Archivio per agosto 2011
In sciopero della fame da più di due mesi per un Italia migliore
Intervista a Gaetano Ferrieri in sciopero della fame da più di due mesi …..
ascoltatelo….
( Roma, Montecitorio ,20 agosto 2011 )
Sei cardiopatico ?? a dieta ! buoni pasto dimezzati…
Nella follia generale che imperversa in questo paese succede anche questo.
Riporto quasi integralmente da http://100cosecosi.blogspot.com/2010/01/varazze-appello-facebook-scandalo.html
Adolfo ha serissimi problemi di salute: ha subito quattro infarti ed è in attesa di trapianto di cuore, cosa che gli ha ovviamente impedito di proseguire nella sua attività lavorativa. Il Comune di Varazze gli era andato incontro offrendogli un assegno di 200 euro mensili (come se al giorno d’oggi si campasse con duecento euro…ma sorvoliamo su questo), che però è stato ritirato quando la sua convivente ha trovato un lavoro. Altra cosa abbastanza strana: le coppie di fatto non hanno alcun diritto, in quanto non sposate, quando devono ricevere qualcosa (eredità, pensioni ecc.)… invece, quando si tratta di portargli via qualcosa, diventano legalissime, quanto e più di quelle sposate.
Ma sorvoliamo ANCHE su questo.
Siccome la convivente di Adolfo guadagna 1000 euro al mese, una volta tolte le consuete spese di affitto, luce, gas eccetera (più le spese sanitarie a cui è sempre costretto un malato, come tutti sanno, nonostante la mutua), a conti fatti, per sopravvivere alla coppia restano 130 euro, ovviamente insufficienti. Alle rimostranze di Adolfo l’assistenza sociale aveva risposto con la concessione di quattro buoni pasto mensili, da consumare alla Coop, di 52 euro l’uno: in questo modo, nonostante tutto, la coppia riusciva perlomeno a mettere insieme pranzo e cena… almeno fino al giorno in cui Adolfo è andato a fare gli auguri di Natale agli assistenti sociali ed ha scoperto che sotto l’albero lo attendeva un “regalo” quantomai sgradito: i buoni spesa sarebbero stati sospesi col nuovo anno.
Motivazione sconosciuta, anche se tra le righe gli hanno fatto capire che si trattava di un problema di “spese comunali” che esigevano un taglio di spese.
Ma si possono tagliare gli aiuti a chi è malato, non può lavorare e ha bisogno di mangiare per sopravvivere?
Pochi giorni fa Adolfo è andato dagli assistenti sociali e ha scoperto che il “regalino” era arrivato: niente più buoni. Non ci ha più visto e – come ci ha raccontato: “Ho buttato all’aria tutto, perché ho davvero perso la testa. Mi dispiace, ma così non posso andare avanti: non dormo più la notte, oggi a pranzo mangerò un pompelmo perché non posso permettermi altro. Mi hanno offerto la metà dei buoni pasto: 104 euro al mese per mangiare in due. Non ho accettato neppure quelli, perché non è possibile essere presi in giro in questo modo.
Il Comune che sta dissanguando le casse per costruzione di nuovi parcheggi, e in un prossimo futuro per la costruzione del retroporto… e i soldi vengono a prenderli a noi? Tra l’altro non ci sono soltanto io ad usufruire di questi buoni: non so esattamente di quante famiglie stiamo parlando, io ne conosco altre tre, ma mettiamo pure che si arrivi a una ventina: cosa pensa di realizzare, la Giunta, con 1000 euro al mese ottenuti togliendo letteralmente il pane di bocca a chi non è un fannullone, non è uno delinquente, ma è soltanto malato e impossibilitato a lavorare?”
Ce lo domandiamo anche noi, anzi giriamo la domanda al Sindaco di Varazze, che abbiamo conosciuto e che ci era sembrato persona sensibile e attenta ai bisogni dei suoi cittadini.
Speriamo davvero che ci sia una spiegazione diversa da quella che sembra di intuire dalle parole di Adolfo, ma soprattutto ci auguriamo che si possa trovare una rapida soluzione, anche perché non ci sembra giusto che una persona gravemente malata di cuore debba subire un simile stress, che certamente non migliora neppure le sue condizioni di salute.
Adolfo ha serissimi problemi di salute: ha subito quattro infarti ed è in attesa di trapianto di cuore, cosa che gli ha ovviamente impedito di proseguire nella sua attività lavorativa. Il Comune di Varazze gli era andato incontro offrendogli un assegno di 200 euro mensili (come se al giorno d’oggi si campasse con duecento euro…ma sorvoliamo su questo), che però è stato ritirato quando la sua convivente ha trovato un lavoro. Altra cosa abbastanza strana: le coppie di fatto non hanno alcun diritto, in quanto non sposate, quando devono ricevere qualcosa (eredità, pensioni ecc.)… invece, quando si tratta di portargli via qualcosa, diventano legalissime, quanto e più di quelle sposate.
Ma sorvoliamo ANCHE su questo.
Siccome la convivente di Adolfo guadagna 1000 euro al mese, una volta tolte le consuete spese di affitto, luce, gas eccetera (più le spese sanitarie a cui è sempre costretto un malato, come tutti sanno, nonostante la mutua), a conti fatti, per sopravvivere alla coppia restano 130 euro, ovviamente insufficienti. Alle rimostranze di Adolfo l’assistenza sociale aveva risposto con la concessione di quattro buoni pasto mensili, da consumare alla Coop, di 52 euro l’uno: in questo modo, nonostante tutto, la coppia riusciva perlomeno a mettere insieme pranzo e cena… almeno fino al giorno in cui Adolfo è andato a fare gli auguri di Natale agli assistenti sociali ed ha scoperto che sotto l’albero lo attendeva un “regalo” quantomai sgradito: i buoni spesa sarebbero stati sospesi col nuovo anno.
Motivazione sconosciuta, anche se tra le righe gli hanno fatto capire che si trattava di un problema di “spese comunali” che esigevano un taglio di spese.
Ma si possono tagliare gli aiuti a chi è malato, non può lavorare e ha bisogno di mangiare per sopravvivere?
Pochi giorni fa Adolfo è andato dagli assistenti sociali e ha scoperto che il “regalino” era arrivato: niente più buoni. Non ci ha più visto e – come ci ha raccontato: “Ho buttato all’aria tutto, perché ho davvero perso la testa. Mi dispiace, ma così non posso andare avanti: non dormo più la notte, oggi a pranzo mangerò un pompelmo perché non posso permettermi altro. Mi hanno offerto la metà dei buoni pasto: 104 euro al mese per mangiare in due. Non ho accettato neppure quelli, perché non è possibile essere presi in giro in questo modo.
Il Comune che sta dissanguando le casse per costruzione di nuovi parcheggi, e in un prossimo futuro per la costruzione del retroporto… e i soldi vengono a prenderli a noi? Tra l’altro non ci sono soltanto io ad usufruire di questi buoni: non so esattamente di quante famiglie stiamo parlando, io ne conosco altre tre, ma mettiamo pure che si arrivi a una ventina: cosa pensa di realizzare, la Giunta, con 1000 euro al mese ottenuti togliendo letteralmente il pane di bocca a chi non è un fannullone, non è uno delinquente, ma è soltanto malato e impossibilitato a lavorare?”
Ce lo domandiamo anche noi, anzi giriamo la domanda al Sindaco di Varazze, che abbiamo conosciuto e che ci era sembrato persona sensibile e attenta ai bisogni dei suoi cittadini.
Speriamo davvero che ci sia una spiegazione diversa da quella che sembra di intuire dalle parole di Adolfo, ma soprattutto ci auguriamo che si possa trovare una rapida soluzione, anche perché non ci sembra giusto che una persona gravemente malata di cuore debba subire un simile stress, che certamente non migliora neppure le sue condizioni di salute.
continua : http://100cosecosi.blogspot.com/2010/01/varazze-appello-facebook-scandalo.html
da 73 giorni in sciopero della fame…
Libertà….è anche possedere una foto senza rischiare la pena di morte
In un paese democratico possedere immagini è un diritto di tutti.
Simpatizzare per un personaggio non è un delitto e manifestare il proprio consenso o dissenso è sancito anche dalla carta dei diritti umani.
Nei regimi no, e si vede in questi giorni in Siria e negli anni passati anche in Iran che non ha però smesso di protestare anche se qui,la stampa italiana non lascia trapelare nessuna notizia.
Negli altri paesi europei invece continuano ad informare sulle forme di protesta che il popolo iraniano via via mette in atto contro il regime sanguinario di Amadinejad e i suoi preti sciiti.
Ed è proprio di questo che ti voglio informare e che se possibile tu possa pubblicare.
Ritornando al prologo con cui ho iniziato , il possesso di immagini non gradite al regime sono passibili di pena di morte.
E lì il processo breve è in atto, ma senza la fortuna dell’archiviazione per decorrenza dei termini.
Ci sono dei nuclei che si sono organizzati e vogliono che venga informata l’opinione mondiale, sulle forme di agitazione e dissenso che stanno per mettere in atto.
Una di queste appunto è quella della distribuzione delle immagini del figlio dello Scià, il principe Ciro-Reza Pahlavi che è in esilio negli Stati Uniti e che viene invocato dalla popolazione iraniana come futuro liberatore dal regime islamico.
La detenzione delle sue foto, della sua immagine in Iran porta direttamente alla forca ma, nonostante la consapevolezza di tale rischio, prossimamente nuclei di coraggiosi saranno disposti a distribuirle fra la gente, come una parola d’ordine per rialzarsi tutti insieme e liberare il paese dalla dittatura che dura da ormai da trentadue anni.
Sono state mandate mail anche alla Casa Bianca e a tutti i governi del mondo democratici per informare i vari capi di stato delle iniziative prossime.
( anonimo…. per ovvi motivi )
