Popolo viola o popolino di paraculetti?
C’è qualcosa che non va nel popolo viola.
Discussioni interminabili, temi come il lavoro dimenticati, fighetteria e snobismo a raffica, capi e capetti o sedicenti tali che si disputano una rappresentatività che avrebbe dovuto rimanere orizzontale, spesso appaiono nei media persone che sono salite sul carro dopo il successo del 5 dicembre.
Capita di ascoltare con tristezza e rispetto lettere come questa.
Arrivederci, amici miei
pubblicata da Anna Cassandra Porta il giorno martedì 14 settembre 2010 alle ore 21.27
Arrivederci, amici miei vecchi e nuovi.
Questi dieci ultimi mesi della mia vita nel Popolo Viola sono stati esaltanti, a tratti nevrotici, ma mi hanno regalato tanti bellissimi momenti di cui serberò un magico ricordo.
Il mio percorso al vostro fianco finisce definitivamente oggi,.
So perfettamente di averlo detto altre volte e potrei a questo punto non essere più credibile, come nella favola di Pierino e il lupo, ma stavolta la mia decisione è veramente irrevocabile.
Ho letto attentamente le argomentazioni di Mario e, alla luce di quanto avviene ormai da troppo tempo, sia sul piano nazionale che sul piano locale, mi ci ritrovo in pieno nelle sue considerazioni.
Non ho più voglia di percorrere questo sentiero “viola” che poi viola non è.
Non ho più voglia di cercare di costruire, anche se nel nostro piccolo, un movimento “veramente orizzontale”, come era nelle rivendicazioni iniziali, poi tradite da quasi tutti i protagonisti di questo movimento.
Ho purtroppo constatato che nell’indole umana, specialmente italiana, si ha bisogno di un leader, di un capo, di qualcuno che decida per te perché non si vuole avere nessuna responsabilità di nessuna azione né pensiero.
L’italiano, in fondo, ha bisogno di delegare le proprie responsabilità a qualcuno, per poi inevitabilmente criticare le scelte operate da quel qualcuno a cui ha affidato la sua delega.
La mia indole, i miei principi morali, i miei ideali, la mia vita personale non sono questi.
Sarò sempre una sconfitta alla ricerca di questo ideale, ma almeno la mia coscienza sarà a posto.
Non sono mai scesa a compromessi con niente e con nessuno, non voglio farlo neanche adesso, per uno stupido colore che, in fondo, a me non è mai realmente piaciuto: il viola.
Sono contenta di aver conosciuto in questi mesi delle bellissime persone, che, se vorranno, rimarranno mie amiche, ma da oggi in poi la mia strada si separa definitivamente dalla strada del Popolo Viola..
Con affetto
Anna
Oppure con sentimenti opposti capita di ascoltare gente come tale Silvia Bartolini campionessa del nulla che avanza, una vecchia paraculetta che sale sul carro senza sapere nulla e solo per apparire
ascoltate
Il vecchio nano malato sta per cadere, sta per autoribaltarsi sotto il peso di enormi contraddizioni, e noi siamo qui a combattere con i soliti giochini di potere ( basti pensare anche ciò che accade nel PD o tra Ferrero e Vendola ) senza essere così in grado di sbatterlo giù noi come popolo, ma solo di guardare come viene fatto fuori da chi a suo tempo lo ha messo lì dove sta.
Ce lo siamo meritato tutto questo quindicennio di scempio…
Rosellina970
rosy questi dubbi ti fanno onore perchè ci hai creduto fin dall’inizio insieme a Franca
crazyhorse70
settembre 15, 2010 alle 23:57
del resto dove ci sono due di sinistra ci sono 5 partiti e sette frazioni
mi pare un male antico, rosy
alfredocantera
settembre 16, 2010 alle 00:49
La lettera di Anna mette tristezza.
Il suo spirito genuino va recuperato con un percorso nuovo.
eleuteriopagano
settembre 16, 2010 alle 20:47
Direi che si tratta di un fenomeno ormai storico di immaturità politica
Anna si dice felice di…”aver conosciuto persone meravigliose” ,ma vede il bicchiere mezzo vuoto e prende per suo riferimento i soliti teorici che con le parole sanno solo masturbarsi all’infinito
Naturalmente ha un grosso peso la scelta egoistica di rinchiudersi in se stessa chiudendo occhi ed orecchie e piangere sulle amare sorti della sinistra,ed ora dei viola, e a commentare con disgusto le ormai ventennali uscite del Cavaliere, che a sua volta vede il suo impero sgretolarsi inesorabilmente.
La contraddizione sembra essere su QUANTO siamo disposti a fare per (ri)conquistarci la democrazia
mario s
settembre 16, 2010 alle 23:36
Mario, come ti ho anche spiegato per mail, io lascio non per immaturità politica, ma per schifo verso un movimento che poteva e doveva essere diverso e non si differenzia minimamente da colui e coloro che vogliamo combattere.
Lascio perch+ mi voglio bene e sulla mia lapide non scriveranno “Morì per il Popolo Viola”.
Anna
settembre 17, 2010 alle 09:52
[...] Lo stesso fenomeno viola non si occupa delle reali contraddizioni sociali ed economiche ma si muove nel solco dell’approccio civico di cui sopra, insufficiente. [...]
Prove tecniche di sinistra in movimento…ovvero “anche l’operaio vuole il figlio dottore” « LA CONOSCENZA RENDE LIBERI
ottobre 25, 2010 alle 18:02