Operai fantasma …..i lavoratori LSU della scuola

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fantasma

Ricevo questa memoria da Mimmo -gruppo di Lsu Ata della Calabria.

Lo pubblico, molto volentieri, integralmente perchè è ben fatta e chiarisce molto bene la storia di questi lavoratori.

Storia su cui tornerò a breve qui ed altrove.

Franca Corradini

Nel 1996,nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole elementari,il personale ausiliario (collaboratori scolastici) era ancora fornito dagli enti locali,i quali,come tutti sappiamo,hanno da sempre problemi di bilancio e quindi si può immaginare quanta carenza vi fosse a quel tempo,di questo personale. A quel punto il Ministero Della Pubblica Istruzione,forse pressato dalle richieste delle scuole,pensò di fare una convenzione con gli enti locali,dando facoltà ad essi di presentare progetti per ovviare,dove ce ne fosse bisogno,alla carenza di personale.

Ma bisognava affrettarsi,la situazione di alcune scuole era insostenibile,quindi per tamponare la situazione,si pensò di reperire manodopera che potesse risolvere i problemi immediatamente e nello stesso tempo essere a basso costo. Una specie di lavoro nero di Stato insomma.

Venne così coniata la sigla LSU ATA,dove confluirono persone messe in mobilità da aziende chiuse e altre provenienti dalle liste dei disoccupati di lunga durata.

Una volta approntato questo esercito,veniamo tutti dislocati nelle varie scuole con svariate mansioni,tutte assimilabili ata (addirittura,come nel mio caso,anche da bidello-cuoco),rappresentando per la maggior parte di queste scuole,l’unico personale ausiliario disponibile. Nei mesi estivi,alla chiusura della scuola,si passava a lavori di manutenzione (biancheggiatura dei locali scolastici,riparazione di porte e finestre,rubinetti ecc…) oppure a prendersi cura di aiuole esterne. Fu così che il Ministero Della Pubblica Istruzione e gli enti locali risolsero i gravi problemi di queste scuole. La retribuzione mensile dei Lsu era rappresentata da un sussidio di 800.000 lire,erogato dall’Inps. Non erano riconosciuti i contributi e non è stato riconosciuto il rapporto di lavoro dipendente,nessun diritto insomma. Solo il dovere di farsi carico di vere e proprie mansioni ordinarie. Questi “progetti” dovevano avere una durata massima di 12 mesi ma la situazione faceva tanto comodo al Ministero e agli enti locali,che la trascinarono con continui rinnovi per 5 anni ancora,fino al 2001 quando il personale fornito dagli enti locali,dovette passare per competenza allo Stato.

E’ in questo momento che ci viene dato il benservito…invece di assumerci come sarebbe stato giusto,alle dirette dipendenze della Scuola (per la professionalità acquisita in 5 anni),succede che i comuni scaricano i loro bidelli allo Stato camuffando tra essi anche persone che nella scuola non avevano mai messo piede(giusto per farsi degli amici),così il fiume cominciava ad ingrossarsi e noi restavamo ancora al palo. Parallelamente nel mondo della scuola,vi era un’altra situazione altrettanto importante:C’erano le graduatorie d’istituto presso scuole medie e superiori,(dove evidentemente non c’era spazio per altri Ata)ferme da 20 anni,con il conseguente malcontento degli iscritti.

Allora il Ministero intravedendo degli spazi nelle scuole Elementari e Materne,nell’anno scolastico 2000/01,aprì le suddette graduatorie e riversò migliaia di persone, in scuole per le quali non avevano fatto domanda e senza nemmeno un’ora di servizio all’attivo,non considerando che in quelle scuole eravamo presenti già noi Lsu da 5 anni e avevamo maturato il diritto sacrosanto alla stabilizzazione. Il Ministero ha fatto tutto questo non curandosi della Legge 144/99 art.45 comma 8,che “riservava” il 30% dei posti vacanti agli Lsu Ata e con il benestare dei Sindacati Confederali (Cgil Cisl Uil),sottoscrisse una convenzione “quadro” tra Ministero della Pubblica Istruzione,Ministero del lavoro,Ministero dell’economia e quattro Consorzi Nazionali di cooperative,assegnando loro le pulizie della scuola,con l’obbligo di “stabilizzare” gli Lsu Ata.

In poche parole,veniamo svenduti in massa alle cooperative e inquadrati ingiustamente come pulitori di 2° livello e a part time,dopo tanti anni di servizio veramente “utile” per la scuola. Questa volta a sfruttarci non è più lo Stato ma delle ditte private,che hanno ottenuto gli appalti,grazie ad amici nelle file della politica e del sindacato. Appalti che a conti fatti e dimostrati più volte,rappresentano per lo Stato,un costo molto più alto della nostra re-internalizzazione. In questi giorni,c’è in atto il riordino del personale Ata, il Ministro Gelmini,stà ingannando ancora una volta gli Italiani,facendo passare per assunzione di precari,un emendamento riguardante gli Lsu della Scuola,dove si vanno a rifinanziare invece gli appalti già esistenti da otto anni,per ingrassare ancora le lobby dei consorzi e quelli che il Ministro dice di assumere,devono campare con 800 euro al mese perché devono pagare il pedaggio alle cooperative. Non solo,ad ogni nuova finanziaria rischiamo il licenziamento,non vengono quasi mai previste le risorse per questi scellerati appalti e bisogna sempre lottare per averle. Il nostro obiettivo rimane quello della stabilizzazione nella scuola,dove lavoriamo da più di 13 anni e abbiamo professionalità sufficiente per far parte a pieni diritti,del personale Ata. Perchè nonostante tutto,abbiamo continuato anche dopo il passaggio con le cooperative,a svolgere insieme alle mansioni di pulizia,anche funzioni di collaboratore scolastico.

E qui emerge un fatto importantissimo:

La presenza delle cooperative nella scuola non è naturale,è un’evidente forzatura a scopo di lucro,in nome di un falso criterio di efficienza e funzionalità.

Gli appalti non sono condivisi nemmeno dai Dirigenti Scolastici,per i quali rappresentano un’ulteriore complessità di gestione.

Il nostro orario di lavoro,nella maggior parte dei casi,và dalle 13,00 alle 20,00. Inevitabilmente si và ad intralciare le attività della scuola,dove ci sono rientri,tempo prolungato,riunioni,progetti,corsi speciali ecc..Siamo quasi quotidianamente in compresenza con i bidelli,così dove basterebbero (per es.) due persone,se ne trovano quattro.

A questo punto mi chiedo e lo vorrei chiedere anche ai nostri politici: perchè non re-internalizzare il servizio uniformandoci ai bidelli,così da ottenere un utilizzo omogeneo di tutto il personale disponibile,senza sprechi ma piuttosto risparmi?

Pietra tombale sulla proposta Sarkozy che prevedeva la privazione dell’accesso ad Internet per chi si ritiene abbia leso il diritto d’autore

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webOggi ( 6 maggio n.d.r. ), in seduta plenaria, il Parlamento europeo ha rigettato il cosiddetto “pacchetto telecomunicazioni”, una serie di direttive preposte a regolamentare il settore a livello comunitario.

E’, tuttavia, una bella giornata per la democrazia, perchè con 407 voti favorevoli 57 contrari e 151 astenuti il Parlamento europeo ha approvato l’emendamento 138 nel suo testo originario e, richiamandosi alla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione europea, ha posto definitivamente una pietra tombale sulla proposta Sarkozy che prevedeva quale estremo rimedio e senza bisogno dell’intervento del giudice, la privazione dell’accesso ad Internet per chi si ritiene abbia leso il diritto d’autore.

Meno bene per quanto concerne la neutralità della Rete, gli emedamenti contro le “discriminazioni di rete” (secondo le quali gli operatori hanno il diritto di limitare o bloccare l’accesso a contenuti, applicazioni e servizi sul web) sono stati rigettati.

La palla passa ora al Consiglio UE e probabilmente ci sarà una terza lettura su tutto il pacchetto.

Qui i commenti del BEUC:

http://docshare.beuc.org/docs/3/KLGOCEFAKMEJDDDCCIHDHJMJPDBG9DBKAG9DW3571KM/BEUC/docs/DLS/2009-00439-01-E.pdf

Comunicato di  Marco Pierani

Altroconsumo -Campagna per lo sviluppo della cultura e del mercato digitale

Brunetta il filtro mettitelo tu…. sulla bocca !

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Brunetta: filtri anti Facebook per gli statali

Brunetta
Difficile ignorare l’annuncio del ministro Renato Brunetta, che vuole l’installazione di un filtro per impedire di accedere a Facebook dai pc dei dipendenti pubblici. Come dire: Facebook uguale fannulloni. Una recente ricerca australiana sostiene il contrario: distrarsi online per brevi periodi rende più produttivi.  Non solo: pare che Facebook si stia rivelando anche un luogo ideale per gli incontri di lavoro.
Qualcuno glielo dirà a Brunetta? I filtri fanno solo esasperare chi lavora e vuole comunicare rapidamente, nell’era di Internet. E non c’è certo bisogno di Facebook, per essere assenteisti o fannulloni. Chi crede di risolvere il problema della produttività con i filtri digitali, nell’era pre-Facebook come faceva? O si vuole far credere che i fannulloni esistono solo da quando c’è Internet
?
Perchè un Ministro si deve preoccupare di fare ciò  a cui i vari dirigenti sono preposti ( e molto ben pagati !!!! ) ?ipotesi a ) Brunetta non  sa di avere dirigenti con questi poteri ?

ipotesi b )
Brunetta lo sa e sa che i dirigenti non fanno il loro dovere ?

ipotesi c)
Brunetta sa tutto ciò e fa queste sparate solo per incantare la platea in realtà è connivente con il sistema clientelare mafioso che in alcune realtà è funzionale al mantenimento del potere ( quindi anche il suo) ?

SAPETE  QUALE  E ‘ LA NOVITA’ ??
Che i fannulloni VERI ci sono ancora tutti e se la ridono sotto i baffi !!!!!!!

Franca Corradini

P.S. : Qualche anima buona avverta il ragazzo che i filtri, nella maggior parte delle amministrazioni pubbliche, ci sono già e non riguardano solo Facebook.
Ah, già che ci siete ditegli che al Circo Moira Orfei sono carenti di personale….
ora che ci penso è qui ad Arezzo ( Moira ) stasera quasi quasi ci faccio un salto