LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse

Archivio per ottobre 2010

Una dedica speciale…

con 2 commenti

A chi ha seguito le vicende di Terzigno e Boscoreale, Boscotrecase e Trecase, guardando i Tg, pur abitando a pochi Km, morbosamente attento alle vicende di Sara e Rubi, annoiato per le cronache di 4 paesucoli senza nessun gossip, né alcun interesse mediatico.

A chi si è infastidito per i sacchetti parcheggiati sotto casa, innervosito con quei selvaggi che ne impedivano il conferimento, completamente ignaro di come si faccia la raccolta differenziata, ma molto preoccupato per qualche nomination del “Grande Fratello”.

A quei colleghi che ho tentato di interessare al problema, che non hanno mai avuto il coraggio di dirmi “Non me ne frega niente”, ma erano molto occupati a guardare i fascicoli, le scarpe o il soffitto mentre spiegavo la situazione giuridica. A loro tutta la mia stima.

A quei giornalisti, a quelle trasmissioni televisive, pur contattati da tre anni, che non hanno mai considerato un argomento interessante una discarica in un Parco Nazionale, ma che sono intervenuti in massa al primo compattatore bruciato. Senza, comunque, capire nulla della situazione.

Ai politici, di maggioranza e di opposizione, che non si sono degnati di scomodarsi dalle loro comode, calde e ricche poltrone, che ci hanno lasciati soli durante il massacro di Stato. Un grazie speciale e di cuore.

A tutti quelli che hanno sottoscritto l’accordo del 29 ottobre scorso, in buona o cattiva fede, evidenziando che quel foglio ha la validità giuridica della lettera di Totò e Peppino, che se avessero firmato Topolino, Minnie e i sette nani la situazione sarebbe rimasta identica, che la fregatura è sempre insita nella frase “tranne che in situazioni di accertata criticità” che sarà l’unica parte dell’accordo ritenuto valido ed essere posto in essere alla prima emergenzina creata ad arte (vedere Taverna del Re). Anche a loro mille grazie, per l’oculatezza delle scelte nell’accordo.

A tutti quelli precedentemente citati, dedico queste mie parole.
A quelle persone che ieri sera alla manifestazione riunitasi alla rotonda non c’era, che non ha visto i 4 paesi scendere i strada, non ha visto i bambini ed i loro meravigliosi cartelli, le donne di Acerra, i precari con i loro slogan per il lavoro e la difesa del territorio, la delegazione dei no-tav piemontesi, migliaia di persone accorse per la propria terra, con la consapevolezza di essere cittadini responsabili, consci dei propri diritti.

Io c’ero.

A tutti gli assenti ingiustificati, dico solo….peccato. Avete perso uno spaccato di civiltà e di senso di appartenenza che abbiamo da vendere.

Quando volete, ve ne trasmettiamo un po’, sicuramente ne avete bisogno!

Maria Rosaria  Esposito

Scritto da francacorradini

ottobre 31, 2010 alle 22:12

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Trova le differenze : breve storia di Caligola ( fonte Wikipedia )……

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Gaio Giulio Cesare Germanico (latino: Gaius Iulius Caesar Germanicus; Anzio, 31 agosto 12 – Roma, 24 gennaio 41) , meglio conosciuto come Gaio Cesare o Caligola, fu il terzo imperatore romano, appartenente alla dinastia giulio-claudia, e regnò dal 37 al 41.

Le fonti storiche pervenute lo hanno reso noto per la sua stravaganza, eccentricità e depravazione, tramandandone un’immagine di despota.

L’esiguità delle fonti fa comunque di Caligola il meno conosciuto di tutti gli imperatori della dinastia.

Fu assassinato da un gruppo di sue guardie.

…….omissis…..

Si pensava che Caligola avrebbe proseguito la politica del padre, Germanico, ma non fu così.

Il breve impero di Caligola fu caratterizzato da una serie di massacri nei confronti degli oppositori interni e da atti che tendevano a una continua umiliazione della classe senatoria.

Caligola si comportava in modi assai strani che lo identificavano come un “pazzo”.

Le fonti antiche vedevano in lui un esempio di “pazzia sanguinaria”

Secondo una leggenda, infatti, nominò senatore il proprio cavallo (che si chiamava Incitatus), anche se è evidente che il suo decreto di nomina esprimeva il suo totale disprezzo per il Senato che avrebbe potuto benissimo essere arricchito dalla sua bestia.

In realtà Caligola fece solo una battuta una volta dicendo che avrebbe potuto nominare il proprio cavallo come senatore, essendo questo più capace dei senatori stessi.

Altri racconti attestano che aveva frequenti attacchi d’ira.

Tacito racconta che, durante un banchetto, Caligola scoppiò a ridere improvvisamente.

Un commensale che sedeva con lui gli chiese il motivo della sua risata e Caligola rispose che stava pensando alla morte di quest’ultimo che in seguito fece uccidere.

Caligola adottò una politica di assolutismo monarchico, voleva diventare un sovrano cui si rendevano onori divini sul modello delle monarchie orientali,esasperando il noto processo di divinizzazione degli imperatori defunti.

Caligola assunse atteggiamenti autocratici e pretese che gli venisse eretto un tempio.

Egli si rese popolarissimo con elargizioni alla plebe e costosi giochi circensi.

…………………omissis………..

Stando alle fonti, Caligola, al culmine del suo regno, avrebbe voluto essere proclamato Dio.

Potrebbe trattarsi dell’ennesima manifestazione della sua follia, oppure di una subdola politica per aumentare il suo potere presso i popoli ellenistici, abituati da tempo a considerare il loro sovrano una divinità

Insomma, il tentativo religioso di un principe giovane di mantenere il potere con tutti i mezzi.

Questo, comunque, provocò molto scontento, soprattutto, presso quelle popolazioni che già avevano problemi con la semplice autorità civile di Roma senza contare quella religiosa, per esempio i Giudei, che scatenarono moti di rivolta molto pesanti………………..

per continuare a leggere andate qui

http://it.wikipedia.org/wiki/Caligola

Scritto da francacorradini

ottobre 31, 2010 alle 10:30

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dimissioni,dimissioni,dimissioni, dimissioni, dimissioni,dimissioni, dimissioni….

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Scritto da francacorradini

ottobre 30, 2010 alle 20:46

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Simone La Penna come Stefano Cucchi

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Pubblichiamo un  post su una storia di carceri e morte simile a quella di Stefano Cucchi

«Li chiamavano capricci»

Parla il padre di Simone La Penna.

di Fabio Chiusi

La droga, si sa, uccide. Ma a volte indirettamente, tramite l’inadeguatezza proprio del sistema che dovrebbe reintegrare chi ha sbagliato nella società.
È accaduto a Stefano Cucchi, incarcerato a Regina Coeli per 20 grammi di hashish nella notte tra il 15 e il 16 ottobre 2009 e morto in un letto dell’Ospedale Sandro Pertini nemmeno una settimana dopo in circostanze il cui chiarimento ha portato a ben 12 rinvii a giudizio per, tra gli altri, lesioni aggravate e abbandono d’incapace (leggi).
Negli stessi giorni e negli stessi luoghi un altro detenuto, finito dietro le sbarre sempre per una storia di droga, lottava contro la morte. Questa volta non ci sono di mezzo le percosse, ma un’accusa di reiterate negligenze da parte di medici, infermieri e guardie che ricorda il calvario patito da Cucchi. Che tuttavia non è durato giorni, ma mesi.
È la tragica vicenda di Simone La Penna, 32 anni, passato dai domiciliari al carcere per detenzione di stupefacenti il 27 gennaio 2009 e deceduto per un infarto dovuto a denutrizione il 26 novembre dello stesso anno. Dopo un precedente ricovero al Pertini, sempre per infarto, quando oramai pesava poco più di 40 chili, cioè circa 35 in meno rispetto al peso d’ingresso.
Solo il 26 ottobre si è venuto a sapere che la procura di Roma sta indagando sulle responsabilità dei sei tra medici e infermieri del carcere romano, accusati di omicidio colposo (leggi). Ma il padre di Simone, Massimo La Penna, non ha bisogno di attendere il verdetto della giustizia. E, raggiunto da Lettera43.it, afferma: «Mio figlio è stato vittima di un incredibile accanimento giudiziario e del menefreghismo totale di chi avrebbe dovuto curarlo».

Domanda: Perché suo figlio è finito in carcere?
Risposta: Simone era già agli arresti domiciliari per un residuo di pena su una storia di droga precedente. Da lì è stato mandato in carcere, prima a Viterbo e poi a Regina Coeli, sulla base di intercettazioni telefoniche e ambientali, per delle telefonate che ha fatto ai suoi amici. Secondo loro questo ragazzo spostava quintali interi, ma in due anni di indagini non hanno mai trovato niente.
D: Eppure gli era stato imputato il reato di detenzione di stupefacenti…
R: Non sono mai riusciti a fermarlo con un grammo di cocaina o un pezzo di fumo. E comunque anche in questo caso si parla di quantità irrisorie, non di spaccio internazionale.
D: A ogni modo a gennaio è stato incarcerato e a novembre è morto.
R: Sì, si è lasciato andare. Hanno detto che lui poteva farsi benissimo il carcere. Hanno detto che era “compatibile con il regime carcerario”. Invece è andato in depressione, forse perché gli mancava la figlia, che non ha nemmeno tre anni. Così ha perso 35 chili in pochi mesi.
D: Soffriva di anoressia nervosa?
R: Sì, il problema si è riacutizzato con quest’ultima detenzione. Ma ne aveva sofferto già anni addietro, quando finì in carcere per un’altra storia di droga.
D: E come è stato curato?

Continua qui

Scritto da laconoscenzarendeliberi

ottobre 28, 2010 alle 00:21

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Chi è, dunque, che ci ha resi “figli di un Dio minore”?

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di Maria Rosaria Esposito

Una bandiera italiana bruciata, cori di indignazione e di disapprovazione. Nessuno approfondisce, nessuno riflette, nessuno si chiede e ci chiede “perché?”.
Parliamo allora di uguaglianza nei doveri e nei diritti.

Parliamo di una stessa Costituzione, una stessa legislazione nazionale, parliamo di “certezza del diritto”.

Vediamo “chi discrimina chi”, da dove parte la volontà di farci diventare esseri alieni, sottosviluppati e avulsi dalla società civile.

Ritorniamo alla nostra leggina speciale, la 123/2008, che tanto viene sbandierata come foriera di un miracolo inventato per i media.

1) Obbligo di impermeabilizzazione delle discariche – DEROGATO- le discariche possono essere costruite in assenza di materiale artificiale posta sopra la barriera geologica.

2) Codice degli appalti pubblici – DEROGATO- gli appalti possono essere affidati a trattativa privata.

3) Obbligo di trattamento speciale per sostanze pericolose. – DEROGATO – viene permesso di depositare in discarica ceneri pesanti, scorie, ceneri leggere, fanghi industriali, rifiuti organici non differenziati in maniera corretta, sostanze corrosive, carburanti e infiammabili…

4) Obbligo di presentare documentazione attestante che il rifiuto è conforme ai criteri di ammissibilità stabiliti con decreto dal Ministero dell’Ambiente – DEROGATO -

5) Obbligo di controllo da parte di chi gestisce la discarica della documentazione relativa ai rifiuti e di verificarne la conformità, di effettuare ispezioni visive prima e dopo lo scarico – DEROGATO-

6) Obbligo di controllo preventivo della Corte dei Conti sulla legittimità degli atti – DEROGATO-

7) Tribunale precostituito per legge (Giudice naturale) DEROGATO- i termini per proporre ricorso giurisdizionale (SOLO AL TAR E DEL LAZIO) sono di 30 giorni anziché i 60 previsti per legge; il TAR può conoscere tanto di interessi legittimi (legittimità dell’azione amministrativa) quanto di diritti soggettivi (diritto alla salute, ad un ambiente salubre…) e soprattutto, un eventuale accoglimento del ricorso proposto NON PUO’ COMPORTARE IL BLOCCO DELL’OPERA, ma, eventualmente, legittimare il ricorrente ad un’azione risarcitoria.

Ho scelto nel mazzo, potrei continuare ancora per molto.

Alla luce di tutte le storture di cui sopra, è legittimo chiedersi, ma la bandiera italiana, per il popolo vesuviano, ha un significato profondo o è un semplice pezzo di stoffa con tre colori a casaccio?

Qual è, in questo momento storico, l’unico senso di appartenenza, quello che dà valore e significato alla lotta, alla protesta.
Solo ed esclusivamente l’attaccamento alla nostra Terra, ad ogni singola pietra di lapillo, ad ogni masso di pietra lavica. Non è stata bruciata una bandiera, ci è stata tolta e con violenza, il diritto di cittadinanza, l’uguaglianza davanti la Costituzione, davanti alla legge.

Chi è, dunque, che ci ha resi “figli di un Dio minore”?

Scritto da francacorradini

ottobre 27, 2010 alle 18:01

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Una denuncia partita da Facebook

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In queste ore stanno circolando, quasi in modo incontrollato,  notizie su perquisizioni  e fermi di polizia a Terzigno.

Messaggi di cittadini, di giovani che arrivano alla rinfusa.

Ecco la prima conferma.

 

TERZIGNO, LA DENUNCIA DEI MANIFESTANTI: “PERQUISIZIONI IN CASA”

La denuncia, partita da Facebook, è stata confermata a CNRmedia dai manifestanti. “Le forze dell’ordine stanno perquisendo le nostre case, senza mandato. Sfruttano l’articolo 41 sul possesso di armi e droga per intimidirci”. Dalla questura di Napoli confermano le perquisizioni  parlando però di “operazioni di routine” 

Si presentano a casa e perquisiscono tutto, creando dei problemi con i genitori e con le mogli”. Con queste parole ai microfoni di CNRmedia un manifestante di Terzigno denuncia l’operato delle forze dell’ordine che starebbero perquisendo le case di alcuni manifestanti in base all’articolo 41, quello relativo al possesso di armi e droga.

“L’articolo 41 – spiega ancora il manifestante – è un metodo usato dalla polizia quando vuole entrarti in casa, perché non ha bisogno di alcun mandato. Ti perquisiscono alla ricerca di armi e droga e se non trovano nulla ti rilasciano un foglio con gli estremi della perquisizione e l’esito negativo. Altrimenti ti arrestano”.Fino a questo momento, sempre secondo i cittadini anti-discarica, tutte le perquisizioni sono state negative. “Stiamo parlando di persone senza precedenti, completamente incensurate. Sono stati perquisiti circa quindici giovani manifestanti: qualcuno è stato rilasciato immediatamente, altri sono stati portati in questura di Napoli per poi essere liberato senza che sia stato trovato nulla”.

 

continua qui
http://www.cnrmedia.com/notizia/newsid/12398/terzigno-la-denuncia-dei-manifestanti-perquisizioni-in-casa.aspx

 

 

TERZIGNO, LA DENUNCIA DEI MANIFESTANTI: “PERQUISIZIONI IN CASA”

Notizia del Giorno  

La denuncia, partita da Facebook, è stata confermata a CNRmedia dai manifestanti. “Le forze dell’ordine stanno perquisendo le nostre case, senza mandato. Sfruttano l’articolo 41 sul possesso di armi e droga per intimidirci”. Dalla questura di Napoli confermano le perquisizioni  parlando però di “operazioni di routine”

“Si presentano a casa e perquisiscono tutto, creando dei problemi con i genitori e con le mogli”. Con queste parole ai microfoni di CNRmedia un manifestante di Terzigno denuncia l’operato delle forze dell’ordine che starebbero perquisendo le case di alcuni manifestanti in base all’articolo 41, quello relativo al possesso di armi e droga.  

“L’articolo 41 – spiega ancora il manifestante – è un metodo usato dalla polizia quando vuole entrarti in casa, perché non ha bisogno di alcun mandato. Ti perquisiscono alla ricerca di armi e droga e se non trovano nulla ti rilasciano un foglio con gli estremi della perquisizione e l’esito negativo. Altrimenti ti arrestano”.

Fino a questo momento, sempre secondo i cittadini anti-discarica, tutte le perquisizioni sono state negative. “Stiamo parlando di persone senza precedenti, completamente incensurate. Sono stati perquisiti circa quindici giovani manifestanti: qualcuno è stato rilasciato immediatamente, altri sono stati portati in questura di Napoli per poi essere liberato senza che sia stato trovato nulla”.

TERZIGNO, LA DENUNCIA DEI MANIFESTANTI: “PERQUISIZIONI IN CASA”

Notizia del Giorno 

La denuncia, partita da Facebook, è stata confermata a CNRmedia dai manifestanti. “Le forze dell’ordine stanno perquisendo le nostre case, senza mandato. Sfruttano l’articolo 41 sul possesso di armi e droga per intimidirci”. Dalla questura di Napoli confermano le perquisizioni  parlando però di “operazioni di routine”

“Si presentano a casa e perquisiscono tutto, creando dei problemi con i genitori e con le mogli”. Con queste parole ai microfoni di CNRmedia un manifestante di Terzigno denuncia l’operato delle forze dell’ordine che starebbero perquisendo le case di alcuni manifestanti in base all’articolo 41, quello relativo al possesso di armi e droga. 

“L’articolo 41 – spiega ancora il manifestante – è un metodo usato dalla polizia quando vuole entrarti in casa, perché non ha bisogno di alcun mandato. Ti perquisiscono alla ricerca di armi e droga e se non trovano nulla ti rilasciano un foglio con gli estremi della perquisizione e l’esito negativo. Altrimenti ti arrestano”.

Fino a questo momento, sempre secondo i cittadini anti-discarica, tutte le perquisizioni sono state negative. “Stiamo parlando di persone senza precedenti, completamente incensurate. Sono stati perquisiti circa quindici giovani manifestanti: qualcuno è stato rilasciato immediatamente, altri sono stati portati in questura di Napoli per poi essere liberato senza che sia stato trovato nulla”.

 

Scritto da francacorradini

ottobre 26, 2010 alle 20:16

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Prove tecniche di sinistra in movimento…ovvero “anche l’operaio vuole il figlio dottore”

con 20 commenti

Lo dico con chiarezza a me stessa ed a tutti coloro che sono interessati. C’é un momento per le analisi, poi viene la sintesi. Sono anni che stiamo aspettando una breccia, anche solo un piccolo pertugio per far rinascere la sinistra come opposizione politica, per riannodare i fili con la società e con le persone vere ed in carne ed ossa.

Fino ad ora è stato l’antiberlusconismo come fenomeno civico, costituzionale a farla da padrone nell’opposizione. E siccome il senso civico nel nostro paese è debole, poco strutturato, quasi residuale siamo stati costrettii a subire scenari di palazzo e lotte di potere, tutt’ora in corso. Mi riferisco a Fini  , Montezemolo e cose simili. Rispetto a queste soluzioni la sinistra si è posta in un ruolo distaccato e subalterno, alla finestra guardando gli altri protagonisti muoversi.

O magari qualcuno dei peggiori fra costoro plaudendo al nuovo uomo forte legato a Confindustria, come se per i lavoratori fosse meglio avere uno di costoro a governare sul serio, piuttosto che il pagliaccio a far finta di comandare…

Lo stesso fenomeno viola non si occupa delle reali contraddizioni sociali ed economiche ma si muove nel solco dell’approccio civico di cui sopra, insufficiente.

Ma ora c’é una novità  che viene dal mondo del lavoro, il quale sotto attacco in maniera formidabile e quasi terminale , non si piega, alza la testa e crea nuove condizioni politiche. E spinge inequivocailmente verso un grande sciopero generale.

Ancora una volta, come già nel 94-95, tocca alla Cgil il ruolo improprio di organizzare e porsi alla testa del popolo di opposizione. E, come allora, sarà questa spinta dal basso a mandare a casa Berlusconi e i suoi scherani. Malgrado le incertezze e gli inciuci del Pd.

La spallata che i sindacati diedero allora al governo Berlusconi contro il suo progetto di riforma previdenziale ancora  fa male alla destra, basta leggere le cronache dell’epoca http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/07/03/berlusconi-al-sindacato-uniti-contro-il.html ed i suoi tentativi successivi, peraltro in parte riusciti, di dividere il sindacato e renderlo in gran parte mansueto e disponibile.

Berlusconi quindi conosce bene la forza della piazza e del malcontento sociale e la teme ( Maroni ha infatti tentato di esorcizzarne l’efficacia e provocarne le tensioni) ma quelli che paiono temerla ancor di più del nano di Arcore sono coloro che dovrebbero essere alla testa dell’opposizione. Mi riferisco ai dirigenti del PD.

Questa finta opposizione del PD, che tremebonda, conduce la propria vita politica nell’ombra dei se e dei ma, condizionata da una classe dirigente inetta e complice del berlusconismo.

Come tanti anni fa furono i movimenti a scuotere l’elefantiaco corpaccione del PCI, a permettere alla sua base di trascinarlo a calci nel sedere verso le ( poche ) conquiste di civiltà e di diritto avute nel nostro paese, così oggi  occorre riprendere a calci nel sedere ciò che rimane del PCI, ovvero il PD suo erede e d indurlo ad appoggiare la FIOM , sì da ricreare le condizioni per una opposizione politica e di classe.

Per qualcuno poco avvezzo che equivocasse ( forse mediolungo? ), con il termine classe non mi riferisco allo stile, ma alla classe in senso marxiano del termine.

La lotta di classe esiste ancora: la conducono i padroni contro i nuovi schiavi

Il 16 ottobre è stato la   rispos­ta all’attacco ai diritti consolidati dei lavo­ratori che ha raggiunto il suo apice a Pomigliano, dove Marchionne e la Fiat hanno deciso di rimettere in chiaro che loro sono i padroni e, dunque, i lavoratori sono servi. Occorre prendere consapevolezza di ciò ed organizzarsi di conseguenza. Non continuare a balbettare tenendo conto un pò degli interessi degli operai, ma anche dei padroni come Marchionne!

Anche perchè, come è stato già rilevato, la breccia di Pomigliano serve per far cadere tutto subito dopo. Vedi la disdetta del contrastto nazionale fatta dalla Federmeccanioca.E’ la crepa che apre la voragine.

Occorre chiuderla subito, immediatamente e con forza.

L’opposizione sociale e politica

A Roma c’era l’Italia dei diritti negati, non solo i metalmelmeccanici della Fiom: c’erano donne e uomini, ragazze e ragazzi, operai e pensionati, impiegati e disoccupati, precari e studenti, insegnanti e immigrati.

E questi ultimi non erano certo i temibili stranieri annunciati dal ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni, «infiltrati» tra i manifestanti e pronti a creare disordini e violenze. No, né black bloc né fanatici islamici di Al Quaeda, solo cittadini stranieri che rivendicavano diritti. Pacificamente. Non c’è riuscito, Maroni, con la sua in­timidazione, a tenere a casa le persone ed a far esplodere le tensioni. Abbiamo respinto le sue intimidazioni, la sua meschina strategia della tensione.

E che il suo fosse solo un tentativo di inti­midire le masse è risultato subito evidente dalla rilassatezza di tutte le forze dell’ordine comandate a vigilare sulla sicu­rezza del corteo: non c’era nessuno in tenu­ta antisommossa, nè il numero ed altri atteggiamenti sono sembrati spropositati.

È stata una manifestazione enorma nella quantità ( per un corteo dei metalmeccanici così partecipato occorre tornare agli anni ’70, ma in questo caso si tratta della FIOM da sola) e nella qualità, perchè in questo frangente è stato chiaro a tutti che il popolo della sinistra si è rimesso in moto, in modo pacifico e determinato.

E lo ha dimostrato. Dando sostanza ed urgenza alle analisi dei soggetti che si muovono a sinistra, dettandogli l’agenda e provocandone le reazioni ( vedi Vendola al suo congresso di ieri ).

Ma anche conferendo così un maggiore peso specifico alle pro­prie rivendicazioni nei confronti del Gov­erno e di Confindustria: democrazia, diritti, dignità, lavoro, contratto erano le parole d’ordine degli operai, ma accanto a queste, fra queste, c’erano anche le richieste che arrivano dal mondo della scuola e dell’università, cioè delle istituzioni che dovrebbero formare i cittadini e le future classi dirigenti ma che, invece, sono state trasformate in potenziali “fabbriche” d’ignoranza di massa, in ossequio al prin­cipio enunciato in tv, durante la campagna elettorale del 2006, da Berlusconi durante l’unico faccia a faccia con Prodi: «Voi siete convinti che il figlio dell’operaio debba avere le stesse opportunità del figlio del professionista».

Insomma l’operaio vuole il figlio dottore, non c’è più morale, Contessa, cantava a tal proposito un sarcastico Paolo Pietrangeli nel lontano 1966.

SU FACEBOOK VERSO LO SCIOPERO GENERALE: DOPO IL 16 OTTOBRE CI VUOLE LO SCIOPERO GENERALE. BASTA CHIACCHIERE. BLOCCHIAMO IL PAESE. PER I DIRITTI, PER IL LAVORO, PER LA DEMOCRAZIA.

Rosellina970

Scritto da rosellina970

ottobre 25, 2010 alle 17:59

Terzigno boccia i sei punti di Bertolaso; ecco i motivi del rifiuto ( di Roberta Lemma )

con un commento

Ecco il protocollo di Intesa che Bertolaso, su incarico di Berlusconi, ha presentato, ieri, ai sindaci vesuviani chiedendogli la firma.

LE PARTI CONCORDANO LA SEGUENTE INTESA

  1. sospensione dei conferimenti in cava Sari dalla data odierna per 3 giorni onde consentire la copertura con terreno adeguato, nonché l’avvio di prelievi tecnici necessari per gli accertamenti di natura sanitaria e ambientali disposti dalle istituzioni; alle attività di prelievo dei campioni ed all’analisi dei risultati partecipano tecnici individuati dagli enti locali interessati;
  2. successivamente a detta sospensione, in attesa degli esiti degli accertamenti di cui sopra potranno conferire in cava sari i comuni dell’area vesuviana (zona rossa), fino ad esaurimento della stessa, tranne che in situazioni di accertata criticità;
  3. relativamente a cava Vitello ogni determinazione circa l’apertura è sospesa a tempo indeterminato, per conseguire ottimali condizioni di compatibilità ambientale e sanitaria del contesto, nell’ottica della migliore tutela della salute e dell’ambiente;
  4. contestualmente è consentita la partecipazione degli enti locali interessati e dei rappresentati dei cittadini ad un tavolo tecnico con le istituzioni, per la formulazione di proposte utili alle attività istruttorie e propedeutiche alla definizione del piano rifiuti;
  5. ci si impegna ad avviare in consiglio regionale un approfondimento sul piano rifiuti, compresa la definizione degli ambiti;
  6. si sospendono con effetto immediato tutte le manifestazioni di protesta anche allo scopo di consentire la corretta attuazione delle misure sopra previste.

continua qui :

http://www.robertalemma.storiepoesie.it/articoli/terzigno-boccia-i-sei-punti-di-bertolaso-ecco-i-motivi-del-rifiuto

Scritto da francacorradini

ottobre 24, 2010 alle 20:27

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LA PAURA FA : TERZIGNO…. ( di Paolo Papillo )

con 4 commenti

Berlusconi ne parla perché costretto…..
Il Pd ne stà alla larga perché non sia mai a prendere posizione su una vicenda delicata e pericolosa….
Bossi non manda a Terzigno le milizie padane, sta a vedere che rischiano di non tornare indietro….
Di Pietro e alle prese con Calderoli….
Bonanni e Angeletti, hanno altro per la testa ; sono impegnati a compiacere confindustria
Epifani obbligato dai fischi della piazza dichiara uno sciopero che non farà e la Fiom sola lascerà , non sia mai contraddire Bersani che è segretario di un partito di governo, così dice lui, che non si è accorto di stare all’opposizione….
Santoro e Travaglio in televisione parlano di televisione…
Fazio e Saviano aspettano Benigni che bontà sua viene gratis…faremo una colletta per il rimborso spese…
E QUESTI SOPRA ELENCATI SONO QUELLI CHE DOVREBBERO TIRARE FUORI IL PAESE DALLA MELMA BERLUSCONIANA ?
ma mi facciano il piacere….
Gli abitanti di Terzigno abbandonati alla loro disperazione… i fieri pastori sardi lottano duramente per salvare il diritto ad un esistenza dignitosa…..
I cittadini dell’Aquila terremotati nell’esistenza e nell’animo dal duo BERLUSCONI-BERTOLASO con contorno di escort massaggianti…
I giovani studenti disperati capiscono che grazie a questo governo e al menefreghismo di TUTTA la classe dirigente non avranno futuro perché non avranno scuole…
Più di mezzo milione di persone in piazza con la FIOM arrabbiate ma ancora “pacifiche” aspettano e sperano in uno scatto d’orgoglio dalla CGIL, ma non succederà…
Tra poco si parte anche con la TAV e il PD piemontese per non venire meno al trend vigliacco del partito nazionale lascia sole le popolazioni della Val Susa…
Dulcis in fundo ; bello verrà quando si sapranno i luoghi dove ubicare le centrali nucleari, non basteranno Maroni e Mantovano o Ignazio con i suoi soldatini a spegnere i fuochi di rivolta…..
Si mi fa piacere tanto peggio tanto meglio….nessuno dei personaggi citati ha la capacità , il carisma e soprattutto la volontà di cambiare le cose.
Solo una lotta DISPERATA potrà fare emergere una nuova realtà, il sistema è MARCIO nella sua totalità .
Che fare ; presenza fisica , RESISTENZA DEMOCRATICAMENTE FISICA , non saranno gli “Anno Zero ” o i Saviano che cacceranno i neofascisti berlusconiani dalla stanza dei bottoni…..anzi , pur volendogli riconoscere la buona fede MI DOMANDO E VI DOMANDO , perché questi dissidenti non sono mai, o quasi mai, al fianco di chi soffre e chi lotta ? troppo comodo fare la rivoluzione dagli ovattati studi televisivi e con conti a sei zeri….
Per quel che mi riguarda non faccio sconti a nessuno men che meno ai “presunti” amici….
SE NON VOGLIAMO ESSERE COMPLICI DI QUESTI FARABUTTI AL POTERE E DEI LORO VIGLIACCHI E FALSI AVVERSARI, DOBBIAMO ESSERE AL FIANCO DEGLI ABITANTI DI TERZIGNO
DEI CORAGGIOSI NO TAV E NO DAL MOLIN, DEI LAVORATORI IN LOTTA DEI PRECARI DELLA SCUOLA , DEI DISOCCUPATI DI CHI NON CE LA FA’ PIU’.
AFFANCULO LA TELEVISIONE TUTTA, AFFANCULO IL PARLAMENTO DEI NOMINATI.
SEMPRE IN PIAZZA A FIANCO DI CHI SI BATTE PER LA DIGNITA’ DI NOI TUTTI.

P.S. chi non si mobilità, chi pensa ancora di dialogare con quella parte dell’Italia a cui non frega un cazzo di quello che avviene fuori dal proprio salotto di casa, con la tv accesa 24 ore su 24, E’ UN VIGLIACCO !

dal blog ; http://informazionedalbasso.myblog.it/

Scritto da francacorradini

ottobre 23, 2010 alle 20:20

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Terzigno : ritrovati lacrimogeni Gas CS scaduti, sparati contro i vesuviani

con 5 commenti

Attenzione: ritrovati a terzigno lacrimogeni Gas CS sparati contro i vesuviani, dalla confezione risultano scaduti.
Come possiamo segnalarli alle autorità competenti?
Il composto reagisce con l’umidità della pelle r con il liquido lacrimale causando una sensazione di bruciore e provocando la chiusura immediata delle palpebre. In aggiunta si può avere una forte lacrimazione, perdita di muco dal naso, bruciore nelle
zone nasali e della gola, e talvolta sensazioni di disorientamento, vertigini e respiro affannoso. In dosi massicce può indurre tosse e vomito.
Un individuo che viene a contatto con il CS, oltre agli effetti lacrimogeni, può presentare una dermatite da contatto.
Gli studi di ricerca mostrano che la maggior parte degli effetti sono a breve termine, ma alcuni riportano leggeri strascichi addirittura
dopo mesi.
Benché classificata come un’arma non letale per il controllo delle rivolte, sono stati dimostrati alcuni effetti potenzialmente tossici.
Oltre a danneggiare pericolosamente i polmoni, il CS può nuocere gravemente al cuore e al fegato
(   dalla bacheca di ROBERTA LEMMA )

Scritto da francacorradini

ottobre 23, 2010 alle 19:01

Pubblicato in politica

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