LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse

Archivio per marzo 2011

Il nostro tempo è adesso!

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9 aprile 2011, monta la protesta dei precari che scendono in piazza al grido: “il nostro tempo è adesso!”

Roma, 31/03/2011 (informazione.it – comunicati stampa) Grande manifestazione è prevista in molte piazze d’Italia, è una manifestazione di lavoratori che vogliono uscire la precariato.

Partecipano diverse associazioni della società civile, fra cui: Uds, Articolo 21, Prossima Italia, Valigia Blu, Pugliamo l’Italia, Errori di Stampa, Popolo Viola, Reset Italia, European Alternatives. Poi i Lavoratori Phonomedia in lotta di Catanzaro, Donne di Classe, Arte della Resistenza e, tra i personaggi del mondo dello spettacolo, Silvia Avallone, Valerio Mastandrea, Jasmine Trinca, Dario Vergassola, Ascanio Celestini, Luciano Gallino, Giulia Innocenzi, Michele Serra e Margherita Hack .

Secondo il comunicato de “il nostro tempo è adesso”, : “Il 9 aprile sarà una grande giornata di mobilitazione in cui finalmente noi precari, disoccupati, lavoratori autonomi, studenti, noi giovani senza diritti scenderemo in piazza per manifestare, uniti, la nostra esistenza, per rivendicare i diritti che oggi ci sono negati, per far sentire la nostra voce e raccontare chi siamo, perché vogliamo un altro paese, un paese che investa sulla ricerca e sulle giovani generazioni invece di relegarle ai margini del sistema produttivo, mortificandone le competenze e cancellando ogni possibilità di realizzazione personale.

Per fare questo dovremo essere in tanti e dovremo essere ovunque.

CONTINUA QUI

Scritto da laconoscenzarendeliberi

marzo 31, 2011 alle 22:08

l’isola agli isolani ( di Andy Wallace )

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Scritto da francacorradini

marzo 30, 2011 alle 21:00

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Emergenza democratica

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Scritto da francacorradini

marzo 30, 2011 alle 18:05

Pubblicato in politica

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Sette carogne per sette bambini: la pedofilia di destra ha fatto outing

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Ecco la foto delle sette carogne, dei sette sporchi pedofili travestiti fd porci fascisti benpensanti. E’ facile immaginarseli rossi e sudaticci all’inseguimento di bambini.

Emendamento alla Camera n. 1707: “Niente obbligo di arresto per chi verrà sorpreso a compiere violenze sessuali di LIEVE ENTITA’ verso minori”.

I firmatari della legge: Gasparri(PdL), Bricolo(Lega), Quagliariello (PdL), Centaro(PdL), Berselli (PdL), Mazzatorta(Lega), Divina (Lega).

Uno dei firmatari dell’emendamento ha dichiarato che serve a non far arrestare i giovani di 17 anni che hanno rapporti con una quattordicenne(!), in quanto quello sarebbe una violenza di minore gravità.

Molti lo hanno già ribattezzato “Tutela Pedofili”

Dopo la denuncia del Partito Democratico, nel Centrodestra c’è stato il fuggi-fuggi, il “ma non lo sapevo”, il “non avevo capito”, il “non pensavo che fosse proprio così” uniti all’inevitabile berlusconiano “ci avete frainteso”.
Poi, finalmente, un deputato del Pd ha scoperto i firmatari dell’emendamento 1707.

Annotateli bene:

sen. Maurizio Gasparri (Pdl),
sen. Federico Bricolo (Lega Nord Padania),
sen. Gaetano Quagliariello (Pdl),
sen. Roberto Centaro (Pdl),
sen. Filippo Berselli (Pdl),
sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania) e il
sen. Sergio Divina (Lega Nord Padania).

Per la cronaca, il sen. Bricolo era colui che proponeva il “carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico” (ma non per chi palpeggia o mette un dito dentro ad una bambina);

Il sen. Berselli è colui che ha dichiarato “di essere stato iniziato al sesso da una prostituta” (si vede che successe in qualche viaggio del sesso in Cambogia con qualche minorenne…)

il sen. Mazzatorta ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento vari “emendamenti per impedire i matrimoni misti”;

mentre il sen Divina è divenuto celebre per aver pubblicamente detto che “i trentini sono come cani ringhiosi e che capiscono solo la logica del bastone” (citazione di una frase di Mussolini).

Complimenti alle carogne. Del resto l’aveva ben descritto Pasolini in Salo’ o le 120 giornate di Sodoma come passano il tempo i fascisti a Salo’ negli ultimi scorci prima della fine. Ecco una ventina di secondi di ripasso, è poco ma si capisce l’ambiente preferito da questa carogne per eccitarsi …

Rosellina970


Scritto da rosellina970

marzo 29, 2011 alle 18:55

E’ successo oggi a Milano.

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E’ successo oggi a Milano. La claque del premier a processo: 20 euro e panino. Magro compenso per le 4 scimmiette presenti.

Eccone due . Carmela e Maria Grazia si son date appuntamento alle otto di stamani al gazebo davanti all’ingresso principale del palazzo di Giustizia di Milano. Sono state convocate via sms dal coordinatore regionale del pdl Manlio Mantovani.

«Finalmente» dice la signora Carmela, 65 anni, una per cui Berlusconi è «buono e basta» perchè lui «certe cose (i bunga bunga a pagamento, ndr)non può averle fatte». «Finalmente», perché qui al gazebo aspettano il presidente Berlusconi (che prima telefonerà alla trasmissione di Belpietro Mattino 5) dal 15 febbraio, da quando il gip decise il rito immediato per il processo Ruby.

Da allora il gazebo ha aperto i battenti ogni mattina, ha esposto i suoi striscioni – «fuori la politica dalle aule di giustizia» – e stamani potrà coronare il sogno per cui ognuna di queste comparse viene anche ricompensata: 20 euro al giorno più bibita e panino. Compreso il nastrino azzurro da mettere sulla giacca per la contabilizzazione finale.

Che dire di Mantovano, che è  un sottosegretario del governo e che manda seicento sms e si diletta con questa gite organizzate tipo padre pio? Beh ne sono arrivati sono un centinaio, quindi tragga le sue conclusioni e si vergogni.

Quale è il processo di oggi. L’udienza preliminare Mediatrade, in cui il premier, il figlio Piersilvio e il presidente Mediaset Fedele Confalonieri rischiano l’imputazione per frode fiscale e appropriazione indebita, è l’ultimo dei processi sulle tv del Biscione. L’accusa, i pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, è convinta che negli anni novanta, Mediaset abbia pagato più del dovuto il mediatore Frank Agrama per l’acquisto dalle major Usa dei diritti dei film da trasmettere. La mediazione, secondo l’accusa, conteneva una provvista di circa 170 milioni di dollari rintracciata nei conti privati della galassia privata di Silvio Berlusconi di cui Frank Agrama sarebbe alla fine il socio occulto. Di tutto questo si è discusso nel segreto dell’udienza preliminare dove i giornalisti, meno che mai le telecamere, sono stati banditi per legge.

Il premier, rieriscono fonti giudiziarie, non ha rilasciato dichiarazioni spontanee davanti ai giudici riuniti nella blindatissima aula al settimo piano del Palazzo di Giustizia di Milano. Ha invece salutato con una stretta di mano i pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, dopo che stamani era tornato ad accusare in tv la magistratura di perseguitarlo a fini politici.

All’uscita dal tribunale il premier ha incontrato i suoi sostenitori e si è fermato a salutare la folla. Berlusconi è salito sul predellino e ha confermato che particeperà alle prossime udienze. “Tutto bene”, ha detto, “mi sto preparando. Il 4 aprile sarò in aula”.

Mentre Berlusconi salutava i suoi, dalla piccola folla di manifestanti che erano poco distanti, arrivavano urla di contestazione: “In galera”, “fatti processare”, gridavano.
Eì è stato uno scambio di valutazioni. A sostegno del premier si è sentito e letto “Silvio resisti“, come aveva suggerito ieri nei suoi sms Mario Mantovani, oppure “La politica nei seggi elettorali e non nei tribunali“.
I detrattori erano un’altra piccola folla di manifestanti che ha raggiunto il tribunale di buon ora con un grosso striscione, con su scritto: “Bentornato! Dentro ti stanno aspettando”. Tra loro alcuni militanti dell’Idv. Le due fazioni si sono scambiate qualche frase di troppo e l’aria si è subito surriscaldata, tanto da spingere alcuni agenti della Digos a intervenire tempestivamente, per placare gli animi.
Questo è successo oggi a Milano.
Alfonso

Scritto da laconoscenzarendeliberi

marzo 28, 2011 alle 23:55

Lotterie

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( nella foto io e Martina M.  davanti alla sede Agile di Arezzo ( ex  Eutelia )- 1 maggio 2010 con i lavoratori Eutelia )
Lotterie

gli ex dipendenti  Eutelia  hanno vinto la lotteria…..

Gente che per  aver tentato di difendere il proprio posto di lavoro si prende 7600,00 euro di multa o in alternativa 3 mesi di carcere.

In omaggio un attacco squadristico di vigilantes.

da IL FATTO

……….in molti ricorderanno l’irruzione con piede di porco del fondatore della società, Samuele Landi, all’alba del 10 novembre 2009 nell’edificio di via Bona.

Con lui diciassette vigilantes, arruolati per sgomberare il presidio dei lavoratori.

Questi ultimi sono stati condannati per “sostituzione di persona”, ma dovranno pagare una somma inferiore di 100 euro a quella dei dipendenti ex Eutelia: 7.500 euro a testa.

Il giudice per le indagini preliminari Roberta Palmisano ha dunque accolto le richieste del pm, Fabio Santoni, emettendo un decreto penale secondo cui spacciarsi per poliziotti, svegliare i lavoratori con torce puntate in faccia e chiedere loro i documenti senza alcuna autorità sia meno grave che presidiare un’azienda mentre viene distrutta dai suoi proprietari…..

continua qui da IL FATTO

A denunciare i 12 lavoratori di Agile,

la società venduta per un euro da Eutelia a Omega,

è stato Samuele Landi, ancora latitante a Dubai.

Unico della famiglia Landi  a non aver pagato per la bancarotta fraudolenta (il fratello Isacco è finito in manette).

Illuminante la foto , qui sotto, di Samuele Landi

Stupefacente la celerità della giustizia in questo caso…..

Allucinante la vicenda di questi lavoratori… per mesi senza stipendio, ora in cassa integrazione, senza certezze per il futuro ed ora dopo il danno, la beffa..

Qualcuno di loro dice di preferire il carcere alla strada….

Come dargli torto.

Franca C.

Scritto da francacorradini

marzo 25, 2011 alle 19:14

Pubblicato in politica

“Santanchè, il master è un falso” Alla Bocconi non ne sanno niente

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Giusto per alleggerire la tensione fra guerre e tsunami più o meno nucleari…

Secondo il settimanale Oggi, nel curriculum del sottosegretario compare un riferimento ad un corso in direzione aziendale. Ma negli archivi dell’ateneo non risulta alcuna iscrizione. Poco tempo fa, le dimissioni di un ministro in germania, per aver copiato parte della tesi di laurea

A sinistra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Daniela Santanché in una posa di saluto che ormai la contraddistingue.

Qui a destra invece mentre piange calde lacrime a causa delle manifestazioni delle donne contro Silvio Berlusconi

 

ROMA - Il Master della prestigiosa Università Bocconi di Milano che Daniela Santanchè ha inserito nel suo curriculum di sottosegretario alla presidenza del Consiglio “è falso”. Così scrive il settimanale Oggi di questa settimana, nella sua versione online e cartacea.

Sottolineando che della Santanchè e del suddetto master ottenuto presso la Sda, la scuola di direzione aziendale dell’ateneo milanese, non esiste alcuna traccia.

Alla verifica richiesta dal settimanale, la Bocconi ha così risposto: “Abbiamo verificato e dalla nostra banca dati degli ex studenti, non risulta che Daniela Santanchè abbia frequentato un nostro master. Non possiamo escludere, ma non abbiamo modo di verificare, che abbia frequentato un corso breve”.  La Sda Bocconi, ha riferito per completezza l’articolo di Oggi, “organizza di continuo seminari di aggiornamento per manager che durano uno o più giornate, e di queste decine di migliaia di persone non conserva traccia”. Ma si tratta di corsi, evidenzia l’articolo, “che non possono essere certo confusi con un master”.

Il settimanale chiude il pezzo con una domanda, citando un fatto di cronaca:  “Pochi giorni fa”, scrive Oggi, “l’astro nascente della politica tedesca, il ministro della Difesa Guttenberg si è dimesso perché si è scoperto che aveva copiato parti della tesi di dottorato. Cosa farà adesso Daniela Santanchè?”

Niente: che deve fare? Dopo quel che ha fatto per ottenere il posto dove è ora non si dimetterbbe nemmeno se la beccassero in flagranza di omicidio.

O in orizzontale o in verticale il kamasutra politico del mignottone banderuola ci porta sempre sorprese; la prossima sarà a breve e verterà sulle operazioni a cui si è sottoposta. Niente di estetico sessuale, bensì il trapianto della mandibola tutta intera, la stessa  di ALIEN( comprensiva quindi di mascella retrattile ) , sì da renderla anche esteticamente una azzannatrice.

Gli ultimi giorni della RSI del banana malato la vedranno protagonista…

Crazyhorse70

Scritto da mediolungo

marzo 22, 2011 alle 20:37

Pubblicato in santanchè

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Pensavo fosse amore, invece era un calesse. Non esistono guerre giuste, neanche questa.

con 4 commenti

Premesso che non esistono guerre giuste, non esistono consessi internazionali che vigilino sullo stato delle democrazie con l’intento di diffonderle e proteggerle.

Esistono solo interessi economici e finanziari degli stati e delle grandi multinazionali, interessi confliggenti tra loro e che devono essere coordinati e sistemati. Talvolta per far questo servono crack finanziari, altre volte accordi commerciali col benestare del FMI , veri genocidi intrinsecamente diabolico ( alcuni accordi commerciali internazionali hanno fatto milioni di vittime in alcune parti del mondo)

Dobbiamo sempre rammentarlo altrimenti il virus mediatico del finto romanticismo ipocrita del pensiero liberale ci prende alla gola e ci soffoca anche il cervello.

Non è che Bush con la guerra umanitaria unilaterale abbia esaurito i mezzi ipocriti con cui l’occidente fa affari da secoli ammantandosi di umanitarismo più o meno compassionevole.

Nè puo’ pensarsi che la presenza del primo afroamericano al potere negli USA abbia di per sè modificato l’assetto degli interessi e le procedure previste per garantirsi la migliore sistemazione degli stessi.

Certo ora si è più attenti a preparare certe tavole apparecchiate con il consenso preventivo di tutti e ciò puo’ essere un bene, ma lo Yemen o l’Arabia Saudita attuali ed il Ruanda di qualche anno fà  rimangono cibo che nessuno si vuol mangiare, domande  senza risposta, dittature senza censura.

Premesso ciò occorre ammettere che questa libica sembrava il continuo della guerra di liberazione intrapresa dalle masse del Maghreb.

Ma non è cosi’, solo ragionandoci un po’.

La fame e la libertà.

Sarà la maggiore potenza della cricca intorno a Gheddafi , sarà il livello economico  estremamente superiore del cittadino libico medio rispetto ai suoi fratelli del ,Maghreb, sarà la divisione estremamente tribale della società, ma c’è qualcosa di diverso in questa crisi, sia totto il profilo della fame che della libertà.

Difatti anch’io, dopo una iniziale simpatia più che altro mediatica e contestuale ( è facile pensare che fenomeni politici continui  geograficamente e temporalmente lo siano anche nella sostanza), comincio a farmi delle domande.

E se fosse questa libica una rivolta eterodiretta da qualcuno, per scalzare infine l’arcinemico Gheddafi approfittando dell’epidemia rivoluzionaria che colpisce il nordafrica?

E se invece fosse vero che trattasi di una rivolta spontanea, ma che si configurasse  comunque come un’occasione da non perdere per riprendersi il Paese e soprattutto i suoi ricchi giacimenti, e il solito qualcuno stia frettolosamente pianificando il dopo-Gheddafi?

Leggete in alto  il grafico coi flussi e capirete subito chi ha interesse ad approfittare della crisi per modificare quel quadro e chi invece preferiva maggiore prudenza.

In passato quasi tutti di recente han fatto affari con Gheddafi. Da noi in particolare. Di qui la sicumera con cui tutte le istituzioni e le grandi aziende del Paese – dall’Eni alla Fiat passando per Unicredit – si sono concesse negli scorsi anni e specialmente mesi al leader libico, dandosi di gomito e autocomplimentandosi per la furbizia e la spregiudicatezza nel fare affari con Gheddafi, contando sul fatto che tanto lui e i suoi figli sarebbero rimasti al potere per sempre, e accettando di umiliarsi nelle sue buffonate pur di guadagnarci.

Le recenti pantomime vergognose di Berlusconi sono ancora fresche e sotto gli occhi di tutti.

Ebbene quel mondo di italiani furbetti è stato punito e noi con loro ( per gli effetti successivi) : se la rivoluzione libica si compierà, probabilmente le nostre aziende saranno cacciate dalla Libia a calci nel sedere, se non peggio; se non si compierà, probabilmente scatterà un embargo internazionale verso la Libia che distruggerà i loro affari.

E in più, a noi italiani resta in mano un’ultima domanda: ma se abbiamo fatto affari con Gheddafi considerando i libici un mucchio di fessi inermi che non l’avrebbero mai cacciato, come possiamo lamentarci di quando all’estero ci considerano tutti un mucchio di fessi inermi che continuano a tenersi Berlusconi?

Non è una rivoluzione di popolo .  A differenza dell’Egitto, la Libia non ha masse di disperati urbani, in parte perché il regime ha adottato un sistema paternalistico/assistenziale che evita gravi forme di miseria, ed in parte perché mancano proprio le masse, dato che si sta parlando di un Paese spopolato, pieno di immigrati da altri paesi.

Tutto ciò perchè la Libia non è un Paese povero e privo di risorse, ed anzi contribuisce a tenerci al caldo, a fornirci energia elettrica e a far camminare le nostre automobili. Se dovesse restare in una condizione di tumulto permanente potremmo averne pesanti conseguenze. Se invece Gheddafi dovesse cadere, chiunque lo sostituirà come prima cosa metterà le mani sui giacimenti e rivedrà tutti gli accordi in essere.

Posto che si tratterà di un esponente anti-Gheddafi, sia se espressione della volontà popolare rivoluzionaria che in alternativa come espressione dell’occidente( più probabile), il risultato è che saranno cavoli amarissimi: il nostro governo è pappa e ciccia con Gheddafi da sempre, non saremo certo i primi della lista a godere delle nuove concessioni. C’è una fila lunga chilometri che attende da anni, e che noi abbiamo spernacchiato per troppo tempo.

Per molti non resterà che confidare nella diplomazia ENI che dovrà fare i salti mortali.

In realtà, per tutto ciò che riguarda l’energia, è l’ENI, e soltanto l’ENI, il detentore esclusivo e storico di ogni iniziativa della politica estera italiana. Anche i colossi UniCredit, Impregilo e Finmeccanica, per i loro affari in Libia, si sono agganciati alla cordata dell’ENI.

L’effettiva capacità di Berlusconi di sostenere il suo presunto asse preferenziale con Gheddafi si è potuta verificare a Bruxelles, quando il non-ministro degli Esteri Frattini si è accodato supinamente ad una posizione di condanna verso il regime libico, ispirata per di più da un Paese in palese situazione di conflitto di interessi come la Gran Bretagna, che nella vicenda ha sposato ovviamente le tesi della sua multinazionale del petrolio, cioè la ex British Petroleum, oggi Beyond PetroleumLe recenti dimostrazioni di appettito francese ed inglese

Poi sono venuti ieri i raid dei francesi che non vedono l’ora di acquistare nuove aree di interesse militare e petrolifero dopo i problemi avuti nelle loro storiche zone di influenza prorpio recentemente con le rivolte liberali, certamente piu’ autentiche , degli ultimi mesi.

Insomma, noi abbiamo perso comunque, la faccia ieri ed oggi, gli affari domani. Che almeno non si aggiunga a tutto ciò qualche incidente di mira con annesso crimine di guerra sui civili.

Rosellina970

Scritto da rosellina970

marzo 20, 2011 alle 19:46

Chi si nasconde dietro le piramidi alimentari per la prima infanzia?

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Pubblichiamo questo comunicato stampa, firmato dalle principali associazioni che si occupano di allattamento e salute infantile in Italia:

Chi si nasconde
dietro le piramidi alimentari per la prima infanzia?

Comunicato stampa congiunto

IBFAN Italia – MAMI – ACP – AICPAM – Baby Consumers – Il Melograno – La Leche Lague Italia – No grazie pago io

Il 24 febbraio 2011 sono state presentate con una conferenza presso l’Università La Sapienza di Roma le cosiddette piramidi alimentari per la prima infanzia, definite “la bussola per orientare, con l’aiuto insostituibile dei pediatri, le scelte nutrizionali dei genitori per i propri bambini, nel delicato periodo del divezzamento”. Tali piramidi sono state sviluppate da alcuni nutrizionisti della stessa università – Andrea Vania e Carlo Cannella, recentemente scomparso – e saranno diffuse con il patrocinio di ECOG (European Childhood Obesità Group), SIP (Società Italiana di Pediatria), FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), SINUPE (Società Italiana di Nutrizione Pediatrica), SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale), SIO (Società Italiana dell’Obesità) e SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana).
Guardando con più attenzione, insospettiti dai colori e dalla grafica sin troppo ‘familiare’, non abbiamo impiegato molto a capire chi si cela dietro a tale iniziativa. Leggendo i vari comunicati stampa diffusi in questi giorni, si scopre infatti che gli indirizzi internet, ai quali si rimanda il lettore che volesse approfondire, mostrano che le due piramidi sono associate al nome di una ditta di alimenti per l’infanzia, la Mellin, che appartiene al gruppo Danone. Nel sito dedicato al progetto, in seguito ad alcune polemiche sui blog che si occupano di svezzamento, i link www.piramideitaliana.it/pg-af/mellin1.php e http://www.piramideitaliana.it/pg-af/mellin2.php, sono stati opportunamente sostituiti da indirizzi senza la dicitura Mellin (ma restano visibili ad esempio al seguente indirizzo: http://lifestyle.tiscali.it/salute/articoli/collaboratori/stagno/2011/02/piramide-alimentare-infanzia.html?doctor_web ).
A conferma che si tratta di un’abile, ma non abilmente velata,  campagna pubblicitaria, c’è anche un comunicato diffuso da Studio Martignoni Comunicazione Integrata (MCI) visibile all’indirizzo  www.studiomartignoni.com/mellin-piramide.htm:
“Novembre 2010 – Mellin: il kit della Piramide Alimentare della Prima Infanzia. Mellin sceglie lo Studio Martignoni per sviluppare un progetto innovativo: la Piramide Alimentare della Prima Infanzia. MCI ha seguito l’ideazione e la realizzazione grafica delle due piramidi, diversificate in base alla fascia di età del bambino, e le ha utilizzate per personalizzare altrettanti block notes/ricettari, uniti in un pratico kit, distribuito ai medici pediatri di tutta Italia. L’importanza del progetto – è la prima piramide dedicata all’alimentazione infantile – è stato illustrato da Mellin tramite diversi canali e ufficialmente durante il Congresso ECOG tenutosi lo scorso novembre a Bruxelles”.
Le associazioni firmatarie del

presente comunicato stampa – Ibfan Italia, ACP, AICPAM, Baby Consumers, Il Melograno, MAMI, La Leche League Italia, No grazie pago io – chiedono che venga fatta chiarezza su questa paradossale operazione commerciale:
“I genitori hanno il diritto di sapere chi si nasconde dietro al progetto delle piramidi alimentari per la prima infanzia, perché difficilmente le sponsorizzazioni sono offerte dalle aziende in maniera ‘non condizionante’: guarda caso, nel modello proposto dalle piramidi per la prima infanzia non mancano riferimenti a omogeneizzati e liofilizzati. In realtà, i cibi industriali non sono affatto indispensabili per alimentare correttamente un bambino: omogeneizzati e pappe pronte non hanno niente di più di un prodotto casalingo, anzi spesso qualcosa in meno: troppi zuccheri, sale, grassi con origine spesso non dichiarata e apporto calorico più elevato dello stesso prodotto fatto in casa. Per non parlare di un gusto standardizzato, sempre uguale a se stesso che non educa il palato dei bambini ai sapori legati alle stagioni, alla diversa qualità e maturazione dei frutti, al differente tipo di cibo che può essere proposto nella vita quotidiana.
Il contenuto stesso delle piramidi, infine, (3-4 poppate e una pappa a 5 mesi, a 7-8 mesi solo 2 poppate più due pasti) è deleterio per  l’allattamento, ed anche in contrasto con le indicazioni UNICEF che sottolineano come i bambini fino a due anni debbano fare almeno 5 pasti”.

Ibfan Italia- www.ibfanitalia.org

ACP (Associazione Culturale Pediatri)- www.acp.it

AICPAM (Associazione Italiana Consulenti Professionali in Allattamento Materno) – www.aicpam.org

Baby Consumers – www.babyconsumers.it

Il Melograno – www.melograno.org

MAMI (Movimento allattamento materno italiano) – www.mami.org

La Leche League Italia (Lega per l’allattamento materno) – www.lllitalia.org

No grazie pago io – www.nograziepagoio.it

Con viva preghiera di pubblicazione e diffusione


Il presente comunicato stampa è scaricabile in versione PDF cliccando qui

Scritto da francacorradini

marzo 19, 2011 alle 11:25

Pubblicato in politica

150 anni di Italia……W l’Italia,l’Italia che resiste

con un commento

Scritto da francacorradini

marzo 16, 2011 alle 19:55

Pubblicato in politica

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