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	<title>LA CONOSCENZA RENDE LIBERI</title>
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		<title>Contro tutti i porci sfruttatori e le loro “caste”</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 17:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un facile e comodo luogo comune assegna alla categoria dei politici l’etichetta di “Casta”. Invece, non vi è nulla di più distorto che assecondare una simile mistificazione, che alimenta il qualunquismo e rischia di produrre effetti persino più nocivi e funesti del male stesso, ovvero più deleteri della corruzione e dell’inettitudine del ceto politico. I [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&#038;blog=4180288&#038;post=8519&#038;subd=laconoscenzarendeliberiblog&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Un facile e comodo luogo comune assegna alla categoria dei politici l’etichetta di <i>“Casta”</i>. Invece, non vi è nulla di più distorto che assecondare una simile mistificazione, che alimenta il qualunquismo e rischia di produrre effetti persino più nocivi e funesti del male stesso, ovvero più deleteri della corruzione e dell’inettitudine del ceto politico.</p>
<p style="text-align:justify;">I cittadini, indignati dai loro <i>“osceni rappresentanti”</i>, reagiscono con crescente distacco e disaffezione dalla vita politica. La conseguenza più infausta, inevitabile per la <i>“democrazia”</i>, è che l’esercizio della <i>“professione politica”</i> si fa appannaggio riservato esclusivamente ad una cerchia elitaria sempre più corrotta e corruttibile da parte dei potentati economici sovranazionali, esenti da ogni azione di controllo esercitabile da organismi democratici e popolari. In tal modo, le presunte <i>“democrazie occidentali”</i>, esistenti ormai solo sulla carta, degenerano in oligarchie tecnocratiche dominate da ristretti comitati d’affari, dalle corporation e dai circoli dell’alta finanza capitalistica.</p>
<p style="text-align:justify;">Lungi da me l’idea di difendere l’indifendibile <i>“Casta”</i> dei politici. E’ innegabile che esistano <i>“caste”</i> persino peggiori, più corrotte, potenti e parassitarie del ceto politico.</p>
<p style="text-align:justify;">Si pensi all’alto clero che usufruisce di franchigie speciali ed eccezionali quali, ad esempio, l’esenzione da varie imposte, tra cui la dispensa dal pagamento dell’IMU sugli immobili ecclesiastici. Si pensi alle immense rendite godute dall’alta finanza capitalista, ai super-profitti completamente detassati che provocano la rovina di milioni di piccoli risparmiatori sedotti dalle <i>“sirene mediatiche”</i> degli investimenti in borsa, alla ricerca di <i>“facili fortune”</i>, mentre li attende solo la peggiore delle iatture: il crack finanziario.</p>
<p style="text-align:justify;">Si pensi alle grandi speculazioni che si consumano sui mercati borsistici internazionali e che, in tempi sempre più rapidi, rischiano di rovinare intere nazioni ed interi continenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Si pensi a queste e ad altre inaudite forme di corruzione, di privilegio e di parassitismo generato dall’establishment capitalistico su scala globale: un intreccio di caste corrotte e superpotenti che prosperano a spese della stragrande maggioranza del genere umano.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ un bieco e colossale assetto affaristico e criminale che schiaccia i diritti ed i bisogni più elementari degli esseri umani, che stentano persino a sopravvivere fino al tramonto.</p>
<p style="text-align:justify;">Nell’abbrutimento causato dall’alienazione, dalla servitù e dallo sfruttamento, nell’imbarbarimento generato dalla logica criminale del profitto, miliardi di esseri umani sono costretti a vivere nella condizione più abietta ed intollerabile, ridotti allo stato brado. In tal guisa l’uomo è condannato ad essere la più feroce ed immonda tra le belve.</p>
<p style="text-align:justify;"><b>Lucio Garofalo</b></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8519/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&#038;blog=4180288&#038;post=8519&#038;subd=laconoscenzarendeliberiblog&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Chiamatemi strega</title>
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		<pubDate>Thu, 30 May 2013 18:15:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chiamatemi strega. Perché tanto la mia natura è quella. Da sempre, dal primo vagito, dal primo respiro di vita, dal primo calcio che ho tirato al mondo. Sono una di quelle donne che hanno il fuoco nell’anima, sono una di quelle donne che hanno la vista e l’udito di un gatto, sono una di quelle [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&#038;blog=4180288&#038;post=8516&#038;subd=laconoscenzarendeliberiblog&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2013/05/112056281-87dcf812-5694-4482-a1bd-3688315d72c6.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8517" alt="112056281-87dcf812-5694-4482-a1bd-3688315d72c6" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2013/05/112056281-87dcf812-5694-4482-a1bd-3688315d72c6.jpg?w=614"   /></a><strong>Chiamatemi strega.</strong></p>
<p>
Perché tanto la mia natura è quella. Da sempre, dal primo vagito, dal primo respiro di vita, dal primo calcio che ho tirato al mondo.</p>
<p>Sono una di quelle donne che hanno il fuoco nell’anima, sono una di quelle donne che hanno la vista e l’udito di un gatto, sono una di quelle donne che parlano con gli alberi e le formiche.</p>
<p>Sono una di quelle donne che hanno il cervello di Ipazia, di Artemisia, di Madame Curie.</p>
<p>E sono bella! Ho la bellezza della luce, ho la bellezza dell’armonia, ho la bellezza del mare in tempesta, ho la bellezza di una tigre, ho la bellezza dei girasoli, della lavanda e pure dell’erba gramigna!</p>
<p>Per cui sono Strega.</p>
<p>Sono Strega perché sono diversa, sono unica, sono un’altra, sono me stessa, sono fuori dalle righe, sono fuori dagli schemi, sono a-normale… sono io!</p>
<p>Sono Strega perché sono fiera del mio essere animale-donna-zingara-artista e folle ingegnere della mia vita.</p>
<p>Sono Strega perché so usare la testa, perché dico sempre ciò che penso, perché non ho paura della parola pericolosa e pruriginosa, della parola potente e possente.</p>
<p>Sono Strega perché spesso dò fastidio alle Sante Inquisizioni di questo strano millennio, di questo Medioevo di tribunali mediatici e apatici.</p>
<p>Sono Strega perché i roghi esistono ancora e io – prima o poi – potrei finirci dentro.</p>
<p>
<strong>Franca Rame.</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8516/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8516/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&#038;blog=4180288&#038;post=8516&#038;subd=laconoscenzarendeliberiblog&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>FRANCA RAME</title>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 16:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Noi fummo tra i primi  ( omonimo blog  su piattaforma Splinder, ora chiusa ) a pubblicare la  lettera di Franca Rame scritta a Prodi nel 2008   &#8230; ricevendo i suoi personali ringraziamenti&#8230;.peraltro nessun giornale e nessun notiziario televisivo di questo &#8220;libero&#8221; paese ha ritenuto opportuno rispondere al dovere di informazione dandone notizia&#8230; Tant&#8217;è&#8230; GRANDE e [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&#038;blog=4180288&#038;post=8511&#038;subd=laconoscenzarendeliberiblog&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2013/05/franca-rame2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8512" alt="Franca Rame2" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2013/05/franca-rame2.jpg?w=614"   /></a></p>
<p>Noi fummo tra i primi  ( omonimo blog  su piattaforma Splinder, ora chiusa ) a pubblicare la  <a href="http://francarame.it/node/736">lettera </a>di <strong>Franca Rame</strong> scritta a Prodi nel 2008   &#8230; ricevendo i suoi personali ringraziamenti&#8230;.peraltro nessun giornale e nessun notiziario televisivo di questo &#8220;libero&#8221; paese ha ritenuto opportuno rispondere al dovere di informazione dandone notizia&#8230;</p>
<p>Tant&#8217;è&#8230; <strong>GRANDE e CORAGGIOSA FRANCA !</strong></p>
<p>&#8220;Sta circolando anche anche su moltissimi forum (basta cercare con google: &#8220;Al presidente Prodi da Franca Rame&#8221;) raccogliendo larghissimo consenso .Per contro nessun giornale e nessun notiziario televisivo di questo &#8220;libero&#8221; paese ha ritenuto opportuno rispondere al dovere di informazione dandone notizia.<br />
Per Franca è solo la conferma di una censura che, insieme a te, è costretta a subire da una vita.<br />
Sarà più facile vedere pubblicata la lettera su qualche testata straniera&#8230;.&#8221;</p>
<p>Ecco il testo della lettera</p>
<h2>AL PRESIDENTE PRODI DA FRANCA RAME</h2>
<div>
<div>
<p>8<strong> </strong>FEBBRAIO ROMA</p>
<p>Gentile presidente Prodi, mi scusi se la disturbo, ma non posso farne a meno: ho una domanda da porLe che riguarda un grosso problema morale a cui La prego cortesemente di rispondere.</p>
<p>Sono giorni che con grande malessere e malinconia, mi ritrovo a ragionare da sola sul susseguirsi degli avvenimenti, cercando di ricostruire come si sia arrivati a questa catastrofica situazione.</p>
<p>Per capirci qualcosa dobbiamo partire dall’inizio della storia, rivederci i passi salienti della XV legislatura. Ricordo in quanti siamo andati alle urne sentendo il dovere di allontanare il rischio di un nuovo governo Berlusconi, e con lui tutte le sue leggi vergogna e il rosario di sciagure che ci ha imposto a proprio vantaggio.</p>
<p>RitenendoLa persona onesta leale e capace, gli elettori confidavano nella realizzazione di almeno una buona parte delle 280 pagine del programma dell’Unione, dove già a pagina 18 si parla di conflitto d’interessi.</p>
<p>Questa non era una vaga promessa ma un impegno sacrosanto che si assumeva coi Suoi elettori.</p>
<p>Un impegno ribadito con forza subito dopo la vittoria elettorale, e prima di vestire la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri.</p>
<p>Ne è passato del tempo, quasi due anni, ma di questo programma solo una parte ha visto la luce. Oltretutto, sui problemi più scottanti non si è neppure iniziato un dibattito, anzi si sono accantonati come si fa con i quesiti fastidiosi. Come mai? Da cosa è stato causato questo “accantonamento” dei molti problemi? Io mi rifiuto assolutamente di ritenerLa un giocoliere da Porta a Porta, che fa contratti con gli italiani e poi se la ride alle loro spalle. Temo piuttosto che Lei non abbia potuto tener fede al Suo programma perché a qualcuno della coalizione di sinistra o, meglio, sinistra-centrodestra non andava bene. Il Suo torto Presidente, mi permetta l’ardire e mi scusi, è stato quello di non denunciare subito, pubblicamente, le difficoltà in cui si veniva a trovare, a costo di recarsi in televisione e, a reti unificate, svelare la situazione, con un discorso tipo questo: “Mi rivolgo a voi, cittadini democratici che mi avete eletto vostro Presidente certi che avrei mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale. Promesse che era mia profonda intenzione attuare, ma purtroppo mi è stato impedito. Sto a Palazzo Chigi, sì, ma in una condizione che ben si potrebbe definire di “libertà limitata”. I miei custodi sono coloro che non gradiscono cambiamenti sostanziali. Essi anelano piuttosto a poltrone, privilegi e affari. Ecco i nomi: …..” e doveva fare veramente i nomi, caro Presidente! Credo che Lei, Presidente, più di una volta abbia pensato veramente di dar fiato a questa denuncia, ma il senso di responsabilità e il timore per un futuro negativo per il Paese glieLo hanno impedito. Però a questo punto, Lei non se ne può andare con un indice di gradimento che non si merita, come non merita che si provino sfiducia e senso d’ironia verso la Sua persona. Quante volte è stato insultato, disprezzato e profondamente offeso? No, non può andarsene così, tra i lazzi di tanti rozzi-cafoni che ahimè ci accompagneranno negli anni futuri. La rispetto troppo per accettarlo. Caro Presidente, lei ha il dovere, l’obbligo di riacquistare la credibilità e la considerazione che si merita. C’è una sola strada da percorrere, anche se faticosa. Ma lo deve al Paese: fuori i nomi di chi Le ha impedito di portare a termine gli obiettivi prefissati e soprattutto le subdole scantonate ricattatorie con le quali è stato indotto ad affossare le parti essenziali del programma. E’ indispensabile che i Suoi elettori siano consci d’ogni pressione alla quale ha dovuto adattarsi e cedere. Dobbiamo sapere quali sono gli onorevoli che, sia in Parlamento che al Governo hanno materialmente fatto opposizione alla realizzazione di misure fondamentali per il cambiamento del nostro Paese. È un diritto che ci spetta. E Lei, professor Prodi, questo atto ce lo deve. Non solo per onorare la nostra lealtà ma anche la Sua. Il suo silenzio è sicuramente un gesto di fairplay nei confronti dei suoi avversari, ma in questo modo ci lascia nelle loro mani! Chi Le ha imposto quel numero spropositato di sottosegretari, ministri con portafoglio e senza portafoglio? Chi si è opposto all’abbattimento dei costi della politica? Chi ha bloccato, nei fatti, la più severa applicazione della riforma in materia di sicurezza sul lavoro? Chi sono le persone che hanno vanificato la realizzazione dei DICO? Chi ha voluto la vergogna dell’indulto di tre anni? Chi le ha tirato la giacchetta per tentare di portare a termine una legge-bavaglio sulle intercettazioni? Chi ha voluto il commissario De Gennaro a Napoli, il super-poliziotto di buona memoria alcuna in materia di gestione dei rifiuti? Chi si è messo di traverso per bloccare la tassazione delle rendite finanziarie? Chi ha impedito un serio confronto sulle missioni all’estero? E sulla base di Vicenza? Chi Le ha fatto ingoiare l’accettazione di quel impegno capestro? Tutte scelte soltanto Sue? Ma chi ci può credere?! Come diceva Socrate: “Solo rovesciando la tunica lisa si può leggere con chiarezza la storia di chi l’indossava.” Quindi sarebbe davvero utile che Lei spiegasse pubblicamente a tutti i cittadini italiani le vere ragioni che hanno portato prima al giornaliero logoramento e poi alla caduta del Governo da Lei presieduto. Non può tacere i motivi veri della crisi, altrimenti permetterebbe che coloro che hanno deliberatamente affossato il Suo Esecutivo, possano tranquillamente continuare ad abbattere qualsiasi tentativo serio di modificare la situazione di grave deterioramento, politico, economico e sociale, del nostro Paese. E non mi riferisco soltanto a responsabilità dell’opposizione ben organizzata (questo è il mestiere del polo conservatore!) ma piuttosto al tradimento messo in atto da elementi di governo in combutta con ambigui faccendieri. Se non si assume, una volta per tutte, il coraggio politico di fare chiarezza, ci troveremo come sempre a roteare nel cerchio dell’ignavia, dal quale non si uscirà mai. Le avvisaglie di questo torbido clima, che alla fine ci ha portato alla débâcle, ci erano apparse palesi fin dall’inizio di questa Legislatura: dal primo giorno in Senato, quando dovevamo eleggerne il Presidente. Si ricorda le tre votazioni andate a vuoto? Tre votazioni! Per tre volte i Suoi senatori, sbagliavano il nome o il cognome: Franco Marini (il prescelto) con Francesco Marini o Giulio Marini o Ignazio Marino, con l’aggiunta di schede bianche. Insomma, i numeri non c’erano. La seduta è finita a tarda notte senza nulla di fatto. Quando “novella senatrice” chiedevo: “Ma che sta succedendo? Come può accadere che sbaglino? Non è difficile!” mi si rispondeva: “Qualcuno della nostra coalizione manda messaggi: richieste rivolte al Presidente del Consiglio. Vogliono qualcosa, stanno bussando e attendono risposta come a tre sette! Finché non l’avranno ottenuta, niente Presidente!” “Ho capito! – ho esclamato – E’ un gioco al ricatto! Mio Dio, ma dove sono capitata?! E’ questa la politica?” Se tanto mi dà tanto mi domandavo: quante telefonate in codice avrà ricevuto, Presidente, e pressioni, e messaggi: “Io do, tu mi dai… noi ti appoggiamo, tu ci favorisci. Quanti sottosegretari sei disposto a sistemarci? Quanti ministeri? Quali favori?” Insomma, la solita danza da pochade con porte, portoni e portali che si aprono e chiudono in tempo e contrattempo. Temo che tutto quanto è successo sotto i miei occhi da neofita stupita, in questi 23 mesi si sia ripetuto a tormentone: “O mi favorisci o mi astengo e tu inciampi e vai giù piatto a terra”. La partita è chiusa, d’accordo… E che facciamo? Ce ne andiamo mesti per non aver reagito con solerzia all’andazzo del prender tempo nella speranza d’arrangiare ogni situazione? Io non credo si possa rimontare da sotterrati. So che è duro, ma questo è il tempo di non accettare supinamente, senza un moto di orgoglio, d’esser gettati nella discarica dei refuses politici e soprattutto è ora di denunciare le responsabilità di chi all’interno della coalizione ha remato contro, trascinando il Paese a questa rovina, evitando di incolpare la malasorte che sghignazza sempre nell’angolo basso della storia. Ora è “solo” Presidente.</p>
<p>E’ il Suo momento.</p>
<p>Lei deve finalmente parlare.</p>
<p>Deve dare una risposta decisa alla domanda che in tanti Le poniamo: <strong>“Perché non ha reagito alle imposizioni ricattatorie da subito… perché non si è impegnato con tutte le sue forze e sul <span style="text-decoration:underline;">conflitto d’interessi e sulle leggi vergogna?</span>” Attendiamo in TANTI una risposta.</strong></p>
<p><strong>Con stima Franca Rame</strong></p>
</div>
</div>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 15:05:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ribloggato da sudnordovestest: Come già comunicato, da DOMANI 24 al 26 e dal 31 al 2 giugno Esporrò una cinquantina di fotografie "Dalla Valdichiana all'Equatore" In via Vittorio Veneto 34 a Bettolle di Sinalunga (SI). Allego qualche altra foto esposta...<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&#038;blog=4180288&#038;post=8508&#038;subd=laconoscenzarendeliberiblog&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="reblog-post"><p class="reblog-from"><img alt='' src='http://2.gravatar.com/avatar/873e19e1a7f95070ca39c0eb7e10be0b?s=25&amp;d=identicon' class='avatar avatar-25' height='25' width='25' /> <a href="http://sudnordovestest.wordpress.com/2013/05/23/32/">Ribloggato da sudnordovestest:</a></p><div class="wpcom-enhanced-excerpt"><div class="wpcom-enhanced-excerpt-content"><a href="http://sudnordovestest.wordpress.com/2013/05/23/32/" target="_self"><img src="http://sudnordovestest.files.wordpress.com/2013/05/img_7180.jpg?w=614&h=200" alt="Clicca per visitare l'articolo originale" class="size-full" /></a><ul class="thumb-list"><li><a href="http://sudnordovestest.wordpress.com/2013/05/23/32/" target="_self"><img src="http://sudnordovestest.files.wordpress.com/2013/05/img_7067.jpg?w=72&h=72&crop=1" alt="Clicca per visitare l'articolo originale" class="size-thumb" width="72" height="72" /></a></li><li><a href="http://sudnordovestest.wordpress.com/2013/05/23/32/" target="_self"><img src="http://sudnordovestest.files.wordpress.com/2013/05/eos100324-015.jpg?w=72&h=72&crop=1" alt="Clicca per visitare l'articolo originale" class="size-thumb" width="72" height="72" /></a></li><li><a href="http://sudnordovestest.wordpress.com/2013/05/23/32/" target="_self"><img src="http://sudnordovestest.files.wordpress.com/2013/05/eos_100731-112.jpg?w=72&h=72&crop=1" alt="Clicca per visitare l'articolo originale" class="size-thumb" width="72" height="72" /></a></li><li><a href="http://sudnordovestest.wordpress.com/2013/05/23/32/" target="_self"><img src="http://sudnordovestest.files.wordpress.com/2013/05/eos_100721-023.jpg?w=72&h=72&crop=1" alt="Clicca per visitare l'articolo originale" class="size-thumb" width="72" height="72" /></a></li><li><a href="http://sudnordovestest.wordpress.com/2013/05/23/32/" target="_self"><img src="http://sudnordovestest.files.wordpress.com/2013/05/111107_-007.jpg?w=72&h=72&crop=1" alt="Clicca per visitare l'articolo originale" class="size-thumb" width="72" height="72" /></a></li><li><a href="http://sudnordovestest.wordpress.com/2013/05/23/32/" target="_self"><img src="http://sudnordovestest.files.wordpress.com/2013/05/111029_-040.jpg?w=72&h=72&crop=1" alt="Clicca per visitare l'articolo originale" class="size-thumb" width="72" height="72" /></a></li><li><a href="http://sudnordovestest.wordpress.com/2013/05/23/32/" target="_self"><img src="http://sudnordovestest.files.wordpress.com/2013/05/111029_-014.jpg?w=72&h=72&crop=1" alt="Clicca per visitare l'articolo originale" class="size-thumb" width="72" height="72" /></a></li><li><a href="http://sudnordovestest.wordpress.com/2013/05/23/32/" target="_self"><img src="http://sudnordovestest.files.wordpress.com/2013/05/111029_-004.jpg?w=72&h=72&crop=1" alt="Clicca per visitare l'articolo originale" class="size-thumb" width="72" height="72" /></a></li><li><a href="http://sudnordovestest.wordpress.com/2013/05/23/32/" target="_self"><img src="http://sudnordovestest.files.wordpress.com/2013/05/110814_-018.jpg?w=72&h=72&crop=1" alt="Clicca per visitare l'articolo originale" class="size-thumb" width="72" height="72" /></a></li><li><a href="http://sudnordovestest.wordpress.com/2013/05/23/32/" target="_self"><img src="http://sudnordovestest.files.wordpress.com/2013/05/110706_-009.jpg?w=72&h=72&crop=1" alt="Clicca per visitare l'articolo originale" class="size-thumb" width="72" height="72" /></a></li><li><a href="http://sudnordovestest.wordpress.com/2013/05/23/32/" target="_self"><img src="http://sudnordovestest.files.wordpress.com/2013/05/110630_-017.jpg?w=72&h=72&crop=1" alt="Clicca per visitare l'articolo originale" class="size-thumb" width="72" height="72" /></a></li></ul>
<p>Come già comunicato,</p>
<p><strong>da DOMANI 24 al 26 e dal 31 al 2 giugno<br />
</strong></p>
<p>Esporrò una cinquantina di fotografie <strong>"Dalla Valdichiana all'Equatore"</strong></p>
<p>In via Vittorio Veneto 34 a Bettolle di Sinalunga (SI).</p>
<p>Allego qualche altra foto esposta...</p>
</div></div></div><div class="reblogger-note"><div class='reblogger-note-content'>

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		<title>La “diaria”, il M5S e il proletariato</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 16:47:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Movimento 5 Stelle non sembra reggere alla prova di alcuni fatti. Vediamo il perché. A pochi mesi dal successo elettorale il movimento di Grillo si avvia verso un’implosione auto-distruttiva. L’idea di sostituire la politica con la critica di costume collassa di fronte al fatto che gli eletti del M5S non sono asceti, bensì persone [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&#038;blog=4180288&#038;post=8505&#038;subd=laconoscenzarendeliberiblog&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Il Movimento 5 Stelle non sembra reggere alla prova di alcuni fatti. Vediamo il perché.</p>
<p style="text-align:justify;">A pochi mesi dal successo elettorale il movimento di Grillo si avvia verso un’implosione auto-distruttiva. L’idea di sostituire la politica con la critica di costume collassa di fronte al fatto che gli eletti del M5S non sono asceti, bensì persone emerse dal corpo del moderno proletariato, che mantengono uno status di bisogno materiale. Tutta la storia della <i>“diaria”</i> è impregnata del cinismo del <i>“capo”</i>. Grillo, inconsapevole dei costi del vivere quotidiano, detta una linea che è materialmente insostenibile per i <i>“suoi”</i> eletti.</p>
<p style="text-align:justify;">Verrebbe la voglia di chiedere al comico miliardario se conosce il prezzo corrente del pane. Grillo deve mantenersi <i>ob torto collo</i> su questa linea di moralismo fanatico, non può fare altrimenti poiché oltre il moralismo fanatico emergono la condizione e la natura sociale dei suoi stessi eletti e del suo elettorato che sottintende un’istanza di classe che Grillo cerca di espungere e di rimuovere dal contesto delle vicende politiche.</p>
<p style="text-align:justify;">L’idea che basti una politica moralizzatrice per rimettere in sesto il paese inizia a rivelare tutti i suoi limiti e le sue insufficienze e non convince più coloro che, spinti da sentimenti di indignazione e di rabbia verso una casta politica corrotta e ributtante, iniziano ad accorgersi che il male non consiste solo e semplicemente nell’uso degenere del potere politico, bensì nella natura stessa della politica nel quadro statale borghese.</p>
<p style="text-align:justify;">Una politica che, anche laddove fosse in teoria ricondotta in un ambito di decenza o decoro, in pratica continuerebbe a funzionare e ad agire contro le masse proletarizzate.</p>
<p style="text-align:justify;">Grillo non si accorge, o finge di non accorgersi, che sono ben altre e molto più profonde le pulsioni sociali che vanno germinando nella coscienza del suo elettorato. C’è anzitutto un’idea di giustizia sociale che non può essere soddisfatta dal moralismo o dal giustizialismo deteriore. C’è un rigetto della propria condizione di sottomessi ad un’economia decisa altrove e che funziona come una vera e propria macelleria sociale.</p>
<p>C’è un’idea diversa del modo di produrre il cambiamento dello status sociale di milioni di persone e tutto ciò genera un senso di inquietudine, di insofferenza verso le prediche del <i>“capo”</i>, un fastidio verso una linea politica che si dimostra sempre più una dissimulazione delle ragioni reali che stanno all’origine delle sofferenze e dei disagi di milioni di proletari. E più di tutto Grillo non comprende che l’operazione di demoralizzazione dei proletari, provocata dall’inutilità del voto, non è per nulla riuscita.</p>
<p>Le elezioni hanno denunciato esattamente la fragilità e l’attaccabilità del quadro politico borghese. L’aver messo in moto un processo che ha coinvolto milioni di proletari è una testimonianza palese di come la politica borghese non sia onnipotente, ma possa essere battuta e disarticolata dall’iniziativa cosciente e attiva del moderno proletariato.</p>
<p><b>Lucio Garofalo</b></p>
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<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8505/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&#038;blog=4180288&#038;post=8505&#038;subd=laconoscenzarendeliberiblog&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sulla controversa questione del “diritto di anonimato sul web”</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 15:02:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>

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		<description><![CDATA[Detesto la saccenteria, l’arroganza, la supponenza dei numerosi “soloni” della politica, sparsi a livello locale e nazionale. I quali pretendono di impartire lezioni dall’alto, predicando bene e razzolando male, in alcuni casi predicando male e razzolando peggio. Essi ignorano, tra le altre cose, che il diritto all’anonimato è una peculiarità caratteristica della comunicazione tramite il [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&#038;blog=4180288&#038;post=8503&#038;subd=laconoscenzarendeliberiblog&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Detesto la saccenteria, l’arroganza, la supponenza dei numerosi <i>“soloni”</i> della politica, sparsi a livello locale e nazionale. I quali pretendono di impartire lezioni dall’alto, predicando bene e razzolando male, in alcuni casi predicando male e razzolando peggio.</p>
<p style="text-align:justify;">Essi ignorano, tra le altre cose, che il diritto all’anonimato è una peculiarità caratteristica della comunicazione tramite il <i>web</i>, una prerogativa lecita ed intrinseca alla natura stessa di Internet, che è una rete virtuale indubbiamente anarcoide, ma è evidente che costoro non amano, né tollerano la libertà quando questa viene esercitata realmente. Anzi la temono e la osteggiano, viste anche le inclinazioni politiche di alcuni di essi, simpatie manifestate apertamente a favore di un partito ipocrita e rinnegato come il Pd, <i>“democratico”</i> solo di nome, ma autoritario ed antidemocratico nei fatti. Un partito che non è più inquadrabile nemmeno nell’area del <i>“centro-sinistra”</i>. Un tempo si sarebbe definito <i>“socialdemocratico”</i> in riferimento al PCI, ma era tutta un’altra storia.</p>
<p style="text-align:justify;">Costoro, i <i>“soloni della democrazia”</i>, esibiscono forse il <i>“coraggio”</i> di mettere nome e cognome per firmare i propri post e commenti, ma poi non hanno il coraggio che conta effettivamente, vale a dire l’onestà intellettuale di raccontare la verità nella sua interezza, mentre ne rappresentano solamente una frazione che, guarda caso, fornisce sempre la versione più comoda e conveniente rispetto al proprio interesse <i>“particulare”</i>.</p>
<p style="text-align:justify;">Personalmente non ho mai avuto problemi a metterci la faccia, non è mia abitudine ripararmi dietro l’anonimato. Oltretutto c’è chi si dissimula in modo abile anche dietro la propria immagine reale o dietro parole sottoscritte con il proprio nome e il cognome.</p>
<p style="text-align:justify;">Inoltre, la vita reale non è certamente meno fittizia o meno ipocrita di quella virtuale.</p>
<p style="text-align:justify;">Invece, a proposito di <i>“verità”</i>, si sa che la verità assoluta non appartiene a questo mondo, ma può esisterne solo un’interpretazione parziale e limitata, che è sempre una versione più o meno soggettiva e relativa. Eppure si preferisce raccontare soltanto la versione che conviene maggiormente ai propri scopi. L’onestà ed il coraggio intellettuale dovrebbero spingere ad aggiornare e completare il più possibile l’analisi, la conoscenza e la rappresentazione della realtà, a prescindere dagli interessi egoistici di una fazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Sarà probabilmente un mio limite personale, ma francamente non riesco a capire questo bisogno di conoscere l’identità di chi scrive, che a mio avviso esprime un falso problema.</p>
<p style="text-align:justify;">Che l’identità sia reale o virtuale poco importa, visto che in molti casi l’identità di una persona coincide con l’essere ugualmente fittizia e camuffata, anche quando appare autentica. Basti pensare al celebre romanzo di Luigi Pirandello, <i>“Uno, nessuno e centomila”</i>, in cui emerge la consapevolezza che l’identità di un uomo non è una, bensì molteplice, che la realtà non è oggettiva in quanto si perde nel relativismo.</p>
<p style="text-align:justify;">Dunque, il punto cruciale è ciò che uno dice, non chi lo dice. A tale riguardo mi viene in mente Pasquino, la famosa <i>“statua parlante”</i> di Roma, una figura caratteristica della città eterna. Nella Roma papalina, ai piedi della statua dell’imperatore Marco Aurelio, anonimi autori appendevano nottetempo dei foglietti contenenti versi satirici mordaci e dissacranti, rivolti contro i rappresentanti del potere dell’epoca. Questi epigrammi satirici erano le famose <i>“pasquinate”</i>, che interpretavano il malumore e l’avversione popolare contro la corruzione e l’arroganza del potere temporale dei papi. Dopo la caduta dello Stato Pontificio, avvenuta in seguito alla presa di Roma nel 1870, si estinse anche la produzione satirica contro il governo del papa-re. Ovviamente, la citazione della figura letteraria di Pasquino non è casuale, in quanto rappresenta tuttora il simbolo allegorico di un sentimento popolare beffardo e sarcastico che mette alla berlina ogni potere, uno spirito satireggiante ed anarchico che si esprime nei versi pungenti scritti da anonimi autori che incarnano il comune sentire del popolo di Roma.</p>
<p style="text-align:justify;">Sempre a proposito di citazioni letterarie mi viene in mente Trilussa, pseudonimo di Carlo Alberto Salustri, più esattamente l’anagramma del cognome. Gli esempi da citare in tal senso sarebbero numerosi, dal momento che la storia della letteratura è zeppa di autori che si sono avvalsi intenzionalmente di pseudonimi o nomi d’arte. Eppure, nessuno di questi grandi scrittori è ricordato per la sua vera identità, bensì per le opere.</p>
<p style="text-align:justify;"><b>Lucio Garofalo</b></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8503/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8503/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&#038;blog=4180288&#038;post=8503&#038;subd=laconoscenzarendeliberiblog&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il ricompattamento del sistema nel segno di Napolitano</title>
		<link>http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2013/04/23/il-ricompattamento-del-sistema-nel-segno-di-napolitano/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 16:15:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[grillo]]></category>
		<category><![CDATA[la debacle]]></category>
		<category><![CDATA[miseria]]></category>
		<category><![CDATA[posti di lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Appare evidente che ha vinto l’astuta strategia di Berlusconi, mentre gli altri (chi più chi meno) si sono rivelati o confermati dei dilettanti allo sbaraglio. La rielezione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica è il risultato “machiavellico” di un accordo consociativo, o “inciucio”, raggiunto tra PD e PDL per la costituzione di un supergoverno [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&#038;blog=4180288&#038;post=8500&#038;subd=laconoscenzarendeliberiblog&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Appare evidente che ha vinto l’astuta strategia di Berlusconi, mentre gli altri (chi più chi meno) si sono rivelati o confermati dei dilettanti allo sbaraglio. La rielezione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica è il risultato <i>“machiavellico”</i> di un accordo consociativo, o <i>“inciucio”</i>, raggiunto tra PD e PDL per la costituzione di un supergoverno in perfetta continuità con le politiche seguite negli ultimi tempi, in modo particolare con le direttive impopolari ed antipopolari imposte dall’UE al proconsole Monti.</p>
<p style="text-align:justify;">Siamo stati ancora una volta tratti in inganno nel momento in cui hanno condotto il quadro politico dove volevano: le larghe intese, il ricompattamento della vecchia politica e della borghesia al fine di resistere alle istanze sociali che emergono con forza dal paese.</p>
<p style="text-align:justify;">D’Alema è stato il diversivo (aspettatelo ministro), Renzi è stato il supporter di D’Alema.</p>
<p style="text-align:justify;">Hanno lasciato Bersani a fare da <i>“testa di turco”</i> (o <i>“capro espiatorio”</i>) mentre facevano maturare questa soluzione. Non poteva essere il grillismo il fattore in grado di provocare un cedimento risolutivo del quadro di potere, né era quello che Grillo voleva in realtà.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma c’è un ma: la crisi. Un paese che perde migliaia di posti di lavoro a settimana, una miseria che va approfondendosi nel corpo vivo del paese, due generazioni senza futuro, la debacle dell&#8217;industria, il debito pubblico, ecc. Se questa operazione presuppone una prova di forza della borghesia per tenere il potere, allora è un suicidio per loro, un suicidio un po’ più diluito, perché il quadro sociale non regge più il peso della crisi e la politica appare sempre più come dominio, prepotenza, imposizione degli interessi delle banche ad un popolo stremato da tasse, disoccupazione e miseria.</p>
<p style="text-align:justify;">Quanto durerà questo nuovo assetto: 3 mesi, 6 mesi, un anno? I tempi sono più o meno questi, altro che governo di legislatura. Con questa operazione la gente capisce di non avere rappresentanza nella politica, perché anche Grillo ha fallito non riuscendo a tenere il cambiamento al centro della discussione. Comincia quella macerazione delle coscienze che porta a comprendere che il sistema non è correggibile, che nessun sistema si emenda da sé, che l’unica soluzione è liberarsene. Ci vorrà tempo, ma la crisi accelera tali processi. Nessun cambiamento è possibile nel quadro della democrazia borghese, nessuna evoluzione possibile in questo sistema: occorre superare l’orizzonte capitalista<strong>. </strong><strong></strong></p>
<p style="text-align:justify;">La vecchia <i>“cariatide”</i> del PCI <i>“migliorista”</i>, la cui storia è la storia dell’attacco e dell’abbandono degli ideali di sinistra, il teorico del passaggio dal comunismo al collaborazionismo e poi al mero servilismo, è l’immagine di un paese fallito, dove ogni vitalità è stata abilmente strangolata, o raggirata e demoralizzata, per garantire il potere di suggere ancora le energie vive ad esclusivo vantaggio del capitale finanziario.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci hanno ingannati con una grottesca pantomima politica orchestrata in modo geniale.</p>
<p style="text-align:justify;">La rielezione di Giorgio Napolitano, al di là dei limiti anagrafici, era  la migliore garanzia politica per il capitale finanziario internazionale. In fin dei conti è lui che ha messo a capo del governo il proconsole delle banche, garantendo quella maggioranza necessaria a far passare i provvedimenti di macelleria sociale varati da Monti. Ma, nelle condizioni date, la sua riconferma poteva essere presentata solo come necessità da ultima risorsa.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa riconferma ha lo scopo di ricompattare il quadro politico borghese per permettergli di affrontare a muso duro la protesta sociale emergente e di infliggere nuovi colpi al popolo italiano. Nella crisi post-elettorale, Napolitano ha caldeggiato l’ipotesi delle <i>“larghe intese”</i> che sono la formula politica di questo ricompattamento.</p>
<p style="text-align:justify;">Ha iniziato dichiarando la sua indisponibilità, il suo desiderio di distaccarsi dal compito, di non accettare la rielezione, un’ottima copertura per lavorare allo scopo opposto. Era evidente che i partiti che avevano appoggiato il governo Monti, cioè PD e PDL, dovevano continuare poiché il blocco sotterraneo aveva funzionato. Tuttavia occorreva tacitare o demoralizzare la protesta montante, canalizzarla e ricondurla nell’alveo istituzionale fin dove fosse stato possibile. A quel punto affiora Grillo, ma si verifica un imprevisto: l’indignazione della gente è così intensa da consegnare a Grillo molto più di quanto serviva ad una mera opposizione simbolica.</p>
<p style="text-align:justify;">Che fare? Innanzitutto occorreva rendere impraticabili altre soluzioni che non fossero le <i>“larghe intese”</i>, compito svolto da Grillo molto egregiamente. In secondo luogo, svalutare al massimo possibile il voto di protesta ed in ciò Grillo ha trovato un alleato davvero abile, Bersani, che ha fatto girare a vuoto la politica per il tempo necessario a creare le condizioni per gli altri obiettivi. In terzo luogo, eliminare ogni concorrenza a Napolitano: la <i>“remissività”</i> di Berlusconi ha questo significato. E nel frattempo il socio di Berlusconi, D’Alema, uno specialista degli agguati politici, ha mosso i suoi uomini, reclutando anche Renzi, per bruciare tutti i concorrenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Infatti, cento voti in meno (i cosiddetti <i>“franchi tiratori”</i>) non si possono improvvisare, ma rappresentano un’operazione ben congegnata ed organizzata. Fallito tutto, rispunta il nome di Napolitano e tutto resta come prima. E adesso che il blocco politico borghese si è ricompattato e che dispongono di un presidente dirigista che detta la linea, ora che la protesta è stata demoralizzata dalla sconfitta, si andrà avanti con la politica inaugurata da Monti e stavolta col sostegno del blocco politico borghese nel suo insieme.  Ma c’è un elemento decisivo che hanno dimenticato in tutto ciò ed è la crisi.</p>
<p style="text-align:justify;">E il cambiamento? Resta una chimera. Nessun sistema politico si emenda da sé: è la lezione trasmessa dalla cronaca politica più recente, che ormai è storia.</p>
<p style="text-align:justify;"><b>Lucio Garofalo</b></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8500/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8500/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&#038;blog=4180288&#038;post=8500&#038;subd=laconoscenzarendeliberiblog&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un protagonista collettivo</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 15:14:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">E’ sempre più evidente che il primo obiettivo di Grillo è quello di spaccare il PD. Un obiettivo che è alla sua portata valutando la debolezza politica del suo <i>“gruppo dirigente”</i> (si fa per dire) e la permeabilità agli umori della piazza dei nuovi deputati del PD, insofferenti ai comandi di questo gruppo. Il rischio è ora di ritrovarsi Massimo D’Alema alla presidenza della Repubblica dato che egli è il più gradito a Berlusconi, poiché da presidente del consiglio lo ha salvato ben quattro volte; inoltre, manovra Renzi come un burattino e lui e Renzi sono fautori del <i>“governissimo”</i>. Possono riuscire ad eleggere D’Alema al Quirinale, ma poi? Non possono fermare la crisi e l’operazione rischia di aprire una voragine di ostilità con i sentimenti della gente. Staremo a vedere.</p>
<p style="text-align:justify;">Inoltre, l’altro candidato, Giuliano Amato, risulta addirittura peggiore del Lider Maximo.</p>
<p style="text-align:justify;">Pertanto, è sempre più evidente che passerà l’ennesimo inciucio: la <i>“salma”</i> del Lider Maximo piace molto al <i>“cadavere”</i> del cavaliere nero. D’altronde, a partire dal quarto turno, per eleggere il presidente della <i>“Repubblica delle banane”</i> basta la maggioranza assoluta e non servono più i due terzi dei voti. E’ un dato quasi matematico: ormai proveranno a far vincere il <i>“baffetto sparviero”</i> che è assai gradito al sultano di Arcore.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel contempo avanza una nuova forma di <i>“fascismo”</i>, che è estremamente subdola e strisciante: è la dittatura <i>“virtuale”</i> di Internet, una sorta di semi-presidenzialismo proveniente dalla rete del <i>web</i>. Per quanto mi riguarda, propongano pure chi gli pare e brucino chi gli pare. Alla fine si beccheranno, al posto della <i>“mortadella”</i>, il <i>“baffetto”</i>.</p>
<p style="text-align:justify;">Si illudano pure che una <i>“svolta radicale”</i> sia davvero possibile all’interno di un sistema che è sempre più marcio, corrotto e putrefatto, ma l’alternativa non si crea suggerendo semplicemente un altro nominativo, ancorché più onesto e pulito, oppure promuovendo un ricambio generale del personale politico al vertice delle istituzioni statali borghesi.</p>
<p style="text-align:justify;">Non c’è una <i>“malattia mentale”</i> peggiore del riformismo. E’ assolutamente impossibile comunicare con una massa di lobotomizzati. Oltretutto, la psichiatria è una pseudo-scienza creata solo per controllare le menti delle persone, dunque la società. Non è un caso se i manicomi siano sempre stati (ovunque) luoghi alienanti e disumanizzanti dove vengono segregati i dissidenti e le persone ritenute troppo ingombranti e scomode.</p>
<p style="text-align:justify;">A proposito di riformismo, direi che oggi non c’è alcun riformismo possibile perché il riformismo funzionava ed ha funzionato solo quando il capitalismo era in fase di ascesa e sviluppo, in quanto esso è un elemento assolutamente interno, organico e funzionale al sistema del capitale. In attesa del vero protagonista della storia, in attesa che questo protagonista attivi e mobiliti le sue forze, che cominci ad organizzare una presenza soggettiva divenuta per lui indispensabile nello sfascio della crisi e dei sistemi politici di supporto al capitale, si va diffondendo la convinzione che con questo tipo di politica (non solo di classe politica, bensì di forma organizzativa della politica, e quindi dello stato) non si può fare altro che morire di crisi. Non riescono a trovare neppure un nome che abbia un minimo di dignità e di decoro per fornire un’immagine decente al paese.</p>
<p style="text-align:justify;">Sono caduti ormai nella paranoia del loro fallimento, mentre i grillini urlano che <i>“il re è nudo”</i>. Ma anche se riuscissero a trovare una personalità del genere cambierebbe ben poco: in questo ignobile tiro al bersaglio contro i vari pupazzi del sistema si sono dimenticati della crisi e continuano a ballare sul solaio marcio nel quale sono rinchiusi.</p>
<p style="text-align:justify;">La storia comincia a pretendere un nuovo protagonista, cioè un protagonista collettivo.</p>
<p><b>Lucio Garofalo</b></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8498/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&#038;blog=4180288&#038;post=8498&#038;subd=laconoscenzarendeliberiblog&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L’insostenibile leggerezza dello spread</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 06:38:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[corriere on line]]></category>
		<category><![CDATA[discesa]]></category>
		<category><![CDATA[finanziaria]]></category>

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		<description><![CDATA[“Lo spread , la detestata spia del costo del debito, continua a sgonfiarsi fino a sotto i livelli di prima delle elezioni dall&#8217;esito più surreale nella storia repubblicana. La Borsa nel frattempo sta registrando segnali di ottimismo. Nell’ultimo anno, mentre il lavoro e le imprese vivevano la più grande devastazione registrata in tempo di pace, [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&#038;blog=4180288&#038;post=8494&#038;subd=laconoscenzarendeliberiblog&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><i>“Lo spread , la detestata spia del costo del debito, continua a sgonfiarsi fino a sotto i livelli di prima delle elezioni dall&#8217;esito più surreale nella storia repubblicana. La Borsa nel frattempo sta registrando segnali di ottimismo. Nell’ultimo anno, mentre il lavoro e le imprese vivevano la più grande devastazione registrata in tempo di pace, il principale listino di Milano è positivo: chi avesse investito un anno fa, oggi starebbe guadagnando un invidiabile 6,7%”</i>. E’ un breve estratto di un <a href="http://www.corriere.it/editoriali/13_aprile_11/illusione-di-avere-tempo_580232c2-a261-11e2-b92e-cf915efd17c3.shtml" target="_blank"><i>editoriale</i></a> apparso ieri sul <i>Corriere on-line</i>, dal titolo <i>L’illusione di avere temp</i>o, firmato da Federico Fubini.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2013/04/spread-btp-bund-composto-italia-2-5-10-20-anni.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-8495" alt="spread-BTP-Bund-composto-ITALIA-2-5-10-20-anni" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2013/04/spread-btp-bund-composto-italia-2-5-10-20-anni.png?w=614"   /></a>Sembra un paradosso per un paese devastato dalla crisi e dove cresce senza rimedio la miseria sociale. Sembra, ma in economia tutto ha una logica ferrea e nulla accade per caso, senza un fine predisposto dal capitale finanziario internazionale. Dunque, da dove viene e come si sostanzia l’euforia degli acquirenti dei titoli di stato di un paese che versa in queste disastrate condizioni? L’effetto di questa discesa dello <i>spread</i> è, ovviamente, un allentamento della tensione finanziaria e la possibilità di evitare nuovi ricorsi alle tasse per questioni di pareggio, un aumento della liquidità dello stato, ecc.</p>
<p style="text-align:justify;">Poiché lo <i>spread</i> è un valore comparativo tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi per quanto riguarda il loro rendimento (e la loro solvibilità) e poiché non sono pensabili né cedimenti dei titoli tedeschi, né rivalutazioni della base di stima dei titoli italiani, ecco che spunta fuori l’incognita. Che l’Italia sia al limite della sua solvibilità è un dato di fatto: 100 miliardi di interessi sul debito pubblico sono insostenibili per il nostro paese e questo limite implica un rischio di inceppamento dei meccanismi di riscossione, una defezione fiscale generalizzata nella forma di un conflitto con contenuti di classe. E’ già accaduto, sta già accadendo in paesi troppo stressati dal prelievo fiscale e dal taglio della spesa pubblica come, ad esempio, il Portogallo e la Grecia. Allora, il problema posto al capitale finanziario internazionale è il seguente: come evitare che l’eccesso di sfruttamento di interi paesi possa generare una rivolta fiscale diffusa ed il rifiuto di continuare a pagare a questo regime usuraio oppure di continuare a pagare <i>tout-court</i>?</p>
<p style="text-align:justify;">Meglio lasciare respirare le finanze dei paesi spremuti finora, abbassando la tensione finanziaria e sociale, e magari abbassando le quote del cosiddetto <i>fiscal compact</i>. Nella fattispecie, l’abbassamento dello <i>spread</i> significa allontanare l’imminenza di una conflittualità il cui oggetto del contendere potrebbe diventare lo stesso meccanismo di estrazione del plusvalore complessivo dell’Italia. In altri termini: <i>“paghino di meno, ma continuino a pagare”</i>. Nel corso della storia, i casi in cui il debito pubblico è stato semplicemente cancellato di forza, sono le rivoluzioni. Quelle vere, non quelle finte o quelle compiute a metà, solo per illudere la gente che tutto sia finalmente cambiato.</p>
<p><b>Lucio Garofalo</b></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/8494/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&#038;blog=4180288&#038;post=8494&#038;subd=laconoscenzarendeliberiblog&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Avanguardia di “ciarlatani e pifferai magici” o consociazione di rivoluzionari?</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Apr 2013 17:15:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Appunti sul moderno proletariato e sulla “nuova” questione operaia L’Italia è da sempre il regno della retorica e dell’ipocrisia dei ciarlatani, degli impostori e dei pifferai magici. Ma il degrado etico e culturale in cui è sprofondato il Paese è tale da non permettere più di discernere la verità dalla menzogna, l’equità dall’ingiustizia. L’attuale recessione [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com&#038;blog=4180288&#038;post=8490&#038;subd=laconoscenzarendeliberiblog&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>Appunti sul moderno proletariato e sulla<i> “nuova”</i> questione operaia</strong></p>
<p style="text-align:justify;">L’Italia è da sempre il regno della retorica e dell’ipocrisia dei ciarlatani, degli impostori e dei pifferai magici. Ma il degrado etico e culturale in cui è sprofondato il Paese è tale da non permettere più di discernere la verità dalla menzogna, l’equità dall’ingiustizia.</p>
<p style="text-align:justify;">L’attuale recessione non è un episodio accidentale, ma una crisi strutturale causata dall’eccessivo sviluppo delle forze produttive, una crisi accelerata dalla saturazione dei mercati internazionali: finora si è prodotto in eccesso sfruttando troppo i lavoratori, che si sono impoveriti e sono destinati ad impoverirsi ulteriormente. E’ una crisi che si spiega in virtù dell’enorme divario tra la crescente produttività del lavoro e la declinante capacità di consumo dei lavoratori. In altri termini, gli operai producono troppo, a tal punto che non si riesce a vendere quanto essi producono. E’ questa la radice delle contraddizioni del capitalismo, che è riconducibile alla sua tendenza intrinseca (e cioè innata) alla sovrapproduzione di merci. In questo quadro complessivo l’azione dei governi (qualsiasi governo) asseconda gli interessi del capitalismo di finanza.</p>
<p style="text-align:justify;">Infatti, le politiche di liberalizzazione selvaggia attuate dai governi negli ultimi decenni procedono senza sosta, malgrado aumenti la consapevolezza che esse favoriscono il predominio dei grandi potentati economici, delle banche e delle società finanziarie, a netto discapito dei lavoratori. Impresa, mercato, produttività, profitto, non sono mai stati termini asettici o neutrali, ma hanno sempre definito affari e poteri concreti, persone in carne ed ossa. Eppure, tali interessi privati sono esibiti come il bene comune.</p>
<p style="text-align:justify;">La contraddizione centrale è tuttora quella che contrappone l’impresa capitalista al mondo del lavoro sociale. I lavoratori devono prendere coscienza che il vero problema risiede nel costo del capitale, nell’inasprimento delle condizioni di sfruttamento e nell’aumento degli straordinari, nella crescente precarizzazione delle condizioni di lavoro e di vita degli operai, insomma nel sistema dell’alienazione capitalista del lavoro.</p>
<p style="text-align:justify;">Di fronte alla crisi internazionale la risposta della FIAT è stata un disegno strategico che punta alla “<i>terzomondizzazione”</i> del lavoro in Italia, un’intensificazione dei ritmi e dei tempi di lavoro, alla piena precarizzazione dei diritti e delle tutele sindacali, dei salari, delle condizioni di sicurezza degli operai. Dopo aver dissanguato i lavoratori polacchi, la FIAT pianifica il rientro in Italia di una produzione trasferita all’estero negli anni scorsi, malgrado le generose sovvenzioni elargite dallo Stato italiano, ovvero dai contribuenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Inoltre, in un paese civile la sicurezza sul lavoro dovrebbe essere anteposta ad ogni altro tipo di questione. Eppure, il macabro bilancio degli <i>“omicidi bianchi”</i> comporta un aggiornamento costante. Il lavoro nelle fabbriche, nei cantieri, sulle strade, è ormai un lavoro ad altissimo rischio. Infatti, l&#8217;impressionante bilancio degli <i>“omicidi bianchi”</i> è un vero bollettino di guerra. Si calcola che nel mondo gli infortuni mortali sul lavoro, secondo i dati ufficiali<strong> </strong><strong>forniti dall’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro</strong><cite><b>)</b></cite>, superano le cifre dei morti causati dalle guerre in generale. Se non bastasse l’evidenza ci sono le statistiche a confermare che nei luoghi di lavoro è in corso un vero e proprio stillicidio. Le stime <strong>dell’INAIL</strong><b> </b> rivelano che gli <i>“omicidi bianchi”</i> riprendono ad aumentare, segnalando una recrudescenza del fenomeno. La media quotidiana di 3/4 vittime causate dallo sfruttamento capitalistico, segnala la scarsa <em>severità</em><i> </i>delle norme vigenti e la debole <em>inflessibilità</em> della loro applicazione e dei controlli ispettivi. In tal modo gli operai continuano a crepare nelle fabbriche, nelle officine, nei cantieri edili, nei luoghi malsani ed insicuri della precarietà e dello sfruttamento economico, mentre nessun <em>governo</em><em>,</em> <em>partito e</em><em> </em><em>sindacato</em> può assolutamente intervenire, ammettendo così la propria <em>impotenza</em><em> </em>e dichiarando il proprio fallimento.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma al di là delle circostanze che sono riconducibili a <i>“tragiche fatalità”</i>, gli infortuni mortali recano sempre responsabilità ben precise in quanto c’è sempre chi non ha fatto il suo dovere per evitare quell’incidente, una responsabilità che andrebbe ricercata e perseguita. In genere, le stragi sul lavoro sono legate ai seguenti ordini di cause: anzitutto i costi e la logica del profitto economico, l’inasprimento delle condizioni di sfruttamento in fabbrica e l’incremento degli straordinari. In altre parole, la causa prima è la precarizzazione delle condizioni di sicurezza dei lavoratori. Invece, nell’agenda dei governi tale emergenza viene puntualmente scalzata da false priorità.</p>
<p style="text-align:justify;">Negli ultimi anni, all’estero e in Italia, gli effetti destabilizzanti della crisi economica hanno spinto molti operai, esposti alla minaccia dei licenziamenti, a ribellarsi e ad intraprendere forme di protesta prima impensabili. C’è l’operaio che tenta il suicidio perché non riesce ad arrivare alla fine del mese, ma ci sono anche casi di lavoratori che scelgono di resistere strenuamente contro i licenziamenti, la disoccupazione e la crisi, che i padroni tentano di far pagare alla classe operaia, come sempre. Aumentano le lotte intraprese  da gruppi di operai ribelli, perciò perseguitati, in molte fabbriche, lavoratori che si organizzano autonomamente e perciò vengono sottoposti a tentativi di criminalizzazione e di repressione condotti dai padroni e dallo Stato che è loro complice.</p>
<p style="text-align:justify;">L’ISTAT, un istituto di statistica ufficiale, noto per la sistematica manipolazione dei dati reali ad <i>usum Delphini</i>, cioè della casta politica, riferisce che 4 giovani su 10 non hanno occupazione. Si tratta di un dato falso per difetto e riduttivo della reale portata del fenomeno. Studi meno contraffatti dimostrano invece che su 100 giovani 53 sono disoccupati, 42 svolgono lavori sottopagati precari e solo 5 hanno qualcosa che assomiglia vagamente ad un’occupazione, sia pure senza alcun diritto o tutela sindacale.</p>
<p style="text-align:justify;">Ovviamente si tratta di una media di carattere nazionale, per cui vi possono essere zone del paese nelle quali 78 giovani su 100 sono disoccupati, come ad esempio la Campania, o che 68 su 100, come in Lombardia, svolgono lavori sottopagati con salari, piuttosto diffusi, che non superano i 10 euro al giorno e solo per i giorni effettivamente lavorativi.</p>
<p style="text-align:justify;"><i>“La politica</i> &#8211; diceva Lenin &#8211; <i>è l’arte di preparare il futuro”</i>: ma quale futuro attende questi nostri giovani? Un futuro privo di prospettive, che sprofonda in un abisso di sfruttamento e di miseria obbligatoria, la precarietà imposta come esistenza ed unico elemento di stabilità, la svalutazione e la vanificazione di ogni loro sforzo per qualificarsi, nessun tipo di previdenza sociale, l’impossibilità di dare un senso qualsiasi alla propria vita in una famiglia propria, la morte civile e addirittura la fame, quando le pensioni dei genitori non potranno più sostentarli. E nel frattempo solo il vagare a vuoto, la condizione psicologica di inutilità, la sconfitta di ogni aspettativa e di ogni speranza.</p>
<p style="text-align:justify;">Il senso di solitudine, di incomunicabilità, di sconfitta e di precarietà che pervade ormai la vita di centinaia di migliaia di giovani, la loro assenza oggettiva di speranze, di attese e di prospettive, la mancanza di punti di riferimento a livello politico, istituzionale, sindacale, per certi versi sono una condanna micidiale ed un motivo di drammatica rassegnazione e di resa, anche per i meno giovani, per le vecchie generazioni. Ma non si può assolutamente tollerare l’idea che non possa muoversi ancora un alito di speranza.</p>
<p style="text-align:justify;">Ebbene, questi giovani senza futuro costituiscono il moderno proletariato, gli equilibristi dell’indigenza, gli esclusi da ogni forma di esistenza dignitosa, i condannati alla non-vita, i nuovi dannati. A loro vale la pena di chiedere: <i>“Cosa avete più da perdere, se non le vostre illusioni?”</i>. A loro vale la pena di dire: <i>“Piuttosto che fidarvi di un buffone che fa marciare la sua vanagloria sulla vostra disperazione, fidatevi di voi stessi. Siate voi a promuovere ed a costruire una via d’uscita dalla catastrofe del capitalismo. Unitevi!”</i>.</p>
<p style="text-align:justify;">A scanso di eventuali equivoci, chiarisco ulteriormente alcuni concetti fondamentali. Qui non si tratta di proteggere o meno i propri figli (un comportamento che mi pare oltretutto normale e naturale, a parte ovviamente alcuni eccessi che tendono all’iper protezionismo, un tema che meriterebbe una trattazione specifica e adeguata), bensì di aiutarli a maturare la consapevolezza che serve una scossa collettiva, uno scatto di orgoglio generazionale, ma soprattutto una nuova lotta di classe. Nel senso che se ancora esiste ciò che un tempo era detto <i>“proletariato”</i>, vale a dire il <i>Quarto Stato</i> che <i>“non ha più nulla da perdere se non le proprie catene”</i> (le proprie illusioni), oggi questo è esattamente l’esercito composto dai giovani precari condannati ad esserlo per la vita.</p>
<p style="text-align:justify;">Probabilmente sarebbe persino più triste dover sperare che i propri figli scelgano la via della fuga dal proprio luogo d’origine, tuttavia non riesco a dar torto al pessimismo. Nel contempo sono convinto che finché le nostre forze, le nostre energie fisiche e spirituali reggeranno, finché le residue speranze di cambiamento e le ultime possibilità di riscatto non si esauriranno, abbiamo il dovere morale di continuare a sperare in un futuro migliore, a progettarlo incitando i giovani all’unione e alla lotta, proprio per l’avvenire dei nostri figli, delle future generazioni. Sembrano parole intrise di facile retorica, ma temo siano tanto necessarie quanto realistiche. In caso contrario non scorgo alternative.</p>
<p style="text-align:justify;">A riguardo non è più proponibile, né percorribile la via di affidarsi ancora alle deleghe, ai soliti, vecchi <i>“pifferai magici”</i> che non si sa dove condurranno il loro seguito di <i>“topi”</i>. Anzi, si sa benissimo: verso il baratro dove sono già precipitati. Quando parlo di pifferai magici non mi riferisco solo a Grillo, ma potrei citarne molti altri: ad esempio, penso anche a Bertinotti. Ma a questo punto, sono preferibili mille volte i <i>“carbonari”</i>.</p>
<p style="text-align:justify;">Rammento che nel corso della storia umana non c’è stato un solo traguardo raggiunto, una conquista di civiltà e di progresso, senza la lotta. E per vincere serve organizzarsi ed unirsi. D’altronde, lo ribadisco, cosa altro si può perdere se non le proprie illusioni? A proposito dell’unità del proletariato e di emergenze concrete, nell’11^ Tesi su Feuerbach, Marx sintetizzò tutto nella celebre frase: <i>“I filosofi finora hanno solo interpretato il mondo in modi diversi; d’ora innanzi dovranno cercare di trasformarlo”</i>.</p>
<p style="text-align:justify;">Pertanto, accantoniamo i ragionamenti speculativi sui massimi sistemi, i dibattiti sui teorici del pensiero marxista e via discorrendo, non tanto perché troppo astratti, astrusi o incomprensibili, bensì per riagganciare quella che è la questione cruciale e decisiva del socialismo e del marxismo rivoluzionario, vale a dire il tema della coscienza e della lotta di classe e del partito, quindi il modo in cui, nell’odierna fase storica del capitalismo, è possibile agire per trasformare radicalmente lo stato di cose esistente.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi è più che mai necessario solidarizzare con le lotte dei proletari in ogni angolo del pianeta, in modo particolare con gli operai che lottano contro la crisi e contro lo sfruttamento in fabbrica, per non essere più ingannati da governi, padroni e sindacati.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi ci troviamo di fronte ad un compito assolutamente nuovo, dettato da ciò che è realmente il moderno proletariato. Le vecchie forme-partito sono storicamente improponibili. Inoltre, tali formule organizzative non sarebbero accettate dagli stessi proletari, che le sbeffeggerebbero in modo irriverente. Tuttavia, una <i>“consociazione di comunisti e di rivoluzionari”</i> è una necessità oggettiva ed innegabile poiché è necessario trasmettere l’idea e la prospettiva di una società di liberi e di eguali oltre il capitalismo.</p>
<p style="text-align:justify;">Serve un partito in grado di immettere idee, ragionamenti, proposte nel corpo vivo del movimento, svolgendo un ruolo importante per il suo sviluppo. Di questo ipotetico partito  al momento non è possibile prefigurare né la morfologia, né la fisiologia. Se non si accetta il presupposto che il partito è uno strumento della classe e non viceversa, si parte già col piede sbagliato. Un partito è un prodotto delle dinamiche sociali e di per sé non può esistere in assenza di tali dinamiche, se non come una mera forma di testimonianza di carattere simbolico. E cosa può essere un corpo separato e sovrapposto alla classe, pieno delle sue presunte verità, impermeabile alla dialettica sociale, ossificato nelle sue gerarchie e nei suoi organismi, che riconosce solo a sé stesso il diritto di decidere e magari contro altri compagni che non professano il loro stesso <i>“credo”</i> nelle dovute forme canoniche, se non un pesante retaggio o un riflesso dell’ideologia borghese? Tale visione ideologica è un reperto <i>“archeologico” </i>del passato di cui occorrerebbe disfarsi per poter cominciare a ripensare “<i>ex novo”</i> la questione. Sia chiaro. La funzione dei comunisti è assolutamente importante, talora decisiva, per indicare al movimento proletario la prospettiva di un mondo possibile oltre il capitalismo, ma un simile compito non richiede né caporali, né ufficiali, né <i>“pifferai magici”</i>. Non si può più indulgere verso il persistere di una visione mitizzata del partito.</p>
<p style="text-align:justify;">Il partito è da ritenersi uno strumento, non un’avanguardia o un corpo di eletti, proprio perché non bisogna più nutrire il culto della <i>“organizzazione”</i>. L’organizzazione di un partito dipende direttamente dal lavoro da svolgere, ma ciò non implica alcuna gerarchia di ruoli e funzioni. Il partito deve essere una <i>“consociazione di comunisti e di rivoluzionari”</i>: sottolineo il vocabolo “<i>consociazione”</i>, da non confondere con “<i>associazione”</i>, in quanto nel dizionario si intende esprimere non l’immagine di un partito come un corpo chiuso ed autoreferenziale, per accedere al quale bisogna recitare un <i>“credo ideologico”</i>. Al contrario, questa tipologia di <i>“partito”</i> è il luogo politico dove tutti coloro che desiderino spendersi per il comunismo, vale a dire per la causa e per l’emancipazione del proletariato, trovino una piena e totale cittadinanza. I comunisti non hanno alcun bisogno di imporre la loro linea mediante un apparato gerarchico che, alla fine, si identifica nel partito medesimo: se i comunisti credono in quello che pensano allora vogliono e debbono confrontarsi, con tutti,  vogliono e debbono convincere, non vincere e magari grazie alla forza di un apparato burocratico.</p>
<p style="text-align:justify;">Qualcuno potrebbe obiettare che la mia visione è di origine <i>“anarchico-comunista”</i>. A parte il fatto che i nominalismi verbali servono a poco o a niente, poiché non spiegano assolutamente niente e non servono a niente in un’epoca che è totalmente diversa da quella in cui tali nominalismi furono concepiti, redatti e adoperati per la prima volta. E tanto meno mi interessa una sorta di attivismo politico inconcludente, fine a sé stesso, come giustificazione esistenziale. C’è ben altro da fare. Chi propone oggi l’idea di un partito deve, a priori, definirne compiti e forme, e qui si inceppa il discorso di chi celebra ed assolutizza in chiave mitologica il ruolo del partito. Delle due l’una: o un partito astratto, metastorico, mutuato dalle vecchie esperienze, che peraltro sono manipolate e distorte ad arte dall’agiografia burocratica, o servirebbe ridefinirne compiti e forme sulla base di ciò che realmente è il moderno proletariato e l’ambiente proletario, con cui bisognerebbe provare ad interagire e confrontarsi. Credo sia giunto il momento di iniziare a discutere seriamente, serenamente, liberamente dell’argomento.</p>
<p style="text-align:justify;"><b> </b></p>
<p style="text-align:justify;"><b>Lucio Garofalo</b></p>
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