Archivio per gennaio 2011
I giorni della merla, i giorni più freddi, la notte della democrazia.
Stabilito per i più pruriginosi che i giorni della merla non sono, come loro potrebbero intendere, i giorni delle uccelline, le ragazze dell’Olgettina. Devo peraltro ammettere che qualche collegamento c’é eccome: ai giorni più freddi dell’anno corrispondono in effetti i giorni più bui della democrazia, questa interminabile notte della civiltà. La vicenda Minetti/Ruby e tutto il resto rappresenta il punto più basso del potere politico in Italia dalla nascita dello stato ad oggi. Neanche Mussolini si portava a casa le mignotte in tale quantità, egli anzi pare aggisse sempre in trasferta e con maggior riservatezza. Nè gli capitava di essere ricattato e costretto a peripezie improponibili e spesso illecite solo per risompensare una bella figa.
Nè puo’ dirsi che a Palazzo Venezia entrassero cani e porci, nani e ballerine in quantità industriale, per non dire di scionosciuti che si nascondevano in bagno per telefonare, rendendo l’Italia il paese meno sicuro d’Europa.
Stabilito ciò , ritorno al titolo : i giorni della merla ( gli ultimi tre di gennaio) sono tradizionalmente i giorni più freddi dell’anno.
Il nome deriverebbe da una leggenda secondo la quale, per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini, in origine bianchi, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio, tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli furono neri.
Un po’ quel che è successo a noi italiani, solo che non è stata la fuliggine, ma siamo diventati realmente più neri, opachi e ignoranti.
Come sappiamo ormai da anni, la società italiana reca dentro di sé un corpo estraneo, alieno e letale, vale a dire una gran quantità di individui che hanno votato e continuano a votare per Berlusconi: sono gli ultracorpi, ormai noti a tutti, quelli del film di Carpenter” Essi vivono”. 
C’è uno spazio, quasi fisico, tra il sogno utopico di vivere in una società umana non improntata sul principio homo homini lupus, e una società violenta, poliziesca, militarizzata, tirannica e oligarchica che quel principio ha portato alle streme conseguenze.
Anche prima la ragione ed il diritto appartenevano sempre al più forte, ma almeno c’era una dialettica, una opposizione viva e strutturata, una idea politica alternativa. Oggi peraltro il principio di hobbes ha pervaso ogni anfratto della società.
Buona parte degli italiani è ormai convinta che solo la furbizia paga, che solo l’ipocrisia cattolica paghi, che solo inserendosi in un sistema clientelare e nepotista paghi. Ed hanno ragione: prova ne sono la parentopoli del comune di Roma e l’assunzione diretta di diecimila insegnanti di religione assunti, motu proprio, dai vescovi italiani e inseriti a forza nelle scuole di stato. Noi sappiamo che queste persone vivono perennemente in un tragico ‘bunga bunga’, dove chi offre meglio il culo e aderisce, più in fretta degli altri, a questo puttanaio, avrà almeno qualche osso da rosicchiare. La prostituzione della propria identità umana, e quindi del sé più profondo, è un fatto normale e auspicabile per i berluscones.
E se qualcuno tra costoro talvolta si è ricordato di sussultare per una ingiustizia, subito l’hanno convinto di lasciar perdere, non era niente, “sò cose e niente” come diceva Edoardo De Filippo, ricordato da Saviano di recente.
Pian piano sono tutti diventati “cose e niente” entrando a far parte dell’inferno dell’irresponsabilità e dell’assenza, fino a trasformare in difetto la capacità di dire “no, io non ci sto”.
Chi non ci sta oggi è un essere stravagante, un rompicoglioni, minimo comunusta.
E’ stato molto difficile non accecarsi e non divenire complici di questo sistema - i resistenti hanno speciali occhiali - ed è conunque tutt’ora dura resistervi, soprattutto se tutti i santi giorni dell’anno, viene iniettata, attraverso le televisioni, la droga della mediocrità e del sotterfugio. Chi ha cominciato ad ingerire queste droghe pesanti poi non ne ha più potuto fare a meno.
Come un drogato assuefatto l’esercito muto degli inebetiti ha continuato a cercare la risata facile, lo spettacolo tutto culi e tette, gli intrattenimenti urlati, e anche la partita alla televisione e la fiction, unici momenti della sua vita nei quali si potrà identificare in un eroe. Poi, dopo questi lavacri catartici, ha continuare ad essere una nullità umana che parla e discute con altre nullità di niente .
E’ chiaro che nel buio delle notte si affacciano solo fascisti e mignotte – fa pure rima – quindi accendiamo la luce.
Crazyhorse70
Rumorosa manifestazione al grido di “L’Italia non è un bordello”a Firenze
( Firenze, 29 gennaio 2011 foto di Lucia Panascì )
Stamani, ed è il secondo sabato successivo che lo fanno, un CACEROLAZOS… manifestazione rumorosa con coperchi e pentole a Firenze.
Sono cittadini comuni stanchi del fango in cui l’Italia viene trascinata sempre di più ogni giorno che passa.
Stanchi della mancata attenzione dei veri problemi della gente.
Stanchi di un governo…..bordello.
Qui sopra una delle tante foto scattate e un articolo fresco di “stampa” sull’evento.
Replicheranno il 5 e il 12 febbraio, e saranno sempre più numerosi !!!!
Qui l’evento Facebook : CACEROLAZOS : L’ITALIA NON E’ UN BORDELLO!
Questo il loro invito :
Facciamo casino in strada con pentole e mestoli. Contro Berlusconi? Si.
Ma anche contro il clima, l’atmosfera, l’aria che si respira nel nostro Paese in cui succede ormai di tutto ma ribellarsi sembra così difficile. Noi ci proviamo.
Le pentole – provare per credere! – fanno un gran baccano. L’idea è buona. Capita, una volta su mille, ma capita, che forme di protesta di questo tipo si rivelino contagiose: parte un gruppetto, qualcuno lo copia, l’idea si diffonde. E’ quello che cerchiamo di fare, anche sfruttando la rete. Quindi facciamo girare il messaggio ma, soprattutto, andiamo in piazza. Perché la rete va bene per diffondere ma è in PIAZZA che ci si fa vedere e sentire. Portate cartelli, fischietti, trombe…ma soprattutto PADELLE, COPERCHI E MESTOLI!
P.S. Non quelli del servito buono perché si ammaccano…è testato!
Franca C.

Caso Ruby, rumorosa protesta con mestoli e pentole
Manifestazione al grido di “L’Italia non è un bordello”
Allo slogan “l’Italia non è un bordello”, centinaia di persone stanno manifestando a Firenze per criticare e condannare le feste del premier ad Arcore.
I manifestanti, che stanno rumoreggiando battendo con mestoli su pentole, si sono riuniti nella centrale piazza Sant’Ambrogio e sfileranno rumorosamente fino a piazza della Repubblica dando vita a un cosiddetto ‘cacerolazo’, rumorosa forma di protesta con pentole, coperchi e mestoli. “Protestiamo contro Berlusconi – spiega un manifestante – ma anche contro il clima pesante e d’inerzia che c’é in questo momento nel Paese. Vogliamo far vedere ai turisti che l’Italia non è solo un bordello”. I manifestanti hanno poi sottolineato che “la protesta è nata da un gruppo di genitori e ha poi trovato vari consensi. Se la manifestazione riesce, siamo pronti a replicarla il prossimo sabato. A Firenze – hanno aggiunto – qualcosa si sta muovendo e speriamo che questa forma di protesta sia adottata anche in altre città”.
6 febbraio : si arrende PAPI nel bunker di hARdCORE circondato dal popolo viola
“MISSIONE ARCORE” MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER CHIEDERE LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SILVIO BERLUSCONI
Il Popolo Viola Milano in collaborazione con la Rete Viola Gruppi Locali si mobilita per dare sfogo alle voci di protesta dei Cittadini Italiani che lamentano ormai da anni l’emergenza democratica che il Paese sta affrontando a causa delle vicende giudiziarie e personali del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
L’emergenza democratica si è concretizzata, e continua tuttora, con la mancata attuazione da parte dell’attuale esecutivo di Riforme ed azioni concrete per contrastare la crisi economica. L’Italia è agli ultimi posti per l’occupazione e la crescita mentre rimane al vertice delle classifiche per disoccupazione, debito pubblico e corruzione.
Aggravante della situazione socio-economica è la condizione impietosa a cui sono ridotti i Cittadini Italiani ad assistere quotidianamente all’abuso sistematico, da parte del Presidente del Consiglio, dei mezzi di comunicazione di massa a meri fini propagandistici per attaccare chiunque gli chieda conto delle inchieste per le quali è indagato che emergono dagli Atti della Procura della Repubblica di Milano, invece di presentarsi ai Pubblici Ministeri come un normale Cittadino per dimostrare la sua estraneità ai gravissimi reati contestati; Favoreggiamento della Prostituzione Minorile e Concussione ai danni dei Funzionari della Questura di Milano.
Questo è l’ultimo di una serie di scandali che coinvolgono Silvio Berlusconi ma che troppo spesso vengono messi in secondo piano opacizzati dai gossip come il “bunga bunga”; ad esempio i discutibili rapporti personali intercorsi con il deceduto “stalliere” Vittorio Mangano (definito “eroe” ma esponente di spicco della mafia e pluri-omicida), oppure il patto di ferro che lo lega al Senatore Marcello Dell’Utri (braccio destro e co-fondatore di Forza Italia – condannato a 7 anni in Appello per concorso esterno in Associazione mafiosa) e a Nicola Cosentino (coordinatore PdL in Campania e sul quale pende una richiesta d’arresto per camorra respinta dai partiti della maggioranza PdL e Lega Nord in Parlamento), oppure i continui attestati di amicizia all’ex ministro Cesare Previti (condannato in via definitiva e interdetto dai pubblici uffici).
Non si dimenticano né si sottovalutano le insistenti dichiarazioni di collaboratori di giustizia che chiamano in causa il Presidente del Consiglio quale referente politico verso il quale convogliare il consenso elettorale nel periodo di pax militare successivo alle stragi del 1992-’93.
Il Popolo Viola di Milano e la Rete Viola Gruppi Locali, insieme alla Società Civile che condivide il presente Appello, chiedono quindi le immediate dimissioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi secondo i dettami, ampiamente compromessi, dell’Art. 54 della Costituzione Italiana che prescrive:
“i Cittadini cui sono affidate Funzioni Pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla Legge”,
Fatte salve le indicazioni da parte delle Autorità preposte alla Vigilanza sull’Ordine Pubblico (che verrano comunicate in tempo reale) tutte le forze democratiche del Paese, ovvero la Società Civile, le Associazioni, i Comitati, i Movimenti, che hanno ancora la forza di indignarsi per recuperare il senso dell’Etica e della Morale Pubblica sancite dalla Costituzione, sono invitati a mobilitarsi per
ARCORE DOMENICA 6 FEBBRAIO 2011 LARGO DELLA VELA – MUNICIPIO
La pagina su Facebook per il 6 febbraio ad Arcore:
Arcore – Manifestazione Nazionale per le dimissioni di S. Berlusconi
Riferimenti Organizzativi e Rete Viola Gruppi Locali:
Federico Ferme Popolo Viola Milano tel. 339 7427980 federicoferme@tiscali.it
Samuela Bellini Popolo Viola Brescia tel. 333 4735112 samuela.bellini@hotmail.it
Simonetta Zandiri Resistenza Viola Piemonte tel. 348 2717842 simonetta.zandiri@me.com
Isabella Occhi Popolo Viola Modena tel. 335 8371427 i.occhi@yahoo.it
Christian Di Chiara Popolo Viola Modena tel. 392 5604810 chdichi@tin.it
Stefano Cucchi e Ruby: quando lo stato ti uccide e quando ti paga per scopare…
SFIGATO. Una parola che si sente spesso in televisione. Una parola odiosa usata
quasi al posto di povero. Indice dei tempi, solo in un periodo come questo una persona ricca e fortunata o comunque sulla cresta dell’onda puo’ immaginare di insultarne un’altra in questo modo.
In genere la pronuncia chi si considera arrivato come un insulto verso chi non ce la puo’ fare. Si tratta di decerebrati casualmente e temporaneamente conosciuti dai più. Spesso la usano coloro che credono di essere arrivati per esorcizzare la paura di non farcela, voglio dire dei mezzi sfigati che hanno molte ansie e pochi valori. Gente che anela diventare una merce usa e getta , gente senza talento, ma disposta a tutto, pur di non subire l’umiliazione di lavorare ad 800 euro al mese.
Ecco la foto di una che crede di avercela fatta. A destra c’è invece la foto di uno che non ce la poteva fare, neanche volendo. Perchè nello stato reazionario comandato dalla MEDIA SETTA, se non hai il telfono del papi, l ‘accesso in una questura per un po’ di hascisc puo’ trasformarsi in un INCUBO letale. Lo stesso poliziotto che ti scorta alla villa del papi sorridendoti, in altra occasione, adocchiato lo sfigato, puo’ unirsi ad altre bestie ed ammazzarti. Dipende da poco. Dipende se sei uno sfigato.
*******************************
Stefano Cucchi . Non mi piace l’andazzo che sta prendendo questo processo, mi sembra tutto preordinato per colpire (poco) diverse persone che non hanno fatto il loro dovere e lasciare fuori i veri responsabili che hanno ammazzato di botte Stefano.
Per lui purtroppo niente telefonata di Berlusconi, niente interessamento dello Stato, niente affidamento nè avvocati di grido, nessun mignottone consigliere regionale esperta di zoccoleria dentale ti viene a prendere. Perchè ? Perchè sei nato storto, quelle quattro ossa che hai sono messe male e per te quindi non c’é posto alla corte del re.
Stefano non aveva belle tette nè un bel culo, non era una minorenne prostitua e specialmente non aveva il numero del papi. L’hanno quasi ammazzato di botte e poi lasciato solo per giorni a finire di crepare, proprio perchè sembrava un disperato solitario ed ai margini su cui ci si poteva divertire un po’.
Come a Genova 2001, più di allora, senza testimoni, tutti contro due povere osse appiccicate con lo sputo…
Bestie fasciste di merda di uno stato che se sbagli e vai dentro non ti prende in custodia ma ti fa la pelle. Se non sei Ruby…
Tutti a giudizio. Per la morte del Cuccgeometra romano Stefano Cucchi verrà celebrato un processo che vedrà alla sbarra guardie penitenziarie, infermieri e medici che lo ebbero in cura nei giorni successi all’arresto, avvenuto la notte tra il 15 e il 16 ottobre del 2009. Sei giorni dopo quel fermo per spaccio di sostanze stupefacenti Chucchi morì nel reparto protetto dell’ospedale Sandro Pertini. Il suo corpo, sul tavolo dell’obitorio dell’Istituto di medicina legale, presentava lividi e il volto tumefatto. Oggi il gup Rosalba Liso, accogliendo le richieste dei pm Vincenzo Barba e Francesca Loy, ha rinviato a giudizio i medici (Aldo Fierro, Silvia Di Carlo, Bruno Flaminia, Stefania Corbi, Luigi De Marchis Preite, Rosita Caponetti), gli infermieri (Giuseppe Fluato, Elvira Martelli e Domenico Pepe) e le guardie carcerarie (Minichini Nicola, Corrado Santantonio e Antonio Domenici).
Nella vicenda Cucchi c’è già una condanna. Si tratta di Claudio Marchiandi, direttore dell’ufficio detenuti e del trattamento del provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, condannato oggi a due anni di reclusione in quanto aveva chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato. Lesioni e abuso di autorità; favoreggiamento, abbandono di incapace, abuso d’ufficio e falsità ideologica, a seconda delle singole posizioni, i reati contestati ai dodici imputati.
Capi di imputazione che la famiglia Cucchi ha da subito contestato presentando consulenze di parte che puntano a dimostrare che la morte del giovane è causata anche dal pestaggio che avrebbe subito nelle celle di sicurezza di piazzale Clodio. Ma per l’accusa non esiste alcun legame tra questi due eventi. Oggi il gup ha rimandato in ambito dibattimentale, che partirà il 24 marzo prossimo, ulteriori approfondimenti sulle perizie presentate dai legali della famiglia di Stefano. ( Continua qui la cronaca)
Si , ma… le botte che ha preso in cella di sicurezza? Vogliono farci credere che non c’entrano con la morte?
Hanno apparecchiato tante piccole pene per tante piccole responsabilità per salvare qualche grossa responsabilità che deve rimanere nascosta?
Ancora oggi quello stronzo di Giovannardi continua a dire che Stefano è morto perchè era un drogato…
Tuttavia nonostante l’esito dei rinvii a giudizio scontati rimane una certa amarezza - come ha spiegato Fabio Anselmo, il legale della famiglia di Stefano Cucchi – perchè si continua a dire che Stefano sia morto per una malattia e non per le botte ricevute come concausa dell’evento morte, come tra l’altro emerge nelle diverse consulenze medico-legali.
Insomma una ricostruzione non condivisa da Anselmi, il quale precisa che”si basa su una consulenza medico legale insufficiente portando alla luce una realtà non accettabile”.
Io so’ solo che le accuse sono gravi solo nei confronti di chi non l’ha curato ma restano impuniti coloro che quel destino l’hanno forgiato, ossia quelle canaglie schifose che hanno prodotto le lesioni, che sono e rimangono la causa della morte di Stefano che non è andato all’ospedale per una visita di cortesia.
Perché sul suo caso – conclude l’esponente dell’Idv – non si consumi l’ennesima pagina grigia dello Stato devono essere individuati e puniti i responsabili che hanno fatto sì che un cittadino preso in consegna dalle istituzioni vivo e sano sia stato restituito ai familiari morto”.
ROSELLINA970
Lettera al Presidente del Consiglio
una cittadina semplice , nemmeno viola
Al Presidente del Consiglio dei Ministri centromessaggi@governo.it
Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri, chi le scrive è una donna come tante, una che non fa parte di nessun partito, una lavoratrice, una madre. Le chiedo di dimettersi, lei non rappresenta me né i miei ideali. Io voglio crescere mia figlia in un paese libero dalla mafia, non voglio un Presidente del Consiglio che si è tenuto in casa uno stalliere, pur non avendo stalle nella sua residenza, definito da Paolo Borsellino una delle “teste di ponte dell’organizzazione mafiosa nel Nord Italia”. Non voglio che il mio paese sia rappresentato da chi ha fatto parte della Loggia P2. Non voglio un Premier che con i suoi alleati ha sempre cercato di creare leggi ad personam pur di non affrontare i processi a suo carico. Non voglio chi per anni, grazie anche al potere dei suoi mass media, ha degradato la donna a cosa da poter esibire e consumare come “utilizzatore finale”. Io voglio vivere in un paese dove la legge sia davvero uguale per tutti, per lei come per me. Io voglio poter essere orgogliosa di un paese dove la nostra meravigliosa Costituzione viene rispettata e non stravolta a suo piacimento, questa stessa Costituzione voluta da chi ha lottato per liberare l’Italia dalla dittatura fascista, quella stessa Costituzione che è nata per assicurare il lavoro e i diritti di tutti i cittadini senza distinzioni.
Cordiali saluti
Sabrina Ancarola
Bondi, la cultura, le scimmie ed il cinghiale.
Nelle ore in cui Bondi rischia di essere sfiduciato in parlamento perchè il suo capo vuole rischiare la conta, pensando alla cultura massacrata da tagli e da scelte volte ad impoverirla, mi colpiscono alcune notizie che vedono protagonisti i leghisti.
Costoro come scimmie impazzite eseguono gli ordini in periferia, talvolta emulando come veri cercopitechi le gesta dei capi romani e così finendo come kamikaze per esplodere le loro stupidaggini ai confini di Berlusconia , ricoprendosi di ridicolo.
Intanto il cinghiale ferito barcolla ma non molla. Grazie a chi? Ai cercopitechi, che ancora pensano che in groppa a lui arriveranno nelle terre promesse del federalismo. Ma quando mai!
Al massimo avranno un posto in prima fila durante un bunga bunga, col trota travestito da poliziotto in reggicalze. Come ha finito per fare la sua fidanzata, anticipandolo. Trota cornuto, tra l’altro…
La cultura non si mangia, dice Tremonti. L’affermazione la dice lunga sulle capacità e la lungimiranza del ministro degli evasori, ma tant’é.
Eppure la cultura fa mangiare un sacco di gente, produce e scambia molto denaro oltre ad essere lo specchio di un paese, oggi impoverito dal berlusconismo.
Un paese senza democrazia culturale e senza memoria storica, come s’impegnano a fare già le molte TV del nano malato, è un Paese che si può asservire con molta più tranquillità.
Un paese dove berlusconi non è più in carne ed ossa ma è diventato da tempo una fiction rassicurante che viene sempre perdonata ( credereste mai che topo gigio commetta un reato ? ). Vent’anni di impegno hanno pur sortito qualche effetto, lo dico per quelli che si domandano ancora come sia possibile che solo metà degli italiani consideri insopportabile l’attuale situazione politica e chieda le dimissioni del berlusca.
L’altra metà crede o fa finta di credere al complotto: non tutti sono più esaltati come prima, ma chi anche fosse uscito dal cerchio dei malati conclamati, ha comunque in corpo abbastanza virus per rimanere nel secondo o terzo cerchio dei confusi o disorientati o peggio ancora “terzista” o finanche sinistro-modernista ( vedi Renzi ).
Solo da noi è così, perchè solo da noi la sottocultura televisiva ha raggiunto ed infettato una così larga parte della popolazione, dalla invasione degli ultracorpi in poi.
Con molta stupidità e pressapochismo i leghisti ripristinano i roghi dei libri della Sacra Inquisizione
C’é aria di censura, nel Veneto leghista. Gli scrittori pro-Battisti, prima genericamente ostracizzati da un assessore della provincia di Venezia, ora vengono messi al bando nelle scuole. Mentre nelle biblioteche comunali, nel silenzio generale, stanno sparendo le opere degli autori politicamente scomodi.
Ecco gli scrittori che qualche anno fà firmavano un appello pro Battisti e che ora vengono messi al bando nel veneto leghista. Non che ce ne freghi nulla del terrorista Battisti , anzi – bisogna sempre precisare per via di deficienti in agguato - ma solo la stupidità peggiore puo’ avere questa ansia di censurare.
Poi se la prendono col cinema.
E’ uscito nelle sale «Renato Vallanzasca-Gli angeli del male» di Michele Placido con Kim Rossi Stuart nel ruolo dell’ex bandito.
Subito si alzato lo scemo di turno, il deputato della Lega Davide Cavallotto, invitando a boicottare il film: «Dopo aver pubblicizzato la mafia in tutto il mondo e reso celebre da Nord a Sud la sanguinaria Banda della Magliana di Roma – dice Cavallotto – non ancora soddisfatto il cattivo maestro Michele Placido è salito in cattedra per elevare a eroe lo spietato assassino Renato Vallanzasca».
«Usare giovani e affascinanti attori per sdoganare l’immagine di personaggi che dovrebbero cadere nell’oblio per i crimini commessi - secondo Cavallotto - è un insulto alla memoria delle vittime e una crudeltà verso i loro parenti. Adesso ci mancava solo la madre di Renato Vallanzasca a chiedere la grazia per il figlio al Capo dello Stato».
Ora tocca a Saviano.
A parte le tv di RAISET ed i giornali del padrone, già pronti a far pagare con il metodo del fango ( metodo Boffo), chiunque osi avere una opinione diversa da quella del mondo berlusconico , anche la figlia di Berlusconi è scesa in campo per il Papi attaccando lo scrittore con l’aria di dire:” Caro stipendiato, stai al tuo posto, non toccare il mio Papi, vendi milioni di cope che mi arricchiscono ma non ti permettere di lodare i procuratori di Milano. Ne approfitto pèer rammentarti di farti un trapianto di capelli, che sembri uno sfigato…“
Sulle voci che girano intorno alle chances della figlia bruttina del premier di ereditare il potere del Papi abbiamo già detto di recente.
Per non dire dell’odio della Lega verso Saviano dopo la polemica a “Vieni via con me”: un’Amministrazione leghista viene accusata di aver tolto Gomorra dagli scaffali dalla biblioteca di Preganziol.
Sembra che gli amministratori ritengano che i libri di Saviano non siano degni di restare in biblioteca, dopo che lo scrittore ha denunciato durante la trasmissione televisiva di Rai 3 “Vieni via con me” che la mafia interloquisce con la Lega.
Saviano ha detto una ovvietà, ma i cretini si sono distinti nel sottolinearla.
La Lega e la cultura ( personale ): Calderoli è un minus habens oppure ci fa?
L’altro esempio è che giorni fa il giudice Guariniello non ha potuto incriminire il direttore di un supermercato che vendeva prodotti con la salmonella dentro, perché la legge sulle adulterazioni dei cibi è stata cancellata dal Ministero per la semplificazione normativa, e la Corte Costituzionale intervenuta in merito aveva comunque prorogato di due anni tale legge con scadenza 31 dicembre 2010. E in due anni questo governo del fare non l’ha rifatta.
Talvolta la Lega si sveglia un mattino e se la prende con se stessa.
Conoscendo i nostri polli, i cercopitechi leghisti insomma, sembra assurdo eppure è così.
La Lega litiga per la cultura ed anzi i sindaci leghisti alzano gli scudi contro il governo, come se a Palazzo Chigi loro non ci fossero.
Oggi si sono accorti che la sforbiciata indiscriminata al settore poteva passare per le loro città. Così, con un ministro – Sandro Bondi – dimezzato e che passa le notti a pensare se dimettersi o farsi dimettere, i teatri d’Italia si trovano in ginocchio.
A guidare la rivolta il sindaco di Verona, Flavio Tosi, alle prese con l’Arena, il tempio della sua città, che rischia di chiudere per bancarotta. Verrebbe da chiedergli dove erano i suoi del Carroccio quando a Palazzo Chigi si tagliava a destra e a manca nel settore cultura. Resta il fatto che il povero (si fa per dire) Tosi ha ragione: le stagioni della lirica sono a serio rischio
Il caso Arena
In questo caso il problema non sono solo i tagli. La stagione della lirica nel 2010 ha chiuso con tre milioni in meno di incassi al botteghino rispetto all’anno precedente e 423.000 spettatori persi per strada, praticamente il minimo. Tosi, però, non ci pensa a fare mea culpa e punta il dito contro il governo: “Può accadere – dice – di dover chiudere il bilancio della Fondazione Arena in rosso, non per responsabilità gestionali, ma esclusivamente per la mancanza dei fondi statali. Da un lato mal comune mezzo gaudio, visto che questo ci accomuna a tutte le altre fondazioni liriche. Ma i casi sono due: o l’Italia, che è un Paese che vive anche di cultura e di lirica, fa i conti seriamente con questo dato, oppure qui si rischia di mandare a ramengo l’intero comparto. A gennaio ci troveremo con tutti i sindaci e i sovrintendenti interessati per andare a parlare con il ministro, perché nessuno può pensare di mandare a carte quarantotto la Fondazione Arena”. La risposta gliel’ha già data però il suo collega di partito, l’onorevole Alessandro Montagnoli, leghista, membro della Commissione Finanze della Camera. “Il no del governo al reintegro del Fondo Unico per lo Spettacolo? Purtroppo era prevedibile – premette – visto che tutti sapevano che all’interno del decreto milleproroghe le priorità erano due: il reintegro del 5 per mille, a favore del volontariato, e dare una mano al trasporto pubblico locale”. Nessuna speranza, dunque.
I Cercopitechi fanno quadrato intorno al cinghiale ferito, per quanto ancora?
Crazyhorse70
Il rapporto stabile di Silvio è con Matteo Renzi
Matteo Renzi fin da ragazzino tentava 
di entrare nelle grazie di Silvio: qui
sedicenne imberbe ci prova partecipando
qui invece mentre aspetta ansioso una chiamata telefonica da 
Arcore per i primi bunga bunga.
Qui a destra invece mentre esce scomposto e mezzo
denudato da un bunga bunga estivo:
il rapporto è occasionale, Silvio non lo ha ancora scelto e si comporta
come avesse davanti una prostituta, lo prende con violenza e senza
rispetto e Matteo è disgustato indolenzito e molto triste. Inoltre la prima
volta fa male…
Per farlo ingelosire Matteo comincia a frequentare altre
persone sperando che Silvio si accorga di lui e finalmente
lo scelga fra tante. Qui mentre sta per baciare Galli…
Ed ancora si vede Matteo che le prova tutte per incastrare
definitivamente Silvio: qui ne asseconda i gusti stravaganti e le
diverse perversioni, travestendosi da brasiliana…
A sinistra ecco Matteo con il viso rifiorito dopo l’ennesimo incontro sessuale conclusosi con una promessa del re: potrebbe essere “scelto” fidanzato ufficiale.
Sarà lui il rapporto stabile che salverà Silvio
dalle indagini in corso? Riuscirà Matteo a ritagliarsi un ruolo
istituzionale tipo Bondi, il nuovo Bondi visto che il vecchio sta
per essere sfiduciato in Parlamento?
Sul piatto il Berlusca mette anche la segreteria 
del PD ( tutti sanno che D’Alema non puo’
dirgli di no, anzi che non gli ha mai detto
di no) di cui può facilmente disporre e
che tanto affascina il rottamatore di Firenze.
Inoltre aggiunge la mano della figlia Barbara -
una volta concluso lo scandalo Ruby, s’intende -
la quale già l’apprezza da tempo ed è entusiasta alla
idea.
Ecco Matteo mentre ci pensa su : certo giacere col Silvio
non è proprio il massimo della vita, ma tutto
sommato il vecchio si accontenta di poco
( preliminari, un po’ di bunga e poco più ).
In cambio di qualche anno di sacrificio poi
avrà tutto quello che ha sempre desiderato:
soldi e potere.
Matteo felice acconsente: è lui l’asso nella manica di Silvio, il rapporto
stabile di cui si parla in questi giorni.
Crazyhorse70
La versione comunista dello stato di cose presenti

Oggi è l’anniversario della nascita del Partito Comunista Italiano a Livorno, nel 1921. Forse sarebbe il caso di non dimenticare, anzi. Di far rivivere.
Le contraddizioni di classe non sono diminuite, bensi’ si sono acuite e le necessità di rappresentanza di interessi sono ancora piu’ forti di quando essere antisistema andava di moda . Insomma ci sono vagonate di ragioni per esser comunisti.
La situazione che è stata creata dalla firma degli accordi Fiat di Mirafiori e di Pomigliano è gravissima. La sottoscrizione di nuove regole fortemente penalizzanti per i lavoratori è solo l’ultima fase di un violento attacco ai diritti di tutti i cittadini che è in atto, nel nostro paese, da ormai molto tempo.
Con gli accordi Fiat viene messo in discussione tutto a partire dal diritto di sciopero e dall’applicazione della democrazia nei luoghi di lavoro. I lavoratori non avranno più la possibilità di eleggere i propri rappresentanti sindacali perché questi verranno nominati “dall’alto” e solo da chi ha firmato l’accordo. I ritmi di lavoro saranno sempre più alti, per chi lavora alla catena di montaggio, verranno diminuite le pause. Ci sarà un consistente aumento del carico di lavoro dal momento che sono stabilite un monte ore consistente (fino a 200 ore) di straordinari che i lavoratori saranno obbligati a fare a discrezione dell’azienda. Viene instaurato un
sistema “ergonomico” che non permetterà al lavoratore di muoversi e che aumenterà l’alienazione di chi opera in catena di montaggio. Il diritto al dissenso viene
cancellato attraverso sanzioni che possono colpire il singolo lavoratore. Sanzioni che potranno arrivare anche al licenziamento per chi eserciterà il diritto di sciopero.
Il primo giorno di malattia potrà non essere retribuito in base a statistiche, imposte dalla direzione aziendale, che stabiliscono la percentuale di assenteismo ammissibile.
Con l’applicazione di questi accordi i lavoratori non saranno più persone ma verranno trasformati in automi, ingranaggi del ciclo produttivo. In pratica i diritti
costituzionali verranno bloccati fuori dai cancelli della fabbrica.
A tutto questo hanno dato il loro contributo FIM-CISL, UILM-UIL, FISMIC, UGL che hanno sottoscritto quegli accordi. Molti dirigenti del maggiore partito di “opposizione parlamentare”, il PD, si sono schierati apertamente con i padroni della Fiat e hanno criticato duramente la posizione della FIOM perché ha deciso di non firmare gli accordi.
Il tentativo è chiaro, si vuole far pagare tutta la crisi ai lavoratori, si vuole far tornare i rapporti di lavoro a situazioni in vigore oltre 50 anni or sono, si vuole isolare la FIOM e chiunque non sia d’accordo con la restaurazione in atto.
Noi comunisti diamo tutta la nostra solidarietà alla FIOM e sosteniamo la decisione di proclamare uno sciopero generale di 8 ore per il prossimo 28 gennaio. Ma non possiamo rimanere in attesa degli eventi.
Dobbiamo produrli, lavorando dappertutto per ostacolare gli intenti dei nuovi padroni delle ferriere.
TORBA dalle Terre della Gramigna
Dona il sangue per la FIOM così freghi il padrone
Creato da |
|
|---|---|
|
|
|
| Maggiori informazioni | Dal sito www.libera.tv e www.liberarete.org
La CGIL non ha ancora proclamato lo SCIOPERO GENERALE per fermare il clamoroso e gravissimo attacco alla FIOM ed ai diritti dei lavoratori metalmeccanici. I lavoratori però stanno cercando ogni strada per lottare insieme alla FIOM. Nei giorni scorsi su Facebook è stato diffuso un appello volto ad organizzare il primo SCIOPERO GENERALE “fai da te” della storia. Usando il diritto di molti …lavoratori a donare sangue ed al conseguente giorno di permesso è possibile astenersi dal lavoro il 28 gennaio. Il link al gruppo su Facebbok : Astieniti dal lavoro, dona il sangue: COMUNICATO STAMPA 28 gennaio 2011: indetto il Primo Sciopero Generale fai da te Siamo un gruppo di lavoratori sia pubblici che privati, alcuni anche iscritti alla Cgil. Non riusciamo a capire come mai la Camusso tentenna ancora a indire lo sciopero generale. Le pene inflitte da questo governo al mondo del lavoro e della scuola si aggiungono alla vergognosa marchionnata che i metalmeccanici della Mirafiori dovranno subire: turni di lavoro di dieci ore; cancellazione della rappresentanza sindacale che non è proFiat; sette ore e mezze ininterrotte sulla catena di montaggio, rischio di decurtazione dallo stipendio dei primi due giorni di malattia… Da lavoratori, anche se non metalmeccanici, sentiamo l’esigenza di dover esprimere la nostra solidarietà concreta ai lavorati della Mirafiori e di Pomigliano d’Arco, alle azioni della Fiom e, nello stesso tempo, marcare il nostro totale dissenso dalle scelte scellerate che questo governo attua per il lavoro, la scuola, il fisco. Non vediamo altra soluzione che indire uno sciopero fai da te che diventerebbe “Sciopero Generale fai da te” se mille, diecimila.. centomila dipendenti facessero la stessa cosa che faremo noi. Il giorno 28 gennaio, visto che la Fiom ha indetto lo sciopero di categoria, noi sciopereremo con loro non andando a lavoro per recarci in ospedale a donare il sangue. Sì, andremo a donare il sangue in modo che il 28 gennaio: - avremo il diritto previsto per legge di assentarci dal posto di lavoro; - esprimeremo la mostra concreta solidarietà ai metalmeccanici e alla Fiom; - daremo per scelta il nostro sangue alla collettività e non per costrizione a Marchionne e la Fiat; - inventeremo il “Primo Sciopero Generale fai da te” che si sia mai fatto in Italia. Chiediamo alla classe politica, alle associazioni, alle organizzazioni, ai movimenti, ai singoli cittadini di aderire e diffondere questa iniziativa al fine di riappropriarsi di un diritto al dissenso sempre più difficile da poter esprimere pubblicamente. Alla libera stampa chiediamo di farsi carico di amplificare o reprimere questa voglia di solidarietà, dando o no la possibilità ad altri lavoratori italiani di prendere visione di questa iniziativa e, quindi, di aderirvi o meno. Che il 28 gennaio 2011 sia una giornata di Lotta e di “Sangue”. Il Comitato Organizzatore 0522/421057 328/4324254 primoscioperogeneralefaidate@gmail.com |
Uno scenario da incubo (?)
NEL NOSTRO FUTURO
UN BERLUSCONISMO SENZA B.?
A me, quelli che si mettono a prevedere il futuro, sono sempre stati antipatici.
Però, questa volta, in via puramente ipotetica, e senza alcuna pretesa divinatoria, vorrei sottoporre a chi legge qualche ipotesi che mi pare sensata.
La premessa è che Berlusconi cada a breve. La domanda è: e dopo?
Vorrei tralasciare qui ciò che potrebbe avvenire nell’immediato – non mi interessa qui immaginare quali percorsi seguirà la caduta del berlusconismo: se attraverso elezioni anticipate o mediante un governo tecnico o di larghe intese eccetera eccetera.
Mi piacerebbe, ma non posso, perché molto del “dopo” dipenderà ovviamente dal “come” Berlusconi cadrà.
L’assunto di fondo è che cadrà per una sola ragione: ora che i poteri che lo hanno sostenuto per 16 anni hanno visto crearsi le condizioni per un assetto culturale (in senso sociologico, beninteso…) e istituzionale di destra (il Marchionismo secondo me è stata una prova generale, come lo fu a suo tempo i pestaggio del G8 di Genova o l’assalto all’articolo 18), Berlusconi non serve più, e oltretutto è diventato davvero impresentabile a livello internazionale.
Quindi si affrettano a scaricarlo, a cominciare dal Vaticano, proseguendo con gli USA e i circoli conservatori dell’Occidente, per finire con i piduisti di casa nostra e il revanscismo neofascista ne noantri.
Proviamo a immaginare due o tre scenari.
a) Elezioni anticipate. Molto dipende dalla Lega, ma è chiaro che non riuscirà a portare a casa il federalismo per intero. In questo caso, al di là dell’immediata convenienza elettorale, Bossi si troverà in una situazione scomoda: infatti non potrà che restare fedele, formalmente, al PDL, ma sapendo che si troverà all’opposizione per una legislatura (o peggio, che per governare dovrà venire a patti con il terzo polo, un’ipotesi che vede come il fumo negli occhi perché logorerebbe l’azione della Lega e durerebbe poco).
a.1 – Se alle elezioni il Cavaliere ottiene una vittoria di Pirro (ha la maggioranza in un solo ramo del Parlamento, o comunque con un margine troppo esiguo), siamo daccapo e il suo logorio entra in fase terminale – anche perché nel frattempo vengono al pettine un sacco di grane processuali. A questo punto tanto varrebbe per la Lega, il Vaticano eccetera eccetera scaricare subito Berlusconi e abbandonarlo al suo destino.
a.2 – Ma se non avesse la maggioranza? Se non l’avesse, stando ai sondaggi di ora, non l’avrebbe nessuno. Un’ipotesi da brivido, che non vuole nessuno a partire dal Colle. Ecco perché è probabile che non si voti a breve.
b) Dimissioni e reincarico (Berlusconi bis): ipotesi più probabile, ma che presuppone come minimo l’ appoggio esterno da parte dell’UDC o di FLI. Ammesso e non concesso che la Lega l’accetti, è uno scenario molto simile a quello già più sopra descritto (a.1)
c) Governo tecnico con l’obiettivo di traghettare il Paese a una nuova legge elettorale (ammesso e non concetto che funzioni, durerebbe ben poco).
Come che vada, l’establishment è alla ricerca disperata di una via di uscita che servirebbe in realtà solo per prendere tempo e consentire il dissolvimento del PDL in partiti e partitini minori, destinati a venire fagocitati da Bossi. Casini e Fini. Berlusconi? Il modo di salvargli il culo lo troveranno, vedrete. Nella peggiore (per lui) delle ipotesi continuerà a gestire gli affaracci suo dall’estero, magari da una dacia sul Mar Nero (Hammamet? No, già visto), atteggiandosi come al solito a esule e perseguitato politico, mentre manterrebbe (scommettiamo?) intatto il suo impero mediatico e finanziario intestandolo a figli e prestanome. Gli concederebbero insomma una immunità in cambio della sua uscita di scena.
Ma quel che più mi interessa è l’evoluzione successiva.
Assisteremo davvero all’affermarsi di un centro destra serio, europeo, davvero democratico, legalitario e liberale? Ho i miei dubbi. Dopo oltre vent’anni di sdoganamenti, il mercato elettorale del razzismo, del neofascismo e dell’evasione fiscale vale (faccio una stima) un buon 30%. Quali spazi avrebbe un centro destra serio?
Più probabile che il Terzo Polo venga a patti con la Lega. Quello che potrebbe avvenire (Dio non voglia!) è quindi lì evoluzione del berlusconismo senza Berlusconi. Rischiamo di ritrovarci le stesse facce patibolari, lo stesso razzismo, la stessa fobia antilaburista e antiecologista, di oggi, solo con qualche cautela in più sul piano della legalità e qualche figura di merda in meno sul piano della ribalta internazionale.
E un berlusconismo così rischiamo di non levarcelo di torno mai più.



