Ora si può dire : la stato di diritto è alla frutta

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gazzetta_ufficiale

Sta succedendo un fatto inaudito e gravissimo per uno stato che dovrebbe essere di diritto.

Per i profani  ( da wikipedia ) : Cosa è un decreto legge ?

Il decreto-legge è un provvedimento provvisorio con forza di legge, che entra in vigore immediatamente, il giorno stesso (o il giorno successivo) della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Tuttavia, se non viene convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione, decade retroattivamente (ex tunc): è come se non fosse mai esistito. Ma le Camere possono con legge regolare i rapporti giuridici sorti sulla base del decreto non convertito (c.d. legge di sanatoria).

A tal fine, il governo, il giorno stesso dell’adozione, deve presentare il d.l. alle Camere (anche se sciolte) per la conversione in legge, che avviene con la presentazione di un disegno di legge di iniziativa governativa (come tale va autorizzato dal Presidente della Repubblica). La discussione in assemblea deve obbligatoriamente cominciare entro cinque giorni e, come spesso accade, la legge di conversione può apportare emendamenti, cioè modifiche, al testo dell’originario d.l., che avranno efficacia dal giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della legge di conversione.

Il Decreto  Legge detto  Salva Precari ( che più che salvare i precari sta salvando-nelle intenzioni-il posteriore della Gelmini  ) approvato nel Consiglio dei Ministri del 9 settembre 2009  e pubblicato il giorno 25 settembre nella Gazzetta Ufficiale dello Stato, sta subendo modifiche.

Questo fatto è di inaudita gravità: un decreto già pubblicato in Gazzetta Ufficiale viene riscritto.

La democrazia è alla frutta.

da Orizzonte scuola :

Data per definitiva la bozza del decreto salva precari pubblicata venerdì 25 settembre, durante l’incontro di ieri sindacato e dirigenti del ministero sono riusciti a riscriverla, in tempo per la firma del ministero, attesa per oggi/domani ( 29 o 30 settembre n.d.r. ). Dalla pubblicazione del decreto e del modello ci saranno 10 giorni di tempo per presentare la domanda.

I resoconti ministeriali finora pubblicati sono sono quelli dello Snals e della FGU, per cui ci riserviamo di approfondire la problematica, se dagli altri resoconti dovessero emergere nuovi particolari, prima della pubblicazione definitiva del decreto.

continua qui : http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article23997.html

Franca Corradini

P.S :  Ovviamente il tutto con il placet dei sindacati che diranno sicuramente “lo stiamo  facendo per una buona causa “….  salvare  il loro didietro oltre a quello di Mariastella…..

Questo fatto è di inaudita gravità: un decreto già pubblicato in Gazzetta Ufficiale viene riscritto.

La democrazia è alla frutta.

da Orizzonte scuola :

Data per definitiva la bozza del decreto salva precari pubblicata venerdì 25 settembre, durante l’incontro di ieri sindacato e dirigenti del ministero sono riusciti a riscriverla, in tempo per la firma del ministero, attesa per oggi/domani ( 29 o 30 settembre n.d.r. ). Dalla pubblicazione del decreto e del modello ci saranno 10 giorni di tempo per presentare la domanda.

I resoconti ministeriali finora pubblicati sono sono quelli dello Snals e della FGU, per cui ci riserviamo di approfondire la problematica, se dagli altri resoconti dovessero emergere nuovi particolari, prima della pubblicazione definitiva del decreto.

continua qui :

http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article23997.html

3 ottobre 2009: la libertà di stampa oscura la libertà dai bisogni

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femminista1Mentre i  bagliori delle lotte sociali si accendono in tutta Italia senza che nessun media ne dia conto con sufficiente completezza, ecco la strana coincidenza dei giornalisti che decidono di protestare ( giustamente )  per la libertà di stampa minacciata dal regime.

Perche strana coincidenza? Perché per protestare la FNSI aveva scelto la giornata di domani,  poi invece  il fatto luttuoso di ieri  li ha indotti a rinviare il tutto nello  stesso luogo, giorno e  ora scelti da tempo dai precari della scuola  per la loro lotta e così di fatto oscurando una grande giornata di mobilitazione contro il più grande licenziamento di massa della storia di questo paese.

Il sindacato giornalisti é un sindacato importante con un evidente  ed elevato potere contrattuale e non occorre essere troppo maliziosi e pessimisti per prevedere per quel giorno una maggiore visibilità mediatica per  quella manifestazione a scapito della mobilitazione dei più sfortunati precari della scuola. Già, più sfortunati, perché depredati da questo governo sia delle loro libertà costituzionali   che  dei loro posti di lavoro.

Non convincono i motivi del rinvio :  il lutto per i parà uccisi poteva esser invece l’occasione per  rafforzare i contenuti della giornata a favore della libertà di stampa , magari approfittando dello spiacevole evento per spiegare  meglio questa guerra ed  i motivi per cui siamo lì. Invece si é preferito indulgere nella retorica patriottarda delle destre che ancora discriminano  i morti in guerra dividendoli per nazionalità e spesso dimenticando uguale atteggiamento luttuoso quando a morire sono le migliaia di vittime civili innocenti.

Evidentemente il sindacato giornalisti vuole compiacere la “cultura” patriottica dell’avversario pensando così di lucrare in popolarità  al momento del confronto ma così facendo compie una scelta miope e corporativa che rischia di  contrapporsi e sminuire le lotte dei precari e di dar poco respiro anche alle lotta per la difesa della libertà di stampa.

Viene da pensare male e cioé al  solito errore della sinistra veltronica in salsa americana di stracciarsi le vesti per principi e valori messi in discussione dal regime dimenticando con noncuranza che la sostanza dell’appartenenza politica alla sinistra sono i bisogni e le condizioni materiali.

Non so se sia giusto dirlo o se sia eccessivo , tale incidente potrebbe esser dovuto a mera  insipienza , certo é che suona strana questa ricercata contrapposizione tra il mondo intellettuale spogliato dalle libertà ed il mondo dei lavoratori precari, spogliato di tutto, condizioni materiali ed immateriali comprese…

La guerra dei poveri era una specialità di Berlusconi, fino a ieri.

Di seguito il post tratto da San Precario

Manifestazione del 3 ottobre, la guerra delle piazze tra errori e bugie

Piovono critiche sulla decisione della FNSI di rinviare la manifestazione per la libertà di stampa al 3 ottobre. Da Paolo Florais D’Arcais e Pietro Bernocchi dei Cobas, da Peacelink a Mamma.am, tutti avvertono questo slittamento come un gravissimo errore. Su Facebook è nato anche un gruppo*** che conferma -nonostante tutto- per le ore 16 di sabato 19 settembre la manifestazione e che conta già centinaia di iscritti e migliaia di invitati. Ma c’è di più. Nel corso della conferenza stampa di ieri**, la FNSI, per bocca di Franco Siddi, afferma di aver concordato lo slittamento con tutte le organizzazioni che avevo promosso o aderito all’appello: dalla Cgil all’Arci, da Articolo 21 al coordinamento docenti precari. Il coordinamento docenti precari? Nulla di più falso e per un semplice motivo. I precari della scuola, tramite i loro comitati hanno già convocato per il 3 ottobre (ore 15 a Roma) la manifestazione nazionale contro i tagli del ministro Gelmini*. Doppio errore dunque con contorno di bugia. Tenere la manifestazione per la libertà di stampa nella stessa data (3 ottobre), nello stesso luogo (Roma) e alla stessa ora (15-16) di quella nazionale dei precari della scuola è una scelta che tende a depotenziarle entrambe ed in particolare ad oscurare la gravissima vicenda del più grande licenziamento di massa della storia della Repubblica, ossia quello dei 42.000 lavoratori precari della scuola. Delle due l’una: o la FNSI non conosce questa circostanza e allora non si capisce come Siddi affermi di aver concordato lo slittamento al 3 ottobre con un fantomatico coordinamento docenti precari o è in atto una cosciente e -e non sarebbe la prima- operazione di oscuramento delle lotte dei lavoratori.  Manifestazione del 3 ottobre, la guerra delle piazze tra errori e bugie di San Precario.

* COMUNICATO UFFICIALE COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA NAZIONALE
http://bru64.altervista.org/forum/viewtopic.php?t=14280.

**RESOCONTO CONFERENZA STAMPA FNSI
http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/esteri/afghanistan-19/manifestazione-fnsi/manifestazione-fnsi.html

*** L’evento che conferma la manifestazione http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/event.php?eid=133897713491&ref=mf

Potete protestare scrivendo alla FNSI:
infofnsi@tin.it

Rosellina

Esportazione della merce democratica

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Francamente non credo nella possibilità di esportare la cosiddetta “democrazia” in quanto diffido dei falsi principi della democrazia liberale borghese, che reputo uno strumento ideologico di occultamento della reale natura rapace e violenta dell’economia capitalista, retta sull’alienazione e sulla mercificazione dei valori umani, su inique e crescenti disuguaglianze materiali e sociali.

La cosiddetta “democrazia” non è altro che un’ipocrita forma di mistificazione e copertura del delitto più atroce che si possa immaginare: l’alienazione del lavoro umano, lo sfruttamento di masse sottosalariate sempre più indifese e ricattabili, costrette a travagliare per l’arricchimento di minoranze voraci e privilegiate. Ritengo che la tanto osannata democrazia sia solo la “migliore”, forse la più raffinata rappresentazione costituzionale della dittatura borghese. Inoltre, sono convinto che tale ordinamento istituzionale non sia esportabile con procedure arbitrarie e sistemi cruenti, facendo ricorso alla primitiva irrazionalità della guerra.

In particolare, la “democrazia occidentale” non è esportabile in quelle società segnate da un’evidente arretratezza economica, come i paesi egemonizzati dalla presenza di un radicalismo religioso che in passato era avallato dalla politica dubbia dell’occidente. Il quale ha creato gli stessi mostri che oggi proclama di voler combattere, ha armato e foraggiato gli Stati più tirannici del mondo, ovunque e quando conveniva farlo. Penso a quei regimi dispotici e sanguinari, la cui ascesa al potere è stata voluta e caldeggiata proprio dalle potenze occidentali, guidate dagli USA, che hanno favorito e finanziato i movimenti islamici più oltranzisti. Si pensi a figure come Bin Laden, ai gruppi fondamentalisti ostili e bellicosi come i Talebani, armati e appoggiati dal mondo occidentale in funzione chiaramente anti-sovietica durante la guerra in Afghanistan seguita all’invasione compiuta dall’armata russa alla fine del 1979.

“Due pesi e due misure”

Da sempre mi ripugna la linea di condotta ambigua e opportunistica dell’occidente, riassumibile nella formula “due pesi e due misure”, una politica che affama e dissangua i popoli del Terzo mondo, condannandoli ad un destino di miseria e sottomissione.

Anziché lodare a chiacchiere le virtù “salvifiche” della democrazia, invece di proclamare in astratto i “sacri” principi liberali, piuttosto che annunciare velleitariamente la volontà di esportare la democrazia ovunque sia assente, l’occidente farebbe meglio se provvedesse ad impiantarla nella realtà dei propri Stati, sempre meno tolleranti e democratici, sempre più autoritari e illiberali.

L’ideologia dell’esportazione della democrazia serve a fornire un alibi utile a giustificare la carenza di democrazia all’interno delle società occidentali. Come tutte le ideologie, si tratta di un abile travestimento escogitato per coprire i delitti più aberranti. In realtà, dietro la tesi ufficiale della “necessità di esportare la democrazia” si annida un meccanismo di espropriazione violenta delle ricchezze materiali e culturali dei popoli del Terzo Mondo. Al riparo dei magnifici ideali della libertà e della democrazia, sbandierati al cospetto dell’opinione pubblica mondiale, si ammanta una sanguinosa spinta di espansione globalizzatrice esercitata dall’economia di mercato, dalle forze che sono all’origine delle guerre di rapina combattute nel mondo.

Mercimonio democratico

Immaginiamo paradossalmente che io approvi l’idea di esportare la democrazia. Ma anzitutto chi, quale autorità internazionale, in virtù di quali principi (se non sono condivisi da tutti i popoli del mondo) stabilisce l’esistenza o meno della democrazia, accerta il grado di democraticità di uno Stato e decreta, eventualmente, l’opportunità di esportarla, cioè di imporla con la forza delle armi?

Tale logica è semplicemente folle in quanto  concepisce la democrazia alla stregua di una merce alienabile ovunque, un articolo di lusso che non tutti i popoli possono permettersi. E qual è il prezzo corrente sul mercato? Forse milioni di morti o miliardi di dollari?

Dunque, ammesso per ipotesi che io accetti il presupposto di quella concezione che pretende l’esportazione di una lucrosa merce chiamata “democrazia”, perché mai questa deve essere esportata solo in alcune regioni come il Golfo persico, casualmente ricche di pozzi petroliferi, di risorse energetiche e altre pregiate materie prime, o di alcune produzioni che assicurano ingenti proventi economici criminali come, ad esempio, le coltivazioni di oppio in Afghanistan?

In questa fitta rete di scambi e traffici, leciti e illeciti, nel connubio tra politica e affari, si ripara un autentico mercimonio della democrazia, il cui costo in termini di denaro, di capitali, ma soprattutto di vite umane, sembra oltrepassare ogni ragionevole limite e ogni capacità di sopportazione terrena. In altri termini, mi domando se l’abominevole “merce democratica” acquisti maggior valore laddove esistono condizioni oggettive di ricchezza del sottosuolo e preziose fonti di sfruttamento e profitto economico.

Perché questa laida democrazia non viene esportata in altre realtà del mondo, in aree geografiche dove non esistono risorse petrolifere, né materie prime che possano attrarre gli interessi delle potenze occidentali e delle corporation multinazionali? Penso a sterminate regioni dell’Africa, dove intere popolazioni sono massacrate da una micidiale guerra alimentare, sono schiacciate da un apparato economico che genera solo miseria e sottosviluppo, sono perseguitate da feroci dittature militari che si susseguono senza soluzione di continuità con la complicità del mondo occidentale. Il quale finge di piangere, dissimulando commozione solo quando si consumano le catastrofi umanitarie e ambientali, prevedibili con largo anticipo.

L’esportazione brutale della “merce democratica” non sarebbe possibile in tutto il mondo, essendo sconsigliabile un’espansione bellicista globale, essendo inconcepibile una militarizzazione dell’intero pianeta.

In questo osceno binomio tra affarismo criminale e democrazia si svela l’origine di quella cinica e perversa logica dei “due pesi e due misure”: la democrazia non si può e non si deve imporre su tutto il globo, ma solo laddove conviene alle potenze occidentali, per conservare e accrescere i privilegi e l’opulenza economica dei paesi più ricchi. Quindi, per assicurare in perpetuo i profitti dei colossi multinazionali che continuano a rapinare impunemente le ricchezze, non solo materiali, dei popoli della Terra. I quali, in cambio, non potranno nemmeno godere dei vantaggi derivanti dalla “prodigiosa democrazia”.

Questa non intende essere una conclusione definitiva che esaurisce per sempre una riflessione che mi auguro possa proseguire e svilupparsi, fornendo spunti originali per l’interpretazione, ma soprattutto per la trasformazione dello stato di cose esistenti.

Lucio Garofalo

Gli appalti dei furbetti del quartierino

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pulizia3La crisi finanziaria ed economica in atto da tempo a livello mondiale, non poteva risparmiare la nostra già martoriata economia nazionale,appesantita oltretutto da un debito pubblico da record.

Il Governo sembra impotente davanti a questa emergenza, anche se quasi tutti i giorni attraverso i media ci rassicurano,ci fanno sapere che stanno attuando interventi mirati e miracolosi per sollevare la nostra economia. Molto spesso queste manovre si rivelano solo dei palliativi, la situazione economica del nostro paese continua a peggiorare inesorabilmente.

A pagare la crisi però sono solo le classi più deboli,in primis i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) e poi man mano gli artigiani, le piccole imprese ecc.. Su tutti si abbattono, secondo i casi, tagli, stretta creditizia, una pressione fiscale che contrariamente a quanto veniva detto in campagna elettorale, non può essere alleggerita a causa del forte indebitamento pubblico, della diminuzione del gettito fiscale prodotta dalla perdita di posti di lavoro e dal crollo dei consumi. La conseguenza è una maggiore erosione dei già magri salari e utili di queste categorie.

Di fronte a una così  grave situazione, i cittadini sono coscienti dell’impossibilità di risolvere tutto e subito, ma sperano come minimo di vedere segnali di buonsenso da parte dei politici. Ad esempio,  che facciano di tutto per razionalizzare le risorse, per eliminare gli sprechi, per diminuire le sperequazioni tra le fasce di reddito, per favorire l’incremento dei consumi che è condizione imprescindibile per una possibile ripresa. Invece???….. Si aiutano le banche, le società finanziarie, si protegge la classe dirigente che ha stipendi milionari, si tengono in vita le province, le 500 mila auto blù con annessi autisti e portaborse, ci onoriamo del parlamento più affollato d’Europa, si affidano in appalto servizi che per vocazione dovrebbero essere esclusivamente pubblici, a lobby privilegiate e a costi più alti di quelli che si sosterrebbero se questi fossero gestiti direttamente dallo Stato.

Tutte pratiche di un sistema corrotto e clientelare. Come il caso degli appalti delle pulizie nella scuola, nei quali si utilizzano Ex Lavoratori Socialmente Utili, già presenti nella scuola da molti anni come collaboratori scolastici di serie B, sfruttati e sottopagati con sussidio inps e senza contribuzione. Dopo aver ovviato per anni a gravi carenze di organico, a un certo punto, invece di avere un riconoscimento per il servizio prestato a “buon mercato” ed essere stabilizzati dal Miur, indovinate cosa succede??…Arrivano i furbetti del quartierino che dopo aver fiutato il  business, s’inventano una esternalizzazione di tutte queste persone con il “nobile” fine di ottimizzare i servizi nella scuola. Ma come si può immaginare, hanno ottimizzato solo i loro portafogli, a discapito dei lavoratori, sottomessi a una intermediazione di lavoro illecita, un vero e proprio caporalato legalizzato. La scuola per funzionare ha bisogno di personale interno,coordinato dal proprio Dirigente scolastico, il quale conosce meglio di chiunque le esigenze di ogni plesso. Ha bisogno di collaboratori scolastici che svolgano servizi a 360 gradi, dalle pulizie fino all’assistenza alla persona e all’handicap, quello che in realtà gli Lsu facevano prima di essere trasformati in dipendenti part-time di cooperative. Bisogna considerare inoltre, che per finanziare gli appalti di pulizia, la scuola deve privarsi del 25% dei bidelli, con le immaginabili conseguenze.

Per curiosità, questi sono i dati ufficiali dell’anno 2005, che evidenziano quanto siamo bravi in Italia a sperperare il denaro pubblico:

finanziamento

2005 appalti ex

Lsu

Costo medio

annuo

Coll. Scolastico

Assunzioni

possibili con

finanziamento

ex Lsu

375.000.000 euro 19.300 euro 19.430

Se calcoliamo che gli Lsu attualmente sono circa 14.500 e che il costo medio di un coll. scol. sia  aumentato nel frattempo a 20.000 euro, a scelta si potrebbero assumere altre 4.250 persone, oppure affrancare le povere casse dello Stato di 85.000.000 di euro. Vi pare poco???

mimmo,ex Lsu e coamministratore del blog : http://exlsu-ata.blogspot.com/

“ebbrezza sessuale”, è possibile misurarla ?

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Immagino di sì, leggendo la notizia qui sotto.

Una condanna per violenza sessuale  era forse troppo per  chi soffre  di mano morta, ma l’assoluzione perchè il fatto non  sussiste………… è pochino davvero.

Mi rimane questa grande curiosità, come avrà fatto la Cassazione a stabilire che  non vi  era intento libidinoso ?

Ribadisco e ripropongo quanto scritto tempo fa:

Verrà il giorno che ad essere violentati saranno gli uomini…

Franca Corradini

CASSAZIONE: TOCCARE LE COLLEGHE, SENZA LIBIDINE SI PUO’

Toccava le colleghe di lavoro, in maniera scherzosa, come modo di fare abituale, senza provare alcune “ebbrezza sessuale” o intenti libidinosi. Per questo la Cassazione ha confermato l’assoluzione di un lavoratore extracomunitario Kadri O. dall’accusa di violenza sessuale per la quale, in primo grado, era stato condannato ad un anno e due mesi di reclusione (pena sospesa dalla condizionale). In appello, invece, Kadri era stato assolto, il 28 novembre 2008, con la formula perché il fatto non sussiste.

Durante il processo, nato da una denuncia sporta da una collega di Kadri, stanca delle sue mani ‘lunghe’, era emerso che la stessa parte offesa – rileva la Cassazione nella sentenza 30969- “aveva riconosciuto che Kadri O. era solito praticare degli scherzi di cattivo gusto toccando le colleghe di lavoro e così ponendo in essere un comportamento di certo poco raffinato e abituale”. Tuttavia dalle stesse testimonianze era emerso che nel comportamento dell’extracomunitario non era ravvisabile alcune “ebbrezza sessuale” in quanto, toccando le colleghe a destra e a manca, “non voleva soddisfare la propria libido”. Contro l’assoluzione di Kadri O. è stata la Procura generale della Corte d’Appello di Bologna a fare ricorso in Cassazione per chiedere il ripristino della condanna inflitta in primo grado, il 17 maggio ’99 dal Tribunale di Ferrara. Ma il reclamo non ha avuto successo.

( notizia Ansa del 2009-07-24 17:02 )

Incubo di regime in una sera di mezza estate

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incubo

Il  senato sta per approvare la legge bavaglio-guinzaglio per la cronaca giudiziaria  e per le intercettazioni della magistratura.

La lega Nord prepara il bavaglio anche per Internet, vietando di pubblicare persino  le condanne dopo un po’ di anni, per il “diritto all’oblio” ( in un paese di senza memoria ci mancava anche questa)

Il governo aveva giurato per bocca di Tremonti mai più condoni ed invece lo stesso Tremonti apparecchia l’ennesimo condono camuffato da scudo fiscale , che in realtà é  un caso classico di riciclaggio di regime : chi ha accumulato miliardi all’estero con lo spaccio di droga il contrabbando d’armi e di persone con una piccola tassa del 4-6% invece del 45% ripulirà il suo bottino, lo stato come le lavanderie della mafia che per  100 euro sporchi te ne ridanno 50-60 puliti

Il vecchio malato tra una escort e l’altra trova il tempo di andare a cenette con i giudici costituzionali che dovrebbero fra un po’ decidere sulla costituzionalità del Lodo Alfano e ci va con Alfano e Letta.

Per molto meno i suoi avvocati ricusavano e chiedevano l’astensione nei processi del loro capo, ed ora?

Ma vi immaginate il giudice che prima di decidere della colpevolezza dell’imputato va a cena con quest’ultimo e poi gli manda una lettera aperta e pubblica in cui rivendica anche la libertà e la bontà del gesto?

La nuova città tipo Milano due  – che sostituirà il centro storico de L’Aquila che diventerà un museo di monumenti senza vita intorno, adottati da vari multinazionali  e sponsor  – sarà costruita come la new town di cui parlava a suo tempo l’avvoltoio (leggi qui ), tante casette di legno lontane dal centro.

La fine di una vita intera per tante persone , di ricordi  rimasti sotte le macerie , di speranze diventate illusioni e di radici tagliate di netto e per sempre : in più un centro storico di zombies e monumenti sponsorizzati dalla coca cola .

Comunque volete sapere a chi é affidata la costruzione della cittadina dei puffi ?

All’opera di  ditte i cui soci sono stati soci di Vito Ciancimino.

E Napolitano chiede il silenzio della informazione almeno fino al G8 per l’immagine dell’Italia.

Ma é uno scherzo o cosa? E se é un incubo perché nessuno mi sveglia?

Crazyhorse70

CHE SUCCEDE SE OBAMA STACCA LA BENZINA ALL’IRAN?

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obama
Il regime teocratico iraniano è il principale responsabile dell’instabilità geopolitica di un’area che va dalle coste del Libano sino ai monti del Kashmir. Per impedire che Teheran si doti di armi nucleari diventando ancora più pericolosa un sistema c’è, ma non dipende solo dagli Usa. Ecco qual è.
Leggi tutto qui:
http://www.loccidentale.it/articolo/che+succede+se+obama+stacca+la+benzina+all%E2%80%99iran%3F.0073443

Andrea Nardi

I biscotti e la politica

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Sul mercato ci sono il biscotto Novello e il biscotto Popolare.bisquits-title

Il biscotto Novello e’ fatto (casualmente) ad Arcore con segatura aromatizzata; è impacchettato in una confezione elegante, dalla grafica accattivante, ma fatta con materiali cancerogeni e scadenti, non riciclabili ma di basso costo.

Il biscotto Popolare è prodotto in diversi centri con ingredienti di ottima qualità e quindi piuttosto costosi, e confezionato in scatole di latta che una volta esaurita la loro funzione possono essere riutilizzate in vari modi.

Il biscotto Novello spende in pubblicità quello che risparmia in costi di produzione: numerosi spot televisivi, pagine e pagine di riviste patinate, ma, soprattutto, dietologi, nutrizionisti e professori vari che (grazie a gratificazioni economiche o di altro tipo) non perdono occasione di dire che il biscotto Novello non fa ingrassare, stimola l’intestino, ha il giusto apporto di calorie, previene il cancro e in molti casi addirittura lo guarisce!

Il biscotto Popolare, investendo sulla qualità, non ha le risorse per sostenere una campagna pubblicitaria e quindi si fida del fatto che la composizione del suo prodotto, riportata in modo ben visibile sulla confezione, sia sufficiente a indurre il consumatore ad acquistarlo.

Ma il consumatore, non prende nemmeno in considerazione il fatto che i dietologi, i nutrizionisti, i professori possano mentire: evìta quindi di rivolgersi a qualche esperto che possa confrontare i due prodotti sulla base di analisi approfondite ed imparziali. E compra il Novello che ha la maggioranza schiacciante del mercato.

Il povero biscotto Popolare, ridotto ormai ad un prodotto di nicchia, cosa fa?
Inizialmente tenta di INFORMARE i consumatori su come stanno le cose, cercando di resistere, resistere, resistere!
Poi si rende conto che ai consumatori non importa nulla di essere informati: si fidano più della PUBBLICITA’ che dell’INFORMAZIONE.
E questo per due ragioni:
la prima è che è molto meno faticoso e dispendioso:
vuoi mettere la differenza tra il farsi delle domande, cercare delle risposte, verificare l’attendibilità di chi ti fornisce quelle risposte, ecc. ecc. rispetto al prendere per buona la prima cosa che ti viene detta da uno che esibisce tanto di diplomi e che è così carismatico e convincente?
La seconda è che, dopo anni e anni in cui hanno comprato il biscotto Novello, vantandosene anche, non potrebbero resistere alla vergogna di dover ammettere che il biscotto Novello fa cagare non perché “stimola la funzione intestinale” ma perché è fatto con la segatura! Come potrebbero guardarsi ancora allo specchio, senza piangere!
I consumatori quindi ignorano l’INFORMAZIONE e continuano più o meno consapevolmente a farsi indirizzare dalla PUBBLICITA’ e a “raccontarsi” che quella è la scelta migliore. E continuano ad acquistare il biscotto Novello.

Il povero biscotto Popolare quindi, rivede la propria strategia, inserisce un po’ di segatura nel suo prodotto, riduce lo spessore e la qualità della sua confezione, e, con quello che risparmia, accetta di sfidare il concorrente scendendo sul suo (del concorrente) terreno. Ma parte svantaggiato perché l’altro si è già accaparrato l’esclusiva su quasi tutti i mezzi di diffusione della pubblicità e ha già nella sua scuderìa i “professionisti” comprabili.
Non solo, ma i consumatori di Novello, sono ormai gregge non disponibile a modificare le proprie scelte.
Piuttosto si astengono dal mangiare biscotti. Ma il biscotto Popolare non lo compreranno mai.

Si innesca così un circolo vizioso per cui entrambi i biscotti diventato immangiabili, ma un sacco di gente li compra e li consuma perché in un sistema dove la PUBBLICITA’ ha la meglio sull’INFORMAZIONE la gente è felice di mangiare (pagandoli anche cari) i biscotti con dentro la segatura.

Ci vorranno anni o eventi “imperscrutabili” per invertire la tendenza e indurre i consumatori a pretendere che sul mercato ci siano soltanto biscotti prodotti correttamente in modo da non essere truffati!

E infine parliamo di politica: la politica e’ come i biscotti !

Lucio

Meglio votare Vanna marchi che questo cialtrone che sbraca di continuo come un malato incontinente

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belrusconi-clown1Nonostante le ragioni che ho scritto mi facciano comprendere il fenomeno razionalmente , io continuo epidermicamente a trovare incredibile che qualcuno voti per Berlusconi.

Troverei più plausibile un voto per VANNA MARCHI.

E   comunque sono stufo del politicamente corretto : Longanesi, che è morto molti anni prima che si affermasse questa espressione, parlava , intendendo lo stesso concetto, della vanità di apparire imparziale che ti coglie quando hai paura di essere intransigente

Ecco: basta con la paura di esser scambiati per  intransigente.

Viva la intransigenza anche perché questi menano coi bastoni e non vedo il motivo per esser leali e picchiarli solo a   mani nude

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L’Italia oggi è come in quelle feste dove tutti sbracano ubriachi di alcool acquistato a  credito e  senza una vera lira in tasca si siedono a giocare a poker fino all’alba tirando sù cocaina.

Il padrone di casa è uno di questi cialtroni , solo che forse è un po’ di tempo che si è allargato e sbraca un po’ di piu’ di quanto dovrebbe.

Eccede , é vero , ma é tutto insieme un mondo che stà collassando  in un tessuto sociale che si sgretola giocando al grande fratello sul Titanic

La struttura economica italiana è diversa dalle altre europee e perciò in qualche modo regge meglio , c’è ancora un po’ di grasso ma stiamo avvicinandoci velocemente all’osso .

Una economia in recessione che si regge sul sommerso , sull’usura , sui traffici enormi delle mafie da tempo approdate a piazze affari , sui microrisparmi in centinaia di micro banche , una marea di pensionati che mantengono anche i  nipoti in famiglie sempre piu’ allargate ed un a marea di rifiuti sotto il tappeto.

Socialmente sempre piu’ facce imbecilli in giro senza remore e regole , coca ed altro a fiumi , un mondo in cui tutti si credono  furbastri ed incontrano altri furbastri e si affoga nella palude avvinghiati uno all’altro in una lotta a perdere.

Morti sul lavoro come mosche perché nessuno segue le regole neanche il morituro stimolato peraltro a rischiare per due lire dall’eccesso di massimo ribasso padronale.

Camionisti che uccidono per colpi di sonno prevedibili ma continuano a lavorare e pistare sulle autostrade per 15 ore di seguito come automi impazziti

Certo ci sono ancora un bel po’ di garantiti a tempo indeterminato nonché i benestanti anzi gli Agiati perché hanno i soldi  , stanno in agio ma per come son costretti a farli  non si sentono molto bene .

E poi ancora : licenziati con contratti parziali ed a tempo sbattuti in mezzo alla strada senza una lira per un welfare buono solo per i garantiti.

Migliaia di chilometri di costa cementificati e balnearizzati privatamente con ladroni che derubano i bagnanti ed impediscono ormai di fatto di avvicinarsi liberamente al bagnasciuga.

Forse dell’ordine sempre più con una mano avanti ed un indietro ad inseguire reati bagatellari e lasciar fare i colletti bianchi impuniti come da alti esempi, peraltro.

Ripeto : girano fiumi di coca ed altro a prezzi irrisori.

Il paese è moralmente alla frutta e socialmente spappolato come non mai e manca una idea di guida e di indirizzo politico che rappresenti un’ancora per diverse categorie di cittadini che se si sedessero un attimo a pensare capirebbero di averne bisogno come il pane ma poiché sono presi da alterazione continuano a ballare sul titanic.

E ci sono sempre due italie a confronto solo che rispetto al passato non si confrontano più , vivacchiano lateralmente in attesa del naufragio.

Prima o poi anche l’economia sommersa , l’assistenza e la pensione del nonno non potranno evitare che si arrivi all’osso, manca poco c’e’ un po’ di grasso ancora da consumare.

E’ chiaro che tale contesto è impolitico:  e’ una società frantumata ed anzi ormai completamente antipolitica , molti  – quasi tutti  – pensano che la politica è sporca e così si consegnano mani e piedi alla legge del più forte , dal condominio all’Italia .

Il nostro premier rappresenta bene tutto ciò , si merita il contesto sociale ed è da questo ben meritato .

Preciso , chiaro netto e poco da aggiungere.

Certo poi c’e’ lo stile che è anche sostanza.berluscionifardello

Delle volte lui straborda cialtrone e sguaiato e fa le boccacce  e le corna ai colleghi europei , altre pare l’ingenuo vincitore della lotteria che perde la testa .

Oppure sembra un  detenuto appena uscito per permesso premio a cui danno una donna , una bottiglia di champagne ed una jacuzzi colma di schiuma : si getta e ci sguazza spasmodico ed incontinente , con annessi e connessi rumori corporei ripresi dalle telecamere che tutti sentono e tutti guardano come al grande fratello .

Qualche giorno fà ho detto che solo lui poteva suicidarsi in una specie di vertigine da potere eccessivo.

Insomma solo se sbraca e caracolla ce lo togliamo di mezzo , se esagera , se in un orgia  di potere  va oltre quello che è limite che anche i suoi elettori ( non saranno tutti come mediolungo…) gli hanno assegnato.

Certo è gente lontana dalla politica e l’asticella della tolleranza fra cialtroni chiassosi è alta ; però dopo tanti sberleffi , veline , minorenni, festini , corna , comparsate , cucu’ ed amenità varie prima o poi qualcuno di questi si stuferà e comincerà a collegare il silvio coi propri conti in tasca e la propria fine del mese .

E magari comincerà a ricordarsi che tutto sommato nel nuovo millennio ha governato quasi sempre lui .

Niente questioni ideali s’intende , nessuna difesa della sobrietà o di modelli minimalistici della sinistra triste e parsimoniosa .

Pero’ anche con questi prima o poi accade che si raggiunge un limite , una linea immaginaria oltrepassata la quale anche il cialtrone col SUV in tripla fila che se puo’ evade quasi tutto comincia a far discorsi seri e preoccupati.

E’ un limite lontano , ma c’e’.

Tornando al cialtrone massimo in effetti piccoli segnali si registrano : uno di questi  è la  figura fatta in occasione della parata del  2 giugno per celebrare la Festa della Repubblica .

Berlusconi si deve essere divertito come un pazzo a sfoggiare un repertorio di facce da clown. Scherza? Fa sul serio? E chi può dirlo? Arriva  con 20 minuti di ritardo lasciando la sedia accanto a quella del Presidente Napolitano vuota in modo imbarazzante. La motivazione ufficiale “un fastidioso torcicollo”. Lui pero’ dice una telefonata “istituzionale”

E poi che dire durante la parata ha fatto le boccacce alla Repubblica che è la forma del paese, forma nel senso di Gestalt, dell’anima: la forma-sostanza di tutto.
Davvero non c’entrano il torcicollo e la stanchezza.

Guardate le foto (nessuno stavolta le sequestrerà), guardate la mimica facciale, guardatelo mentre parodizza il saluto militare, con le labbra a pernacchia, il finto sorriso di dileggio. Sembra davvero il clown descritto dal Times.

Ultimamente gli elementi , i segnali che il fardello comincia ad essere pieno e che forse non ci stà con la testa sono molti ( nessuno ha preso veramente sul serio il grido di dolore della moglie che dice che è malato , ma nessuno o quasi è più libero di farlo in tv, se pure volesse) .

E’ vero che Berlusconi esprime l’anima di un Paese che non riesce a prendere sul serio neppure la sua tragica storia, e che le feste di Villa Certosa siano la versione berlusconiana degli antichi protocolli d’intesa e dei balli a corte.

Ma questi segni di sbracamento ci sono e ci avvicinano alla linea immaginaria .berluscairoso

La gestione dell’affaire Veronica – Noemi , le reazioni esasperate che montano in questi giorni dopo le bufale in Abruzzo, il processo Mills e la stessa  sindrome da malato sui giornali e le tv di tutto il mondo dove ormai è all’indice , i rifiuti a Palermo ed in generale la questione Sicilia, i processi di Bertolaso in Campania che potrebbero scodellare strane storie di camorra con Impregilo, eccessi di protagonismo e privilegio con i voli di stato per nani e ballerine , la guerra di logoramento interna ( Fini ) ed esterna ( Lega ), l’innalzamento delle tasse contemporaneamente alla crisi economica che comincia a farsi sentire ora veramente in sempre maggiori fasce della popolazione( disoccupati, salariati, cococo e precari , piccolissime imprese e meridione ) politica estera delle gag e delle pacche sulle spalle non piu’ riproponibile nel nuovo contesto internazionale creato da Obama , la questione Fiat Opel ed i motivi  inconfessabili della assenza del governo alle trattative per via dello strano rapporto Berlusconi-Putin .

berlusconiPINOICCHIO Continue gaffes come quella per cui i centri di permanenza italiani per immigrati sono come “campi di concentramento” , frase detta  non da pericolosi black bloc o da anarcoinsurrezionalisti ma proprio dallo stesso Berlusconi , volendo evidentemente giustificare la nuova pratica di respingere in Libia i migranti bloccati in mare in acque internazionali.

Ha anche per questo motivo aggiunto che è più umano riportare le barche di immigrati in Libia che tenerli lì.

La vicenda del Pinar che è anche figlia della politica estera berlusconica , del modo con cui lui  concepisce le relazioni internazionali e con i nostri partner europei. Relazioni fatte di pacche sulle spalle battute e gag, ma di scarsa sostanza

Il quadro che esce è un Berlusconi che ha una idea della Italia ( pessima e pericolosa ) ben precisa , mentre dall’altra parte il centrosinistra  non ne ha una che sia una e sembrano studentelli imberbi , antipatici , non ben preparati e quindi inutilmente polemici

Ecco perché l’altra Italia di opposizione non è rappresentata come si deve : tanto  lontani dai dirigenti il popolo di sinistra , quanto vicini a Berlusconi le genti di destra

In queste ore il PD batte a tappeto tutto il possibile per paura dell’astensionismo ed è una paura molto fondata : ho verificato anch’io che molta gente di sinistra  che conosco non andrà per la prima volta a votare .

A proposito delle elezioni ed in via di dir le cose come stanno senza alcuna mediazione , lo  confesso, sono in piena sindrome masochististica:  forse le perdiamo e nella maniera peggiore degli ultimi anni, ma godo come un riccio.

Perché lo spettacolo dello sbracamento progressivo ed un po’ sempre più malato del leader e della sua corte è molto comico ed istruttivo anche per un particolare : perde la testa ogni giormo di più  per le critiche e se continuano a tenerlo all’indice così tanto forse lo vediamo impazzire in diretta.

berluscairoso1Perché il suo punto debole è che lui è una specie di capopopolo che vuole essere amato perchè crede fino in fondo di fare la cosa più giusta e per questo si infuria se qualcuno lo critica , lui e lui solo può andare aldilà delle regole perchè Egli è aldilà del bene e del male….

Del resto non solo il PD ha paura delle elezioni  , anche lui ne ha se e’ arrivato a tentare di nascondere la partenza di Kakà dal Milan dicendo che è ancora da decidere quando in realtà il brasiliano ha già firmato col Real Madrid .

Vuol dire che ha un maledetta paura di perdere i voti di tanti milanisti.

E questa paura porta a sbracare si spera sempre di piu’ , basta sentirlo il  premier e patron dei rossoneri che continua a scaricare le colpe sul giocatore, cercando di farlo passare per mercenario, mentre Adriano Galliani, l’amministratore delegato del Milan, dichiara tranquillamente che lacessione di Kakà è per motivi economici.

Per fare cassa, quindi. Chi è il mercenario? Chi è il bugiardo?

E cosi’ che uno spassosissimo sito va in soccorso mettendo un a pezza che è peggio del buco e cioè  ( leggete qui Kakà e Berlusconi: al PdL hanno paura e “suggeriscono” i propri … ) “suggeriscono”come far passare la notizia senza troppi danni tra i propri elettori considerati evidentemente cerebrolesi  delusi ed arrabbiati per la partenza di Kakà .

Non so’ se mi spiego ma paradossalmente il male che sbraca senza limiti é divertente e può essere pericoloso per la sanità mentale del napoleone disturbato.

E’ l’unica chance che abbiamo , allo stato…

Crazyhorse70

Affidereste mai qualsiasi cosa a su-dario Franceschini , boy-scout ritardato e stalinista dilettante?

Standard

Neanche un pacco scaduto di cibo per gatti , perché lo scambierebbe per i saporiti biscotti che gli dava la nonna quando la domenica mattina partiva per i campi scout e se li mangerebbe tutti senza pensarci su e senza accorgersi della differenza.00275224

Ancora oggi si vede nel week end con i compagnucci della parrocchietta di un tempo, si mettono i calzoni corti di velluto grigio e piantano la tenda nel cortile di casa .

Camminano a 4 zampe , giocano dentro e fuori la tenda  , parlano di continuo di Berlusconi – bau bau , e fanno strane urla da sfigati , i nerds delle scuole USA,  per riuscire a spaventare  le bambine – coccinelle che li vanno a trovare .

Certe zitellone racchie e stantive che solo lui ed i suoi compagnucci ancora frequentano a 50 anni…

Insomma meglio il Papi che un pupo su-dario cresciutello e meschino .

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C’è tutta una storia, una brutta storia dietro la incredibile frase di Franceschini “Fareste educare i vostri figli da Berlusconi?”, immediatamente seguita da una secca risposta negativa, ma non diretta, allusiva, ipocrita quanto feroce: “Chi guida un paese ha il dovere di dare il buon esempio, di trasmettere valori positivi”.

Pronunciando queste parole, il segretario del Pd ha varcato un limite ferreo che per decenni tutto il mondo politico italiano ha rispettato: mai, mai, prendere a pretesto, invadere la sfera familiare di un uomo politico, per colpirlo; mai, mai, usare dei figli per menare fendenti al padre, proprio avversario politico. Dunque, un mossa politica inaccettabile, che peraltro si è subito rivoltata contro il leader del Pd, suscitando lo sdegno e l’indignazione dei figli di Berlusconi e di larga parte non solo dell’opinione pubblica, ma anche degli esponenti del Pd (ovviamente silenti) e dei media. Tutto questo, si badi bene, dopo che Franceschini stesso aveva detto giorni fa che “tra moglie e marito è bene non mettere dito”, sottraendosi così alla tentazione – che però poi l’ha acchiappato violenta – di strumentalizzare le vicende personali del premier. Ma quel che è peggio ancora della frase in sé, sono le sue radici, gli echi profondi e lontani che hanno mosso la voce di Franceschini, spingendolo a pronunciarla. Radici che sono facilmente rintracciabili: solo lo stalinismo ha praticato ferocemente questa demonizzazione dell’avversario tutta giocata sulla sfera famigliare, mettendo figli contro padri e madri, mariti contro mogli, infamando con sospetti, allusioni, frasi becere.Anticomunismo2

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Ho riportato questo brano da un post di Carlo Panella su il  Legno Storto perché coglie nel segno : quando in un partito non esiste una cultura vera , nuova  , una identità democratica moderna e nemmeno dignitosamente socialdemocratica, i frutti si vedono nelle reazioni emotive ed incontrollate che significano molto di più delle dichiarazioni paludate, perché sono indicative.

E questi frutti sono la commistione delle peggiori abitudini delle culture politiche che lo compongono e ciò vale anche per i dirigenti , essendo oltretutto questi le terze o quarte file del PCI e della DC di un tempo.

Sono i cattocomunisti che hanno scritto la costituzione (leggi qui su laconoscenzarendeliberiblog) ed hanno svolto una funzione formale egemone nella cultura italiana pur non avendo mai fatto nulla di concreto per le sorti d’Italia.

bimbitenda.Non sanno cosa è la vita , non hanno mai lavorato , sempre chiusi nelle loro stanze da boyscout o da galoppini di partito , quando si son dovuti riunire con gli ex nemici-amici comunisti si sono subito infettati respirando reciprocamente l’aria meschina e perdente gli uni degli altri ed anzi gli uni  – i cattolici  – amplificando e riprendendo i peggiori vizi degli altri  –  più forti  –  senza averne mai neanche conosciuto le virtù , in questo caso l’essere comunque il PCI un partito fortemente identitario.

Voglio dire che mai il  Pci avrebbe fatto questa figuraccia.

Quando qualcuno di loro faceva dello stalinismo su parenti e figli  di avversari politici –  vedi i figli del presidente Leone –  era tremendamente efficace e definitivo:  non rimaneva balbettante a mezz’aria dicendo “ma io non volevo “ con quell’aria da boyscout ritardato che arrossisce per la marachella  .

Il Pci – pensate alle note politiche di Fortebraccio su l’Unità –  distruggeva le persone e le carriere in maniera netta e definitiva senza ripensamenti né dubbi mentre il buon Dario pure se gli hanno detto di fare “gli occhi di tigre “ , non ha il phisique du rôle  dello stalinista e quando pronuncia frasi indegne poi non sa reggerle e va in imbarazzo per averla fatta grossa . cibogatti

E con i suoi tremebondi distinguo sfracella al suolo nelle reazione sdegnate dei figli e nell’isolamento del suo stesso partito

E poi  , detto per inciso  , Marina Berlusconi e’ da poco entrata in Mediobanca ed stata appena indicata da Forbes come “la donna più potente d’Italia” : forse non dà risultati cosi’ deludenti essere educati da Berlusconi, non trovate?

Quindi per Franceschini niente da fare , neanche un pacco di biscotti scaduti: torni in sacrestia a Ferrara a giocare coi  suoi compagnucci…

Mediolungo