Olimpiadi Città del Messico 1968 : gli storici pugni chiusi e mano guantata di nero di due atleti americani, il saluto delle Black Panters
Stuzzicata da un commento nel post precedente vorrei ricordare che le Olimpiadi possono diventare anche un messaggio politico…..o almeno gli atleti possono , volendo, non far finta di niente o peggio far finta che tutto sia OK .
Nel 1968 a Città del Messico i due velocisti neri Tommie Smith e John Carlos con pugni chiusi e mano guantata di nero, che era il simbolo della lotta delle Black Panters, salutarono così sul podio dei vincitori per ricordare i morti negli scontri dei primi di ottobre nella stessa città.
Furono i giochi più politicizzati della storia.
La foto dei due atleti sul podio ha fatto il giro del mondo ed è ormai nei libri di storia.
Forse è poco, ma molti sanno dei morti e degli scontri proprio grazie al loro semplicissimo gesto.
Anche Oriana Fallaci , ferita lei stessa durante gli scontri tra esercito e studenti da una raffica di mitra in piazza Tlatelolco di Città del Messico , parla delle stragi nel suo libro in Niente e così sia, che uscirà nel 1969.
Per saperne di più, qui sotto una scheda di approfondimento su queste pagine di sangue e sulle reazioni degli atleti olimpici dopo il gesto dei due velocisti sul podio.
“A Città del Messico il 3 ottobre 1968 la piazza di Tlatelolco (ribattezzata piazza delle Tre culture) è ricoperta da centinaia di morti: sono quasi tutti studenti. A ordinare una feroce sparatoria è stato il presidente Gustavo Diaz Ortaz. L’esercito ha sparato dagli elicotteri e dai tetti del ministero degli Esteri “
Franca Corradini
Per dovere di cronaca occorre aggiungere che i due atleti afro-americani, dopo la premiazione, vennero cacciati dal villaggio olimpico con l’accusa di vilipendio alla bandiera americana.
Ricevettero minacce di morte, furono invitati a ritornare in Africa.
francacorradini
Agosto 10, 2008 alle 17:23
Ti ringrazio perché io ignoravo questo episodio, e dopo le dichiarazione degli azzurri mi è venuto come un flash in mente il tuo post. Per questo ti ho citata
Tisbe
Agosto 13, 2008 alle 17:40
Ti ringrazio Tisbe.
Io conoscevo bene il fatto perchè se ne parlò per molto tempo ancora…( ero ragazzina quando successe )
Mi colpì molto la semplicità del gesto,nessuna parola, nessun proclama.
In silenzio, capo chino e pugno guantato questi atleti hanno fatto un grandissimo “rumore”.
Ne rimasi affascinata,lo confesso.
franca corradini
Agosto 13, 2008 alle 18:49