LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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Archivio per dicembre 23rd, 2009

Il marcio della sanità lombarda

con 22 commenti

Se non fosse che le cosiddette prove esposte nel web non mi convincono sembrerebbe proprio che questa storia della statuina in faccia sia l’atto un pò sanguinolento di una commedia inscenata ad arte.

Guardate come sono riusciti a ricreare le condizioni di un inciucio spostando il discorso dall’”inadeguatezza del premier” – a cui si era giunti anche grazie al 5 dicembre –  alla “necessità di riforme condivise in un clima diverso” e tutto ciò bombardandoci per un paio di giorni con una strategia degne dei servizi di un paese sgangherato e marcio come il nostro.

Non è un caso che si riveda spesso in giro la faccia di D’Alema…

Comunque mentre ci occupiamo del popolo dell’amore che ci riempie ogni giorno di gioia e  - ammettiamolo -siamo proprio delle bestie noi che non lo comprendiamo, il governo sotto traccia lavora per noi.

Infatti ( notizie  riprese da qui  http://blog.libero.it/lavoroesalute/7799533.html ) vuole ridurre i posti letto per malati acuti dal 3,8 al 3,3 per mille (7-10 mila posti letto in meno), arrivando ad “ipotizzare persino accordi interregionali sulla mobilità per cui ad ogni cura eseguita in un’altra regione dovrà corrispondere analoga riduzione di posti letto nella regione di appartenenza”.

“Pesante intervento anche sul personale attraverso ipotesi di organico standard con ridimensionamento dei fondi per i contratti integrativi e conseguente riduzione degli organici nelle strutture semplici e complesse.”

“Introduzione di ticket: in caso di squilibrio già definito nel secondo trimestre dell’anno in corso, scatto obbligatorio di ticket sulla farmaceutica e sulle cure specialistiche con superamento e cancellazione di ogni tutela sociale attraverso l’annullamento di tutte le esenzioni”.

Inoltre v’è l’obbligo di introdurre il ticket sulla parte “alberghiera per le prestazioni medico-chirurgiche in day hospital o in ricovero ospedaliero, introduzione di un incremento della tariffa a carico dei cittadini per le prestazioni in intramoenia. Per la riabilitazione nelle strutture accreditate, scatto della totale o parziale compartecipazione a partire dal 45° giorno anziché dal 60° come attualmente in vigore”.

Anziché colpire privilegi, sprechi e connessioni malavitose insite nel sistema, con appalti e gestioni esternalizzate a vantaggio di amici degli amici, si cancellano diritti e si comprimono servizi nell’ottica di un esasperato economicismo secondo il modello lombardo.

In questo modo il governo non sta solo compiendo l’ennesimo intervento pro-crisi, riducendo l’occupazione e peggiorando la condizione delle fasce sociali più deboli.

Sta anche attaccando pesantissimamente la sanità pubblica con un progetto preciso e dichiarato. Sviluppare il “terzo pilastro” cioè consegnare al sistema a capitalizzazione e ai privati la sanità.

Mentre i programmi televisivi che il nano napoleonico ormai condiziona al 90% nelle sei reti, senza considerare le recenti involuzioni de LA 7 per via di Telecom, ci allietano con il natale dei buoni sentimenti e degli  inciuci in rapido avvicinamento, in Lombardia i governanti sono sull’orlo dell’esaurimento nervoso, perché il modello lombardo  imperniato sugli amici degli amici del “Celeste”Formigoni comincia a scricchiolare..

La logica del profitto applicata ai servizi è la ratio della nascita stessa dei cattolici popolari, il braccio armato politico affaristico di Comunione e Liberazione che nel tempo ha sempre trovato sponda nella fazione andreottiana, passata armi e bagagli a fare affari con il berlusca quando questi decise di scendere in campo.

Io personalmente ho conosciuti alcuni fra i dirigenti di C.L. che negli anni ’80, in fase di proselitismo esasperato ( è una vera setta senza se e senza ma), giravano per tutte le università cercando di raccattare persone e contratti con una furia agonistica che neanche i craxiani della Milano da bere avrebbero potuto vantare.

La voracità affaristica di questa congrega è incredibile ed ormai nota.

Alcuni di loro per convincermi ad entrare nelle loro fila, mi dissero che loro erano diversi dagli altri gruppi cattolici, per loro era “essenziale vincere, non partecipare” sicché”come in una corsa di cavalli, se c’era da truffare le regole o dopare il cavallo, lo facevano a cuor leggero”, “noi non siamo come gli altri cattolici che porgono l’altra guancia e vogliono solo testimoniare la loro presenza”, “noi vogliamo vincere, il nostro cavallo deve vincere…”

Pertanto l’esito giudiziario delle loro attività frenetiche era un po’ iscritto nel dna

La guardia di finanza di Milano un paio di mesi fa  ha arrestato con l’accusa di riciclaggio Rosanna Gariboldi, moglie del parlamentare del Pdl, Giancarlo Abelli, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dai pm Laura Pedio e Gaetano Ruta.
Con la stessa accusa, sono state arrestate altre tre persone, tra cui l’imprenditore Giuseppe Grossi che, alla guida della società “Sadi”, era considerato il “re delle bonifiche”. La signora Abelli è accusata di aver ricevuto soldi da conti esteri a Montecarlo “schermati” dell’imprenditore Grossi.

I dati del computer dell’ avvocato Fabrizio Pessina di Chiasso, fermato a Malpensa  in primavera, fanno tremare il Palazzo. La rete degli inquirenti comincia a chiudersi e fra le maglie anche molti insospettabili.

Tornando ad Abelli tutti sanno che è il capo della segretaria di Sandro Bondi, il coordinatore nazionale del Pdl di Berlusconi.

Abelli non è un nome da poco nella politica che conta. Non per  nulla a Milano è conosciuto come il “Faraone”, l’uomo forte della sistema sanitario lombardo, da mille agganci con il vecchio potere democristiano e il nuovo centro destra italiano. Sarebbe stato Pessina a spiegare agli inquirenti che il conto denominato “Associati”, in una banca di Montecarlo,  su cui si era avuta una sostanziosa movimentazione, era riconducibile  all’assessore provinciale pavese.

Adesso capite il motivo per cui qualche giorno fa il “Celeste” Formigoni ha emesso un sospiro di sollievo il cui rumore ha sorvolto le alpi.

Si è sentito sollevato per l’avviso di garanzia che lo ha raggiunto certificandolo “solo” come  un grande  inquinatore insieme alla Moratti, tanto che ne ha dato l’annuncio con enfasi, sventolando il foglio arrivato dalla Procura di Milano.

Ha fatto un po’ il teatrante ,  sorridente, ironico, sollevato. E sapete perché ? Perché era ben altro l’avviso di garanzia a cui tutti avevano pensato e cioè proprio alla indagine scaturente dall’arresto di Grossi e dal computer di Pessina.

Quando e se il celeste venisse  indagato per questa storia , ebbene in tal caso avrà ome minimo gravi scompensi cardiaci e più che celeste diverrà di colorito un pò grigio.

Sembra che ci siamo molti giocatori di poker fra i politici ultimamente, nel senso – e l’esempio vien dall’alto – che la partita è una scommessa definitiva ripetuta ogni volta puntando tutto quel che si ha sul piatto. Non potrà andare sempre bene. Ci sono un paio di grosse questioni che stanno rovinando il sistema lombardo.

1) Documenti inediti interni alla regione confermano l’anomalia dei controlli mancati.

Per trasformare la sanità in una macchina da soldi manovrata dai politici, basta azzerare l’efficacia dei controlli sulla spesa pubblica. Le cause della degenerazione di un sistema dove “i malati servono a produrre profitti“, mentre i medici diventano “sciacalli” (così i giudici di Milano riassumono l’inchiesta sulla clinica Santa Rita), vengono confermate anche da documenti interni alla Regione Lombardia, finora inediti.
Già 13 mesi prima dello scandalo, i tecnici di fiducia del governatore ciellino Roberto Formigoni denunciavano che i nuclei regionali di controllo (Noc) non riescono mai a scoprire “nessuna anomalia”.
Nel documento, mai pubblicizzato, i tecnici di Formigoni contestano proprio “la mancanza di un serio controllo nella gran parte delle strutture”. E giudicano “difficilmente comprensibile la quasi totale assenza di sanzioni” anche dove si registra “un’alta percentuale d’irregolarità”. Il problema è che la Regione interviene solo se “superano la soglia del 5 per cento”: un livello “impossibile da dimostrare nella pratica”, perché appena ci si avvicina, i Noc si fermano. Questa mancanza di controlli riguarda tutti i rimborsi, non solo le cliniche indagate. Una torta enorme. Dal 1995 a oggi la Regione ha distribuito alla sanità privata più di 30 miliardi di euro.

2) Nella clinica Santa Rita molti omicidi volontari.

La procura insiste: nella clinica Santa Rita sono stati commessi molti omicidi volontari fra i pazienti.

E una nuova consulenza dimostrerà il nesso causale tra gli interventi «inutili e dannosi» e le morti. È questa la prossima mossa della procura nell’inchiesta sulla clinica milanese per stabilire che le operazioni sono state causa prima dei decessi.    Per i magistrati Brega , che resta in carcere per lesioni gravi e gravissime, la truffa al Sistema sanitario nazionale e per il falso, aveva messo in conto le possibili morti dei pazienti – non solo quei cinque, visto che altri venti casi sono al vaglio – pur di ottenere rimborsi dalla Regione.

L’inchiesta potrebbe intanto virare sul versante politico, spinta anche dalle intercettazioni telefoniche. Una in particolare getta un’ombra oscura sui rapporti tra la Regione ed il propretario della clinica Santa Rita, il notaio Francesco Paolo Pipitone.

Il 14 marzo 2008 il notaio alzò il telefono per chiamare…indovinate chi? Ma il faraone Giancarlo Abelli, chi se non lui, assessore e coordinatore di Forza Italia.

L’inchiesta che ha portato a 32 avvisi di garanzia a dirigenti e dipendenti dell’ospedale Galeazzi, per il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, non rappresenterebbe ”nessuno scandalo”

Caro Formigoni attento, giocando così a poker per distruggersi basta una sola mano persa…

Rosellina970

Scritto da laconoscenzarendeliberi

dicembre 23, 2009 alle 19:37

Perchè i musulmani, ad oggi, non sono integrabili

con 20 commenti

qui si dimentica spesso l’11 settembre come si dimenticano Madrid

e Londra

e dimenticandosi queste cose, molte persone dicono un mucchio di stronzate.

Questi attentati sono stati fatti da INTEGRALISTI ISLAMICI, non da complottisti o puttanate del genere.

Fanatici religiosi che, imbevuti di fanatismo hanno ucciso migliaia di persone innocenti.

Leggo stronzate che dicono che il Corano non incita alla violenza, non discrimina le donne e che è come la nostra bibbia.

Il Corano considera ebrei e cristiani INFEDELI, ed è compito di un buon musulmano conventire o eliminare gli infedeli.

Nel Corano si legge che la moglie deve obbedienza al marito ed al figlio, e stranamente ancora ci si stupisce per uomini stranieri che una volta avuto un bambino da una donna italiana scappano in Egitto o chissà dove col bambino.

E’ vero, anche noi nella Bibbia abbiamo passaggi da censurare, ed abbiamo un codice di leggi assimilabile alla Shar’ia islamica.

Ma c’è una differenza evidente tra noi ed i musulmani.

Noi la Bibbia non ce l’abbiamo in casa.

E non la leggiamo più.

Noi abbiamo secolarizzato la Chiesa, forse perchè abbiamo provato sulla nostra pelle lo Stato Pontificio, abbiamo capito che la Chiesa è un governo come tutti gli altri che ha usato la religione per controllare risorse e persone.

Quindi, a partire dalla breccia di Porta Pia per passare per i Patti Lateranensi di Mussolini ed arrivare al referendum sul Divorzio e quello sull’Aborto, gli Italiani hanno dimostrato che la religione è un argomento PRIVATO, che si può credere in Gesù Cristo ma senza farsi comandare nè dal Papa nè da quello che c’è scritto nella Bibbia.

Che quasi nessuno possiede nella propria casa e quasi nessuno legge.

I Musulmani hanno tutti una copia del Corano in casa, lo leggono e lo usano per orientare la propria vita.

Il Corano che dice che, qualsiasi reato tu compia, basta che paghi una somma di denaro adeguato e sei libero perchè è meglio un indennizzo alla famiglia che un colpevole in galera….

Il Corano che qui a Brescia ha ucciso Hina, armando la mano del PADRE che uccide una ragazzina perchè amava un povero muratore cattolico…

http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/cronaca/pakistana-uccisa/confessione-padre/confessione-padre.html

E quale è la reazione di alcuni saggi illuminati?

Che chiunque dica queste cose è razzista, che la Lega è razzista, che i musulmani, poverini, si vogliono integrare e che la Lega glielo impedisce.

Gli stessi che saltavano di gioia in piazza Loggia qui a Brescia il giorno dell’attentato di New York, gridando “Bin Laden”?

L’integrazione, ad oggi, semplicemente non è possibile.

Lo sarà quando:

  1. i c.d. islamici moderati isoleranno i radicali e li consegneranno alle forze dell’ordine delle nazioni dove vivono. Fintanto che non accadrà e ci sarà complice silenzio anche di chi non è d’accordo sui fondamentalisti che frequentano la moschea, saranno tutti complici-fiancheggiatori-simpatizzanti.
  2. il Corano e la religione diventeranno per loro un fatto privato, come lo è per noi e quindi saranno davvero in primis cittadini italiani e poi musulmani

Fino a quel momento, la Lega ha perfettamente ragione a ragionare con la pancia, pur facendo stronzate come quella dei maiali di Calderoli.

I musulmani hanno diritto alle moschee, è una cagata dire diversamente, ma che se le paghino da soli e che si parli in Italiano dentro la moschea, perchè se dobbiamo controllare tramite la Digos o i servizi che non ci siano prediche radicali, già facciamo fatica ad infiltrare agenti bianchi tra di loro, figuriamoci se parlano anche in arabo.

Io spero che i musulmani si integrino, perchè così come sono adesso rappresentano un pericolo latente, ma l’opera di secolarizzazione, il distacco dalla religione come guida della vita e la cooperazione da parte loro per l’individuazione degli estremisti, devono VENIRE DA LORO.

Fino a quel momento, fino a che DAVVERO non vorranno loro integrarsi, fintanto che la CIA dice che non c’è dubbio su un prossimo attentato di Al Queda ma solo sul dove e quando, fino ad allora è chiaro ed evidente che genereranno dubbi e sospetti e paura, perchè le mani sporche di sangue per la religione ce le hanno loro.

E questo non è razzismo, ma constatare la realtà.

E ne sanno qualcosa in Olanda, dove hanno accoppato il regista di un documentario sull’Islam e dopo DECINE DI ANNI di pseudo integrazione, come la intendono i geni che a volte leggo su questo blog e non solo, fortunatamente la gente si è ribellata e l’estrema destra ha avuto un botto di voti.

Se qui in Italia non abbiamo più avuto attentati dopo Fiumicino, è perchè è ancora valido l’accordo di Andreotti con Arafat?

Voi non fate attentati e noi vi diamo la base logistica?

E questo ci mette tranquilli con la coscienza?

Perchè a nessuno frega un cazzo dei cinesi? Perchè sono schiavisti e danneggiano l’economia (e sono reati che la ns Pubblica Sicurezza può colpire) ma non si faranno mai esplodere in una metropolitana, quindi delle due l’una, o si è razzisti verso tutti o se si è spaventati dagli integralisti non lo si può chiamare razzismo.

UPGRADE DEL 26 DICEMBRE

è passato il Natale, siamo tutti più buoni e gli integrabilissimi musulmani cercano di far esplodere un aereo…

ARTICOLO DEL SOLE DI OGGI A PROPOSITO DI COME NON SIA UN PROBLEMA L’INTEGRALISMO ISLAMICO…

NEW YORK – Un terrorista ha cercato di far esplodere in volo un aereo della Northwestern in fase di atterraggio a Detroit. L’aereo, un Airbus A330 della Delta Airlines (che ha da poco assorbito la Northwestern e gestiva il volo) aveva 278 passeggeri a bordo, era arrivo dalla Nigeria via Amsterdam e fino ad allora, circa le 12 del giorno di Natale tutto si era svolto nella completa normalità. L’attentatore, Abdul Farouk Abdulmutallab, un nigeriano di 23 anni, è riuscito a far detonare un meccanismo esplosivo che aveva allacciato ai polpacci quando i piloti avevano già aperto il carrello di atterraggio.

Per fortuna, dicono le prime indagini, il meccanismo si è inceppato, evitando la tragedia. Ma i passeggeri hanno sentito lo stesso un botto, descritto da alcuni simile a quello di fuochi d’artificio, e hanno visto il fumo e le fiamme che si sono sprigionate dal posto 18 B, dove sedeva il terrorista. I testimoni, raccontano di urla di paura, della reazione degli assistenti di volo che portavano subito acqua per spegnere il piccolo incendio e dal contrattacco di un passeggero e poi di altri che hanno immobilizzato il terrorista. «Avevo sentito il carrello aprirsi, poi ho sentito il botto e ho pensato che potesse essere esplosa una gomma» ha detto un dei passeggeri alle agenzie di stampa dopo l’atterraggio.

Il giovane è stato subito trasferito vicino alla cabina di pilotaggio e ha detto di essere stato incaricato della missione da Al Qaeda. Fonti vicine agli inquirenti tuttavia esprimono prudenza, e dicono che l’uomo potrebbe aver agito per conto suo anche se il meccanismo che avrebbe dovuto far esplodere l’aereo era alquanto sofisticato: l’ordigno conteneva delle polveri che avrebbero dovuto esplodere al contatto di un liquido che l’uomo ha iniettato con una siringa. Per fortuna qualcosa non ha funzionato e l’episodio si chiuso con un grande spavento ma con l’ennesima conferma di quanto l’America sia sempre nel mirino dei terroristi, soprattutto ora, con l’annuncio di Barack Obama di una escalation in Afghanistan e con il tentativo di trasferire in territorio americano alcuni dei processi e dei detenuti di Guantanamo Bay.

Barack Obama è stato subito informato dell’attentato alle Hawaii, dove festeggiava il Natale con alcuni amici in una villa sul mare. Il Presidente si è subito messo in contatto con John O’Brennan, il coordinatore antiterrorismo alla Casa Bianca e lui stesso ha rivolto alcune delle domande che il giorno dopo si pongono tutti: come e’ stato possibile che il giovane nigeriano abbia portato gli esplosivi a bordo nonostante i controlli di sicurezza? Cosa non ha funzionato nell’intelligence che cerca di monitorare i possibili sospetti? Come il nigeriano abbia superato i controlli resta un mistero e conferma che nonostante le mille difficolta’ che incontrano i passeggeri ai controlli di sicurezza, chi vuole fare un attentato riesce a trovare il modo di farlo lo stesso. Il risultato immediato è stato un ordine di intensificare i controlli. Sul piano dell’intelligence, il nome dell’attentatore non compariva sulle liste dei servizi americani, ma sembra che fosse presente su altre liste internazionali.

Resta in America, forte, la consapevolezza che il terrorismo, la continuità del pericolo di un attacco, lo spavento sono sempre in agguato: «Questo era un attacco vero – ha detto il deputato di New York Peter King, membro della commissione antiterrorismo, già informato dagli inquirenti – per fortuna non ha funzionato, ma il pericolo è stato molto reale». «Ci vorranno giorni per capire davvero cosa è successo e come è successo» ha aggiunto un funzionario della Casa Bianca. Molto dipenderà dalla confessione del terrorista: è stato ricoverato in ospedale per forti ustioni in molte parti del corpo. Ma non è in pericolo di vita

Scritto da panattonimarco

dicembre 23, 2009 alle 10:17

Pubblicato in politica

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