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l’eccedenza al 30% nel pentolone a bollire con carota e sedano infilati in bocca ???

(ANSA) – ROMA, 28 SET –

Un tetto del 30% alla presenza di alunni stranieri in classe e corsi di italiano al pomeriggio. E’ la strada indicata dal ministro Gelmini.

Ribadendo che il ministero sta mettendo a punto una circolare per introdurre il tetto (dal prossimo anno scolastico), il ministro ha sottolineato che il 30% ‘e’ un punto di riferimento per favorire la crescita e una migliore didattica nelle singole classi. Ma non c’e’ integrazione se i ragazzi non vengono messi in condizioni di conoscere la lingua italiana’.

fonte ansa

Non perde occasione per spararle e dimostrare la sua  profonda ignoranza del mondo scolastico.

Se nelle classi vi è più del trenta percento di alunni stranieri è evidente che i tassi di immigrazione sono a pari livello sul territorio interessato.

Quindi non esiste possibilità  di diluire la percentuale su altri classi collaterali e di pari grado.

Salvo pochissime eccezioni causa andamento altalenante natalità pro-anno unito ad  eventuali bocciature.

Mi chiedo dove intende mettere l’eccedenza di alunni che va oltre il 30%……………..boh !

Nella sua massima ignoranza presumo  che possa arrivare a proporre di metterli  in un  pentolone a bollire con carota e sedano infilati in bocca………..

Vai Mariastella che domani nel pentolone ci sarai tu !!!!

I precari, ( che non esistono…secondo te  ) domani  sfileranno  a  Roma per dirti quanto  sei inadeguata, bugiarda ed arrogante.

Auguri stellina………

Franca

Gelmini, per stranieri tetto 30%
Ministro, e’ punto di riferimento per favorire integrazione
(ANSA) – ROMA, 28 SET – Un tetto del 30% alla presenza di alunni stranieri in classe e corsi di italiano al pomeriggio. E’ la strada indicata dal ministro Gelmini.Ribadendo che il ministero sta mettendo a punto una circolare per introdurre il tetto (dal prossimo anno scolastico), il ministro ha sottolineato che il 30% ‘e’ un punto di riferimento per favorire la crescita e una migliore didattica nelle singole classi. Ma non c’e’ integrazione se i ragazzi non vengono messi in condizioni di conoscere la lingua italiana’.
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