Scacco all’immigrato in dieci mosse
1° MOSSA. Ignora il fatto che nella tua città ci sono degli immigrati, salvo quando commettono reati o s’incontrano a gruppi per la strada o pregano.
Non dargli il diritto di voto, non costruire alloggi per loro, lascia svolgere alla Chiesa il lavoro di integrazione.
2° MOSSA. Non permettere agli immigrati di costruirsi una moschea , ma costringili ad usare uno spazio troppo piccolo per la comunità. Un garage. Il che significa che quando c’è qualche centinaio di persone che prega, dentro non c’è abbastanza posto, quindi i fedeli sono costretti a pregare per strada.
3° MOSSA. Scatta qualche foto di musulmani che pregano per la strada.
Organizza una manifestazione davanti alla moschea chiedendo di chiuderla. Coinvolgi gli abitanti del quartiere.
4° MOSSA. Suggerisci alcune alternative ridicole. Un velodromo esposto alle intemperie e circondato da gente ricca che sta già raccogliendo firme contro l’uso di quello spazio. O forse – sono parole del vicesindaco di Milano, De Corato – un luogo “dove non ci sono abitazioni né negozi“. O magari l’ex stabilimento dell’Alfa Romeo ad Arese, che non si trova neanche sul territorio di Milano e dove l’amministrazione comunale ha già tentato in passato (senza riuscirci) di “deportare” la comunità cinese per toglierla dal centro cittadino.
5° MOSSA. Proponi di multare chi prega per la strada per “occupazione di suolo pubblico”. Una mossa particolare: è stata suggerita da un uomo che dicono sia di sinistra, il presidente della provincia di Milano, Filippo Penati.
6° MOSSA. Fai in modo che la sinistra si spaventi così tanto per il “problema immigrazione e sicurezza” da imitare il linguaggio della Lega e della destra (vedi quinta mossa).
7° MOSSA. Diventa sempre più severo con la comunità musulmana, per esempio obbligandola a svolgere i servizi religiosi in italiano. Ma qualcuno l’ha detto al Papa? Era lui che voleva tornare alla messa in latino..
8° MOSSA. Blocca ogni possibilità di dialogo. Alza la posta in gioco.
Usa un linguaggio e una propaganda incendiari e razzisti, così nessuno con la testa sulle spalle vorrà mai una moschea davanti a casa sua.
9° MOSSA. Vittoria. Congratulazioni! Hai creato una “emergenza moschea di viale Jenner“, come con la famosa “emergenza Rom“: un’emergenza che esiste solo nella testa delle persone e sulla stampa.
Il numero dei tuoi elettori aumenta. La sinistra è disorientata. In Italia la “sicurezza” diventa la questione politica numero uno, al posto della corruzione, della crisi economica, dell’inquinamento. Ma il prezzo di questa “vittoria” è molto alto per tutti, immigrati e milanesi.
Questa vittoria ha emarginato un’intera comunità di persone, molte delle quali sono il motore dell’economia italiana. A Milano basta andare in un cantiere o in un negozio, oppure ordinare online la spesa al supermercato: gli addetti sono quasi tutti immigrati, e molti sono musulmani. Sono le stesse persone che stanno pagando la pensione a milioni di italiani. E non hanno un posto dove pregare. A Milano non c’è neanche una moschea, al coperto o all’aperto. Neanche un minareto. Niente. Solo un garage.
Io a Viale Jenner ci abito. Davanti alla moschea sono passato centinaia di volte. Non ho mai visto tensioni o violenze. Ma dopo anni di propaganda e di strumentalizzazione della paura dell’immigrato, le persone sono convinte che viale Jenner sia un posto pericoloso. Non è vero, ma è ormai troppo tardi.
Ah, dimenticavo. Effettivamente viale Jenner si è rivelato un posto molto pericoloso, ma per una sola persona. Si chiamava Abu Omar, era in Italia con lo status di rifugiato e nel febbraio del 2003 stava andando a piedi alla moschea, quando è stato rapito da agenti statunitensi con l’aiuto di agenti italiani, che l’hanno portato in una base militare americana dove è stato caricato su un aereo e trasferito in Egitto. Qui è stato torturato. Mentre scrivo non è ancora cominciato il processo per questo atto illegale. Intanto, continua “l’emergenza viale Jenner“.
John Foot, su Internazionale
carino, complimenti.
Spiega bene come gli ultracorpi mediatici hanno stravolto tutto e preso il potere in Italia.
Per fortuna stanno facendo pietà e vergogna al governo anche se la televisione non lo dice.
rosellina
Luglio 21, 2008 alle 12:02
[...] Replica al post John Foot: la motivazione fatta persona del perchè l’Europa sta andando a [...]
replica « Water Sheerie
Luglio 21, 2008 alle 19:25
una simile accozzaglia di scemenze non l’avevo mai vista prima. Complimenti davvero…
eowyn
Luglio 21, 2008 alle 19:30
Allora caro John etc io non so dove stai in Vle jenner poiche’ io ci abito proprio sopra al cosiddetto ‘CENTRO CULTURALE ISLAMICO’e ti posso assicurare che il giorno che questo sgomberera’ (se mai sgomberera’) prendero’ la ciucca piu’ allegra della mia vita…purtroppo quelli che chiami fedeli non sono altro che un ammasso di trogloditi che pisciano vomitano sulla strada…il venerdi pomeriggio se avevi un passeggino con il bimbo non eri padrone di scendere in istrada poiche’ tra le 1330 e le 1430 il marciapiede era invaso da questi beduini che manco lasciavano lo spazio per uscire dal portone e si incazzavano pure se tentavi di passare tutto sottio gli occhi dei vigili che venivano mandati a dirigere il traffico della circonvallazione. Se vai a fare la spesa e lasci l’auto per scaricare la merce ti li ritrovi appoggiati sulla tua auto magari appoggiati sul cofano appena arrivi ti dicono ‘’scusa scusa” ed il giorno dopo li ribecchi appoggiati ancora e gli stessi. Gente che qua era libertaria e progressista in pochi anni a contatto di questa gente e’ ora la pensa peggio dei nazisti…ha cambiato di gestione piu’ di 5 volte la pizzeria..il meccanico si e’ trasferito perche non poteva lavorare…gli abitanti delle case interessate sono scesi in strada una volta in attesa della troupe di Santoro mettendoci la faccia e rischiando ritorsioni da parte degli islamici e Santoro non ha mandato in onda il servizio poiche’ ha affermato che ”gli abitanti non si erano presentati per strada”…Cmq se veramente abiti qui diamoci appuntamento al tabaccaio angolo via Butti voglio proprio vedere come e’ fatto un marziano
erterro
Luglio 21, 2008 alle 20:23
Ha lasciato perplesso anche me, quel passaggio in cui si dice che viale Jenner non è un problema. Credo dovesse specificare che non ha motivo di esserlo per la stragrande maggioranza dei cittadini di Milano, ma che è un obiettivo motivo di disagio per gli abitanti della strada. L’autore suggerisce evidentemente che si tratta di un disagio limitato a tre/quattro ore alla settimana, e che non ha mai provocato altri grattacapi.
Il tema, comunque, resta fondamentalmente un altro: dove risiedono le responsabilità globali della situazione? Chi ha sistematicamente impedito che i musulmani potessero risolvere la loro situazione, costringendoli di fatto in una specie di ghettizzazione forzata, che gli è poi stata spudoratamente addebitata?
Il problema sta spesso nel guardare le cose alla rovescia, concentrandosi sul particolare ed ignorando del tutto il generale.
abdannur
Luglio 21, 2008 alle 21:44
che i Musulmani debbano avere un luogo di culto è sacrosanto.
che lo debbano pagare loro altrettanto.
Non manca alla Comunità Musulmana il denaro, quindi che comperino uno stabile adatto alle loro esigenze e ci vadano, di modo che non ci sia gente in mezzo alla strada a pregare.
Diverso è il discorso della popolazione limitrofa.
Tutti i popoli sono razzisti, 50 anni fa c’erano a Milano i cartelli con scritto “non si affitta ai meridionali”, con il tempo i meridionali sono diventati milanesi a tutti gli effetti.
Oggi, e la colpa è di genta come Ahmadinejad, Bin Laden e l’11 Settembre e degli stronzi che hanno festeggiato quel giorno (e noi non lo abbiamo dimenticato) la situazione è la stessa con i Musulmani.
Quindi è chiaro che nessuno voglia la Moschea nel proprio quartiere, perchè cala il valore degli immobili, la ragione è meramente economica.
Quindi, stante questa la realtà, che la Comunità Musulmana comperi un capannone ad Arese, Limbiate, Melzo, Sesto San Giovanni, lo pagano 1.000 euro al metro quadro, facile accesso, parcheggio, viabilità facile ed agli altri proprietari di capannoni non interesserà.
Gli italiani sono razzisti con i cinesi perchè creano troppo traffico, figuriamoci con una popolazione della quale una parte inneggia, a tutt’oggi, ad Osama Bin Laden.
panattonimarco
Luglio 21, 2008 alle 22:22
La comunità ha già provato a comprare degli stabili. Una legge regionale voluta dalla Lega gliel’ha esplicitamente impedito, impedendo il cambio di destinazione d’uso; l’assessore leghista ha esplicitamente rivendicato che si è trattato di un provvedimento ad hoc per mettere i bastoni tra le ruote ai musulmani. Questo non lo sapevi, Marco?
Sui diritti costituzionali, le chiacchiere stanno a zero. Tirar fuori di nuovo la storia dell’Iran e di Al Qaeda dimostra solo una cosa: che non si vuole una soluzione, ma una difesa d’ufficio dello status quo. Vuoi risolvere la cosa? Incentiva la creazione di centri islamici riconoscibili che possano interagire col territorio. La conoscenza reciproca è anche una forma efficace di controllo, cosa che alla lunga interessa a tutti. Non credi faccia comodo agli stessi musulmani godere della protezione pubblica da frange estremiste che possono esserci come dovunque?
Ripeto: se si vuole realmente affrontare il problema, si lavora ad una soluzione reale. Se si vuole riempirsi la bocca di slogan, allora la situazione attuale è la migliore possibile.
abdannur
Luglio 21, 2008 alle 23:28
Forse non si e’ capito che non si tratta di acquistare immobili per farci luogo di culto o meno il problema sono gli islamici stessi con loro comportamento arrogante e maleducato..ma vi avete mai sentito qualcuno che si lamenta per una chiesa Evangelica o una Sala del Regno dei testimoni di Geova? La gente non li vuole vicino a casa, l’integrazione con il territorio non e’ possibile con questa gente perche’ loro stessi non la vogliono
erterro
Luglio 22, 2008 alle 08:46
Terro, se guardiamo alla questione politica, ora si parla di immobili.
Se, come sostieni – e come probabilmente pensa una buona parte dei politici attualmente al governo – il problema sono i musulmani stessi, allora bisogna cominciare col dirlo ad alta voce, e ad escogitare le soluzioni appropriate.
Io, per esempio, sarei per un programma sistematico di conoscenza reciproca. Dei centri islamici appropriati e dignitosi sarebbero funzionali anche a questo, per esempio. Va comunque ricordato che questo programma va solo esplicitato, giacché comunque la società ha già fatto il suo corso: la stragrande parte dei musulmani sono già pienamente integrati a livello di lavoro e di vicinato, manca “solo” un riconoscimento giuridico ed un’applicazione pratica del loro diritto a praticare dignitosamente il proprio culto.
Tu però sembri negare a monte questa premessa, e fors’anche la possibilità che la conoscenza sistematica porti ad una convivenza costruttiva (cosa che io, ad esempio, vedo già viva e reale). Allora fa’ delle proposte. Espulsione di massa? Deportazione? Mezzaluna gialla sui vestiti? Finché parlerai di “questa gente” credo che il tuo orizzonte mentale non potrà spostarsi molto oltre a queste due o tre “soluzioni”, purtroppo.
abdannur
Luglio 22, 2008 alle 11:56
Aihooo abdannur ma che cosa stai dicendo? Il problema è che molti di questi simpatici tizi che dovremmo imparare a conoscere, smaronano le palle. Trovano una madonna per la strada, la distruggono, la imbrattano. Trovano una croce? Si incazzano. Friggiamo il maiale? Si incazzano perché è impuro. Picchiano la moglie e i figli? Beh ma è la loro “cultura”. Hanno quattro mogli di cui 2 under 14? Embé la loro religione lo permette…
Forse non hai capito dove sta il punto. Della loro cultura ce ne strafotte una sega. Della loro religione, con tutta la libertà di fargli pregare chi preferiscono, non ci importa nulla. Ma che debbano avere trattamenti diversi o particolari attenzioni rispetto agli italiani, neanche per il caxxo. Vogliono stare qui? Si adeguino. Quello che non gli piace, lo sopportano. A me se friggono il maiale di fronte a casa mia non frega nulla. Neanche se domani mi invento una religione in cui il fritto è impuro. Neppure se sono vegano e prego il Dio dell’Erba. Non gli sta bene?
L’Arabia Saudita non mi pare sovrappopolata.
libertyfighter
Luglio 22, 2008 alle 14:56
Se vado in Arabia Saudita o in qualsiasi altro paese, devo rispettare le regole gia’ esistenti. Se non mi piacciono me ne torno a casa.
ulf66
Luglio 23, 2008 alle 09:54
Liberty Fighter, hai compiuto un perfetto elenco di luoghi comuni. Ti è per caso entrato qualche algerino in cucina, gridando che il maiale non va fritto? E’ questo il modo in cui le migliaia di musulmani milanesi ti avrebbero “smaronato le palle”?
A me sembra che tu non abbia capito di essere una pedina di interessi più ampi. Ad occhio e croce non sai spiegare nemmeno tu quale sia il problema della comunità islamica a Milano ed in Italia, e ti limiti a protestare di “privilegi” che verrebbero loro garantiti. Perchè secondo te pregare su un marciapiede, essere trasferiti in un campo da rugby fradicio con attorno frotte di curiosi, aver provato a comprare degli immobili per conto proprio col risultato di vedere i venditori ritrarsi ed i politici fare leggi ad hoc per impedirtelo, tutto questo ti sembra sintomo di “privilegi” per i musulmani? Ma di cosa parli?
Lo stesso discorso si faceva, poco tempo fa, per gli ebrei. Non vogliono integrarsi, stanno tra di loro, parlano strano, ci rubano i soldi ed i lavori più redditizi, ci credono inferiori, non riconoscono le regole comuni, etc. Ragioniamoci, per favore. Parliamo di cose concrete, perchè aiutano a risolvere i problemi; ma non lanciamoci in elenchi strampalati ed autoreferenziali, che assomigliano più a proscrizioni razziali che ad altro.
abdannur
Luglio 23, 2008 alle 10:41
uffffff avete veramente rotto le scatole con la storia dei poveri immigrati. Prima di sproloquiare, avete almeno una vaga idea della trafila burocratica che ho dovuto affrontare per essere ammessa in Belgio come studente erasmus?!??!?!
Noi vogliamo soltanto la legalità prima della solidarietà, cosa che fanno tutti i Paesi che hanno a cuore le persone che nascono e pagano la tasse fino alla loro morte nel loro Paese.
Paola
Luglio 23, 2008 alle 13:35
Paola, tu credi onestamente di poter confrontare la tua situazione di studentessa che fa un’esperienza di studio all’estero con l’esperienza di persone che hanno rischiato la vita per dare un futuro a sé ed alla propria famiglia? ..ma di cosa stai parlando?
In ogni caso, pieno accordo: la legalità innanzi tutto e sopra a tutto. Ma la legalità dev’essere anche l’impegno legislativo delle istituzioni a formulare le soluzioni più adeguate alla convivenza civile, e non certo un feticcio repressivo che “in nome della legge” osteggia le iniziative di integrazione (cfr. legge leghista ad hoc contro spostamento moschea). La solidarietà dev’essere un aspetto della giustizia, proprio come la legalità. Non ha senso separarle, non ha senso invocarle in maniera distinta.
abdannur
Luglio 23, 2008 alle 15:12
@ Abdannur
Approposito del tuo ultimo commento, possiamo avere una chiesa e una birreria a Riyad, o a Doha? Ci sono Italiani o comunque cittadini stranieri che “rischiano” la vita per dare un futuro a se’ ed alla propria famiglia
ulf66
Luglio 24, 2008 alle 03:24
Ci sono più luoghi di culto cristiani nei Paesi musulmani, di quanti siano i luoghi di culto islamici in Italia. Partiamo da questo dato, almeno, invece di fantasticare dell’Arabia Saudita.
La domanda è: con chi si stabilisce la reciprocità? Stato contro stato? Ma lo Stato italiano di chi si fa portavoce? Dei cattolici? Dei cristiani? Delle comunità ebraiche? Reciprocità tra chi, dunque?
Ancora: io, cittadino italiano, come faccio a “barattare” il mio diritto ad un luogo di culto (è grave che debba anche solo pormi questa domanda)? Mi rendo “reciproco” nei confronti di chi? Per ottenere una piccola moschea dignitosa non troppo lontana da casa devo impegnarmi a promuovere un piccolo altare nel giardino del mio condominio?
Abdel Nur
Luglio 24, 2008 alle 19:18
Ovviamente il fatto che il luogo in questione sia stato frequentato e in alcuni casi gestito da persone per certo implicate nel finanziamento/reclutamento di terroristi è secondario….anzi,è solo paranoia,già.
Labieno
Luglio 28, 2008 alle 16:39