Brenda, Marrazzo e le impronte sulle natiche che portano lontano – Parte seconda
Continuando sulla linea di ieri, solo un elenco di circostanze di fatto e qualche domanda a latere che sorge spontanea.
Riccardo Izzi di Forza Italia. Ex assessore ai lavori pubblici, si dimise dopo svariate pressioni ed ammise di aver preso voti dalla famiglia calabrese dei Tripodo che, con i Trani ed i Zizzi, operano nella zona. Da queste dichiarazione, una commissione d’accesso (fortemente voluta dal prefetto di Latina Bruno Frattasi ) portò a risultati che sono contenuti nella relazione di 500 pagine che il governo maneggia con difficoltà
Nel frattempo l’odierno natiche silenziose Marrazzo propone la nomina di un nuovo presidente del Mof dopo gli arresti relativi alle confessioni di Riccardo Izzi mentre crescono le resistenze politiche alle sue scelte in ordine al mercato ortofrutticolo http://www.golfonews.com/index.php?option=com_content&view=article&id=6101:fondi-cusani-contro-marrazzo-che-ha-defenestrato-presidente-del-mof-per-accontentare-i-comunisti&catid=146:politica&Itemid=15
Qualche settimana prima dell’escalation degli eventi che hanno portato alle sue dimisssioni, Marrazzo sempre a
Fondi, aveva detto no ad un’altra nomina importante che vede coinvolti Mof e Imof, la società che gestisce gli immobili del mercato per cui negli anni sono stati spesi 75 miliardi della Cassa Mezzogiorno
La connessione tra le storie di sesso e coca di Marrazzo con Fondi e con i casalesi e le ‘ndrine della piana di Gioia Tauro é da cercare forse nelle decisioni prese o non prese dal governatore sul mercato ortofrutticolo ?
Il prefetto Frattasi dedicò un capitolo della relazione alla Silo srl , una societò finanziata da Sviluppo Italia con tre titolari : il sindaco Luigi Parisella , suo cugino Peppe , che ha il fratello sotto accusa come prestanome di ‘ndrangheta , ed il senatore Claudio Fazzone, numero uno di Forza Italia a Latina.
Fazzone ha la chiave della cassaforte di quei 50.000 voti molto utili alla destra di quelle zone e e quando dice”Questa non è una città mafiosa, l’inchiesta è un complotto contro il Partito delle Libertà” nessuno si stupisce. A stupire è successivamente la determinazione quasi feroce con cui alte cariche dello stato intendono bloccare il commissariamento del comune pontino.
Quali sono le alte cariche dello stato di cui sopra?
Sono Altero Matteoli, Renato Brunetta e Giorgia Meloni; si danno da fare tutti per coprire Fazzone e Parisella in Consiglio dei Ministri e per «disinnescare» lo scioglimento del Consiglio comunale di Fondi.
Perchè questi esponenti politici del Governo si sono fortemente esposti per non far sciogliere il comune di Fondi per infiltrazioni mafiose?
Cosa si lega così fortemente al comune pontino?
Ognuno di loro ha un legame per così dire sentimentale con la provincia di Latina e conseguentemente con Fondi. Materia da rotocalco rosa più che da cronache politiche, sembra a prima vista. Ma dietro le storie rose ci sono fiumi di denaro.
Renato Brunetta e la sua fidanzata Titti, la bionda arredatrice d’interni che corrisponde all’identikit di Tiziana Giovannoni, sorella di Paola, che è la moglie del sindaco di Cisterna, Antonello Merolla. In questo centro a 20 chilometri da Latina, Merolla ha vinto al primo turno (con il 55 per cento) benchè candidato in extremis, naturalmente con la benedizione di Fazzone. E con l’aiuto del ministro, schierato nei comizi a Cisterna.
Indovinate il prode Brunetta chi ha scelto tra i fortunati enti locali che, “primi in Italia“, potranno beneficiare del “protocollo e-gov 2012” per l’efficienza amministrativa? Provincia di Latina e Comune di Cisterna.
Altero Matteoli , Il ministro delle Infratrutture è sceso in campo a favore di Ilaria Bencivenni, candidata sindaco di Aprilia, uno dei comuni più popolosi della provincia, dopo furiose lotte interne chiuse da un diktat del solito Fazzone. Anche Ilaria ha potuto esibire nei comizi il suo “caro amico ministro”. Ma gli elettori non hanno premiato la protetta di Matteoli, che si è fermata al 32 per cento, contro il 67 raccolto dal candidato delle liste
civiche.
Giorgia Meloni è l’unica che in un comizio si sbilanciata pubblicamente contro il commissariamento di Fondi. Anche per il giovane ministro, come si diceva nel ‘68, il personale è politico. Nicola Procaccini , che è il suo portavoce – fidanzato è figlio di Maria Burani , ex parlamentare berlusconica e di Massimo Procaccini ex giudice penale di Latina ora avvocato.
Tra i suoi clienti spiccano grossisti del mercato di Fondi come Vincenzo Garruzzo arrestato già per usura.
Inoltre Procaccini padre difende pure la moglie di Fazzone, a cui è intestata la villa di famiglia sequestrata perchè abusiva: il tribunale l’ha condannata a un anno (indultato) definendo illegale un condono ad personam varato dal comune.
Ma la lista degli amici di Fondi riserva altre sorprese , amico degli amici è pure Roberto Speciale , ex comandante della Guardia di Finanza che, dimettendosi dopo una velenosa polemica con il governo Prodi, contribuì a limitare i danni per Berlusconi alle elezioni del 2006, diventando quindi un suo parlamentare. Speciale è amicissimo di Soledad Esposito , proprietaria del camping Holiday Village. Sequestrato da un PM Latina, il campeggio di Fondi fu salvato da Fazzone che portò la questione in Tribunale.
Speciale è anche buon amico del collega fondano Claudio Fazzone, quello colla cassaforte di voti per intenderci ed ordinò – ma solo come atto di cortesia, niente peculato – al comandante di un aereo militare di trasportare addirittura sulle Alpi le spigole che secondo indiscrezioni venivano proprio da Fondi. Alla vicenda si è interessata la procura militare, ma poi il caso si è sgonfiato.
Fomidabili resistenze allo scioglimentodel comune.
Il governo , sebbene Maroni faccia un pò di storie, si limita a nominare un commissario fino alle elezioni amministrative di marzo. In questo modo, sindaco e consiglieri dimissionari potranno ricandidarsi. Gli stessi consiglieri che da mesi sono accusati di presunte collusioni con la mafia, potranno ripresentarsi alle prossime elezioni, per scelta di Maroni.
La richiesta di scioglimento di Fondi giaceva sul tavolo di Maroni da oltre un anno. Centinaia di pagine elaborate dalla una commissione a cui hanno fatto parte esponenti delle forze dell’ordine e della Prefettura di Messina. Il Governo non ha mai risposto, nonostante i 17 arresti per mafia e appalti (seconda retata in un anno) ordinati in luglio dai magistrati di Roma.
Il Consiglio dei ministri ad u certo punto decide di non decidere. Il motivo, spiega il Sacconi che con i colleghi Brunetta e Meloni ha preso molto a cuore il dossier Fondi, è che «la giunta potrebbe dimettersi».
Mai sentita un giustificazione così…
Rispondendo a una domanda di “Repubblica”, Silvio Berlusconi ha spiegato così lo stop: “Sono intervenuti diversi ministri che hanno fatto notare come nessun esponente della giunta e del consiglio comunale sia mai stato raggiunto da un avviso di garanzia”. Il che per ora è vero ma la nomina di un commissario non richiede affatto di provare la responsabilità penale dei politici in carica.
Come mai il tono di questa risposta ha il sapore di una ammissione del tipo :” io non c’entro nulla, prendetevela con costoro che…”?.
Marrazzo ha infastidito altri personaggi, anche nella sanità privata, dove ricostruendo la rete di interessi di Giampaolo Angelucci, re delle cliniche private nel Lazio, si scoprono conflitti col governatore poiché questi da commissario alla sanità aveva deciso di tagliare i finanziamenti.
Parliamo di Angelucci che è anche proprietario di testate nazionali come il Riformista e Libero, il primo giornale a cui si tentò di vendere il video.
Come mai più tardi lo stesso premier in qualità di magnate dei media si crogiola il video comparso nelle sue mani e scomparso tempo prima dalle mani obese di Cafassi, il pusher poi morto?
E come mai dopo un paio di settimane decide di fare la famosa telefonata amichevole a Marrazzo?
Ed i carabinieri? Cercavano la droga e un boss latitante, Antonio Iovine vicerè dei casalesi ancora a piede libero insieme con Michele Zagaria, l’altra primula rossa della criminalità organizzata del casertano. Sono inciampati nel telefono di un collega carabiniere e poi sono precipitati nel video sex di Marrazzo.
A settembre, poco prima che venga intercettata la frase sul «video del Presidente», un’informativa dei carabinieri di Caserta avvisa che ‘o Ninno (Iovine), potrebbe aver trovato rifugio per la sua latitanza nel tratto di territorio che va dal litorale domitio fino al golfo di Gaeta, il sud pontino, il basso Lazio
E chi è originario di Sperlonga ? Proprio Gianguarino Cafassi, il pusher dei trans, in stretto contatto con Marrazzo e confidente dei carabinieri della compagnia Trionfale: colui che secondo i verbali degli arrestati aveva soffiato la presenza del Governatore in via Gradoli.
«Grossi problemi di salute, pesava 200 chili» dicono oggi gli investigatori per giustificarne la morte.
Cafasso non può più parlare. Da ieri neanche Brenda . I 4 carabinieri cercano di allontanare da sè il maggior numero di responsabilità: il video, per esempio, lo avrebbe girato Cafasso (il gip non ci crede e lo addebita a loro).
Come mai Marrazzo ha ritirato tutte le cose che aveva detto e ora dice che non ci sono colpevoli, che i poliziotti non lo hanno ricattato, che nulla è successo?
Come mai muoiono provvidenzialmente due testimoni dei traffici e dei clienti, fra cui onorevoli bipartizan e chiappe d’oro non ancora identificati?
Perchè un’istituzione prestigiosa del Paese come l’Arma dei Carabinieri si è lasciata trascinare in un pantano fatto di video porno e squallide vicende di ricatti incrociati?
Crazyhorse70
Muore Brenda ma le impronte lasciate sulle chiappe silenziose di Marrazzo parlano chiaro e portano dai Casalesi passando per Fondi…
Scusate il sensazionalismo e le pruderie del titolo ma vorrei provare a smuovere un pò le acque di questa storia schifosa e trasversale che simboleggia l’Italia dei miasmi e del malaffare coperta dalla complicità di tutti o quasi.
Da una parte il governo ed i suoi interessi alla pax mafiosa, dall’altra una opposizione acquiescente e complice col suo peloso e doloso rispetto per la rovina politica ed umana di un uomo e di una famiglia “addolorati”.
Ma al dolore delle vittime chi ci pensa? Trans e pusher valgono meno di un cane se vengono ammazzati? Governo ed opposizione fanno a gara per tenere chiusa la pentola maleodorante della camorra trasversale.
Marrazzo se avesse ancora un oncia del rispetto per se stesso e per suo padre dovrebbe parlare e molto, dire tutto quel che sa. Se ha paura è un problema suo , poteva pensarci prima di far politica, quando ancora faceva il donchisciotte su RAI TRE ; era più facile parlare allora, vero? Quanto chiacchierava, quante e belle e facili denuncie faceva…
Intanto faccia i conti con la sua coscienza per quel che accade, se ne ha ancora una…
Stamattina hanno trovato il corpo di Brenda uno dei due trans al centro dell’inchiesta sulla presunta estorsione a Marrazzo.
Cronaca dalle AGENZIE .
Omicidio volontario. La procura di Roma sta indagando sulla morte misteriosa del transessuale Brenda, coinvolto nel caso Marrazzo. Si tratta della seconda morte misteriosa. Dopo lo spacciatore Gianfranco Cafasso, ucciso a settembre da un overdose in circostanze da chiarire, oggi è toccato appunto a Brenda, cara all’ex governatore del Lazio ma con la quale, secondo il racconto di Marrazzo, non ci sarebbero mai stati rapporti sessuali. Il suo corpo è stato trovato carbonizzato all’interno di un seminterrato trasformato in appartamento in via Due Ponti 180 a Roma.Accanto al cadavere, seminudo, c’erano due valigie chiuse, come se Brende fosse in procinto di partire. Ma potrebbe trattarsi di una messinscena. C’era anche una bottiglia di whisky. I vigili del fuoco sono stati chiamati per un incendio che si stava sviluppando nelle cantine di una palazzina in via Due Ponti, intorno alle alle 4.16 di stanotte. Arrivati sul posto dopo aver buttato giù la porta hanno trovato il corpo del trans, forse morto per soffocamento da fumo. A quanto si apprende l’appartamento – dove non pare che Brenda ricevesse i clienti – sarebbe composto da un unico locale, con un soppalco. E proprio nel letto posto sul soppalco è stato trovato, supino, il corpo di Brenda.
Alcune tracce di liquido infiammabile sarebbero state trovate nell’appartamento, non lontano dal cadavere di Brenda. Inizialmente gli inquirenti si erano soffermati su un borsone, vicino alla porta, da cui sarebbero potute partire le fiamme.
Dieci giorni fa era stata rapinata e picchiata.
«Certo, avevo quel video, lo custodivo nel mio pc ma l’ho distrutto perchè avevo paura». Diceva Brenda agli inquirenti in un interrogatorio messo a verbale.
Dunque Brenda custodiva il secondo video nel suo pc, lo stesso computer che oggi è stato trovato bagnato come se fosse stato immerso in acqua per danneggiarlo.
Adesso tocca a Natalie?
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Come detto in premessa molti hanno interesse ha chiudere questa storia come una classica storiaccia di trans e coca che ” pareggia ” politicamente i festini di Berlusconi, mette il silenziatore al moralismo della sinistra e mantiene in auge la legendaria vanità machista della destra ( “noi almeno andiamo a donne…” ) Un buon pareggio e tutti a casa. Questa è l’impronta che i media vogliono lasciare su questa vicenda.
Ma l’impronta lasciata sulle chiappe dell’ex presidente della regione Lazio è un pò più complessa. Che andando coi trasn e tirando coca sia stato inculato anche politicamente è ormai fuori di ogni dubbio e chi l’ha fottuto ha lasciato più di una traccia di sè. Una impronta che racconta molto di più dei trans e della coca , racconta di un grumo di sangue che porta dalle parti di Caserta passando per Fondi. Racconta di un alleanza politica - casalesi ai più alti livelli.
Trans e coca sono bruscolini rispetto al marcio che c’é dietro. La puzza si sente subito anche per un altro motivo .
Ci sono molti elementi che diverse persone conoscono ma che nessuno si preoccupa di evidenziare , riassumere, raccontare e non certo perchè ci sia una indagine in corso. Inoltre c’é un prefetto che viene smentito ed umiliato da molti mesi e che pure ha messo tutto per scritto, con nomi e cognomi. Perchè l’indagine mediatica non segue l’intendenza questa volta? Forse perchè la puzza di camorra e di coperture politiche arriva forte fino a Roma?
La rapidità con cui i media di regime si sono tuffati nel chiacchiericcio osceno su Marrazzo ed i suoi gusti trans é proporzionale alla noncuranza con cui hanno tralasciato di dire una sola parola sullo scontro tra Marrazzo e il Comune di Fondi colluso con la camorra.
Basterebbe riunire i fatti ed operare una operazione di semplice matematica , la somma ( 2 + 2 = 4 ), non per sputare sentenze superficiali ma solo per farsi venire voglia di capire ed indagare.
Una cosa che nell’Italia di Berlusconi sembra ormai una bestemmia ed anche fra i suoi presunti oppositori pare essere una antica e fastidiosa abitudine da abbandonare…
Cominciamo a riunire solo i fatti senza chiamarli neanche indizi.
Marrazzo era un habitué dei trans e della coca. Andava spesso in via Gradoli con ricche mazzette di denaro ed era in buoni rapporti con un pusher di nome Cafassi , un omone obeso , detto “”il pusher dei trans”.
Cafassi è stato trovato morto il 12 Settembre scorso. E’ lui che ha cercato di vendere il video di Marrazzo alle croniste di Libero per 500mila euro. Aveva detto loro di “essere nei guai“. Cafassi è originario del pontino, del basso Lazio.
Fondi è il comune mafioso del sud del Lazio. La zona è di competenza della Camorra, dei Casalesi. E Cafassi prendeva la droga da loro. Poi qualcosa è andato storto con costoro: potrebbe essere stato lui a mettere in mezzo Marrazzo?
In effetti i Casalesi avevano buoni motivi per mettere sotto il loro tallone colui che li stava scontentando e che aveva nominato un nuovo direttore del mercato ortofrutticolo, un tecnico, e sempre a Fondi aveva negato un’altra nomina in una società che gestisce gli immobili dello stesso mercato ortofrutticolo. Sapevano delle sue compromissioni con il Cafassi e il mondo parallelo di Via Gradoli. Premevano sul Cafassi per costringerlo a vender loro il video. Della sua fine si sa poco. Hanno detto arresto cardiocircolatorio.
Nel contempo rileggiamo la vicenda nazionale .
Il Governo aveva rinunciato a commissariare il comune di Fondi, ponendosi in una posizione garantista, esasperatamente garantista, nei fatti dalla parte della camorra.
Tutti sanno del via vai con la cittadina pontina di tre ministri importanti dell’attuale governo , tutti e tre - che coincidenza – difendevano i mafiosi del comune di Fondi opponendosi al commissariamento in sede di Consiglio dei Ministri.
Intanto si sa anche che B. ha in mano il video – tralascio per brevità raccontare come sia arrivato a lui, per il momento – e se lo tiene per due settimane; poi decide di entrare nella partita con un avviso amichevole molto poco istituzionale per un presidente del consiglio. Pensare che in realtà fosse una intimidazione “Sei nelle nostre mani, farai quello che vogliamo” dato il pulpito da cui proviene il messaggio non è arbitrario.
Ma che aveva fatto di specifico Marazzo?
Marrazzo come già detto aveva posto ai vertici del mercato ortofrutticolo di Fondi un tecnico dalle note capacità, per bloccare le infiltrazioni della camorra. E aveva espresso parere negativo su una nomina in cui erano coinvolte due società, IMOF e MOF, che gestiscono il mercato immobiliare con personaggi legati alla ’ndrangheta e alla camorra.
Queste cose sono nero su bianco nelle accuse formulate dal prefetto Frattasi e dai magistrati competenti quando hanno chiesto il commissariamento del Comune di Fondi.
Anche Storace arriva a dire che “sarebbe interessante capire quali atti (relativi al governo della Regione) siano stati compiuti tra la fine di giugno e ottobre per capire chi facesse pressione su chi”.
Chi è ricattato dalla criminalità non si limita a pagare in denari, paga anche in altri modi. Loro lo sanno e chiedono.
Marrazzo nel frattempo aveva detto: “Le istituzioni devono immediatamente dare un segnale inequivocabile sul Comune di Fondi. Anche questa bomba testimonia l’esistenza di un clima di violenza e illegalità che mette sotto assedio la città e i cittadini. In questa situazione lo scioglimento è un atto indifferibile. Il Comune di Fondi va sciolto senza più dubbi perché non possiamo consentire che la cittadinanza resti prigioniera di questa emergenza legalità e sicurezza.”
Ma Berlusconi non dà il via alla procedura, traccheggia e sente altre campane.Tra l’altro si può ben dire che se il governo avesse fatto il proprio dovere , avrebbe indirettamente coperto Marrazzo nella sua iniziale resistenza alle pressioni delle cosche.
Forse qualcuno c’era , Maroni ad esempio, cje avrebbe voluito farlo ma ha trovato una controresistenza fortissima, formidabile.
La richiesta di scioglimento del Comune di Fondi per pesanti condizionamenti mafiosi sull’attività amministrativa risale al febbraio 2009.
Sebbene richiesta per 2 volte anche dal Ministro dell’Interno Maroni, il Governo l’ha respinta con giustificazioni paradossali, rifiutando il commissariamento. Alla fine Sindaco e maggioranza hanno scelto di dimettersi da soli.
All’interno del Governo c’erano forti resistenze al commissariamento. Il Comune di Fondi è governato dal 2006 da una maggioranza in cui prevale FI per il 46%.
Le pressioni più forti vengono da ambienti del governo legati per motivi elettorali e familiari alla zona, gente del calibro di Brunetta, Matteoli e Meloni, con quest’ultima che si esprime esplicitamente a favore del comune di Fondi.
Ma perchè costoro si danno tanto da fare per la giunta di Fondi?
Cos’altro c’é che pochi dicono ma molti sanno , notizie che però non bucano i video di nessun telegiornale?
FINE PRIMA PARTE. CONTINUA DOMANI…
Crazyhorse70
Berlusconi ed il ventriloquo Schifani: la pistola scarica del pistola
Considerazioni politiche
Il presidente del senato ha dichiarato che “se la maggioranza non è compatta si va a nuove elezioni“.
Il presidente del consiglio il giorno dopo lo smentisce ma intanto ha fatto circolare la voce come una minaccia.
Poichè la sortita dello scudiero del premier non aveva avuto gli effetti desiderati tra i suoi riottosi alleati, Berlusconi si è affretato a smentire il suo collaboratore facendogli fare – e così formalmente evitando di fare anch’egli – una figura non eccelsa.
Vedo che anche oggi il vecchio ricattatore Kossiga si inserisce nella polemica minacciosa dicendo la sua nei confronti di Fini.
In realtà nonostante quel perfetto cretino di Feltri si affanni a snocciolare cifre e sondaggi, la pistola delle elezioni è scarica e non funziona. Anche perchè Bossi vuole a tutti i costi portare a casa legislatura e federalismo e Fini ha il solo intento di logorare il cinghiale ferito torturandolo senza alcuna fretta. Le opposizioni invece hanno tutto l’interesse a consolidarsi nella lenta crisi del berlusconismo per giungere rinvigoriti alle elezioni politiche anche anticipate ma non troppo.
Inoltre non s’é mai visto un tacchino fare il tifo per il natale e poichè la maggioranza uscita dalle elezioni è numericamente fortissima e non ha ancora passato il termine minimo previsto per la pensione, sarà molto complicato pensare che nel segreto del’urna votino il proprio suicidio e si mandino a casa da soli.
Peraltro devo dire che secondo me Fini è solo uno che sta facendo una battaglia per sè più che per limitare il potere autoritario di berlusconi e tutto sommato potremmo interpretare la commedia tra i due come il giochino del gatto e la volpe o, se preferite, del poliziotto buono e di quello cattivo.
Sarebbe pertanto molto grave ed imperdonabile che qualcuno a sinistra pensasse che Fini stia facendo veramente l’argine democratico , sentendosi magari così sollevato dal peso di doverlo fare lui, l’argine!
Che la prossima volta trovi una pistola carica di una minaccia seria Berlusconi se vuole essere credibile e che nessuno creda veramente che Fini in cambio di altra visibilità e di altro logoramento del premier non ceda sulla giustizia.
Perchè errarre è umano per il PD ma perseverare è diabolico.
Piuttosto diano un segnale alla propria base partecipando al NO BERLUSCONI DAY e facendo meno chiacchiere in parlamento.
Considerazioni costituzionali
Ma al di là delle ovvie considerazioni politiche che smentiscono i progetti cruenti dei berlusconici, c’è dell’altro e cioé che sarebbe ora di finirla con questa visione impropria del nostro assetto costituzionale, la leggenda della costituzione ” materialmente ” cambiata.
Ricapitoliamo per coloro che amano questa favoletta.
Alle dimissioni del premier non consegue automaticamente lo sciolglimento delle camere, il presidente del consiglio non decide da solo dopo le dimissioni e non esiste nell’attuale sitema , checchè se ne dica in giro da parte di aspiranti costituzionalisti della domenica laureati ad Arcore, un rapporto diretto tra governo e popolo.
Quindi in caso di dimissioni di berlusconi, Napolitano ha il dovere di incaricare altri che possano cercare e trovare una maggiornaza in grado di sostenere un governo che continui la legislatura.
Questo è l’attuale assetto costituzionale, se qualcuno volesse mofidificarlo si desse da fare col procedimento dell’art. 138 e con la sua prevista maggioranza dei due terzi, ricordando che altrimenti può esser chiesto un referendum oppositivo come successe nel 2006.
Questa era la repubblica parlamentare della prima repubblica e questa lo è della cosidetta seconda.
L’art. 88 della costituzione prevede che il presidente della repubblica sentiti i presidenti delle due camere può sciogliere le stesse . Il presidente del consiglio dal momento che ha il potere di controfirmare il decreto di scioglimento ( art. 89) concorre in questa decisione con un ruolo notarile secondo alcuni , paritario secondo altri.
Ma nessuno - nè in dotrina nè in giurisprudenza - ha mai pensato che possa il premier decidere la questione con un potere unico o comunque in posizione superiore a quello del PdR sul tema, quest’ultimo sulla questione essendo invece in posizione dominante.
Poi in base agli artt. 92 e 94 cost il PdR nomina il PdC e su indicazioni di questi i suoi ministri. Tale governo siffatto ha dieci giorni di tempo per trovare la fiducia delle camere, altrimenti si dimette ed avvengono altre consultazione ed altro politico a cui viene affidata la guida di un governo. Solo quando non sia più possibile salvare la legislatura il PdR scioglie le camere.
C’è qualcuno che ancora non si è accorto che di riffa o di raffa sono mesi che il governo tratta solo dei fatti privati del berlusca?
C’è qualcuno che ancora non si è accorto come questi fatti confliggano con gli interessi degli italiani?
Crazyhorse70
Diciamo la verità : Berlusconi è isolato nel palazzo, non fra la gente ed il No Berlusconi Day è una iniziativa politicamente inutile
Premetto che il mio giudizio su Berlusconi assomiglia sempre di più a quello che ne ha la maggior parte di voi in questo blog ma non posso esser d’accordo sulle conseguenze che S.B. dovrebbe – secondo voi – trarne automaticamente perchè tale eventualità è ancora una ipotesi astratta ed irreale.
Ho letto un paio di sondaggi che contrastano con l’aria di disfacimento che tira a Palazzo Chigi e nel parlamento e considero questa contraddizione un argomento interessante da proporre.
Inoltre voglio spiegare perché non sono d’accordo con il NO BERLUSCONI DAY, pur trovandolo, per altri aspetti una trovata geniale.
Sondaggio Politico-Elettorale sulla fiducia nel Governo Berlusconi pubblicato il 17/11/2009 su La Repubblica, che lo ha commissionato ad IPR Marketing http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=3609
Risulta che la fiducia in Berlusconi premier è passata dal 53% dell’8 maggio 2008 al 45% di oggi.La fiducia nel governo è passata dal 49% al 40% nello stesso periodo.
Sui partiti prendiamo questo sondaggio pubblicato ieri su “il liberale” http://il-liberale.blogspot.com/2009/11/i-sondaggi-di-gpg-simulazione-elezioni_17.html .
In sintesi e per comodità riferisco che :
il centrodestra è intorno al 45% (pdl 32, lega12,5 mpa 1 )
il centrosinistra è intorno al 35 % ( pd 25 , idv 6,5 , sin.libertà 2,5 e radicali 1,5 )
il centro è intorno all’11,5 % ( Casini 7,1, Rutelli 4,4 )
la destra intorno al 2 %
la sinistra comunista intorno al 3 %
Berlusconi continua a perdere consensi in maniera lenta ma costante mantenendo ancora un buon risultato personale , superiore al risultato del suo governo ed anche alle aspettative di chi credeva di averlo atterrato con scandali e crisi economica.
Mi pare che fosse Mediolungo qui dentro a parlare di rapporto fiduciario speciale e devo dire che questo argomento appare condivisibile poichè penso che pochi altri leader nel mondo dopo tutto quel che gli è successo avrebbero uno ” zoccolo duro” di elettori di tale quantità e testarda fedeltà.
Sebbene abbia finora tradito le aspettative liberali S.B. mantiene un certo rapporto di fiducia – appena scalfito – col proprio popolo.
Quel che perde il pdl scivola verso destra , Lega e specialmente astensionismo
Il Pd non intercetta nulla , anzi perde verso Rutelli e va bene Casini.
In sintesi seppur lentamente continua il lento disamorarsi dei berluscones della prima ora, come il sottoscritto. L’alternativa che lo intercetta non c’è ancora e vengono premiate le soluzioni di apparente buon senso e di “palazzo” oppure la Lega e la destra, ma in misura minore
C’e come sempre un buono spazio a sinistra ma non viene coperto in modo unitario per il classico autolesionismo tipico di quelle zone dove preferiscono la divisione dell’atomo alle prese di responsabilità.
Si percepisce nell’aria comunque l’avvisaglia di qualcosa che potrebbe modificare i rapporti di forza, ma per ora berlusconi é sicuramente più isolato fra i suoi ministri e deputati che fra la sua gente.
C’è disaffezione ma ancora allo stato gassoso, non ben orientata politicamente in una direzione diversa ed alternativa a quella del centrodestra.
Senza alcuno scopo polemico devo aggiungere che nel paese reale, pieno di problemi e sicuramente di domande rimaste senza risposta fino ad ora, non si percepisce quell’aria di resa dei conti che da alcune parti, compreso in questo blog, si vuole rappresentare.
Con questo concordo con Panattoni per un maggior realismo politico e machiavellico nell’analisi dei fenomeni sociali. Io stesso, pur non aspettandomi alcunché da questo berlusconi ( vedi post del 19 ottobre scorso ) , non credo che fuori da questo assetto di interessi politici coagulati intorno a S.B. ci sia la possibilità di aggregare una base sociale ed una dirigenza politica capace e coerentemente liberale.
Per diretta conseguenza non ritengo che il NO BERLUSCONI DAY sia altro che una trovata mediatica che lasci politicamente il tempo che trova, capace magari di dettare i titoli dei giornali per qualche giorno ma nulla di più, perchè ciò che non è nella pancia del popolo è sovrastruttura, è sociologia , è accademia ma non è politica.
Dal mio punto di vista le persone , anche quelle di sinistra, non hanno affatto tutta questa voglia di fare l’ennesimo rito di purificazione e di massaggio muscolare, un rito che riporta a periodi storici dove la necessità di un contatto, un bagno di folla con propria base , era reale.
Oggi quello stesso popolo chiede ed in fretta fatti concreti e di governo ed ha poca o nessuna voglia di liturgie e prove di democrazia.
Insomma la trovata geniale ma virtuale non colpisce lo stomaco ma lambisce la mente di chi è già disposto.
E’ però una bella trovata. Sono del resto convinto che dal punto di vista tecnico evolutivo siano giuste le argomentazioni di Rosellina sulla modernità e sul carattere geniale ed anche rivoluzionario di un certo uso del web e per questo faccio già da ora le mie congratulazioni sincere a Franca Corradini ed agli altri ideatori.
Sarebbe utile sviluppare questo lato della genesi della iniziativa per capirci di più, ma mi rendo conto che non si può chiedere – mentre si rema fra le onde - informazioni specifiche sul mezzo e sulla vela, aspetterò la fine del viaggio.
Vincenzo Cantera
La mia verità sul No Berlusconi Day e perchè niente sarà più come prima dopo il 5 dicembre 2009
Come è stato possibile che poche persone su Facebook abbiano creato questo ambaradan che ormai detta l’agenda politica del paese?
Quale è la forza vera , forse ancora sconosciuta , del web che cambia lo stesso concetto di partecipazione popolare, che modifica le relazioni umane quantitativamente e qualitativamente in modo tale che presumibilmente nulla sarà come prima dopo il 5 dicembre 2009?
Io non sono in grado di rispondere a queste domande in modo esauriente, posso solo raccontarvi come la sottoscritta , mezza schiappa del web, abbia avuto la fortuna di star vicino a questa storia, di sentirne l’odore attraverso la sua amicizia e la sua disinteressata collaborazione con Franca Corradini.
Franca Corradini lavora ad Arezzo, è una direttrice amministrativa combattiva che ha sempre lottato per la trasparenza amministrativa nella scuola. Ha condotto battaglie interne ed esterne sul web contro la corruzione e le sacche di malversazione, spesso da sola ma mai veramente isolata . Perchè aveva ed ha un alleato forte, il web.
Lei ha quasi sempre messo la sua faccia ed il suo nome, talvolta è stata costretta ad utilizzare dei nick nei momenti più delicati ( uno dei quali mi pare fosse Robin ) quando solo il web è stato suo amico centuplicando il suo messaggio nelle mille voci che si disperdono in mille rivoli dappertutto e con ciò garantendole la necessaria pubblicità, garanzia per se stessa e le proprie battaglie.
La conosco ormai da un paio d’anni , ma dico subito – e così scandisco immediatamente uno dei temi del post – che il concetto di tempo nel web è molto relativo. Conoscersi sul web crea una complessità di rapporti ed una profondità di scambi che fa sì di ottenere in pochi mesi una reciproca conoscenza di livello tale che nella vita cosiddetta reale si raggiunge con almeno il triplo del tempo.
Posso dire che Franca è una donna tosta in concreto, nei fatti. Io ho la prova provata di quel che dico.
Lei non ha mai avuto paura di iniziare battaglie anche da sola come ho detto perchè ” sola” nel web non lo sei mai; nel senso di isolata, intendo, specie una come lei che sa utilizzare il web in questo modo. Mi ha sempre detto dell’importanza di internet ed io spesso non le credevo ma ha smentito ogni mia prudenza o riluttanza. Prima organizzando da sola una serie di battaglie che l’hanno resa famosa nel suo ambiente, la scuola, vero punto di rifermento nel tempo per molti.
Poi organizzando insieme a San Precario il NO GELMINI DAY e mobilitando tutta italia : annuncio il 1 settembre sul blog a scuola di BUGIE ed il il 5 successivo la mobilitazione con grande successo.
Matura poi nel tempo, in particolare dopo la sentenza sul Lodo Alfano, l’idea del NBD a tre mesi esatti di distanza dal No Gelmini Day
Erano pochi , fra gli altri San Precario, come dicevo, che si definisce “ un tizio che nessuno conosce e che, vi garantisco, è un cittadino comune che lavora, rispetta le regole e le leggi e che è mosso dal desiderio di vivere in un Paese normale “
E poi oltre alla coppia già sperimentata nella giornata contro la Gelmini c’erano e ci sono tutt’ora altri eroi del web come Giuseppe Grisorio, Franz Mannino, Zio Elio, Tony Troja e il gruppo Freek
Ma come si è passati da una idea semiclandestina che i primi tempi provocava sorrisi ironici e fastidi espliciti a quella che sarà sicuramente una giornata di svolta epocale per la stessa idea di partecipazione politica in Italia?
Questo è quel che dice San Precario che la vede così “ come una straordinaria esperienza, come le pratiche innovative che ci hanno consentito di costruire questo percorso e che ci porteranno alla manifestazione del 5 dicembre; una manifestazione che, a mio avviso, avrà effetti importanti nel quadro politico e che sarà, per livello di partecipazione e di contenuti, tra le più importanti della storia della Repubblica“
Io non sono in grado di spiegare l’alchimia magica che sottende a questi miracolosi eventi ma so bene che c’é una ragione, c’é qualcosa di sommamente giusto e razionale in tutto ciò.
Pensiamo in concreto alle forme della partecipazione politica, utilizzando come esempio gli aspetti logistici ed organizzativi.
Chi ha fatto politica sa l’importanza di permettere alla gente di ritrovarsi, mettere a disposizione risorse economiche e logistiche solide, collaudate e durature.
Questo è proprio il compito che la costituzione italiana affida ai partiti politici : l’articolo 49, secondo il quale tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere “con metodo democratico” a determinare la politica nazionale.
Non è questa la sede adatta per discettare del metodo democratico e del perché per ragioni storiche – talvolta giustificate altre volte un pò meno - molti partiti hanno spesso rifiutato nel corso degli anni di compiere fino in fondo il passo verso l’associazione riconosciuta, anche se si può tranquillamente affermare che lo scopo fosse quello di non esser sottoposti al controllo dello stato.
Se poteva esser giustificabile tale atteggiamento nel PCI antisistema degli anni ‘50 certo non lo era successivamente né per quel partito né per tutti gli altri perchè quello che era considerato un illegittimo controllo politico in realtà era e nel tempo sicuramente sarebbe stato per tutti solo ed esclusivamente un controllo a garanzia della democrazia interna, verificando in sostanza la compatibilità democratica degli statuti. E qui il riferimento è invece al partito azienda di Berlusconi.
Dico questo per ricordare ogni aspetto – anche quelli negativi – del partito come mezzo, come filtro politico tra lo stato ed il cittadino, un filtro che comunque ha funzionato nel tempo proprio con questo scopo : organizzare la partecipazione politica. Questo è quello che facevano una volta i partiti specialmente a sinistra connotandosi poi loro stessi per la partecipazione popolare alle scelte , alle lotte. Unire studenti ed operai , intellettuali e braccianti agricoli in unico idem sentire fu una delle caratteristiche principali delle stagioni di lotta ormai lontane nel tempo.
Oggi non c’e’ più , anzi da tempo manca questa funzione, le sedi dei partiti sono vuote e si riempiono solo in vista di elezioni. Come sempre quando c’e’ un vuoto politico per una legge fisica quel vuoto viene immediatamente riempito da altri. Ed andiamo alle dolenti note del berlusconismo, ma qui ci fermiamo, perchè il punto é che quel vuoto non può nè deve a tutti i costi esser riempito come lo è stato fino ad oggi.
C’é anche altro che può riempirlo questo vuoto, un mezzo neutro non un contenuto patologico.
Questi altri è il web e ciò è facilitato dalla natura stessa intrinseca del mezzo.
Difatti quella attività di filtro e di agevolazione alla partecipazione avviene sul web in pochi microsecondi, in maniera piena e consapevole, con modalità chiare e estremamente diffuse .
Basta scorrere le pagine locali su Facebook dedicate al «No Berlusconi Day» per rendersi conto di come prende forma una manifestazione dal basso: trovare le persone necessarie per riempire un pullman è un gioco da ragazzi, così come non è più un problema cercare la persona giusta per svolgere questo o quel lavoro. Qualcuno ha bisogno di disegnare un banner, lo scrive in bacheca e in un baleno arriva il grafico. Lo stesso accade per trovare le persone per scegliere la società dai prezzi più convenienti, o la tipografia a cui far stampare i volantini. Saltano le mediazioni, cambia il peso del tempo e dello spazio nelle relazioni ( da http://unita.it/news/italia/91340/cos_nasce_una_protesta_dal_basso.)
Da tempo ormai internet permette di svolgere questa funzione con grande efficienza e funzionalità. La buona volontà, la velocità di ideazione ed esecuzione, la capillarità della diffusione delle informazioni, sono aspetti che rendono superabile ogni ostacolo , anche quello talvolta fastidioso e misterioso dell’anonimato.
Perchè si crea un lavoro che é in fieri, sicché work in progress diventa tale da selezionare di per sè i compiti e le aspettative , da specificare e professionalizzare il metodo prima ancora dei protagonisti. Ed in ultimo anche questi, rendendo l’anonimato di alcuni non più un ostacolo ma talvolta addirittura una risorsa, uno degli ultimi terreni adatti al frutto anarchico, uno sberleffo , professionale e quindi inattaccabile, alla autorità costituita.
Mi fermo qui perchè sono una mezza schiappa del web ma sento fortemente che nulla dopo il 5 dicembre 2009 sarà come prima.
Rosellina
Si spengono le luci, tacciono le voci e dal buio si sente sussurrar : é finita!
L’atmosfera intorno al governo ed a Berlusconi è satura di scintille e si notano i movimenti scomposti e frenetici delle fasi che precedo in genere i cambiamenti.
Sotto il profilo economico continua l’inazione di Tremonti che scontenta sia i fautori di una politica di forte intervento nell’economia quanto i seguaci del liberismo. Semplicemente sotto il vestito di condoni e di scudi fiscali, niente.
Tutto ciò che aveva a che fare con le necessità ed i bisogni degli italiani è fuori dalla finanziaria licenziata dal senato.
Niente Cedolare secca del 20% sugli affitti, niente credito di imposta, niente fondi per la ricerca, niente taglio dell’IRAP, niente quoziente familiare per le tasse, niente investimenti sul lavoro e nemmeno gli 80 milioni promessi dalla Gelminiper i precari, niente Banca del mezzogiorno, niente investimenti sulla banda larga, con queste ultime due questioni secondo alcuni solo prorogate per il passaggio alla camera.
Dopo aver tagliato in due anni 1, 5 miliardi nel comparto sicurezza, ora ce ne rimettono 100 milioni, ma con un trucchetto per il quale vengono prelevati da un fondo dove erano già destinanti a tale scopo. Se anche fossero soldi veri sarebbero un insulto dopo quel genere di tagli.
I servi berlsuconici dai loro tg delle 5 reti di raiset spacciano per taglio alle tasse la proroga del versamento del 20% dell’acconto IRPEF di novembre alla prossima primavera: due lire in più per le piccole partite iva sotto natale, due lire in meno a Pasqua quando gli stessi “fortunati” dovranno restituire.
Non è passato al Senato l’emendamento che prevedeva lo stanziamento di 100 milioni di euro per far fronte alle esigenze delle popolazioni di Messina e di Scaletta Zanclea, colpite dalla recente alluvione.
Il governo è dilaniato da uno scontro interno del genere : liti furibonde prima della fine
Dopo un anno e mezzo dall’inizio della legislatura, la maggioranza più forte che sia mai uscita dalle urne in Italia appare davvero divisa su tutto. La strategia di Fini ormai è chiara: da una parte, il presidente della Camera fa sì sì con la testa a Berlusconi, poi continua ad aprire continui fronti di sottecchi.
Continua più acerrimo che mai lo scontro tra Tremonti ed il gruppo intorno a Baldassarre: in senato si è risolto a vantaggio del primo ma solo per un soffio. Astensioni incrociate, liti furibonde del ministro economico con Brunetta( ” ti prendo a calci in culo se solo ti avvicini” ) e con la Presigicamo («Cara Stefania, questo modo siciliano che hai di ragionare... »ed in risposta volano carte ed improperi «A me certe battute non le fai»).
Sempre più gente del pdl si smarca da berlusconi facendo delle precisazioni e dei distinguo che un tempo sarebbero stati impossibili – dall’avv. Bongiorno a Pecorella , da Taormina per finire a Baldassarre , da Granata a Bocchino, da Ronchi a Poli Bortone a diversi altri deputati di A.N. mentre l’affaire Cosentino rischia di esplodere in mano al berlusca se continua a maneggiarlo come fa in questi giorni.
Anzi non credo di esagerare se penso che la pentola della campania esploderà molto presto e travolgerà sia il pezzo di sinistra dalemiano ancora a guardia del bidone Bassolino che l’ ampio fronte del centrodestra ed il motivo scatenante saranno proprio l’intreccio camorra – rifiuti-termovalorizzatore.
Berlusconi in crisi personale e di isolamento interno
Berlusconi sempre più ossessionato dal chiodo fisso di sfuggire ai giudici è ormai assente completamente dalla vita politica dimostrandosi disinteressato ad ogni altro aspetto : vaga depresso e pensieroso ed alla fine lo stress senza via d’uscite l ‘addormenta, nelle riunioni è spesso sonnacchioso. Ha cominciato l’altro giorno a Berlino a dormire mentre parlavano i suoi colleghi europei e pare che anche ieri al CdM continuasse ancora. Dal giorno del redde rationem con Fini è caduto in un baratro sconsolato , aggravato dalla definitiva iniziativa giudiziaria della moglie che ne richiede la separazione per colpa. Inoltre è ormai consapevole che a colpi di invenzioni di mavalà Ghedini finisce per prenderle
sui muso senza anestesia come col Lodo Alfano.
Ancora sulla giustizia sfatiamo la legenda dei 5 telegiornali di RAISET: i successi quotidiani degli inquirenti nella lotte alla mafia sono avvenuti non grazie al governo, ma nonostante il governo.
I buoni risultati sul fronte della cattura dei mafiosi latitanti e della confisca dei beni sono dovuti all’impegno costante e spesso eroico degli inquirenti , cioè di quei poliziotti panzoni lasciati senza macchina, soldi e benzina da questo governo che gli ha tolto 1,5 miliardi in un anno e mezzo e di quei giudici assassini e toghe rosse che berlusconi combatte da anni e contro i quali si ascalgia con leggi e con dichiarazioni mediatche roboanti un giorno sì ed un giorno pure.
Nel frattempo si apprestano a varare la “riforma della giustizia” che dalle anticipazioni ufficiali del ministro Alfano, consisterebbe nel far finire i processi dopo due anni dal decreto di rinvio a giudizio, “riforma” valida per i processi in corso e solo per gli incensurati.
Anche un laureato in giurisprudenza della università di paperopoli capirebbe che tutto ciò è anticostituzionale ed infatti fra i tanti anche un giurista socio da sempre del premier, Baldassarri , ha riconosciuto essere una vera schifezza anticostituzionale.
Schifezza perchè in tal modo si travolgerebbero decine forse centinaia di migliaia di processi di grande allarme sociale, per salvare il premier da un paio di processi che lo riguardano.
Chicca finale i beni confiscati alla mafia non avranno più quell’utilizzo sociale che hanno avuto finora, ma saranno venduti a i privati, con buone ottime chance per la mafia , quindi , di ricomprarseli tutti.
Penso alla associazione LIBERA ed al bel lavoro fatto per i terreni dei corleonesi di Riina ed immagino già il figlio del boss già prionto a riprendersi la roba del padre.
Anche a questo progetto manca solo il nome ed il cognome dello sventurato destrico che sarà costretto ad intestarselo, per aggiungersi agli altri cognomi famosi ( ex Cirielli, Cerami, Pecorella ecc. ) alle leggi vergogna del passato.

Un mondo in fase di transizione
Probabilmente viviamo in un tempo di crisi, di contrasti e rivolgimenti profondi, un tempo di transizione convulsa verso un mondo possibilmente nuovo, diverso, ma non sappiamo ancora se migliore o peggiore di quello esistente.
Da ogni parte del globo, persino dagli angoli più remoti ed isolati del pianeta, provengono segnali caotici che inducono a pensare che stiamo vivendo una fase storica di trapasso verso un’epoca in cui gran parte delle precedenti categorie politiche, filosofiche, etiche, spirituali, potrebbero essere rovesciate, quantomeno di senso.
Tanto per citare qualche esempio banale ma efficace, un atteggiamento di carattere ottusamente protestatario rischia di invertirsi nel suo valore opposto, ossia in un gesto qualunquistico e reazionario. La ribellione si inverte nel suo termine contrario, cioè l’obbedienza. Il falso progresso copre in realtà un pericoloso regresso. La verità cela la menzogna. E via discorrendo.
A me pare che in questo discorso risuoni l’eco di “vecchie”, ma ancora attuali, riflessioni pasoliniane come quelle contenute negli Scritti corsari e nelle Lettere luterane, pubblicate postume nel 1976. Nell’ultimo anno della sua vita, cioè nel 1975, Pasolini condusse, dalle colonne del “Corriere della Sera” e del “Mondo”, un’appassionata requisitoria contro l’Italia del suo tempo, distrutta esattamente come l’Italia del 1945, che per certi versi assomiglia in modo raccapricciante all’odierna società italiana.
Muovendo dall’analisi dei mutamenti culturali degli anni del “boom economico”, Pasolini rinveniva i segni e le testimonianze di un inarrestabile degrado: la crisi dei valori umanistici e popolari; le lusinghe del consumismo, più forte e corruttore di qualsiasi altro potere, più totalitario, feroce e brutale di ogni fascismo; le distruzioni operate dalla classe politica; un’invincibile e diffusa ansia di conformismo; le mistificazioni di certi intellettuali autoproclamatisi progressisti. A conferma che la Storia non procede sempre in avanti: l’individuo e la società possono, purtroppo, regredire.
Ebbene, cosa c’è di più degradante ed inquietante dell’immondizia e della grave crisi sociale scatenata dai rifiuti (non mi riferisco solo alle vicende campane, alla drammatica vertenza napoletana) che ha fatto emergere dai cumuli di immondizia e dalle macerie civili, etiche e spirituali, una spazzatura molto peggiore, di tipo morale e politico?
Oggi servirebbe probabilmente un nuovo grande Processo giudiziario contro l’attuale classe politica dirigente a livello locale, cioè in Campania, e sul piano nazionale.
Un processo di carattere penale, da celebrare nelle aule di un tribunale, come quello suggerito e proposto da Pasolini nelle Lettere luterane.
Il grande Processo (la P maiuscola, che lo apparenta a quello di Kafka, è stata scritta da Pasolini) alla classe politica italiana (il “Palazzo”), rivolto contro i “gerarchi democristiani”, in particolare: “Parlo proprio di un processo penale, dentro un tribunale.” I politici (a maggior ragione anche quelli di oggi) dovrebbero essere “accusati di una quantità sterminata di reati, che io enuncio solo moralmente […]: indegnità, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con i banchieri, connivenza con la mafia, alto tradimento in favore di una nazione straniera, collaborazione con la Cia, uso illecito di enti come il Sid, responsabilità nelle stragi di Milano, Brescia e Bologna […], distruzione paesaggistica e urbanistica dell’Italia, responsabilità della degradazione antropologica degli italiani […], responsabilità della condizione, come suol dirsi, paurosa, delle scuole, degli ospedali e di ogni opera pubblica primaria, responsabilità dell’abbandono ‘selvaggio’ delle campagne …”. Cioè la responsabilità di tutto, e quindi un processo imperniato sul mondo degli italiani del 1975 (e del 2008).
Tra i capi d’accusa appaiono anche responsabilità di natura morale, più che penale: ad esempio la “degradazione antropologica degli italiani”, (tra)passati nel giro di una generazione dalla campagna alla città, e sedotti dal consumismo, imposto prima della costruzione di un tessuto sociale serio e civile. “In ciò non c’è niente di sfumato, di incerto, di graduale, no: la trasformazione è stata un rovesciamento completo e assoluto.” Una trasformazione alienante, brutale, disumanizzante, distruttiva.
Il Processo non doveva essere un Processo di stampo kafkiano, ossia simbolico, allegorico, letterario ed immaginario, ad un Palazzo kafkiano. L’ipotesi pasoliniana puntava invece alla realtà, con il solo difetto di essere espressa da un poeta scandaloso e in uno stile da poeta, che si avvale di anafore, iperboli, iterazioni, che non poteva avere né rispetto umano né un ascolto scientifico: “Nessuno ha mai risposto a queste mie polemiche se non razzisticamente, facendo cioè illazioni sulla mia persona. Si è ironizzato, si è riso, si è accusato. Ciò che io dico è indegno di altro; io non sono una persona seria.”
Mi domando cosa scriverebbe lo “scandaloso” Pasolini contro gli odierni scandali politici e morali del nostro Paese, contro l’immane scempio di un territorio sommerso ed avvelenato dalle scorie e dagli scarti d’ogni genere, industriali, chimici, nucleari.
Ma ancora di più mi chiedo cosa direbbe Pasolini contro lo scandalo di un’immondizia senza dubbio più fetida, putrida e nauseabonda, quella della classe politica più inetta ed ignorante d’Europa, composta da una banda affaristica e criminale che infesta e corrompe ormai da anni l’intera nazione. Un’associazione a delinquere legalizzata, che rivendica il fatto di aver ricevuto dal “popolo” una legittimità “democratica”, scambiata evidentemente come un’autorizzazione a delinquere, quasi una “licenza di uccidere”.
Licenza di uccidere ed annientare, in senso neanche tanto metaforico, quel poco che resta dei diritti, delle garanzie e delle libertà politiche e sindacali, gli elementi residuali di una legalità democratica sancita solo formalmente dalla Costituzione, le leggi a tutela delle categorie economicamente più deboli e svantaggiate, il tessuto già fragile della pacifica convivenza civile tra le persone, ogni parvenza di progresso e di emancipazione.
Lucio Garofalo
Quale avvenire per le giovani generazioni?
Rendiamoci conto da chi siamo governati. Ad esempio, prendiamo in considerazione il “geniale” ministro Brunetta, che si erge (si fa per dire, vista l’altezza) ad eroe e paladino di una crociata antifannulloni. Ebbene, costui è un docente universitario, ossia appartiene all’elite dei professori, a quella categoria dei docenti che guadagnano troppo e, almeno in molti casi, lavorano assai poco. Infatti, lo stesso Brunetta è stato censurato e richiamato più volte proprio per assenteismo dal Rettore dell’Università dove (non) lavorava. Lo stesso Brunetta risultava un primatista dell’assenteismo anche nel Parlamento Europeo: infatti, figurava tra i parlamentari europei maggiormente assenteisti. Insomma, Brunetta è il classico ministro che predica male e razzola peggio.
Passiamo alla Gelmini, che è soltanto il ministro-ombra dell’Istruzione. Il vero ministro che detta la politica scolastica del governo è Giulio Tremonti. A proposito del quale bisogna riconoscere che si sta dimostrando assolutamente incapace di gestire l’attuale crisi economica. Ecco chi sono i nostri governanti: gente inetta e irresponsabile! Si badi bene che il mio non è un discorso fazioso, animato da sentimenti di partigianeria politica. Non critico la politica del governo perché è di destra, mentre il sottoscritto si dichiara di sinistra. Occorre superare tali idiozie, andare oltre queste insulse categorie.
La verità è che sono preoccupato della situazione, sono inquieto per il futuro non solo della scuola, ma dell’intero paese, sono crucciato per l’avvenire delle giovani generazioni. Sono allarmato perché stanno letteralmente smantellando e impoverendo la scuola pubblica, stanno disarticolando la parte che funziona meglio, ossia la Scuola Primaria, che risulta essere tra le migliori del mondo, collocandosi ai vertici delle graduatorie mondiali, almeno in base alle valutazioni internazionali. In tal modo si rischia di condannare i nostri giovani ad un triste futuro di degrado ed ignoranza, quindi di mancanza di libertà, democrazia e giustizia sociale. Dunque, domandiamoci quale modello di scuola e di società, quale avvenire vogliamo consegnare ai nostri figli.
Ma non è solo l’attuale governo ad aver accumulato gravi responsabilità politiche e morali. La storia, in effetti, è molto lunga e risale indietro nel tempo sino agli anni ’90, esattamente al 1998, quando Berlinguer (ministro della Pubblica Istruzione in un governo di centro-sinistra) varò ed introdusse la cosiddetta “autonomia scolastica” e la “parità scolastica”. In altri termini, ciò ha significato un incremento progressivo dei fondi economici destinati alle scuole private e una sottrazione crescente di fondi alle scuole pubbliche. Da ciò è scaturita un’accelerazione storica del processo di dissoluzione della scuola pubblica, a cui la Gelmini sta assestando il colpo letale e finale.
Lucio Garofalo
No berlusconi day : genesi e crescita della strada di ritorno da un apparente punto di non ritorno
In uno dei periodi più bui della storia dell’Italia contemporanea….
in un apparente stato di abulia generale…..
nei pensieri spenti di gente, soprattutto giovani, ormai rassegnati ad un futuro buio , senza speranze…
ecco che una scintilla si accende nella piazza più democratica esistente : Il WEB.
Alcuni blogger ( San Precario, chi scrive, Giuseppe Grisorio, freeK,Tony Troja ) il 9 ottobre 2009 lanciano il No Berlusconi day aprendo una pagina su Facebook.
La miccia parte lentamente ed inesorabile…
Aderiscono i primi blog , i primi cittadini…la voce, piano piano , inizia a circolare.
Sempre più forte …100.000 fans……. 120.000 ….150.000…
Altri gruppi facebook quasi da subito promuovono con forza e convinzione l’iniziativa :
Mobilitazione Nazionale per chiedere le Dimissioni di Berlusconi.
Contro il governo della vergogna, per il rilancio della Sovranità Popolare
Aumentano i fans in modo esponenziale.
Ed ecco che arrivano le prime adesioni dei partiti dell’opposizione.
Ci sono i primi incontri “dal vivo”, i primi scontri, le critiche, le supposizioni, le illazioni, i tentativi ( molto maldestri ) di delegittimare la manifestazione ed i fondatori dell’idea.
La crescita continua 200.000….
Arriva un invito autorevole al popolo italiano ad aderire alla Manifestazione del 5 dicembre : in una nota (La doppia sfida del premier ai cardini della democrazia ) sul proprio profilo FB il Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione Ferdinando Imposimato invita i cittadini a partecipare a No Berlusconi day..
250.000….
I media iniziano ad accorgersi del grande movimento che si è creato
La manifestazione è nata, crescerà autonoma.
Per fare fronte alla emergenza democratica, serve una forte mobilitazione sociale.Il passaggio è critico e non permette tentennamenti di sorta. Tocca a tutti gli italiani, al di là delle loro appartenenze politiche , dire no al Presidente del Consiglio. ( Ferdinando Imposimato )
Sappiatelo ………….dopo il 5 dicembre NIENTE SARA’ PIU’ COME PRIMA
Franca Corradini
Se lo dice lui…non diteci più che non è vero, che è propaganda antiberlusconiana
Mi sono imbattuto in questa gustosissima intervista che Confalonieri (per chi non lo ricordasse, è il presidente di Mediaset) ha rilasciato a Claudio Sabelli Fioretti, de La Stampa di Torino, il 2 novembre. Data la sua lunghezza, sono costretto a stralciarne alcuni brani. Mi limito a riportarne qui, commentandoli, alcuni passi salienti.
«I giudici sono potenti e ci tengono ad esserlo. Berlusconi si difende».
Scappando dai processi, cambiando le leggi…
«Le leggi ad personam? Le fa per proteggersi. Se non fai la legge ad personam vai dentro. Una volta dentro, poi non ti chiedono scusa. È il sistema della giustizia in Italia. I magistrati sono gli unici che non pagano mai: irresponsabili».
Perché i magistrati ce l’hanno con lui?
«Viene vissuto come un parvenu, come un intruso».(…)
Hai capito? Pane al pane, eh. Adesso lo dicono chiaro, netto e tondo: le leggi ad personam esistono, eccome. Hanno smarrito definitivamente ogni sorta di pudore. Andiamo avanti.
Gli inizi di Berlusconi comunque…
«Berlusconi si finanziò con 30 milioni della liquidazione del papà… non certo con i soldi della mafia...». (…)
Eh no, Fedele, lo so che sei fedele, ma questa è una balla e lo sai. Altrimenti non si capisce perché, a fronte di domande precise dei giudici in tal senso, Berlusconi si è avvalso della facoltà di non rispondere. E questo, tralasciando il fatto che con trenta milioni di lire dell’epoca (equivalgono a qualcosa come un milione d’Euro odierni), non si comincia nemmeno a scavare le fondamenta di Milano Due…
Che senso aveva l’anticomunismo se il comunismo non c’era più?
«C’erano gli effetti della sbronza comunista. C’era ancora la paura del comunismo».
E Berlusconi ne ha approfittato. Marketing.
«Ma anche politica».
Glielo dice a Berlusconi che i comunisti non ci sono più?
«Glielo dico. Ma bisogna ammettere che è un ottimo argomento di vendita».
Politica e marketing…
«Se funziona… In fondo gli altri, pur di vendere copie, gli danno del pedofilo».(…)
Finalmente! Eccolo lì che lo ammettono: è una panzana, grossa come una casa! Solo che se lo dice chiunque altro, gli danno del comunista. Appunto.
«L’errore di Berlusconi è pensare che tutti i magistrati siano rossi. Sbaglia. E io glielo dico. Parlando di toghe rosse compatta quelli che sono rossi con quelli che non lo sono. I magistrati sono ottomila. Contro Berlusconi ce ne saranno qualche centinaio».
Lui odia farsi processare.
«Ma ragazzi, quanti processi ha avuto? E non è mai stato condannato».
Condannarlo? Mica facile…
«Allude alla prescrizione?»
Alludo.
«Oh, ma la prescrizione a favore di chi va? A favore del giudice che non riesce a dimostrare la colpevolezza».
E qui siamo alla tradizionale difesa del “non hanno mai trovato nulla di serio a suo carico.” Balla colossale, ma ci siamo abituati. Però poi sentite cosa dice Fedelino:
C’è prescrizione e prescrizione.
«Questa è la lotta fra Berlusconi e i magistrati. Berlusconi non si vuol fare mettere sotto. Poi uno può dire: è populista, è peronista. Sarà vero. Ma non è antidemocratico».
Però è peronista e populista…
«Certo che è populista. Ma la demagogia c’era ai tempi di Atene. Pericle era un grande demagogo. L’importante è il “check and balance”, la separazione dei poteri che ti impedisce di esondare…».(…)
In questo passaggio, implicitamente, Confalonieri ammette che la prescrizione è un escamotage per scapolarsela dai processi; ammette che è un populista e un demagogo (cioè uno che racconta un sacco di balle): infatti più avanti nell’intervista, a una domanda sulle bugie di Berlusconi, Confalonieri dice: «Qualche balla la racconta, ma “pour enjoliver la verité”, abbellire la verità. I grandi venditori sono anche dei grandi cacciaballe…». Infine il Fedelissimo cade miseramente sul check and balance: proprio quello che Berlusconi vuole evitare, a tutti i costi. E infatti più in là è costretto ad ammetterlo, guardate qui.
Lui dice: «Purtroppo non ho il cinquantun per cento»…
«Trattare non gli piace. Gli riesce difficile prendere atto che la democrazia pone dei freni. Silvio è un uomo del fare. I freni gli danno fastidio. Ma non è un dittatore come dicono».
Sarà. Però, mentre dice che non è un dittatore, ha già ammesso che per il potere è disposto a stravolgere le leggi, a evitare il check and balance, a raccontare al popolo un sacco di balle.
E infine, e questa forse è l’ammissione più grossa, ecco una affermazione che, nel suo sconcertante candore, rende esplicita l’enorme responsabilità politica, morale e storica del Berlusconi sedicente statista:
«Se Berlusconi si fosse limitato alla televisione, oggi avrebbe più del novanta per cento dei consensi. Ma ha voluto giocare in prima persona. E ha spaccato in due il Paese»
Dati e fatti

