Napolitano, un chirurgo plastico d’eccezione per ricostruire l’imene di Gianfranco Fini

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In queste ore di estreme fibrillazione in cui qualcuno parla di possibile crisi di governo non riesco a non pensare come queste vicende non c’entrino nulla con l’interesse del paese quanto piuttosto con una lotta di potere interna alle destre e causata in primis dall’estrema conclamata inadeguatezza di Berlusconi a guidare il paese.

Per altro verso una parte della base sociale su cui poggia il governo, quei tantissimi piccoli artigiani e commercianti  in via di proletarizzazione come acutamente descritto da qualcuno anche qui dentro, smuove i propri referenti interni al governo contro il dominio di Tremonti sui conti pubblici con gli esiti che abbiamo potuto notare nelle controfinanziarie tutte regolarmente bocciate.

Si fa peraltro sempre più acuta la crisi di una opposizione che rimane a guardare senza poter / voler far nulla , sebbene tali contraddizioni in altri tempi le avrebbero consegnato le chiavi della crisi o comunque un ampio spazio di manovra.

Non riesce neanche a decidere di partecipare ad una manifestazione dove presumibilmente andrà il suo elettorato!

La lenta decadenza del berlusca è difatti accompagnata parallelamente dalla estrema insipienza dei dirigenti della opposizione: poche ore fa  il nipote di Gianni Letta e’ riuscito con una dichiarazione sulla “legittimità del premier di difendersi (…) anche dal processo” a dire una enorme castroneria in punto di diritto  -  il legittimo impedimento attualmente codificato è un modo di difendersi nel processo, altri efficaci impedimenti la legislazione vigente non ne conosce  – che ha fatto perdere al suo partito centinaia di migliaia di voti in un secondo.

Il problema del pd è l’influenza di personaggi poco limpidi come Massimo D’Alema e Letta con quella dichiarazione si è anch’egli iscritto  di diritto al partito degli “amici” dell’attuale premier.

Su queste contraddizioni chi invece si inserisce con una chiara strategia è Fini che continua la propria marcia di avvicinamento al ruolo di successore.

Forse strategia è una aprola troppo forte ed appare più idoneo l’uso del termine tattica. Una tattica furbetta che lo vede appoggiato da evidenti supporti istituzionali , anche interni, come l’ausilio prontamente offertogli dal  Presidente della Repubblica Napolitano alla ricerca di una soluzione interna alla probabile crisi.

Fini ha ben capito che a causa della crisi endemica della sinistra chi volesse  succedere al vecchio sessuomane malato non avrebbe da far altro che  impugnare uno dei tanti temi di sinistra in questo momento lasciato libero (difesa dei diritti civili , difesa della costituzione e delle istituzioni di contrappeso e garanzia, una diversa politica economica…) e brandirlo contro il satrapo in difficoltà usando la propria funzione di garanzia come schermo protettivo.

Ed è ciò che sta facendo con i suoi numerosi distinguo.

Vorrei soffermarmi su questo punto poichè vedo in giro occhi estasiati per le performance del sig. Fini come capo della unica opposizione esistente nel paese, ovvero quella interna al palazzo di sua maestà.

Non nego che Fini abbia in testa una idea di destra europea e non populista e che  si proponga come  il futuro moderno e progressista del partito conservatore europeo nè voglio qui  giudicare se egli abbia realmente cambiato idea rispetto al passato( ne dubito…) che è cosa talmente inutile da non soffermarcisi . Del resto quel che conta sono i fatti politici, anche le dichiarazioni , quindi,  purchè seguite da comportamenti coerenti.

Ma  non posso neanche dimenticare come Fini sia corresponsabile al più alto livello da 15 anni della politica berlusconica, come abbia fortemente voluto e  firmato la legge Bossi – Fini sugli immigrati nonchè tutte le leggi vergogna ad personas che hanno già fatto strame del diritto in questo paese. Ha assistito per anni, appoggiandolo, al tentativo spesso riuscito di scardinare il sistema , di confinare in un angolo la magistratura, di modificare i rapporti istituzionali in favore del bieco populismo che solo oggi rinnega.

Dico ciò solo perchè vedo sguardi un pò troppo entusiastici in alcuni della opposizione , personaggi che spesso anche in passato hanno mostrato atteggiamemnti indulgenti e speranzosi, promuovendo anzitenpo figure dell’altra sponda a campioni di democrazia con molto più entusiasmo ed energia di quanto ne occorrerebbe  per cercare finalmente di essere loro stessi  riferimento per una vera opposizione. Un gusto voyeuristico molto poco responsabile, un modo di confessare la propria subalternità per mettersi a fare il tifo in casa d’altri con l’obiettivo di scegliere in meno peggio.

Bene in questo caso il meno peggio è veramente poca cosa a parere di chi scrive e se sembra rifulgere di qualche  luce è solo per la estrema “povertà”delle ombre che ha intorno.

La dico tutta : a me Fini ricorda piuttosto quelle vecchie “signore” di provincia di grande esperienza che  a fronte di una inaspettata occasione di convolare finalmente a nozze con un ricco pensionato, pensano bene di rifarsi l’imene dal chirurgo plastico per far credere al vecchio citrullo di essere ancora vergini.

Verrebbe da chiedere la prova del lenzuolo sporco di sangue come avveniva nel sud fino a poco tempo fa. Comunque non sono queste signore di provincia un pò usurate ad esser patetiche , bensì coloro che mostrano di crederci , in prima fila il vecchio e ricco citrullo.

Crazyhorse70