LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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Non facciamo la sciocchezza di non andare a votare

Anche il satiro con la testa  asfaltata ha compreso l’importanza delle prossime amministrative.

Vuole che diventino un banco di prova del governo.

So che molti  ( io stessa negli anni ero arrivata a farlo ) in mancanza di alternative valide avevano deciso di non andare a votare.

So che molti schifati dal comportamento  dei politici di qualunque colore avevano deciso di buttare al vento questa grande possibilità democratica.

Le statistiche parlano chiaro, l’astensionismo, già altissimo, è in aumento.

Tutti sapete che non votando favoriamo chi della politica ha fatto  ormai una “professione”, spesso eticamente scorretta, sporca, se non addirittura connivente con il malaffare , mafia, camorra e tutta la merda umana.

Non è il momento di lasciare il campo a questa gentaglia.

Andiamo a votare, mandiamo a votare, invitiamo a votare !!!!

Poi se non trovate nessun nome per cui valga la pena di consumare la penna, esprimetevi graficamente come meglio credete..ma  andate a votare.

Non lasciamo che per un puro meccanismo matematico  diventi maggioranza ciò che invece è minoranza.

Io mi sono candidata in due comuni, Arezzo e Montevarchi  nella speranza che , offrendo il mio nome, il mio essere sempre dalla parte dei più deboli e della giustizia , qualcuno si convinca ad utilizzare questo grande strumento democratico….uno dei pochi che ci rimane.

La mia campagna elettorale sarà questa : non importa chi voterete, ma andate a votare !

Franca


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INCOSTITUZIONALITA’ DELLE LEGGI ELETTORALI

Partendo dall’idea comune che la Costituzione rimane  ( e deve rimanere ) la MADRE di tutte le leggi, ho fondato su Facebbook una pagina  Sto con la Costituzione che cerca di analizzare lo stato di attuazione della Costituzione, cercando di elaborare un progetto , consapevoli che:

la Costituzione è tutto : è un manifesto di intenti,una linea di condotta, un programma politico,un programma di governo….

Ecco uno dei primi contributi che vi segnalo molto volentieri e a proposito del quale  vorrei i vostri pareri.

E’ di Lamberto Roberti che si è  candidato anche  al Parlamento Europeo utilizzando la facoltà di elettorato passivo data dalla Costituzione.

Ovviamente invito chi è su FB ad iscriversi alla pagina  e contribuire alla buona riuscita di questo  “gruppo di studio “.

Franca


INCOSTITUZIONALITA’ DELLE LEGGI ELETTORALI

Una Legge che afferma l’applicazione di un “premio di  maggioranza”, il quale “regala” a dei partiti dei deputati senza che essi abbiano ottenuto il suffragio degli elettori, in Democrazia in Italia ed in Europa, ha motivazioni di rilevante incostituzionalità.
Qualsiasi Legge che escluda “per soglia minima” l’elezione di deputati che abbiano raggiunto il quorum, in Democrazia, in Italia ed in Europa, ha motivazioni di rilevante incostituzionalità .
Dalle elezioni del Parlamento tenutosi il 09 aprile 2006, l’Italia da Repubblica  Democratica si è trasformata in Repubblica  Partitocratrica, dove il potere , detenuto attraverso l’elettorato passivo, è stato sottratto al Popolo Sovrano.
Il Popolo vota un secondo turno di nominati da capi di Partito, senza alcun potere di scelta.
Il primo rilievo a supporto, deriva dall’art. 48 della Costituzione che afferma: “il voto è personale ed uguale, libero e segreto”.
Significato: il voto ha come unità di misura l’individuo; che è l’unità.
L’entità individuo si trasforma in numero, equivalente ad 1 (uno); tanti voti individuali, di valore 1, (uno) la cui sommatoria fornisce il risultato elettorale in valore totale.
Quando questo valore raggiunge il quorum, cioè un numero ottenuto dalla somma algebrica del totale dei voti validi, diviso i deputati da eleggere, e fornisce almeno un numero intero, in Democrazia si ha il diritto e la certezza dell’elezione, perché quel numero corrisponde al numero di individui che attraverso il voto ha deciso in modo irretrattabile chi sia il loro delegato.
Nella nostra Costituzione non sono contemplate norme che deviano da quanto affermo.
Quindi qualsiasi norma legislativa che premiando alcuni, in danno di altri, che hanno raggiunto il quorum e li esclude, è chiaramente incostituzionale.
In sostanza l’art. 1 II comma “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” supporta il concetto che il voto, unico mezzo di partecipazione attiva in Democrazia, del cittadino elettore, non può essere annullato, come nel caso degli esclusi per soglia, ossia il voto di quei cittadini non può assumere valore 0 (zero) in disuguaglianza ad altri cittadini, per i quali assume il valore 1 (uno) e neppure l’opposto come per gli eletti per premio di maggioranza, che può assumere valori illimitati, ossia 10, 100, 1.000, 10.000 o 100.000.

Perché chi nominato per “premio” potrebbe non avere ricevuto un solo voto. (Lamberto Roberti)


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Non si vive di solo localismo

Tra le tante analisi del voto che si leggono oggi ho trovato questo articolo molto  interessante e ricco di spunti di riflessione.

Non si vive di solo localismo di  Giuseppe Caravita.

Tutto è compiuto. Hanno vinto solo le tre forze credibili, di quelle che ti fanno muovere il sedere, nel bene o nel male, per andare al seggio.

Vendola, sulla sua faccia, e la Lega, con il suo messaggio terribilmente chiaro e semplice. Gli altri hanno perso. Berlusconi è costato punti al Pdl, il Pd pare ormai un vecchio castello mezzo disabitato e dalle mura che si sbriciolano, l’Idv una mancata promessa (un partito monarchico di borghesia legalista) , l’Udc un comprimario marginale (pieno di inquisiti), la vecchia sinistra radicale rivoltolantesi nella sua bara (ormai temo inchiodata), e solo i grillini un piccolo (ma in alcune regioni no) sprazzo di possibile innovazione.

Ha ragione Zaia, il bipolarismo, con oggi, è finito. E’ morto il progetto di una Seconda repubblica alla francese o inglese. L’unico modello possibile ora, stante le cose politiche in Italia, è la Germania. Spero vivamente non la Jugoslavia.

L’unico progetto politico “pesante” su piazza, ovvero il federalismo fiscale, ovvero la controllabilità dei soldi sul territorio (e la presenza del politico leghista sul territorio), ovvero la paura del diverso (ma necessario per lavorare e fare profitti) ha vinto.

E ha vinto anche Vendola che, da sinistra, condivide la sua forma di localismo, ma di ben diverso spessore e prospettiva umana.

L’Italia del Nord, dopo 18 anni di fallimento irrisolto della Repubblica,  ha perso definitivamente l’illusione berlusconiana, si è ripiegata su se stessa, sul suo illusorio materasso protettivo. Il sud della Campania e Calabria ha dichiarato bancarotta, tornandosene ai Cosentino e ai soliti Gattopardi. Abbandonando le fotocopie di sinistra per gli originali.

Soltanto Vendola ha guadagnato un ruolo di speranza, e l’Italia progressista ora guarderà alla Puglia.

Nasce invece la Padania leghista, e si prepara la lunga resa dei conti in un centrodestra ormai a motore bossiano. L’anno prossimo il grande test sarà il sindaco di Milano, a fronte del fallimento conclamato della sua ex-borghesia.

Ha perso, ma in modo mascherato e soft, il declinante Berlusconi. Di Pietro ha tenuto, pagando prezzi enormi alla sua alleanza (a mio avviso malaugurata) con il Pd dei nomenklati, dei ciechi e degli stolti.

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Impagabile

è impagabile il risultato elettorale di oggi.

Ho sbagliato le previsioni di 2 regioni, ma chissenefrega.

Me ne frego, come disse qualcuno, perchè sto godendo troppo.

voi comunisti, voi votanti dell’Italia dei Valori, come al solito non avete capito nulla.

Il PDL ha perso una valanga di voti.

Ma non li ha persi per merito vostro.

Li ha persi perchè tutte le persone che conosco che avevano votato PDL, in due anni si sono rotti il cazzo di alcune cose che sono:

  1. FINI
  2. Le varie sparate inopportune del Silvio, tipo dare dell’abbronzato ad Obama, farsi beccare sulla D’Addario e le stronzate sulla lotta al cancro.

Ma non è la fine di tutto.

E’ un litigio tra innamorati.

Gli elettori del PDL hanno dato un segnale chiaro e forte, ovvero che si sono rotti il cazzo di queste cose e dove c’era la Lega i voti sono passati di qui, dove la Lega non c’è sono rimasti a casa e non sono andati a votare.

Chi è davvero di destra non può votare Fini, ed ha votato noi, l’unico partito di destra rimasto in Italia.

Voi cazzari avete conquistato voti solo con l’IDV, perchè essendo votati da fondamentalisti chiaramente ha preso voti.

Poi avete vinto dove era ovvio, io ho parenti in Toscana ed in Umbria e quelli votano a Sinistra A PRESCINDERE.

Ma chi maggiormente ha dimostrato di non essere attraente per gli elettori, è il PD che ha perso voti su basi nazionali.

In Veneto siete stati DOPPIATI, 60% contro 30%.

Vendola è stato eletto per una scelta politica infelice di non allearsi con l’UDC, perchè i voti della Poli Bortone davano la vittoria, scelta stupida e vittoria meritata vostra.

Loiero lo hanno votato 1/3 degli elettori, ben contenti di come voi lottiate contro la ‘ndrangheta.

Qui al Nord, dove si produce la ricchezza del paese, la Lega che ben sa rappresentare gli interessi concreti delle persone abbiamo STRAVINTO, a riprova che tutte le stronzate sulla crisi del Nord Est e la perdita di consenso della destra, che avete scritto per mesi, erano e sono stronzate.

Certo, ci sarà una resa dei conti.

Perchè la Lega così forte peserà a livello nazionale, ed avremo finalmente il federalismo ed anche chi è vissuto sulle spalle nostre dovrà iniziare a rimboccarsi le maniche ed a razionalizzare spese e clientelismo.

E soprattutto il Sud ci guadagnerà, perchè con la responsabilizzazione civile e penale degli amministratori locali, i cittadini del Sud potranno prendere a calci chi li malgestisce.

Perchè voi trogloditi che odiate la Lega a prescindere, non avete capito che i cittadini del Sud sono VITTIME del malgoverno e con il federalismo finalmente anche al Sud ci sarà lavoro e ricchezza.

Avete insultato la Lega, ci avete dato dei nazisti, come al solito non avete capito un cazzo, ed i risultati elettorali lo hanno dimostrato….


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Bavaglio alle trasmissioni

Il provvedimento era nell’aria, ma ora si è trasformato in realtà. Il CDA della Rai ha deciso di chiudere tutti i programmi di stampo giornalistico per un mese grazie alla campagna elettorale. Nessuna trasmissione, inchiesta, talk show, approfondimento politico potrà andare regolarmente in onda per non contrastare con la “presentazione” dei vari candidati per la Regione.

Nonostante le proteste forti e le promesse (quella di Santoro) di provare ad andare comunque in onda, i cittadini non potranno venire più a conoscenza dei profili di tutti i candidati che si apprestano a darsi battaglia. Ecco, proprio il conoscere e delineare i profili di questi signori è una cosa che in Rai bisogna evitare, anzi diciamo che bisogna evitarla dappertutto. Le notizie non devono trapelare, ne bisogna stilare la lista di tutti i rinvii a giudizio, processi e colpevolezze che fanno da contorno alla metà dei candidati. I vari Floris, Santoro, Vespa ( sacrificato per parcondicio) sono imbavagliati, nonostante questi avessero provato a portare avanti temi differenti dalla politica. Flores con il costo della vita, Santoro prima con lo scandalo della Protezione Civile (dove centrava la politica ma non è colpa nostra, semmai la loro) e poi con il caso Morgan, infine Lerner con lo scandalo Telecom-Fastweb. Ma neanche questo basta, neanche questa tipologia di argomenti deve essere approfondita. Meglio non far luce sui favoritismi del capo della Protezione Civile, ne sul riciclaggio di soldi creando una delle più grandi truffe della storia, ne di illustrare i modi rozzi e barbari che mafiosi, camorristi e ndranghetisti utilizzano per portare a spasso politici di un certo spessore. Se poi vogliamo fare tutto a favore della libertà di una campagna elettorale, dai piani alti sono più giustificati, visto che Formigoni in Lombardia e Errani in Emilia Romanga sono ineleggibili per legge, ma nonostante questo hanno comunque chiesto un ricorso e un aiuto perchè le leggi possono anche non essere rispettate, così come ha fatto la Polverini che ha chiesto aiuto di cani e porci, di capi di Stato e giudici in toga rossa per ritornare in corsa. Dunque oscuriamo le notizie, mandiamo l’informazione a farsi benedire e lasciamo che si assista a noiosi programmi di partito, proposte e quant’altro sia necessario a farsi “bello” davanti al grande schermo, lasciamo che sia il TG1 a occuparsi di tutti gli altri approfondimenti e di assolvere o prescrivere chi gli pare, lasciamo anche che la gente dell’Aquila rimanga li, con le sue carriole a protestare o a ignorare le pietre tombali abbandonate e lasciate li a confondersi con le macerie. Lasciamo anche che i sindaci dei paesi limitrofi dichiarino “impossibile ci siano queste condizioni in un cimitero”, quando poi tutto viene regolarmente documentato sul giornale, quei pochi veri che ancora provano a non distorcere la realtà con la menzogna o l’occultamento. Ignoriamo tutto e basta. Ignoriamo magari anche come il Regime italiano si fortifichi sempre di più, giorno dopo giorno.

Dove tutto è legale perchè reso illegale, non meravigliamoci che il sistema elettorale sia trascinato anch’esso in questo vortice che non si fermerà più.

Nicola Sorrentino


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Polverini: fra complotti e burocrazia

La lista del PDL nel Lazio è stata esclusa per una “leggerezza da dilettante”. Questi i titoli che scorrono, accompagnati dalle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che poveretto si è trovato vittima di una boicottatura a suo dire, delle liste per le regionali nel Lazio che non sarebbero state consegnate in tempo.

Il ritardo c’è stato, di ben 50 minuti ad opera di Alfredo Milioni, sul quale si vocifera che avrebbe ritardato per proporre nuovi nomi e toglierne qualcuno poco desiderato. Il guaio è fatto e “quer pasticciaccio di via Polverini” rischia di compromettere ancora di più l’equilibrio, già precario, del PDL che ha visto come conseguenza persino uno scontro fra La Russa e Alemanno. Quello che però fa spavento ancora una volta è la conseguenza e le reazioni che sono derivate dalla mancata consegna. Si è riuscito a ricorrere contemporaneamente all’Ufficio Regionale, poi al Tar ed eventualmente al Consiglio di Stato, senza però disdegnare delle azioni civili e penali visto che nessun ufficio poteva, secondo loro, rifiutare la documentazione. Insomma, dietro questa gaffe ci sarebbero complotti burocratici e forzature ufficiose che avrebbero “impedito fisicamente” la consegna delle liste. A fare capo al complotto sarebbe la burocrazia stessa, rimbomba la Polverini, che ha lanciato addirittura a Napolitano l’appello di non uccidere la democrazia in questo modo. Va bene che l’autocritica non è mai stata caratteristica dominante della destra, del PDL, ma che addirittura si faccia ricorso contro le regole è altrettanto imbarazzante. Nessuno pensa al disprezzo di quest’ultime che puntualmente torna a galla quando vi sono mancanze ed errori umani. Soprattutto dopo lo scandalo della Protezione Civile, la burocrazia ostacola e basta, meglio affidarci alla clemenza del Capo dello Stato. Regole e termini dovrebbero essere cambiati per il favore di qualcuno, bisogna anzi interpellare i magistrati. Quei “talebani” che dovrebbero rimediare all’abuso, piuttosto che difendere un diritto. E se la Bonino non si augura leggi ad listam dopo quelle ad personam, la parola complotto rimbomba sempre di più.

La prima forma di questa “cospirazione” è quella di annientare la Polverini perchè “finiana”, visti i rapporti noti fra Fini e Berlusconi. La seconda fa pensare a una vendetta di Storace contro Fini, che non avrebbe inserito nessun suo adepto nella lista. Ma quella più probabile sembra essere anche quella più evidente per il PDL: degli uomini di sinistra hanno impedito fisicamente la consegna delle liste. Magari costruendo dei muri di cemento o mettendo barricate di ferro con transenne speciali. Qualcuno però si dimentica di chi aveva il compito di consegnare questa benedetta lista di nomi. Alfredo Milioni non è nuovo a stravaganze del genere. Il soggetto in questione, come racconta Repubblica, pare essere un tipo distaccato dai suoi uffici ma protagonista di episodi imbarazzanti, giustificati poi come errore d’ufficio, che lo hanno reso abbastanza famoso nel municipio di Roma. Nel 2006 alla vigilia delle Comunali sparì per un giorno intero, spegnendo telefono e lasciando i suoi compagni in giro a raccogliere nuove firme, nel 2004 da assessore al Bilancio allegò all’insaputa di tutti un documento con cui il consiglio del municipio XIX aveva bocciato, l’edificazione del parco vincolato di Casal di Marmo, infine nel 2008 urlò e sbraitò in consiglio “stronzi” contro esponenti del PD. Insomma, il personaggio in questione non sembra essere poi il garante di una missione “eroica” come quella della consegna delle liste, ne tantomeno si perde l’abitudine solita del PDL di infischiarsene delle leggi scomodando magistrati, capi di Stato e tribunali.

Ma d’altronde se è tutto un complotto per loro è lecito infischiarsene, sono polveroni che devono essere risolti

Nicola Sorrentino


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Onora il padre e la madre

Anziani Vecchi

Agli anziani nessun istituto di credito concederebbe mai un prestito. Tranne Claudio Lippi, è vero, ma esclusivamente se hanno una casa di proprietà, meglio se comprata dopo una vita di sacrifici, da scambiare per una una frazione del suo valore di mercato, magari per pagare i debiti di gioco dei figli o le rate della XBox. La ragione è semplice: gli anziani non sono solvibili. Hanno la pensione, è vero – perlomeno fino ad oggi – ma non si sa quanto gli resti da vivere. Non hanno un futuro.

Il sistema non consente a chi veleggia verso la terza età di spendersi un futuro che non ha, ma gli consente di acquistare il futuro degli altri. L’Italia è un paese di anziani, spesso disinteressati alle vicende politiche o irrimediabilmente plagiati da trent’anni di televisione piduista, succubi della più bieca demagogia, che si recano in cabina elettorale e decidono a quale presentatore, cabarettista, pianobarista o comico affidare il futuro dei loro figli e dei loro nipotini. E’ come se venissero imbarcati su un’astronave in viaggio verso un pianeta lontano, dove non avranno mai la possibilità di arrivare, e venisse loro permesso di scegliere leggi e regolamenti che dovranno seguire e rispettare i giovani coloni che sbarcheranno nel nuovo mondo, un luogo sconosciuto e potenzialmente ostile in cui la capacità di adattamento farà la differenza.

Molti di noi hanno genitori che ritengono Emilio Fede un giornalista, credono a quello che leggono su Il Giornale e soffrono di reazioni allergiche al solo sentire nominare un quotidiano come Repubblica o Il Fatto Quotidiano. Per loro è più evocativo un carosello di buone feste in rotazione su Canale5 che non gli atti giudiziari di cento processi per corruzione o per associazione di stampa mafioso, ed è più suggestivo lo studio di Porta a Porta che la realtà di un gelido inverno aquilano con tantissime persone ancora senza casa.
Se glielo chiedi, in fondo non sanno nemmeno perché. Ti vogliono bene lo stesso, ma non sono più in grado di opporre resistenza alcuna allo stereotipo marchiato a fuoco sui loro lobi frontali come i nazisti numeravano i corpi degli ebrei. Sono come elastici o cuscini in lattice: puoi tirarli quanto vuoi, e loro ti lasciano fare, ma quando molli la presa tornano alla loro forma originaria, lugubremente statica, come se nessuna forza deformante, nessuno stimolo esterno, nessuna riflessione o baluginio della ragion critica avesse attraversato le loro menti.

Eppure, se vogliamo cambiare questo paese, dobbiamo parlare con i nostri genitori, discutere con i nostri nonni, convincere i nostri zii e le nostre zie. Sono loro che hanno il timone in mano, sono loro che possono fare la differenza. I ragazzi di Jus Primae Noctis hanno lanciato un’iniziativa concreta, un punto di partenza concettuale per disegnare una nuova strategia di azione più efficace ed incisiva: si chiama Adotta un anziano.
Il concetto è semplice: 2 milioni di italiani sono scesi in piazza o hanno condiviso le argomentazioni del No B.Day, il 5 dicembre scorso. Ognuno di loro ha almeno due genitori: se li adotta e cerca di farli ragionare, ci sono almeno sei milioni di voti da spostare.

Resta solo da capire se il coma sia irreversibile.

Post interamente ripreso da Byoblu di Claudio Messora

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