco o in malafede, si azzarda a negarne l’esistenza. Eppure, la struttura del potere capitalistico è molto più vasta, articolata e profonda di quanto appaia e di quanto gli ottusi simpatizzanti o fautori delle dietrologie esoteriche vogliono farci credere. Ed è superfluo ripetere ancora quanto ho già precisato a proposito della complessità e della natura impersonale del capitalismo finanziario.</p>
<p style="text-align:justify;">Il punto critico dell’analisi che bisogna elaborare, è la proletarizzazione massiva che porta ad un sottoconsumo sempre più esiguo, ovvero alla miseria di massa, ma questa è (per l’appunto) l’irreversibile conseguenza del dominio del capitale finanziario, che non equivale ad una congiura. Il problema  è capire se di fronte all’insorgere della protesta di massa dei proletari, il complesso del capitale finanziario è o meno in grado di coordinarsi, oppure se una iniziativa forte del proletariato può accentuarne le divisioni e le contraddizioni interne. Se si trattasse di un centro cospirativo unitario e coeso la domanda non avrebbe senso e, per vincerlo, servirebbe allearsi con alcuni settori della borghesia. Conviene mettere in luce quella che è l’implicazione pratica più interessante e notevole dell’intero discorso, portando alle estreme conseguenze il sillogismo implicitamente contenuto nelle dietrologie occultiste: se il potere, nella fattispecie il capitale finanziario cosmopolita, fosse realmente una struttura compatta e monolitica, priva cioè di contraddizioni e divisioni interne, una sorta di centro cospirativo chiuso e settario, come pretendono di credere e farci credere i fautori delle concezioni complottiste, allora temo che questo tipo di potere sarebbe assolutamente invincibile ed inviolabile e non esisterebbero possibilità di salvezza, o di riscatto, per il genere umano. E’ questa la conseguenza finale, ovviamente implicita, che scaturisce dal ragionamento insito nelle concezioni complottiste oggi tanto in voga. Ed ecco svelato il loro <em>“trucco”</em>.</p>
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		<title>La realtà non è mai come sembra (di Lucio Garofalo)</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 18:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Goldman Sachs]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2012/01/goldman_sachs.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8240" title="goldman_sachs" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2012/01/goldman_sachs.jpg?w=700" alt=""   /></a>E’ assolutamente capziosa e fuorviante quella congettura di origine fascistoide, oggi estremamente diffusa, secondo cui l’attuale crisi economica sarebbe il risultato di occulte trame politico-finanziarie internazionali, per l’esattezza sarebbe il frutto di un complotto <em>“demo-plutocratico”</em> ed <em>“ebreo-massonico”</em> ordito su scala mondiale. E’ questa un’interpretazione di marca nazi-fascista attualmente molto in voga, in quanto è accreditata non solo presso quei settori che fanno tradizionalmente capo alla destra estrema e radicale, ma incontra vasti consensi e adesioni anche presso frange vagamente riconducibili all’area multiforme ed eterogenea dell’antagonismo ideologico politico che abitualmente viene apostrofato in modo dispregiativo come <em>“rosso-bruno”</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Capita di avere frequenti scambi di opinione con presunti o sedicenti <em>compagni</em>, i quali sono realmente convinti che la crisi economica sarebbe stata causata intenzionalmente dai padroni delle grandi banche e dai signori dell’alta finanza, esponenti di comitati d’affari e di potere: per intenderci, si tratta di mostruose società bancarie e finanziarie come la famigerata Goldman Sachs, il turpe Club Bildeberg, l’abominevole Commissione Trilaterale e via discorrendo. Sono deduzioni capaci di suggestionare e convincere una particolare tipologia di utenti del web, un’ampia percentuale dell’opinione pubblica internauta, forse perché quel genere di tesi sembra corrispondere alla realtà delle cose. Sembra, ma la realtà non è mai (o quasi mai) come risulta dalle circostanze apparenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Di norma, le insinuazioni dietrologiche attingono a fonti di natura fascista o cripto-fascista, piuttosto che fascio-comunista o <em>“rosso-bruna”</em>, come si usa dire oggi. Infatti, tali argomentazioni sono promosse soprattutto da parte di soggetti e formazioni politiche che si richiamano palesemente all’ideologia fascista e leghista. Tuttavia, nell’attuale fase storica, la confusione ideologica è talmente sovrana che simili illazioni finiscono per riscuotere simpatie persino a sinistra, in ambienti e movimenti politici che dichiarano di ispirarsi alla storia e alla cultura della cosiddetta <em>“sinistra antagonista”</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Probabilmente, la <em>“misteriosa”</em> ragione che consente di spiegare il successo di simili teorie, risiede nell’immediatezza e nella facilità di comprensione che discendono dal loro carattere riduttivo e semplicistico. Non a caso, tali asserzioni si limitano a cogliere e denunciare solo i momenti esterni dei fenomeni, ma non riescono a penetrare in profondità, non vanno a ricercare le cause ultime, per scoprire l’origine dei processi. Al contrario, la visione dialettica, organica e totale, propria del materialismo storico anche in versione volgare, suggerisce di esplorare al di là delle manifestazioni esteriori, oltrepassando la fenomenologia superficiale, cioè i dati e gli aspetti epifenomenici, per desumere le contraddizioni strutturali che si riparano sotto un cumulo di orpelli e artifizi apparenti e che rappresentano le cause reali di un fenomeno storicamente determinato.</p>
<p style="text-align:justify;">Riprendendo il tema iniziale, che concerne la crisi economica in corso, il pensiero di provenienza marxista non pretende affatto di porsi in termini esaustivi o definitivi, ma è in ogni caso superiore, sia intellettualmente che scientificamente, dialetticamente e qualitativamente, rispetto ai comodi stereotipi, alle banali percezioni e persuasioni comuni, alle teorie complottistiche di matrice para-fascista o cripto-fascista, e rispetto altresì alle idee ufficialmente accettate e sponsorizzate dalle élite capitaliste. L’analisi marxista non si accontenta di registrare ed esaminare i fenomeni superficiali, ma investiga a fondo i processi, per estrapolare le radici profonde e sviscerare le effettive dinamiche delle crisi capitalistiche, che costituiscono un elemento storico ricorrente. In tal senso, muovendo da informazioni e indizi rilevati costantemente, l’interpretazione marxista permette ed impone di indagare in profondità i devastanti fenomeni di crisi che sconvolgono periodicamente il sistema capitalista, fornendo una versione estremamente attendibile, rigorosa e razionale, che è senza dubbio più vicina e rispondente alla realtà rispetto alle varie concezioni pseudo-scientifiche, ai numerosi luoghi comuni, alle vulgate nazional-popolari e alle ottuse dietrologie propagandate dalla feccia fascistoide.</p>
<p style="text-align:justify;">Provo a ricostruire, se possibile, in una sintesi sommaria, inevitabilmente semplificata, le linee essenziali dell’analisi marxista (ma sarebbe più corretto dire <em>marxiana</em>) delle crisi capitaliste. A partire dalla tendenza intrinsecamente e peculiarmente capitalistica, cioè la tendenza alla sovrapproduzione e al sottoconsumo, al crollo periodico del saggio di profitto. Si tratta di una poderosa e imponente teoria scientifica esposta nel <em>Capitale</em> di Marx e basata, com’è noto, sul metodo dialettico e sulla filosofia storico-materialista.</p>
<p style="text-align:justify;">L’impianto teorico-scientifico di scuola marxista, più esattamente di impronta marxiana, utile a comprendere e spiegare anche l’odierna crisi capitalistica, procede a rilevare e investigare un complesso di fatti significativi e cicli storici ricorrenti, che possono configurarsi come <em>“leggi”</em>, da intendersi in chiave non meccanicistica, né deterministica, bensì in un’ottica dialettica che comprende la totalità delle contraddizioni immanenti nella realtà storica, tra cui il fenomeno più frequente e rilevante è costituito senza dubbio dalla cosiddetta <em>“caduta tendenziale del saggio di profitto”</em>. Il saggio di profitto è semplicemente il valore medio che si può dedurre dall’insieme degli utili capitalistici individuali. E’ la stessa concorrenza tra i singoli capitalisti che finisce per ottenere un risultato che è opposto alle intenzioni, perciò invece di aumentare, i profitti crollano. Si evince che l’eventualità della crisi è insita nell’anarchia strutturale che caratterizza il modo di produzione capitalistico. Per tale ragione i profitti e, di conseguenza, i salari, tendono a diminuire, quantomeno in termini relativi, ovvero in rapporto con l’inflazione, e non come valore monetario nominale, vale a dire in termini di valore assoluto. Ma la causa ultima delle crisi che investono periodicamente l’economia capitalista, risiede nell’impoverimento progressivo dei lavoratori, i quali formano la massa dei consumatori.</p>
<p style="text-align:justify;">La radice nascosta delle crisi capitalistiche affonda nel problema del sottoconsumo, cioè nella contrazione crescente dei consumi di massa, un elemento che agisce in aperto contrasto con la tendenza del mercato ad estendere il bacino dei consumatori. Pertanto, anche l’attuale crisi è stata generata da fenomeni di sovrapproduzione e sottoconsumo, che si ripetono ciclicamente nella storia del capitalismo moderno. In altri termini, tutto ciò significa che il modo di produzione capitalistico, concepito <em>tout court</em>, al di là dei rivestimenti e delle manifestazioni esteriori, o delle forme organizzative, a prescindere dalla fenomenologia superficiale, racchiude in sé le cause latenti della crisi in corso, come di quelle precedenti. Cause che si annidano in profondità, nelle disfunzioni e nelle incongruenze irrazionali e di ordine strutturale, in quanto connaturate al sistema stesso.</p>
<p style="text-align:justify;">L’unica alternativa per scongiurare eventuali scenari catastrofici, è quella di una fuoriuscita globale e definitiva da un capitalismo destinato al collasso. Ciò significa restituire valore al lavoro collettivo, rilanciando la centralità del lavoro produttivo in un assetto di autogestione dei lavoratori. Non basta appropriarsi dei mezzi produttivi, né rovesciare il quadro dei rapporti di forza vigenti, ma occorre rivoluzionare il modo di organizzare e gestire la produzione stessa. Le aziende capitaliste sono nate per ricavare profitti privati, non per soddisfare le istanze vitali delle persone. E’ la loro natura intrinseca ad essere viziata. Perciò, bisogna riconvertire le imprese alla produzione di beni di prima necessità, cosicché il valore d’uso recuperi il suo antico primato sul valore di scambio, e l’autoconsumo delle unità produttive locali, politicamente autogestite in termini di democrazia diretta, si imponga sulle false esigenze consumistiche indotte dal mercato, evitando di subordinare i bisogni umani alle aride e spietate leggi del profitto.</p>
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