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Stefano Cucchi torturato ed ucciso dalle nere forze del disordine

CUCCHIQuesta è la foto di Stefano Cucchi vivo e vegeto quando era ancora di questo mondo, prima di stirare i piedi per colpa  degli sbirri fascisti che l’hanno interrogato torturato ed ucciso per qualche canna.

Chi vuole può andarsi a vedere le foto del suo cadavere ( vedi link più sotto ) .  E basterà per capire . Tutto.

Fra i motivi per cui io odio Berlusconi, forse il motivo più grande, c’è la costante progressiva fascistizzazione dell’italia.

Ogni mese da una decina d’anni con frequenza progressiva accadono centinaia di episodi di razzismo , di aggressioni impunite, di sempre maggior spazio alla mentalità fascista.

Anche fra le forze del disordine sembra esserci stato, dopo i fatti di Genova con cui la sbirraglia più retriva si presentò al nuovo governo di allora ( con Fini in prefettura a dare indicazioni, lo stesso Fini  che oggi fa il sensibile democratico ), un progressivo uscir fuori senza remore dell’anima nera schifosa e repressa, ma neanche tanto, nei decenni precedenti.

Già perchè non è  che prima le cose in quegli ambienti fossero molto diverse, ma certo da quei giorni di Genova in poi vi  fu una escalation di fatti , dichiarazioni, leggi ed altro che legittimarono certi comportamenti criminali delle camice nere,  anche quelle in divisa.

Così che la storiaccia che riprendo qui sotto non è neanche la prima e non sarà purtroppo l’ultima della serie  degli omicidi di stato.

E’ una brutta storia  che racconta anche dell’atteggiamento infame e vile di tutta la stampa di regime, che ha tenuto nascosta la notizia per diversi giorni, perchè dava fastidio al governo ed era  poco interessante per l’opposizione  moderata, l’unica presente anche nei media oltre che nel parlamento.

Stefano Cucchi, fermato dai Carabinieri di Roma per il possesso di pochi grammi di marijuana è  morto in circostanze misteriose dopo l’interrogatorio, da solo come un cane e senza aver potuto incontrare neanche i suoi genitori, con la faccia tumefatta, qualche  vertebra rotta e la mandibola frantumata.

Se cliccate sull’immagine qui sotto per ingrandirla potete leggere l’articolo ripreso pari pari  dal post di METILPARABEN del 27 ottobre 2009, che riportava la notizia de Il Manifesto di quel giorno a pag. 5 citata anche nella rassegna stampa di Radio Radicale.

Se non fosse stato per questi due media, la notizia di un fatto così’ grave accaduto il 22 ottobre sarebbe passata completamente sotto silenzio.

In realtà dopo qualche ora , nella mattinata  del 27 scorso, la notizia è finalmente uscita nelle cronache locali di qualche giornale on line.

Questa vicenda è stata  “silenziata” dalle famose sette sorelle dell’editoria e finchè il Manifesto e Radio Radicale non si sono presi la briga di raccontarlo,  gli altri giornali si sono guardati bene dal ficcarci il naso.

Queste sono le foto scattate al cadavere di Stefano Cucchi ( si consiglia la visione ad un pubblico adulto ). È stata la stessa famiglia ad autorizzarne la pubblicazione perchè serva a scoprire la verità sulla sua morte.

Stefano venne fermato il 15 ottobre scorso per droga al Parco degli Acquedotti di Roma. È morto all’ospedale Sandro Pertini il 22 ottobre dopo essere passato per gli ambulatori del Tribunale, del carcere di Regina Coeli e dell’ospedale Fatebenefratelli senza avere mai la possibilità di essere visitato dai parenti.

‘L’atto di morte e’ stato acquisito dal pm – ha spiegato il legale Fabio Anselmo – per cui non abbiamo in mano nulla, se non le foto scattate dall’agenzia funebre e un appunto del medico legale. Non sono stati riscontrati traumi lesivi, a quanto appare, chepossono averne causato la morte. Si parla di ecchimosi ed escoriazioni e sangue nella vescica, per cui e’ difficile sapere quando e soprattutto come e’ morto”. Stefano, a quanto conferma il legale, soffriva di epilessia. Il Ministro Alfano ha parlato di “caduta accidentale dalle scale”.,

Ma non basta. E ora il padre di Stefano chiede la verità anche al ministro La Russa. “Mio figlio in quei momenti era sotto la tutela dello Stato – ha detto Giovanni Cucchi – dunque questa vicenda non può passare sotto silenzio. E dato che e’ stato preso in consegna dai Carabinieri chiediamo chiarezza anche al ministro della Difesa Ignazio La Russa”.

La tesi della caduta accidentale dalle scale non sembra credibile nè compatibile con le ferite riportate.

Quanti  Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi e Aldo Bianzino saranno necessari, prima che ci si decida a fare chiarezza sui  comportamenti delle forze del disordine?
E soprattutto, quanti ce ne vorranno, se le loro storie continueranno ad essere silenziate in questo modo?

Stampa democratica, stampa infame, stampa di regime, tutta.

Bertoldino


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Un nuovo indulto per i ricchi

scudo fiscalePartiamo dalla riunione dell’Ecofin (il Consiglio che comprende i Ministri dell’Economia e delle Finanze dei 27 stati membri dell’Unione europea) svoltasi nel maggio scorso, quando Berlusconi annunciò la linea dura per contrastare la speculazione finanziaria e il ministro Tremonti dichiarò di voler imitare Obama mettendo a punto una lista nera dei “paradisi fiscali”, cioè dei vari staterelli come il Principato di Andorra, il Principato di Monaco, il Granducato di Lussemburgo, ma anche Gibilterra e la Repubblica di San Marino, solo per citare gli esempi più noti in Europa, che concedono enormi vantaggi fiscali ai proprietari dei capitali trafugati all’estero. Ebbene, dopo quelle parole e quei facili annunci di stampo demagogico, i fatti si sono visti nei giorni scorsi. Analizziamoli.

Anzitutto, cos’è un “paradiso fiscale”? Riporto la definizione tratta da Wikipedia: “Un paradiso fiscale è uno Stato che grazie a un regime fiscale privilegiato può garantire un prelievo in termini di tasse minore rispetto al paese di origine, o addirittura nullo. La ragione di una scelta del genere è più che altro politica: attirare capitale proveniente dai paesi esteri, fornendo in cambio una tassazione estremamente ridotta.”

La legge sullo “scudo fiscale”, appena approvata in Parlamento, è a tutti gli effetti un condono dei reati commessi contro il pubblico erario ed è passata grazie all’assenteismo nei ranghi della minoranza. I voti favorevoli sono stati 270, i contrari 250. Il via libera si è avuto con appena 20 voti di scarto. Ciò significa che, se l’opposizione fosse stata al completo, il provvedimento non sarebbe passato. Ma nelle fila dell’opposizione si contavano ben 29 assenti, di cui 9 assolutamente ingiustificati, e la legge è passata. I vertici del Partito Democratico hanno annunciato che saranno decise ”severe sanzioni” a carico dei deputati assenti ingiustificati al momento del voto finale sullo scudo fiscale.

Un altro motivo di aspra polemica è stato fornito dalla “straordinaria rapidità con la quale il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto ’salva ladri’ con cui questo governo Berlusconi ha voluto garantire l’impunità ai peggior criminali d’Italia”, così si legge in una nota del presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.

A questo punto si può discutere ed opinare se il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si sia comportato in maniera conforme o meno alla sua carica istituzionale, ma il capo dello Stato non può affermare che i doveri che la Costituzione gli impone sono inutili, in quanto vanifica il senso stesso del suo ruolo col rischio di farlo decadere.

Ad ogni buon modo, con la ratifica del cosiddetto “scudo fiscale”, che a dire il vero non è la prima amnistia concessa in Italia a favore dei reati fiscali, tra cui figura anche il falso in bilancio, il nostro Paese si conferma come un vero paradiso per i grandi evasori e i grandi criminali, quelli che riciclano abitualmente il denaro sporco trafugandolo all’estero, trasferendo i capitali di origine illecita in depositi di banche consenzienti o colluse, per non dire complici, che fanno la fortuna di numerosi micro-stati sparsi in Europa e nel mondo, che offrono condizioni assolutamente vantaggiose in campo fiscale.

Il regime di indulto introdotto dallo “scudo fiscale” permetterà di depennare molti reati commessi in materia fiscale, nella misura in cui verrà esclusa la punibilità per le violazioni commesse al fine di evadere il fisco e trasferire il denaro all’estero, nonché l’emissione di false fatture e il falso in bilancio, che potranno essere sanati con il pagamento di una somma pari al 5% dell’imposta evasa. In tal modo saranno condonate tutte le infrazioni connesse al trafugamento dei grandi capitali all’estero. I colpevoli godranno ancora una volta dell’impunità e saranno esentati da imposte che superino l’aliquota del 5%, ma soprattutto saranno dispensati da ogni sanzione di ordine penale.

Si tratta, dunque, di un indulto al contrario, che scarcera e premia chi ha derubato il fisco e la collettività, grazie ad un provvedimento varato da un governo che ha fatto della sicurezza il suo cavallo di battaglia. La stessa legge, invece, penalizza i lavoratori onesti e indifesi, quelli che percepiscono redditi fissi, vale a dire i redditi generati dal lavoro produttivo come i salari operai e gli stipendi degli addetti al pubblico impiego (i cosiddetti “fannulloni”), i quali resteranno gli unici ad essere tassati al 50-60% attraverso le ritenute fiscali trattenute direttamente alla fonte, cioè in busta paga.

Al di là di ogni argomentazione utilitaristica e pragmatica, è evidente che il varo della nuova legge rischia di trasmettere un messaggio assolutamente diseducativo e deleterio a livello etico e culturale, cioè che l’Italia si riconferma il regno dei furbi, dei rei e dei colpevoli che la fanno franca e restano puntualmente impuniti. Dipende solo dall’entità del reato: più il reato è grande più rimane impunito, specie se trattasi di un reato economico-finanziario, nella fattispecie compiuto contro l’erario dello Stato, cioè contro gli interessi della collettività nazionale e dei servizi sociali erogati ai cittadini.

Tali esempi sono innegabilmente immorali e negativi sul versante educativo e culturale, in quanto contribuiscono a diffondere una cultura di tipo criminogeno, nel senso di un malcostume che genera e autorizza comportamenti illegali, alimentando il senso dell’impunità del reato, una cultura lacerante per il tessuto civile e democratico già fragile e precario di uno Stato come l’Italia, in quanto è una cultura portatrice di modelli egoistici ed anti-sociali, una cultura devastante e criminale in cui si inserisce soprattutto la mentalità mafiosa, che è la mentalità di chi evade sistematicamente il fisco e trasferisce all’estero i capitali ottenuti con attività e traffici di natura illecita.

La logica machiavellica che ispira simili provvedimenti, è la medesima che giustifica i tagli finanziari imposti dal governo alla scuola e alla sanità pubblica. Ebbene, gli ingenti fondi ricavati da quei tagli sono stati semplicemente sottratti all’interesse generale dello Stato per essere dirottati altrove, a beneficio esclusivo degli interessi privati ed affaristici delle banche e delle grandi imprese industriali come la Fiat.

Ancora una volta il governo Berlusconi si è comportato come una sorta di “Robin Hood alla rovescia”: ruba ai poveri per dare ai ricchi, in questo caso alle banche e alle grandi imprese economiche e finanziarie, soprattutto di stampo criminale e mafioso.

Lucio Garofalo


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Terremoto : perché agli aquilani non daranno le case e perché li salasseranno di tasse senza sconti…

terremoto_abruzzo_2009Altro che miracolo di berlusconi per i terremotati: gli aquilani sono stai fino ad ora trattati peggio di tutti gli altri senza tetto nella storia del terremoto in Italia.

cavallo pazzoVi dò un paio di notizie che sfuggono come sempre alla stampa di regime delle sei sorelle dei media più una, la settima, quella bulimica  e mastodontica che oscura anche le altre fameliche sorellastre, Silviona insomma.

Prima notizia

Nessuno ha ancora smentito l’assessore Cordeschi del comune de L’Aquila che ha detto esplicitamente la scomoda verità : due terzi  dei senza tetto aquilani non rientreranno mai più nelle loro case , né in casette di alcun tipo, ma dovranno cercarsi altrove una abitazione sperando nei parenti o andandosene per sempre dall’Abruzzo.

Tremonti  lo accusò di “fomentare rivolte” ma si é guardato bene dallo smentire o spiegare quella dichiarazione.

La notizia é sconvolgente , taglia la testa a tutti i tentativi di propaganda: basterebbe insistere nel diffonderla e commentarla, anzi direi solo diffonderla. Ma ci sono evidentemente dei motivi di interesse reciproco tra i due schieramenti che la rendono una notizia sospesa nell’aria.

Ipnosi del berlusconismo sulle povere menti della sinistra di regime o complicità ed interessi trasversali?

Proviamo a svegliare gli ipnotizzati, per i collusi ci penserà la storia , spero, o in mancanza la magistratura.

Seconda notizia

Quando nel 1997 Umbria e Marche vennerò colpite al cuore dal sisma, il governo di allora (Prodi I) deliberò la sospensione del pagamento dei tributi per un anno e mezzo e impose la restituzione de3l 40% degli arretrati non pagati a partire dal 2009 in 120 rate.
Per L’Aquila il decreto anti-crisi blocca la sospensione dei pagamenti al 1° gennaio (dopo soli otto mesi), stessa data in cui si dovrà provvedere al pagamento del 100% degli arretrati (8 mesi contro i 144 dell’Umbria), attraverso 24 rate e non 120.

E questo il miracolo di Berlusconi? E Vespa L’Aquilano che ha fatto tanta retorica sulla sua terra sventrata dal sisma non é in possesso di queste informazioni? Non é in grado di replicare al premier nelle sue scodinzolanti trasmissioni a rete unificate?

Ecco un altro avvoltoio che fa coppia con lo sciacallo e si ciba di auditel ( gli é andata anche male , peraltro, su questo fronte visto le infime percentuali raccolte…) sulla pelle dei suoi compaesani che credevano in lui  ed alle sue accorate prese di posizione all’indomani del 6 aprile.

Comunque a suo tempo le proteste di cittadini ed enti locali non sono mancate e, dopo un lungo tentativo di ignorare le contestazioni, il 27 luglio il Ministro Tremonti dichiarava con spirito magnanimo alla stampa tutta l’annullamento del provvedimento. E rivelava l’intenzione di lasciare l’onore (e l’onere) al capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, che avrebbe deliberato la cosa tramite regolare ordinanza.

Ora anche un principiante é in grado di dirvi che con un ordinanza della protezione civile non é possibile emanare norme contrarie a quanto fissato con legge. Si chiama principio della gerarchia delle fonti normative ed anche gli iscritti a giurisprudenza del 1° anno lo conoscono bene.

Se il governo voleva  spostare il termine dei pagamenti doveva farlo con legge: e  difatti si cono accorti dell’errore da principianti e quell’ordinanza  non è mai arrivata.

Il 15 settembre prendendo la via corretta delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato é iniziata la discussione di una norma correttiva. L’opposizione ha presentato due nuovi emendamenti sull’ex articolo 25.
Entrambi chiedevano un ripristino dei pagamenti del tutto analogo a quello predisposto 12 anni fa per l’Umbria. Esattamente ciò che desiderava realizzare il governo, stando alle dichiarazioni del ministro Tremonti di due mesi prima (dichiarazioni, queste sì, riportate da tutta la stampa, compresa quella “di opposizione”).

Il 23 mattina, nell’aula del Senato, la sorpresa della bocciatura degli emendamenti migliorativi.

E ciò grazie anche all’assenza massiccia delle opposizioni: 25 favorevoli su 159 votanti per il primo, 28 favorevoli per il secondo.
Ecco i dati disponili dai lavori parlamentari : 13 su 14 i presenti dell’IDV, 6 su 10 quelli dell’UDC, 8 su 118 quelli del PD.

Fabrizio Di Stefano, Andrea Pastore e Paolo Tancredi i nomi dei tre senatori abruzzesi anti-abruzzesi del Popolo della Libertà.
Anna Finocchiaro, Luigi Lusi, Giovanni Legnini, Franco Marini e Claudio Micheloni i nomi dei 5 senatori PD autori dei due emendamenti, impegnati in questa lotta spietata contro i mulini a vento.

E contro l’indifferenza sospetta dei loro colleghi di opposizione che mancavano all’appello quasi tutti…

Berlusconi cadrà a breve ma per demeriti suoi e per trame interne alla destra, la sinistra non ne avrà alcun merito ed anzi resterà un’altra volta alla finestra a guardare gli altri agire , ogni tanto abbassando lo sguardo per guardare se l’ombelico é sempre lì al suo posto.

Crazyhorse70


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Controinformazione: le informazioni che non ti danno le sette sorelle della (dis)informazione

cavallo pazzoLe Sette Sorelle della (dis)informazione.

Certo silvio-mediaset é la sorella più grassa e sguaiata, la più prepotente, quella che vuol essere anche figlio,  padre e spirito santo, ma non é l’unica sorella “impura”:  ne ha altre sei belle grosse e bulimiche , solo un pò meno sfacciate.

Ecco che ve le presento tutte : Rcs Mediagroup, Mediaset-Mondadori, Gruppo L’Espresso, Gruppo Il Sole 24 Ore, Gruppo Riffeser, Gruppo Caltagirone, Telecom Italia Media.

Insieme hanno in mano l’editoria della carta stampata, alcune di loro il mondo delle radio, una sola di loro  – silviona – invece si mangia ogni giorno quasi l’intera torta della tv e della pubblicità ( ecco perché anche padre, figlio  e spirito santo ). Qui é ben spiegato il punto delle  dimensioni delle sorelle http://sadefenzasarda.blogspot.com/2009/09/le-sette-sorelle-della-manipolazione.html .

Ma sono cose che ormai sanno tutti, anche i sassi. Non possiamo aspettare che le notizie ci arrivino, dobbiamo andarcele a trovare noi in mille modi e spargerle in giro ,  perché la concorrenza  é falsata da tanti conflitti di interesseberluscafeltri e molte notizie “sfuggono” a tutte queste flaccide ed impure sorelle.

Una delle quali é mastodontica  e fa paura, ma  le altre non é che siano delle verginelle di primo pelo ed anzi la verginità l’hanno persa da un pezzo

Un pò di notizie nascoste.

Terremoto in Abruzzo: niente futuro per 26.000 senza tetto su 40.000 .

Non ci sono case né casette per tutti” ed anzi “due terzi dei 40.000 senza tetto non hanno alcuna prospettiva di residenza futura ,che non siano gli alberghi della costa, case di parenti, o la diaspora “ questo è quanto ha detto il direttore generale del Comune de L’Aquila, Massimiliano Cordeschi, per  questo accusato dal ministro Tremonti di «esortare alla rivoluzione»

La visione “edilizia», immobiliaristica del presidente Berlusconi, attuata «militarmente» dalla Protezione Civile. Senza rispetto per il cuore culturale ed economico della città. Senza programmare un futuro; le parole ” ricostruzione” e ” pianificazione” sono scomparse, solo mille episodi sconnessi di cemento sparso a pioggia e con un consumo di suoli agricoli alla fine disastroso.

Eppure in passatola pianificazione é statafondamentale.

Dopo i terremoti del Friuli, dell’Umbria e delle Marche   –  gli esempi migliori fino ad ora  – il dibattito sulla ricostruzione di centri storici e monumenti fu subito intenso e coinvolgente, appassionando le comunità e producendo alla fine soluzioni  valide.  In Friuli lo slogan della ricostruzione fu «prima le fabbriche, poi le case e le chiese». In Umbria venne corretto in «prima le chiese (“Sono le nostre fabbriche”, fece notare un vescovo saggio, attento al turismo religioso di massa), poi le case e le fabbriche».

Ed in abruzzo? Domande antitaliane da farabutto…

Leggete e firmate l’appello del  Comitatus Aquilanus.

Terremoto in In Abruzzo: elargiti decine di milioni di euro che puzzano.

Si profila un nuovo scandalo dopo quello delle macerie. Uno scandalo maleodorante che riguarda l’appalto relativo alla gestione e manutenzione dei 3.500 bagni chimici messi in funzione nell’ambito dell’emergenza del terremoto.

La squadra mobile dell’Aquila ha acquisito documenti ed articoli da Angelo Venti, direttore responsabile del presidio dell’Aquila, dell’Associazione “Libera” e direttore del giornale on line “Site.it”.

Secondo i dati in possesso all’associazione, il noleggio e la pulizia di ogni singolo bagno sarebbe di 140 euro al giorno per un totale di decine di milioni di euro elargiti dal 6 aprile fino ad oggi. Dal Blog di Radio L’aquila

Nessuno si é accorto che berlusconi ha già privatizzato l’acqua

Dal 2012, grazie alla legge 133/08 “recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” approvata ad agosto dal Parlamento la gestione del servizio idrico integrato in Italia sarà privatizzato. Da diritto acquisito, l’acqua diventa merce, prodotto commerciale soggetto alle regole del mercato, infatti il servizio idrico è stato equiparato a qualunque servizio pubblico di rilevanza economica, costringendolo alle regole della concorrenza.
Leggi per credere l’articolo 23bis della legge 133/08

Quel sistema di mercato  che solo nell’ultimo anno si è dimostrato pronto a implodere su sé stesso, con fallimenti a catena di banche e assicurazioni, dovrebbe regolare il nostro accesso all’acqua, bene primario assoluto…

“Sono Gianni Letta e devo aiutare CL”

Palazzo Chigi smentisce che Letta sia indagato. Ma la Procura generale della Cassazione dice che l’inchiesta è a Lagonegro. Indovinate chi mente.

Il sottosegretario è stato intercettato mentre prometteva ai ciellini della Cascina di intervenire sul capo dell’Agenzia delle entrate. E lo sconto fiscale è arrivato. Per legge.

Indagato pure Alfano, ostacolava i pm del caso Fitto

Alla base del provvedimento trasmesso al Tribunale dei ministri alcune intercettazioni. Nelle conversazioni emergerebbe il proposito di “sbarrare la strada” alla carriera di un alto magistrato pugliese. Subito dopo da via Arenula scatta la strana ispezione. Il ministro delle Regioni Fitto lamenta una sorta di guerra da parte dei giudici che ipotizzano reati di associazione per delinquere e finanziamento illecito al suo movimento politico “La Puglia prima di tutto”.

Ed ora un piccolo sassolino da togliermi in fretta.

L’utile idota che soccorre Berlusconi

L’altra sera, dopo aver massacrato George W. Bush per otto anni, David Letterman ha sbeffeggiato il presidente in carica Barack Obama. Secondo il nostro governo ed i suoi sgherri sarebbe un caso di odioso antiamericamismo, ma negli USA dove il sentimento patriottico è sicuramente più florido e sincero che da noi, nessuno si è arrischiato a dira una scemenza del genere.

In Italia  la destra ripete spesso la litania dell’antitalianità ed in genere c’e’ il solito utile idota che si aggiunge al coro, a cadenza periodica, accusando la sinistra di antiberlusconismo ed antiitalianità.

Chi é costui ? Gasparri? Bondi ?

No : l’utile idiota é  D’alema :  l’ha detto l’altro giorno ,  mentre presentava un fondamentale libello “A destra  tutta. Dove si è persa la sinistra?”

Probabilmente a largo di Bari, dalle parti di  Giampi Tarantini.

Crazyhorse70


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La Carfagna, il G8 delle donne ed il maschilismo

«Siamo qui per lottare» La Carfagna dà il via al G8 delle donne
«Siamo qui per la lotta e per la vittoria e non per la sofferenza e la vittimizzazione». Il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, ha spiegato così il senso della conferenza internazionale sulla violenza contro le donne, che si è aperta ieri mattina alla Farnesina.Carfagna Mara
Il ministro Carfagna ha fornito le cifre che testimoniano «l’urgenza e la necessità dell’azione»: più di 140 milioni di donne nel mondo sono vittima di molestie, violenze, stupri, tratta, aborto selettivo. Inoltre ha dichiarato che la maggior parte delle violenze sono consumate in famiglia.
Presentando l’evento la Carfagna ha anche condannato il maschilismo: «La cultura machista in Italia c’è ma va combattuta”

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Mentre rileggo queste rivoluzionarie dichiarazioni dell’infermiera pelvica preferita del premier non posso non pensare a quei film “ comici “ della commedia all’italiana anni ’70 , gli stracult con la Fenech e  Lino Banfi. L’accostamento sorge spontaneo , con lei che si prende molto sul serio nei ruoli che le danno ( infermiera, appunto, dottoressa della mutua, vigilessa e simili…) e Banfi ed Alvaro Vitali che invece le ammirano  solo il culo e le tette e la immaginano tutta la durata del film in altre attività concentrata…Lei ci rimane male e si inquieta ma poi si arrende ai ” maschilisti ” concedendo loro  di spiarla chiappe al vento mentre si fa la doccia …

E’ vero che alla riunione del G8 erano presenti persone importanti come Rita levi Montalcini, Asha-Rose Migiro, vicesegretario dell’Onu, Stefania Prestigiacomo, Ignazio La Russa ed Emma Bonino, ma …lei che parla di cultura maschilista da combattere è come immaginare Gasparri leggere un libro all’accademia della crusca: ti domandi dov’è il trucco.

Uno che passasse di lì distrattamente avrebbe potuto pensare quasi che ce l’avesse col papi silvio ma non può essere : insomma un minimo di riconoscenza per chi l’ha fatta ministro , come caligola fece senatore il suo cavallo.

E poi con che cosa combatterebbe il maschilismo la Carfagna, con le iniezioni pelviche ed i calendari?

Comunque , visto che la cosa mi distrae  – sempre meglio che seguire fondamentali dibattiti su cosa farà Fini contro Berlusconi – decido di seguire la memoria ed usare un po’ di immaginazione ma così è peggio e non riesco a rimanere seria.

E si perché  mi  riviene da ridere pensando a quella telefonata intercettata ( vedi questo post di un pò di tempo fa ) in cui le due ineffabili ed ipocrite mignotte-ministro dimostrarono le loro rispettive ed altissime  dignità di donne autonome e determinate interrogandosi   su come soddisfare il sultano e sulle iniezioni pelviche da operare prima di ogni rapporto per farglielo star su dritto… Provo anzi ad immaginare di essere una delle privilegiate che ha potuto sentire integralmente quella telefonata che molti giornalisti sentirono e quasi nessuno pubblicò ( mi pare solo Le Nouvel Observateur edizione 06/08/2009 , con un articolo di Serge Raffy ). E così mi sembra di ricordare che in quella telefonata fosse la Carfagna a spiegare alla collega più bruttina ed imbranata alcune cosine del mondo usando la metafora delle riforme ed un  linguaggio cifrato tecnico giuridico.

Non sono sicurissima ma …in veritò pensandoci bene fu proprio così, usarono una metafora.

Non saprei dire se entrambe usassero  questo codice perché più eccitante   –  in confronto Moana Pozzi ed Ilona Staller erano due sincere e frigide educande –  o perché preoccupate di poter essere intercettate :  so solo che quella chiacchierata confondeva di proposito l’eventuale uditore celando l’eccitante vero soggetto del discorso.

Il contenuto ? Ecco svelato .

I consigli alla collega più esperta vertevano su come eseguire tecniche adatte ad ottenere un “premierato forte” . La Gelmini però non capiva bene e rilanciava invece l’idea di abbandonare il bicameralismo perfetto, adducendo che non occorreva più “dare uguale valenza ai membri che entrano nell’una o nell’altra camera così il Senato sarebbe rimasto la “camera alta”, modello alla “spagnola “.

Alle precisazioni della Gelmini sulla riforma dei regolamenti parlamentari , la stessa Carfagna ricordo bene obiettò consigliando interventi orali più brevi, per evitare lungaggini che potevano “ammorbidire la posizione del membro della camera”; in caso di difficoltà , aggiungeva , “invoca in aiuto la manipolazione diretta dei media per ottenere subito maggiore potere ai membri del governo”.

Il tutto si concludeva per entrambe con la disponibilità di fondi liquidi da erogare senza controllo, “finanziamenti a pioggia dorata” mi pare che dissero…

Questo è quanto ricordo di quella istruttiva telefonata: devo dire che nonostante l’abile tentativo di camuffamento tecnico giuridico , i bravi intercettatori son riusciti a decifrare il codice criptato e così abbiamo potuto finalmente leggere le cosine che si son dette le due infermiere.

Perché pochi l’hanno letta e nessuno l’ha pubblicata?Perché anche l’opposizione giudicava che non fossero maturi i tempi per quella riforma…

Smetto un attimo di seguire i ricordi e registro con soddisfazione un particolare che per ridere stavo dimenticando e cioè che dalle dichiarazioni emerge che ora anche il Ministro Carfagna ha scoperto che numericamente coloro che infliggono le sofferenze maggiori al genere femminile sono proprio i partner o comunque i membri del nucleo familiare

Ma vi ricordate la bestiale campagna elettorale del partito della Carfagna, il Pdl, che legava il  fenomeno della violenza sulle donne esclusivamente al problema degli immigrati?

Sembrava che le uniche violenze perpetrate alle donne fossero opera di rumeni ubriachi o di zingari senza scrupoli, i media del sultano non dicevano altro bombardando ogni giorno…

Poi dopo aver creato la famosa ” insicurezza percepita” andavano all’incasso coi loro sondaggi  corretti ed imparziali tipo ” cosa farebbe al rumeno bavoso che le stupra la figlia minorenne ? “

In quei giorni pareva che per una donna l’unica possibilità di non subire un’aggressione fosse quella di non uscire di casa. Dimenticando strumentalmente che l’orco, però, molto spesso abita con la vittima  e che quando non risiede proprio con lei comunque gliela portano direttamente a domicilio a Villa Certosa per 1.000 euro e tante promesse.

Ma questa è un’altra storia , non scherziamo, non c’entra nulla con la violenza il maschilismo e la dignità delle donne nel mondo…questa é storia privata di un libero cittadino e non vi riguarda!!!

Rosellina


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Controinformazione a 4 mani sulle ultime magagne del governo: superpost estivo con notizie , commenti, rabbia, musica e “sottile” ironia … 1° PARTE

controinformazione

ROMA – Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella ricorrenza del 65° anniversario cavallo pazzodell’eccidio nazifascista di Sant’Anna di Stazzema, ha inviato al Sindaco, Michele Silicani, un messaggio in cui rivolge a tutti i convenuti alla commemorazione il suo partecipe e solidale pensiero: «Nostra democrazia nasce dalla Resistenza, il sacrificio per la Patria è viva eredità morale»

Nell’anniversario di Stazzena mi piace ricordare per l’ennesima volta che l’Italia nasce dalla Resistenza contro il nazifascismo e chiunque voglia essere cittadino italiano e non un  minus habens deve riconoscersi in questi ideali.

Per qualcuno un po’ duro di comprendonio ribadisco quindi che l’Italia non nasce dalla Repubblica sociale inventata da Hitler per tenere in piedi un mussolini oramai finito , gonfio e pronto per piazzale loreto né ha origine dai programmi di Canale 5 o dalla residenza di Villa Certosa , quelle che ospita mafiosi, servizi deviati , mignotte e spacciatori di cocaina.

No ,  nasce dalla Costituzione Italiana Antifascista come recita anche la XII disposizione transitoria e finale (comma sorrisoprimo) della Costituzione e successivamente tutta una seria di leggi dello Stato che regolano la materia e vietano anche  l’apologia del fascismo. Quindi per concludere vorrei dire a coloro che fanno a gara a dirsi più italiani degli altri che fra un emigrato che giura sulla costituzione e diventa cittadino ed un fascista che la nega la risposta è assolutamente scontata: italiano è solo il primo, l’altro è appunto un minus habens , ovvero uno che ha meno ( cervello, diritti, tutto) , un rifiuto, un escluso –  come dicono loro, uno sfigato –   un estraneo alla democrazia uno più o meno come questo nella foto.

Anzi questo bel video lo dedichiamo a costoro, visto che gli piacciono le adunate marziali

By Crazyhorse70 e Torba di Gramigna

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I docenti non possono partecipare “a pieno titolo” agli scrutini e la loro materia non può avere effetti sul credito

ROMA – Frequentare l’ora di religione non può portare crediti aggiuntivi agli studenti che si presentano agli esami di maturità e, in ogni caso, gli insegnanti di religione non possono partecipare a pieno titolo agli scrutini. Lo ha stabilito il Tar del Lazio accogliendo, con la sentenza n. 7076 i ricorsi presentati a partire dal 2007 da alcuni studenti, supportati da diverse associazioni laiche e confessioni religiose non cattoliche, che chiedevano l’annullamento delle ordinanze ministeriali firmate da Giuseppe Fioroni e adottate durante gli esami di Stato del 2007 e 2008.

Risposta del clero e dei suoi baciapile :

L’Ora di religione parte integrante della cultura italiana» Prof di religione e scrutini, la Cei contro il Tar : «Sentenza vergognosa»

I vescovi: «Dai giudici decisione che danneggia la laicità dello stato e alimenta diffidenza verso le toghe»

MILANO – Affondo della Cei sulla sentenza del Tar. I vescovi parlano di «decisione vergognosa» e «pretestuosa».

La Gelmini  – una delle due favorite dell’harem per intenderci  – si dice già pronta dall’alto della sua dirittura morale  a chiedere il ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione troppo laica. GelminiVSCarfagna

Chi meglio di lei può essere a guardia della morale pubblica?

Nonché degli insegnamenti della chiesa?

Per ora lei é la sua collega sono divenute esperte più che altro sulle iniezioni pelviche ( leggi qui ) però chissà col tempo…

Stessa commedia sulla pillola Ru486 di cui l’Agenzia del Farmaco ha chiesto di recente la commercializzazione .

Via libera a maggioranza dall’Agenzia del farmaco
alla commercializzazione della pillola abortiva

ROMA – La Ru486 arriva in Italia. Dopo una riunione durata più di quattro ore, è arrivato giovedì scorso in tarda serata il via libera a maggioranza (quattro contro uno) dall’Agenzia italiana del farmaco alla pillola abortiva.

Il Consiglio di amministrazione dell’Aifa ha infatti approvato l’immissione in commercio nel nostro Paese del farmaco già commercializzato in diverse altre Nazioni.

La Santa Sede: «scomunica per chi la usa e per chi la prescrive» La Ru486 arriva in Italia
Dura condanna del Vaticano.

Il vaticano digerisce benissimo la dissolutezza del premier ed il suo cattivo esempio, purché questi garantisca che non si tocchino i privilegi vaticani sull’ICI , sull’8 per mille, sulla bioetica, sulla eutanasia ed il resto va tutto bene, al massimo blande ed indolori accenni alla moralità pubblica , ma niente di grave.

Berlusconi puo’ anche essere trovato con le mani addosso a ragazzine  o con il naso sporco di coca, l’importante che non dica mai nulla su quegli argomenti che si discosti dai dettami del clero.

Quante stronzate questi baciapile.

La Ru-486 rappresenta invece per le donne un’opportunita’ di poter scegliere un metodo meno invasivo e mortificante per attuare un’interruzione di gravidanza, e alle donne che scelgono questo metodo abortivo deve essere secondo me evitata l’imposizione del ricovero coatto. Le polemiche del clero e dei suoi servi sono pretestuose

In Italia l’IVG (Interruzione Volontaria di Gravidanza) viene praticata solo con intervento chirurgico, anche se la scienza si e’ evoluta e ha trovato nuovi metodi, meno dispendiosi economicamente e meno traumatici per la donna, come quello farmacologico della RU486.

Un esempio: oggi l’ulcera e’ curata farmacologicamente e nessuno si immaginerebbe di tornare indietro, quando solo la chirurgia poteva essere di aiuto.
Perche’ se, nel nostro caso, la scienza si aggiorna la pratica non la dovrebbe  seguire a ruota?

Alcuni confondono ancora  la pillola abortiva RU486 con la pillola del giorno dopo (pdp) che è un farmaco utilizzato come metodo di contraccezione post-coitale (ossia contraccezione di emergenza) durante le 72 ore successive a un rapporto sessuale. Il principio attivo è il progestinico levanorgestrel , una sostanza presente anche in molte pillole contraccettive, impiegata però in un dosaggio 20-30 volte maggiore (750 microgrammi).

Questo farmaco non va confuso con ciò di cui invece parliamo oggi, ovvero la pillola abortiva Mifepistrone, nota come RU-486,  dalla quale si differenzia sia per i tempi di assunzione che per i meccanismi di azione.

Vedi qui per altre informazioni

Crazyhorse70


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Illustre Governatore, l’usura e l’estorsione sono un pericolo ma le banche …………..

La settimana scorsa il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, nel corso di un’audizione dinanzi alla Commissione Parlamentare Antimafia, ha manifestato la sua preoccupazione che, nel corso dell’attuale crisi, le imprese siano maggiormente esposte al rischio di fenomeni criminali, tra cui, l’usura. Condivido ma credo che l’analisi sarebbe stata più completa se si fosse anche preso atto che le difficoltà cui sono esposte le aziende o le famiglie derivano anche dalle stesse pretese di molti istituti di credito che, a mio avviso, in alcuni casi, non sono meno illecite e meno pericolose.

Pubblico di seguito la mia “lettera aperta” al Governatore della Banca d’Italia che provvedo anche ad inviare formalmente:

Al sig. Governatore della Banca d’Italia

Dott. Mario Draghi

Palazzo Koch

Via Nazionale

ROMA

Illustre Governatore,

sia quale difensore di imprenditori-vittime di usura ed estorsione sia quale figlio di una vittima della criminalità e della malagiustizia, condivido –sia pure ritenendole, come dirò, lacunose- le Sue recenti dichiarazioni con le quali ha manifestato la preoccupazione che, in questo periodo di crisi, le imprese siano più soggette a fenomeni criminali, tra cui, in primis, l’usura. Mi permetto, però, di evidenziarLe che, a mio avviso, tale rischio è, di certo, uno dei possibili effetti (forse, il più ovvio) in carenza di una seria attività di contrasto -e sostegno a chi denuncia- che, in Italia, secondo quanto si evince da vari provvedimenti, non può, di certo, ritenersi efficiente visto che le vittime, spesso, hanno dovuto fare ricorso ai giudici amministrativi per ottenere il riconoscimento dei diritti negato da un’apposita e costosa struttura statale.

In considerazione della Sua serietà ed autorevolezza, ritengo, tuttavia, inspiegabile l’assenza di un pur minimo cenno, nelle medesime dichiarazioni, alle gravissime responsabilità di moltissimi istituti di credito nell’aggravamento della situazione economico-patrimoniale di molte imprese o famiglie e nell’esposizione delle stesse al rischio, dapprima, dell’usura criminale e, poi, magari, del fallimento o della perdita di serenità o della vita di molti imprenditori. Non si può ignorare, infatti, che è da tempo che tantissime imprese sono esposte ai rischi da Lei stesso paventati –o ne hanno già subito le nefaste conseguenze- non solo a causa della recente crisi, bensì, soprattutto, a causa proprio del comportamento degli istituti di credito!!!

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