LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse

Archivio per luglio 2010

Il nano ed il gigante: colpi di coda del regime…

con 21 commenti

Non entro in merito alle polemiche sulla figura di Gianfranco Fini, ho già detto quel che penso e non intendo ritornarci su.

Come previsto da tempo il centrodestra continua la parabola discendente ed anzi in questi giorni imbocca l’ultima curva prima dell’implosione,  dilaniato dalle proprie  contraddizioni interne nonché dalla  lenta ma inesorabile presa di coscienza  del proprio elettorato che le promesse per cui è stato eletto non verranno mantenute.

Anche loro, persino loro, hanno capito che se il loro duce gentile fosse colpevole anche solo di un decimo di quanto gli venga contestato, sarebbe comunque troppo , anche per loro. Anche l’elettore fedele del nano alla fine ha uno stomaco, molto alla fine, ma ce l’ha…

Promesse mantenute? Nenache una : tasse aumentate, disoccupazione dilagante, finta lotta alla mafia ( in realtà molte concessioni ) crisi economica che morde le famiglie e che viene pagata dai soliti noti con ritenuta alla fonte, povertà ed ineguaglianze sociali da record, rendite parassitarie intoccate ed anzi garantite.

Inoltre corruzione, leggi ad personam – od al massimo ad personas, le diverse cricche affaristico – mafiose di cui il cainano si circonda e che nutre -  attacchi selvaggi alle altre istituzioni, specialmente la magistratura, verità scomode e fragorose sulle origini di certe fortune e di certi partiti che cominciano a venire a galla…

La stessa Lega si è dimostrata tutt’altro che immune dei vizi italici di cui accusava gli altri partiti ed anzi li ha esercitati in modo, se possibile, peggiore.

Insomma un clima da basso impero, da regolamento dei conti fra bande di fuorilegge: il peggior governo della storia d’Italia ha imboccato finalmente l’ultima curva…

Ma occorre essere vigili ed attenti : molti danni sono stati fatti alla casa comune ed agli italiani, ma molti e peggiori si possono fare nei prossimi mesi prima della fine, quando il cinghialone ferito, certo dell’esito infausto,  cercherà di garantirsi una uscita più che onorevole altrimenti minacciando sconquassi tipo “muoia Sansone con tutti i filistei”.

Prepariamoci a difendere quel che resta di questo simulacro di democrazia, cerchiamo di intervenire per quel che è possibile nelle scelte del come e quando e con chi  iniziare il trapasso.

Non sarà facile ed una idea malsana dei comportamenti delle destre l’ha data l’infame riferimento del delinquente di Arcore a Pertini , quando lo ha citato come prova di un precedente di dimissioni del Presidente della Camera.

Come si permettono questi cialtroni di citare ad esempio un uomo politico che se fosse stato vivente ed avesse avuto un  qualche ruolo politico avrebbe impedito l’avvento del megacialtrone?

Ma conoscono la storia di Pertini questi decerebrati delinquenziali?

Come può il nano malefico accostarsi ad un gigante vero della storia?

Altro sintomo delle manovre eversive del nano, una volta cacciato Fini coi suoi numerosi fans, è la richiesta di ieri formulata da tale Costa – pdl – affinchè venga calendarizzato al più presto il Processo Breve finora messo in un binario morto…l’ossessione dei giudici riprende, forse in vista di qualche decisione autunnale poco favorevole?

In autunno ci sarà il conto alla rovescia e dovremmo essere vigili ed uniti per quei giorni, non mi stupirei se tentassero qualcosa che assomigli anche vagamente ad un colpo di stato, magari in forme nuove ed imprevedibili.

Ecco perchè  aderisco all’invito di Franca all’unità di tutte le forze democratiche contro i neofascisti al governo che potrebbero tentare di tutto.

Ecco l’appello di Franca Corradini.

Rosellina970

Tavolo di coordinamento delle forze democratiche

Oggi più che mai è necessario essere uniti.

Questo tavolo nasce da una riflessione.
Molti di noi hanno gioito al distacco di Fini .
Ora Berlusconi ha campo libero per fare un governo che il giornale ” Il fatto ” giustamente definisce “GOVERNO GOMORRA”.

Probabilmente il governo sarà , più di una volta,in difficoltà con i numeri.
Inizia un periodo difficile ed io credo, molto pericoloso.

Berlusconi potrebbe tentare il tutto per tutto per non abbandonare la nave.
Quindi mi ripeto : oggi più che mai è necessario essere uniti, dobbiamo stare in guardia da eventuali pericolosi colpi di coda dell’animale ferito.

Rivolgo un caldo invito a tutti, singoli cittadini, forze democratiche, movimenti, gruppi FB affinchè si siedano a questo tavolo per concertare iniziative comuni lasciando in disparte ogni frizione, ogni diatriba,differenze ideologiche/politiche/culturali, ogni elemento di divisione.
Non dobbiamo disperdere energie nè in discussioni nè in miriade di iniziative.
Concertiamo iniziative comuni che possano avere il massimo dell’efficacia.

Tutti si possono iscrivere, i gruppi e i movimenti possono delegare nominativi affinchè vengano nominati amministratori con pari dignità con gli altri.

Perchè l’immagine di Pertini ?
Perchè Pertini è il simbolo della politica con le mani pulite, perchè Pertini è universalmente riconosciuto come politico retto e baluardo della democrazia vera.
Non lasciamo che B. ne sporchi il ricordo usandolo nelle sue vomitevoli citazioni.

Uniti nel nome di Pertini !

Franca Corradini

LA PRIMA INIZIATIVA DEL TAVOLO
Arezzo 18 settembre 2010

Proveremo a ragionare sul da farsi, ad organizzarci in modo unitario su un programma comune semplice e condiviso. Arezzo, in questo senso, ha già dato prova di maturità politica in varie occasioni da gennaio in poi ed è per questo che sarà il luogo naturale per un convegno il prossimo 18 settembre , sede ed orario da definire( http://www.facebook.com/event.php?eid=130235670353632&ref=mf ).

Sono invitate tutte le forze democratiche aretine e non solo.


Scritto da rosellina970

luglio 31, 2010 alle 18:15

Finalmente cacciato fuori le mura il cavallo di troia della sinistra…

con 5 commenti

Ecco l’intervento del compagno Fini dopo essere stato cacciato via dal PDL.

Ieri sera in due ore, senza poter esprimere le mie ragioni, sono stato di fatto espulso dal partito che ho contribuito a fondare perché ritenuto colpevole di, e leggo il documento che é stato approvato ieri sera, “stillicido di distinguo o contarietà nei confronti del governo, critica demolitoria alle decisioni del partito, attacco sistematico al ruolo e alla figura del premier“, inoltre avrei “costantemente formulato orientamenti” perfino, pensate che misfatto, “proposte di legge che confliggono con il programma elettorale“.

La concezione non propriamente liberale della democrazia che l’onorevole Berlusconi dimostra di avere, emerge anche dall’invito a dimettermi perché, sempre parole del documento, “allo stato è venuta meno la fiducia del Pdl nei confronti del ruolo di garanzia di presidente della Camera indicato dalla maggioranza che ha vinto le elezioni“.

Il resto dell’intervento lo leggete qui

Il tono lamentoso dello sconfitto è di estremo godimento per chi come me ne aveva indicato lo squallore ormai da tempo.

Era ora che Silvio Berlusconi rompesse gli indugi e tagliasse via il ramo secco dall’ albero delle libertà.

Eppure aveva dovuto sorbirsi un infinito via vai di colombe, ultimo Ferrara, che gli diagnosticavano sventure inenarrabili se si fosse deciso a recidere il rapporto con “er caghetta”.

E già perchè questo è il soprannome che i camerati di un tempo avevano affibbiato a Fini per sottolineare il suo coraggio nelle occasioni di tensione coi rossi della capitale.

Insomma il solito colpo di genio del premier che fidandosi del proprio istinto e facendosi forze del rapporto carismatico e fiduciario con gli italiani, ha deciso di spargigliare una situazione pericolosa di lenta asfissia, chiarendola e rischiarandola con la luce della semplice evidenza dei fatti.

Gianfranco Fini è da tempo fuori dal PDL ed anche dai valori della destra su tutto un insieme di questioni che è inutile ripetere; la sua deriva radficaleggiante lo ha portato ormai ad essere il vero leader dell’opposizione al governo e solo l’ipocrisia levantina dei media di regime ( a proposito : grande Minzolini nella sua ricostruzione sincera degli avvenimenti sul TG1…) ha potuto fino ad ora ammantarlo come un martire della libertà.

Piuttosto se avesse la dignità che pochi gli riconoscono, dovrebbe lasciare lo scranno più alto della Camera e scendere nella lotta politica alla luce del sole, ma er caghetta non lo farà mai, infischiandosene così per l’ennesima volta  della volontà dei suoi elettori, che lo hanno votato come uomo di destra e se lo ritrovano a sinistra…

Il tragitto del premier è invece limpido e preciso: se e quando i numeri verranno meno si andrà a votare.

Punto e basta.

Mediolungo

Scritto da mediolungo

luglio 30, 2010 alle 20:59

Pubblicato in berlusconi, cacciata di Fini, fini, politica

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Detenuto sconta la pena…. nel corpo del reato……….

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Senza commenti, non servono……………

Ecco il detenuto Balducci

di Gianluca Di Feo

Il capo della cricca è agli arresti domiciliari. Sapete dove? Nella sua megavilla con piscina di Montepulciano. Quella che secondo i pm è la prova della corruzione. Ristrutturata gratis dall’imprenditore Anemone

(29 luglio 2010)  Ci sono privilegi che sembrano resistere a tutto, come se fossero indistruttibili.

E finora non si era mai visto un detenuto che si gode il corpo del reato.

Non un recluso qualsiasi, ma Angelo Balducci: l’uomo accusato di avere creato e diretto la cricca che per un decennio ha pilotato tutti i grandi appalti d’Italia, dal Giubileo al G8. Quelle che vedete qui sono le foto degli arresti domiciliari di Balducci. Il tribunale di Roma lo ha scarcerato il 12 luglio, concedendogli di restare in custodia cautelare nella sua dimora di Montepulciano.

continua sull’Espresso

Scritto da francacorradini

luglio 30, 2010 alle 17:39

Pubblicato in politica

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Fini e Berlusconi: le coliche finali…

con 14 commenti

ROMA - Non espulsione, ma dura censura politica, deferimento ai probiviri e «sospensione» per alcuni mesi (da tre a sei) dal Popolo della libertà, in attesa di un ravvedimento dei «ribelli». Poi si vedrà. Questa l’indicazione che emerge da alcune indiscrezioni dall’ufficio di presidenza del Pdl, che è stato convocato alle 19 dopo che, nel pomeriggio, si era svolto a Palazzo Grazioli il vertice tra Berlusconi e lo stato maggiore del partito, per fare il punto della situazione. Italo Bocchino, Carmelo Briguglio e Fabio Granata saranno deferiti al collegio dei probiviri. Questo, a quanto si apprende, è stato comunicato dai coordinatori del Pdl (Bondi, Verdini e La Russa) ai partecipanti all’ufficio di presidenza. Il provvedimento è contenuto in un allegato al documento politico che il vertice sta esaminando.

DOCUMENTO – «Non ci sono più le condizioni per restare nella stessa casa». Questo sarebbe l’inizio del documento nel quale Fini, Bocchino, Granata e Briguglio verrebbero considerati «politicamente» fuori dal Popolo della libertà dalle cui posizioni si sono troppo discostati. Ma il documento, dicono le fonti, sarebbe suscettibile di modifiche fino all’ultimo momento utile e probabilmente anche nel corso dell’ufficio di presidenza (di cui lo stesso Bocchino fa parte). Rilevante sarebbe il passaggio contenuto nel testo del documento, riferiscono fonti del partito, in cui si rileva che Fini e alcuni dei suoi non sono più «politicamente vicini al Pdl».

VIE LEGALI – La via della sospensione sarebbe meno rischiosa rispetto all’ipotesi di una espulsione. In quest’ultimo caso, infatti, Fini potrebbe ricorrere alle vie legali, appellandosi al giudice ordinario, sulla base dell’articolo 700 del Codice di procedura civile. Il presidente della Camera ha rivelato il progetto ad alcuni dei suoi. Il piano al momento resta l’ultima risorsa, ma metterebbe il Pdl nelle mani della magistratura. L’ex leader di An potrebbe infatti chiedere ai giudici il reintegro immediato degli esponenti sospesi dal partito. «Avrebbe anche buone possibilità di riuscita», ammette una fonte parlamentare del partito. Il ricorso avrebbe conseguenze politiche devastanti. «Un ricorso provocherebbe ulteriori danni di immagine», dice un deputato berlusconiano.

LA TREGUA RIFIUTATA – La scelta della sospensione arriva dopo una notte insonne e di passione tra mercoledì e giovedì alla fine della quale, dopo un lungo confronto al quale ha preso parte anche Giuliano Ferrara, Berlusconi ha spiegato che l’offerta di tregua di Gianfranco Fini, «resettiamo tutto e onoriamo l’impegno con gli italiani» (avanzata attraverso un’intervista a Il Foglio, appunto) è arrivata troppo tardi, fuori tempo massimo. Così, nel vertice durato oltre quattro ore a Palazzo Grazioli, il premier e gli altri partecipanti, secondo quanto riferito da diversi presenti, non hanno fatto che ribadire la posizione già assunta mercoledì mattina e messa nero su bianco in nottata in un duro documento di censura politica nei confronti del cofondatore del Pdl considerato ormai da tempo lontano dalla linea del partito.

I FINIANI SI ORGANIZZANO – Ovviamente i finiani non sono rimasti a guardare, anzi stanno organizzando gruppi autonomi sia alla Camera che al Senato e in entrambi i rami del Parlamento avrebbero i numeri sufficienti per farlo. Tutto però resta in sospeso in attesa di conoscere il testo definitivo della «scomunica».

Dovremmo trepidare per questi onumcoli che per sete di potere si “ravvedono” e fanno la guerra al loro sultano , infallibile fino a qualche mese fa?

Dovremmo continuare a farci distrarre sapientemente dai problemi del paese, primo fra tutti quello economico-fjnanziario per cui si é scelto di far pagare la crisi sempre ai soliti noti?

Tutto questo mentre Marchionne produce nuove formule contrattuali iperliberiste ( niente malattia nè rappresentanza sindacale) da far ingurgitare ai sindacati di regime ( a parte la FIOM ) ben allineati e coperti dietro Tremonti, gentaglia che per sedere in un consiglio di anmministrazione venderebbero la madre, figurati i loro iscritti .

Intanto fanno passare leggi bavaglio contro i blogger ( a proposito firmate gli appelli ) con l’aiuto di una finiana come la Bongiorno e continuano a far ammazzare i soldati italiani in Afghanistan per difendere i loro investimenti illeciti ed oscuri.

Ed il PD che fa? Si impegna in una fondamentale battaglia di principio per la democrazia: come impedire a Vendola di prendere potere nella sinistra…mentre il più grande responsabile dell’avvento di Berlusconi, D’Alema, trova il tempo ed il fiato anche per attaccare gli operai che si assentano un po’ troppo…

In conclusione non sò a voi ma a me non me ne può fregare di meno di questa falsa diatriba tra i fondatori della destra più eversiva , antidemocratica e padronale della storia di questo paese, una querelle che invece  pare far faville nei salotto democratici degli aspiranti sconfitti.

Appassionatevi pure ma almeno ritiratevi a far politica nei vostri salotti e toglietevi dalle ovaie…

Rosellina970

Scritto da rosellina970

luglio 29, 2010 alle 21:39

bandane,cappellacci e cappellini

con 3 commenti

Tema: “l’attuazione del federalismo fiscale.Problemi e  prospettive”.

Sede scelta: Centro Congressi di Forte Village a  Santa  Margherita di Pula (con otto alberghi del Gruppo  Marcegaglia  che gestisce anche, per 30 anni, Centro Congressi e  maxi    albergo de La Maddalena con 400.000 euro annui di ICI  versati dalla regione Sardegna in gentile omaggio del  duo  Berlu-Berto).

Data del congresso: 18/19 settembre 2009.

Costi sostenuti: 134.372,75 €. Chi ha pagato? 50.000 la  Regione Sardegna; 75.000 certo Flavio Carboni grande  tessitore, attualmente domiciliato a Regina Coeli a  spese dello Stato.

Gli altri 10.000 €., serviti come cauzione, depositati da  un altro  attuale inquilino di Regina Celi, certo Pasquale  Lombardi,  tesoriere del Centro Studi Giuridici per  l’integrazione  europea “Diritti e libertà”.

Una due giorni che il già celebre Flavio Carboni ed  i  suoi …soci avevano preparato per estendere i  tentacoli  della P3 su governatori e magistrati.

Loggia che doveva influire sugli appalti dell’eolico, fare  pressioni sui  magistrati della Corte Costituzionale in vista del  Lodo Alfano, e influire su altri versanti politici e  giudiziari. Insomma la ragione sociale della Ditta era  aperta ad idee nuove. Nell’elenco degli ospiti della due giorni figurano  giudici,  politici, personalità del mondo universitario e  dell’imprenditoria. Tra essi Alfonso Marra presidente  della Corte d’Appello di Milano, il sottosegretario Giacomo Caliendo, l’avvocato Pecorella.

E poi Ugo Capellaci, che per  “attenuare” la gravità del fatto si autodefinirà  “BABBEO”,  ma che prima aveva scritto al responsabile degli  Affari  Regionali “si ritiene fondamentale a partecipazione  di  questa Amministrazione all’iniziativa” ed esprime  parere  favorevole all’accoglimento della richiesta di  contributo regionale.

Arriva Formigoni e il povero Bassolino che deve ritornare tempestivamente a Napoli per contribuire al solito miracolo di San Gennaro, viene prelevato e riportato indietro con aereo personale.

Alla fine il soggiorno degli ospiti costerà 47.000 €., per trasferimenti e servizi congressuali 18.000, ristorazione, 16.000, spese aeree 46.000, infine 6.500 €. per pubblicare gli atti.

I PM romani pensano che la due giorni sia servita per tessere relazioni utili alla nuova cricca. Cosa sia accaduto realmente lo sapremo alla fine dell’inchiesta. Il povero Carboni ha precisato “quelle giornate mi erano sembrate noiosissime, ma incontrare le persone e avere rapporti  con gente importante è una cosa che mi interessa, mi interessa, mi interessa sempre, non certo però per finalizzare questa attività verso reati.” Chiaro.

Berlusconi ci ha invece spiegato che il PDL e lui stesso sono al centro di un forsennato attacco mediatico. Ti pareva che i comunisti avrebbero perduto l’occasione?

mario s

Tema: "l'attuazione del federalismo fiscale.Problemi e
> prospettive".
> > Sede scelta: Centro Congressi di Forte Village a
> Santa
> > Margherita di Pula (con otto alberghi del Gruppo
> Marcegaglia
> > che gestisce anche, per 30 anni, Centro Congressi e
> maxi
> > albergo de La Maddalena con 400.000 euro annui di ICI
> > versati dalla regione Sardegna in gentile omaggio del
> duo
> > Berlu-Berto).
> > Data del congresso: 18/19 settembre 2009.
> > Costi sostenuti: 134.372,75 €. Chi ha pagato? 
> 50.000 la
> > Regione Sardegna; 75.000 certo Flavio Carboni grande
> > tessitore, attualmente domiciliato a Regina Celi a
> spese dello Stato.
> Gli altri !0.000 €., serviti come cauzione, depositati da
> un altro
> > attuale inquilino di Regina Celi, certo Pasquale
> Lombardi,
> > tesoriere del Centro Studi Giuridici per
> l'integrazione
> > europea "Diritti e libertà".
> > Una due giorni che il già celebre Flavio Carboni ed
> i
> > suoi ...soci avevano preparato per estendere i
> tentacoli
> > della P3 su governatori e magistrati.
> Loggia che doveva influire sugli appalti dell'eolico, fare
> pressioni sui
> > magistrati della Corte  Costituzionale in vista del
> > Lodo Alfano, e influire su altri versanti politici e
> > giudiziari. Insomma la ragione sociale della Ditta era
> aperta ad idee nuove.
> > Nell'elenco degli ospiti della due giorni figurano
> giudici,
> > politici, personalità del mondo universitario e
> > dell'imprenditoria. Tra essi Alfonso Marra presidente
> della
> > Corte d'Appello di Milano, il sottosegretario Giacomo
> > Caliendo, l'avvocato Pecorella. E poi Ugo Capellaci,
> che per
> > "attenuare" la gravità del fatto si autodefinirà
> "BABBEO",
> > ma che prima aveva scritto al responsabile degli
> Affari
> > Regionali "si ritiene fondamentale a partecipazione
> di
> > questa Amministrazione all'iniziativa" ed esprime
> parere
> > favorevole all'accoglimento della richiesta di
> contributo
> > regionale.
> > Arriva Formigoni e il povero Bassolino che deve
> ritornare
> > tempestivament a Napoli per contribuire al solito
> miracolo di
> > San Gennaro, viene prelevato e riportato indietro con
> aereo
> > personale.
> > Alla fine il soggiorno degli ospiti costerà 47.000
> €.,
> > per trasferimenti e servizi congressuali 18.000,
> > ristorazione, 16.000, spese aeree 46.000, infine 6.500
> €.
> > per pubblicare gli atti.
> > I PM romani pensano che la due giorni sia servita per
> > tessere relazioni utili alla nuova cricca. Cosa sia
> accaduto
> > realmente lo sapremo alla fine dell'inchiesta. Il
> povero
> > Carboni ha precisato "quelle giornate mi erano
> sembrate
> > noiosissime, ma incontrare le persone e avere rapporti
> con
> > gente importante è una cosa che mi interessa, mi
> interessa,
> > mi interessa sempre, non certo però per finalizzare
> questa
> > attività verso reati."   Chiaro.
> Berlusconi ci ha invece spiegato che il PDL e lui stesso
> sono al centro di un forsennato attacco mediatico. Ti pareva
> che i comunisti avrebbero perduto l'occasione?
> mario s
Tema: "l'attuazione del federalismo fiscale.Problemi e

> prospettive".

> > Sede scelta: Centro Congressi di Forte Village a

> Santa

> > Margherita di Pula (con otto alberghi del Gruppo

> Marcegaglia

> > che gestisce anche, per 30 anni, Centro Congressi e

> maxi

> > albergo de La Maddalena con 400.000 euro annui di ICI

> > versati dalla regione Sardegna in gentile omaggio del

> duo

> > Berlu-Berto).

> > Data del congresso: 18/19 settembre 2009.

> > Costi sostenuti: 134.372,75 €. Chi ha pagato?

> 50.000 la

> > Regione Sardegna; 75.000 certo Flavio Carboni grande

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> spese dello Stato.

> Gli altri !0.000 €., serviti come cauzione, depositati da

> un altro

> > attuale inquilino di Regina Celi, certo Pasquale

> Lombardi,

> > tesoriere del Centro Studi Giuridici per

> l'integrazione

> > europea "Diritti e libertà".

> > Una due giorni che il già celebre Flavio Carboni ed

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> > suoi ...soci avevano preparato per estendere i

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> > della P3 su governatori e magistrati.

> Loggia che doveva influire sugli appalti dell'eolico, fare

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> > magistrati della Corte  Costituzionale in vista del

> > Lodo Alfano, e influire su altri versanti politici e

> > giudiziari. Insomma la ragione sociale della Ditta era

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> > Nell'elenco degli ospiti della due giorni figurano

> giudici,

> > politici, personalità del mondo universitario e

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> > "attenuare" la gravità del fatto si autodefinirà

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> > Regionali "si ritiene fondamentale a partecipazione

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> > Arriva Formigoni e il povero Bassolino che deve

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> > tempestivament a Napoli per contribuire al solito

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> > San Gennaro, viene prelevato e riportato indietro con

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> > personale.

> > Alla fine il soggiorno degli ospiti costerà 47.000

> €.,

> > per trasferimenti e servizi congressuali 18.000,

> > ristorazione, 16.000, spese aeree 46.000, infine 6.500

> €.

> > per pubblicare gli atti.

> > I PM romani pensano che la due giorni sia servita per

> > tessere relazioni utili alla nuova cricca. Cosa sia

> accaduto

> > realmente lo sapremo alla fine dell'inchiesta. Il

> povero

> > Carboni ha precisato "quelle giornate mi erano

> sembrate noiosissime, ma incontrare le persone e avere rapporti

> con gente importante è una cosa che mi interessa, mi

> interessa,

> > mi interessa sempre, non certo però per finalizzare

> questa

> > attività verso reati."   Chiaro.

> Berlusconi ci ha invece spiegato che il PDL e lui stesso

> sono al centro di un forsennato attacco mediatico. Ti pareva

> che i comunisti avrebbero perduto l'occasione?

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> prospettive".
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> > albergo de La Maddalena con 400.000 euro annui di ICI
> > versati dalla regione Sardegna in gentile omaggio del
> duo
> > Berlu-Berto).
> > Data del congresso: 18/19 settembre 2009.
> > Costi sostenuti: 134.372,75 €. Chi ha pagato? 
> 50.000 la
> > Regione Sardegna; 75.000 certo Flavio Carboni grande
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> Gli altri !0.000 €., serviti come cauzione, depositati da
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> > tesoriere del Centro Studi Giuridici per
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> > Una due giorni che il già celebre Flavio Carboni ed
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> > della P3 su governatori e magistrati.
> Loggia che doveva influire sugli appalti dell'eolico, fare
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> > Lodo Alfano, e influire su altri versanti politici e
> > giudiziari. Insomma la ragione sociale della Ditta era
> aperta ad idee nuove.
> > Nell'elenco degli ospiti della due giorni figurano
> giudici,
> > politici, personalità del mondo universitario e
> > dell'imprenditoria. Tra essi Alfonso Marra presidente
> della
> > Corte d'Appello di Milano, il sottosegretario Giacomo
> > Caliendo, l'avvocato Pecorella. E poi Ugo Capellaci,
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> > "attenuare" la gravità del fatto si autodefinirà
> "BABBEO",
> > ma che prima aveva scritto al responsabile degli
> Affari
> > Regionali "si ritiene fondamentale a partecipazione
> di
> > questa Amministrazione all'iniziativa" ed esprime
> parere
> > favorevole all'accoglimento della richiesta di
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> > regionale.
> > Arriva Formigoni e il povero Bassolino che deve
> ritornare
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> miracolo di
> > San Gennaro, viene prelevato e riportato indietro con
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> > Alla fine il soggiorno degli ospiti costerà 47.000
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> > per pubblicare gli atti.
> > I PM romani pensano che la due giorni sia servita per
> > tessere relazioni utili alla nuova cricca. Cosa sia
> accaduto
> > realmente lo sapremo alla fine dell'inchiesta. Il
> povero
> > Carboni ha precisato "quelle giornate mi erano
> sembrate
> > noiosissime, ma incontrare le persone e avere rapporti
> con
> > gente importante è una cosa che mi interessa, mi
> interessa,
> > mi interessa sempre, non certo però per finalizzare
> questa
> > attività verso reati."   Chiaro.
> Berlusconi ci ha invece spiegato che il PDL e lui stesso
> sono al centro di un forsennato attacco mediatico. Ti pareva
> che i comunisti avrebbero perduto l'occasione?
> mario s
Tema: "l'attuazione del federalismo fiscale.Problemi e
> prospettive".
> > Sede scelta: Centro Congressi di Forte Village a
> Santa
> > Margherita di Pula (con otto alberghi del Gruppo
> Marcegaglia
> > che gestisce anche, per 30 anni, Centro Congressi e
> maxi
> > albergo de La Maddalena con 400.000 euro annui di ICI
> > versati dalla regione Sardegna in gentile omaggio del
> duo
> > Berlu-Berto).
> > Data del congresso: 18/19 settembre 2009.
> > Costi sostenuti: 134.372,75 €. Chi ha pagato? 
> 50.000 la
> > Regione Sardegna; 75.000 certo Flavio Carboni grande
> > tessitore, attualmente domiciliato a Regina Celi a
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> Gli altri !0.000 €., serviti come cauzione, depositati da
> un altro
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> > tesoriere del Centro Studi Giuridici per
> l'integrazione
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> > Una due giorni che il già celebre Flavio Carboni ed
> i
> > suoi ...soci avevano preparato per estendere i
> tentacoli
> > della P3 su governatori e magistrati.
> Loggia che doveva influire sugli appalti dell'eolico, fare
> pressioni sui
> > magistrati della Corte  Costituzionale in vista del
> > Lodo Alfano, e influire su altri versanti politici e
> > giudiziari. Insomma la ragione sociale della Ditta era
> aperta ad idee nuove.
> > Nell'elenco degli ospiti della due giorni figurano
> giudici,
> > politici, personalità del mondo universitario e
> > dell'imprenditoria. Tra essi Alfonso Marra presidente
> della
> > Corte d'Appello di Milano, il sottosegretario Giacomo
> > Caliendo, l'avvocato Pecorella. E poi Ugo Capellaci,
> che per
> > "attenuare" la gravità del fatto si autodefinirà
> "BABBEO",
> > ma che prima aveva scritto al responsabile degli
> Affari
> > Regionali "si ritiene fondamentale a partecipazione
> di
> > questa Amministrazione all'iniziativa" ed esprime
> parere
> > favorevole all'accoglimento della richiesta di
> contributo
> > regionale.
> > Arriva Formigoni e il povero Bassolino che deve
> ritornare
> > tempestivament a Napoli per contribuire al solito
> miracolo di
> > San Gennaro, viene prelevato e riportato indietro con
> aereo
> > personale.
> > Alla fine il soggiorno degli ospiti costerà 47.000
> €.,
> > per trasferimenti e servizi congressuali 18.000,
> > ristorazione, 16.000, spese aeree 46.000, infine 6.500
> €.
> > per pubblicare gli atti.
> > I PM romani pensano che la due giorni sia servita per
> > tessere relazioni utili alla nuova cricca. Cosa sia
> accaduto
> > realmente lo sapremo alla fine dell'inchiesta. Il
> povero
> > Carboni ha precisato "quelle giornate mi erano
> sembrate
> > noiosissime, ma incontrare le persone e avere rapporti
> con
> > gente importante è una cosa che mi interessa, mi
> interessa,
> > mi interessa sempre, non certo però per finalizzare
> questa
> > attività verso reati."   Chiaro.
> Berlusconi ci ha invece spiegato che il PDL e lui stesso
> sono al centro di un forsennato attacco mediatico. Ti pareva
> che i comunisti avrebbero perduto l'occasione?
> mario s

Scritto da francacorradini

luglio 27, 2010 alle 17:25

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No legge bavaglio alla rete

con 2 commenti

L’appello.

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Al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini
Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, On. Giulia Bongiorno
Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati
A tutti i Deputati

La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel Palazzo.
La declaratoria di inammissibilità di tali emendamenti volti a circoscrivere l’indiscriminata, illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa, infatti, minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento.
Tra i tanti primati negativi che l’Italia si avvia a conquistare, grazie al disegno di legge, sul versante della libertà di informazione, la scelta dell’On. Bongiorno rischia di aggiungerne uno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un blogger rischia più di un giornalista ma ha meno libertà.
Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – esattamente come se fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12.500 euro, infatti, significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poteri economici e politici.
Si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l’informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l’unica – forma di attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino, secondo il quale “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”.
Occorre scongiurare il rischio che tale scenario si produca e, dunque, reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame in Assemblea, permettendo la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati. L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire un diritto fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini siano costretti a rinunciarvi.

Guido Scorza, Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione

Vittorio Zambardino, Scene Digitali

Alessandro Gilioli, Piovono Rane

Arianna Ciccone, Festival Internazionale del Giornalismo e Valigia Blu

Filippo Rossi, direttore Ffwebmagazine e Caffeina Magazine

Fabio Chiusi, Il Nichilista

Daniele Sensi, L’AntiComunitarista

Wil Nonleggerlo, Nonleggere QuestoBlog

Scritto da francacorradini

luglio 23, 2010 alle 18:33

Pubblicato in informazione

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IL COISP ASSALTA IL VIMINALE PER CHIEDERE LE DIMISSIONI DI MARONI

con 2 commenti

Sarà un “assalto” in piena regola, certamente pacifico ma carico di rabbia e indignazione, quello che i poliziotti del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, porteranno domani mattina alle ore 10.00, armati di volantini, al Palazzo del Viminale, per chiedere le immediate dimissioni del Ministro dell’Interno Maroni. Il palazzo del Ministero sarà invaso dal frastuono delle vuvuzelas, mentre nel piazzale le ormai famose sagome dei poliziotti pugnalati alle spalle serviranno a ricordare il grave tradimento del Governo nei confronti delle Forze dell’Ordine e dei cittadini. “L’attuale maggioranza in campagna elettorale non ha fatto che promettere un impegno straordinario e prioritario sul versante della Sicurezza – commenta il Segretario Generale Franco Maccari -, promesse che sono state clamorosamente tradite una volta conquistato il potere”. “Il Governo – spiega Maccari – anziché combattere il crimine, sembra avere cambiato schieramento: ha girato i cannoni e si è messo a sparare contro le Forze dell’Ordine! Questo è dimostrato dai provvedimenti legislativi che mettono i bastoni tra le ruote alle Forze di Polizia, ma soprattutto è evidente il continuo taglio dei viveri a chi deve garantire la sicurezza del territorio e il contrasto alla criminalità: con l’ultima Finanziaria l’intero Comparto Sicurezza viene messo in ginocchio, mentre si tenta di illudere e tenere buoni i cittadini con l’aria fritta, ad esempio con le divise a passeggio nei centri storici delle città o le ronde fallite miseramente sul nascere”. Conclude il leader del COISP: “E’ davvero triste essere costretti a manifestare per chiedere al Governo di tutelare gli uomini in divisa, di garantire loro dignitose condizioni di lavoro, ma soprattutto di condividere con loro l’orgoglio di rappresentare e difendere le Istituzioni italiane!”.

Sempre domani, il COISP parteciperà, insieme alle altre organizzazioni sindacali del Comparto Sicurezza-Difesa e dei Vigili del Fuoco, alla grande manifestazione organizzata in piazza Montecitorio che porterà in piazza la rabbia e l’indignazione di tutti quegli uomini e quelle donne che quotidianamente garantiscono la sicurezza e la difesa del Paese, anche a sacrificio della propria vita, ricevendo in cambio dal Governo soltanto umiliazioni e mortificazioni. Sarà l’ultimo appello dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine, che scenderanno in piazza listati a lutto, ai deputati, affinché determinino un’inversione di rotta e il cambio del testo della manovra Finanziaria per scongiurare la morte del comparto Sicurezza-Difesa.

Siamo alla resa dei conti: il governo che nella storia ha fatto più promesse sulla sicurezza e che meno le ha mantenute è chiamato a rispondere davanti a chi esegue la funzione di sicurezza tutti i giorni.

Speriamo che la gente capisca e che stia con noi per difendere questo paese.

Lorenzo68

Scritto da laconoscenzarendeliberi

luglio 20, 2010 alle 22:46

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Sindacato Indipendente di Polizia :domani mattina armati di volantini,davanti al Viminale,chiederanno le immediate dimissioni del Ministro dell’Interno Maroni.

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Sarà un “assalto” in piena regola, certamente pacifico ma carico di rabbia e indignazione, quello che i poliziotti del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, porteranno domani mattina alle ore 10.00, armati di volantini, al Palazzo del Viminale, per chiedere le immediate dimissioni del Ministro dell’Interno Maroni.

Il palazzo del Ministero sarà invaso dal frastuono delle vuvuzelas, mentre nel piazzale le ormai famose sagome dei poliziotti pugnalati alle spalle serviranno a ricordare il grave tradimento del Governo nei confronti delle Forze dell’Ordine e dei cittadini.

“L’attuale maggioranza in campagna elettorale non ha fatto che promettere un impegno straordinario e prioritario sul versante della Sicurezza – commenta il Segretario Generale Franco Maccari -, promesse che sono state clamorosamente tradite una volta conquistato il potere”.

“Il Governo – spiega Maccari – anziché combattere il crimine, sembra avere cambiato schieramento: ha girato i cannoni e si è messo a sparare contro le Forze dell’Ordine! Questo è dimostrato dai provvedimenti legislativi che mettono i bastoni tra le ruote alle Forze di Polizia, ma soprattutto è evidente il continuo taglio dei viveri a chi deve garantire la sicurezza del territorio e il contrasto alla criminalità: con l’ultima Finanziaria l’intero Comparto Sicurezza viene messo in ginocchio, mentre si tenta di illudere e tenere buoni i cittadini con l’aria fritta, ad esempio con le divise a passeggio nei centri storici delle città o le ronde fallite miseramente sul nascere”. Conclude il leader del COISP: “E’ davvero triste essere costretti a manifestare per chiedere al Governo di tutelare gli uomini in divisa, di garantire loro dignitose condizioni di lavoro, ma soprattutto di condividere con loro l’orgoglio di rappresentare e difendere le Istituzioni italiane!”.

Sempre domani, il COISP parteciperà, insieme alle altre organizzazioni sindacali del Comparto Sicurezza-Difesa e dei Vigili del Fuoco, alla grande manifestazione organizzata in piazza Montecitorio che porterà in piazza la rabbia e l’indignazione di tutti quegli uomini e quelle donne che quotidianamente garantiscono la sicurezza e la difesa del Paese, anche a sacrificio della propria vita, ricevendo in cambio dal Governo soltanto umiliazioni e mortificazioni.
Sarà l’ultimo appello dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine, che scenderanno in piazza listati a lutto, ai deputati, affinché determinino un’inversione di rotta e il cambio del testo della manovra Finanziaria per scongiurare la morte del comparto Sicurezza-Difesa.

COMUNICATO STAMPA COISP DEL 20 LUGLIO 2010

Scritto da francacorradini

luglio 20, 2010 alle 19:50

Pubblicato in politica

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L’inganno del G20

con 4 commenti

Il G20, segnato dalle divergenze tra Usa ed Europa, ha deluso dopo aver annunciato decisioni esibite come promesse di rinnovamento, smentite puntualmente dai fatti. Il vertice ha respinto persino le proposte minime sulla regolamentazione dei mercati e la tassa sulle banche. Un esito che i commenti della stampa hanno definito scoraggiante: “Un summit che avremmo potuto benissimo risparmiarci”, è la sentenza senza appello di vari quotidiani europei. Dunque, il summit ha svelato l’ennesimo inganno pompato con finalità pragmatiche, almeno stando alle dichiarazioni di principio.

Al di là delle buone intenzioni (si sa che “la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”) che impressionano solo gli spettatori ingenui e tendenzialmente creduloni, a chi per indole e formazione è sempre vigile, non è sfuggito il carattere capzioso dietro cui si ripara una mistificazione che inganna la buona fede della gente. Il summit doveva patrocinare un disegno volto a riabilitare un sistema economico di rapina e sfruttamento imposto a miliardi di esseri umani, piombato in una grave crisi strutturale che ha causato un crollo verticale dei consensi. E’ dunque inevitabile dubitare del valore di simili iniziative che servono al massimo a rimuovere i sensi di colpa dell’occidente e ad alimentare le illusioni della gente. Occorre rifuggire dalle facili suggestioni create dai mass-media, denunciando la natura ipocrita di operazioni spacciate come attestati di amicizia e fraternità universale, mentre in realtà approfittano delle speranze dei popoli.

Ormai anche i bambini sanno che i vertici del G20 perseguono solo gli interessi di quel 20% di parassiti che consumano oltre l’80% del reddito prodotto dall’intero genere umano. Non è un caso che l’immenso fiume di denaro devoluto negli anni scorsi ai paesi poveri sia solo servito a rimpinguare le tasche dei ceti dirigenti dei paesi poveri e delle oligarchie finanziarie dei paesi ricchi, grazie agli interessi usurai o alla vendita di armi. Se da un lato si ostenta a chiacchiere la volontà di annullare il debito che affoga i paesi africani, che non potrà mai essere estinto poiché solo gli interessi stanno letteralmente strozzando quei popoli, dall’altro lato i proclami retorici coprono nuove liberalizzazioni economiche. Ma quale strozzino ha mai estinto spontaneamente il debito contratto dalle sue vittime? Nessuno. Eppure, siamo pronti a credere che ciò possa accadere agli usurai della finanza globale, solo perché lo hanno annunciato in Tv i capi di stato del G20.

Dopo il crollo del muro di Berlino e  la dissoluzione del blocco filo-sovietico, gli USA si sono ritrovati ad essere l’unica superpotenza militare  sulla scena globale, per cui hanno assunto il ruolo di gendarmeria mondiale, esautorando l’ONU e arrogandosi l’esercizio esclusivo della forza e del diritto internazionale, mentre sul piano commerciale sono emerse nuove rivalità tra i colossi del mercato  mondiale: Usa, Europa, Giappone, Cina e India, i principali protagonisti del nuovo assetto mondiale. Negli anni ’90 i centri nevralgici del potere decisionale si sono spostati in quelle sedi di natura sovranazionale, cioè il WTO, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, i summit del G8, ecc.

L’avvento del nuovo millennio ha visto la nascita del cosiddetto “popolo di Seattle”, un movimento eterogeneo di rivolta anticapitalista che ha avviato un ciclo di lotte di massa a livello internazionale, il cui apice è stato raggiunto in occasione del G8 di Genova nel luglio 2001. In quella circostanza la reazione del potere, messo in discussione e turbato dalle folle che si contaminavano e  contestavano il modello di società imposto dalla “globalizzazione neoliberista”, progettando “un altro mondo possibile”, propugnando esperienze di autogestione politica in alternativa al verticismo delle oligarchie finanziarie, non tardò a manifestarsi in modo irrazionale, svelando la natura criminale e antidemocratica del nuovo assetto incarnato dai capi di stato del G8.

Nella fase iniziale la reazione proruppe in atti di brutalità poliziesca, condannati dall’opinione pubblica e denunciati dal movimento tramite fotografie e filmati autoprodotti, testimonianze e inchieste di controinformazione, per cui la fase seguente ha visto un salto di qualità dell’azione repressiva. Fu a quel punto che intervenne il disastro dell’11 settembre, fornendo un alibi usato scientificamente per evocare e legittimare uno stato di “guerra preventiva e permanente” contro il terrorismo globale.

L’apparente dicotomia “terrorismo/guerra” ha avvolto una mostruosa riedizione della “strategia della tensione” su scala planetaria: “destabilizzare per stabilizzare”, cioè preservare l’ordine mondiale con il terrore. In effetti, da quel momento la parabola ascendente del movimento no global ha subito un brusco rallentamento, fino ad arrestarsi, per riprendere vigore nel 2007, in occasione del G8 di Rostock, in Germania.

Questo  sistema di potere sovranazionale è ormai sprofondato in una crisi durevole, sul piano sia economico che ideologico. Il processo discendente è in atto da anni, benché non sia così evidente agli occhi delle persone più superficiali, plagiate dalle manipolazioni delle informazioni. L’opinione pubblica è in gran parte formata da una propaganda ingannevole e tendenziosa che i mezzi di comunicazione di massa operano quotidianamente, occultando la realtà delle cose. Tuttavia, le contraddizioni latenti, insite nel nuovo assetto globale, sono destinate ad acuirsi e ad esplodere, investendo anzitutto le istituzioni più tradizionali, cioè gli ordinamenti parlamentari borghesi, ma anche le strutture sovra-nazionali a partire dai vertici del G8 e del WTO, innescando un ciclo conflittuale in grado di scatenare una rottura critica del sistema su scala globale.

I segnali sono palesi ovunque, in particolare in America Latina, mentre in Europa il processo di disintegrazione si configura in forme (solo apparentemente) meno acute e virulente. Ormai anche da noi le rivolte dei migranti, dei giovani lavoratori precari, dei proletari sfruttati, sono all’ordine del giorno. Si pensi alle vertenze e alle lotte in corso nei luoghi di lavoro e di studio, nelle fabbriche, nelle scuole, nei ghetti, nelle piazze. Si pensi alle iniziative locali che intere popolazioni stanno mettendo in piedi in varie parti del mondo. Il fiume del movimento no-global si è praticamente sciolto in infiniti rivoli di protesta e rivolta, in numerose iniziative di lotta riconducibili ad un unico denominatore comune: il rifiuto della logica perversa e affaristica dell’economia di mercato. Un modo di produzione globalizzato, retto su leggi inique, dettate dalle lobbie finanziarie del neoliberismo. Un sistema economico, politico e sociale cinico e disumano, che ormai sono sempre meno le persone disposte a subire passivamente, senza reagire e ribellarsi.

Se è vero che Usa, Europa, Giappone, Cina e India sono gli attori principali del nuovo scacchiere geo-politico, se è vero che le redini del potere economico sono detenute da organismi sovranazionali, non bisogna dimenticare le schiere di forza-lavoro migrante, le “turbe dei pezzenti”, le moltitudini reiette e disperate in perenne movimento sulla Terra, masse sottosalariate che non sopporteranno più il peso sovrumano dell’ingiustizia e dello sfruttamento. I popoli finora tormentati dalla fame, dalle epidemie, dalla guerra, esclusi dalla storia,  dissanguati da debiti usurai, non saranno per sempre prigionieri della paura e della rassegnazione, ma prima o poi sorgeranno dallo stato di torpore e passività in cui sono immersi, per riappropriarsi finalmente dei propri diritti.

Lucio Garofalo

Scritto da laconoscenzarendeliberi

luglio 19, 2010 alle 00:45

Borsellino : dalla sua morte il crimine è entrato in politica dalla porta principale…

con 13 commenti

Palermo – (Adnkronos/Ign) – I giovani della ‘Scorta Civica’ stanno manifestando davanti al palazzo di giustizia per ricordare il giudice antimafia, ucciso nella strage di via D’Amelio 18 anni fa e sostenere il lavoro dei magistrati. Il procuratore Messineo: ”Aperti squarci importanti ma non so se si raggiungerà la verità

Molto difficile che accada. La verità sulle stragi riguarda un periodo in cui i rimasugli della peggiore classe politica del CAF rimasta ancora indenne da Tangentopoli tentavano di placare e gestire i furori del clan di Riina trattando  – più che altro con  Provenzano che poi scaricò il corleonese – senza avere più quel potere contrattuale delle prime scelte del CAF , Craxi Andreotti e Forlani , occupati a quel tempo a difendersi dai guai giudiziari.

Per capirci Scotti, Martelli, Mancino ed Amato non rappresentavano più alcunchè di credibile. Avendo le seconde file politiche perso potere contrattuale la mafia investì nella nascente figura politica di Berlusconi , già avvicinato e protetto negli anni precedenti attraversi i buoni uffici di Dell’Utri.

Poi pian piano accadde la mutazione attualmente conclusa per cui gli interessi economici e finanziari si garantivano direttamente da soli entrando in politica personalmente senza più la mediazione del politico vero di turno.

Voglio dire prima c’era Craxi ed in piccolo Salvo Lima, oggi direttamente Berlusconi ed in piccolo Cosentino, che non a caso,  al massimo , se necessario, viene allontanato dal sito politico per rimandarlo a controllare il territorio.

Per questo oggi si discute politicamente di cronaca giudiziaria, perchè saltate le mediazioni ” andreottiane” il criminale si fa politico e governa direttamente.

E direttamente e personalmente si incontra con l’offerta criminale in un regime liberale perfetto dove domanda ed offerta criminale si incontrano sempre con efficacia. Verrebbe da dire che solo in questo settore il liberismo funziona , eccome!

Ad esempio a Milano il notabile Pietro Pilello, notoriamente vicino alla ‘ndrangheta del clan Barranca, si accomoda spesso e volentieri nelle stanze buone di Palazzo Grazioli. Come quando nel settembre del 2007  il Pilello,  già maestro venerabile della Loggia di Palmi, porta avanti un lavoretto delicato ma fondamentale: aiutare Berlusconi a far cadere il governo Prodi, il tutto su suggerimento di Saccà, ex direttore della RAI, uno degli scendiletto preferiti dal nano di Arcore.

Ebbene il referente milanese dei Barranca manovra, tra gli altri,  il deputato del centrosinistra Randazzo perchè questi tradisca il proprio schieramento in favore del berlusca. E ciò che risulta dealle intercettazioni depositate da Ilda Boccassini e che qualche giorno fa hanno contribuito a mettere al fresco centinaia di appartenenti ai clan calabresi di stanza in Lombardia.

Il governo ha strepitato per il successo degli inquirenti – quando la pianteranno di intestarsi vittorie degli altri, gli invisi magitrati, peralro? – e pochi hanno notato questo caso esemplare.

Mancando la politica ed essendoci solo la mediazione affaristica il potere inevitabilmetne si divide in bande criminali che si spartiscono i traffici leciti ed illeciti ed il PDL, il partito degli affari per eccellenza, è non a caso diviso in 27 correnti che di culturale non hanno nulla, ognuna rappresentando specifici interessi, anche regionali.

Il periodo più buoi della storia d’Italia è in atto: ricorda quella fase del basso medioevo contrassegnata dai capitani di ventura che scorazzavano massacrando e derubando tutto il paese su licenza dei signorotti e dei principi.

Mai come oggi poteri crinminali esplicitamente e direttamente fanno i loro sporchi affari alla luce del sole e senza grande contrasto.

Cì è rimasta una parte della magistratura e delle forze dell’ordine, la parte più indipendente e ligia al dovere , oltre qualche politico dell’opposizione con molto entusiasmo ma poca efficacia. Perchè inefficace? Perchè già sarebbe molto, un buon inizio, essere d’accordo sull’analisi dell’attuale situazione:  molti non sanno neanche dove inizare , storditi, blanditi o corrotti dal potere criminale, non sanno che pesci pigliare

Siamo soli, anche se , come tutti i fenomeni criminali prima che politici, il berlusconismo sta implodendo dall’interno in una guerra tra bande senza quartiere, a cui noi possiamo solo assistere spettatori, senza troppe illusioni…

Crazyhorse70

Scritto da crazyhorse70

luglio 17, 2010 alle 13:12

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