Ustica 30 anni dopo, un breve ricordo di Alberto, mio cugino…
In trent’anni non ho mai scritto nulla di quanto sto per dire.
Solo qualche parola di ricordo , o poco più.
Oggi ho deciso di farlo per esorcizzare lo strappo di quel filo che mi legava ad Alberto..
Dice bene il giornalista dell’Ansa ” un dolore ancora vivo …. ” troppo vivo.
Un funerale senza un corpo da seppellire ….atroce, straziante, ma ci si fece forza in quella calda giornata estiva quando ci trovammo al cimitero di Bologna per commemorare Alberto ( Bonfietti ) mio cugino.
Ricordo che cercavamo tutti di sorridere, ricordo i volti dei suoi compagni che non conoscevo….
Ricordo i volti dei suoi compagni che mi erano noti dalla stampa ( Boato,mi pare Sofri .. non ricordo bene ) i compagni di Lotta Continua con cui lavorava e collaborava…
Alberto era una persona dolcissima, sempre sorridente…….
Era più grande di me di qualche anno, quando basta perchè io, prima bambina, poi adolescente , lo vivessi di sfuggita nelle rare visite che faceva a casa di mia nonna Marena a Suzzara.
Di lui in famiglia si parlava come di un eroe romantico, le sue gesta le apprendevo da mia nonna che le narrava con malcelato orgoglio , e finta indignazione ( soprattutto per le sue molteplici avventure amorose ) e con gli occhi che le brillavano.
Ricordo che qualche mese prima di quel maledetto 27 giugno, io avevo 26, anni decisi di contattarlo per conoscerlo “alla pari”.. da adulto ad adulto.
Allora abitava a Mestre ed io a Lecco.
Mi feci dare le coordinate per telefonargli , per scrivergli…..
Non feci in tempo.
Una telefonata di mia madre, la mattina del 28 giugno, ruppe per sempre il mio sogno di poter parlare con lui “da grande” finalmente.
Franca
quelli che sapevano, tipo i controllori del traffico aereo, sono spariti per morti sospette, tipo per “incidenti” e per “suicidi” (vedi Wikipedia Stage di Ustica)addirittura uno si è impiccato alla maniglia della porta con la cintura dell’ accappatoio . Come dire che qualcuno si impicca in un arbusto di rosmarino !
grifone
giugno 27, 2010 alle 15:09
[...] e che la loro fine sarebbe diventata un giallo. Lungo trent’anni. Tra quei passeggeri c’era Alberto Bonfietti, 37 anni, giornalista del quotidiano “Lotta Continua”, che non ha avuto il tempo di appuntare un [...]
Italia, Francia, Stati Uniti e Libia: Ragioni di Stato « NOTTE CRIMINALE
marzo 26, 2011 alle 11:36