Decreto Brunetta, nuovi oneri inattesi per le Regioni

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segnalazione di Silvana E.

Almeno un milione di euro in più per le visite fiscali ai dipendenti

«Il decreto è ovviamente molto articolato e criticabile sotto diversi aspetti, ma ritengo che proprio le nuove norme sulle malattie dei pubblici dipendenti diano tutto il senso di un’operazione che, a mio parere, ha anche profili di incostituzionalità – spiega Gelli – Tra l’altro anche i dati resi noti in questi giorni dal governo sulla contrazione delle assenze per malattia sono da prendere con molta cautela, in attesa di verifiche ben più attendibili. Per esempio dal quadro delle assenze in Regione per malattie inferiori a due giorni balza agli occhi una diminuzione di due punti percentuali, dal 9,1 al 7,1% rispetto a tutte le assenze del personale. Tutto questo nel primo trimestre di quest’anno, quando ancora né il decreto Brunetta né addirittura questo governo erano nell’aria».

Ufficio«Regione ed enti locali finiranno per pagare il conto di un’operazione demagogica, che difficilmente raggiungerà gli obiettivi proclamati dal governo. Solo per dirne una, ogni visita fiscale costa tra i 70 e i 90 euro. L’obbligo di inviare il medico fiscale anche per un giorno di assenza costerà alla Regione almeno un milione di euro in più, anche a calcolare solo le assenze per malattia inferiori a due giorni, senza tener conto di tutte le altre». Nelle parole del vicepresidente Federico Gelli, questa è una delle conseguenze immediate del decreto Brunetta, sul quale questo pomeriggio il governo regionale ha voluto confrontarsi con alcuni parlamentari toscani che hanno partecipato a un incontro a Palazzo Strozzi Sacrati. Da parte di quest’ultimi è stata manifestata la volontà di contrastare il decreto in tutte le sedi e nei modi che si renderanno possibile, a partire dal prossimo appuntamento in Senato, sempre che il governo non ponga la fiducia, come alla Camera, vanificando così qualsiasi possibilità di discussione e di emendamento.

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13 pensieri su “Decreto Brunetta, nuovi oneri inattesi per le Regioni

  1. Giusto! Bisogna lamentarsi! Viva l’assenteismo! Non c’e’ meglio cosa al mondo. Tanto paga ne piu’ ne’ meno pantalone!

  2. Ulf66
    nessuno dice viva l’assenteismo.
    Obiettivamente questo provvedimento non risolverà il problema e l’ho già spiegato in un post precedente, anzi…
    Volendo mettere mano seriamente al problema dell’assenteismo la prima cosa da fare SERIA era controllare chi risulta in servizio.
    Chi timbra e poi sparisce fuori dell’edificio
    Chi timbra e si imbosca nell’edificio
    Chi timbra e finge di lavorare
    Sono passati i tempi dei certificati medici “falsi”..e comunque in questo caso,anche ammesso che il fenomeno sia così dilagante ( ma non ci credo e parlo per esperienza…) andava richiamata la responsabilità dei medici.

  3. Dimenticavo…nessuno , pur avendo fatto fuoco e fiamme sull’argomento ,ha mai posto mano ai famosi “DISTACCATI”
    gente a cui viene pagato lo stipendio e che è impegnata in tutt’altre mansioni ( compreso l’imboscamento )

  4. lo riporto pari pari, visto che nella precedente risposta e’ sparito parte dell’indirizzo web.

    Fannulloni : Crollo del fenomeno in luglio: -40%
    Assenteismo: pedinamenti e denunce record
    Trenta lavoratori denunciati per truffa e peculato al Museo Baglio Anselmi di Marsala

    ROMA – Ieri trenta dirigenti, istruttori tecnici e lavoratori socialmente utili sono finiti nel mirino delle Fiamme Gialle, che li ha denunciati per truffa e peculato. Se ne andavano dopo aver timbrato o non si presentavano affatto al lavoro nel Museo archeologico regionale «Baglio Anselmi» di Marsala. E proprio ieri il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, ha annunciato che la prossima settimana renderà noti dati che definisce «sorprendenti» sulla riduzione dell’assenteismo negli uffici pubblici, nel mese di luglio. In pratica una contrazione di ben oltre il 40 per cento.

    Un crollo verticale, dopo il meno 10 per cento di maggio e il meno 20 per cento di giugno. Nemmeno un mese fa Brunetta aveva detto: «Staneremo gli assenteisti con la Guardia di Finanza. Quello che finora hanno denunciato i giornali e Striscia la notizia lo faremo noi». E così è stato a Marsala: appostamenti, pedinamenti, registrazioni con telecamere hanno documentato che i denunciati erano riusciti a eludere i sistemi di controllo duplicando i badge originali. In più, in soli quattro mesi, un gran traffico di telefonate «a sbafo» dal telefono di servizio (9mila dirette a 600 utenze dei dipendenti o dei loro familiari).

    L’«effetto Brunetta» si dispiega dalle Alpi alle Piramidi (o quasi, sul canale di Sicilia). Fioccano le denunce, da parte di colleghi, da parte delle forze dell’ordine: la magistratura apre inchieste a raffica. E c’è persino un sito web (cittadinisoddisfatti.it) con una sezione dedicata alle segnalazioni del fenomeno. Qualche esempio. Dieci giorni fa, il 23 luglio, 27 dipendenti della provincia di Agrigento vengono denunciati dai Carabinieri. Il trucco usato era sempre quello dei cartellini elettronici duplicati, come a Marsala. Il 12 luglio, 70 denunce e addirittura 12 arresti scattano all’ospedale Santa Maria della Misericordia a Perugia, dopo la segnalazione di un militare dell’Arma. Alla Asl 1 di Napoli la caposala dell’ospedale Gesù e Maria denuncia alla magistratura l’assenteismo di un intero reparto, dal momento che il posto del primario era vacante. Il 10 luglio, alla Reggia di Caserta, l’Arma controlla a sorpresa le presenze dei 200 dipendenti. Quattro sono fuori senza permesso e vengono denunciati alla Procura di Santa Maria Capua Vetere.

    Il 18 luglio è la volta di 4 dipendenti dell’Inpdap e il 24 luglio la denuncia scatta per 6 dipendenti della Provincia. Ad Aosta, i pm indagano tre donne e un uomo scoperti in flagranza di reato dagli agenti della Questura, coinvolta anche la Digos. A Trani a 20 assenteisti del Comune e 18 fiancheggiatori vengono notificati gli avvisi di chiusura indagini da parte della Procura. Il 31 maggio i Carabinieri di Gioia Tauro hanno eseguito 3 ordinanze di custodia cautelare, del gip Palmi. Un arresto c’è stato anche l’altro ieri a Messina: un’infermiera del Policlinico si confezionava falsi certificati di malattia. Assenteismo in calo grazie all’effetto Brunetta? «Questo lo dice lui, che adesso si diverte a fare il novello Torquemada, ma quando era europarlamentare è stato tra i più assenteisti» dice Gianni Baratta, segretario confederale Cisl.

    «Il merito non è mio» ribatte il ministro. «Il Paese si è svegliato, è finita la connivenza, è finita la tolleranza da parte di tutti: colleghi, dirigenti, organi di controllo, forze dell’ordine e magistratura. Sono veramente orgoglioso che il Paese abbia saputo reagire in così breve tempo, io ho solo capito che il tempo era maturo». Risultati così importanti permetteranno, secondo il ministro, di passare alla fase 2: «Non solo punire chi viola le regole, ma premiare chi lavora bene, premiare la qualità».

    M.Antonietta Calabrò
    03 agosto 2008(ultima modifica: 04 agosto 2008)

  5. Ecco questo è il modo giusto di agire.
    vedi bene che il fatto che lavoro ormai da 30 anni nella PA mi dava intuizioni giuste.
    Buffo che si dica ciò che faceva Striscia ora lo facciamo noi… comunque meglio tardi che mai.

    Grazie della segnalazione
    Ciao

  6. Assurdo! Il nostro contratto già prevede dal 1994 decurtazioni in caso di malattia per i primi 15 giorni.

    Il Caro Leader ha tagliato gli incentivi di produttività (utilizzati in qualsiasi azienda privata), pertanto occorreva tagliare le anche le componenti ‘fisse’ per disincentivare la malattia!

    Nel caso si ammali, auspichiamo che si dimetta!!!

  7. «Effetto Brunetta» sugli statali
    A luglio assenze per malattia -37,1%
    La variazione rappresenta quasi il doppio di quanto rilevato nel mese di giugno (-22,4%) e quattro volte maggio (-10,9%)

    Il ministro Renato Brunetta (LaPresse)
    ROMA – Prosegue l’«effetto Brunetta» nella pubblica amministrazione: a luglio 2008 le assenze per malattia si sono ridotte del 37,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. È quanto emerge dal secondo monitoraggio delle assenze per malattia dei dipendenti pubblici. I dati osservati riguardano i mesi di maggio, giugno e luglio 2007 e 2008, registrati su un campione significativo di amministrazioni centrali, periferiche, Regioni e enti locali. Tenendo conto della variabilità, il calo delle assenze per malattia dell’intero universo dei dipendenti pubblici può dunque essere plausibilmente collocato in un range del 37-40%. La variazione rappresenta quasi il doppio di quanto rilevato nel mese di giugno (-22,4%) e quattro volte la variazione di maggio (-10,9%).

    07 agosto 2008

  8. insisto, per realismo
    le assenze in maggio giugno calano naturalmente anche di percentuali molto più alte.
    Anzi si aczzrano quasi.
    E’ statisticamente provato che il picco delle assenze per malattia è nel periodo fine gennaio/primi di marzo -EPIDEMIA DI INFLUENZE
    Non sto difendendo nessuno, amerei solo che non si dicano sciocchezze per dimostrare la validità di una cosa che valida non è .
    La strada, come ho già detto è altrove.
    Cercare tra quelli che risultano presenti ………e presenti non sono…

  9. Forse e’ eccessiva, o forse no. Le scuse sono sempre uguali, o forse e’ la verita’, ma se non lo fosse, anzi, oramai e un trend. In Giappone sarebbero stati licenziati per molto meno.

    solidarietà dei colleghi: misura sproporzionata rispetto all’infrazione, è effetto brunetta
    Trenitalia licenzia 8 dipendenti:
    uno timbrava per tutti. È polemica
    Uno dei lavoratori sorpreso da un superiore. I sindacati: provvedimento già impugnato

    GENOVA – Otto dipendenti di Trenitalia sono stati licenziati in tronco: uno di loro è stata sorpreso da un superiore mentre timbrava i cartellini degli altri sette colleghi, che in quel momento erano in quel momento in procinto di salire su un treno per tornare a casa in anticipo. È accaduto nell’officina di piazza Giusti, nel quartiere genovese di San Fruttuoso. Il capoufficio, sequestrati i cartellini, aveva riferito l’episodio alla direzione dell’azienda. Dopo circa un mese dalla denuncia, per gli otto lavoratori, cinque operai esperti e tre apprendisti assunti a tempo determinato, è scattato il licenziamento senza preavviso.

    POLEMICHE ANTI-BRUNETTA – Il caso ha sollevato polemiche a Genova tra i colleghi degli otto licenziati, che, pur riconoscendo la gravità dell’illecito, ritengono l’interruzione del rapporto di lavoro una misura non proporzionata all’infrazione commessa e accusano il ministro Brunetta: le sue campagne contro i fannulloni avrebbero influenzato la decisione di Trenitalia nei confronti degli otto dipendenti.

    SINDACATI: PROVVEDIMENTI IMPUGNATI – Pur riconoscendo che gli otto ferrovieri licenziati da Trenitalia hanno commesso una «leggerezza», la Filt Cgil di Genova definisce il provvedimento «sproporzionato» e rende noto che i licenziamenti sono stati impugnati davanti al Tribunale del lavoro. A ricostruire la vicenda è Fabrizio Castellani della Filt Cgil: «Il loro turno iniziava alle 8 e finiva alle 16, ma hanno eseguito una prestazione straordinaria fino alle 18,02 secondo quanto risulta dal verbale della riconsegna dei locomotori riparati. Quindi gli emolumenti sarebbero stati comunque riconosciuti loro fino a quell’ora indipendentemente dalla timbratura del cartellino. Per guadagnare tempo sono andati a lavarsi dando i loro cartellini al collega affinché li timbrasse per tutti. Per una cosa di questo genere il contratto prevede una sanzione che, se applicata con durezza, poteva raggiungere al massimo 5-6 giorni di sospensione. Nessuno avrebbe mai pensato a un licenziamento senza preavviso».
    Per il segretario ligure della Fit Cisl, Mario Pino, si tratta di «una pena eccessiva che ripugna la coscienza. Hanno compiuto una grave leggerezza punibile con una sospensione dal lavoro e con la privazione dello stipendio per un certo numero di giorni, ma non certo con un provvedimento di licenziamento».

    12 agosto 2008

  10. Grazie Ulf della segnalazione.
    Il fenomeno dei cartellini timbrati dai colleghi è abbastanza diffuso, purtroppo.
    L’episodio in questione, almeno come viene descritto, lascia perplessi per le dinamiche.
    Prima di trarre un giudizio occorre saperne di più.

  11. Credo di pensarla come Franca….
    Bello sforzo affermare che in giugno e luglio è calato l’assenteismo quando si comincia ad andare in ferie!!
    I veri assenteisti sono quelli che timbrano e poi se ne vanno per i cavoli suoi…Questi andrebbero controllati!
    E quelli che fanno un monte di malattia, nn chi si ammala per semplici influenze…nn è nnk divertente stare a casa per finta ad aspettare il medico fiscale, nn so come fanno….ma lo fanno, in effetti…cioè, lo facevano, adesso nn so…. :)
    Nn sono completamente contraria al taglio della fascia oraria perchè se sono malata alle 17 lo sono anche alle 13, però….mi si toglie il diritto di riposare e dormire con la febbre a 40!!!! Se nn sento il campanello come faccio? Faccio prendere ferie al marito per rispondere? E poi (questo c’era anche prima) se mi rompo un braccio, perchè devo stare tutto il giorno agli arresti domiciliari? Ci dovrebbero essere delle deroghe…
    Nn ammetto quelli che dicono nn posso accompagnare figli a scuola….se sei malato ti rivolgi altrove, sennò tanto malato nn sei….
    O no?!
    Cmq, ci sono tabulati delle timbrature, certificati medici…devono controllare quelli e nn fare di tutta un’erba un fascio, nn è giusto…io nn mi sono mai approfittata e mi sento profondamente offesa ed umiliata!
    Scusate la polemica ma lo sono di natura…
    Ciao a tutti!
    Cri
    ( commento cancellato per errore dal moderatore )

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