LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse

Archivio per maggio 2010

Donne di regime : i lettini verticali del sottosegretario, la nuova coscienza dell’ infermiere pelvica e poi una domanda: come si fa a privare un neonato del suo yacht?

con 13 commenti

Le femminuccie del regime sono ornamentali ed inutili orpelli  di un potere alla frutta: infatti  i maschietti al governo sono  sull’orlo di una crisi di nervi dovuta sostanzialmente ad una guerra interna .

Si tratta di non rimanere col cerino in mano ad intestarsi una manovra lacrime e sangue, mentre sullo sfondo continua acerrima la lotta per sostituire il sultano impresentabile ed ormai commissariato.

Ma torniamo alle nostre strepitose  “escort ” : tra costoro spicca colei che fino a qualche giorno fa era famosa per la proposta di Porno tax, per il dito medio agli studenti che la contestavano e per l’idea luminosa dei  bar-bordello.

In realtà nel suo lungo peregrinare intorno all’ombelico di Berlusconi, costei si era anche contraddistinta in dichiarazioni bellicose ed operazioni ai margini neri dell’impero ( aveva giurato fedeltà ai fascisti di Storace), ma i fatti concreti ci testimoniano che  trattavasi solo ed esclusivamente di starnazzamento tipo  oche maltrattate.

Colei che aveva detto che Berlusconi “vuole le donne solo sdraiate in orizzontale ” per riavvicinarsi senza contraddirsi troppo probabilmente ha pensato bene di offrirsi al capo in verticale, quelle posizioni strane un po’ orientali genere kamasutra, insomma un lettino verticale da sottosegretario, per gradire.

Per ringraziare il sultano per la graziosa protezione,  la cortigiana ha deciso subito che valesse la pena  consegnare  alle cronache un pensierino gentile per gli antichi e scomodi amici del premier, dichiarando  – udite udite – che occorreva tutelare la privacy dei mafiosi, poveretti, quando parlano coi loro familiari…

Difatti il Sottosegretario del Dipartimento per l’attuazione del Programma di governo, parlando del Ddl sulle intercettazioni ha guardato in faccia una telecamera di mediaset, ha aperto le fauci, e nitrendo da quelle lunghe e capienti narici frementi ha dato la stura al pensierino seguente: “Che senso ha intercettare un mafioso mentre parla con la madre? E’ un abuso”.  Vale la pena ricordarle  che i legami di sangue sono alla base delle gestioni affaristico-criminali mafiose? Direi di no, comunque la signora ha poi specificato per evitare equivoci : “Registrare i colloqui tra i boss e i loro familiari significa violarne la privacy”.

Però chissà che non abbia ragione , se un mafioso vuole programmare un omicidio di solito telefona alla segretaria o al commercialista,  mai a e poi mai ad un parente…

Per una escort di regime che peggiora col tempo, ce ne è una che mostra qualche segno di miglioramento, nel senso che  da quando era occupata più che altro a tener su l’uccello del premier, qualcosa pare aver imparato.

Milano – Mara Carfagna, ministro delle Pari opportunita’, fa mea culpa per quanto aveva detto contro gli omosessuali, un paio di anni fa. L’occasione e’ la giornata contro l’omofobia, celebrata di recente  al Quirinale. ‘Ha chiesto scusa. Ha ammesso di essere stata guidata da un pregiudizio’, ha raccontato Imma Battaglia, leader delle associazioni omosessuali.

Erano in tante le rappresentanti delle associazioni omosessuali  per la prima volta raccolte tutte insieme al Quirinale: Arcigay, Arcilesbica, Circolo Mario Mieli, Di gay project, Mit, Agedo, Famiglie Arcobaleno, I kan, Rete Lenford, Gaylib. Non era mai successo. Il ministro sembrerebbe aver cambiato idea nei confronti dei gay, grazie al rapporto instaurato con l’onorevole Anna Paola Concia, unica omosessuale dichiarata rimasta nel Parlamento italiano. Alla quale la Carfagna dice di essere grata per l’impegno e la delicatezza che ha speso per farle conoscere la ricchezza del mondo associativo presente al Quirinale, con tutte le sue sfumature. Paola Concia si e’ emozionata durante le celebrazioni. E’ stata felice di ricevere le scuse e ha sottolineato che non e’ usuale per un ministro scusarsi, soprattutto nel nostro Paese. Paola Concia e Mara Carfagna spesso collaborano insieme e forse, questo, ha contribuito al cambiamento d’idea del ministro.

Già perchè va ricordato che la infermiera pelvica preferita dal sultano ( la Gelmini è una specie di riserva, secondo alcune fonti d’oltralpe ),  appena insediata, un paio di anni fa,  si era espressa contro le associazioni omosessuali; le avevano chiesto il patrocinio per il Gay Pride, il corteo tradizionale e annuale di tutti gli omosessuali d’Italia. Lei lo aveva rifiutato, con sdegno.

Oggi chiede scusa

La domanda vera è : come si fa a privare un neonato del suo yacht?

Sequestrato al largo della Spezia il «Force Blue» il megayacht in uso al manager ed ex direttore sportivo della Renault, Flavio Briatore, dai finanzieri del Gruppo Genova su mandato del pm del capoluogo ligure Walter Cotugno.

L’ipotesi di reato nei confronti della società di charter intestataria è di contrabbando dello stesso yacht, conseguente a una frode fiscale sull’iva e l’accisa sul carburante impiegato per la navigazione.

Briatore è rammaricato per come è stata trattata la questione: «Il sequestro si poteva evitare – sostiene il businessman – senza forzare una madre e un bambino di due mesi a lasciare bruscamente l’imbarcazione». «Mi rammarico molto – sottolinea ancora Briatore – del fatto che la questione si sarebbe potuta chiarire senza tanta pubblicità e con un tale spiegamento di forze».

«Da quando siamo stati costretti ad abbandonare il nostro yacht il piccolo Nathan Falco piange spesso, non è più tranquillo e sereno come prima». Elisabetta Gregoraci, in un’intervista al settimanale Diva e donna, parla di quello che definisce un «terribile incubo» vissuto

Elisabetta Gregoraci si agita ancora mentre lo ricorda per telefono. «Un’esperienza terribile. Lo yacht circondato dai gommoni a sirene spianate. Cosa sta succedendo?, ho pensato. Poi almeno quindici persone in divisa sono salite a bordo e mi hanno detto che la barca era sotto sequestro. State scherzando? faccio io. E loro: “No, deve scendere”. Insisto: “Volete dirmi che cosa sta succedendo?”. Uno risponde: “Io forse glielo spiego, ma lei non capirà”».

Ed infatti non ha capito:«Ho perso il mio latte, ecco cosa è successo. E mio figlio si è dovuto abituare in fretta e furia a quello artificiale, il pediatra me ne ha suggerito uno molto buono, pare il migliore, però nessun latte artificiale sarà mai come quello della mamma.”

Non faccio commenti, nè facile demagogia ma una piccola postilla finale mi scappa proprio: qualcuno ricordi a questi vip di regime che centinaia di migliaia di donne perdono il latte per ben altri spaventi, come l’essere  licenziate da un giorno all’altro, senza che il marito abbia commesso  reati e senza avere il denaro per comprare il “miglior latte artificiale”  che costa un bel pò.

E poi , senza indulgere in snobismi , ho l’impressione che il trauma vero per il piccolo sarà nel momento in cui capirà  che l’hanno davvero chiamato Nathan Falco

Rosellina970

Scritto da rosellina970

maggio 31, 2010 alle 18:56

Pubblicato in concia, politica

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Appello del Popolo Viola Arezzo e Toscana in aiuto di Emergency Toscana

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Servono circa 3.000,00 euro per le spese vive di un Concerto organizzato dal GRUPPO EMERGENCY TOSCANA che si terrà ad AREZZO il 27 GIUGNO 2010 e dove si esibiranno Artisti Toscani , evento seguito dal Trio Medusa su Radio Deejay.

Il Concerto servirà a raccogliere fondi per il funzionamento del Poliambulatorio di Palermo aperto nel 2006 per garantire assistenza sanitaria gratuita ai migranti (con o senza permesso di soggiorno) e alle persone residenti in stato di bisogno.

CHIEDIAMO A TUTTI VOI di fare un piccolo versamento per sostenere le spese del concerto.

Questo sarà il contributo del POPOLO VIOLA AREZZO E DEL POPOLO VIOLA TOSCANO alla realizzazione dell’iniziativa.

SENZA IL VOSTRO AIUTO IL CONCERTO NON SI POTRA’ TENERE !!!

AIUTATE EMERGENCY !

COME EFFETTUARE IL VERSAMENTO :

poste pay : 4023 6005 7022 7035

oppure

Bancoposta :

IT-50-L-07601-14100-000099381402

( intestati a Franca Corradini )
Concerto Emergency Arezzo

L’AMBULATORIO :
Fatta eccezione per alcune figure sanitarie e non sanitarie che garantiscono la continuità e l’organizzazione del servizio, il personale medico, paramedico e amministrativo del centro opera a titolo volontario e gratuito.

Il progetto è stato realizzato con la collaborazione della direzione generale dell’Azienda unità sanitaria locale di Palermo, che ha ristrutturato e messo a disposizione i locali per la conduzione delle attività.

Ambiti di intervento:
medicina di base
odontoiatria
oculistica
pediatria
ostetricia e ginecologia
cardiologia e patologie del metabolismo
supporto psicologico-neuropsichiatrico
otorinolaringoiatria
dermatologia
infettivologia
orientamento socio-sanitario.

evento Facebook con le istruzioni per le donazioni

Il Popolo Viola Arezzo e Toscana in aiuto di Emergency Toscana

Scritto da francacorradini

maggio 29, 2010 alle 19:08

I vizi privati del Vaticano : con una mano investono in armi e profilattici, con l’altra ci indicano la retta via…

con 28 commenti

Mentre in Italia divampa la polemica sulla RU486, la pillola abortiva finalmente approvata anche nel nostro paese, una banca cattolica tedesca è stata trovata con le mani nella marmellata,  costretta ad esprimere pubbliche scuse ai propri clienti dopo che è stato scoperto che aveva partecipazioni azionarie in società produttrici di anticoncezionali, tabacco e armi.

I dirigenti dell’istituto di credito che predicava investimenti etici ligi al cattolicesimo si sono scusati pubblicamente il che ha aumentato il mio disagio per la notizia.

La Chiesa cattolica assume da sempre di battersi strenuamente contro la guerra,  sebbene io non gli abbia mai visto scomunicare un guerrafondaio di alcuna latitudine :  ma c’é tempo, cosa sono 2.000 anni di fronte all’eternità?

Sicuramente si batte  contro l’uso della pillola anticoncezionale, molto meno per la salute dei cittadini ( basti pensare all’AIDS ed al profilattico).

In questo contesto va  letta la notizia del  giornale Der Spiegel che ha scoperto che la banca tedesca Pax ha investito migliaia di euro in società che vanno contro la sua stessa etica.

In particolare, 580mila euro in azioni della “Bae Systems”, società inglese produttrice di armi, 160mila euro nella pillola contraccettiva Wyeth e 870mila euro in partecipazioni in società di tabacco.

La banca si è scusata per il comportamento “non conforme a standard etici”: difatti la Pax promuoveva gli investimenti in fondi etici, specialmente dichiarando l’esatto contrario ossia di evitare investimenti in società produttrici di armi e tabacco perchè non consoni a una organizzazione la cui azione è ispirata alla fede cattolica.

La Chiesa, peraltro, condanna la contraccezione dal 1968 e l’uso della pillola contraccettiva è considerata un “grave peccato“.

Un rappresentante della Pax Bank ha dichiarato che i loro errori verranno corretti immediatamente “senza alcuna conseguenza pregiudizievole per i nostri clienti, in quanto sfortunatamente tali investimenti sono sfuggiti ai controlli interni” e ha ringraziato il giornalista tedesco di Der Spiegel per aver sollevato la questione.

Questa del ringraziamento è stupefacente, della serie : grazie per averci aiutato a non peccare oltre, senza Der Spiegel chissà quanto avremmo peccato ancora, non riuscivamo a resistere, meno male che ci siete voi giornalisti.

Ma che faccie di tolla, dite voi su al nord…

http://it.peacereporter.net/articolo/17028/Banca+cattolica+investe+in+armi%2C+anticoncezionali+e+tabacco

Da una parte si condannano le donne che usano la contraccezione, dall’altra si guadagna quando le donne la usano.

Chissà che ne pensano i poveri frati comboniani (Zanotelli in testa) che da anni hanno in piedi una grossa campagna contro le banche finanziatrici del traffico d’armi…

Del resto la storia cinica della chiesa è lunga secoli e passa di recente attraverso le figure di  Marcinkus e lo Ior.

Dando una occhiata al sito, risulta esserci anche una filiale a Roma dal 2001. E c’e’ anche “Pax Portfolio”, gestione patrimoniale per le istituzioni della Chiesa” a “condizioni favorevoli””

“La Pax-Bank offre ad associazioni, fondazioni e investitori istituzionali una gestione patrimoniale a prezzi vantaggiosi. Possiamo costituire per Voi un deposito con delega già a partire da 250.000 Euro. Le linee guida della politica di investimento, preventivamente stabilite in un colloquio introduttivo con il Cliente, costituiranno i criteri fondamentali in base ai quali i nostri esperti prenderanno tutte le decisioni strategiche riguardanti gli investimenti.”

Molto istruttive le parole spese nella parte concernente “Perche’ Pax-Bank”?

3. Valori cattolici:

Per l’impiego del suo patrimonio la Chiesa ha bisogno di risultati eccellenti che, tuttavia, non devono intaccare i suoi alti principi etici. Dal 1917 la Pax-Bank realizza l’equilibrio tra rendita e ideali cristiani attraverso la sua cultura particolare: limitando la propria clientela alle istituzioni cattoliche e indirizzando coerentemente gli obiettivi dell’attività e i prodotti ai principi cristiani. Il patrimonio affidatoci viene pertanto impiegato esclusivamente come da intendimenti della Chiesa cattolica – in piena responsabilità e trasparenza. E’ escluso l’impiego di capitale che leda i principi cristiani. Lo garantiamo con il nostro nome.

6. Sicurezza e discrezione:

La Pax-Bank offre la sicurezza di una banca che sottostà alla vigilanza della autorità. In ottemperanza al segreto bancario vigente in Germania, la Pax-Bank offre, inoltre, discrezione assoluta nei rapporti con la Clientela.

8. Benefici fiscali in Germania:

Le istituzioni estere che depositino il proprio denaro presso la Pax-Bank attraverso un soggetto di diritto ecclesiastico tedesco godono dei singolari privilegi fiscali tedeschi: interessi e dividendi vengono accreditati senza essere soggetti a detrazioni fiscali.

9. Indipendenza:

La Pax-Bank è parte della rete cattolica. Fondata da sacerdoti cattolici, la Pax-Bank è oggi proprietà di numerose istituzioni ecclesiastiche, per esempio vescovadi, parrocchie e congreghe. In questo modo i suoi clienti approfittano dei vantaggi di una banca specializzata per quanto riguarda la chiesa, ma che tuttavia agisce indipendentemente dagli interessi dei singoli. A proposito: a seconda del volume conseguito, ogni istituzione cattolica può diventare comproprietaria (socio in cooperativa) della Pax-Bank.

12. Tutte le strade portano a Roma:

Attraverso l’Ufficio di Roma dalla Pax-Bank è possibile un incontro personale e diretto anche con i clienti che vivono fuori della Germania – in fondo, Roma è il cuore della chiesa cattolica!

Cavallo matto , che scrive poco ultimamente con la scusa del lavoro ( tutti lavoriamo!!! Qui dentro non ci sono bamboccioni…) ha voluto infilarsi nel mio post di prepotenza ed ha aggiunto due righe, queste, di cui l’operatore di giustizia si prende ogni responsabilità…scherzo!

Del resto perchè stupirsi il libero mercato dei delinquenti è in grado di intersecare affari, mine antiuomo e beneficienza senza vergogna.

Pertanto  tra un po si scoprirà che l’azienda di armi è una grande benefattrice, in quanto elargisce parte dei suoi profitti ai mutilati dalle armi distruzione. Ergo, l’investimento è benedetto. Altro che storie.

Un pò come il capo della magliana seppellito nella chiesa di Sant’APollinare. In fondo era un bandito ma sempre un grande benefattore.. Ergo: i soldi (di qualsiasi provenienza) sono sempre benedetti..benedetti XVI volte

Uno che crede in manitù farebbe bene a  scherzare in modo meno blasfemo…

Adelante.

Rosellina970


Scritto da rosellina970

maggio 27, 2010 alle 19:33

Pubblicato in bank pax, politica

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Lettera appello al Presidente della Repubblica

con 7 commenti

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Questo il testo di una lettera appello che sarà consegnata al Presidente Napolitano il 2 giugno 2010,  già firmata da :

  • - Margherita Hack: astrofisica di fama mondiale, importante scrittrice di libri di successo sull’astronomia;
  • - Nichi Vendola: Governatore della regione Puglia;
  • - Armando Petrini: segretario regione Piemonte del Partito della Rifondazione Comunista;
  • - Paolo Ferrero: segretario Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista;
  • - Franca Corradini: una dei cinque blogger che ha promosso il No Berlusconi day;
  • - Giuseppe Grisorio: uno dei cinque blogger che ha promosso il No Berlusconi day;
  • - Marcello Abis: Presidente Nazionale dell’associazione culturale Penso Libero Onlus;
  • - Helene Benedetti: giornalista amministratrice di Informare per Resistere;
  • - Monica Cerutti: Consigliere Regionale Piemonte;
  • - Maria Luisa Simeone: Sindaco di None (TO);
  • - Samanta Di Persio: giovane scrittrice aquilana di Morti Bianche e “Ju Tarramutu”
  • ed altri ancora…
  • Ill.mo Signor Presidente, questa è una lettera aperta alla quale speriamo che tanti cittadini diano la loro adesione. Siamo i primi firmatari riuniti in un’associazione denominata “Democrazia per l’Italia”. Siamo assolutamente indipendenti da tutti i partiti e intendiamo rivolgerci a Lei per indirizzarLe un appello.La situazione politica, economica, sociale, culturale ed etica in Italia è molto grave. Ci troviamo di fronte a una vera e propria emergenza. Dal punto di vista politico il conflitto dei partiti è giunto a un livello insostenibile. Si nota, con rammarico, che la classe politica non riesce a formulare proposte che possano in qualche modo risolvere, anche se in prospettiva, i problemi che assillano la nostra Repubblica.L’economia del nostro Paese versa, anche in conseguenza della crisi generale a livello mondiale, in uno stato di estrema difficoltà. Autorevoli osservatori prevedono, nel 2010, una ulteriore diminuzione dei parametri occupazionali (flessione fino a 500 mila occupati) che determinerà un notevole disagio sociale ed una tensione nel Paese, che potrebbe diventare insostenibile. Ciò avviene mentre altri cittadini si arricchiscono con operazioni di speculazione finanziaria e con l’evasione fiscale.

    Anche sul piano culturale mancano idee e non si profila all’orizzonte un nuovo modello di cultura politica. Non ci sono stimoli a pensieri di alto profilo. I cittadini risentono fortemente della pregressa e attuale condizione della scuola pubblica e dell’Università, alle quali, tra l’altro, vengono destinate risorse finanziarie sempre più limitate. E tutto ciò, per non parlare della ricerca, alla quale sono erogati, ormai da molti anni, pochi fondi che sono assolutamente insufficienti.

    L’economia e l’etica non riescono a trovare una sintesi di equilibrio, e come conseguenza la società è pervasa per buona parte da un capitalismo selvaggio (così si esprimeva Paul A. Samuelson) che limita la funzione sociale dell’impresa e non rispetta l’ambiente. Questi sono invece vincoli fondamentali per uno sviluppo economico e sociale armonico.

    In questo contesto l’istruzione a tutti i livelli dovrebbe avere un ruolo molto importante, ma purtroppo, con rammarico, constatiamo che così non è. Tra l’altro è trascurata l’educazione civica per cui prevale l’individualismo e viene a mancare l’idea della comune appartenenza e quindi del dovere di solidarietà̀ economica e sociale. Quindi, nella persona tende a prevalere l’avere sull’essere, con tutte le conseguenze desolanti che ciò comporta.

    Buona parte dell’informazione deve assolutamente essere migliorata per consentire ai cittadini di orientarsi nella politica e nella società in modo adeguato.

  • continua qui
  • Scritto da francacorradini

    maggio 26, 2010 alle 15:11

    Brunettolate……..

    con 7 commenti

    Tanto per cominciare Brunetta sta spacciando come sua invenzione la P.E.C.…………

    Cos’è la P.E.C. ?

    dal sito CNIPA

    La Posta Elettronica Certificata (PEC) è un sistema di posta elettronica nel quale è fornita al mittente documentazione elettronica, con valenza legale, attestante l’invio e la consegna di documenti informatici. “Certificare” l’invio e la ricezione – i due momenti fondamentali nella trasmissione dei documenti informatici - significa fornire al mittente, dal proprio gestore di posta, una ricevuta che costituisce prova legale dell’avvenuta spedizione del messaggio e dell’eventuale allegata documentazione. Allo stesso modo, quando il messaggio perviene al destinatario, il gestore invia al mittente la ricevuta di avvenuta (o mancata) consegna con precisa indicazione temporale. Nel caso in cui il mittente smarrisca le ricevute, la traccia informatica delle operazioni svolte, conservata per legge per un periodo di 30 mesi, consente la riproduzione, con lo stesso valore giuridico, delle ricevute stesse.”

    La disciplina della PEC è del DPR 11 febbraio 2005, n. 68 (G.U. 28 aprile 2005, n. 97)  : modalità di utilizzo della Posta Elettronica Certificata (PEC) non solo nei rapporti con la PA, ma anche tra privati cittadini.

    …... quindi  ante-ante -Brunetta…..

    Bene,  con un provvedimento ad hoc ( di Brunetta questa volta  )  ogni cittadino, per poter dialogare con la Pubblica Amministrazione si può dotare di posta elettronica certificata GRATUITAMENTE su questo sito :  https://www.postacertificata.gov.it/.

    Ovviamente la Pubblica Amministrazione deve essere dotata di PEC.

    Peccato che la PA debba rivolgersi a gestori privati per averla, quindi pagando.cifre modiche…ma in euro sonanti…

    Che svista!!!!!!!!!!!

    e pensare che ogni amministrazione  pubblica possiede  mail “ufficiali” fornite centralmente ( esempio : @istruzione.it,@tesoro.it , @poliziadistato.it ecc. )

    Perchè non certificare quelle o almeno fare convenzioni speciali per ridurre le spese delle Amministrazioni ????

    Per Brunetta “faccina”  rossa arrabbiata, bocciato anche  questa volta ….

    Franca

    Morire di lavoro, ingiustizia e indifferenza

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    I protagonisti di questa vicenda marchigiana sono tre. Una famiglia, la giustizia e un sindaco. Andiamo per ordine.

    Andrea Gagliardoni è un ragazzo di 23 anni. Lavora presso la Asoplast di Ortezzano. Ogni giorno per recarsi in azienda fa 80 km per andare e 80 per tornare. Il 20 giugno del 2006 si alza alle 3.45, il suo turno comincia alle 5. Una macchina tampografica inizia a dare problemi, come aveva fatto altre volte in passato. Andrea mette la macchina in stand-by, ma la pressa riparte ed i tamponi siliconici gli spezzano l’osso del collo. I carabiniericomunicano alla madre Graziella Marota dell’incidente alle 12.20 mentre era a lavoro.

    La giustizia entra in scena. Per la morte di questo ragazzo sono stati indagati per omicidio colposo l’amministratore delegato della ditta, per aver disattivato l’unico sistema di sicurezza per velocizzare la produzione, e il progettista della macchina per aver costruito e apposto un marchio CE ad una macchina non conforme ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dall’allegato 1 del D.P.R. 459/96 delle norme UNI. Questi due signori vengono condannati ad 8 mesi con la sospensione della pena.

    Continua sul blog di Samanta di Persio

    Scritto da francacorradini

    maggio 24, 2010 alle 21:01

    Pubblicato in lavoro, morte, politica

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    Il mondo di Mafiopoli

    con 13 commenti

    Durante la colonizzazione del selvaggio West americano, il Popolo degli uomini venne massacrato dall’esercito yankee nel corso delle sanguinose “guerre indiane”. La tribù pellerossa dei Sioux Dakota Hunkpapa era guidata dal grande capo e sciamano indiano Toro Seduto. In realtà il suo nome era Bufalo Seduto, o Tatanka Yotanka nella lingua dei nativi americani. Egli divenne famoso in seguito alla storica vittoria ottenuta nella battaglia del Little Big Horn contro le truppe comandate dal tenente colonnello George Armstrong Custer, soprannominato “capelli gialli”, grande capo dei “visi pallidi”.

    Molto tempo dopo, nel mondo della mafia siciliana, esattamente a Cinisi, sovrastava e tuonava don Tano Seduto, come a Corleone troneggiava don Totò Seduto, mentre altrove spadroneggia qualche altro don Seduto sul trono. Ma la mafia non è tramontata con l’arresto dei boss più spietati, cioè Riina e Provenzano, braccati e latitanti per anni, improvvisamente catturati allorché si sono rivelati inutili come arnesi ormai vecchi.

    La rivoluzione antropologica della mafia

    Quella che è morta e sepolta è senza dubbio la mafia più arretrata, anacronistica e tradizionale, la mafia rurale messa sotto processo dalle inchieste dei giudici Falcone e Borsellino, uccisi proprio dai sicari della cosca più feroce e sanguinaria, all’epoca vincente, quella dei Corleonesi. Al contrario, oggi la mafia è più ricca e potente che mai, non è scomparsa solo perché non ammazza più come sua abitudine, con metodi brutali e truculenti, vale a dire usando le armi, minacciando e terrorizzando la gente, compiendo stragi cruente per eliminare fisicamente i suoi nemici, siano essi tenaci e audaci sindacalisti come Placido Rizzotto, intrepidi attivisti politici come Peppino Impastato, giudici onesti e integerrimi come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

    Ci sono altre mafie che continuano a massacrare le persone, ricorrendo ad eccidi eclatanti e indiscriminati: la Camorra dei Casalesi, la ‘Ndrangheta calabrese o alcune mafie straniere. La mafia siciliana evita di ammazzare perché si è in qualche modo “evoluta” e “civilizzata”, per meglio dire si è “mimetizzata”, in quanto non vuole più esporsi alle eventuali ritorsioni dello Stato, non intende più essere visibile per offrire l’impressione di non esistere più. Infatti rinuncia a mostrarsi, preferisce ripararsi dietro una facciata apparentemente più civile e rispettabile. Ciò significa che Mafiopoli non esiste più? Niente affatto. La mafia ha solo imparato a dissimularsi meglio.

    Essa continua ad agire indisturbata, molto meglio di prima, in una veste moderna e aggiornata. L’assetto del potere di Mafiopoli si è modificato profondamente, riciclandosi in forme nuove e più sofisticate. Anche la mafia, quella arcaica e primitiva, ha subito un processo di rivoluzione capitalistica che ha generato una mutazione antropologica e culturale, la stessa che Pasolini ha descritto a proposito dell’odierna civiltà edonistica e consumistica di massa. Dunque, la mafia si è ristrutturata e globalizzata, diventando una holding company estremamente potente, una corporation tecnologicamente avanzata, un’impresa finanziaria multinazionale. Insomma, la mafia è a capo di un vasto Impero economico mondiale ed è oggi la prima azienda del sistema capitalistico italiano, una grossa compagnia imprenditoriale che può vantare il più ricco volume di affari del Paese.

    Mafia S.p.A.

    La mafia è diventata una complessa e potente società finanziaria privata, che potremmo chiamare Mafia S.p.A.: una Società per Azioni. Azioni criminali! Come criminale, o quantomeno immorale, è l’intero apparato economico capitalistico, le cui ricchezze sono di origine perlomeno dubbia. “Dietro ogni grande fortuna economica si annida un crimine”, scriveva Honoré de Balzac. Questa citazione mi serve per chiarire come la natura della proprietà privata, del grande capitale, delle immense rendite economiche, sia sempre illecita e sospetta, se non di origine criminale, in quanto discende da un atto iniquo di espropriazione violenta del prodotto, ossia del valore materiale creato dal lavoro collettivo. La matrice reale del sistema capitalistico è di per sé violenta e disonesta, come tenta di dimostrare Roberto Saviano nel suo best seller, Gomorra.

    “Gli affari sono affari” per tutti gli uomini d’affari, siano essi personaggi incensurati, approvati moralmente e socialmente, siano essi figure losche e notoriamente riconosciute come criminali. Belve sanguinarie o meno, assassini e delinquenti o meno, pregiudicati o incensurati, gli uomini d’affari sono sempre poco onesti, in molti casi astuti e crudeli, cinici e spregiudicati per necessità, per indole o vocazione individuale.

    Del resto, le mafie non sono altro che imprese economiche criminose. La mafia è fondamentalmente un’organizzazione imprenditoriale che esercita i suoi affari e le sue attività illecite con un obiettivo primario: il profitto economico. Per raggiungere il quale è disposta anche a servirsi dei mezzi più disonesti, a ricorrere al delitto più atroce. Per vincere la competizione delle società rivali è pronta a ricattare e corrompere, ad eliminare fisicamente i suoi avversari. Parimenti ad altri gruppi imprenditoriali, come le compagnie multinazionali che uccidono gli attivisti politici e sindacali che in America Latina o in Africa si oppongono all’ingerenza economica e imperialistica occidentale.

    In altri termini, il delitto e la sopraffazione appartengono alla natura più intima dell’economia borghese, in quanto componenti intrinseche di un ordine retto sul “libero mercato”, sulle sperequazioni e le ingiustizie che ne derivano. La logica “mafiosa” è insita nella struttura medesima del sistema economico affaristico dominante, a tutti i livelli e in ogni angolo del pianeta, ovunque riesca ad insinuarsi l’economia di mercato e l’impresa neocapitalista. Ciò che eventualmente può variare è solo il differente grado di “mafiosità”, cioè di irrazionalità e di aggressività terroristica dell’imprenditoria capitalista. C’è chi elimina direttamente e brutalmente i propri nemici, come nel caso di tante “onorate” società riconosciute come criminali, c’è chi invece impiega sistemi meno rozzi, più eleganti e raffinati, ma altrettanto spregiudicati, cinici e pericolosi.

    Non vedo, non sento, non parlo

    In dirittura d’arrivo un ragionamento finale, ma non esaustivo, vorrei riservarlo al fenomeno dell’omertà sociale. Mi permetto di suggerire anzitutto una definizione sommaria assunta da un comune dizionario: “l’omertà è la solidarietà col reo, è l’atteggiamento di ostinato silenzio teso a coprire reati di cui si viene direttamente o indirettamente a conoscenza”. Il termine omertà è di origine incerta, con molta probabilità è riconducibile all’etimo latino humilitas, cioè umiltà, adottato successivamente nei dialetti dell’Italia meridionale e modificato in umirtà. Da questa fonte vernacolare potrebbe scaturire l’odierna voce italiana.

    Nel gergo mafioso chiunque infranga il codice dell’omertà, o tenti di far luce su una verità, viene disprezzato come “infame” e “presuntuoso”. Il codice dell’omertà, consuetudine tipica del sistema mafioso, rappresenta da un punto di vista psicologico la salvaguardia dell’ambito familiare, la tutela dell’onore del clan di appartenenza. La famiglia mafiosa impartisce ai suoi membri il culto del silenzio, della reticenza, quale requisito essenziale della virilità. L’infausta catena omertosa si configura come una delle basi su cui si erge il lugubre potere della mafia. Per estensione, il codice omertoso si impone ovunque sia egemone una realtà di stampo mafioso, nell’accezione più ampia del termine, cioè nel senso di un potere costrittivo, violento e terroristico.

    Dunque, l’uso intelligente e raffinato del linguaggio, se necessario urlato, il parlare ad alta voce, può esprimere un gesto di rottura e di rivolta contro il silenzio dell’omertà mafiosa in senso lato, può ispirare anche un modello di educazione basato su codici di comportamento meno oscurantistici, più liberi e democratici. Personalmente credo molto nel potere e nella priorità della parola, intesa ed esercitata non solo come veicolo di comunicazione, ma anche come metodo di critica e denuncia della realtà, come strumento di interpretazione e trasformazione del mondo, che non è l’unico esistente.

    Il linguaggio contiene in sé la forza necessaria a mutare lo stato di cose presenti, a migliorare le nostre condizioni di vita e la realtà circostante. Potenzialmente la parola vale molto più di un pugno nello stomaco e può contribuire a spezzare le catene dell’oscurantismo e dell’indifferenza sociale derivanti dal codice omertoso. Il linguaggio della verità può giovare e concorrere alla causa della libertà e della giustizia sociale, rompendo o rettificando situazioni e comportamenti che ci opprimono e ci indignano.

    La parola, come testimonianza di un altro modo di vivere, di intendere e costruire i rapporti interpersonali  improntati ai principi della solidarietà, della libertà e della convivenza democratica, è senza dubbio una modalità alternativa, “eversiva” e destabilizzante rispetto all’ordine oppressivo ed omertoso imposto dalla mafia. L’uso della parola rinviene un senso concreto ed acquista maggior vigore e consapevolezza nella misura in cui può servire a violare il potere coercitivo della malavita organizzata, provando a vincere la diffusa e coatta mentalità mafiosa.

    Lucio Garofalo

    Scritto da francacorradini

    maggio 23, 2010 alle 17:59

    Pubblicato in mafia, politica

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    La legge è uguale per tutti …forse, dipende……

    con un commento

    La legge prescrive che i dipendenti al raggiungimento del 40mo anno contributivo ( 40 anni di lavoro per i profani della materia ) o del 65mo anno di età debbano forzatamente essere collocati a riposo.

    Non vi sono dubbi interpretativi, nemmeno legati ad esempio alla continuità didattica ( vedi caso maestra aretina che chiede, con deroga, di poter portare i propri alunni in quinta elementare http://www.informarezzo.com/comunicati_stampa/2956-proposito-della-maestra-della-Pio-Borri.html ).

    Risponde così il Dirigente dell’Ufficio Scolastico della Toscana Dott.Angotti ad una richiesta di chiarimento del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Arezzo dott.Alfonso Caruso.

    Benissimo fin qui tutto normale ed ineccepibile.

    Peccato che il dirigente in questione sia titolare di una doppia deroga ( di cui una recentissima ) avendo maturato entrambi i requisiti, cioè 40 anni di servizio e 65 anni di età.

    Degno rappresentante della coalizione che lo ha confermato in carica, dimostrando piena fiducia nel suo operato ( trattasi infatti la sua di nomina politica ).

    Disprezzo totale dell’etica, del senso di giustizia e, osiamo dire , totale disprezzo del cittadino contribuente che deve assistere quotidianamente a soprusi piccoli e grandi , leggi applicate o non applicate a seconda del destinatario.

    Ma tant’è questa è l’Italia di oggi, in pieno degrado….

    Questa è la scuola pubblica di oggi alla rovina più totale,e non solo economicamente…

    Siamo di fronte all’ennesimo atto di arroganza del potere..

    Questi sono i Dirigenti …. fate quel che dico ma non fate quel che faccio….

    Chi potrà salvarci dal baratro in cui stiamo precipitando ???

    Franca

    originale pubblicato qui il 21 maggio 2010

    http://ascuoladibugie.blogosfere.it/2010/05/la-legge-e-uguale-per-tutti-forse-dipende.html

    Scritto da francacorradini

    maggio 21, 2010 alle 21:10

    Valutiamo i primi due anni del governo.

    con 5 commenti

    Dal blog il Nichilista: commentiamo anche noi !

    Sono passati due anni dall’insediamento del Berlusconi IV. Per l’occasione il sito ufficiale del governo diffonde una “guida sintetica dei provvedimenti e delle iniziative realizzate [...] a partire dall’8 maggio 2008″. “Le attività concretamente avviate dall’Esecutivo in questi due anni – si legge – discendono direttamente dal programma elettorale” e sono divise nelle seguenti categorie:

    che effettivamente rispecchiano quelle del programma che portò la coalizione alla vittoria.

    Valutare il grado di realtà di quanto affermato dal governo è un’impresa titanica per una persona sola. Per questo chiedo il vostro aiuto. Ciascuno nel proprio settore di competenza, ciascuno per la parte – piccola o grande – che è in grado di coprire. Valutiamo tutti insieme quanto di ciò che il governo scrive corrisponde o può corrispondere al vero e quanto, invece, alla realtà nemmeno si avvicina. Al primo punto della prima categoria, ad esempio, figura l’affermazione:

    Sottolineo: risolta. Nessun amico campano ha di che ridire?

    Facciamo quello che dovrebbe fare l’opposizione: proviamo a ribattere punto per punto. Chissà che non si scoprano i veri punti deboli dell’attività del governo. E, magari, che qualcosa di buono è stato fatto per davvero. L’obiettivo? Ottenere un contro-documento che separi propaganda e promesse dai fatti.

    Dite la vostra come commento a questo post o mandando una mail a fabiochiusi@yahoo.it.

    L’opposizione siamo noi.

    [il documento del governo]

    [il programma del PDL]

    Scritto da francacorradini

    maggio 20, 2010 alle 22:52

    Pubblicato in politica

    Taggato con ,

    Il profumo dei soldi piace a troppi……anche a Santoro

    con 20 commenti

    Molti i fans delusi, tante  le critiche sul sito e suoi blog.

    Soprattutto gli animatori dell’evento RAI per Una Notte.

    Veramente Santoro  non è la prima volta che accetta cifre a troppi zeri..

    Al di là dell’utilità della trasmissione, mi sarebbe piaciuto vedere ( dati i tempi ) un ACCORDO CONSENSUALE DI SEPARAZIONE a cifre più basse.

    Ma tant’è, rimane pur sempre una signora primadonna dei salotti televisivi.

    Salotti, appunto.

    Chiacchiere , solo chiacchiere.

    Io penso che non avesse mai avuto  la pretesa di essere un “combattente”…l’errore è, come sempre ,di chi lo ha  mitizzato.

    In fin dei conti lui, Travaglio  cosa sarebbero senza  Berlusconi…..di cosa parlerebbero ???  Ve lo siete mai chiesti ?

    Franca


    Santoro soddisfatto, il suo ‘popolo’ no

    Sul web la protesta dei sostenitori che gli chiedono spiegazioni dopo la ‘separazione consensuale’ con la Rai

    Santoro soddisfatto, il suo 'popolo' no

    di Daniela Simonetti

    ROMA – Il ‘popolo’ di Santoro non l’ha presa bene: la notizia della ‘separazione consensuale’ tra il conduttore e la Rai getta nello sconforto quanti hanno fatto di Santoro un punto di riferimento televisivo, eleggendolo a simbolo di una tv libera e protagonista della battaglia contro la censura e lo strapotere dei partiti nel servizio pubblico. Lui oggi si dice ‘soddisfatto’ aspettando di firmare l’accordo ma i fan – sul web – esigono soprattutto risposte e chiarimenti su una decisione che non comprendono. Dissenso, sgomento, confusione: sono questi infatti i sentimenti ricorrenti che gli ‘amici di Santoro’ affidano alla Rete lasciando i loro commenti sulla pagina ufficiale di Annozero e su quella di Sandro Ruotolo su Facebook.

    continua sull’Ansa

    Scritto da francacorradini

    maggio 19, 2010 alle 18:46

    Pubblicato in politica

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