Archivio per febbraio 2011
Verso lo sciopero generale ??
Da tempo richiesto dai più.. fuori e dentro il web
Da tempo solo promesso dai vertici sindacali ( e non tutti ) durante i comizi sui palchi …
Chiesto Esplicitamente da Cremaschi ( FIOM )….
Sciopero generale politico: in piazza finché Berlusconi non se ne va
Finalmente annunciato dalla CGIL
“Il Governo sta affossando il Paese, sulla base di questo giudizio” proclamare lo sciopero generale per la Cgil è “una scelta di responsabilita”‘.( Rainews24 )

Bologna, 25-02-2011
“Il Governo sta affossando il Paese, sulla base di questo giudizio” proclamare lo sciopero generale per la Cgil è “una scelta di responsabilita”‘. Lo sostiene Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil. Sulla data dello sciopero non si è sbilanciata, lo sciopero si farà “quando servirà a dare il segno che il Governo e il Paese devono cambiare passo”.
“Lo faremo perché abbiamo bisogno paradossalmente di stare di fianco ai sindaci che non ce la faranno più a garantire welfare municipale ai più deboli – ha aggiunto Camusso – e lo faremo perché dovremo stare insieme a quelle imprese che stanno cercando di avere la certezza degli ammortizzatori, la possibilità di non fallire. Lo faremo perché il tempo non è una variabile indipendente e perché pensiamo che in questi due anni e mezzo il Governo ha fatto arretrare il paese. Un paese che è impresentabile all’estero perde investimenti, credibilità e prospettive per il futuro”.
“Così – ha ribadito – non si può andare avanti. Qualcuno pensa che è uno strumento spuntato? E’ un dibattito antico. Ogni volta che si mettono in campo delle ipotesi di lotta c’e chi dice che è uno strumento spuntato. Il movimento sindacale non ne ha altri a disposizione in questa stagione”.
Di conseguenza lo sciopero generale “per noi è uno strumento come un altro. Il Governo e il paese devono cambiare passo. Il paese così non ce la fa. E non possiamo continuare a fare le signorine che dicono: e spostati un po’ qui, fammi un provvedimentino lì, perché non succede niente”. Ormai “viene annunciato tutto e anche l’effetto annuncio non ha nessuna conseguenza sull’economia”.
e intanto l’esercito dei precari …..
Verso lo sciopero precario
Su non me lo chiedete, non posso disturbare Gheddafi…
Mentre le unità di mercenari massacrano la popolazione libica che sembra abbia
liberato la parte orientale della cirenaica con Bengasi, l’esercito e le altre armi tentano di sottrarsi agli ordini più biechi del massacratore.
Non è il primo socialisteggiante ( do you remember i libretti verdi e Nasser? ) della storia a finire nell’elenco dei dittatori fascisti, nè puo’ dirsi che non abbia girato molti valzer con i governi italiani precedenti a questo, anche se è con Berlusconi che l’amicizia è sbocciata in amore con molti soldi spesi da parte nostra ( miliardi di euro regalati, autostrade ed altre opere da fare gratis ) e poche promesse mantenute dal dittatore sugli sbarchi, dove lo stesso ha più che altro fatto sparire fisicamente molte carovane di schiavi diretti verso di noi, più che limitare il flisso complessivo di sbarchi.
Insomma gli facevano la corte in tanti, D’Alema, Dini e Prodi ma solo il nano di Arcore l’ha impalmato definitivamente.
Giusto in tempo con la l’orologio della storia, giusto in tempo per divenire complice ufficiale del massacratore eda ccomodarsi sotto l’ombrello bianco qui sotto.
Completamente fuori di testa, con l’ombrellino aperto mentre fa piovere bombe sulla popolazione civile libica, a bordo di un ridicolo Tok Tok, così si è appena mostrato sulla tv libica Gheddafi: “grazie al cielo piove”.
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DA “IL FATTO – I COMPLICI – FURIO COLOMBO” del 22 febbraio 2011.
Improvvisamente si è scatenata la meno prevista delle rivolte nel mondo arabo, di gran lunga la più violenta: il popolo libico contro il dittatore Gheddafi. Il mondo assiste a uno spettacolo tremendo: i dimostranti di manifestazioni politiche disarmate vengono sterminati da unità militari mercenarie. Gli Stati Uniti condannano, anche se la voce della prima potenza del mondo appare troppo debole. L’Europa ha detto che ciò che accade in Libia viola ogni principio politico e umano e non può essere accettato da nessuno dei Paesi membri.
Nessuno? Ma l’Italia è legata alla Libia del dittatore che sta sterminando il suo popolo da un trattato che la vincola al punto che – si dice all’articolo 4 – “l’Italia si impegna ad astenersi da qualunque forma di ingerenza, diretta o indiretta, negli affari interni o esterni che riguardino la giurisdizione dell’altra parte. L’Italia non userà mai ne permetterà l’uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile contro la Libia”. Ma il trattato che – come ricorderete – è stato votato non solo da tutta la destra ma da tutto il Pd, con l’eccezione dei Radicali eletti nelle liste del Pd, e di due Deputati del Pd, Sarubbi e chi scrive, ha in serbo altre sorprese. Art. 20: “Le due parti si impegnano a sviluppare, nel settore della Difesa, la collaborazione tra le rispettive Forze Armate, anche attraverso lo scambio di informazioni militari e di un forte partenariato industriale nel settore della Difesa e delle industrie militari”. Ma anche (art. 19) “le due parti promuovono un sistema di controllo delle frontiere terrestri libiche da affidare a società italiane”.
In poche parole siamo complici. Siamo legati da uno “stretto partenariato” con un Paese che era ed è senza alcuna garanzia di rispetto dei diritti umani. Frecce Tricolori si sono viste volteggiare festosamente nel cielo di Tripoli, sugli edifici di governo che, in queste ore, i cittadini libici oppressi e senza diritti hanno dato alle fiamme.
È dovere urgente dello stesso Parlamento italiano che ha ratificato quasi alla unanimità quel trattato già allora facilmente riconoscibile come vergognoso, di agire subito per sospenderlo. Cominceremo la nostra denuncia con la frase pronunciata da Berlusconi, mentre i dimostranti di Bengasi venivano falcidiati con mezzi e armi forse italiani: “Non chiedetemi di intervenire adesso. Non posso disturbare Gheddafi”.
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Alfonso
In onore di Valerio Verbano. La rana e l’acqua bollente…
A trent’anni dalla scomparsa del compagno Valerio Verbano, voglio ricordarlo
anche con questo documentario andanto in onda su RAISTORIA e pubblicato sul Canale Youtube della FusoElektronique.
Ricostruzione ricavata dalle indagini.
Alle 13,00 del 22 febbraio 1980 tre persone si presentano a casa di Valerio: “Siamo amici di suo figlio e vorremmo parlargli”, dicono alla madre, che apre. Viene subito immobilizzata, e la stessa sorte tocca al padre. Sono armati con pistole munite di silenziatore. Valerio non è ancora tornato da scuola. Alle 13,30 Valerio apre con le sue chiavi la porta di casa ed è subito assalito dai tre, con i quali ha una breve colluttazione, poi viene immobilizzato e ucciso con un colpo alla schiena.
E’ dubbio se fu ucciso “precipitosamente” a causa della sua resistenza, se volessero prima “fargli delle domande”, come accennarono alla madre i tre assassini: queste considerazioni possono avere interesse solo in relazione con quanto vedremo circa le “ragioni” dell’uccisione di Valerio.
Per il resto… la morte di Valerio pesa come una montagna.
L’assassinio di Valerio non fu un una “semplice” conseguenza di uno scontro tra compagni e fascisti, né dell’agguato in strada, come spesso è avvenuto. Abbiamo sempre saputo, al di là delle “verità processuali”, che Valerio fu ucciso per delle ragioni precise… continua qui il dossier sulla morte di Valerio.
“..La parte più interessante è che molti sapevano dell’esistenza del dossier coi documenti raccolti da Valerio, specialmente un giudice che indagava sull’eversione nera, Mario Amato. La documentazione raccolta da Valerio, sparita prima della sua morte dall’ufficio corpi di reato, sarebbe improvvisamente ricomparsa tra le mani di questo giudice.
Amato muore per mano dei NAR il 24 giugno 1980.
Poi c’è la strage del 2 agosto a Bologna. I giudici che indagarono su questo attentato hanno più volte affermato che gli omicidi di Valerio e di Amato sono connessi.! “
E qui si ferma la storia conosciuta.
Nel mio piccolo questo anniversario è solo uno dei tanti ( Walter Rossi, Francesco Lo Russo e tutti gli altri…) che mi fanno nascere innumerevoli domande.
Rammentando l’ambiente di allora, nelle scuole, nelle fabbriche ma anche per strada e nei bar, mi chiedo infatti dove e come abbiamo sbagliato se oggi questi esseri rispuntino fuori dalle fogne, i nipotini di quei topi neri che costringemmo con la nostra egemonia a nascondersi , appunto, in quei confortevoli siti.
Non so’ dove ho letto la storiella della rana e della pentola d’acqua bollente: durante il fascismo la rana gettandosi nell’acqua bollente, scatta via ustionata e se ne tiene alla larga.
Oggi, negli ultimi vent’anni, la rana è entrata nell’acqua tiepida che pian piano si è riscaldata, mandando la rana in un tiepido torpore che l’ha fatta addormentare al calduccio. Che lentamente è divenuto caldo… non accorgendosi perciò poi in tempo che la sua pelle diventava sempre più rossa e stava bollendo, sempre piano piano.
Così muore la rana , piano piano, bollita.
Vi lascio al contributo di Torba
Rosellina970
Canzoni ispirate al più sano antifascismo militante. Quando potevamo estirpare la mala pianta e non lo abbiamo fatto, per grossa colpa nostra. Ai voglia a dire che il fascismo si batte culturalmente, che gli spazi di libertà vadano garantiti a tutti, che se uno è più forte vince argomentando e non vietando, ecc. ecc…
Abbiamo visto cosa succede a lasciare questi topi liberi di uscire dalla fogne ed andare in giro liberamente: si riproducono facilmente e prendono anche il potere. Se avessimo fatto completamente e definitivamente il nostro dovere quando era il tempo ora non ci troveremmo davanti facce di merda come Storace, Gasparri, Brambilla, Mussolini, La Russa, Santanchè, Borghezio, Gentilini, Meloni, Salvini, Calderoli, Alemanno, Buontempo, per non dire lo stesso Berlusconi.
E le centinaia , migliaia dei loro servi per le strade non avrebbero il coraggio di farsi vedere alla luce del sole.
Qualcuno intelligente ed acculturato mi risponda, se ne è capace.
Torba delle terre della gramigna
Giuristi per caso
Riporto integralmente il testo di un bell’articolo di Marco Travaglio (da “L’Espresso” di questa settimana, a pagina 15):
Sentendo parlare Berlusconi, viene il dubbio che i suoi onorevoli avvocati, forse per un eccesso di umana pietà, non l’abbiano bene informato su quel che rischia dal processo Ruby. Infatti dice serafico: “Accuse infondate e risibili: il dirigente della polizia che sarebbe stato concusso nega di esserlomai stato e la minorenne nega di aver mai avuto avances o rapporti sessuali e afferma di essersi presentata come ventiquatrenne.”
Non gli hanno spiegato che, per la concussione, non è necessario che il concusso si dichiari tale: trattandosi di un’estorsione commessa da un pubblico ufficiale, essa pone il concusso in uno stato di sudditanza. Di solito, nei processi per estorsione, la vittima del racket nega di aver pagato il pizzo, eppure chi gliel’ha imposto viene condannato lo stesso. Per la prostituzione minorile, basta provare che la prostituta era minorenne, non che l’indagato lo sapesse: se no lo sapeva, peggio per lui (altrimenti non si riuscirebbe mai a condannare nessuno).
Aggiungo io: un caso analogo vale per la ricettazione. Se compero e rivendo roba rubata, non implorta che ne conoscessi o no la provenienza, per farmi condannare basta che io l’abbia comperata e venduta. E la ragione è evidente: altrimenti basterebbe che un ricettatore dicesse “io non lo sapevo” per farla franca. Ma proseguiamo con Travaglio (ndr).
E’ dunque consigliabile un corso accelerato di diritto penale non solo per il premier imputato, ma anche per la legione di commentatori che si esercitano sul caso Ruby. Maurizio Belpietro, giurista per caso, ripete che il Cavaliere è in una botte di ferro: “Se la Procura non incrimina i funzionari della Questura per aver rilasciato Ruby dopo la sua telefonata, è evidente che lui non li ha costretti a fare nulla di illecito.” Ma per la concussione non occorre che il concusso faccia qualcosa di illecito: basta che il concussore, “abusando della sua qualità o dei suoi poteri”, lo “induca” a “dare o promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità”.
Tradotto, per le teste dure: se un vigile urbano mi minaccia di darmi una multa se non gli lavo la macchina, è concussione, anche se non è illecito (ma indebito sì), lavare la macchina di un altro. Capito, mediolungo e soci? Proseguiamo (ndr).
Ora, il pm minorile aveva raccomandato di trattenere Ruby o di affidarla a una comunità, invece i funzionari la affidarono “indebitamente” alla consigliera regionale Nicole Minetti ed, essendo vittime della concussione, non sono perseguibili. Piero Ostellino, in uno dei venti-trenta articoli pro Berlusconi scritti sul “Corriere”, sempre con l’aria di difendere il liberalismo a nome di Locke, Stuart Mill, Toqueville e gli altri spiriti guida, insinua che “l’inchiesta sul capo del governo, e le relative intercettazioni, sarebbero partite prima della famosa telefonata in Questura, cioè prima di qualsiasi notitia criminis… un abuso di potere tipico dei regimi dittatoriali.” Due giorni dopo, sempre sul “Corriere”, Ernesto Galli Della Loggia ripete: “Qual era la notitia criminis che prima della famosa notte della Questura ha indotto a mettere sotto controllo la villa di Arcore?” Tutte balle. L’indagine partì a giugno e le intercettazioni a luglio, dunque dopo la notte della Questura (27 maggio): e mai fu controllata la villa di Arcore: lo furono solo i cellulari delle ragazze invitate dal trio Mora-Fede-Minetti, sospettato di organizzare un giro di prostituzione. Per scoprirlo non occorre nemmeno conoscere i codici. Basterebbe che gli opinionisti del “Corriere” legessero le cronache del “Corriere”.
Bella Ciao a San Remo
SANREMO – ore 21.19 – Una trentina di manifestanti del Popolo Viola stanno cantando Bella Ciao davanti al teatro Ariston, dove è appena iniziata la serata del festival di Sanremo dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia. La dimostrazione è pacifica, ci sono solo curiosi, fotografi, e anche Alba Parietti – in questi giorni al festival per un programma su Radio Monte Carlo – che ha intonato insieme agli altri la canzone. Il gruppetto ha anche uno striscione con la scritta ‘Bella Ciao c’e”, alcuni di loro, soprattutto le donne, hanno in mano un fiore che viene alzato con la strofa “e questo è il fiore del partigiano”. L’iniziativa era stata lanciata sul web e sui
social network dopo che il cda della Rai aveva bocciato l’ipotesi di far cantare Bella ciao e Giovinezza sul palco dell’Ariston in occasione di questa serata.
Mettere sullo stesso piano la canzone dei partigiani e dei liberatori con quella delle camicie nere è l’ultimo piccolo grande atto di scempio politico e culturale che i servi del pagliaccio di Arcore che dirigono la RAI per suo conto potevano fare per sprofondare ancora di più nel fango del disonore.
Alfonso
Caro Silvio, ce l’ho avvelenata e vorrei dartela : si può morire di piacere
Dopo un briciolo di serietà torniamo al cazzeggio.
Niente discorsi seri, solo puro cazzeggio. Prendendo spunto da altri , da frasi e vignette satiriche e combinando il tutto a casaccio. In gran parte non è farina del mio sacco, quindi, ma improbabile cazzeggio ed altre stravaganze . Un mio divertissement nel mettere tutto in pentola senza pensarci troppo.
Spero nessuno si offenda e ringrazio gli inconsapevoli fornitori : Spinoza, Toscani, Pillinini, Giuda e ed altri anonimi creativi.
Quando scoppio’ l’epidemia dell’AIDS giro’ la voce, forse una leggenda, che una prostituta americana su di un boing 747 in direzione Los Angeles scrisse col proprio rossetto sullo specchio del bagno del pilota con cui aveva scopato – e che non doveva stargli molti simpatico – : benvenuto nel meraviglioso mondo dell’aids.
Io non dico l’aids ma qualche altra bella malattia invalidante , dolorosa,magari non mortale…possibile che non c’é nessuna brava donna che abbia pensato bene di lasciargli un ricordino ?
Un bel pube avvelenato , magari, avrebbe fatto miracoli…
Il leccaculaggio di Minzolini batte il guiness dei primati e Fede in confronto fa la figura dell’autoironico intelligente.
In questi giorni il Mediterraneo è in rivolta contro i regimi corrotti: Algeria, Tunisia, Albania e ora Egitto. Abituato a sminuire e smussare, annacquare e trasformare in qualcos’altro le notizie negative sul boss, il barboncino lo fa ora con tutte le notizie, tranne la cronaca nera.
Ecco perchè per non destare troppo clamore, sul TG1 la notizia è stata attenuata da Augusto Minzolini in “mari localmente mossi”. E spazio velocemente alla mostra per cani di San Pierdarena.
Mi chiedo: il berlusca interviene da SANTORO, FLORIS , GAD LERNER, ma …UN GIORNO IN PRETURA, mai?
Se ne frega del caos egiziano perchè impegnato in cose turche: inquirenti parlano di cocaina, confermando il vecchio detto perbenista che gli Spinelli sono solol’inizio
Queste sono delle gemelline newyorkesi piu’ o meno dell’età del premier italiano.
Si sono rifatte completamente e perciò ritengono anche loro di avere qualche chance con il nano: purtroppo per loro non si tratta di apparire minorenni, ma occorre esserlo sul serio…
Vi ricordate quando Casini disse che se Cuffaro fosse andato dentro egli si sarebbe dimesso? Non solo non lo ha fatto ma ha offerto questa grande testimonianza di vicinanza e rispetto per Cuffaro, colui sulla cui innocenza aveva giurato.
E quindi continua a giurarci sopra, assicurandogli il rispettoso sostegno suo e della famiglia…
Ieri al tg1 ha spiegato che questo governo ha fatto il proprio dovere e continuerà a farlo… a sentire la Minetti, invece, non pare che sia stata una grande perfomance : c’ha il culo flaccido, speriamo Vespa ci risparmi il plastico. Poi ha aggiunto che dietro questa storia di Ruby c’è un disegno per rovinarlo, beh ciò non è affatto vero perchè, altro che disegno, c’è di più, ci sono addirittura delle foto e pare che ne arriveranno ancora…
Pochi giorni fà è successo un macello perchè è morto Silvio Berlusconi.
Nell’immediatezza si è pensato ad un infarto fulminante. E’ uscita la voce che a trovare il corpo sia stato Sandro Bondi che, non riuscendo a dormire a causa di alcuni incubi, voleva unirsi a lui nel lettone per cercare affetto e protezione.
Ed invece pare l’abbia trovato riverso nel lettone di Putin e Sandro Bonaiuti, ancora incredulo, ha dichiarato che in realtà è Veltroni ad essere morto e che Silvio vive ancora.
Poi, rassegnato, ha aggiunto che Berlusconi sta continuando la campagna elettorale in paradiso per ottenere il posto che gli spetta alla destra del padre.
Disperata la moglie Veronica, che ha subito telefonato a Cacciari per farsi consolare.
Emilio Fede è apparso distrutto al TG4. È stato 20 minuti in video con il volto rigato dalle lacrime senza riuscire a
pronunciare parola. Subito dopo però l’hanno beccato su un
sito d’inserzioni lavorative a pubblicare il seguente annuncio “Servitore fedele libero da vecchio padrone, ne cerca uno nuovo da servire. Ruoli ricopribili: direttore di telegiornale e giornale, portavoce, compagno di merende.”
Casini, saputa la triste notizia, per la prima volta in vita sua si è fatto una sega… a Porta a Porta.
Vespa ha subito ordinato un plastico della villa di Arcore per dimostrare che l’assassino è Veltroni.
Dopo tutto ciò, durato qualche minuto, si è saputo che a morire era stato un altro Silvio Berlusconi, della cui dipartita inverce mi dispiace
COMO 22 Gennaio 2011 – SI chiamava come il premier, Silvio Berlusconi, e proprio questa omonimia lo aveva reso famoso, come quando ai giornalisti aveva dichiarato “Sono io l’unico Berlusconi operaio”. Oggi pomeriggio Silvio Berlusconi, operaio 57enne di Veniano, in provincia di Como, è morto in un incidente di montagna. È scivolato su un lastrone di ghiaccio ed è precipitato per 30 metri in una scarpata nel corso di una escursione al rifugio Menaggio nell’alpe denominata “Forcoletta”. La salma è stata recuperata dai medici del 118 accorsi sul posto con un elicottero.
Operaio in tessitura, Silvio Berlusconi viveva a Veniano (Como) e spesso la sua omonimia era stata al centro di servizi giornalistici, specialmente in occasione delle elezioni politiche, dal momento che il Silvio Berlusconi comasco era un sostenitore del centrosinistra. Ironizzò ad esempio quando il premier si definì «Presidente operaio». «Di Silvio Berlusconi operaio ci sono soltanto io» disse l’omonimo, che raccontò anche di avere rifiutato le candidature che gli erano state offerte da liste civetta, ansiose di poter vantare un Silvio Berlusconi capolista..
Quest’ultima foto qui a sinistra l’ho messa senza commenti o didascalia, non è necessario.
Leggendola e pensando intensamente puo’ accadere il miracolo: una intera compagine di governo in preda all’herpes simplex, che si propaga sessualmente, dopo gli innumerevoli binga bunga del vecchio flaccido.
Sarebbe la prova che sono lì tutti per meriti “particolari” ed avrebbe inoltre l’effetto positivo che nessuno dei servi sopravviva al Papi: tutti pieni di croste, tutti dimessi per motivi di salute, all’unisono!
La degna fine del berlusca e del suo governo: battuti da un virus genitale!
Crazyhorse70
6 Aprile 2009 : terremoto – 6 APRILE 2011: processo immediato
Il 6 aprile 2009 avveniva il terremoto annunciato de l’Aquila, con Berlusconi che subito dopo verrà a passeggio sui cadaveri ancora caldi decine di volte nelle settimane successive, sparando a raffica una marea di bugie e nascondendo coi fuochi di artificio le dure verità che solo ora molti si accorgono essere diventate realtà.
Abbiamo scritto molto sul tema e da subito, attirandoci gli insulti di insulsi commentatori per non aver rispettato il periodo ipocrita del lutto, quando immediatamente abbiamo scoperto l’inganno dell’avvoltoio.
E ne abbiamo scritto anche in seguito, parlando con chiarezza del modello di sviluppo scelto per gli aquilani, senza il loro consenso, anzi contro i loro diritti( altri post sul tema, vedi qui e qui ).
Ma non è di questo che voglio parlare, bensì del destino che gioca coi numeri.
Infatti quel 6 aprile fu anche l’apice dell’incredibile consenso berlusconiano: il premier addirittura si apprestava a mettersi il fazzoletto rosso da partigiano in quel successivo 25 aprile, fra i commenti positivi dei loschi terzisti genere pompiere della sera, che per la prima volta e senza vergogna iniziarono a parlarne in termine di statista.
Tutto sembrava andargli bene, due italiani su tre pensavano fosse un buon presidente, anche tra gli elettori del centrosinistra.
Ricordo bene anche qui dentro molti seguaci, alcuni in modo indignitoso e fideistico, cavalcavano sondaggi ed elezioni come prove oggettive del’inutilità ed infondatezza di ogni critica.
Ora c’è un altro 6 aprile, in un contesto in cui il berlusca ha meno di un terzo degli italiani a favore, sommerso nel fango degli scandali giudiziari, delle incapacità reiterate, delle promesse non mantenute, delle menzogne svelate.
Difatti il 6 aprile 2011 l’on. Silvio Berlusconi andrà a processo immediato e ci andrà senza essersi dimesso, cosa mai successa nella storia della democrazia moderna: mai in alcuno Stato che adotti le forme anche solo apparenti della democrazia.
E’ un po’ che intervengo solo con battute, vignette o prese in giro – così come mi ero ripromesso tempo fà - ma devo contravvenire al mio intento almeno una volta per evidenziare il destino di una data , il 6 aprile, e per comunicarvi che ho il fondato timore che accada qualcosa di brutto nelle prossime settimane.
Stiamo tutti attenti e con gli occhi aperti in questa notte buia. Accendiamo la luce appena possibile, un bagliore forte sulla scena, come hanno fatto le donne del 13 febbraio.
Occorrerebbe qualcosa di meno, anche solo un lume, ma di continuo ed ininterrotto perchè queste carogne nel buio faranno del male…
Occorrerebbe che si riproducessero all’infinito iniziative come queste : sciopero generale politico, in piazza finchè Berlusconi non se ne va
A presto
Crazyhorse70
SONO UNA DONNA , NON SONO UNA SANTA…NCHE’
C’è chi prova a minimizzare come la Gelmini, producendosi in figuracce megagalattiche, e chi invece reagisce con sincerità e dolore.
“Le donne! Prima gli dicono di sì, e poi gli fanno le corna. Ma io non lo tradirò mai!“
“In piazza oggi non una manifestazione delle donne ma di una parte di donne, che come unico obiettivo hanno quello di mandare a casa Silvio Berlusconi. Perché? Che male vi ha fatto?“
Subito dopo, come si vede nella foto, Danielona scoppia a piangere a dirotto ed ha una vera e propria crisi di nervi. Ripete continuamente strillando e percuotendo il suo accompagnatore “perchè ? ” ” E’ così buono e ci dà tanto!“
Dopo una buona mezz’ora il signore della foto per distrarla l’accompagnerà a fare shopping, comprandole 13 paia di scarpe col tacco 17: solo allora pare si sia calmata…
Donne , avete fatto piangere la Santanchè, perchè? Un atto di liberazione non puo’ nascere sulle sofferenze altrui, non è giusto…
Un milione di donne sono scese nelle piazze di tutta Italia e nel mondo per la grande kermesse organizzata dal comitato “Se non ora quando” in più di 230 città italiane e in una trentina all’estero ( le più numerose a Ginevra Bruxelles Parigi Londra e New York ,ma perfino in Bangladesh vi sono state manifestazioni. Iniziative anche in Mozambico, Corea, Nepal e alle Hawaii ) : basta con le offese alla dignità delle donne, la parola d’ordine, alla quale si è sommata la richiesta delle dimissioni di Silvio Berlusconi. Nelle piazze non solo donne, ma anche diversi . Tantissimi i cartelli e gli striscioni, assenti invece le bandiere di partito.
Piazza del popolo strapiena a Roma , dopo le 15 la gente non potendo più entrare ha riempito il centro storico: 200.000 persone
Suor Eugenia Bonetti: “Non ci rendiamo conto che la prostituzione del corpo delle donne è diventata parte integrante del quotidiano”
NEW YORK – L’appuntamento era a Times Square, nell’isola pedonale all’incrocio fra la 42esima Strada e Broadway. Ma la polizia all’ultimo minuto ha comunicato che la dimostrazione doveva tenersi a un isolato di distanza, all’angolo fra la 42 e la Settima Avenue. Un caso. Ma a molti è sembrato un segno del destino: il nuovo luogo per la manifestazione delle donne italiane di New York era stato fissato dalle autorità cittadine davanti al ristorante ”Ruby Tuesday”.
«Silvio degage. Vattene. È ora di dire addio. Dopo Ben Ali e Mubarak ora tocca a te» era uno degli slogan. A Bruxelles si è manifestato per bandire Berlusconi dal Consiglio europeo ma anche con cartelli tipo «100% italiana, 0% berlusconiana» e «Basta mafia e prostituzione, più rispetto per la Costituzione». Oltre un migliaio di donne, ma anche tanti uomini e famiglie, si sono ritrovati nei pressi della Grande Place. A Londra, con palloncini viola e ombrelli variopinti alcune centinaia di persone hanno affollato il marciapiede di Whitehall, all’incrocio con Downing Street: tra i cartelli uno con la scritta «Cercasi presidente del Consiglio onesto, dignitoso, rispettoso della Costituzione. Astenersi mitomani, sessodipendenti, collusi e ricattabili. Istrionismo non gradito». In Germania iniziative a Francoforte e Amburgo dove sulla neve, fra la cinquantina di manifestanti, c’era anche la parlamentare del Pd Laura Garavini. A Ginevra più di 150 persone hanno manifestato davanti alla sede delle Nazioni Unite: «Stop Pornocracy», chiedevano i cartelli, mentre in Svezia, a Malmoe, hanno manifestato un centinaio di italiane. Più di un centinaio di persone a Tokyo sotto lo striscione «bunka-bunka (cioè cultura-cultura, in giapponese) contro bunga-bunga». Una decina di manifestanti dietro uno striscione anche a Dhaka, in Bangladesh, mentre erano state annunciate altre iniziative negli Usa a Washington, Boston, Portland, in Michigan, a Toronto in Canada, Seul, Giakarta, Katmandu, Maputo, Honolulu e (domani) ad Auckland, in Nuova Zelanda.
Milano Piazza Castello, 80.000 persone entisiaste anche sotto la pioggia
Bologna , 60.000 al grido di “Berlusconi dimissioni”
Napoli 100.000 “se non ora quando”
Ed anche Torino, Cosenza , Brescia , Udine ed in tutta Italia.
Preceduta dai commenti della Gelmini, della Santanchè della Prestigiacomo e della Carfagna ( l’unica che ha almeno sottolineato la legittimità della manifestazione ) – le veline ministro della destra sono state tutte univoche nel minimizzare e disprezzare le donne in piazza – ora c’é anche la reazione del Papi.
Ecco la risposta del premier stamattina : “Mi è sembrato un pretesto per sostenere il teorema giudiziario che non ha nessun riscontro nella realtà: una mobilitazione di parte, faziosa, contro la mia persona da parte di una sinistra che cavalca qualsiasi mezzo per abbattermi”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, intervistato da Maurizio Belpietro, in collegamento telefonico con ‘Mattino Cinque’, a proposito delle manifestazioni di ieri delle donne e definendo una “vergogna” questo teorema. “Tutte le donne che hanno avuto modo di conoscermi – ha aggiunto – sanno con quanta considerazione e rispetto io mi rapporto con loro”. AH AH AH AH AH AH AH…
L’unico rapporto che hai con le donne è di tipo ” tu me la dai ed io ti riempio di soldi regali carriera, anche politica”" Se poi sei minorenne , ti faccio ricca”
Gioia









