Stefano Cucchi torturato ed ucciso dalle nere forze del disordine
Questa è la foto di Stefano Cucchi vivo e vegeto quando era ancora di questo mondo, prima di stirare i piedi per colpa degli sbirri fascisti che l’hanno interrogato torturato ed ucciso per qualche canna.
Chi vuole può andarsi a vedere le foto del suo cadavere ( vedi link più sotto ) . E basterà per capire . Tutto.
Fra i motivi per cui io odio Berlusconi, forse il motivo più grande, c’è la costante progressiva fascistizzazione dell’italia.
Ogni mese da una decina d’anni con frequenza progressiva accadono centinaia di episodi di razzismo , di aggressioni impunite, di sempre maggior spazio alla mentalità fascista.
Anche fra le forze del disordine sembra esserci stato, dopo i fatti di Genova con cui la sbirraglia più retriva si presentò al nuovo governo di allora ( con Fini in prefettura a dare indicazioni, lo stesso Fini che oggi fa il sensibile democratico ), un progressivo uscir fuori senza remore dell’anima nera schifosa e repressa, ma neanche tanto, nei decenni precedenti.
Già perchè non è che prima le cose in quegli ambienti fossero molto diverse, ma certo da quei giorni di Genova in poi vi fu una escalation di fatti , dichiarazioni, leggi ed altro che legittimarono certi comportamenti criminali delle camice nere, anche quelle in divisa.
Così che la storiaccia che riprendo qui sotto non è neanche la prima e non sarà purtroppo l’ultima della serie degli omicidi di stato.
E’ una brutta storia che racconta anche dell’atteggiamento infame e vile di tutta la stampa di regime, che ha tenuto nascosta la notizia per diversi giorni, perchè dava fastidio al governo ed era poco interessante per l’opposizione moderata, l’unica presente anche nei media oltre che nel parlamento.
Stefano Cucchi, fermato dai Carabinieri di Roma per il possesso di pochi grammi di marijuana è morto in circostanze misteriose dopo l’interrogatorio, da solo come un cane e senza aver potuto incontrare neanche i suoi genitori, con la faccia tumefatta, qualche vertebra rotta e la mandibola frantumata.
Se cliccate sull’immagine qui sotto per ingrandirla potete leggere l’articolo ripreso pari pari dal post di METILPARABEN del 27 ottobre 2009, che riportava la notizia de Il Manifesto di quel giorno a pag. 5 citata anche nella rassegna stampa di Radio Radicale.
Se non fosse stato per questi due media, la notizia di un fatto così’ grave accaduto il 22 ottobre sarebbe passata completamente sotto silenzio.
In realtà dopo qualche ora , nella mattinata del 27 scorso, la notizia è finalmente uscita nelle cronache locali di qualche giornale on line.
Questa vicenda è stata “silenziata” dalle famose sette sorelle dell’editoria e finchè il Manifesto e Radio Radicale non si sono presi la briga di raccontarlo, gli altri giornali si sono guardati bene dal ficcarci il naso.
Queste sono le foto scattate al cadavere di Stefano Cucchi ( si consiglia la visione ad un pubblico adulto ). È stata la stessa famiglia ad autorizzarne la pubblicazione perchè serva a scoprire la verità sulla sua morte.
Stefano venne fermato il 15 ottobre scorso per droga al Parco degli Acquedotti di Roma. È morto all’ospedale Sandro Pertini il 22 ottobre dopo essere passato per gli ambulatori del Tribunale, del carcere di Regina Coeli e dell’ospedale Fatebenefratelli senza avere mai la possibilità di essere visitato dai parenti.
‘‘L’atto di morte e’ stato acquisito dal pm – ha spiegato il legale Fabio Anselmo – per cui non abbiamo in mano nulla, se non le foto scattate dall’agenzia funebre e un appunto del medico legale. Non sono stati riscontrati traumi lesivi, a quanto appare, chepossono averne causato la morte. Si parla di ecchimosi ed escoriazioni e sangue nella vescica, per cui e’ difficile sapere quando e soprattutto come e’ morto”. Stefano, a quanto conferma il legale, soffriva di epilessia. Il Ministro Alfano ha parlato di “caduta accidentale dalle scale”.,
Ma non basta. E ora il padre di Stefano chiede la verità anche al ministro La Russa. “Mio figlio in quei momenti era sotto la tutela dello Stato – ha detto Giovanni Cucchi – dunque questa vicenda non può passare sotto silenzio. E dato che e’ stato preso in consegna dai Carabinieri chiediamo chiarezza anche al ministro della Difesa Ignazio La Russa”.
La tesi della caduta accidentale dalle scale non sembra credibile nè compatibile con le ferite riportate.
Quanti Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi e Aldo Bianzino saranno necessari, prima che ci si decida a fare chiarezza sui comportamenti delle forze del disordine?
E soprattutto, quanti ce ne vorranno, se le loro storie continueranno ad essere silenziate in questo modo?
Stampa democratica, stampa infame, stampa di regime, tutta.
Bertoldino
Ho ripreso il tuo post sul mio blog
Alessandro Paesano
Ottobre 30, 2009 alle 12:43
grazie ale, facciamo un pò di casino
non si può morire così…
rosellina970
Ottobre 30, 2009 alle 12:56
[...] …Continua qui il post di Betoldino con le foto del cadavere messe a disposizione dalla famiglia. Chi … [...]
Stefano Cucchi torturato ed ucciso dalle nere forze del disordine « Le terre della gramigna
Ottobre 30, 2009 alle 13:06
questo governo fascista ha dato l’esempio a sbirri e teste rasate su come si trattano le persone deboli quando non possono difendersi.
Lo ha fatto in tutti questi anni con le dichiarazioni di personaggi come Tosi, Geltilini, Calderoli, Borghezio, Storace, Mussolini ( ma vi rendete conto questa mignotta come si chiama?)ed altri più o meno presi come folkloristici dai media anche di “opposizione”…
lo ha fatto cone leggi razziali sugli stranieri con le leggi inutili e repressive sulla droga
lo ha fatto con lo schifoso pedofilo che comanda il regime e con tutti i suoi alleati di ieri ed oggi
Per costoro non bastano più le parole e la “costernazione” ma occorre ormai combatterli senza tregua dappertutto
E’ ora di cambiare…
torbagramigna
Ottobre 30, 2009 alle 14:22
Credo che lo riprenderò anche io sul mio blog
(http://operazioneverita.splinder.com)
datiefatti
Ottobre 30, 2009 alle 14:55
i responsabili vanno puniti
ma fino a prova contraria il governo non c’entra nulla ed Alfano ha ripetuto quel che gli ha detto il medico
quanto alla sparizione della notizia per giorni
fareste meglio ad occuparvi meno di gossip e più del paese reale
così non succerebbe quel che è accaduto
visto che non mi pare che repubblica e soci siano esenti da colpe …
mediolungo
Ottobre 30, 2009 alle 15:20
Il governo non c’entra direttamente con QUESTO caso.
Ma non era qui la critica, che invece investe il continuo sdoganamento di atteggiamenti fascistoidi.
Il balilloto, qui, finge di fare il finto tonto, lo abbiamo già detto ed ora non si smentisce – anche quando come sempre insinua che “repubblica e soci” abbiano delle colpe sulla violena della polizia (?!?!).
Frusto e inutile il solito argoento: quando qualche cosa viene detto che non gli garba, e non sa cosa rispondere nel merito (gli accade spesso) non trova di meglio da dire che “il paese reale” ha altro per la testa.
Beati pauperes spiritu.
datiefatti
Ottobre 30, 2009 alle 17:39
gli atteggiamnti fascistoidi di chi e contro chi, da dove emergono…le botte al detenuto e le cadute dalle scale ricordano le prigioni di tutto il mondo non libero, in genere mussulmano o comunista, se vogliamo dir qualcosa di politico…
non dati e non fatti ha perso una buona occasione per essere sobrio e misurato
repubblica e soci c’ntrano col gossip e con il non voler scrivere cose reali della cronanca ma insistere solo sul gossip
mediolungo
Ottobre 30, 2009 alle 18:41
Rieccolo, l’ascaro da osteria. Di atteggiamenti fascistoidi e di grai aggressioni, pestaggi, intimidazioni, se ne contano oramai a centinaia.
L’ho già documentato. Se qualcuno vuole l’elenco, non fa che dirmelo.
Vedere uno, che si autoproclama filofascista, parli di cadute dalle scale riferendosi alle prigioni comuniste, beh, è oltre il limite della decenza.
Sentire poi che pontifica di sobrietà e moderazione proprio lui, farebbe ridere se non facesse pena.
datiefatti
Ottobre 30, 2009 alle 19:26
ringrazia il mio rispetto per l’accaduto che mi fa tenere un profilo basso
altrimenti te ne direi per quel che meriti
sciacallo
mediolungo
Ottobre 30, 2009 alle 19:35
Mamma mia che paura, brrr!
datiefatti
Ottobre 30, 2009 alle 20:44
IN OCCASIONI COME QUESTA MI VERGOGNO DEL MIO PAESE E DI ESSERE ITALIANA.
NON HO PAROLE!!!! LE PIU PROFONDE CONDOGLIANZE ALLA FAMIGLIA E SPERO CHE VADANO AVANTI FINO A SAPERE LA VERITA’ E AD AVERE GIUSTIZIA!!!
donatella
Ottobre 30, 2009 alle 17:05
Il segnale più chiaro ed eclatante di questo processo di fascistizzazione è stata l’assoluzione piena per i fatti di Genova di De Gennaro e dei suoi più fedeli pretoriani.
E’ chiaro che oggi i suoi “camerati” si sentano legittimati a compiere qualsiasi efferatezza, non solo con la quasi certa impunità, ma con la totale approvazione ed il beneplacito dei loro superiori !!
MaxVinella
random
Ottobre 30, 2009 alle 18:52
DOPO ALDROVANDI, IL CASO CUCCHI
Questa volta chiarezza subito
Stefano Cucchi aveva 31 anni. Federico Aldrovandi 18. Il primo è morto a Roma nella notte tra il 15 e il 16 ottobre. Il secondo a Ferrara, il 25 settembre 2005. Forse sono solo due personaggi di storie lontane. Ma per ora le loro vicende sembrano avere più di un punto in comune. Le due famiglie, innanzitutto. Gli Aldrovandi si sono battuti a lungo per scoprire il motivo della morte del figlio: Federico non sopravvisse ad un controllo di polizia. Ora i Cucchi ripercorrono la stessa strada, fatta di proteste, contatti con i politici che si occupano di detenuti, interviste televisive. Anche Stefano, come Federico, era affidato, come insiste a dire la famiglia, «allo Stato». Era stato arrestato dai carabinieri per spaccio di droga. Aveva passato la notte in caserma. Qualcosa è accaduto quella notte. I carabinieri sostengono che hanno udito il detenuto lamentarsi. E per questo hanno chiamato un’ambulanza. Arrivato il medico, Cucchi ha rifiutato le cure, preferendo la cella all’ospedale. Il giorno dopo è stato portato dal giudice. Poi in carcere. E da lì al pronto soccorso dell’ospedale Pertini per un mal di schiena. È morto giovedì scorso nel reparto dei detenuti.
La famiglia, che non ha avuto il permesso di visitarlo durante la convalescenza, prima ha descritto i segni di un pestaggio sul corpo di Stefano. E poi, proprio come era stato fatto nel caso degli Aldrovandi, ha diffuso le foto del cadavere dopo l’autopsia. Una decisione presa con l’avvocato Fabio Anselmo. Lo stesso del processo di Ferrara.
Per scoprire la verità su Aldrovrandi ci sono voluti 4 anni e 32 udienze. Fino alla condanna di quattro poliziotti per omicidio colposo: l’avevano percosso e gli avevano tolto il respiro, ammanettandolo a pancia in giù. Tempi così lunghi hanno fatto male a tutti, alla famiglia e alla polizia. Ora, per spazzar via ogni dubbio, è necessario fare subito chiarezza sulla morte di Cucchi. Ha fatto bene il ministro della Giustizia Alfano, a chiedere «un approfondimento immediato». Ora deve ottenerlo.
Luciano Ferraro
30 ottobre 2009
“Corriere della Sera”
random
Ottobre 30, 2009 alle 18:53
Ultima ora: procedono per omicidio preterintenzionale contro ignoti.
rosellina970
Ottobre 30, 2009 alle 19:00
la responsabilità penale è individuale ed occorre accertare chi o cosa ha creato quelle misere condizioni del corpo…anch’io penso che ci si poteva risparmiare la storia della caduta per le scale
ma non credo che la supposta fascistizzazione sia una spiegazione
l’umanità o la disumanità dei comportamenti ha poco a vedere coi contesti ambientali di tipo ideologico-politico
quanto con la miseria umana e con le condizioni di lavoro
alfredocantera
Ottobre 30, 2009 alle 22:23
Intervista a Luigi Manconi, presidente dell’associazione “A buon diritto”
“I fatti sono chiari, indagine semplice a patto che la si voglia risolvere”
“Fatti e testimoni, così è morto Stefano la soluzione è sotto gli occhi di tutti”
di MATTEO TONELLI
ROMA – “Si tratta di un’indagine che visti i particolari e i testimoni è di facile soluzione, sempre che si voglia risolvere”. Luigi Manconi, un passato nella politica e un presente di impegno nel campo dei diritti, in particolare quelli legati al carcere (è presidente dell’associazione “A Buon diritto” e direttore del sito “Innocenti evasioni”), commenta così la morte di Stefano Cucchi, il 31enne morto in carcere dopo l’arresto. Una vicenda che, dopo la pubblicazione delle foto del cadavere martoriato, apre la strada a inquietanti interrogativi. Manconi, che si era occupato anche della vicenda di Federico Aldrovandi, è entrato in contatto con i genitori del ragazzo romano. Contribuendo a far accendere i riflettori sulla vicenda. Così come quelle foto, tremende, che i familiari di Stefano hanno deciso di pubblicare. “Non è stata una scelta facile ma i familiari sono stati in grado di trasformare un dolore privato in una iniziativa pubblica. E’ chiaro che quelle foto aggiungono strazio allo strazio, ma l’hanno considerato un dolore ineludibile per arrivare alla verità” dice Manconi.
Partiamo dall’inizio e dall’arresto di Cucchi. “Si parte con una certezza, all’una di notte del 16 ottobre, i genitori vedono Stefano dopo l’arresto. E il ragazzo, prima di essere portato in caserma dai Carabinieri, sta bene. Da quell’incontro passano 10 ore e madre e padre rivedono il figlio in Tribunale con il volto tumefatto. Inoltre c’è l’avvocato d’ufficio che noterà che Stefano cammina in modo che suscita interrogativi. Le due cose hanno un effetto tale che Stefano viene visitato in Tribunale e il referto conferma le lesioni. Questi sono dati che mi fanno dire che la soluzione del caso è sotto gli occhi di tutti..”
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa dice testuale: “Non ho strumenti per accertare. Di una cosa però sono certo: del comportamento corretto dei carabinieri in questa occasione”. “In pratica è un atto di fede. Se non sbaglio rispetto ai carabinieri arrestati per la vicenda Marrazzo usò altri toni. Nessun mette in dubbio l’Arma, semmai i comportamenti di alcuni singoli componenti”.
La memoria torna ad altri casi, apparentemente simili, con quello di Federico Aldrovandi. Sono solo casi isolati? “Non direi. La nuova legislazione antidroga sta portando le forze dell’ordine a forzature, abusi, arresti immotivati, operazioni fuori dalle regole, carcerazioni senza convalida. E di solito a subire sono o i consumatori o i piccoli spacciatori.Gli anelli deboli della catena. Come Stefano”.
30 ottobre 2009
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/morte-cucchi/intervista-manconi/intervista-manconi.html
T.Renzi
Ottobre 31, 2009 alle 00:23
scrivo alla famiglia Cucchi sperando che possano leggere quello che scrivo e che in qualche modo gli possa essere utile . ho ricevuto lo stesso identico trattamento che ha subito il vostro caro stefano , mi hanno obbligato a scrivere nel referto del prontosoccorso che ero caduto dalle scale, hanno truccato tutti i documenti , hanno fatto firmare fogli in bianco , hanno truccato tutto dalla a alla z , hanno fatto decadere la mia denuncia nel quale accusavo i carabinieri di ommissione di soccorso e la polizia di tentato omicidio , hò le prove di tutto , ma pur troppo non avevo abbastanza soldi per poter dar voce alla mia storia, fortunatamente fisicamente sono molto resistente e miracolosamente sono riuscito a scamparla . guardando questa storia mi è sembrato di rivivere l’incubo che mi ha rovinato l’esistenza. ricordate , io ho ancora le prove schiaccianti di quello che hanno fatto e ancora continuano inpunemente a fare quei maledetti .
davide
Novembre 9, 2009 alle 21:47
scrivo alla famiglia Cucchi sperando che possano leggere quello che scrivo e che in qualche modo gli possa essere utile . ho ricevuto lo stesso identico trattamento che ha subito il vostro caro stefano , mi hanno obbligato a scrivere nel referto del prontosoccorso che ero caduto dalle scale, hanno truccato tutti i documenti , hanno fatto firmare fogli in bianco , hanno truccato tutto dalla a alla z , hanno fatto decadere la mia denuncia nel quale accusavo i carabinieri di ommissione di soccorso e la polizia di tentato omicidio , hò le prove di tutto , ma pur troppo non avevo abbastanza soldi per poter dar voce alla mia storia, fortunatamente fisicamente sono molto resistente e miracolosamente sono riuscito a scamparla . guardando questa storia mi è sembrato di rivivere l’incubo che mi ha rovinato l’esistenza. ricordate , io ho ancora le prove schiaccianti di quello che hanno fatto e ancora continuano inpunemente a fare quei………
davide
Novembre 9, 2009 alle 21:50
se quel che dici è vero
metti nome e cognome e manda un esposto ai carabinieri
ed invia un post che lo pubblichiamo
e facciamo creare il caso sui giornali
i soldi non c’entrano nulla
non servono per fare la denuncia
e poi il reato lo persegue il p.m.
tu non devi mettere una lira
se quel che dici è vero
rosellina970
Novembre 9, 2009 alle 23:25
Napolitano ha parlato ieri della costituzione.
ricordiamoci di due punti fondamentali:
1)la tortura è vietata
2)giusto processo
fascisti e antifascisti non c’entrano nulla
o si trova la verita,subito,oppure i responsabili (direttore del carcere,ministro della difesa LA RUSSA,ministro della giustizia ALFANO)SI DEVONO DIMETTERE
ANDREA DI GENNARO
ANDREA
Novembre 10, 2009 alle 21:59
Bertoldino ma quanto sei ignorante??? non riesco a non insultarti perchè uno che fa un intervento del genere è proprio un cancellato
“costante fascistizzazione dello stato” da parte di Berlusconi?? ma cosa cazzo c’entra il fascismo con quel puttaniere di Berlusconi? studia la storia prima di scrivere boiate su internet
Gente come te non dovrebbe neanche pubblicare ste stronzate, che poi magari c’è qualche coglione che ci crede e assimila berlusconi col fascismo!
LORENZO
Novembre 14, 2009 alle 18:46
non riesco a non insultarti
ed invece provaci che forze con un pò di sforzo ci riesci
persino tu
crazyhorse70
Novembre 14, 2009 alle 22:54
e invece posso farlo secondo la costituzione antifascista, caro crazyhorse.
Tornando a Cucchi, mi dispiace per lui e se i carabinieri o i medici sono colpevoli è giustissimo che paghino, ma da qui a dire che c’è una fascistizzazione dello Stato, senza neanche sapere cosa voglia dire poi, ne passa!!
LORENZO
Novembre 16, 2009 alle 17:53
direi che non puoi farlo né secondo la costituzione antifascista né secondo le regole del blog
tant’é che l’insulto è stato cancellato, il tuo come quello di chiunque
per il resto non entro nel merito avendo già detto anche troppo in precedenza in ordine alla fascistizzazione della società negli ultimi 20 anni
per colpe della sinistra che col suo debole pensiero ha permesso quel degrado di cui parlava pasolini
vedi ultimo post
crazyhorse70
Novembre 16, 2009 alle 21:42
Questa orribile vicenda desta in ognuno di noi sconcerto e ribellione. Dopo questa ennesima storia tra un normale cittadino e le forze dell’ordine che, nella teoria dovrebbere garantire sempre e comunque la nostra sicurezza, il senso di smarrimento e inquietudine è oltre i limiti accettabili dell’essere umano. Io, che ho sempre rimesso nelle persone con le divise il mio conteitore di ansie , oggi , ho forte perplessità. Queste vicende rovinano e smantellano quei principi che abbiamo imparato a introiettare e a farne parte integrante come Io sostituto, colui che permette di farci vivere senza paure e con il senso di giustizia. A tutti i politici che con i loro discorsi, rendano burattini le nostre menti, io dico basta. Non è più il periodo del bisogno di credere ma l’era di mettere in atto almeno le fondamenta del vivere.
Giulia Gianni
Novembre 21, 2009 alle 21:32
senti bella
questo qui era uno spacciatore di coca ed altro
aveva la casa piena di roba
era epilettico e chissà cosa avrà fatto o detto le prime ore dell’arresto per meritarsi una bella battuta
poi probabilmente è peggiorato e morto per motivi suoi organici
ma non è che possiamo fare un mese da piangina su ’sta storia…come fosse un eroe!
che dire allora di quell’italiano ammazzato senza motivo dai te zingari
non scrivete nulla su questo vero?
boiachimolla
Novembre 22, 2009 alle 03:09
senti bullo
questo qui non stava spacciando
“ed altro” è una tua illazione gratuita, come pure che aveva la casa piena di roba
L’epilessia è semmai una malattia e non un crimine
La tua ipotesi sulla sua morte è una illazione che non convince nemmeno te
Nessuno dice che fosse un eroe, solo che è stato una vittima
Di italiani ammazzati senza motivo, da altri italiani, ce n’è un sacco, ma di quelli mai si parla
Il punto è che anche se a te dà fastidio la lege dice che dovremmo essere in democrazia e che una “bella battuta” non si somministra a nessuno.
Persino a uno come te.
datiefatti
Novembre 22, 2009 alle 13:18