Archivio per novembre 2009
Una questione di logica oppure le tre scimmiette…
Il Berlusconi che ho votato dal 1993 in poi non è l’amico di Previti e Dell’Utri ma il magnate liberale che si muove nell’idea del buongoverno di Urbani e nelle idee liberali di Antonio Martino.
C’è un tratto levantino ed azzeccagarbugli dell’ambiente di Berlusconi che non mi è mai piaciuto molto e che mi sembrava contraddire la sfida liberale e liberista dei primi tempi.
Ecco perché ieri pomeriggio non mi sono stupito più di tanto per le affermazioni illogiche del coofondatore di Forza Italia nel salotto televisivo della Annunziata.
Misteri della logica. Secondo Dell’Utri Mangano non ha parlato ed è quindi un eroe perché non ha accusato Berlusconi e Dell’Utri.
Di Spatuzza invece ha detto che parla e “si capisce che non sa nulla, non dice nulla” quando tira in ballo Berlusconi e Dell’Utri.
Ora vorrei che mi spiegasse se intendeva dire che Mangano è un eroe perché sapeva e non ha parlato, o se non ha parlato semplicemente perché non sapeva ( ma qui sembrerebbe illogico il riferimento all’eroe ).
E Spatuzza non è un eroe perché non sa e parla? Bene ma allora se parlassero Riina e Provenzano cosa sarebbero? Ditemi voi : supereroi o qualche cattivo consigliori di silvio si arrischierebbe a tacciarli come persone non informate sui fatti di mafia , forzando la realtà e la logica? Non è uno scioglingua credetemi.
Viene da dare ragione a chi ironicamente sottolinea che forse, come dice Silvio, leggiamo troppi libri di mafia e siamo cresciuti con le puntate della Piovra.
Mi viene da dare ragione a chi poi dipinge un ceto politico come trinariciuto e vittima delle tre scimmiette per poi concludere come nei migliori documentari comunisti che “ la mafia, lo sanno tutti, non esiste”.
Insomma siamo liberali ma mica del tutto scemi…
Alfredo Cantera
Bossi Barbarossa e gli sprechi
Io ho sempre appoggiato la Lega, più con la ragione che con l’istinto , odiandone certi contenuti un pò stomachevoli provenienti dallo strato sociale più profondo.
L’idea di Bossi negli anni ’90 di tagliare le unghie allo statalismo, di piantarla con gli sprechi di Roma ladrona, di far metabolizzare al popolo italiano la bellezza e la estrema giustizia di rendere prossime le tasse al territorio di appartenenza è una genialità politica che ormai fa parte della storia.
Ed anche un certo politicamente scorretto atteggiamento verbale e sostanziale verso l’immigrazione è secondo me ormai giustamente sedimentato in tutto il popolo italiano: a che servono le lacrime di coccodrillo sui morti nei barconi quando tu non crei una logica idea di filtro tra le richieste e le possibilità reali di accoglienza?
Avere una identità locale e nazionale forte e coesa permette di accogliere, svicolare nel buonismo e nella indeterminazione dei popoli ha come esito il sopruso sul popolo più debole e con la identità più vaga, il nostro.
La chiesa faccia il proprio mestiere ma noi siamo liberi di decidere lo sviluppo in casa nostra senza farcelo imporre dall’esterno.
Certo non ho mai sopportato – forse perché per metà sono meridionale – il razzismo endemico in alcuni suoi dirigenti locali e nazionali: dalle sparate di Gentilini e Borghezio alle ultime scenette di Matteo Salvini sulla metropolitana ed i posti a sedere.
In conclusione mi darete atto di non ver pregiudizi se decido di affermare, come faccio qui, che l’atteggiamento della lega verso la cultura e l’arte è da veri parvenue , da barbari impenitenti a cui non frega nulla di niente.
Sicchè quando qualcuno di loro se ne occupa finisce per assomigliare a quei ladroni di Roma che bombardavamo di insulti vedendoli ingrassare con sprechi, favori e nepotismo.
Nel fallimentare film “Barbarossa“, finanziato dalla Rai, Bossi recita il ruolo di un nobile lombardo. Ma come : Barbarossa padano, canone italiano?
Io rammento bene la giusta campagna della destra e del Giornale in favore dell’abolizione del canone Rai. Si diceva fosse un odioso balzello utile soltanto a pagare lo stipendio dei giornalisti comunisti.
Ed allora? L’idea era buona , ma riconfermabile anche oggi , visti i milioni di euro elargiti per finanziare la barzelletta cinematografica sul Barbarossa voluta dal Bossi. Che dire poi del milione virgola seicentomila euro all’anno che dovrebbe essere pagato per rinnovare il contratto a Bruno Vespa? Secondo il Corriere della sera questo sarebbe solo il minimo sindacale, a cui poi si aggiungerebbero dei bonus per eventuali altri lavoretti e partecipazioni a programmi tv.
Il maggiordomo di tutti i regimi democristiani prenderebbe circa 133 mila euro al mese. Attendo di conoscere che ne pensa Libero e il Giornale dello stipendio di Vespa. Aspetto titoloni e denunce in prima pagina.
Insomma attendo di veder rappresentate le mie istanze liberali sempre e comunque: mi rifiuto di vedermi irrigimentato in un esercito padronale che deve nascondere o omettere le verità perché così conviene al capo. Questo modo di agire è uno dei motivi per cui fin da piccolo ho avuto in odio i comunisti e le sinistra in generale: bisognava essere uniti contro il nemico e si doveva per il partito anche dir menzogne o cambiare idea.
Contrordine compagni vi ricordate ?
Quindi capirete che è connaturata in me la ripulsa verso le guerre di religione fideistiche e non sarà certo questa deriva alla feltri e belpietro a farmi cambiare idea.
No al canone, no a Barbarossa sprecone , niente aumenti a Bruno Vespa, le guerre di religione fatevele fra di voi.
Alfredo Cantera
Meno tasse per i nuovi proletari, gocce del mare azzurro
Ogni giorno che passa sono sempre di più i nuovi proletari. A differenza del glorioso passato bolscevico oggi però non vediamo bandiere rosse a far loro da ala nè si ode l’entusiasmo dei rimasugli comunisti ancora annidati nel nostro paese.
Del resto anche come proletari sono un pò mediaticamente sfigati. Tutta gente che non ha ombrelli come gli operai della FIAT , gente che non sale sulle gru o sui tetti perché non è nella loro mentalità ed anche perché sopra il loro negozietto non c’è neanche spazio per una canadese né troverebbero il cronista dell’Unità che affannosamente gli sventaglia il microfono sotto la bocca.
Da gennaio a giugno 2009 hanno chiuso in Italia 36.000 negozi. 6.000 AL MESE. 200 al giorno. A fine anno le previsioni di Confesercenti sono di meno settantamila. Soprattutto a conduzione famigliare. Resistono le grandi catene. Un calcolo prudenziale, pur tenendo conto dell’apertura di nuovi negozi, è di almeno 200mila persone senza lavoro quest’anno. I negozi chiudono per la crisi, per la mancanza di ottimismo dei consumatori, per la concorrenza dei supermercati e per le tasse. Sui primi tre punti è difficile intervenire, sull’ultimo invece si può. I negozianti devono pretendere l’uguaglianza fiscale di fronte alla legge. Io non mi sono stracciato le vesti per la morale offesa dallo scudo fiscale ma se i grandi evasori pagano il 5% per rientrare in Italia ripuliti e verginelli anche il commercio al dettaglio deve avere un’aliquota massima del 5%.
Berlusconi e Tremonti stiano attenti , l’incazzatura delle persone per bene che hanno votato credendo all’idea di meno tasse e più sicurezza è incommensurabilmente superiore agli strepiti dei dipietristi e dei moralisti a gettone anche perchè si ode di meno ma vale di più.
Questa è la base sociale del pdl e continuando così rischiano di perdere il potere quello vero e non per storie di donnine o per improbabili corresponsabilità mafiose. Ma per promesse non mantenute.
Ed un segnale si può dare anche fra qualche mese alle regionali.
Noi non facciamo manifestazioni folkloristiche e di solo impatto mediatico come il No Berlusconi Day, una manifestazione che serve solo per selezionare una nuova classe dirigente di qualche partitino della sinistra.
Nè partecipiamo con grande interesse alla trappola del tifo scattata in questi giorni su mafia si e mafia no.
Noi lavoriamo in silenzio e vediamo una situazione pessima intorno a noi , tutto è più o meno come prima ed il tempo passa.
L’unica nostra arma è semplicemente ragionare e poi non andare a votare ed ho l’impressione che molti stiano sottovalutando un “certo fastidio” nell’elettorato pdl.
Attenti, questi molti, che un “certo fastidio” non è registrabile dai sondaggi, men che meno nella parte moderata del paese, da sempre restia a reagire in maniera immediata e veritiera di fronte ai sondaggi.
Attenti che da che mondo é mondo siamo noi le vere gocce – parafrasando un titolo letto in questo blog – la moltitudine di gocce che insieme fanno il mare. Fossi in te non mi preoccupaerei del mare viola , Silvio, ma di quello azzurro che è poi l’unico vero colore del mare…
Niente taglio dell’Irap, neanche in formato mini, niente alleggerimento dell’Irpef e niente cedolare secca sugli affitti: sul tavolo ci sono 4 miliardi di euro da spendere e questi serviranno per interventi “strutturali”, dal welfare alle piccole e medie imprese, e non per misure “mirate”. Sembra il programma di Epifani.
La misura è colma, per me già da tempo.
A proposito degli altri, dall’altra parte dell’emisfero purtroppo certe benefiche minacce di allontanamente si sono rivelate illusorie: Veltroni non e’ più andato in africa come promesso e D’Alema non ci ha lasciati soli per andare a fare mister PESC in europa e sono di nuovo ambedue in giro a fare danni.
Questi due per il pd sono una cappa mortale.
Alfredo Cantera
No Berlusconi Day: un popolo in viòla per chi vìola la legalita’ e la Costituzione
Questo il titolo di un pezzo di ‘Articolo21 dopo la conferenza stampa di giovedì scorso a Roma .
“………….Tra poco si parlerà del NO BERLUSCONI DAY, destinato a passare alla storia come il primo evento italiano organizzato dal popolo della rete. Per molti di noi è come fare un salto indietro di 30 anni: una sala piccola, con tante facce giovani, la voglia di discutere , di scegliere , di contribuire a dare una svolta alla politica di questo Paese. Comincia a parlare Massimo Malerba , portavoce del comitato organizzativo.
Si capisce subito che ha più dimestichezza con la rete e che è quasi intimidito da quel microfono da tenere in mano anche se sa che è strumento indispensabile per far arrivare le parole di questa conferenza stampa al popolo di internet connesso sul sito del comitato promotore della manifestazione del 5 dicembre.
Con fermezza precisa che dietro all’evento non ci sono mandanti politici. L’idea del No B.Day è nata il 9 ottobre scorso su Facebook: all’indomani della bocciatura da parte della Corte Costituzionale del lodo Alfano. Un gruppo di persone ha lanciato un appello per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio e subito è partito il tam tam mediatico che ha portato a fondare un sito e un comitato promotore del No B. Day………… “
Ottimo “gioco di parole“…….il VIOLA contro chi Vìola…
Da venerdì 27 è stata lanciata la campagna viola.
Ai balconi, alle finestre , nelle auto, sulle giacche di chi aderisce ci sarà un simbolico pezzo di stoffa viola che potrà essere un lenzuolo, un drappo o un piccolo fiocco.
Perchè il viola ?
Perchè è l’unico colore non legato a simboli di partito.
Perchè è il colore dell’autodeterminazione.
Roma, il 5 dicembre, sarà invasa dal popolo viola.
Stime delle partenze prenotate danno numeri altissimi… 500 pullman, traghetti e navi prenotate dalla sardegna .. treni speciali dalla Sicilia e dalla Calabria. Forse voli speciali.
Più le partenze autonome di chi viaggerà in auto o in treno senza essere legato alla nostra organizzazione.
Confesso a voi , amici del blog, che ho sempre sperato e creduto che il nostro appello trovasse ampio riscontro.
Ma oggi mi sento quasi intimorita dal successo dell’iniziativa che va aldilà di ogni più rosea aspettativa.
Io a Roma il 5 ci sarò , e voi ??
Franca Corradini
PS: Sulla home del sito trovate il banner da prelevare , vestite di viola almeno il vostro blog ….
Quello che toglie il sonno è quel fascicolo 11531/09-2
In queste ore il parossismo ha raggiunto livelli elevati ed è infatti intervenuto Napolitano per bloccare un corto circuito scatenato dall’ossessionato premier e che tra azioni e reazioni sarebbe trasceso oltre il limite.
Ma qual’é il vero motivo che ha portato Berlusconi sull’orlo di una crisi di nervi proprio in queste ore?.
Il mondo dei media laddove non prende ordini direttamente dal boss di RAISET ne è comunque in larga parte condizionato e confonde gossip, fatti, commenti in una melassa indistinta che non lascia capire nulla dei fatti concreti.
La verità è che il prossimo fine settimana, tra processi e no berlusconi day, sarà uno dei più duri per il silvietto nazionale.
Giusto per dare nome e cognomi ai fantasmi che stanno terrorizzando il guitto di Arcore ecco un po’ di dati sull’incubo peggiore.
- L”ossessione principe, quella che toglie il sonno, è il fascicolo 11531/09-2 della procura antimafia di Firenze che prevede un registro degli indagati. Fu aperto anche nel 1998. Erano iscritti “ Autore Uno” e “Autore Due”. L’ipotesi era concorso in strage. L’udienza è il prossimo 4 dicembre 2010.
- Nell’aula bunker di Torino la Corte d’Appello di Palermo in trasferta ascolterà il boss pentito Gaspare Spatuzza, prima linea operativa di Cosa Nostra fino all’arresto nel 1997, reggente del mandamento di Brancaccio tra il 1995 e il 1997, killer di don Puglisi, autore delle stragi che Cosa Nostra ha voluto firmare in continente nel 1993, da Roma a Milano passando per Firenze
- Per evidenti motivi di sicurezza è stato deciso che Spatuzza è preferibile muoverlo su Torino anzichè su Palermo. Il pg Antonino Gatto, pubblica accusa nel processo d’Appello in cui Dell’Utri è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa (9 anni la condanna in I°), il 23 novembre ha chiesto e ottenuto di riaprire il dibattimento – già arrivato alle arringhe – per poter interrogare Spatuzza.
- E ascoltare dalla sua voce quello che il boss da quattordici mesi sta raccontando al procuratore Antimafia Piero Grasso, al procuratore di Firenze Pino Quattrocchi e ai sostituti Nicolosi e Crini. Centinaia di pagine di verbale che stanno riscrivendo la storia delle stragi (deve essere in parte rifatto il processo per via D’Amelio) e degli intrecci tra Cosa Nostra e politica
- La famiglia Graviano avrebbe concordato una alleanza politica ed affaristica con Berlusconi e dell’Utri discutendone negli anni 1992-1993 – nel periodo degli attentati a Roma e Firenze – e sottoscrivendo successivamente un patto alla vigilia della nascita di Forza Italia.
- Questa storia si interseca con quella del papello o ne è una variante parallela, questo è ancora da stabilirsi.
- Tra luglio e ottobre Giuseppe e Filippo Graviano, messi a confronto con Spatuzza, non lo hanno confermato. Ma hanno accettato il confronto. Nel codice di Cosa Nostra vale moltissimo. Le conferme alle dichiarazioni di Spatuzza sono arrivate da altri pentiti doc come Romeo e Grigoli. Ora l’attesa è massima per quello che U tignusu dirà nell’aula bunker di Torino
- Bonaiuti con la palla di vetro che tutti gli riconoscono conferma che berlusconi non è indagato, ma viene smentito dalla logica delle cose che pure i giornaletti di famiglia riconoscono essere del tutto diversa.
Crazyhorse70
Minaccioso, malmostoso, ossesso avvelenatore di pozzi offresi al pubblico ludibrio per lenta agonia…
“E’ in atto una persecuzione giudiziaria che porta sull’orlo della guerra civile”. E’ quanto avrebbe detto il premier, durante l’ufficio di presidenza del Pdl di ieri sera. Durante la stessa riunione l’omino delle illusioni ha affermato che “Il partito e i suoi massimi organi votano e decidono a maggioranza. Questo avviene su ogni argomento. La minoranza o si adegua o è fuori dal partito“.
C’é da dire che ogni giorno il buon vecchio marito della Lario ci regala un motivo in più per venire tutti a Roma al NBD del prossimo 5 dicembre.
Un presidente del consiglio che si rispetti e che per tale motivo meriti quindi rispetto, non dovrebbe usare termini “pesanti” come questi, solo per lanciare moniti e messaggi di bassa cucina politica contro alcuni dei suoi riottosi alleati.
Pure qualcuno dovrebbe insegnargli il significato delle parole . Pure qualche volta potrebbe risparmiarci la solita tirata contro i giudici. Ma tant’é .
Dato lo scarso rilievo istituzionale del personaggio non ho mai creduto ad un suo atteggiamento coerente col ruolo che occupa, peraltro abusivamente, da un quindicennio. Le sue ossessioni sono note e riguardano le indagini sulla mafia e la politica nel 1993.
I suoi interessi sono altrettanto noti ( usare il potere per arricchirsi, evitare il tracollo personale per i tanti reati commessi, scoparsi più giovani veline possibile promettendo mari e monti). Del resto gli interessa poco o nulla.
Nel frattempo il berlusconismo è divenuto cosa diversa e più pericolosa delle misere sorti individuali del marito di Veronica Lario, sicché quando costui usa impropriamente certi termini rimane comunque nell’aria quell’odore di miasmi antichi e puzzolenti che quelle parole rievocano e l’inadeguatezza del citato signore di Arcore non rende i suoi comportamenti meno inquinati e torbidi.
Può dirsi senza tema di smentite che fino ad ora siamo riusciti a limitare i danni che l’ avvento dell’alieno ci ha direttamente o lateralmente procurati solo grazie alla Costituzione ed agli istituti preposti a garantirla.
Pertanto seppur avesse deciso di avvelenare tutti i pozzi non ci riuscirà perché ce ne è almeno uno, la Fonte Suprema dell’acqua fresca della Costituzione, la cui ubicazione per fortuna non conosce.
Ed anzi mentre osserviamo il mestatore preso dalla sua attività preferita , mestare nel torbido appunto, chi ne ha voglia può avvicinarsi a quella fonte e respirare quella aria pura che promana dalle norme della nostra Carta Suprema. Per un pò toglietegli l’audio che sembri un pesce che si agita nell’acquario ; solo il tempo che occorre per la sorsata d’acqua fresca e pura che segue …
In difesa della costituzione
Fonte [ Il Manifesto, 20 novembre articolo di Domenico Gallo]
La manifestazione in programma per il 5 dicembre, convocata attraverso una straordinaria
mobilitazione politica dal basso, è frutto della crescente consapevolezza che siamo precipitati in un tempo politico drammatico in cui è messa in gioco la sopravvivenza della Costituzione, cioè della nostra patria, in quanto la Costituzione è la patria dell’ordinamento politico.
Non possiamo non vedere che questo luogo politico, la Repubblica democratica con il suo patrimonio di beni pubblici repubblicani, è stato invaso da un esercito di occupazione che si sta impegnando con la massima solerzia a smantellare tutti (proprio tutti) i beni pubblici repubblicani. Non si tratta soltanto della seconda parte della Costituzione che viene contestata e delegittimata ogni giorno con gli attacchi ai giudici, alla corte Costituzionale ed al presidente della Repubblica (quando si mette di traverso), ma anche della prima parte, con l’attacco ai beni fondamentali della vita, come l’acqua, ed ai fondamenti della dignità umana e dell’eguaglianza, fino alla riesumazione strisciante delle leggi razziali.
Quando le truppe tedesche hanno invaso l’Italia, tutte le forze vive, tutti i patrioti, si sono opposti ed hanno unito i loro sforzi creando il Comitato di Liberazione Nazionale, nel quale sono confluite forze e culture diverse (dai comunisti ai badogliani), che hanno messo da parte le loro divergenze per perseguire l’obiettivo comune della salvezza della patria.
In questa contingenza storica, di nuovo un pericolo mortale minaccia la patria-Costituzione. Come avvenne con la Resistenza, ora come allora, occorre chiamare a raccolta tutte le energie spirituali, tutte le culture, tutte le forze politiche e tutti gli uomini di buona volontà, che riconoscono nella Costituzione la loro patria, ad agire con fermezza.
Di fronte a questa esigenza, tutte le forze politiche, che riconoscono valore ai beni pubblici repubblicani, devono mettere da parte le differenze (non cancellarle) ed impegnarsi in una fortissima unità d’azione per scacciare l’esercito di occupazione che dilaga nel territorio della patria. Non esistono alternative all’unità.
L’unità è imposta dalla legge elettorale che, attraverso lo strumento del premio di maggioranza impone che un solo esercito possa sfidare le forze di occupazione.
Anche se le radici del malessere della democrazia italiana vengono da lontano, è stato lo sciagurato scioglimento dell’Unione, nel 2008, a determinare questo disastro. Lo scioglimento dell’Unione è stato come lo sbandamento dell’esercito italiano l’8 settembre: ha tolto di mezzo il principale ostacolo all’occupazione della patria da parte dell’esercito invasore.
Se la posta in gioco è la sopravvivenza della democrazia repubblicana, cioè della patria, allora tutte le forze si devono coalizzare, tutte le energie devono essere chiamate a raccolta. Non si può dire, come irresponsabilmente si è fatto nel 2008: questo sì, questo no.
Solo una forte mobilitazione popolare dal basso può ricomporre l’unità delle forze democratiche intorno ai valori supremi della Costituzione per rovesciare la corsa verso l’abisso e riaprire il futuro alla speranza.
Se non fosse un pagliaccio che usurpa la funzione che qualche milione di sprovveduti gli ha colpevolmente assegnato
se non fosse un misero guitto che straparla per ragioni abbiette e personalissime, ragioni che niente hanno a vedere con l’interesse collettivo
se non fosse quello che è insomma
potremmo dirgli a questo punto
che noi siamo qui pronti a resistere alla sua guerra e che non ci fa paura.
Siccome invece il tipo è quel che è
io spero, ritengo anzi voglio che se ne vada via al più presto - lui e la sua corte di numerosissimi nani e ballerine – e ci risparmi questa lunga ed inutile agonia.
Crazyhorse70
Le brigate turchesi causano gli autogol degli squadristi in campo per una rockstar al tramonto
L’altro giorno la Rolling Stone Italia ha nominato Silvio Berlusconi “Rockstar dell’anno”: da sempre, in occasione dell’uscita del numero di dicembre, il mensile incorona il personaggio che si è distinto nel corso dell’anno per il suo carattere e temperamento decisamente rock&roll. La decisione di eleggere Silvio Berlusconi Rockstar
dell’anno é stata presa dalla redazione di Rolling Stone per gli evidenti meriti raccolti dal cavaliere, capace come nessun altro di stare sotto le luci della ribalta e distinguersi per il suo stile di vita degno delle migliori rockstar.
Quando uno è una rockstar è normale avere nutriti gruppi di fans.
Ma alcuni fan strabordano, esagerando nell’idolatria. Ecco cosa hanno combinato i fans – squadristi di Silvio rock per esaltare le gesta del loro idolo.
“Il giudice Mesiani ? Eravamo d’accordo con Brachino di fare del gossip su di lui come avevamo fatto in precedenza su Pieto Maso e Marco Furlan“
Avete letto bene, nessuna omonimia, il paragone è proprio con Pietro Maso (che assassinò i genitori) e Marco Furlan (componente del sodalizio criminale Ludwig).
Tutto ciò è contenuto nel verbale dell’interrogatorio previsto dal procedimento disciplinare contro la “giornalista” Annalisa Spinoso - l’autrice del pezzo contro Mesiani trasmesso da Mediaset tempo fa, quello sui calzini turchesi stravaganti per intenderci – ed i suoi capi Claudio Brachino e Antonello Sette.
Che dire? A questa fonte inquinata si abbeverano ogni giorno milioni di persone sprovvedute che per decenni ingurgitano stronzate come fossero notizie e poi , una volta ben lobotomizzati, diventano fedeli elettori del premier. Ha funzionato così fino ad ora. C’é qualcuno che può negarlo?
Altro eccesso di zelo, altro autogol dei soliti cialtroni del ” Giornale” : “Aiuto i comunisti ci vogliono far fuori” Poi la Digos scopre che la lettera delle B.R. è una invenzione di Littorio Feltri che se l’è mandata da solo...
Presso la redazione de “Il Giornale” di Genova è stata recapitata una lettera scritta a mano, con stella a cinque punte e firma delle BR. La lettera conteneva minacce alla redazione, al capo della sede Lussana ed al collaboratore Guzzardi, colpevoli secondo i brigatisti immaginari di reiterate inchieste sulla Valbisagno. Guzzardi si era preso la briga di scriverci un articolo per il sito della testata, in cui illustrava la situazione, ed il momento in cui aveva cominciato a trovarsi sotto minaccia.
Più tardi sempre ieri , la Digos è riuscita a risalire al mittente di quella lettera anonima arrivata in redazione: Francesco Guzzardi. Omonimia? No, non solo è lo stesso nome del giornalista, ma chi ha scritto quella lettera ed il giornalista sono la stessa persona! Così come a ha fatto sapere l’ANSA tramite questo lancio. Poi Guzzardi ha confessato di aver architettato l’intera vicenda, cercando di salvare il capo, Littorio Feltri.
Indro Montanelli, quando ancora in vita e vedeva la sua creatura “Il Giornale”, sotto la direzione della famiglia Berlusconi in tandem con Feltri, affermava che per lui equivaleva ad avere un figlio drogato con cui non voleva più avere niente a che fare.
Annoveriamo quindi l’ennesima figuraccia che la testata gionalistica diretta da Littorio Feltri può rivendicare nel suo palmarés. La creazione di un nemico che non c’è, di un allarme che non esiste, al solo scopo di mantenere alta la paura dei comunisti cattivi che se la prendono contro il giornale del Regime.
Crazyhorse70
No Berlusconi Day: l’interpretazione autentica
Ultima ora: la destra ha appena salvato al senato il sottosegretario Cosentino dall’arresto richiesto dai P.M..
Eppure le prove erano talmente schiaccianti da provocare molti mal di pancia fra le poche persone oneste che questa maggioranza ha portato in parlamento.
Si fa ancora più st
ringente la necessità di una grande partecipazione al 5 dicembre 2009, No Berlusconi Day.
Riporto l’ultima intervista di Franca Corradini a Blogosfere sul tema.
Rosellina
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Una manifestazione nata in Rete che partirà fisicamente da Piazza della Repubblica a Roma alle 14 e avrà luogo in oltre 1.000 piazze in Italia e all’estero. Ed é boom: la pagina dedicata di Facebook conta oltre 323.000 fan. Tra i blogger organizzatori anche la nostra Franca Corradini, curatrice di Ascuoladibugie. L’abbiamo intervistata per saperne di più.
Come é nato il No Berlusconi Day?
E’ nato su Facebook il 9 ottobre 2009 per iniziativa di alcuni blogger (San Precario, Franca Corradini, Giuseppe Grisorio, Freek, Tony Troja) con l’apertura di una pagina, chiamata “Una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi“. In particolare San Precario, personaggio molto noto online per le sue battaglie civili e democratiche, e con cui avevo condiviso l’esperienza del No Gelmini Day del 5 settembre 2009 – lanciata su Ascuoladibugie-, ci ha chiamati a raccolta e ha ricevuto immediatamente la nostra adesione entusiasta e convinta. Il numero di fan é aumentato rapidamente da quando i media hanno iniziato ad occuparsi di noi e da quando sono arrivate le prime firme eccellenti, tra cui quelle di Ferdinando Imposimato, Antonio Di Pietro, Paolo Ferrero e Beppe Grillo.
La manifestazione ha avuto eco internazionale: ve lo aspettavate?
Sì, ce lo aspettavamo. Non abbiamo fatto altro che lanciare un appello che in Internet è ampiamente condiviso. Siamo un gruppo di blogger attivi ed impegnati, il mondo web restituisce una realtà che purtroppo in tv spesso non appare.
Sia gli italiani che vivono all’estero sia la stampa hanno letto in questo evento un moto di riscatto del popolo italiano. Interesse peraltro già manifestato da molte testate straniere per le recenti vicende da Teatro del Bagaglino che vedono coinvolto il Presidente del Consiglio.
Chi ha manifestato maggiore interesse?
All’inizio l’interesse riguardava solo il mondo dei blog e dei social network, poi si é esteso anche alle testate giornalistiche in maniera trasversale.
Tutti i paesi saranno coordinati fra loro per la manifestazione? In che modo?
La costituzione di gruppi locali, coordinati da una specifica azione di supporto di un referente dei gruppi consente l’organizzazione capillare di NBD.
Oltre alla pagina principale, il sito ed i blog collegati forniscono aggiornamenti sulle iniziative e i recapiti utili per informazioni e prenotazioni viaggi.
Quali sono le ragioni che vi hanno spinto ad organizzarlo?
Rispondo con le parole del nostro appello:“Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre 15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi.
Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell’Utri.”
Perché organizzare un’altra manifestazione contro Berlusconi?
Questa non è una manifestazione contro il premier. Il nostro urlo non fa riferimento all’uomo Silvio Berlusconi, ma alla figura politica che rappresenta. E’ una presa di posizione contro un certo modo di fare ed intendere la politica, che chiede nella fattispecie le dimissioni di un Presidente del Consiglio che “costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali” - come ribadito in questi giorni dalla stampa estera che definisce la nostra “una dittatura”- e che lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci. Proprio per questo ricerca leggi ad personam, come il Lodo Alfano, e si appresta a compiere un’ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento.
Quali risultati vi aspettate dal No B-Day?
Sicuramente la presa di coscienza dei cittadini come esseri attivi della società civile, che al di là dei partiti e dei sindacati si organizzano, supportati dalla forza della piazza virtuale: la Rete.
Mi auguro, come spiega San Precario, che il 5 dicembre sia “una manifestazione che avrà effetti importanti nel quadro politico e che, per livello di partecipazione e di contenuti, sia tra le più importanti della storia della Repubblica”. E’ importante evidenziare che il colore della manifestazione è il viola, per sottolinearne il carattere assolutamente apartitico.
Ecco l’ultimo intervento di Franca a Prima Pagina su RAI TRE il 18 novembre scorso: http://www.youtube.com/watch?v=pen6qxqgPZY&feature=player_embedded
Franca Corradini
Quando il riciclaggio diventa risorsa
E’ stato uno degli argomenti più discussi nelle ultime settimane, definito “scudo fiscale”, altro non è che una manovra finanziaria che il governo tenta di portare a termine per dare ossigeno ai conti pubblici, che definire disastrosi è dire poco. Questo ipotetico flusso di denaro sporco che dovrebbe arrivare nel nostro paese, dovrebbe finanziare le attività più disparate dello Stato e tra queste, si presume che rientri anche il rifinanziamento degli appalti delle pulizie nella scuola.
Per la verità, secondo il mio punto di vista personale, sarà sicuramente così se pensiamo che nella scorsa finanziaria “dimenticarono” del tutto di destinare la copertura necessaria a questo scopo. Fu necessario un ripescaggio degli Ex Lsu Ata nel famoso decreto incentivi del mese di marzo u.s. che assegnò i mancanti 260 milioni di euro, cifra che poi venne resa disponibile a tutti gli effetti il 24 agosto u.s..
La situazione economica nazionale e internazionale, inutile nasconderlo, è ulteriormente peggiorata rispetto ad allora, quindi mi sembra più che lecito da parte dei lavoratori, nutrire delle forti preoccupazioni e tenere alta l’attenzione, così come stanno facendo in questi giorni. Ma sembra che questo non preoccupi eccessivamente i nostri sindacati confederali Cgil Cisl Uil, loro mettono la testa sotto la sabbia come lo struzzo e portano avanti le stesse precise e identiche rivendicazioni di sempre: Rifinanziare le cooperative, anche se questa rappresenta l’operazione più antieconomica che il governo possa fare. A loro questo non importa, procedono con l’illusione che vada come sempre, come ai tempi che tutto passava inosservato perché qualche spicciolo, bene o male, i politici riuscivano a raggranellarlo, così da accontentare queste orde clientelari.
Ora il panorama è completamente mutato. E’ come quando cade una copiosa nevicata e tutto rimane sommerso dal manto bianco per un tempo indefinito, assumendo un aspetto bellissimo…poi allo sciogliersi della neve, tutte le cose tornano alla vista nella loro forma reale. Questo è ciò che accade adesso in Italia, ma gli unici a non esserne al corrente sono proprio quelli che dovrebbero rappresentare i lavoratori. Persino il Ministro Gelmini aveva espresso questo concetto (peccato che sia stato prontamente messo a tacere): “Gli appalti delle pulizie nelle scuole, rappresentano uno dei tanti sprechi di denaro pubblico che lo stato non può più assolutamente permettersi”. A questo proposito, per tranquillizzare i colleghi Ex Lsu Ata, io penso che il Ministro si riferisse alle coop e non ai lavoratori, che come ha detto più volte anche il Sottosegretario Giuseppe Pizza, svolgono da tanti anni un ruolo fondamentale nella scuola.
A conferma di questo stato d’insicurezza e di difficoltà, giunge il comunicato del Miur del 17 c.m., dopo l’incontro con i confederali. Tra le righe ci accorgiamo che il Ministero si arrampica sugli specchi, nel tentativo di mascherare il vero problema, la mancanza di risorse. Se la Corte dei Conti non dà l’assenso, nessun accordo di spesa può essere sottoscritto. Per rendere più corposo il comunicato e impressionare positivamente i lavoratori, scrivono tanto ma non dicono niente, riconfermano risorse che sono già state confermate (mi riferisco all’esercizio finanziario in corso), promettono impegni che non sanno se potranno mantenere, tutto secondo il solito copione, con la differenza che la situazione questa volta è davvero drammatica.
E i sindacati? Invece di puntare sul risparmio, presentando un bel piano di risanamento a tutela della conservazione dei posti di lavoro con conseguente internalizzazione, cosa fanno?…Continuano ostinatamente a voler portare acqua al mulino dei Consorzi di cooperative. Non si rendono conto di avere ormai addosso gli occhi, non solo dei lavoratori ma dell’opinione pubblica intera e delle Istituzioni.
In tempi di magra, una Nazione ha il dovere di amministrare le entrate con la massima parsimonia…e se il nostro Paese è arrivato al punto di farsi sostenere dai disonesti che hanno accumulato patrimoni all’estero, credetemi, la faccenda è davvero seria.
Villapiana 22-11-2009
Mimmo, co-amministratore del blog di categoria http://exlsu-ata.blogspot.com
Mi si nota di più se vado al no berlusconi day e mi metto in disparte o se resto a casa?
Negli ambienti della sinistra storica, riflessiva ed un pò datata come al solito si sentono squillanti e snobistiche vocette pseudorivoluzionarie che predicano contro il No Berlusconi Day come fosse il caso di fargli il pedigree e analizzare il tasso di anticapitalismo presente tra i manifestanti.
Il NBD sarebbe una strana commistione di cui non si conoscerebbe bene la componente di classe e che ruolo otterrebbe la parte antagonista che intanto spara accuse di apoliticità sulla manifestazione. Inoltre e specialmente costoro rivelano una snobistica avversione al mezzo, il web . Il tutto li rende perplessi se aderire o meno a questa giornata.
Trattasi di gruppetti residui alla divisione dell’atomo avvenuta anche tra i cosidetti intellettuali riuniti intorno al Manifesto.
Verrebbe da risponder loro: ecchissenefrega, statevene a casa…
Verrebbe …io poi ho con questo genere di “compagni” un discorso personale di enorme fastidio.
Io vorrei picchiarli uno per uno perchè rappresentano figurativamente le ragioni delle nostre sconfitte, il peggio di ognuno di noi , la quintessenza dell’autoreferenzialità, della inutilità, della presunzione .
Mi vengono in mente facce conosciute e poi perse nel tempo, gente che indulgeva in queste forme incredibili di presunzione ( incredibili già allora, figuriamoci oggi!!!) , persone capaci di accopparti pomeriggi interi perchè dovevi capire che la posizione della terza mozione dei compagni del salvador è più vicina di quanto si crede alle rivendicazioni della terza internazionale…
poi però la rivoluzione non venne come promesso e tutto questo fare e chiacchierare rimase una nevrosi fine a se stessa…
Fumose assemblee dove si spaccava il capello in quindici parti su una riga da aggiungere o togliere da un ta-tze-bao e si finiva senza voce non avendo combinato molto.
In effetti abbiamo tanto complottato contro il potere che ci siamo confusi e ci ha girato la testa a furia di dietrologie e subordinate.
La verità è che questi comportamenti più che posizioni politiche mi rammentano pigrizie culturali e vezzi antichi , malattie infantili del politicismo marxista , del periodo in cui tutto era politica , quando il primo Nanni Moretti si poneva problemi simili (“ mi si nota di più se vengo e mi metto in disparte o se non vengo per niente?”) in ECCE BOMBO.
Oggi usare certi modi e certi vezzi è solo un modo per sottolieare una sofferenza personale , per attrarre l’attenzione di tua moglie che evidentemente ti trascura e molto. In questo senso li capisco e mi fanno tenerezza , forse.
Pubblico qui l’ottima intervento di Norma Rangeri sul Manifesto dello scorso 20 novembre che mi sembra sintetizzi una risposta di buon senso.
Norma Rangeri – Il Manifesto del 20 novembre 2009
Per come è nata (dalla comunità di Facebook), per come ha saputo contenere la voglia di alcuni partiti di metterci il cappello, per come sta crescendo, e per i contenuti della piattaforma che ne sta disegnando il volto, quella del 5 dicembre sarà una manifestazione inedita. Politicamente, culturalmente, anagraficamente. A due mesi dalla straordinaria manifestazione del 3 ottobre sulla libertà di stampa, nella stessa piazza si incontreranno i soggetti sociali che in questo momento politico, drammatico e confuso, sentono di non avere una rappresentanza e tentano di costruirla attraverso la rete.
Prendere la parola e comporre un’agenda di sinistra. E’ possibile, necessario di fronte a una sinistra radicale frantumata nei mille pezzi, a un Pd incapace di offrire una cornice, ideale e morale, in grado di contrastare e sostituire il campo occupato dal marketing politico della destra berlusconiana.
Il no-B-day nasce e si sviluppa subito dopo la bocciatura del lodo Alfano, contro Berlusconi e lo sfascio della democrazia costituzionale, per ristabilire il principio della legge uguale per tutti. Cresce anche contro la privatizzazione dei beni comuni, la precarizzazione del lavoro intellettuale, la risoluzione della crisi attraverso la creazione di uno sconfinato esercito di riserva, contro il razzismo, contro il monopolio dell’informazione. I lavoratori di Eutelia con studenti, precari, giuristi, immigrati e artisti saliranno sul palco e mostreranno, insieme, legati come i nodi di una rete, forme di autorganizzazione divise e sommerse, escluse dal gioco del potere e della sua rappresentazione pubblica.
L’Italia legge meno, cresce il consumo di televisioni tematiche e aumenta il popolo di internet, lo documenta l’ultimo rapporto del Censis sulla comunicazione. Spiegando che la diminuzione del tempo dedicato alla lettura, nei giovani e nei ceti più acculturati, è occupato dai social-network. Di più: il 54 per cento degli utenti della rete fa parte di gruppi di interesse, ha sottoscritto appelli, ha partecipato a eventi sociali e manifestazioni politiche. Lo studio fotografa un cambiamento, ci piaccia oppure no, delle forme di aggregazione, dei rapporti personali, del modo stesso di sentirsi parte di una comunità. Qualcosa di nuovo e di diverso dal vecchio grillismo («se viene Napolitano gli diamo il posto d’onore», dicono gli organizzatori).
Con la manifestazione del 5 dicembre, le connessioni virtuali possono diventare reali, agire nel dibattito generale, sviluppare una dimensione politica, condizionare i partiti (le forze politiche saranno in piazza, fra la gente, nei gazebo), chiamandoli alla responsabilità di una risposta. Se ne saranno capaci.
Rosellina
