Se non ora, quando?
Oramai non c’é più alcun dubbio. Nelle retrovie del berlusconismo stanno lavorando e
bene.
Dietro le quinte del teatrino dove ballano nani e ballerine di regime appassionandoci con la farsa della fine dell’impero, i nuovi padroni delle ferriere in salsa globalizzata ci stanno apparecchiando la dittatura del nuovo millennio.
Il lavoro pesante sulle architravi della casa l’hanno fatto fare al berlusca, ora approfittano del polverone che lasciano le macerie per finire di svuotarla dei beni rimasti così da concludere il lavoro.
E già. Non c’é solo lo sconquasso delle istituzioni, la caccia alla costituzione, l’arretramento del tessuto sociale , il regime Berlusconico alle prese con la giustizia che chiede il conto al delinquente politico ormai al tramonto.
Non c’é solo l’inettitudine elevata a sistema di corruzione.
Dietro, anzi dentro, i miasmi berlusconici e la corte di nani e ballerine che vi partecipano si erge la nuova dittatura economico sociale che ha tanti svariati protagonisti, più pericolosi dello stesso pagliaccio di Arcore.
Mai come oggi il fascismo aziendale ha preso piede nella nostra repubblica. I contorni si vedono da tempo e solo chi è in mala fede non scorge il processo in corso.
Appena i fumi del berlusconismo si poggeranno a terra la fortezza fascista sarà evidente a tutti. Ma sarà troppo tardi!!!
Occorre fermarla ora, che ancora siamo in tempo.
Dobbiamo seguire l’esempio degli studenti e del movimento operaio che si schiera a difesa dei diritti con la FIOM ( vedi questa bella lettera a Fassino dell’operaio Nicola alla Benelli gru…) dobbiamo denunciare il cattivo esempio dei fautori del ma anche : stasera ho sentito un Bersani stile Veltroni che fa inorridire, a domanda semplice semplice dell’intervistatrice su Marchionne ha risposto titubando e tentennando il solito ma anche…
Non perdiamo altro tempo e chiediamo tutti insieme uno sciopero generale, ora subito.
Sciopero Generale – Se non ora quando?
28 GENNAIO CON LA FIOM !
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Giorgio Cremaschi – Liberazione 24 dicembre 2010 ( IL PANE E LE ROSE )- Susanna Camusso ha detto agli studenti che non ci sono le condizioni per lo sciopero generale. E’ una risposta assolutamente infelice e totalmente sbagliata, almeno per due ragioni di fondo. In primo luogo, se per mancanza di condizioni si intende l’assenza di motivi sufficienti per scioperare, siamo all’assurdo. Cosa deve succedere ancora? La crisi economica avanza e con essa un disegno delle caste dominanti in Italia e in Europa che propone una catastrofe sociale senza precedenti. Non c’è la ripresa e chi lavora viene costretto agli straordinari, chi ha perso il lavoro viene lasciato nella disoccupazione, cresce la precarietà soprattutto dei giovani, mentre si distrugge ciò che resta dello stato sociale. Questa è la ricetta greca che si vuole applicare un po’ alla volta in tutta Europa, non basta essa per scioperare? In Italia l’attacco ai diritti del lavoro è parte integrante della gestione reazionaria e autoritaria della crisi. E’ stato approvato il collegato lavoro, che distrugge i principi centenari del diritto del lavoro e che da solo sarebbe motivo sufficiente per uno sciopero generale. Marchionne impone che la Fiat auto esca dal contratto nazionale e addirittura che Mirafiori esca dalla Confindustria, con il solo motivo di impedire alla Fiom di partecipare alle elezioni per le rappresentanze sindacali aziendali. Questo atto di autentico fascismo aziendale sarebbe da solo motivo sufficiente per uno sciopero generale: dal 1945 a oggi mai si era così minacciata la libertà dei lavoratori italiani. E’ un autolesionismo privo di senso proporsi di fare un patto sociale con una Confindustria che o sostiene o subisce, ma comunque accetta la linea di Marchionne. (…)
E’ stato lo stesso Berlusconi, nelle sue dichiarazioni programmatiche sulla fiducia, che ha rivendicato il patto sociale come programma del suo governo. Nella scuola l’attacco ai diritti è lo stesso: la Gelmini cancella l’università pubblica e apre la via alla completa privatizzazione dell’istruzione. La richiesta di sciopero generale venuta dagli studenti dovrebbe essere motivo di gioia, e non di imbarazzo, per la Cgil. La verità è che c’è un Paese che si è rimesso in moto mentre le istituzioni politiche e sindacali, anche quelle della sinistra sono ferme, con poche eccezioni tra cui quella della Fiom. La ragione di questa staticità e incomprensione nei confronti del Paese che lotta va fatta risalire agli avverbi che usava Veltroni quando era segretario del Partito democratico. Non ci si mobilita e non ci si impegna a sufficienza quando si è vittime della nefasta sindrome del “ma anche”. Si dice di no alla Gelmini, ma ci si vuole anche alleare con quel Terzo Polo che la Gelmini ha fatto passare. Si dice che Marchionne sbaglia, ma si vuol fare anche il patto sociale con la Confindustria che lo sostiene. Si vuol stare con gli studenti, ma si vuole anche fare l’unità con Bonanni. Sono questi ma anche che paralizzano la Cgil e l’opposizione di sinistra e che hanno ridato forza a un Berlusconi. Il presidente del Consiglio oggi torna in campo con la sua insopportabile arroganza unicamente per l’inettitudine e debolezza di coloro che ha di fronte. Tutto questo sarebbe dovuto alla paura di restare isolati. Ma chi è isolato da chi? Secondo un recente sondaggio della Swg solo il 4% della popolazione italiana pensa di essere pienamente dentro il sistema e solo il 40% si sente comunque parte di esso. La maggioranza della popolazione italiana oggi si sente o parzialmente o totalmente estranea ed emarginata dal sistema, io dico dal regime, economico politico che ci governa. C’è un Paese che non ne può più e una parte sempre più vasta di esso rialza la testa. Gli applausi dei cittadadini romani alla manifestazione degli studenti sono il segno di questo cambiamento. Basta con la ricerca di legittimazioni dentro un sistema che sta distruggendo diritti e libertà, è il sistema stesso che va cambiato e per farlo bisogna unire e organizzare la forza e l’intelligenza di tutti coloro che ne sono fuori. Questo anno ci insegna che per ognuno di noi c’è una gru o un tetto, metaforico o reale, su cui salire per farsi sentire.
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Chi lotta puo’ perdere, chi non lotta ha già perso!
Adelante
Rosellina970, Torba ed Alfonso
«Caro Fassino io ho le mani indolenzite perchè tutto il giorno ho tenuto in mano una smerigliatrice da 8 kg. A te non fa male la bocca per le stronzate che dici?» Nicola, operaio alla Benelli gru, su Facebook http://www.facebook.com/nicola.loperaio
TORBA
dicembre 30, 2010 alle 21:44
attenti al populismo: neanche togliatti e Berlunguer avevano mai preso una smerigliatrice in mano
lorenzo68
dicembre 31, 2010 alle 01:25
Anche a me Fassino, del quale pure ho stima, ha lasciato perplesso. Lui dice che bisogna anche sporcarsi le mani pur di portare a casa i posti di lavoro.
Io sono più dell’idea che esistono principi che non sono negoziabili. Questa volta Fassino non mi trova d’accordo.
Dati e Fatti
dicembre 31, 2010 alle 13:23
Dalema,Fassino,Bersani,Veltroni,e altri si rendono conto queste persone che con i loro governi hanno fatto più stronzate che la democrazia cristiana,almeno stiano zitti farebbero più bella figura.
derio groppello
gennaio 1, 2011 alle 17:12
Lorenzo 68 ci consiglia di fare attenzione al populismo, e io lo ringrazio, però!!! pur essendo vero che togliatti e berlinguer non tenevano in mano una smerigliatrice, è altrettanto vero che erano più cauti nelle loro dichiarazioni in special modo quando si trattava di problemi operai. Un saluto Alessandro
ALESSANDRO
gennaio 2, 2011 alle 21:33
cominciamo a disdire le tessere della cisl e uil,poi il resto verra col tempo.
erik
gennaio 2, 2011 alle 22:33
e le pulizie chi le fa? mica penserete di far intervenire una ditta esterna?
se si potesse mettere una scopa la dove non picchia il sole… anche questo aspetto verrebbe superato. non l’hanno inserito nell’accordo?
sarà per questo che sacconi commentava che l’accordo può essere migliorato.
sputnikmac
gennaio 2, 2011 alle 22:35
un tempo si diceva: lavorare meno per lavorare tutti… oggi siamo ripiombati nell’800 dove i signorotti comandavano, sfruttavano e imbarbarivano i ceti poveri. meno male che ci sono i rappresentanti sindacali schierati a difendere le richieste dei padroni. solo la fiom non ha capito?
ars53
gennaio 2, 2011 alle 22:46
Quando una persona, una famiglia, una categoria di persone, un popolo, si trova in difficoltà, ecco che si materializzano persone pronte ad approfittare della situazione, questo è marchionne
enzodaripe
gennaio 2, 2011 alle 22:47
hanno eletto CAMUSSO per normalizzare la FIOM ma molti dimenticano che nello statuto della CGIL è scritto espressamente che non si possono fimrare accordi lesivi di diritti dei lavoratori
e le limitazioni allo sciopero ed alla malattia sono accordi lesivi
giorgiana
gennaio 3, 2011 alle 08:46
Ma non avevano detto che gli operai votano Lega perché difende i loro interessi meglio della sinistra?
Vorrei proprio capire cosa sta facendo la Lega adesso, mentre la CGIL è rimasta sola a protestare…
Dati e Fatti
gennaio 3, 2011 alle 10:37
ona delle tante sciagure del berlusconismo è quella di aver imposto una dialettica antiberlusconiana che non corrisponde a quella politica reale sinistra – destra ma le si sovrappone – solo in parte, peraltro – ed inquina la situazione talvolta mischiando confusamente gli eserciti in campo o per dirla come un tempo, le rappresentanze di classe.
Cosi’ facendo si permette che passino controriforme che meriterebbero la stessa attenzione “democratica e costituzionale” di quelle leggi ad personam che provocano molte energie ( vedi popolo viola )spesso politicamente trasersali.
Dietro le quinte della rappresentazione principale – berlusca si berlusca no – si svolge il vero conflitto, spesso sottaciuto.
Spero che presto ritorni ogni cosa a suo posto…
rosellina970
gennaio 3, 2011 alle 11:46
con cio’ non voglio sottacere l’importanza del conflitto intorno al berlusconismo ma porre in evidenza che solo ed esclusivamente attraerso il conflitto reale la sinistra ha da guadagnare anche sul fronte dell’altro conflitto
ad esempio tirando fuori qualcosa di nuovo, sia come persone che programmi, partecipando senza se e senza ma ai conflitti reali, da quello intorno al marchionismo a quello sulla istruzione pubblica e ricerca
rosellina970
gennaio 3, 2011 alle 11:50
Secondo me basterebbe un programma semplice semplice:
a) legalità, a partire dalla lotta alla mafia a tutti i livelli (in primis non ricandidando certi personaggi)
b) difesa ed anzi recupero del potere d’acquisto dei salari e dei diritti del lavoratore
c) difesa dell’ambiente e del patrimonio storico e culturale
d) promozione delle energie alternative
e) rifinanziamento dell’istruzione pubblica e della ricerca
f) lotta feroce alla grande evasione fiscale, anche attraverso una semplificazione normativa
Dati e Fatti
gennaio 3, 2011 alle 12:42
qui non si tratta più solo di menzogne e false promesse, qui siamo di fronte ad un vero delinquente che si crede impunibile e questo avviene non solo per le sue malefatte e per la sua deformazine mentale, ma anche perchè molti italiani non riescono a fare 2+2=4 e sono come abbacinati dal pagliaccio.
E’ ora di rompere l’incantesimo grazie al quale Berlusconi tiene in ostaggio questo paese e non lo si puo’ piu’ fare restando chiusi in casa
lorenzo68
gennaio 30, 2011 alle 20:35